Vai al contenuto

Porco Rosso e Ponpoko


El Barto

Messaggi raccomandati

uff... però alla fine, quando ci sono di mezzo le opere di miyazaki, per quanto possano essere ben costruite narrativamente e ricercate esteticamente, sembra che gli argomenti di punta siano sempre gli stessi nonostante passino i decenni. è deprimente e mi fa passare la voglia di darci un'occhiata.

 

Ogni uomo riesce a narrare sempre una sola storia durante una vita. Se gli va bene.

 

Nella maggioranza dei casi, neppure una.

mah. se la storia è autoreferenziale, probabilmente sì.

cmq non discuto sul fatto che vi sia una complessità di fondo nei lavori di questo autore; ma circa a metà del papiro che hai scritto fatico a distinguere cosa sia farina del sacco di miyazaki e cosa sia una tua interpretazione (delle sue opere) o opinione personale. nel caso, non che quest'ultima non possa essere interessante o inerente, ci mancherebbe, tuttavia è a parte.

mi riferisco a frasi come:

 

Com'è maschile, vero? O bianco o nero, buoni e cattivi, cose così. Ovviamente il primo dei due mondi si idoltra (ma non si avrebbe il coraggio di toccare/sporcare, solo masturbazione da sotto il piedistallo!), e l'altro si disprezza.

 

Se provate a rifletterci davvero, troverete queste verità anche in fondo al vostro cuore. E' una cosa umana.

 

Amare una donna significa farle fare una vita (sentimentale) che le permetta di essere, o semplicemente restare, quello che avrebbe voluto sempre essere.

 

Tutte le rori credono e sognano il principe azzurro. E tutte le donne sono state rori prima di diventare donne.

 

Cosa abbiano potuto conservare, nella loro crescita, della loro pura e idealistica mentalitù infantile dipende soprattutto dalle circostanza e soggetti sentimentali che il loro imprescindibile bisogno di vivere gli ha fatto incontrare.

 

Perché a differenza dei maschi, le donne sono condannate alla vita. Sempre e comunque. Nessuna fuga ammessa.

 

sì insomma... manco il papa durante la messa domenicale generalizza a tal punto la Santa Verità.

se però questa tesi coincide con il miyazaki pensiero (quanto di quel tempo e quanto di adesso?) ho scoperto che posso farne tranquillamente a meno.

Link al commento
Condividi su altri siti

occhio e croce Shito dà un'interpretazione del pensiero ( e di consguenza opera ) di Miyazaki, indipendentemente dal fatto che l'autore di questo sia completamente o meno cosciente di ciò che esprime.

 

A me come interpretazione sembra coerente e confacente.

 

 

Come pensiero - al di là del fatto che sia interpretazione, formulazione originale o misto delle due - lo trovo condivisibile.

 

Molto bello il passaggio su Marco e Fujimoto.

 

Trovo condivisibile anche quello sulla divisione tra sante e puttane, che imho però appartiene ad uomini mediocri.

Modificato da silent bob
Link al commento
Condividi su altri siti

@Dairon: ho maturato la convizione - senza offesa personale eh - che per un tizio mezzasega dietro al pc occuparsi di politica in grande scala equivalga a occuparsi di storia o di mitologia o di fantasi

 

Più che plausibile. Val la pena di pensare se è così anche per chi è dietro i pennini di un manga o le sudate carte di uno scritto filosofico, come è in questo caso.

Link al commento
Condividi su altri siti

@Dairon: ho maturato la convizione - senza offesa personale eh - che per un tizio mezzasega dietro al pc occuparsi di politica in grande scala equivalga a occuparsi di storia o di mitologia o di fantasi

 

Più che plausibile. Val la pena di pensare se è così anche per chi è dietro i pennini di un manga o le sudate carte di uno scritto filosofico, come è in questo caso.

 

 

cancellato perché non lo ritenevo pertinente cmq visto che si è nell'Ot proseguiamo:

 

in linea di massima penso che la considerazione valga anche per il creatore e non solo per il fruitore.

Non a caso il sudore che butto nel forum politica è simile a quello che si versa nelle sfide al campetto.

Link al commento
Condividi su altri siti

Che gioia vedere tante risposte, tutte sul topic, tutte oneste!

 

Adesso mi metto di impegno e rispondo a tutti. :)

 

Premessa generale:

 

il livello di sarcasmo/sfottò/supponenza in quanto seguirà è ZERO.

 

Vi prego di leggere tutto così. Se pare diversamente, è un mio errore espressivo/comunicativo e me ne scuso a priopri.

 

Prendete questa righe come un tentativo autoermeneutico a priori.

 

Sono appassionato, ma non saccente. Almeno in questo momento.

 

Perché a differenza dei maschi, le donne sono condannate alla vita. Sempre e comunque. Nessuna fuga ammessa.

 

E se arrivano alla fuga loro, è la fine del mondo. Che poi è quello che sta accadendo, no?

 

Anche ammettendo che le cose stiano davvero come dici tu e che stiano effettivamente cambiando, continuo a non capire perchè tale cambiamento dovrebbe portare necessariamente al peggio..

Ricorda: ciò che non si evolve (ovvero cambia..) prima o poi si estingue.

Solo il tempo può dire se un cambiamento sarà in peggio o in meglio..

 

Nel *mio* pensiero, infatti, la maschilità (intesa come: la componente maschile dell'animo umano, NON riscontrabile al 100% in NESSUN essere reale, reale) è infatti:

 

logos -> pensiero -> voglia di ordine -> voglia di stasi -> non cambiamento -> ergo morte.

 

La vita è cambiamento, è divenire, è passare del tempo.

Ed è anche impermanenza.

 

Difficilmente la 'mente logica maschile' potrà realmente accettare tutto ciò. Sopportare è una cosa, accettare è altra.

 

Orfeo, che poi rappresenta l'Apoll(ine)o, non lo può accettare.

 

Euridice, che pure era la fanciulla uber-virtuosa che poverina muore proprio per FUGGIRE da uno stupro, accetta di essere morta. Ormai è morta, e questo è PARTE della vita.

 

Orfeo no. Fa un tentativo impossibile, che Ade gli concede perché sa già che fallira.

 

Quando fallisce, poi IMPAZZISCE e diventa un hikikomori.

 

Quando nella sua fuga rifiuta le donne, quelle SE LO SBRANANO, eh!

 

 

Indi parlavo di 'Orfismo'. Questo termine non l'ho inventato io.

 

La mia rilettura è semplicemente una quadratura tra questo e la 'mente artistica umana' nella storia dell'uomo stesso.

 

L'arte è l'opera di un essere sterile: l'uomo (maschio).

 

Ma ci avete mai pensato che per il maschio la creazione della vita è l'atto divino per antonomasia, il grande mistero, mentre per la donna è un atto di vita?

 

Avete mai pensato che 'la giustizia' (Athena) ovvero l'ordine nasce dalla TESTA di Zeus (parto mentale maschile -> concetto di 'giustizia').

 

L'uomo maschio non può che fissare la realtà dinanzi ai suoi occhi in categorie: giusto/sbagliato, buono/cattivo, etc etc etc.

 

Il che non ha NULLA a che fare con la vita e il tempo, che sono femminili, e che sono il semplice adattamento a quel che la corrente porta, e si va avanti in qualche modo.

O eventualmente persino CAUSARE il caos, perché il caos e la vita e la stasi è la morte.

 

Sono sempre le donne a INDURRE la crescita del loro uomo, che sta benone nell'infanzia.

 

E ora ditemi che in Miyazaki i maschi non sono tutti bambinoni e le donne tirano la carretta.

 

O ditemi che non è Eva a offrire la Mela ad Adamo (uomo mio, ribelati al padre, divieni autocosciente ed autodeterminato e CRESCI!).

 

Ora, in tutto questo io non dico che gli uomini siano fighi i le donne lame.

 

Dico che un uomo '100% maschio' ci pensa e si suicida, imho, oppure fa l'esteta tutta la vita -che è un messo suicidio- in tutte le sue forme, dal dandismo al dongiovannismo all'essere otaku.

 

Collezionare femmine 'conosciute' (ma quanto inconosciute!) o modellini è la stessa cosa.

 

E dico che una donna '100% femmina' che sicuramente si adatta alla vita, non è che non sappia soffrire per la sua idealità -che non la porta al suicidio, ok, ma esiste-.

 

Io dico, per questo, che l'uno ha bisogno dell'altra, sempre e comunque e NEL GIUSTO MODO.

 

Questo è il cardine non della mia filosofia -che sarebbe riduttivo- ma del mio pensiero e della mia vita. :)

 

Per questo credo che più che curarsi del fanciullino pascoliano che è in lui, e che tanto c'è sempre, i maschi dovrebbero curarsi di non far morire 'seppellitta sotto la vita' la 'rori eloisica' che è in ogni donna, fintanto che la vita non la schiaccia del tutto.

 

Perché il fatto che le donne fuggano porta alla fine del mondo?

 

Perché un uomo fa sempre in tempo a crescere.

 

La donna ha il tempo delle sue età scandito.

 

E una madre infelice fa figli infelici.

 

Avete presente, e dico solo questo, MEDEA?

 

Tremo al sol pensiero.

 

*************

 

uff... però alla fine, quando ci sono di mezzo le opere di miyazaki, per quanto possano essere ben costruite narrativamente e ricercate esteticamente, sembra che gli argomenti di punta siano sempre gli stessi nonostante passino i decenni. è deprimente e mi fa passare la voglia di darci un'occhiata.

 

Ogni uomo riesce a narrare sempre una sola storia durante una vita. Se gli va bene.

 

Nella maggioranza dei casi, neppure una.

mah. se la storia è autoreferenziale, probabilmente sì.

cmq non discuto sul fatto che vi sia una complessità di fondo nei lavori di questo autore; ma circa a metà del papiro che hai scritto fatico a distinguere cosa sia farina del sacco di miyazaki e cosa sia una tua interpretazione (delle sue opere) o opinione personale. nel caso, non che quest'ultima non possa essere interessante o inerente, ci mancherebbe, tuttavia è a parte.

 

Quando provo a scrivere qualcosa, qualsiasi cosa, persino i post qui, alla fine sto in qualche modo dicendo sempre la stessa cosa.

 

SE si ha qualcosa da dire (e se non lo si ha, bisognerebbe solo tacere) in genere è una Verità in cui si crede disperatamente e che si ritrova in ogni gesto, in ogni sguardo, in ogni pensiero.

 

Posso pensare che crescendo e invecchiando si aggiungano dettagli, e più profondo buon senso, e si metta in prospettiva tutto... ma il fulcro resta quello che è.

 

Alla fine, tutti i grandi autori della storia dell'uomo hanno a mio dire TENTATO di dire una sola cosa, nella loro vita.

 

Per esempio Fujimoto è il contrario di Marco Pagot, ma è solo una visione più onesta sulla stessa faccenda.

 

 

mi riferisco a frasi come:

 

Com'è maschile, vero? O bianco o nero, buoni e cattivi, cose così. Ovviamente il primo dei due mondi si idoltra (ma non si avrebbe il coraggio di toccare/sporcare, solo masturbazione da sotto il piedistallo!), e l'altro si disprezza.

 

Se provate a rifletterci davvero, troverete queste verità anche in fondo al vostro cuore. E' una cosa umana.

 

Amare una donna significa farle fare una vita (sentimentale) che le permetta di essere, o semplicemente restare, quello che avrebbe voluto sempre essere.

 

Tutte le rori credono e sognano il principe azzurro. E tutte le donne sono state rori prima di diventare donne.

 

Cosa abbiano potuto conservare, nella loro crescita, della loro pura e idealistica mentalitù infantile dipende soprattutto dalle circostanza e soggetti sentimentali che il loro imprescindibile bisogno di vivere gli ha fatto incontrare.

 

Perché a differenza dei maschi, le donne sono condannate alla vita. Sempre e comunque. Nessuna fuga ammessa.

 

sì insomma... manco il papa durante la messa domenicale generalizza a tal punto la Santa Verità.

se però questa tesi coincide con il miyazaki pensiero (quanto di quel tempo e quanto di adesso?) ho scoperto che posso farne tranquillamente a meno.

 

Devi discernere tra il mio pensiero, e quanto di questo si ritrova ANCHE in Miyazaki.

 

Io sono molto più apollineo di lui. Lui ha idee più confuse, più sensuali, meno quadrate.

 

Questo lo espresse benissimo il figlio quando disse che Miyazaki narra in modo 'eros' e Takahata in modo 'logos'.

 

Miyazaki NON è un intellettuale puro: è una persona che ha pensato ed ha un pensiero e lo mette in quel che fa -involontarisamente, persino-, ma non scriverebbe mai un post come il mio, né ci ragionerebbe in questi termini. Lo disse lui stesso a Venezia, che fare film è il modo in cui riesce a esprimersi. Ha un pensiero molto 'visivo'.

 

NON dico che il mio pensiero sia quello di Miyazaki. E' il mio.

 

Dico che in Miyazaki vi siano pensieri che sono affini a una certa parte del mio pensiero. Ci sono dei riscontri. Che sono stati per me conferme, soprattutto, e a volte spunti.

 

Se rileggi il mio precedente post e hai presente il film, tu come chiunque potrai facilmente discernere tra 'cosa è nel film e nell'autore, indi nel suo pensiero' e 'cosa è parte del pensiero di Shito, ma è un'astrazione non conscia al pensiero di Miyazaki'. :)

 

Se avrai voglia di fare questo distinguo, credo che poi ti saranno più chiari entrambi, perché nel dissecarli li avrai distillati. Ma non è che ti stia chiedendo questa fatica, non sono tranto presuntuoso. Era solo per intendersi. Ciò non togliendo che se poi tu lo facessi davvero me ne sentirei onorato e felice, certo.

 

 

*******

 

E pensare che Nausicaa (manga) per me è una riflessione eminentemente politica. Per quanto idealistica, eh.

 

No, questa non posso passartela. ^^;

 

La questione politica, in Nausicaa, è un background della questione umana.

 

C'è tutta la maturazione di Miyazaki sulla questione 'il fallimento del socialismo è la prova che gli esseri umani si sono sopravvalutati, e che l'unico paradiso è l'infanzia' (<- frase sua molto posteriore, come si vede è sempre un vecchio otaku), ma Nausicaa era e resta una sotra nata dall'influenza della LeGuin, ovvero della ricerca dell'equilibrio tra la civiltà umana (anche sociologicamente intesa) e il mondo naturale. Più tutto il discorso che facevamo sopra, che lo ritrovi pari pari in Nausicaa e K'shana, si capisce.

 

Il mio consiglio è quello di discernere meglio nell'interesse psico-sociologico di M. e quello schiettamente 'politico'. :)

 

****

 

 

 

Trovo condivisibile anche quello sulla divisione tra sante e puttane, che imho però appartiene ad uomini mediocri.

 

 

E' assolutamente sensato che nella tua visione attuale ogni 'artista', che è comunque un escapista, sia un uomo mediocre.

Modificato da Shito
Link al commento
Condividi su altri siti

Invece secondo me Nausicaa è precisamente colei che va a impattare con la disumanità dell'ideologia predittiva (marxista), e con la fredda logica del rapporto ecologia/homo sapiens, e non l'accetta su basi emotive. E questo non le piace, perché si rende conto che alla fine resta con un pugno di mosche: non ha un piano migliore di quello della cripta, disumano e finanche improbabile (la creazione dell'umano "migliore") che sia.

Perché il finale del manga è triste? Perché il problema non è risolto. Abbiamo una figura messianica che dà un esempio di pietà, e abbiamo meno dolore per questa era grazie alla sua intercessione, ma sa che ha cancellato un progetto di speranza "orrenda" che non può sostituire. Alla fine non ci ha guadagnato niente: la principessina dopo aver fatto volontariato a Dorok torna nel suo castelluccio, sperando che forse la prossima guerra sia meno inevitabile, e morirà domandosi se gli umani "impareranno la lezione" (cosa che bene o male si chiedeva all'inizio - molta fatica per niente?).

Sola con il suo senso di colpa per aver nascosto all'umanità la verità, che sia stato con un fine superiore importa poco, chissà se sarà stata la scelta migliore. Beh, sola con il tizio della foresta, ok, in fondo s'è trovata un sostituto della casa del signore delle idre... ma con lo stesso senso di rassegnazione e in finale con la rinuncia al suo obiettivo, esempi di pietà a parte. Però alla fine che fa che non avesse fatto da subito? Lei desiderava di più.

Come il comunista Miyazaki che una volta che non ci crede più, non ha altro da proporre, si ritira a fare esempi di "bambini che ritrovano la felicità" (e qualche adulto) e questo non lo soddisfa, per quanto creda nella cosa.

 

tl;dr nausicaa manga è triste perché la sua ricerca della verità la porta solo a cancellare la "risposta" altrui al problema dell'uomo, ma non ad elaborare un piano suo personale.

Modificato da Dairon
Link al commento
Condividi su altri siti

Invece secondo me Nausicaa è precisamente colei che va a impattare con la disumanità dell'ideologia predittiva (marxista), e con la fredda logica del rapporto ecologia/homo sapiens, e non l'accetta su basi emotive. E questo non le piace, perché si rende conto che alla fine resta con un pugno di mosche: non ha un piano migliore di quello della cripta, disumano e finanche improbabile (la creazione dell'umano "migliore") che sia.

 

Allora giochiamo a capirci.

 

Questa per me non è una questione politica, è un 'dramma umano', dell'umanità che cerca (non può evitarlo, in quanto colonia di essere autocoscienti) di pensare a sé stessa.

 

Nausicaa fa una cosa maschile contro una cosa maschile: cercare una alternativa più illuminata a un idea che si direbbe illuminata.

 

La maggiore illuminazione di N. sta nel fatto che lei ha forti base emotive, perché è femmina e rori e tante cose.

 

Oh, anche nel film Nausicaa calma i vecchietti con un atto (si toglie la maschera e thumbs-up) non con un *discorso*, eh!

 

Ma è fallimento lo stesso. Nel senso che il finale è quello del teatro dell'assurdo, tipo 'Waiting for Godot' e cose.

 

O, se vogliamo, è anche il finale del più bell'episodio di Arjuna.

 

Si dovrebbe semplicemente giungere alla conclusione che l'umanità è un bug della natura stessa?

Che o si pensa di estinguere l'umanità (e pure ASAP), o si accetta che l'umanità distruggera 'per sua natura' la natura?

Forse.

 

Ma a tutto questo Miyazaki ci arriva tardi, eh!

 

E' un otaku pure lui. Nella sua giovinezza e prima maturità ha avuto e tenuto a cuore tanti begli ideali arcadici.

 

Di fatto, il finale di Nausicaa (manga) va a braccetto con quello di Mononoke HIme.

 

Poi resta solo l'escapologia triste di On Your Mark, e il capitolo 'pensiero universale' è chiuso, e si riparte con i 'pensierini particolari' della vecchiachia, dopo un 'ritiro' che, a ben vedere, c'è stato eccome.

 

 

 

Perché il finale del manga è triste? Perché il problema non è risolto. Abbiamo una figura messianica che dà un esempio di pietà, e abbiamo meno dolore per questa era grazie alla sua intercessione, ma sa che ha cancellato un progetto di speranza "orrenda" che non può sostituire. Alla fine non ci ha guadagnato niente: la principessina dopo aver fatto volontariato a Dorok torna nel suo castelluccio, sperando che forse la prossima guerra sia meno inevitabile, e morirà domandosi se gli umani "impareranno la lezione" (cosa che bene o male si chiedeva all'inizio - molta fatica per niente?).

Sola con il suo senso di colpa per aver nascosto all'umanità la verità, che sia stato con un fine superiore importa poco, chissà se sarà stata la scelta migliore. Beh, sola con il tizio della foresta, ok, in fondo s'è trovata un sostituto della casa del signore delle idre... ma con lo stesso senso di rassegnazione e in finale con la rinuncia al suo obiettivo, esempi di pietà a parte. Però alla fine che fa che non avesse fatto da subito? Lei desiderava di più.

Come il comunista Miyazaki che una volta che non ci crede più, non ha altro da proporre, si ritira a fare esempi di "bambini che ritrovano la felicità" (e qualche adulto) e questo non lo soddisfa, per quanto creda nella cosa.

 

tl;dr nausicaa manga è triste perché la sua ricerca della verità la porta solo a cancellare la "risposta" altrui al problema dell'uomo, ma non ad elaborare un piano suo personale.

 

Se mi permetti, tu hai letto bene Nausicaa e ne dai una buona lettura, buona perché profonda e direi onesta alla mente dell'autore.

 

Solo, non chiudere questa bella lettura in un discorso 'politico'. E' un insulto al meraviglioso esempio di fruizione di un'opera che puoi dare con uno scritto come questo.

 

versione tl:dr di cosa ti dico io -> il concetto di 'politica' è sopravvalutato e abusato, e non è buono da usarsi per cose serie, universali e profonde come l'arte o la filosofia o l'indagine dell'animo umano. :)

 

Grazie soprattutto del bellissimo scambio di visioni, che poi credo proprio fossero coincidenti.

Link al commento
Condividi su altri siti

Questa per me non è una questione politica, è un 'dramma umano', dell'umanità che cerca (non può evitarlo, in quanto colonia di essere autocoscienti) di pensare a sé stessa.

 

Essendo per me una metafora di riflessione sul marxismo, ho altri dubbi su come caratterizzarlo se non come "riflessione politica".

 

versione tl:dr di cosa ti dico io -> il concetto di 'politica' è sopravvalutato e abusato, e non è buono da usarsi per cose serie, universali e profonde come l'arte o la filosofia o l'indagine dell'animo umano.

 

Io invece ti dico di usare le parole normali, non di eliminare quelle che si ritiene (in maniera esclusivamente personale, se posso, o forse solo postmoderna) "inferiori". Non penso che se avessi detto "filosofia marxista" sarebbe cambiato nulla, no? Però visto che parliamo di crollo delle ideologie (faccenda geopolitica e di amministrazione politica) la questione sia meglio posta con tal termine. Io penso che quando si professava comunista senza problemi lui mica avrebbe avuto remore a parlarne come politica (non era iscritto al partito?). Cambierà poco, per carità, visto che sembra siamo d'accordo, però credo sia più "corretto" questo uso delle parole. :thumbsup:

 

Comunque è buffo - a volte con i tuoi "deliri maschilisti" (se permetti l'espressione :P ), mi fai credere che M. potrebbe essere d'accordo con te su questo dettaglio.

Qui no, assolutamente. Se anche Nausicaa fa pochi discorsi (che è tutto da vedere sia una cosa "da uomini", in realtà) in finale è la scelta è veicolata da un dialogo.

Link al commento
Condividi su altri siti

Non dimenticare tuttavia che la fase 'comunista' di M. era chiusa già quando iniziò Nausicaa.

 

Per questo io penso più a una riflessione sul 'socialismo e le sue concretizzazioni nella storia, ovvero sul valore reale/attuativo dell'ideologia' che una riflessione 'politica sul Marxismo' tout-cour.

 

In questo senso, dicevo, c'è un'universalità ben più ampia dell'ambito politico: c'è sociologia, psicologia del singolo e del gruppo, etc.

 

Che ne pensi?

 

Secondo la tua logica, anche Mononoke Hime potrebbe definirsi come 'una riflessione politica', ma non ti parrebbe riduttivo nel senso di eccessivamente focalizzante su un aspetto financo troppo specifico?

Link al commento
Condividi su altri siti

Ma in Mononoke Hime non vedo qualcosa che possa essere interpretato come una metafora dell'ideologia in questione. Quindi penso in quel caso si possa utilizzare la categoria più generica (o forse più basilare? Sì, meglio) della riflessione sociologico-ecologica.

 

Inoltre, in Nausicaa secondo me la riflessione è maturata sì anche (poi) dalle vicende geopolitiche, però la sua è una risposta all'ideologia che deve essere ancora attuata (non è che il problema sia Dorok così com'è, è il progetto).

Link al commento
Condividi su altri siti

Capisco.

 

La domanda di rito è: quanti anni avevi quando l'hai visto?

Tre estati fa precise precise. :sisi:

Quindi ventun'anni, insomma. :sisi:

 

Non eri piccolo, ma non credo neppure che io a quell'età sarei riuscito a 'sentire' granché non già del 'senso', ma del 'sentimento' dell'opera.

 

Mi permetto dunque di consigliarti una re-visione dell'opera. :)

Link al commento
Condividi su altri siti

Io so solo questo: Miya-san nella famosa intervista apparsa su Mangazine, afferma che Porco ( al tempo il suo ultimo lavoro) è l'unico film fatto per passione e non per il pubblico, cosa che non avrebbe dovuto fare.

Secondo lui, infatti, un regista dovrebbe lavorare più per il pubblico che per soddisfare le proprie esigenze artistiche.

Poi però si contraddice in parte dicendo che esistono anime stupidissimi ( quelli per "i maniaci e i collezionisti": ma non sono anche quelli un tipo di pubblico che va soddisfatto? Mah!)

Link al commento
Condividi su altri siti

Capisco.

 

La domanda di rito è: quanti anni avevi quando l'hai visto?

Tre estati fa precise precise. :sisi:

Quindi ventun'anni, insomma. :sisi:

 

Non eri piccolo, ma non credo neppure che io a quell'età sarei riuscito a 'sentire' granché non già del 'senso', ma del 'sentimento' dell'opera.

 

Mi permetto dunque di consigliarti una re-visione dell'opera. :)

Beh, a questo punto quale miglior scusa dell'uscita autunnale? :sisi:

Link al commento
Condividi su altri siti

 

 

Trovo condivisibile anche quello sulla divisione tra sante e puttane, che imho però appartiene ad uomini mediocri.

 

 

E' assolutamente sensato che nella tua visione attuale ogni 'artista', che è comunque un escapista, sia un uomo mediocre.

 

bah, non so se 1) quello schema mentale sia riconducibile solo ad escapisti ed artisti 2) sia in essi sempre presente.

 

Il disprezzo per chi fa proprio quel ragionamento è diverso da quello che nutro per l'escapista, sebbene siano simili sotto alcuni aspetti. Chessò a me sembra anche molto un ragionamento vecchio stile, mi viene ora in mente di certi discorsi al campetto quando ascoltavo allibito che i pompini te li fai fa dalle puttane ( di strada ) e dalla fidanzata no.

 

Io allibito mi domandavo perché quelle si e queste altre no e mi rendevo conto un pò di quel discorso, almeno a livello intuitivo, e non mi era per niente simpatico.

E il tizio che mi spiegò sta cosa ora è tipo un mezzo boss dello spaccio al mio paesetto indi con otaku-artista e cazzi vari non c'entra niente. ( non che ora, cresciuto, non si faccia fare i pompini dalla fidanza ma imho lo schema mentale c'è sempre )

Modificato da silent bob
Link al commento
Condividi su altri siti

Bob, non mischiare male i discorsi.

 

L'Orfismo è per me in tutti, dico tutti, i maschi.

 

Quindi 'troie tutte troie tranne mia madre e mia sorella' e tutto il resto, a basso livello. Anche nel caso che tu riporti, che è tipico.

 

Colui che poi questi stessi conflitti va a metterli, in varie forme ed espressioni, su carta o tela o marmo lo chiami 'artista', no?

 

L'arte è nella volontà espressiva, non nel conflitto umano alla base di quella espressione, ma spesso anche di coloro che poi nulla esprimono.

 

Questo esaurisce il tuo 1).

 

Il tuo 2), sì l'arte è l'escapismo dall'orfismo. E' un rifugio intellettuale e/o fattivo, più o meno conscio, da una vita (la vita reale) che non si riesce ad abbracciare appieno, nell'intelletto (più o meno conscio, eh!)

Modificato da Shito
Link al commento
Condividi su altri siti

O_O Sul serio?

 

Terrys3, sul dvdforum, riportava questa intervista di badtaste.it a Francesca Capobianchi, marketing manager della Lucky Red.

 

Tra le tante cose dice:

Un argomento che interessa molto i nostri lettori sono i vostri piani per quanto riguarda lo Studio Ghibli. Cosa puoi dirci a proposito?

Dopo Totoro che abbiamo lanciato l’anno scorso, a Novembre 2010 faremo uscire al cinema Porco Rosso, mentre invece a Dicembre uscirà in home video il primo film di Takahata Pom Poko.

Link al commento
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente registrato per poter lasciare un commento

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra comunità. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già un account? Accedi da qui.

Accedi Ora
  • Navigazione Recente   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

×
×
  • Crea Nuovo...

Informazione Importante

Procedendo oltre nell'uso di questo sito, accetti i nostri Termini Di Utilizzo