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Fushigi no Umi no Nadia


Hyo

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Io che so come funziona in una sala di doppiaggio, mi chiedo ancora come abbiano fatto -alla cieca- a pergiungere a tanta vicinanza con la caratterizzazione interpretativa dei personaggi.

Mestiere™

 

Credici.

Io, conoscendo il mestiere di cui parli, non posso più farlo.

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ihihihi ahahahh ahhahaah. Vabbè dai dopo una mattinata nulla, un pomeriggio incredibilmente denso di cose - che però finisce in neutro -, posso dirmi soddisfatta di oggi per la lollata serale. Continuo a ridere ahahahahahah

 

Non ho capito bene..

Non si è già detto che ormai si trovano fansub per tutti i gusti e spesso più corretti delle traduzioni ufficiali?

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Spiacente, ma da parte mia PRIMA voglio capire la trama di una storia e POI trovare le eventuali interpretazioni della stessa..

 

Prima in senso temporale = ok.

 

'Anche solo', ovvero 'prima come importanza' = fallimento OLTRE l'epico.

 

 

Ti è già stato fatto notare che tendi a sovrainterpretare molto ed in modo molto personale i contenuti degli anime che ti piacciono..

Anche a proposito di NADIA..

 

Mi è statto fatto notare a torto, dato che poi nessuno ha mai argomentato seriamente tale illazione, che si è infranta contro le mie invece puntuali esemplificazioni.

Sono bene cos'è la sovrainterpretazione.

E la detesto.

 

PS:

non sapevo che conoscessi il giapponese btw. :)

 

Personalmente non ho bisogno di conoscere il giapponese anche perchè, siccome non sei certo l'unico appassionato di anime a conoscerlo, non è difficile trovare in giro traduzioni e compararle (e non vedo perchè dovrei ritenere le tue più corrette delle altre..).

 

Perché io sono qui e posso spiegarti PAROLA PER PAROLA ogni scelta semantica.

 

Mentre tutte le altre, anche con la 'collatio codicorum', non puoi che prenderle per buone sulla carta. Esattamente quello che negavi.

(edit: giuro su Trismegistos che NON avevo ancora letto Bob).

 

Fail^2

Modificato da Shito
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Io credevo che il doppiaggio Yamato fosse "fedele" sulla fiducia, a saperlo prima scaricavo i fansub, almeno il ghosting lo evitavo.

 

Vogliamo partire dalla scena che ho ritradotto? :)

 

Che è topica, direi.

 

Facciamo paragone MediaSet, Yamato, Shito/Giapponese?

 

Sarà divertente, una volta tanto. :)

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Dai fatemi loollare: qualcuno mi dica il passaggio di dialogo più esemplare riguardo la traduzione sballata della Yamato.

Per quanto mi riguarda, i dvd Yamato vanno presi per due motivi: il primo, e per i vari dietro le quinte che Prandoni snocciola nel retro delle fascette.

Il secondo sono le papere dei doppiatori( impagabile Garbolino/Jean che fa la battuta delle foto porno a Marie).

Modificato da Zio Sam
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Attendendo che qualche anima pia di moderatore sposti qui i topic interessati.

aspetta... è un lavoraccio :pazzia:

 

edit: fatto. visto lo smazzo di ben 3 minuti guai se si prende una deriva gundamica :pazzia:

 

Io non ne avevo cavato piedi 2h3ot3c.gif ; ad esempio, il post con i filmati di gunbuster+nadia sotto, come se considera?

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Grazie a tutti per gli interventi dei moderatori! :)

 

Se qualcuno vuole fare lo spazzino del topic, puà cominciare da questo post (nel senso che è inutile, non 'da qui in giù')

Modificato da Shito
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volevate un topic su nadia per discutere sia dei suoi contenuti che delle scelte di doppiaggio ed adattamento. beh è questo.

vado fuori a portare il rifiuto umido, che domani mattina passa l'operatore e lo spedisce verso la bassa.

se quando torno non avete finito con le razzate mi metto a cancellare i post.

 

Io non ne avevo cavato piedi 2h3ot3c.gif ; ad esempio, il post con i filmati di gunbuster+nadia sotto, come se considera?

niente vidi :baffi:

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Non ho capito bene..

Non si è già detto che ormai si trovano fansub per tutti i gusti e spesso più corretti delle traduzioni ufficiali?

Mica sempre è vero eh, ce ne sono tanti di atroci sia a livello di traduzione (roba scazzatissima) che di adattamento (riformulazioni inutili di frasi tranquillamente traducibili in modo più letterale).

Per non parlare dell'idiozia di far parlare i personaggi come scaricatori di porto, infarcire le traduzioni con termini giapponesi a cazzo ecc ecc.

 

Io non mi fiderei di traduzioni effettuate da un perfetto sconosciuto e trovate online.

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Ah, cristo santo. Forse la pià significativa di tutte le scene di Nadia.

 

Un apice non solo drammatico ed emotivo, ma anche di significanza.

 

Ci sono i temi cardine di Anno, la scienza, la sua forza e i suoi limiti.

 

Il valore del miracolo che è quello di una volonta umana che travalica la scienza.

E questa volontà umana nasce dall'amore.

 

I rimandi sono ovviamente nel finale di GunBuster (IL MIRACOLO LO FARO' ACCADERE CON QUESTE MIE MANI! - Noriko) e nella reprisi di un episodio di Eva che si intitola proprio 'il varole di un miracolo è...'

 

Provo a fare una traduzione/adattamento puntuale.

Voi non sapete quanto avrei desiderato farlo, e da quanto.

 

http://www.youtube.com/watch?v=HMKtLwhL06E

 

"Avanti... resta a morire così."

...

"Non può essere! / Un simile assurdo scientifico... significa che il potere della sua mente supera la scienza?"

[questa frase è proprio così, c'è il termine specifico per 'una cosa contro la scienza', nel senso che Gsargoyle sta proprio parlando da scienziato, tra sé e sé, ponendosi questo dubbio per lui inconcepibile]

 

"Venuuuusis!"

[in questo grido c'è tutto l'amore paterno tardamente rivelato, nascosto. Nemo aveva chiesto poco prima a Jean di sparare a Neo e Nadia, eh! Rendiamoci conto.]

 

[prego poi notare lo sguardo di una donna - Elektra ha già risolto il suo conflitto, qui, è già incinta di Nemo - che stizziscise di fronte al sacrificio del figlio dell'uomo che ama, come la madre che sarà]

 

"Nadia... Nadia!"

 

"Chi c'è?"

[Nadia apre gli occhi, ma NON sta vedendo con gli occhi. Venunis le sta comunicando da 'kokoro' a 'kokoro' via Blue Water, che è un serbatoio di anime - vi ricordo]

 

"Perdonami, Nadia."

[E' tremendo che lo spirito di Neo sia fermo al tempo della sua 'prima morte']

 

"Fratellone?"

[Lei fatica a riconoscerlo, eh! Era in fasce, lei. Ma questa sovversione del maggiore/minore nella fratellanza è davvero tutto.]

 

"Ti affido il resto."

[Questa e la precedente sono le tipiche frasi del congedo di chi lascia qualcosa nelle mani di chi resta. Col 'perdonami' fa molto sacrificio estremo. Nadia, lo capisce, da cui la reazione.]

 

"Fratellone!"

[Aveva pensato tutta la vita a ritrovarlo, ricordate.]

 

"Avrei voluto vivere anch'io assieme agli uomini..."

[Note importanti: 'uomini/persone' e NON 'esseri umani'.]

 

"Fratellone!"

[ok, qui si è svegliata]

 

"La fine che vanno a fare gli stolti..."

[c'è un senso di consequenzialità meccanicistica, causaeffettuale, da scienziato. Più che di giudizio, c'è distacco.]

 

"Nooooooooo!"

 

-----------

 

Questa scena è una meraviglia, ma è una meraviglia ancora maggiore con quello che segue. Col confronto di nervi tra Nadia e Neo, ripreso pari pari dal classico confronto rori/cattivo Miyazakiano (Lana/Lepka, Sheeta/Muska), solo che Nadia è -ovviamente- più maestrina. Il fatto che a rimetterci sia poi Jean è perfetto. Il fatto che poi Nadia, da femmina, sacrifichi TUTTE LE ANIME DI ATLANTIDE per salvare il suo solo amato è perfetto. Il fatto che sia sua madre reale, sia la sua madre putativa (Elektra) la incoraggino in questo questo è perfetto. Pensiamoci.

 

Sempre su Nadia, disprezzo totale per la versione mediasettiana (non che il doppiaggio yamato sia migliore...):

Nemo, nel momento in cui impartisce le sue ultime volontà, rivolgendosi a Elettra non fa un riferimento chiaro al figlio che porta in grembo. Sarà il gesto di lei (si porta la mano al ventre) a far comprendere alla sola Grandis la cosa. La scena è bellissima proprio perchè non esplicita.

 

http://www.youtube.com/watch?v=_hGOnMxaPuU&feature=related

 

Temo che il doppiaggio Yamato sia peggiore, infatti.

 

Un altra cosa molto triste è che giustamente Nania chiama Nemo 'capitano' fino alla sbroccata quando lui si sta congedando prima del suicidio (e sarà Eco a counterarla con una contro-sbroccata, proprio Eco...) quando dice 'io voglio andare con mio padre!'.

Invece in italiano prima di questo Nadia dice oh, papà' quando lui le offre la Blue Water pr Jean.

 

Un livello di fail incalcolabile, che ci dimostra come siano le piccole cose a fare grandi le grandi opere, o tristemente a rovinarle nell'intimo.

Modificato da Shito
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Prima in senso temporale = ok.

 

'Anche solo', ovvero 'prima come importanza' = fallimento OLTRE l'epico.

 

Mah, il significato di quel "prima" è ambivalente perchè, anche se effetivamente va inteso in senso soprattutto temporale, mi pare che non si possa stare a discutere sui contenuti ed i significati più reconditi di una storia se prima non si è compresa a fondo la stessa..

Quindi, in effetti, una sua "primaria importanza" la comprensione di una storia ce l'ha..

 

Mi è statto fatto notare a torto, dato che poi nessuno ha mai argomentato seriamente tale illazione, che si è infranta contro le mie invece puntuali esemplificazioni.

Sono bene cos'è la sovrainterpretazione.

E la detesto.

 

Beh, tieni però conto che molti non hanno tempo/pazienza/voglia di stare a replicare punto per punto a certe lunghe argomentazioni (ma non per questo le loro opinioni in merito cambieranno..).

Comunque, a proposito di sovrainterpretazioni, ricordo anche che si diceva che solo l'autore di un'opera può fornirne la chiave interpretativa definitiva, ed in mancanza di essa non si può andare oltre i punti sui quali c'è unanime consenso, mentre tutto il resto sono solo supposizioni..

A proposito c'era pure quell'aneddoto su Kubrick e A CLOCKWORK ORANGE..

 

Perché io sono qui e posso spiegarti PAROLA PER PAROLA ogni scelta semantica.

 

Mentre tutte le altre, anche con la 'collatio codicorum', non puoi che prenderle per buone sulla carta. Esattamente quello che negavi.

(edit: giuro su Trismegistos che NON avevo ancora letto Bob).

 

Fail^2

 

Però allora, proprio perchè non conosco il giapponese, alla fin fine non posso far altro che "prendere per buona sulla carta" QUALSIASI traduzione, comprese le tue..

Il fatto che tu sia qui disposto a spiegarmi parola per parola ogni scelta semantica non significa che non possa saltar fuori qualcuno disposto a fare altrettanto, contestando le TUE scelte di traduzione ed adattamento (e talvolta qualcosa del genere è accaduto..).

Modificato da EYMERICH
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Mah, il significato di quel "prima" è ambivalente perchè, anche se effetivamente va inteso in senso soprattutto temporale, mi pare che non si possa stare a discutere sui contenuti ed i significati più reconditi di una storia se prima non si è compresa a fondo la stessa..

Quindi, in effetti, una sua "primaria importanza" la comprensione di una storia ce l'ha..

 

Beh, anche no. Ovvero, dipende dalla storia, dipende da quanto e come la fabula è innervata al significato che vuole esprimere.

 

Esempi:

 

Evangelion: l'ossatura scenica è zero per quanto concerne la compresione del significato/senso dell'opera, tutto è nelle caratterizzazioni psicologiche e interpersonali dei personaggi. Cosa siano gli Apostoli = chissene (dal PDV del senso dell'opera).

 

Nadia: vedi Evangelion, più o meno. Certo capire chi è parente di chi, almeno, serve. E perché Gargoyle si comporta in un modo invece che in un altro pure, ma qui stiamo già andando sui 'motivi interiori' dei personaggi, ovvero la loro psicologia. Come siano arrivati gli Atlantidi sullaa Terra, con quante navi, etc = chissene (dal PDV del senso dell'opera).

 

Mi è statto fatto notare a torto, dato che poi nessuno ha mai argomentato seriamente tale illazione, che si è infranta contro le mie invece puntuali esemplificazioni.

Sono bene cos'è la sovrainterpretazione.

E la detesto.

 

Beh, tieni però conto che molti non hanno tempo/pazienza/voglia di stare a replicare punto per punto a certe lunghe argomentazioni (ma no per questo le loro opinioni cambieranno..).

 

Benone. Ma allora se tu o coloro cui ti riferisci 'non hanno voglia' di sostenere un dialogo, è vittoria a tavolino. Ovvero non puoi pensare che il tuo dire 'tu Shito sovrainterpreti' possa avere un bencheminimo valore.

 

 

Comunque, a proposito di sovrainterpretazioni, ricordo anche che si diceva che solo l'autore di un'opera può fornirne la chiave interpretativa definitiva, ed in mancanza di essa non si può andare oltre i punti sui quali c'è unanime consenso, mentre tutto il resto sono solo supposizioni..

A proposito c'era pure quell'aneddoto su Kubrick e A CLOCKWORK ORANGE.

 

Quello infatti era Kubrik, ad averlo detto. Mi pare si riferisse più a 2001, comunque. Che poi nel dire cosa NON c'era (ovvero il poco che c'era per certo), dava comunque una logica di lettura non manualistica/contenutistica, ma formale (tipo: la morale di Kant). Come vedi, alla fine siamo sempre al fatto che l'opera è dell'autore.

 

 

Perché io sono qui e posso spiegarti PAROLA PER PAROLA ogni scelta semantica.

 

Mentre tutte le altre, anche con la 'collatio codicorum', non puoi che prenderle per buone sulla carta. Esattamente quello che negavi.

(edit: giuro su Trismegistos che NON avevo ancora letto Bob).

 

Fail^2

 

Però allora, proprio perchè non conosco il giapponese, alla fin fine non posso far altro che "prendere per buona sulla carta" QUALSIASI traduzione, comprese le tue..

Il fatto che tu sia qui disposto a spiegarmi parola per parola ogni scelta semantica non significa che non possa saltar fuori qualcuno disposto a fare altrettanto, contestando le TUE scelte di traduzione ed adattamento (e talvolta qualcosa del genere è accaduto..).

 

Ovviamente sì, solo che se io ti traduco parola per parole, credo che dimostri competenza e cognizione e certezza della scelta.

Posso farti notare che tutte le critiche mossemi sono sempre state, semmai, di 'stile/gusto', peraltro da taluni assurto a criterio SUPERIORE a quello di correttezza di traduzione?

Posso farti notare che, quindi, non è il caso che mi spieghi tu che la traduzione di Yamato su Nadia è buona, perché hai OMG confrontato LE TRADUZIONI REPERIBILI in rete fatte da ANONIMI senza ALCUNA credenziale o prova di valore?

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Comunque, a proposito di sovrainterpretazioni, ricordo anche che si diceva che solo l'autore di un'opera può fornirne la chiave interpretativa definitiva

 

 

Mi scuseranno i mod se continuo a mandare le discussioni in OT, per quel che mi riguarda potete cancellare tutto a fine OT/giornata.

Mi devo sfogare, sti giorni via studio mi capita di leggere cazzate come Eco che dice che non va bene ne l’intentio auctoris né l’ intentio lectoris ma l’intentio operis. E che però non tutti i significati sono legittimi, ma solo alcuni ( per evitare appunto l’intentio lectoris ) .

 

Il brutto è che sto "intellettuale" viene trattato con rispetto, ergo mi sa tanto che all’esame verrò bocciato. Cmq:

 

Data l’opera X, in cui si possono leggere, a sproposito o meno, i significati A B C D E F e G. Ci sono due possibilità o sono tutti egualmente giusti o è giusto quello che segue l’intentio auctoris. L’intentio operis è solo un autoinganno bello e buono con cui i critici vogliono salvare dalla deriva di ignorante interpretazione delle masse l’opera per riservarla alla loro personale e più raffinata interpretazione. Ma è sempre la stessa cosa, io che decido cosa dice un altro. È un non voler sentire, è voler leggere quello che si vuole. Shito direbbe che è stupro. Io dico che è stupro autoingannato. L’intentio lectoris va con l’opera come si va con una puttana e via, l’intentio operis fa lo stesso ma trattando la puttana con riguardo vuole autoingannarsi del fatto che per lei non sia spiacevole. Tipo io ti tratto con i guanti, mica con te faccio i miei comodi e basta eh!

Modificato da Roger
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(splendido post di Bob, sono commosso quasi alle lacrime vere)

 

Comunque, per tornare IT:

 

RISE FROM YOUR GWAVE! (<-non è uno slato, ma una fine citazione)

 

Ho diggato il vecchio topic di Nadia sul vecchio Plus.

Vi citavo anche Garion, ma se mi permettete direi che i suoi commenti sono datati.

Nel senso che ho avuto sensazione e prova che la sua appercezione del giapponese sia incrementata drammaticamente, negli ultimi 2 anni e mezzo. :)

 

--------------

 

Come voce in sè era meglio quella di Scattorin, come interpretazione quella di Moneta. Più o meno.

Il doppiatore originale di Gargoyle è lo stesso di Tem Ray di Gundam, e Anno lo volle a tutti i costi

essendone un fan.

Diciamo che l'intepretazione originale ha quasi un vago sentore di checca, ecco :rolleyes:

 

 

Garion, ma dove lo senti Kiyokawa Motomu 'con un vago sentore di checca'?

Con un giudizio del genere, mi sento di questionare sulla tua percezione sensibile del giapponese. Nulla di 'okama' è nel Gargoyle di Kiyokawa Motomu, come poi non c'era in Fuyutsuki, come non c'era -che so- nel maestro di Kenshin ormai anziano in Seisouhen.

 

Comunque, Gargoyle è più anziano di Nemo. Lo si vede nella 'foto olografica' con Nadia in fasce (protagonista di un drama extra da CD,peraltro). Lo si vede quando lo si scopre canuto allo sgetolarsi della maschera nel finale.

 

La voce di Maurizio Scattorin, lo scrissi altrove, era veramente impeccabile su Gargoyle. La sua interpretazione quasi perfetta. Davvero stupisce che fosse riuscito a 'centrare' tanto il personaggio anche senza conoscere la lingua originale. Qualche sfumatura è divergente. Diciamo che a volte Scattorin vuole essere troppo esaltato, mentre Kiyokawa mantiene sempre un distacco nobiliare, proprio di colui che si sente un gradino sopra tutti gli altri, e da nulla viene sfiorato.

 

Dovessi ridoppiare Fushigi no Umi no Nadia ora, sarei davvero indeciso se usare Maurizio Scattorin o Oliviero Dinelli su Gargoyle. Credo tutto sommato che entrambi potrebbero renderlo al meglio, opportunamente diretti. Ma con Scattorin si avrebbe senz'altro un risultato vocale più simile all'originale.

 

Il doppiaggio Yamato non l'ho mai sentito, ma credo sia folle l'aver fatto doppiare Gargoyle a Claudio Moneta. Solo una grande ignoranza del prodotto può avere condotto a ciò.

 

Del resto, è ancor più folle aver confermato Garbolino, invece, che sin da principio non c'entrava quasi nulla con l'interpretazione di Jean data da Hidaka Noriko. Non so chi doppi ora Nemo-senchou, ma considerando che in tutta Milano non credo ci sia una voce che possa coprire Satsugawa Akio, mi viene da dubitare sul risultato. Forse una buona scelta milanese avrebbe potuto essere solo Raffaele Farina.

 

Buffo che abbiano messo la brava Debora Magnaghi su Nadia. Con tutta la sua bravura, non avrebbe mai potuto rendere quel personaggio. Gli l'ho anche detto, come le ho detto che sarebbe stata invece molto azzeccata sulla nostra povera Medina. :(

Peccato. Ma almeno Debora, anche su Nadia, non appesta il personaggio con l'inflessione milanese che fu di Nadia Biondini.

 

PS:

Garion, ma anche tu vedi nel dialogo 'faccia a faccia' di Nadia e Venus un certo citazionismo di quello tra Amuro e Lalah che tu stesso citavi in altro thread? "Kanashi unmei..."

 

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Chiedo a SHito

ha fatto un'analisi sull'interpretazione Argo\Gargoyle italiana, e la vecchia versione del capitano Nemo in "carisma mode"? Io quello nuovo che pure si sente è un professionista non ce lo vedo proprio.

 

l'altro faceva il leader in tutti i sensi, sovrastava il resto dei personaggi del Nautilus.

Giovanni Battezzato

 

Non ho mai trovato neppure lontanamente la voce di Giovanni Battezzato adatta al Capitano Nemo (Akio Satsugawa). Si tratta di una pasta vocale completamente diversa. Resta che il 'vecchio' doppiaggio italiano di Nadia aveva delle caratterizzazioni dei personaggi piuttosto azzeccate, e dico a livello di direzione e impostazione dei personaggi, tanto da far davvero impallidire molti doppiaggi di oggi. Questo non cambia la totale improprietà di distribuzione delle voci, da Elektra sarda (Paola Messina), a Nadia milanesissima biondina, a Hanson agli antipodi dell'originale, a Jean completamente tutto diverso. La lista sarebbe lunga. Ma anche con questo, è palese che in generale gli attori fossero piuttosto entrari nei loro personaggi. Come dire: chi ha il pane non ha i denti, chi ha i denti...

 

Resta che sono entrambi doppiaggi che, nel globale, risultano per varie e svariate ragioni del tutto improponibili per l'apprezzamento di quel meraviglioso capolavoro che è Fushigi no Umi no Nadia. :(

 

------

 

ecco si spiega lo strano modo di parlare di Paola Messina, è sarda... non lo sapevo comunque è curioso.

riguardo al doppiaggio di Hanson non era un pelino più macchietta? a prescindere dalla discutibilità della scelta intendo...

 

Non so se Paola Messina sia realmente sarda, ma sicuramente con tale 'inflessione' veniva doppiata Elektra... ^^;

 

Sicuramente Hanson era macchiettisco sia in giapponese che italiano, come anche Sanson, del resto. Solo la caratterizzazione di Hanson originale verteva su una voce 'arratata' che lo dipingeva un po' bambinone otaku, se vogliamo. Una voce italiana perfetta sarebbe stata quella di Marco Bresciani. :)

 

Forse non sapeva senplicemente recitare.... gocci.gif

 

In verità, recitativamente parlando la Elektra di Paola Messina non è affatto male, anzi. La sua dizione è tutt'altra storia, chiaramente.

 

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Maybe.

 

E' comunque un peccato che non sia stato possibile prendere il buono del vecchio doppiaggio (forse uno dei migliori di sempre tra quelli targati mediaset...) e sfruttarlo per il ridoppiaggio.

 

Voglio dire... i doppiatori di Nemo e Gargoyle ad esempio non erano più disponibili?

 

Come dicevo, è un peccato sicuramente per il doppiatore di Gargoyle, Maurizio Scattorin, perfetto sul personaggio. Ed è sicuramente disponibile e attivo, visto che ho avuto il piacere di lavorare con lui sia su Saikano che su Gunslinger Girl, oltre che su Oh Mia Dea! e Nasu (prima).

 

Anche la doppiatrice 'antica' di Grandis era molto azzeccata, oltre che brava.

 

Ripeto: al contrario Nemo non brillava.

 

Quanto a quella che presumo essere la 'nuova' doppiatrice italiana di Elektra, non ho mai sentito questo 'nuovo' doppiaggio, indi non mi esprimo.

 

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Se posso permettermi, vi chiedo di smetterla di accanirvi su Nadia.

 

E' vero, è una personalità insopportabile. Ma ciò che rende il suo personaggio perfetto, è che tutta la sua insopportabilità è perfettamente giustificata dalla sua educazione e dalla sua crescita.

 

Solitudine. Latenza affettiva.

 

Chi cresce in un mondo in cui non può che pensare a sé stessa, ed è anche l'unica che può farlo, non può essere capace d'affetto.

Non si nasce imparati, tanto meno nei sentimenti.

 

La scena in cui Nadia scaccia anche King per poi rincorrerlo chiedendogli scusa è da lacrime.

La scena del suicidio per presa coscienza del sé è da lacrime.

La scena in cui alla fine chiama Nemo non 'capitano' ma 'papà' è da lacrime.

 

La maturazione di Nadia ci fa sperare che, nonostante tutto, anche una sensibilità 'rovinata' da un'infanzia negletta possa essere recuperata da un grande amore.

 

Non prendetevela con Nadia.

 

Bisogna amarla in primis per la speranza che rappresenta. Per tutta l'umanità.

 

Soprattutto di questi tempi così avari di affetto familiare...

 

---

 

Una peculiarità che oltretutto permette di ammirare profondamente (o anche denigrare, o semplicemente non capire, a seconda di quanto ci "affezioniamo" al personaggio di Nadia) Jean: un orfano quattordicenne che ama a tal punto e così incondizionatamente una coetanea tanto da perdonarle senza arrabbiarsi ogni singola angheria ed errore (volontari e involontari), tanto da annullarsi per lei e accettare sempre il torto anche quando non ce l'ha, tanto da avere una così infinita pazienza. L'incarnazione dell'amore.

 

Ma Jean è il figlio felice di un padre assai idoltrato, prima di essere perduto. Ed è il nipote otaku di uno zio otaku. Jean è un bambino per cui la vita è gioia e scoperta. Jean non ha la maturità per 'capire' Nadia, ma ha la purezza per amarla in maniera infantile, ovvero incondizionata.

 

E' l'unico motivo per il quale io Nadia l'avrei "buttata di sotto": non perché lei è Nadia, ma perché io non sono Jean e non sarei stato disposto ad accettare gran parte delle di lei reazioni, cominciando dalla prima.

 

Per poter amare 'una Nadia', o si è bambini, oppure si è 'del tutto adulti' (e adulti con parecchio pelo sullo stomaco, nel senso buono).

 

E' come Shinji: molte scioggiste lo trovano 'cosiccarino', ma nessuna di loro lo accetterebbe mai nella vita vera. Questo perché lo scioggismo è una fuga femminile dalla vita vera, e quando le ragazze tornano 'nella realtà' si ricordano di cosa significhi 'essere donne'. :)

 

---

 

Procedo a salti perché ci sono varie voci interessanti, in questa discussione.

 

Hamlet

Non sono d'accordo sullo"scarso"

Le voci erano perfette come distribuzione e caratterizzazione(che poi qualcuna somigliasse poco all'originale è un altro discorso)

 

Del ridoppiaggio ho detestato le nuove voci di Gargoyle,Nemo ed Electra per non parlare della Pokemonizzazione di Garbolino che trovavo perfetto nella versione Mediaset(Oddio,mi sa che qui scateno il putiferio) :P .

 

Ti faccio in primis notare che "voci perfette come distribuzione ma poco somiglianti all'originale" è una contradizione in termini, un ossimoro. Perché la distribuzione trova nell'aderenza all'originale uno (non l'unico) dei suoi cardini.

 

Dopodiché:

 

Lo dico anche io, ma per pura nostalgia e perché sono state le prime voci che ho sentito e alle quali mi sono abituato/affezionato.

Se fosse stato il contrario, che questo nuovo ridoppiaggio fosse invece arrivato sulla Mediaset nel 2000 e adesso la Yamato avesse messo le "vecchie" voci sui DVD, la penseremmo allo stesso modo?

Sono doppiaggi "mutilanti" e "mutilati" entrambi, uno per le voci (Yamato) e uno per le censure (Mediaset).

Tra i due, sinceramente, preferisco il più completo e corretto.

[...]

Io le voci di Argo/Gargoyle, Nemo ed Electra non le ho detestate, semplicemente le ho trovate inadatte. Soprattutto quella di Gargoyle.

Per quelle del capitano e di Electra c'è stata una mediazione: di Nemo odiavo anche la precedente versione, Electra prima veniva doppiata benissimo ma aveva una dizione terrificante: questa ha una buona pronuncia ma ha un'enfasi generale che pare conduttrice di TG1 (tranne che nei momenti "clou").

E' tutta questione di scendere a un compromesso... Gargoyle aveva una voce splendida prima, bravo Scattorin, ma sembrava un settantenne e soprattutto era troppo "preso" dagli eventi, mentre la caratterizzazione originale di Gargoyle (come citato anche più su un questo thread) era di una persona distaccata e superiore, condizione che Moneta (Yamato) rende assai meglio. Peccato che renda anche meglio l'immagine di un viscido trentacinquenne, cosa che Gargoyle non era affatto. Scattorin ha dato una splendida interpretazione anche alla fine della serie Mediaset, quando

Gargoyle si trasforma in statua di sale

, e quella mi manca seriamente... e mi manca anche la disperazione di Nadia dopo il "No!" (fatto benissimo da ambedue, anche se preferisco l'edizione Yamato)

per la morte di Jean

sempre in quell'episodio, disperazione che era resa ottimamente dalla Biondini (Mediaset, ma di lei mi manca solo quello <_< ).

 

Nel mio post impera il De Gustibus, s'intende.

Tutte impressioni personali.

 

Avrei voluto quotare di meno, ma non ce l'ho fatta. Un post MIRABILE, davvero. Brilla per intelligenza, puntualità, e dimensione del sé. Premetti l'effetto abitudine del gusto, cosa che ciascuno dovrebbe sempre tenere a mente nei giudizi di valore. Poi fai un'analisi piena di punti centratissimi, e poi ancora rimarchi la relatività di un giudizio comunque personale. Un post da incorniciare e portare a esempio per tutti, davvero. Complimenti.

 

Il mio parere:

 

1) Jean. Contrariamente a quel che si crede, lui è sempre stata forse la figura più snaturata dal doppiaggio italiano. Il motivo è semplice. Jean nell'originale è molto, molto più bambino. Ma proprio tanto. Ed è una cosa cruciuale: Jean rappresenta l'otaku prima di essere otaku, ovvero il bambino con un forte 'sense of wonder' verso le scoperte, la scienza, l'invenzione. Il suo candore, la sua semplicità e la sua purezza sono assolutamente cruciali per la sua caratterizzazione, e per la comprensione del suo rapporto con Nadia.

 

2) Gargoyle. Credo che il signor Moneta sia un valido doppiatore, mi piace la sua voce e le sue capacità interpretative mi sono ben note. Tuttavia, non c'entra nulla con Gargoyle. ^^; Al contrario Maurizio Scattorin ha una voce perfetta per doppiare Kiyokawa Motomu. Oltre ad essere uno dei migliori attori con cui io abbia mai lavorato. Immaginando quanto poco scrupolo filologico sia stato profuso per il doppiaggio vecchio (Mediaset) mi fa solo paura valutare il risultato da lui ottenuto. A tratti Scattorin sembra dare espressione alla maschera di Gargoyle. Con dei dialoghi più precisi e un direttore che avesse potuto intendere la recitazione originale, cosa avrebbe potuto darci? Tremo al pensiero. E' vero che a volte il Gargoyle di Scattorin sembra troppo 'lanciato' nel suo sogno, ma ancor più spesso recupera il suo distacco: quando mostra il giardino a Nadia, quando la guida all'interno del Red Noah, e in molti altri casi. Resta mirabile, una interpretazione che -onestamente- strappa persino una lode se commisurata alle condizioni in cui è stata partorita.

 

3) Electra: nulla da aggiungere a quanto scritto da Hamlet.

 

4) Nadia. Una voce difficile, manco a dirlo. Nadia Biondini (tralasciando l'orrida inflessione lombarda) ha reso molto la sua 'insopportabilità', ma non ha fatto trasparire la tristezza dietro al malumore. Questo è male. Debora Magnaghi è -semplicemente- proprio brava. Non dubito che la sua Nadia sia migliore. Ma sicuramente è anche uno spreco. Perché far schiacciare la voce di Debora su una quattordicenne? Non necessario.

 

 

Approfitto per fare qualche domanda a Shito.

Se fossi stato tu ad occuparti del ridoppiaggio di Nadia,quali voci avresti scelto per Jean e Nadia?

 

Oggi come oggi:

 

Nadia: a Milano, sicuramente Benedetta Ponticelli. A Roma, o Veronica Puccio o Letizia Ciampa.

 

Jean: direi Furio Pergolani o Gabriele Patriarca. A Milano non c'è alcuna voce adatta, al momento.

 

Elektra: a Milano Debora Magnaghi. A Roma Barbara DeBortoli, o forse meglio ancora Laura Romano.

 

Nemo: arduo. A Roma o Massimo Corvo o Michele Gammino. A Milano, mmmh... direi solo Raffaele Farina, o al limite Massimiliano Lotti.

 

Gargoyle: solo Maurizio Scattorin. A Roma c'è anche il bravissimo Oliviero Dinelli che rende bene Kiyokawa Motomu (vedi Fuyutsuki), ma credo che Scattorin sarebbe comunque più indicato per Gargoyle.

 

Marie: Iolanda Granato. Non vedo nessun altro doppiatore italiano, né a Milano né a Roma, in grado di renderla bene come lei.

 

Hanson: A Roma, Marco Bresciani sarebbe perfetto. A Milano ora come ora non mi viene in mente nessuno, ma credo ci si potrebbe lavorare.

 

Sanson: il suo doppiatore Diego Sabre ha sempre fatto un buon lavoro, e lo confermerei a Milano. A Roma, Massimo Bitossi sarebbe PERFETTO.

 

Grandis: la Errigo era ottima, semplicemente ottima. Vale il discorso fatto per Scattorin. A Milano ricercherei lei, ma chedo che un'altra voce si potrebbe al limite trovare. A Roma, mmh... ce ne sarebbero diverse. :)

 

 

Spero di aver soddisfatto la tua curiosità, e non preoccuparti per aver 'approfittato'. Parlare 'fuor di passione' è sempre un piacere. Se così non fosse, farei bene a cambiar mestiere, o più probabilmente l'avrei già fatto. ;)

 

Comunque, sul perchè Jean amasse Nadia nonostante tutto, mi sono sempre chiesto se non fosse perchè agli otaku piaccia davvero essere maltrattati..

 

 

No, io la vedo come Shito in questo caso... anche se Anno ha sempre avuto un debole: il "fare ramanzine" subliminali agli otaku (anche in Evangelion).

Ma non penso che permeerebbe tutta la serie di un messaggio di masochismo.

Io preferisco credere che, al solito, lui dia un messaggio d'amore: l'amore riesce a mutare e migliorare ogni cosa, anche se costa pazienza infinita, sacrificio e sofferenza.

 

C'è un modo di dire giapponese, ed è "oshiri shikareru", letteralmente 'farsi sgridare il sedere'. Indica l'uomo che si fa mettere sotto i piedi dalla sua donna. E' quello, ad esempio, che Shinji dice a Touji nel 'mondo alternativo' degli ultimi minuni dell'ultimo episodio di Eva.

 

Jean non è puramente un'otaku, perché è troppo giovane per esserlo. E' un proto-otaku. Si innamora sinceramente, e dell'amore migliore, di quello che ti porta a vedere l'altra come fine, e non come mezzo. Jean vuole fare il bene di Nadia, e ce la mette tutta. Il fatto che Jean si responsabilizzi per lei (vedi puntate isolane) è mirabile. Il 'assaggio di testimone' tra Nemo e Jean, simboleggiato dal passaggio del cappello del capitano, è pazzesco. Ci fa riflettere su quanto si debba essere responsabili nel puro amore maschile. E' una cosa che adoro, e che non a caso alla fine fa breccia anche nello durissimo ATF di Nadia.

 

Tuttavia, è vero che gli otaku restano sempre un po' "oshiri shikareru type". Perché conservano una parte di psiche infantile, e quindi sono comunque soggetti a farsi sgridare. Alla fine subire una ramanzina significa anche sapere che c'è qualcuno che ci vuole bene abbastanza per prendersi la briga di sbrigarci. Persino Asuka si arrabbia con Shinji perché inconsciamente "lo sprona", e si noti che Shinji non è un otaku, e quindi non si tratta neppure di 'oshiri shikareru', ma di provazione psuedo-misandra.

 

Credo quindi che abbiate proprio ragione entrambi: le vostre istanze non sono opposte, in realtà.

 

La cosa davvero buffa è che la canzone che fa da tema al 'nuovo' Eva sembra, in sostanza, dirci più o meno lo stesso. ^^

 

 

---

 

 

Resto del parere che comunque a Milano si sia fatto il miglior lavoro possibile

 

Che posso farci....De gustibus (o De girellibus?) ^_^

 

Grazie mille per l'esauriente riposta!

 

 

Sicuramente è vero che quel doppiaggio (quello televisivo) mostrava una notevole partecipazione di direi tutti attori nei loro ruoli, con evidente beneficio della recitazione. Questo lo mette parecchie spanne sopra la media dei doppiaggi televisivi milanesi dell'epoca, e non solo. Credo sia proprio per questo che anche delle voci 'non proprio adatte' o con 'evidenti difetti di inflessione/dizione' si rendessero ben più che tollerabili. Sicuramente la componente emotiva nella recitazione di quel doppiaggio era una spanna sopra molti altri lavori simili e successivi.

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Beh, anche no. Ovvero, dipende dalla storia, dipende da quanto e come la fabula è innervata al significato che vuole esprimere.

 

Esempi:

 

Evangelion: l'ossatura scenica è zero per quanto concerne la compresione del significato/senso dell'opera, tutto è nelle caratterizzazioni psicologiche e interpersonali dei personaggi. Cosa siano gli Apostoli = chissene (dal PDV del senso dell'opera).

 

Nadia: vedi Evangelion, più o meno. Certo capire chi è parente di chi, almeno, serve. E perché Gargoyle si comporta in un modo invece che in un altro pure, ma qui stiamo già andando sui 'motivi interiori' dei personaggi, ovvero la loro psicologia. Come siano arrivati gli Atlantidi sullaa Terra, con quante navi, etc = chissene (dal PDV del senso dell'opera).

 

Ok, siamo d'accordo su EVANGELION, ma non su NADIA..

In NADIA infatti la trama e "l'ossatura scenica" sono troppo solide per essere utili solo alla comprensione della psicologia dei personaggi; qui la storia ha una sua importanza indipendentemente da tutto il resto (non dimentichiamo infatti che NADIA venne commissionato dalla NHK che voleva una serie per bambini, che quindi doveva essere appassionante anche e soprattutto dal punto di vista della storia..).

 

Benone. Ma allora se tu o coloro cui ti riferisci 'non hanno voglia' di sostenere un dialogo, è vittoria a tavolino. Ovvero non puoi pensare che il tuo dire 'tu Shito sovrainterpreti' possa avere un bencheminimo valore.

 

Certamente, ma quello che intendevo dire è che, in quanto opinioni, molti non danno nessun valore alle tue interpretazioni che esulano da quelle unanimamente accettate, per questo non hanno voglia di stare a discuterci troppo sopra (per inciso, da parte mia, trovo ammirevole che tu sia così disposto ad esporre e sviscerare le tue idee in merito agli anime, ma molti etichettano sbrigativamente tutto ciò come "masturbazione mentale"..).

 

Quello infatti era Kubrik, ad averlo detto. Mi pare si riferisse più a 2001, comunque. Che poi nel dire cosa NON c'era (ovvero il poco che c'era per certo), dava comunque una logica di lettura non manualistica/contenutistica, ma formale (tipo: la morale di Kant). Come vedi, alla fine siamo sempre al fatto che l'opera è dell'autore.

 

Non proprio..

L'aneddoto al quale mi riferivo io è quello del giornalista che, nel corso di un'intervista, espose a Kubrick una sua interpretazione del significato di A CLOCKWOK ORANGE (adesso non ricordo di preciso quale..).

Kubrick comunque rispose che in realtà non aveva avuto in mente niente del genere mentre girava il film, ma disse anche che trovava interessante l'interpretazione del giornalista, e che non poteva escludere di aver incosciamente inserito nel film qualcosa del genere durante le riprese; aggiunse inoltre che personalmente gli faceva molto piacere che le sue opere stimolassero negli spettatori riflessioni che andassero oltre quelle che erano le sue intenzioni (ma d'altra parte, a proposito invece di 2001, disse che: "Se qualcuno ha capito qualcosa del film, allora io ho fallito..").

 

Ovviamente sì, solo che se io ti traduco parola per parole, credo che dimostri competenza e cognizione e certezza della scelta.

Posso farti notare che tutte le critiche mossemi sono sempre state, semmai, di 'stile/gusto', peraltro da taluni assurto a criterio SUPERIORE a quello di correttezza di traduzione?

Posso farti notare che, quindi, non è il caso che mi spieghi tu che la traduzione di Yamato su Nadia è buona, perché hai OMG confrontato LE TRADUZIONI REPERIBILI in rete fatte da ANONIMI senza ALCUNA credenziale o prova di valore?

 

Ma infatti io non sostengo che la traduzione della Yamato sia buona, mi limito a dire che sia MIGLIORE di quella della Mediaset, perchè essa ed altre reperibili in rete concordano su punti della storia che invece, nella traduzione della Mediaset, risultano completamente sballati (però qui si torna al discorso sull'importanza della storia rispetto alle "interpretazioni" della stessa..).

Modificato da EYMERICH
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Mmmh...

 

siamo ovviamente d'accordo che la fabula e l'intreccio di Nadia siano solide come quelle di Eva non furono mai.

 

Ma questo non c'entra con l'importanza della fabula e dell'intreccio nella comprensione del senso e significato dell'opera.

 

Ovvero Eva ha una storia tutta traballante, che comunque NON serve a capire il senso.

 

Nadia ha una storia solida, che comunque NON serve a capire il senso.

 

Chiaramente il punto NON è che Nadia sia la principessa di Tartesos, Atlantide o Timbuctù, o che stesse in un circo o in un orfanotrofio o dove vuoi tu.

Conta la solitudine che ha vissuto, e la psiche che se ne è formata.

E conta come Jean si dedichi al suo 'salvataggio/recupero'.

 

Nadia è la storia di come l'amore sincero di un ragazzino riesce a salvare la vittima delle colpe dei padri. :)

C'è un OMAKE molto molto chiaro, su questo. Featuring Anno in persona. Forse lo conosci.

 

Su Kubrick.

Ci sono registi e registi, che fanno film e film.

Ovviamente conoscere un regista significa conoscere la sua cifra stilistica e i suoi canoni espressivi, altrimenti non capisci cosa ti dice.

Per dire che Anno è una cosa, MIyazaki è un'altra.

Anzi: Miyazaki giovane era una cosa, MIyazaki vecchio è un'altra.

L'ermeneutica genuina (che sembra un parolone, ma vuol dire solo documentarsi sull'autore e sull'opera e sul contesto per leggere bene un linguaggio) serve proprio a questo. thumbsup.gif

 

Dobbiamo fare il confronto puntuale sulla scena finale

 

Giapponese

Mediaset

Yamato

 

Io oggi ho vinto il premio dello scavatore matto, YouTube lo lascio a te... :)

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Dobbiamo fare il confronto puntuale sulla scena finale

 

Giapponese

Mediaset

Yamato

 

Io oggi ho vinto il premio dello scavatore matto, YouTube lo lascio a te... :)

 

Ehm, temo che di questo dovrà occuparsene qualcun'altro..

Con la connessione del "BIIIP" che mi ritrovo non posso neppure trovare video su YouTube..

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Non proprio..

L'aneddoto al quale mi riferivo io è quello del giornalista che, nel corso di un'intervista, espose a Kubrick una sua interpretazione del significato di A CLOCKWOK ORANGE (adesso non ricordo di preciso quale..).

Kubrick comunque rispose che in realtà non aveva avuto in mente niente del genere mentre girava il film, ma disse anche che trovava interessante l'interpretazione del giornalista, e che non poteva escludere di aver incosciamente inserito nel film qualcosa del genere durante le riprese; aggiunse inoltre che personalmente gli faceva molto piacere che le sue opere stimolassero negli spettatori riflessioni che andassero oltre quelle che erano le sue intenzioni (ma d'altra parte, a proposito invece di 2001, disse che: "Se qualcuno ha capito qualcosa del film, allora io ho fallito..").

 

 

Trovo la risposta di Kubrick intelligente, probabilmente il giornalista non mancava di acume. Voglio comunque far chiaro che stimolare riflessioni che vadano oltre l'opera è una cosa, altra è che, all'interno dell'opera, vadano oltre le intenzioni dell'autore. La seconda è schifo, la prima è quasi garantita da ogni opera con contenuto. Vai da un amico per discutere di A.a.2 e poi tu divaghi su A.b.3. .

Modificato da silent bob
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Il topo e' interessante, ma suggerirei sommessamente di restare in argomento, visto che tale deriva (su argomenti sui quali non si e' mai arrivati ad un qualche tipo di sintesi in passato), magari associata ad un impeto di scazzo da parte di qualcuno che magari si trova con un po' di tempo libero (oggi ho poco da fare), potrebbe portare al deragliamento del topo in questione 34t8k21.gif

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In effetti deragliare un thread (ri)nato come split benefico sarebbe grottesco.

 

Bob, per l'altro topic potresti aprire un topic apposito della Tesi dell'Angelo Crudele?

 

E' implicito che a me interesserebbe, e forse non avete colto che Shuji per primo avrebbe da dirne -eventualmente su posizioni non del tutto accordi alle nostre- ma si è sollevato dal farlo per buono spirito di civiltà.

 

Ricordando a tutti che l'intelletto umano è nella capacità di elaborare giudizi di opportunità reale del giusto e dello sbagliato, più che nel discernere tra il giusto e lo sbagliato tout cour, torno su Nadia.

 

I filoni che sarebbe bello portare avanti sono dunque due:

 

1) I due doppiaggi italiani paragonati all'unico referente obiettivo, ovvero l'originale giapponese

1.1) come fedeltà di contenuto

1.2) come fedeltà di resa interpretativo-emotiva

 

da cui:

 

2) i contenuti reale di Nadia e come essi siano resi nei due doppiaggi italiani.

 

Bob, dai che un po' di analitica su qualcosa che NON sia (solo) il tuo pensiero ti servirà per la tesi. :)

 

Avrei bisogno dell'aiuto di qualcuno che riuscisse a diggare quello spezzone con doppiaggio Mediaset.

Non sono un drago con il tubo.

Modificato da Shito
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Dai Shuji, ti stiamo aspettando..

 

Ok, mi sono interrotto visto che stavo dando fuoco alle polveri; apri solo tu lo spoiler e nel caso da qualche altra parte si puo' proseguire, ma NON in questo topic; cancellero' qui qualunque riferimento a riguardo (e non garantisco reply visto che siamo dalle parti di un corso accademico).

 

 

 

Iniziamo a buttare le basi per esplicare un concetto di 'interpretazione' che non si fondi solo sul 'sentito dire'.

 

Dunque.

 

Il testo di un'opera, in quanto oggetto di transizione e punto di incontro, e' giocato tra un emittente e un recettore: figure reali, che costituiscono i poli dello scambio comunicativo.

 

All'interno del testo, ad ogni modo, l'emittente e il recettore si fanno pur sempre vivi, si manifestano innanzitutto sia pur tacitamente, l'uno nella 'logica' che guida istanze mediali di varia natura quali immagini e suoni, l'altro nella 'cifra' che ne consente la decrittazione; com'anche l'uno nel 'progetto comunicativo' che regge l'opera/rappresentazione/film, l'altro nelle 'condizioni di lettura' che l'opera detta.

 

Si costituiscono quindi quelli che possiamo delineare come due figure di natura astratta rappresentanti i principi generali fondanti il testo; la 'logica' che lo informa (autore implicito) e la 'chiave' secondo cui esso va preso (spettatore implicito).

Concretamente, il primo rappresenta atteggiamenti, intenzioni, modus operandi di chi è responsabile dell'opera, mentre il secondo sottolinea le predisposizioni, le operazioni di lettura, etc proprie dello spettatore, sempre come si palesano nell'opera.

Nella figura dell'autore quindi si evidenzia il 'progetto comunicativo' che sta alla base dell'opera, cosi' come e' realizzata e messa a nudo e a disposizione degli spettatori, mentre nella figura dello spettatore implicito si palesano le condizioni di lettura che l'opera presuppone, gia' nel disporre inizialmente le proprie carte.

 

Tali figure pur essendo dialogicamente "evocate" da natura implicita, possono talvolta esplicitarsi e dar vita ad eventi testuali ed a rappresentazioni di varia natura, assumendo il nome di Narratore e Narratario. A sequito quindi di tali 'incarnazioni' esse divengono emblemi di emissione e ricezione, presenze di natura extradiegetica con funzioni di firma o di guida, informatori ed osservatori, ne sono specifiche ed adamantine realizzazioni.

 

Prendendo il tipico e piu' seminale caso del classico "Quarto potere", possiamo identificare innanzitutto il regista (Welles) e noi stessi, spettatori in carne ed ossa quali rispettivamente Emittente e Recettori.

 

In secondo luogo, possiamo cogliere il principio di costruzione del film, la 'logica' che lo regge interamente e il principio di intelliggibilita' del film stesso, la 'chiave' secondo cui va preso e decifrato, insistentemente presenti nell'assunto "voglio entrare nel segreto di un uomo" e nell'ultima sequenza "ecco il segreto, inutile per tutti i personaggi, ma indispensabile a noi per reinterpretare tutte le vicende", ed ecco esplicitati il concetto astrattamente inteso di vero autore implicito e vero spetttaore implicito del film.

 

Infine riconosciamo gli eventi quali i narratori ed i narratari, quali figurativazzazioni del farsi e darsi dell'immagine; i primi ad esempio nel voice over che ambienta ed insieme motiva la storia, etc, i secondi in tutte le persone che interagiscono con l'ambiente nel tentativo di addentrarsi nella memoria del protagonista.

 

Dopodiche' si dovrebbe pensare alla scomposizione e alla ricomposizione secondo enumerazione, ordinamento, ricompattamento, modellizzazione, tenendo presenti i codici, la rappresentazione e la narrazione.

 

Cio' ovviamente tenendo presente che la creativita' e' comunque sovrana, e che esistono due esigenze da bilanciare, quella della disciplina (analisi=scientifica) e dall'altro appunto la creativita' (analisi anche un po' 'arte'), con l'una assai piu' strettamente connessa alla seconda di quanto si possa credere. Del resto e' il legame tra queste due componenti che garantisce la fondatezza ed insieme la produttivita' dei risultati raggiunti, ed in quanto tali "spendibili" nella misura in cui per un verso sono controllabili in base a procedure ricorrenti e per l'altro rivelano acquisizioni del tutto personali.

 

Abbiamo quindi un filo teso idealmente tra due poli, la presenza di diffrazioni, delle superfici non collimanti, ed e' questo lo spazio di snodo e di azione della critica.

 

 

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