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Lucky Red - Studio Ghibli (e altro: Dragon Ball, Harlock, etc...)


Taro

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Sì, anche il pauseggiare nelle frasi, e altri tratti di antropologia. Non so che smiley mettere.

 

C'è da dire che in quel momento avevo appena concluso il lavoro sugli special del film, aka interviste e simili, ma non credo che la cosa cambi molto dalla mia (a)norma.

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  • 2 weeks later...

Credo davvero che questo film abbia il finale più lieto di ogni pellicola di Miyazaki (insieme a Porco Rosso). Del resto, lui stesso argomentava la necessità di un simile finale in un simile film.

Modificato da Shito
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Il fatto è che 'ochikomu' è anche una depressione orografica, nonché lo 'stare giù/basso' anche del mercato (la depressione economica). Sicuramente non indica la depressione clinica, ma è ben più forte di -che so- 'gakkari'.

 

http://dic.yahoo.co.jp/detail?p=%E8%90%BD%E3%81%A1%E8%BE%BC%E3%82%80&stype=0&dtype=0N

 

Nota l'ordine dei significati. Il nostro è l'ultimo, figurato, e si spiega come:

 

気持ちがめいる。ふさぎこむ。「失恋して―・む」

 

Dove めいる è 滅入る (essere depressi).

 

Stessa cosa qui:

 

http://dictionary.goo.ne.jp/leaf/jn2/31553/m0u/%E8%90%BD%E3%81%A1%E8%BE%BC%E3%82%80/

 

Idem qui:

 

http://www.weblio.jp/content/%E8%90%BD%E3%81%A1%E8%BE%BC%E3%82%80

 

Ai significati 2) e 4), e nota anche:


http://ejje.weblio.jp/content/%E8%90%BD%E3%81%A1%E8%BE%BC%E3%82%80
 

Ripresi anche qui:

 

http://kotobank.jp/word/%E8%90%BD%E3%81%A1%E8%BE%BC%E3%82%80%E3%83%BB%E8%90%BD%E8%BE%BC%E3%82%80

 

---

 

Direi quindi che in 'ochikomu' c'è senso di essere come caduto in una buca, di essere depresso, bloccato. E' un po' di più che un mero stato emotivo di tristezza, non trovo un solo rimando a 'sabishii/samishii' o 'kanashii'. C'è un senso di stati, un senso di stato in negativo. Inoltre si trova anche in forma pseudostantivale (oggettivizzata): 'ochikondari'. Ci ho pensato a lungo: il termine figura due volte nel testo del film: lo dice Ursula a Kiki, e poi lo scrive Kiki ai genitori (frase rpresa, moddata, nella catchcopy). La 'traduzione' ufficiale in inglese della quale rende con 'really down' (non solo 'down', si enfatizza una certa serietà/gravità).A

 

lla fine mi è parso che l'uso 'comune' (non cxlidico) di 'depressione' e 'depresso' siano la cosa più corretta e opportuna. :-)

 

 

 

 

 
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Beh, capisco l'assonanza, ma credo sia molto diverso. Mi spiego: Arrietty esprime l'oscillazione, l'essere traballante dell'emotività di una ragazzina in crescita: "a volte sono happy, a volte blue, vorrei incontrare qualcuno".  Vi è una leggerezza molto moderna, tipica di una ragazzina che si annoia nella sua cameretta. Kiki è una favola di crescita personale tramite la crescita sociale. Kiki va fuori casa, da sola, e affronta l'indifferenza, il rifiuto, lil senso di inadeguatezza nei confronti del prossimo. Deve scolpire una sua personalità adulta trovando un ruolo fattivo nella società lavorativa (quella degli adulti). Il processo di passaggio da fare le cose per piacere afarle per lavoro, anche le stesse, porta a un disamore e a una crisi profonda. Non riesci più a fare quellio che amavi fare.  E intanto sei solo, ti senti straniero in terra straniera. Ho presente la sensazione. Posso empatizzare almeno un po'. Per Kiki direi "a volte capita anche di stare uno schifo, ma è tutto ok", è una marca di adultità molto forte.  Non a caso divenne la catchcopy (merito di quel genio di Itoi Shigesato) del film che per primo lanciò davvero lo Studio Ghibli verso un'altra dimensione di pubblico.

Modificato da Shito
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Finalmente mi sono deciso a vedere Noeko no ongaeshi  è lo trovato molto, molto carino: si, gli manca quel qualcosa che fa la differenza tra un buon film e un gran film, ma mi è garbato assai.

Sarà per il furry, sarà perché non si sgonfia dopo 10 minuti come molti dei film d'animazione jap  degli ultimi 15 anni, sarà perché molte scene e trovate nel reame dei gatti mi han ricordato i vecchi film Toei.... gli dò un 8 e 1/2 e  sperem di vederlo un giorno in italiano.

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Nella chiacchierata registrata per una trasmissione radiofonica (quella inserita nel bd inglese di Nausicaa), quando Suzuki chiede ad Anno dove viveva ai tempi del suo lavoro per Nausicaa, questi risponde "tra la scrivania e il muro, allo studio Topcraft". :lolla:

Pare comunque che il compenso per gli animatori che lavoravano per il film di Nausicaa all'epoca fosse ritenuto buono (lo giudica così almeno Anno), mentre Suzuki, sentita la cifra che si prendeva per lavorare a Macross, afferma che era proprio una miseria (quindi dati gli standard possiamo immaginare la situazione).

 

Nel complesso è molto interassante, si parla di come si sentisse Anno dopo Evangelion, o di come Miyazaki si relazionasse coi giovani animatori, del rapporto tra Miyazaki e Takahata (in particolare, il primo realizzerebbe film perchè c'è il secondo a realizzarli), di come Evangelion potesse essere nato (magari inconsciamente) come un possibile antefatto a Nausicaa.

C'era stata nell'aria l'idea di una trilogia per Nausicaa, e ci stà Anno che vorrebbe animare il settimo volume del manga.

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E' anche notorio (dichiarato, scritto) che per disegnare la scena del kyoshinhei Anno avesse ammassato tanto materiale di riferimento sul suo banchetto che Miyasan si chiedeva come avrebbe poi fatto a portare tutto a casa a lavoro terminato.

 

Quanto alle page, dopo il successo di Majo no Takkyuubin, primo vero 'boom' di Ghibli, lo studio poté assumere gli animatori stabilmwente e non a cottimo, vecchio sogno socialista di Miyasan e Takahata dai tempi di Toei Douga. ^^

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E' anche notorio (dichiarato, scritto) che per disegnare la scena del kyoshinhei Anno avesse ammassato tanto materiale di riferimento sul suo banchetto che Miyasan si chiedeva come avrebbe poi fatto a portare tutto a casa a lavoro terminato.

Ricordo di averne già parlato in passato, cmq  la cosa venne riportata pure su un preistorico numero di Yamato fanzine ( il n 2 , mi pare).

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Fare un  pubbliredazionale ( marchetta)   è la cosa più infima che può assumersi un giornalista/articolista/recensore.

 

Segnatevi anche questa.

 

 

 

Quanto alle page, dopo il successo di Majo no Takkyuubin, primo vero 'boom' di Ghibli, lo studio poté assumere gli animatori stabilmwente e non a cottimo, vecchio sogno socialista di Miyasan e Takahata dai tempi di Toei Douga. ^^

 

Dal libro di Francesco Prandoni,  "Anime al cinema."

La fonte, bisogna sempre citare la fonteeeeeee!!! :sculac:

Modificato da Zio Sam
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forse era già stato detto, è che in questo periodo sono poco presente sul forum. Esce per planet manga questo artbook, completo di sceneggiatura (la tua versione Shito?). Kiki al cinema dal 24 aprile.

kiki1.jpg

kiki2.jpg

Modificato da Tetsuo
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Non la sceneggiatura, ma il copione - come la controparte originale giapponese.

 

Il responsabile della localizzazione italiana per Planet Manga mi ha contattato per il copione e per cose come traslitterazioni dei nomi, etc.

 

Inutile dire che l'ho chiamato non appena ricevuta la sua mail offrendogli totale collaborazione. :-)

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