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Ho letto un entusiastico articolo sul Giornale stamattina.

Saluti Toma

 

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La strega di Miyazaki incanta tutta la famiglia  

"Kiki - Consegne a domicilio": la pellicola del 1989 che arriva solo ora in Italia è un poetico viaggio  nei turbamenti di una tredicenne

Maurizio Acerbi Mar, 23/04/2013 - 09:42
 

In questo fine settimana, fate un regalo ai vostri figli o nipoti portandoli in sala a vedere Kiki - Consegne a domicilio, cartoon del maestro giapponese Hayao Miyazaki.

 
 

Certo, li dovrete preparare per tempo per non traumatizzarli. Come reagiranno, infatti, nello scoprire che si può girare un bel film a disegni animati senza il 3D? Come riusciranno a sopportare il fatto di dover vedere una pellicola priva di effetti speciali ma che fa forza solo sui suoi contenuti? Roba rara, quasi d'archeologia. Non a caso, il film è datato 1989 e solo ora (purtroppo) arriva nei cinema italiani, carico di quelle suggestioni e atmosfere che permeavano le serie animate della nostra gioventù. Con protagonisti che fanno tenerezza se confrontati con quelli dei blockbuster di questi ultimi anni. Eppure, se riuscirete nella moral suasion, vedrete che anche chi sta crescendo a videogiochi e occhialini 3D vi ringrazierà. Il lungometraggio è considerato, tra le opere di Myazaki, un film «minore», come se la poesia potesse essere, in qualche modo, catalogata. Una pellicola, targata Ghibli, che contiene tanti temi cari all'autore di Principessa Mononoke, Nausicaa della valle del vento o Il castello del cielo.

Attraverso la storia di Kiki, una strega di tredici anni che, in sella alla sua scopa e in compagnia di un gatto nero, vola in una città di mare alla ricerca della sua indipendenza, si può leggere un chiaro racconto di formazione. Capita spesso nella filmografia di Myazaki e non a caso la protagonista, come in altri titoli, è una ragazzina. La giovane streghetta, una volta arrivata nella piccola metropoli (che tanto assomiglia a una città europea), dovrà confrontarsi con un senso di modernità sempre più invadente e traumatico. Se volete, ci potete leggere anche lo scontro tra tradizione e nuovi linguaggi che ha caratterizzato gli ultimi anni del genere animazione. Non solo. Kiki, a un certo punto, perde i suoi poteri. Non riesce più a volare e ad ascoltare la voce del suo micio inseparabile e, fino a quel momento, parlante. È l'adolescenza che irrompe nella vita dei nostri ragazzi e fa perdere loro la magia di essere bambini, di credere nelle favole. Come i turbamenti timidi d'amore nei confronti del coetaneo Tonbo, che Myazaki affronta con grande delicatezza, insegnando anche a noi genitori, spesso invadenti negli affari di cuore dei nostri figli (Ti sei fatto la fidanzatina? L'hai già baciata? Cosa ti ha detto? Ma tu le piaci?), la strada giusta per trattare i loro fragili e tempestosi sentimenti. Kiki, pur avendo solo tredici anni, sa assumersi le sue responsabilità (iniziando a lavorare come «pony express» volante per garantirsi una sussistenza economica), ha un senso del giusto quasi anacronistico (non vuole percepire il compenso di una anziana signora perché non ha portato a termine il lavoro commissionato), matura attraverso i suoi errori. Questo perché, chi la ama, ha saputo darle il suo giusto spazio. Così Myazaki ci suggerisce di smettere di trattarli sempre come dei bambini che hanno bisogno della nostra perenne protezione. Di farli crescere, con la giusta autonomia, credendo in loro. È curioso anche come gli esseri umani della città d'adozione di Kiki considerino normale l'esistenza della strega. La magia non fa loro effetto, viene tranquillamente accettata. È un po' quello che capita a noi, ormai abituati ad ogni sorta di modernità e innovazione da non stupirci più di nulla. L'effetto meraviglia sta scomparendo dalla nostra civiltà e su questo Myazaki sembra volerci ammonire per tempo.

Una storia lineare, resa speciale dal tocco del suo regista. Che tocca tanti temi (c'è anche quello importante dell'amicizia) usando allegorie chiare, dirette, fruibili da tutti. Dalla sala, uscirete certamente più arricchiti e non storditi dai rumori assordanti delle pellicole moderne. Forse, la vera magia di Kiki è proprio questa.

 

Leggere questa frase qui: "Certo, li dovrete preparare per tempo per non traumatizzarli. Come reagiranno, infatti, nello scoprire che si può girare un bel film a disegni animati senza il 3D"

fa uno strano effetto ripensando agli stereotipi sui brutti cartoni giapponesi "fatti al computer" degli anni '80... si è ribaltato il mondo :sbal:

Modificato da Alex Halman
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^^;

 

Sono felice che il risultato ti abbia soddisfatto!

 

Ovviamente non so quali e quanti minuti del girato siano stati poi montati. In genere si registra almeno cinque volte tanto di quel che finisce nel montato definitivo. Sicuramente però amo molto chiamare gli autori con i loro nomi completi (inclusivi di ordine corretto di cognome-nome, nel caso di autori giapponesi), perché soprattutto in sede ufficiale mi pare davvero il minimo della considerazione. In effetti, fosse per me, ripetere ogni volta 'il SIGNOR Miyazaki Hayao' (Miyazaki Hayao-san) o 'il REGISTA Miyazaki Hayao' (Miyazaki Hayao-kantoku). Trovo questa semplice precisione mille volte più adeguata degli sbrodolosi epiteti tipici del giornalismo nostrano quale "il poeta Miyazaki", "l'artista Miyazaki" e blablabla. ^^

 

Genbu: grazie per i puntuali post delle varie clip. A sentirle in verità, la prima delle ultime due mi pare un po' rapidizzata, ma mi sbaglierò...

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Visto Pompoko.

Bel film specie all' inzio con tutta quella parte narrata da una voce che fa tanto finto documentario.

Frizzante nella prima mezzora, il film perde un pò smalto con l'andare, ma nel complesso è un buon film.

Se durava però una mezz' ora in meno era meglio.

Visto pure io mesi fa.

Piaciuto moltissimo, anche se e per i miei gusti un poco troppo "garbato"(ma immagino sia pur sempre un film per "bambini").

Mezz'ora in meno secondo me l'avrebbe rovinato.

Notevole(come sempre)il doppiaggio.

Attendo con ansimante ansia "Hotaru no haka" e "Omohide poroporo".

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Visto ieri Kiki, buonissimo l'adattamento e le voci scelte, soltanto in un frangente ho storto un'po il naso quando Tombo nel vicolo vede Kiki prendere il volo dice "sballoso", io non ho mai sentito questa espressione neanche nel parlato comune, al massimo "che sballo".

Il film era molto che non lo vedevo, me lo ricordavo bellissimo ed infatti ricordavo bene!!!  

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Visto ieri Kiki, buonissimo l'adattamento e le voci scelte, soltanto in un frangente ho storto un'po il naso quando Tombo nel vicolo vede Kiki prendere il volo dice "sballoso", io non ho mai sentito questa espressione neanche nel parlato comune, al massimo "che sballo".

Il film era molto che non lo vedevo, me lo ricordavo bellissimo ed infatti ricordavo bene!!!  

Ma no, sballoso no vi prego, sembra gergo da paninaro anni 80 che in Kiki ci sta bene come un dito nel naso.

 

fa uno strano effetto ripensando agli stereotipi sui brutti cartoni giapponesi "fatti al computer" degli anni '80... si è ribaltato il mondo :sbal:

Ma anche negli anni 90, eh!

Certo che i giornalisti italici non si smentiscono mai: vanno sempre dove tira il vento.

Ormai Miyazaki è quello che ha vinto l' Oscar, L' Orso d' Oro e balle varie, è l'amicone di Lasseter e quindi guai a parlar male di un suo film ( sia chiaro che Kiki di critiche non ne merita!)

Mi piacerebbe sapere se questi recensori sono convinti davvero di quello che scrivono  o se lo dicono tanto per avere consensi.

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Sì, è proprio intenzionalmente un bel po' gergale. Non so se 'da paninaro', ma 'da cittadino'. E da cittadino 'di qualche tempo fa', dato che il setting è anni '50.

 

Se ha dato quest'effetto, è win.

In giapponese è 'kakkoi'. E' un giovanilismo intenzionamente marcato, unico in tutto il copione (giapponese come italiano)

 

Si noti che Kiki non usa manco una volta 'kakkoi': per lei è già troppo 'moderno' anche quello. Usa sempre 'sutekiii' (suo marchio di fabbrica)

 

Si sente molto, ed inteso e ricercato nell'originale, che lei viene dalla campagna, parla da campagnola, mentre 'i ragazzi di città' sono altra cosa. Nella prima scena di incontro tra Tonbo e Kiki, che si chiuderà proprio con quel kakkoii, Tonbo ha appena detto chiaramente 'sembri la mia nonnina', perché Kiki parla di 'scortesia' nel rivolgersi a una donna senza essersi prima 'presentat a dovere'. Anche con le ragazze di città c'è questo scarto. L'alienazione della campagnola arrivata carica di speranze in città ma presa a schiaffi dalla realtà è uno dei principali punti enfatizzati e intesi dal regista, e giustamente si riflette nei dialoghi giapponesi (e quindi italiani) nonché nei modi di parlare. :-)

Modificato da Shito
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'che ficata' è volgare. Allude a un organo sessuale, è sciatto, è regionale (ficata a centro-sud, figata a nord) e no, non lo sentirai mai in un dialogo a mia firma. :-)

 

Pensa che per la stessa ragione non uso neppure tutta l'area semantica di 'fesso', che ha molti sinonimi senza la stessa radice volgare.

 

Qui trovi la logica di conio della variazione diastratica in 'sballoso' (citato):

 

http://www.treccani.it/enciclopedia/linguaggio-giovanile_%28Enciclopedia_dell%27Italiano%29/

Modificato da Shito
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Sì, è proprio intenzionalmente un bel po' gergale. Non so se 'da paninaro', ma 'da cittadino'. E da cittadino 'di qualche tempo fa', dato che il setting è anni '50.

Appunto, proprio perché ambientato negli  anni 50 ( che non hanno mai conosciuto la guerra, specifica Miyazaki) sballoso  è un termine che stona moltissimo, in quanto troppo anni 80.

Che in un certo senso ci starebbe anche, visto che il film è uscito in quegli anni, però...

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Davvero interessante quell'articolo, adesso ho capito la logica dietro alla scelta; però non posso farci niente sballoso non mi suona bene. Altri nomi che mi vengono in mente potrebbero essere "che bomba" o  "da paura". Comunque è solo una mia fissazione, tutto il resto dell'adattamento è estremamente curato. 

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Per gli interessati, stasera alle 21 su Sky Cinema 1 andrà in onda uno specialino su Kiki (se ho ben capito) con interventi anche di Shitarello registrati a Milano. ^^

Carino ma decisamente striminzito, dura circa 3 minuti (la parte su Kiki). Peccato.

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Davvero interessante quell'articolo, adesso ho capito la logica dietro alla scelta; però non posso farci niente sballoso non mi suona bene. Altri nomi che mi vengono in mente potrebbero essere "che bomba" o  "da paura". Comunque è solo una mia fissazione, tutto il resto dell'adattamento è estremamente curato. 

 

Pensa, redarguisco aspramente la mia sorellina [di Frascati] tutte le volte che dice 'da paura', perché non è italiano - è dannato romanesco. Romanesco borgataro che sta, rea la nonstra pessima televisione 'nazioanle', dilagando in tutto il paese. Ma se anche tutti, noi no! (cit.) :D

 

Sullo stesso filone ho sentito in un doppiaggio 'stai a rota?', e stavo per abbandoare la sala. Come mi capita quando sento "mi manda ai matti", e altra robaccia simile.

 

Ti ringrazio per l'apprezzamento generico, comunque. :-)

 

La cosa più importante, su tutto, è che tu hai sentito in italiano in testo molto, molto, molto fedele all'originale. Per intenderci sul livello di precisione, si parla di 'scopettone' e 'spazzone' perché in orginale una volta è dekkiburasshi, e una volta burasshi e basta. E parimenti io ho usato il temrine più preciso (da dizionario italiano: spazzolone) quando c'era quello più preciso in giapponese (dekkiburasshi), e quello più popolare (da dizionario italiano: scopettone) quando c'era in giapponese quello meno preciso (burasshi). Tutto il copione corre su un simile livello di minuzia e precisione. Quando Ursula dice, che so, "va' a salvare il caro Jiji", è perché in giapponese dice 'Jiji-kun', cosa poi mai più udita nel testo originale come italiano. Essenzialmente tutte le variazioni e tutte le permanenze terminolgiche sono rigidamente rispettate. Sino alla singola parola. Sino al singolo costrutto idiomatico. Tipo tutti i 'sutekii' di Kiki sono 'stupendo', ma nessun 'sugoi' è 'stupendo'. D'altro canto, l'unico 'zekkou' del copione è 'eccezionale'. I 'subarashii' del copione sono tutti e sempre 'meraviglioso', uguali fra loro ma diversi (disambiguati) da tutti gli altri sinonimi della stessa area sematica. Etc, etc, etc. :-)

 

 

Ovviamente, in certe (molte) scelte entra 'in lettura' il gusto personale. Tu dici 'non mi suona bene', che è legittimissimo, ma non può essere un criterio di valutazione di opportunità di un termine. Perché le cose 'suonano' più o meno bene a ciascuno di noi in modo diverso. I criteri su cui debbo fondare le mie scelte intendono essere quanto più oggettivi possibile (non sempre, si capisce, è possibile essero al 100%, anzi quasi mai, ma si tende a massimizzare la percentuale).

 

 

fooorte!

citaz. mio nonno (se fosse vivo, e per il quale lo sballo era un effetto derivante dall'uso eccessivo di alcool e/o droghe)

 

Sì, avevo valutato anche a questa opzione, come anche 'che forza!'. Era una delle mie ultime (nel senso: giunte alla cerchia più ristretta) opzioni.

 

Ma alla fine l'ho scartata perché mi sembrava un poco ambigua nel riferimento: nella scena Tonbo commmenta Kiki che vola via, direi che per lui 'kakkoii' non è Kiki (come persona), ma 'il fatto che possa volare', il fatto che 'voli via'. Kiki in se difficilmente potrebbe dirsi 'kakkoii' - è malvestita e imbronciata, certo non 'alla moda' (kakkoii per le persone allude a un certo tipo di 'figheria' anche sociale). Inoltre, Tonbo è il fanboy del volo, nel suo gruppetto è l'otakuetto della situazione. Ho così pensato che 'forte', non avendo un genere implicito, si sarebbe letto come un complimento direttamente riferibile a Kiki come persona. Tipo: "che forte quella tipa!", o anche "che forza quella tipa!", stessa cosa. E come ho spiegato non era proprio il caso. Ho così scelto sballosO proprio perché, avendo un genere contrastante col quello del soggetto in causa (Kiki), disambiguava ciò. :-)

 

Ho invece scartato "da sballo" anche e proprio la per la ragione che tu citi (Tonbo è giovane, la questione della stupefacenza sarebbe stata pur pertinente, mentre invece l'avevo usato per i 'sugee' di Lui in Laputa, dove non mi era parso fraintendibile). Con una cosa ben più inusuale come 'sballoso' mi è parsa tutto sommato scongiurata.

Modificato da Shito
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