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Mamoru Oshii e i suoi mondi immaginari


Lord Gara

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Il punto è quanto di narcisistico, o autoconsolatorio, ci sia nel parlare di sé stesso, e quando di realmente funzionale alla rappresentazione di un mondo che può avere valore/utilità anche per il prossimo (lo spettatore)

Ma se fai qualcosa con l'intento di voler essere utile in qualche modo per il prossimo, già sbagli in partenza a mio avviso. Oshii vuole essere utile a se stesso. Ed è proprio il suo tentativo autoconsolatorio ad essere interessante. Mi sentirei preso in giro se volesse darmi una lezione su qualcosa.

Ma so che Ritsuko che fa collezione di 'oggetti felini' e poi incassa la frecciata da Misato è la tristezza di una donna che inganna la sua solitudine con i gatti,
.

 

A volte, succede. Ma non è tirando il collo ai gatti e lasciandosi usare che si risolve qualcosa. Non è nemmeno detto che si debba per forza risolvere qualcosa. Se qualcuno decide coscientemente di autoilludersi, mica posso costringerlo a non farli. E secondo me Oshii è anche cosciente di comportarsi a quel modo, per questo lo mette in scena nei suoi film.

mentre i cani in Oshii sono -bof- davvero invadenti. So per certo che Ein era il cane di Kawamoto, ma non per questo è diventata una presenza pesante nella finzione da lui creata.

Probabilmente perché per Kawamoto non aveva la stessa importanza che invece aveva per Oshii. Anche se fosse tutto dovuto alla solitudine (e tutto sommato è molto probabile), non mi sento di condannarlo in alcun modo.

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Chroniko, io ho argomentato (o come dici tu, ho tentato di oggettivare il viscerale) a seguito dell'indignazione che il mio intervento sintetico ha generato, cosa che sinceramente non pensavo.

Ho un approccio ai film e all'animazione che prevede in primis l'intrattenimento e i miei giudizi (poi mi dici come può una critica non essere figlia delle lenti della nostra soggettività) riflettono questo, non hanno la pretesa di essere seri, semmai lo diventano quando a un giudizio che ammetto essere superficiale mi viene risposto con serietà (o presunta tale), non è che prima di esprimere un giudizio su un film di Oshii mi senta in dovere di prepararmi spiritualmente prima, idem se si parla di Ikuhara e idem se si parla dell'autore di Symphogear, non ho preconcetti di sorta ne idoli, se uno fa un prodotto per me brutto è brutto a prescindere e senza attenuanti.

 

Mi spiace invece che la tua risposta sia intrisa di snobbismo, che tu non mi reputi sufficientemente edotto da poter apprezzare questo prodotto o che non disponga degli strumenti per valutarlo ne, tantomeno (sempre leggendo il tuo ultimo post) degno di entrarne in possesso.

 

Se sei rimasto scottato dalla particolare (estenuante) dialettica di Zio Sam non vedo perchè tu mi debba equiparare a lui.

 

 

 

Se sei rimasto scottato dalla particolare (estenuante) dialettica di Zio Sam non vedo perchè tu mi debba equiparare a lui.

Infatti, non offendetemi paragonandomi a Gara ! :har:

 

Vi ho messo sulla stessa barca nel dire che avete trovato The Sky Crawlers una mattonata, cosa che di per sè non è nè offensiva nè falsa.

Se poi (Lord Gara) ti riferisci al pezzo su Ikuhara/Penguindrum ti posso dire che non so bene quale sia la tua opinione riguardo ad Ikuhara e che quindi non ho dato accezioni di sorta al tuo commento, l'ho solo sfruttato come assist per fare un discorso generale.

 

Discorso il cui succo è comunque che se uno non capisce una cosa allora non ha il diritto di giudicarla e che se pretende di giudicarla senza cognizione di causa sbaglia. La parte sul "non essere degni di entrare in possesso dei mezzi per capire" non so dove l'hai vista, piuttosto avrei scritto che complice del non essere in condizione di capire di cosa si si stia parlando è il non averne voglia. Come sempre o quasi. Non certo l'essere troppo ignoranti* perchè/o insufficientemente intelligenti.

E nota che te ora mi dici che hai il tuo approccio all'animazione e via discorrendo, ma di per sè non metto nemmeno in discussione quello. Ognuno si gestisce come preferisce e se uno non ha voglia di perdere tempo su queste cose va bene; piuttosto è sbagliato ignorare volutamente e pretendere comunque non si sa cosa, a quel punto non va più bene. Non a me almeno, quindi me ne lamento.

E non è nemmeno questione di voler idolizzare, Ikuhara e Oshii sono tra i miei registi preferiti ma se è per quello ho perso del tempo pure per difendere una roba come Muv-Luv, della quale non mi importa assolutamente niente e anzi, disprezzo tutto ciò che deriva da Age tolto MLA che considero estremamente sopravvalutato ma comunque tra il decente e il buono. Sono discorsi che faccio ad onor del vero (o di ciò che ritengo tale) quando nessun altro si prende la briga di scriverli.

 

*Ho dato spesso una certa colpa all'ignoranza in argomento parlando di Penguindrum, forse sempre. Ma l'ignoranza non è colpa di per sè, diventa colpa quando non si fa niente per liberarsene. Nel primo post su Penguindrum che ho scritto in questo forum ho detto che ad alcune cose, a meno di non saperle già per conto proprio, era impossibile arrivarci. Ed è vero.

Ma ciò a cui uno può arrivare vedendolo senza sapere niente delle esoteriche teorie di Pinco Pallo (giusto fare il passaggio mela -> Freud) è comunque sufficiente per avere un'idea chiara sul tipo di lavoro che è stato fatto con questa serie e perchè appaia così. Poi uno può non aver voglia di farsi questo tipo di lavoro e va bene, fintanto che non dice "non l'ho fatto perchè non c'è niente da capire".

E se in questi discorsi risulto snob è perchè per molti non è il contenuto di un discorso quello che può frenare ed eventualmente far ragionare ma piuttosto il percepire un'arroganza pari o superiore alla propria.

 

 

p.s. Ho editato il post di prima ma non ne ho modificato le affermazioni, ho solo corretto un paio di sviste tipo "passando alla Zio" e altre cose abbastanza inutili.

Giusto da non creare malintesi e far pensare che prima avessi scritto o voluto intendere che ci sia gente che non è degna di entrare in possesso dei mezzi per poter giudicare Ikuhara/Oshii. Infatti se prima l'hai inteso in quel senso lo potrai intendere così anche ora.

Modificato da Chroniko
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Ma se fai qualcosa con l'intento di voler essere utile in qualche modo per il prossimo, già sbagli in partenza a mio avviso. Oshii vuole essere utile a se stesso. Ed è proprio il suo tentativo autoconsolatorio ad essere interessante. Mi sentirei preso in giro se volesse darmi una lezione su qualcosa.

 

In questo io e te siamo molto antipodici, ma non è una novità. Per me, quando si intenta una comunicazione, vi deve essere una 'volontà buona' da parte del comunicatore nei confronti dell'ideale ricevente. Altrimenti, il comunicatore sta 'usando' il ricevente come un muro su cui fa rimbalzare quello che vuol dire a sé stesso, e questa strumentalità mi sarebbe intollerabile. Non si può usare una comunicazione per i propri narcisistici scopi, perché la comunicazione prevede che si sia almeno un'altra persona a riceverla. Non si possono usare le altre persone come *mezzi* di un'attività rivolta a noi stessi. Non è etico. Non si deve fare. Chi lo fa, a mio modo di vedere, fa una cosa esecrabile. O una persona è in qualche modo il fine di un nostro agire, con volontà buona, oppure non dobbiamo coinvolgerla nel nostro agire.

 

Per intenderci, anche quando io scrivo qui, anche quando parlo con te, lo faccio perché onestamente e sinceramente penso (e potrei sbagliare, certo, ma devo sapere di essere onesto in questo mio tentativo) che quello che scrivo potrebbe essere di utilità a te, o a altri che leggono (questa non è una comunicazione privata tra me e te, ma è un post su un forum pubblico). Credo che dire una parola a una persona comporti una responsabilità. Dirla a molti, ancor più. Dire molte parole e mostrare immagini e sinanco la rappresentazione di un mondo (un film) a molte persone (un pubblico) porta con se una responsabilità enorme. Non si può fare un film senza assumersi coscientemente questa responsabilità. Fatto il che, si può essere onesti e sinceri e dire tutto quello che sinceramente si pensa. Credo che Tomino concorderebbe, e come al solito sono un presuntuoso a pensarlo, perché non conosco Tomino, non l'ho mai incontrato, non ho mai incorciato il suo sguardo o indugiato sul tono nella sua voce nel pronunciare un banale saluto.

 

Non conosco neppure Oshii,e  non lo giudico come persona. Come potrei? Giudico la sua 'personalità artistica', che lui -facendo opere che nessuno lo obbligava di fare- mi ha fatto conoscere, per sua deliberata iniziativa.

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Altrimenti, il comunicatore sta 'usando' il ricevente come un muro su cui fa rimbalzare quello che vuol dire a sé stesso, e questa strumentalità mi sarebbe intollerabile.

Sta al ricevente capire. A me non pare intollerabile, perché come scrivevo sopra mi permette di vedere il mondo con gli occhi di Oshii invece che con i miei. Tutto sommato la trovo una cosa interessante.

Tomino è diverso. Mentre Oshii procede in un un'unica direzione in cui penetra sempre di più, Tomino ha proceduto guardando lo stesso concetto da angolazioni diverse (compreso l'odio per il suo pubblico).

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Tuttavia, credo che Tomino, soprattutto quando parlava ai più piccoli, si sia sempre posto nel ruolo di chi somministra una medicina, fossanco amara, ma benevola. Non credo si sarebbe tollerato (dico: tollerare sé stesso) senza questa convinzione.

 

Capisco che anche nella fruizione dell'opera di un'opera di un autore che "parla a sé stesso" possa venirne del buono, specie se a guardare è un intelletto attento onesto e vivo come il tuo, ma il torto non sta in te, sta in chi parla rendendo il suo pubblico uno *strumento* (un mezzo) del suo agire (parlare). Non si fa, non è dignitoso. Anche se da una simile "finta comunicazione" venisse "per accidente" qualcosa di buono, resta una comunicazione fasulla, non genuina, e in questo priva di dignità d'esistenza. Si può scrivere un diario senza pensare di farlo leggere a nessuno, ed è una cosa. Ma anche invitare a casa propria gente per fargli vedere cose che hai fatto "solo per te stesso" è una forma di ego proiettivo deforme. In un modo o nell'altro, è tutto un inganno. E nulla che non sia genuino può essere umanamente accettabile.

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ma boh... state facendo un discorso strano. tradotto, sarebbe sbagliato che una persona si interrogasse e si rispondesse su qualcosa, quindi facesse presente ad altri tale processo che ha affrontato.

è come dire che la filosofia TUTTA è merda. eh... :lolla:

ma allora uno scrittore, un regista, uno scultore od un pittore che dovrebbero fare?!

in ogni caso ciascun autore parla di una propria visione del mondo, quindi di sè (e con sè, perchè lo spettatore in realtà non può rispondere o interagire con il suo interlocutore, modificandone il pensiero, bensì solo ricevere -> questo significa che per forza di cose il pubblico, per lo scrittore, è strumento).

mi pare quindi che su oshii stia montando un caso eccessivo...

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ma il torto non sta in te, sta in chi parla rendendo il suo pubblico uno *strumento* (un mezzo) del suo agire (parlare).

Guarda, ti dirò... secondo me un po' lo fanno tutti i registi. Solo che magari la cosa è in percentuali diverse a seconda dei casi e magari non tutti ne sono consapevoli. Per farti un esempio schietto, tu aspetti ancora che Anno ti dica come risolvere la tesi dell'angelo crudele. Per me non lo deve proprio fare. Il fatto che non abbia una risposta, è una risposta. Sarebbe troppo comodo, altrimenti. Secondo te Anno non stava forse parlando a se stesso?

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Visto che si parlava prima dell'opinione di Oshii su altri registi...

 

Well, Gadget Tsushin recently acquired a text version of a talk held between the basset hound-loving Oshii and Toshio Suzuki (Studio Ghibli producer) on Nico Nico Namahoushou late last year, and it’s a doozy. Here are a few snippets from the 30-minute long chat:

 

On creators in the industry he’s following: “None, really. There are talented, smart people out there, sure, but nobody worth paying attention to, I don’t think.”

 

On Mamoru Hosoda (Wolf Children, Summer Wars): “When it comes to copying other people, he’s a genius. But like (Evangelion director) Hideaki Anno, there’s nothing driving him, no theme, no substance.”

 

On Hayao Miyazaki: “Talking about him has become something of a taboo. For a director, that simply isn’t a good thing.”

  

http://www.otakuusamagazine.com/Newsletter/News1/Mamoru_Oshii_The_most_opinionated_man_in_anime_4973.aspx

Modificato da Lando
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ma il torto non sta in te, sta in chi parla rendendo il suo pubblico uno *strumento* (un mezzo) del suo agire (parlare).

Guarda, ti dirò... secondo me un po' lo fanno tutti i registi. Solo che magari la cosa è in percentuali diverse a seconda dei casi e magari non tutti ne sono consapevoli. Per farti un esempio schietto, tu aspetti ancora che Anno ti dica come risolvere la tesi dell'angelo crudele. Per me non lo deve proprio fare. Il fatto che non abbia una risposta, è una risposta. Sarebbe troppo comodo, altrimenti. Secondo te Anno non stava forse parlando a se stesso?

 

Il discorso delle percetuali è onestissimo, realistico, più che condivisibile. Sono con te. Quanto al mio 'aspettare la risposta di Anno', una mia espressione che mi pare ti abbia colpito -ricordo me la ri-citasti anche in almeno un altra cocasione- non prenderla alla lettera. Nel senso: ovviamente Anno non deve niente a me né a nessuno del pubblico, in qualità di persona. In qualità di 'artista', e sinanco 'pensatore', avendo deliberatamente sollevato taluni interrogativi, dovrebbe quantomeno cercare di darvi risposta. Anno stava parlando ANCHE a sé stesso, c'era dentro con tutte le scarpe e questo rendeva la sua parola vivida, viscerale, intensa. Tutte cose buone, per carità. Mica predico il distacco intellettuale per forza. Per carità. Ma Anno si rivolgeva anche a un pubblico, ed esplicitamente. Solo i due film originali li ha fatti, dichiaratamente, "senza pensare al pubblico", quanto piuttosto "pensando solo allo staff" (che comunque non è solo sé stesso). Se si deve parlare solo a sé stessi, bisogna farli davanti allo specchio. Il proprio prossimo è un ente vivente, non è uno specchio, che è materia inerte.

 

Non so te, ma io detesto e ho sempre detestato quei pensatori 'deboli' che sanno solo distruggere sistemi preesistenti, perché ne avvertono l'irragionevolezza, ma poi non sanno edificare nulla al posto. E' come fare critiche a quello che fanno gli altri senza saper 'fare' (creare) nulla. Per intenderci, NIetzsche l'ho sempre considerato un cattivo eudemone: se devi declamare la morte di Dio, devi anche avere un sistema di valori alternativo buono per tutte le persone che convinci con la tua predicazione. Altrimenti, sta' zitto e non rompere le scatole al prossimo. Non turbarlo. Per autolegittimarsi a fare ciò, bisogna essere convinto della bontà della propria comunicazione per chi la riceve, insisto, perché ogni rapporto umano vive di una componente di violenza. E la violenza va bene solo se trova una sua onesta e buona ragion d'essere. In genere, i pensatori 'deboli' come Nietzsche sono persone dotate di grande sensibilità intellettuale, e indi condannate a offrire esistenzialmente. Ma siccome sono appunto 'deboli', non reggono il peso della loro stesssa coscienza, che è ineluttabile, e quindi cercano di sublimare il loro male 'contagiando' il loro prossimo, cercando di rendere tutti malati del loro stesso male. Io credo che questo sia spregevole, per quanto generalmente inconscio, ma spregevole. Alla fine del mito della caverna, lo studiano in pochi, quello che ha visto la luce e torna indietro a volerla fare vedere a tutti viene ucciso dalla comunità degli uomini che guardavano le ombre.

Modificato da Shito
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Non so te, ma io detesto e ho sempre detestato quei pensatori 'deboli' che sanno solo distruggere sistemi preesistenti, perché ne avvertono l'irragionevolezza, ma poi non sanno edificare nulla al posto. E' come fare critiche a quello che fanno gli altri senza saper 'fare' (creare) nulla. Per intenderci, NIetzsche l'ho sempre considerato un cattivo eudemone: se devi declamare la morte di Dio, devi anche avere un sistema di valori alternativo buono per tutte le persone che convinci con la tua predicazione. Altrimenti, sta' zitto e non rompere le scatole al prossimo. Non turbarlo. Per autolegittimarsi a fare ciò, bisogna essere convinto della bontà della propria comunicazione per chi la riceve, insisto, perché ogni rapporto umano vive di una componente di violenza. E la violenza va bene solo se trova una sua onesta e buona ragion d'essere. In genere, i pensatori 'deboli' come Nietzsche sono persone dotate di grande sensibilità intellettuale, e indi condannate a offrire esistenzialmente. Ma siccome sono appunto 'deboli', non reggono il peso della loro stesssa coscienza, che è ineluttabile, e quindi cercano di sublimare il loro male 'contagiando' il loro prossimo, cercando di rendere tutti malati del loro stesso male. Io credo che questo sia spregevole, per quanto generalmente inconscio, ma spregevole. Alla fine del mito della caverna, lo studiano in pochi, quello che ha visto la luce e torna indietro a volerla fare vedere a tutti viene ucciso dalla comunità degli uomini che guardavano le ombre.

 

Però io mi chiedo: ma è giusto che un "pensatore debole" (come lo chiami tu..) debba tacere per "non turbare gli altri", solo perchè non ha alternative da proporre?

Non dovrebbe avere piuttosto il dovere di denunciare le storture da lui avvertite per gettare almeno le basi affinchè qualcun'altro (se lui proprio non ne ha la capacità..) possa poi trovare le soluzioni?

In fondo era proprio ciò che faceva Nietzsche vagheggiando l'avvento del suo Übermensch..

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Capisco il tuo appunto. In parte, lo condivido. Ho riassunto il mio pensiero, ma la mia idea più completa è che nessuno dovrebbe turbare nessuno di un turbamento che quell'altro non sia in grado di sopportare. Ovvero, gridare *ai quattro venti* "la morte di dio", quando non si ha alcun altro sistema da porre sullo scranno, è crudele: lascia al freddo anche chi non ha un cappotto di suo, e non fornisce forma di riscaldamento alternativa alcuna. In questi casi, ragguaglio la disonestà di chi si sente solo, solo con la sua verità (e ha anche probabilmente ragione, eh!), e allora vuole che si sentano soli tutti, per sentirsi meno solo lui. E c'è da dire che forme di comunicazione audiovisiva piuttosto di massa quali televisione e cinema non selezionano granché il loro pubblico, è naturale. Dire una cosa così è un po' come metterla in piazza, con un megafono.

 

Non sto dicendo che Oshii sia così, ma pure lo vedo come un pensatore, un intellettuale, troppo troppo autoreferenziale, ripiegato su sé stesso, e dedito all'uso di un *mezzo espressivo comunicativo* (il cinema) in un modo vittimisticamente narcisistico, autocatartico. Non vedo neppure un onesto 'proporre una riflessione', come il miglior neorealismo, su una stortura per la quale pure non si ha una soluzione in tasca. Si vede secondo me che Oshii non si mette in mezzo al pubblico, come a dire "riflettiamo insieme su questa cosa", no. Questo sarebbe semmai Takahata, soprattutto con Ponpoko (imho il suo più grande capolavoro, ad oggi). In totale, l'atteggiamento registico/autoriale di Oshii non mi sembra una bella cosa. Natualmente, anche se qui uso parole altisonanti e scomodo concetti massimali, non si creda che non mi rendo conto che stiamo sempre parlando di cartoni animati. Certo, non muore nessuno. Il discorso che ho sin qui condotto vorrei fosse letto calandolo correttamente nella dimensione dell'argomento trattato. :-)

Modificato da Shito
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Roger, capisco il tuo appunto. Anche io quand'ero più giovane, più illuminista, più giacobino, ragionavo così.

 

Eventualmente dovetti capacitarmi che ero io, debolmente, a sognare un mondo migliore fatto di persone migliori. Perché così mi sarei sentito meno solo. Ma era egoismo. Perché non tutte le persone hanno le spalle larghe abbastanza per sopportare certe verità dell'essere, certi vuoti dell'essere -soprattutto- e non c'è nulla di male in questo. C'è chi ha bisogno di stringere un rosario per sorridere alla vita, e la novità è che va bene così, non c'è alcun problema in questo. Non c'è per lui, e perché dovrebbe esserci per me? Con quale egoistica crudeltà potrei sancire il contrario? Con la verità della mia sofferenza? Lasciamo che resti mia, o condivisa dai miei affini (se la sorte o fortuna me ne fanno incontrare in vita), ma lasciamo in pace chi non c'entra. Perché la verità è che nessuno ne ha veramente bisogno.

 

Roger, alla fine il sapiente o l'intellettuale che si giustifica di volontà buona nel voler "educare tutti gli altri a tutti costi" non è che un colonialista -dico quelli veri- mentale. Non è che sapendo che la religione è l'oppiio dei popoli si viva meglio. Non è che scardinando vecchie certezze in animi deboli gli si doni serenità. Sono tutti alibi. Difficilmente le persone superano l'egoismo di fare il proprio bene, e spiù spesso che no chiamano 'bene del prossimo' le mentite spoglie di una propria necessità. Guardandomi allo specchio, dopo parecchi anni giunsi a questa conclusione.

 

Personalmente, rifletto molto anche quando denuncio qui che l'animazione è roba per bambini, e che nel guardarla appassionatamente sopra i trent'nni c'è qualcosa che non va. Giuro che lo faccio, ci penso, penso se sia opportuno o meno, nonostante tutto. Non perché ho una dolorosa verità nel cuore mi sento automaticamente di poterla spargere.

 

Ma ancora, anche questo è solo il mio pensiero. Il fatto che Garion apprezzi Oshii e il suo modo espressivo non fa decrescere la stima che ho di Garion di una sola oncia. Davvero.

Modificato da Shito
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non è quello che lasciavo intendere. il fatto è che tu stai proprio conducendo un abbattimento dei sistemi altrui perchè a te non si adattano (manco ti fossero imposti...), affermando sia che non puoi accettarli in quanto non universali, sia che li accetti (tolleri) solo per coloro i quali si rivelano validi, utili. è tutto e niente in modo esponenziale, ma soprattutto ognuno fa, e non può essere diversamente, delle scelte esattamente come le fai tu. ognuno ha dei criteri e di obbligatorio ci sono solo le leggi sociali o morali (assist per rientrare IT). spero non adremo avanti molto a parlare dell'ovvio...

al di là di questo non stavo giustificando una presunta dottrina giusta e buona in grado di uniformare la società in tutti i suoi molteplici aspetti, semmai quanto di buono possono offrire punti di vista diversi da quelli personali (e oshii, nonostante tutto, che piaccia o meno, ha dimostrato di averne), anche quelli provocatori (come quelli di tomino ed anno in animazione, ed a suo tempo tezuka, ishinomori, yokoyama, nagai insistentemente nei manga).

oshii è abbastanza diverso da questi autori perchè segue un'altra strada. cmq mi sembra che si stia compiendo un errore molto banale perchè la discussione su oshii è fondata prevalentemente su una parte della sua filmografia, quella più recente e/o che ha avuto più risonanza. imo è guardando anche le sue opere minori che si comprende quanto sia in realtà un regista versatile, abile anche a cazzeggiare (no, non mi riferisco a lamù, ma a qualche ova sparso nel tempo) se gli va. poi oh, io le sue opere non le ho viste tutte e pertanto non mi escludo dal gruppo degli ignoranti, ma almeno ho avuto la fortuna di vedere qualcosa di suo che andasse oltre i soliti noti. e sì, alle volte oshii usa le sue opere solo per fare delle constatazioni, col risultato di trasmettere depressione, ansia, paura, inquietudine. fossero tutti bravi come oshii a trasmetterle efficacemente, queste emozioni...

ah volontariamente abbocco all'amo de 'l'animazione giapponese è roba per bambini' ('azzi di chi non sa crescere, quindi). evito il solito pippone di risposta e mi concedo solo un: spesso fa comodo appoggiarsi alle convenzioni (e convinzioni) altrui.

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Rispondendo alla prima parte: forse mi sono spiegato male, e me ne scuso, ma davvero non intendo 'il narratore' come 'me'. Voglio dire che tu potresti esprimere una tua visione del tutto diversa dalla mia, e io potrei non concordare affatto con quella, ma se tu sei convinto della tua visione, se essa è espressa con sincerità e volontà buona verso il prossimo, allora per me è molto bello che tu la esprima. Il fatto eventuale che io non concordassi con la visione è, certamente, del tutto insignificante - e ci mancherebbe. Esempio: c'è Kawamori che in Arjuna si è messo a destrutturare proprio tutto il 'sistema umano' dei paesi occidentalizzati, nei suoi vari comparti. Ok. Ha anche proposto, o quantomento vagheggiato, un'idea alternativa - per lo meno a livello ideale. Credo che abbia fatto ciò per far riflettere il pubblico. In molti casi le sue proposte mi parevano del tutto risibili, ma ok: è una visione delle cose, ed è onesta. Quindi dico: bravo lui che l'ha espressa, e l'ha espressa in maniera schietta. Anche Macross è così, no? In quel caso concordo pure, e quindi lo adoro, ma il punto come vedi non è questo. Il punto è che tra "parlare a sé e agli altri, avendo a cuore le sorti dell'uno e dell'altro" e "parlare meramente a sé stessi, utilizzando il pubblico come un pretestuoso muro che faccia eco alla propria voce" ce ne passa. Dicevo questo, forse male, ma dicevo essenzialmente questo.

 

Non avevo inteso che tu giustificassi un colonialismo delle idee, scusami se ho lasciato involontariamente a intendere ciò. E' mio tipico difetto prendere spunto da chi leggo per poi generalizzare sui massimi sistemi, e credo questo a volte generi confusione soprattutto sull'attribuzione di chi ha detto cosa. Concordo che i punti di vista diversi possono offrire buoni spunti, tuttavia in sostanza credo che per essere valido un punto di vista vada espresso con la coscienza, con la responsabilità del fatto che si sceglie di esprimero - cosa non scontata, non gratuita, non necessaria. Chi parla o scrive sceglie di farlo. E siccome coinvolge il prossimo, non può totalmente prescinderne. Questo secondo me, che chiaramente non sono dio e neppure un vate. :-)

Modificato da Shito
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 "parlare a sé e agli altri, avendo a cuore le sorti dell'uno e dell'altro" e "parlare meramente a sé stessi, utilizzando il pubblico come un pretestuoso muro che faccia eco alla propria voce"

 

sì ma non c'è nulla di male in entrambi i casi. ascolti un monologo e ne valuti i contenuti. sempre che tu, spettatore, lo voglia.

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L'opinione mia su Oshii.

 

avrò avuto 16anni quando ho guardato per la prima volta Gits 1 e 2, poi comprai anche il fumetto che era una cosa a dir poco orrenda. Come la serie tv. Il che getta luce sull'intelletto di chi apprezza l'uno o l'altro ...

Ovvio quello che c'era di buono, a mio parere, era di Oshii. Cosi piano piano lo segui, vidi dopo, all'uscita e sottotitolato sky crawlers, Credo avessi 18 anni ... Non scrivevo ancora sul pchan, dunque non conoscevo neppure Shito.

 

Giuro che ne pensai, sebbene non nitidamente, esattamente quello che ne pensa Shito ora. Lo penso tutt'oggi. Tuttavia credo che Oshii abbia un certo valore come regista e proprio nel suo non voler fare la predica e neppur far riflettere con intento educativo mi risulta accettabile.

 

Un deficiente che fa la predica o anche vuol far riflettere, mi vengono in mente le poche righe postate da Shito su La vita Agra di Bianciardi é troppo.

 

Sui contenuti beh ... direi che tutte le speculazioni filosofiche cosi come le ambientazioni non trasudano che solitudine, o gli impegni di un uomo solo.

 

Dico quella é una certa realtà, io me lo immagino abbastanza Oshii che legge libra, specula, ogni tanto fa film. Mi pare pure normale che non lo comprendiate voi, non con spocchia ma siete straripanti di avatar con serie spazzatura e altro. Il 90% di quello che scrivete é merda, è ovvio che poi davanti a un parlare diverso vi sentiate disorientati.

 

Perché ora salvarlo proprio perché é nella camera dell'ego ?

 

Perché ciò é alla fine abbastanza evidente, e credo anche ne sia lui stesso autocosciente, nel film mette in scena questo. Come uomo al posto suo non mi sarei tollerato a fare film ( non mi tollererei a farlo con scopo educativo, sicuro che tanto le capre non capiscono e che é solo autoinganno pensare servirà a qualcuno, figuriamoci a vuoto ), tuttavia capisco come li ha fatti.

 

Li vedo come la prospettiva su una strategia di sopravvivenza dalla solitudine, senza affogare del tutto l'interiorità. Vedo fallace farci film ( e di oshii ho visto quasi tutto, anche la roba più *apparentemente* scema come gosenzosama banbanzai parla sempre delle solite cose ). Ma insomma l'intento comunicativo in un certo senso ce lo vedo, però é da comunicazione alla camera dell'ego.

 

Non so come dire. Tipo invece che agli happy few, agli unhappy few* che ogni tanto fanno un giro in quei posti ove si suole parlare da soli

 

 

- una brillante idea di Kezich per riferirsi al pubblico dei film di ferreri. Che in tempi e luoghi diversi credo si muovesse sugli stessi sentieri di oshii, credo che inquadri bene.

 

 

/// resta ovvio, che l'arte é nociva come dico sempre :) però in oshii si sente talmente l'olezzo della stasi/morte piuttosto che in altre opere ove é ben dissimulato sotto inviti a riflessioni che paradossalmente credo sia quello che più inviti a riflettere. 

Modificato da Kin
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Diverso tempo fa, parlando con uno sceneggiatore della Bonelli, parlando proprio di qualcosa del genere, era spuntata fuori una frase che ancora ricordo e conservo (le parole non sono le medesime di allora, la memoria tende a modificare certe cose col tempo); "D'accordo per un autore parlare di se stesso in ciò che scrive, ma non deve "morirci dentro".

Suppergiu', ma il senso e' quello.

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giusto per terminare la quadratura del cerchio. Solitamente la frase; io faccio film per me stesso, s'accompagna con l'arte per l'arte e altre cose simili.

 

Ne discussi animatamente tempo fa su studioghibliforum a proposito di Lars Von Trier, forse Shito ricorda.

 

La cosa bella di Oshii è che gli si legge in faccia la depressione, oltre che nei film ovviamente. Non é uno che si dà arie, a suo modo é davvero molto onesto.

 

E di rado ci si riesce. Solitamente la frase io faccio film per me stesso é seguito da tutto un più ampio edificio di disonestà aberrante. Essa solo non è poi tanto male invece.

 

Sicuri, sia meno disonesta che faccio film per il mio pubblico. Leggiamo l'intera memoria di pluschan, che a suo modo credo sia un forum anche selezionato ... quale pubblico ?  :giggle:

 

Nell'una e nell'altra, credo si possa ravvisare un pò di disonesta. Certo é propria della seconda una mentalità edificante che può far bene :)

 

 

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e giusto che ci siamo, per far vedere quanto il pubblico non comprenda. Di tutto il topic su penguindrum, sicuri che uno dei commenti più stupidi sia quello di ZioSam ?

 

 

Più che copertura, per me si tratta di equilibri: e trovo squilibratissimo il rapporto che c'è tra la parte serie e quella comica di PD.

Oltre alla mistione di  comicità e momenti seri ( che a un giapponese però appare più naturale che a un occidentale), ci son proprio delle cose che non collimano: vedi la statua/palazzo del David costruita dal padre di Yuri: a parte che un coso simile sarebbe impossibile da costruire, per via di rapporti di pesi ed equilibri ( cadrebbe giù come nulla o si spezzerebbe sul suo stesso peso), a un certo punto viene sostituito con la Torre di Tokyo, che però è stata costruita nel 1960 ( ma quanti anni ha il papà di Yuri  ???).

E tutto ciò andrebbe inserito in un  contesto "reale" e "serio" ( perché la sceneggiatura ti dice che la Tokyo odiern che conosciamo  è frutto di un cambiamento di Momoka col quaderno , altrimenti adesso avremmo quel fac-simile gigante del David in mezzo alla capitale nipponica).

Almeno Oshii, quando si prendeva certe libertà autoriali  con anime demenziale come Lamù, ti creava episodi dichiaratamente onirici e distaccati dalla trama principale ( vedi ep 101, "le casalinghe" ) e quindi il pubblico li prendeva come cose a se stanti

 

 

Questo mi sembra dichiaratamente stupido. "Non si può costruire una torre di quel genere, ci sono pesi ed equilibri. Cadrebbe giù come nulla!!! é privo di serietà!"

 

 

Quelli disgustosi sono gli altri. Che si pretendono intelligenti, ma non hanno un oncia in più di intelletto.

Modificato da Kin
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