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El Barto

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Diosanto la marcetta, avevo dimenticato sto brano

 

 

15 minutes ago, Shuji said:

Beetlejuice Beetlejuice

Splendido.

Monica Bellucci e' bona 💟 pure da vecia gallina un tanto al kg.

Michael Keaton (che ora vorrebbe tornare al suo nome Michael Douglas), istrione come nel primo film.

Ok dai, anche Jenna Ortega mi sta meno sulle palle ora.

L'unica cosa che non va,e non riguarda il film in sé e' che Wynona Rider e' invecchiata MALISSIMO e il trucco non aiuta di certo.

Andate a vederlo e non rompete le palle; e no, non è necessario aver visto il primo (anche se sareste delle brutte persone)

Io intanto 

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Ci bevo su.

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  • 2 weeks later...

visto ieri asteroid city.

la noia totale che ti fa le palle come due asteroidi se non sei uno che quel lavoro lo fa (e quindi, se proprio, diventa una specie di mastrubazione mentale). però bella la scelta cromatica.

mi aspettavo qualcosa di più visto chi è il regista ed il cast di grandi attori.

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  • 1 month later...

Il robot selvaggio /the wild robot

Qua mi ero creato delle aspettative errate; vedendo più volte il trailer in sala e il montaggio muto con solo colonna sonora ed effetti sonori ad accompagnarlo, mi ero fatto la appunto errata convinzione che fosse una cosa tipo GON

Ovviamente non e' così; il film e' buono, notevole il tentativo di introdurre una qualche novità in un settore sempre più sembra con poco fiato.

 

A margine registro che ad oggi in sala c'è davvero una buona varietà di scelta tra generi e storie.

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  • 2 weeks later...

Parthenope 

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Essenzialmente un film sulla giovinezza e i suoi drammi e dilemmi in salsa napoletana, primariamente dal punto di vista degli anni di Sorrentino.

Ora, leggo qua e lò di Grande Bellezza a Napoli ; no.

Quanto molto ben riuscito a Sorrentino del raccontare Roma, è dato dal suo punto di vista esterno alla città, non essendovi nato.

Nascere in un luogo finisce inevitabilmente col diventarne parte, non si ha più quindi il punto di vista esterno tale da poterne parlare se non parlando anche di se stessi; di fatto ad esempio il precendente "la mano di Dio" era un biografico romanzato.

In Parthenope, l'autore con un complesso ed incrociato gioco di specchi dato dai vari personaggi del film, con sempre al centro Parthenope, riesce a raccontare una storia sempre personale, ma molto meno, l'autore passa quindi da uno all'altro raccontando non più una biografia romanzata, quanto una realtà romanzata, con una rappresentazione viatico di vari propri pensieri, in relazione ai giovani e alla realtà, con Napoli sullo sfondo.

Possiamo parlare di una Napoli come una forte luce multicolore che viene irradiata attraverso le figure dei vari personaggi e della protagonista, Parthenope.

Il dato che probabilmente e' insieme punto dirimente quanto di per sé debole del film, e' che diversi passaggi si possono capire solo se non si è ragazzini, tipo sui trent'anni. Prima, questi passaggi possono essere presi singolarmente e frutto di interpretazione didascalica, cosa che non è nelle corde di Sorrentino, ne e' mai stata sua intenzione l'esserlo.

Un gran film, raccontato visivamente e non solo al meglio, da chi bene sa raccontare per immagini.

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  • 2 weeks later...

Il gladiatore 2

In sintesi, c'è più parte "politica" che Scott aveva tagliato nel primo film, proiettando questo nella soap opera.

Paul Mescal non ha carisma specie per reggere le scene motivazionali di gruppo, fa cose basando la propria protezione sulla Plot Armor.

Pur potendo il Colosseo essere effettivamente riempito da uno strato d'acqua, non si capisce molto come abbiano portato degli squali dentro.

Con le scritte in inglese in certi punti, Scott ha fatto l'operazione opposta di Tod Phillips, restando inchiodato al canovaccio del primo film eliminando anche possibili incomprensioni.

Secondo film dopo Megalopolis che parla con il setup antico romano di una crisi ideale del sistema americano.

Il primo film lo reputo spanne sopra questo; questo non e' immensamente differente da un film Marvel dell'ultimo corso;:se l'atmosfera vi trascina nonostante non ci sia un trascinatore, anche nell'ottica di talune scene spettacolari, tanto meglio.

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Raramente mi sono annoiato così tanto al cinema, nessuno e dico nessuno dei personaggi con un minimo di appeal.
Uniche cose degne di nota le prove di Ed Sheeran nei panni del pazzo sifilitico e Denzel Washington che a fare i personaggi dalla morale dubbia è sempre a suo agio.
Per il resto questo film decisamente indirizzato verso la damnatio memoriae.

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Faccio poi presente la strizza che avevano in quel di Hollywood che questo film andasse come Joker 2, che si evince chiaramente dal fatto che la distribuzione prima e' andata overseas/all'estero e dopo circa un paio di settimane in casa/usa, in quanto era stato registrato il dato più positivo all'estero del Joker2,e per via del fatto che i film di Ridley Scott hanno comunque generalmente un'accoglienza positiva all'estero.

E, no, il primo gladiatore e' andato prima negli Usa e dopo circa un paio di settimane all'estero (come in Italia), in modo quindi perfettamente speculare rispetto al gladiatore 2

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  • 2 weeks later...

Oceania 2/Moana 2

Tecnicamente, un gioiello di rara bellezza, al livello di vicenda ha un curioso problema non problema che non fa eccellere il tutto.

Palesemente, anche senza verificare, un qualcosa originariamente pensato per una serie TV, ha appunto un problema nella parte terminale, riassumibile con un'allegoria.

Siete al ristorante, si avvicina un sommelier che versa un primo assaggio di vino nel calice, tutto ok, quindi versa. Lo stesso identico quantitativo, centellinato, e attende beviate , poi ne versa un altro identico e con ottimo tempismo. Finita la bottiglia, vi rovescia addosso il secchiello del ghiaccio e se ne va.

Uscendo dall'allegoria, tutto ottimo e con ottimi tempi, ma poi alla fine si chiude quasi tutta la vicenda come impostata ad un certo punto, facendo collassare tutta insieme di situazioni che si sarebbero dovute estendere per tot puntate nella parte finale.

Con tanto che poi succede pure qualcosa nella scena post credit che setta un certo ulteriore sviluppo futuro.

Questo, comunque, non toglie niente al valore del film.

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La stanza accanto, di Pedro Almodovar

Film magistrale che si rende interessante anche nei circa primi venti minuti in cui non si affronta il vero tema della storia, quelll'elefante costantemente (idealmente si intende) nella stanza, che si chiama eutanasia.

 Certo non una novità nella filmografia di Almodovar il riuscire a raccontare una storia essenzialmente con solo due personaggi sullo schermo, e senza eccessi a questo giro, ma e' impossibile non sottolineare la prova delle due attrici, la Moore e la Tinston, in quello che e' oggettivamente un film difficile che affronta un tema ancora più difficile.

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Fun facts, 1

"Scusi?"

"Si?"

"Credo stia finendo lo spettacolo precedente di Kraven e dalla sala si sentono strani rumori come di qualcosa che graffia..."

"Ho capito, ci penso io"

*catchunk* di pistoia caricata 

Entra in sala 

*bang, bang"

"Tutto a posto ora, uno cercava dallo spettacolo precedente di aprirsi un passaggio in un muro per scappare "

"Ma bastava uscire dalla...:

"NON SI VA VIA FACILMENTE DA KRAVEN"

*gulp*

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Inside 1

"Ok gente, i primi 8 minuti li abbiamo visti tutti. Mettiamo un brano per passare un po' di tempo. "

*suona la marsigliese, brano del cazzo a caso*

"Ouiii. Ouiiii"

"C'e un francese in sala?"

"Ouiiiii"

POOO PO PO PO POO POOOO

POIOO PO PO PO POO POOOO

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No, allora, il momento doc non è importante. 

Finito.

Non è male Russel crow nella parte di un capataz.

Per il resto, l'impressione iniziale resta, poi si complica a livello di storia con una marea di cazzate imbarazzanti. 

Tutto sommato alla fine non è pessimo come intrattenimento. 

MA non date neanche alcuna dignità al film perché non ne merita. 

 

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