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Gravity by Alfonso Cuarón


genbu77

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Tutto quello che ha preceduto i primi trailer m'ha incuriosito di questo film.

Regista, soggetto, sfida produttiva e visiva.

Poi, però, i continui rinvii della produzione, le indiscrezioni poco lusinghiere delle proiezioni di prova (e seguenti interventi dall'alto) m'hanno messo addosso una certa preoccupazione.

Spero di sbagliarmi e che il film finito si riveli davvero sorprendente.

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  • 2 months later...

Allora, visto finalmente pure io.

Di rado ho visto mignottate meglio riuscite.

 

Si parlo di mignottate in quanto non c'e' quasi una sola inquadratura che non strizzi l'occhio allo spettatore, un vero e proprio miracolo di patinatura treddi'.

 

Intendiamoci, e' un bel film, chapeau ad essere riusciti a tirar via due ore circa con un soggetto del genere, e altrettanto chapeau per avere veramente compreso quale potesse essere appieno l'uso del treddi'; anche se ad essere un po' cattivi si potrebbe dire che un po' siamo tornati agli effetti verso il centro dello schermo ad ottenere profondita'.

Anche se ci sono 'giochi' in 3d ben riusciti, come gli schizzi d'acqua sullo schermo in 3d che restano tali e in trapsarenza come avessero veramente bagnato gli stessi, la visuale dall'interno del casco.

 

Tutto molto ben organizzato, riuscito, patinato, se fossi un gioielliere realizzerei metaforicamente un anello cosi'.

 

Ho solo una domanda.

Per chi ha visto il film.

E ne parla come un capolavoro immortale o poco ci manca.
Ve lo devo chiedere.

Le vostre aspettative per i film e il cinema sono veramente cosi' basse?

 

Gravity e' un filmetto del cazzo, ben girato per dio, ma con un soggetto tale da poterne realizzare un corto di 5 minuti, scontati dal complesso gli effetti speciali e i gigioneggiamenti di Clooney.

 

Mi ricorda a proposito il soggetto di quell'altro lungo/corto sulla luna e il polpettone con Tom Cruise che in pratica da li' derivava.

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p.s.

http://www.lastampa.it/2013/10/03/societa/gravity-che-bello-far-finta-di-crederci-422zcEZtpcQe7f44kjsQ0I/pagina.html

 

 

Anche «Gravity» è da vedere, ma con juicio. Nel senso che vuole essere simile alla tecno(fanta)scienza di «Apollo 13» o di «The Right Stuff», ma non ci riesce del tutto, anzi. 

Il segreto per vedere fino in fondo «Gravity» di Alfonso Cuaròn senza ridere o senza andarsene è munirsi di «suspension of disbelief». Cioè quella cosa per cui lo spettatore deve «far finta di crederci» (FFDC), ovvero, per divertirsi, deve diventare complice dell’autore.  

 

Non me lo aspettavo, per un colossal in 3D, chiaramente sponsorizzato dalla Nasa (che fornisce vere panoramiche della Terra dallo spazio e, perciò, fantastiche. Soprattutto le aurore boreali, valgono tutto il resto del film). 

La storia di «Gravity», all’inizio, è abbastanza realistica: arriva uno sciame di detriti che distrugge uno Shuttle al lavoro sullo Hubble Space Telescope, strumento in orbita intorno alla Terra.  

 

Nella realtà, i detriti hanno velocità di diversi chilometri al secondo, per cui si vedrebbero arrivare molto meno di una palla di fucile, anche se abbastanza grossi… Mentre nel film sembra che arrivino svolazzando come sassi che cadono da una parete.  

 

Pazienza, prima piccola dose di FFDC. Comunque, sopravvivono in due intorno a Hubble: un astronauta veterano (il bel George Clooney), che le sa tutte ed è anche molto paternalista-maschilista, e una giovane scienziata (l’intensa Sandra Bullock, molto credibile nella parte), che fa la Payload Specialist, cioè una che secondo i veterani ha fatto un corso serale da astronauta solo per andare a riparare il suo adorato strumento.  

 

Il problema è che, a rigor di fisica, il film dovrebbe finire qui. Distrutto lo Shuttle dai detriti, non tornerebbe a casa nessuno, ovviamente. Seguirebbe, al massimo, un triste messaggio del Presidente alla Nazione. Invece qui si va avanti, con una pensata di George: usando i ridicolmente deboli getti di stabilizzazione della tuta, i due arrivano alla Stazione spaziale internazionale.  

 

La quale, ricordiamo, è su di una orbita completamente diversa, quasi perpendicolare a quella di Hubble, con una differenza di quota di 150 chilometri. L’impresa è molto di più che chiedere alla vecchia zia Evelina di scalare il K2 a piedi nudi: è un’impossibilità fisica. Seconda, pesante dose di FFDC.  

 

Solo Sandra, però, ce la fa. Entra nella Stazione, disabitata, e finalmente si toglie la tuta… Sorpresa! Sotto ha una canotta e un paio di calzoncini molto succinti: nient’altro. Per fortuna non vuole essere sexy, ma in realtà c’è molto altro sotto una tuta. Dov’è, per esempio, il pannolone? Sì, perché anche le astronaute carine fanno la pipì quando stanno ore nello spazio. Sandra spegne un incendio a bordo, salta nel modulo russo di salvataggio e riesce ad arrivare a una misteriosa stazione cinese, che passa proprio lì vicino. 

 

Altra, massiccia dose di FFDC. Trasferimento mediante estintore che con il suo getto la spinge nello spazio (è la parte più credibile). Salta nel modulo cinese, che però ha i comandi tutti scritti in cinese, per cui lei li schiaccia un po’ a caso e riesce ad atterrare sana e salva. Overdose finale di FFDC. Però il 3D è avvolgente e, ripeto, le aurore boreali sono bellissime.  

 

*Presidente dell’Inaf (Istituto nazionale di Astrofisica)

 

 

Un tempo 'la fantascienza' era ben altro.

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Quindi è Mac Guyver in The Space?

 

Ah, ma adesso la Bullock (age: 49) è "giovane" e "carina"?

 

Pfffff.


Si si io intendo il concept originale, Moon, non Oblivion (che ho comunque comprato in BR poi ti dirò se mi dovrò pentire)

 

Probabilmente sì. Io lo vidi al cinema, e davvero mi irrati per la buona idea di base (c'era un idea, e anche un MESSAGGIO, diamine!) buttata via tramite i peggiori cliché da fumettone.

Modificato da Shito
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p.s.

http://www.lastampa.it/2013/10/03/societa/gravity-che-bello-far-finta-di-crederci-422zcEZtpcQe7f44kjsQ0I/pagina.html

 

 

Anche «Gravity» è da vedere, ma con juicio. Nel senso che vuole essere simile alla tecno(fanta)scienza di «Apollo 13» o di «The Right Stuff», ma non ci riesce del tutto, anzi. 

Il segreto per vedere fino in fondo «Gravity» di Alfonso Cuaròn senza ridere o senza andarsene è munirsi di «suspension of disbelief». Cioè quella cosa per cui lo spettatore deve «far finta di crederci» (FFDC), ovvero, per divertirsi, deve diventare complice dell’autore.  

 

Non me lo aspettavo, per un colossal in 3D, chiaramente sponsorizzato dalla Nasa (che fornisce vere panoramiche della Terra dallo spazio e, perciò, fantastiche. Soprattutto le aurore boreali, valgono tutto il resto del film). 

La storia di «Gravity», all’inizio, è abbastanza realistica: arriva uno sciame di detriti che distrugge uno Shuttle al lavoro sullo Hubble Space Telescope, strumento in orbita intorno alla Terra.  

 

Nella realtà, i detriti hanno velocità di diversi chilometri al secondo, per cui si vedrebbero arrivare molto meno di una palla di fucile, anche se abbastanza grossi… Mentre nel film sembra che arrivino svolazzando come sassi che cadono da una parete.  

 

Pazienza, prima piccola dose di FFDC. Comunque, sopravvivono in due intorno a Hubble: un astronauta veterano (il bel George Clooney), che le sa tutte ed è anche molto paternalista-maschilista, e una giovane scienziata (l’intensa Sandra Bullock, molto credibile nella parte), che fa la Payload Specialist, cioè una che secondo i veterani ha fatto un corso serale da astronauta solo per andare a riparare il suo adorato strumento.  

 

Il problema è che, a rigor di fisica, il film dovrebbe finire qui. Distrutto lo Shuttle dai detriti, non tornerebbe a casa nessuno, ovviamente. Seguirebbe, al massimo, un triste messaggio del Presidente alla Nazione. Invece qui si va avanti, con una pensata di George: usando i ridicolmente deboli getti di stabilizzazione della tuta, i due arrivano alla Stazione spaziale internazionale.  

 

La quale, ricordiamo, è su di una orbita completamente diversa, quasi perpendicolare a quella di Hubble, con una differenza di quota di 150 chilometri. L’impresa è molto di più che chiedere alla vecchia zia Evelina di scalare il K2 a piedi nudi: è un’impossibilità fisica. Seconda, pesante dose di FFDC.  

 

Solo Sandra, però, ce la fa. Entra nella Stazione, disabitata, e finalmente si toglie la tuta… Sorpresa! Sotto ha una canotta e un paio di calzoncini molto succinti: nient’altro. Per fortuna non vuole essere sexy, ma in realtà c’è molto altro sotto una tuta. Dov’è, per esempio, il pannolone? Sì, perché anche le astronaute carine fanno la pipì quando stanno ore nello spazio. Sandra spegne un incendio a bordo, salta nel modulo russo di salvataggio e riesce ad arrivare a una misteriosa stazione cinese, che passa proprio lì vicino. 

 

Altra, massiccia dose di FFDC. Trasferimento mediante estintore che con il suo getto la spinge nello spazio (è la parte più credibile). Salta nel modulo cinese, che però ha i comandi tutti scritti in cinese, per cui lei li schiaccia un po’ a caso e riesce ad atterrare sana e salva. Overdose finale di FFDC. Però il 3D è avvolgente e, ripeto, le aurore boreali sono bellissime.  

 

*Presidente dell’Inaf (Istituto nazionale di Astrofisica)

 

 

Un tempo 'la fantascienza' era ben altro.

 

Mah, mi pare che il problema sia piuttosto di "quale tipo" di fantascienza si parli..

Cioè, se questo film vuole essere "tecno(fanta)scienza" ma poi richiede più suspension of disbelief di STAR WARS, allora è evidente che non funziona.

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Secondo me dipende tutto con che spirito ci si approccia alla pellicola.

Intanto vorrei capire in che epoca si colloca visto che si parla di missioni Shuttle e di ISS deserta (quindi ancora non completata? non capisco, e poi sta stazione cinese?).

Poi sinceramente allo spettatore medio non fotte un cazzo del fatto che la ISS è in orbita perpendicolare all'Hubble e soprattutto anche il pannolone... Diciamocelo... La Bullock è una bella figlia, perchè mortificare l'estetica?

Se i problemi della pellicola sono questi, ragazzi, stiamo parlando proprio di lana caprina

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Visto anch'io ed era la prima volta che vedevo un film in 3d....e direi che è stata una scelta azzeccata ( tanto che non riesco immaginarlo senza ...toglie tipo il 70% dell'atmosfera). Comunque la trama già si conosceva (anzi pensavo a qualcosa di più "estremo" , come la protagonista sola nello spazio per tutto il tempo...)

Secondo me non voleva proprio puntare sul realismo ma piuttosto sullo spettacolo...e il finale lo dimostra (roba che ho visto già in wall-e...).

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@Gara, Fintanto che guardo Machete, o qualcuno dei film della reintree delle old glories alla 'mercenaries', fotte sega.

Se qua si parla di elementi concretamente esistenti, e non solo, che fanno parte molto concretamente della vicenda, e se a sua volta la vicenda vorrebbe essere 'SF', allora si, me ne frega.

 

E non e' neanche questo il problema.

Il problema e' che si fa passare un qualcosa di puro intrattenimento come 'capolavoro', alcuni 'invocano' ad es.Kubrick.

Ora, che ogni regista/autore alla fin fine tenda giocoforza anche a divertirsi in cio' che fa, ok, ma questo concretamente e' un film 'piccolo' di intenti, 'grande' come realizzazione (nonostante il budget) che molti vogliono far passare 'grande' in tutto e per tutto.

 

E' il problema in senso inverso che appunto informa 'quegli altri' film sopra citati; c'e' tutta una generazione e piu' che non sa piu' discernere cio' che e' intrattenimento e gusto personale dalle qualita' di un'opera. Ecco, questo si che e' un bel problema, quando molti che non riescono a 'scindere' quello che e' il proprio piacere personale da una valutazione a se stante, nascono i mostri.

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me la prendo con chi si professa 'critico' e parla di 'capolavoro' nei confronti dei Mercenari, non per cazzeggiare ma perche' convinti che lo sia.

Cosi' come me la prendo con chi si professa 'critico' e usa come termine di paragone nei confronti di Mercenari, che so Apocalypse Now.

 

Bisogna avere un attimo di onesta' intellettuale e separare cio' che personalmente piace da metri di giudizio che non siano soggettivi.

 

Gravity e' un bel film. Di intrattenimento cosa che gli riesce perfettamente. Ma da qua a considerarlo altro, la strada e' bella lunga; e moltissimi leggo che non si sforzano affatto, sommano il fatto che un film gli sia piaciuto e per questo diventa un capolavoro a prescindere. E questo e' uno dei mali del nostro tempo.

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me la prendo con chi si professa 'critico' e parla di 'capolavoro' nei confronti dei Mercenari, non per cazzeggiare ma perche' convinti che lo sia.

Cosi' come me la prendo con chi si professa 'critico' e usa come termine di paragone nei confronti di Mercenari, che so Apocalypse Now.

 

Oddio vabbeh qua siamo al delirio però vorrei contestualizzare un attimo (si lo so stiamo andando OT).

Paragonare Mercenari (il primo, perchè il secondo mi ha fatto un po' pettare) ad Apocalypse Now è non sapere di cosa si sta parlando ma, nel suo mondo, ovvero quello dei filmacci che sanno di essere filmacci, è una piccola gemma, e ancora più di Mercenari c'è Planet Terror che per me, si, è un dannato capolavoro del cinema trash, un film che ti prende per il culo dal primo all'ultimo minuto e tu sei contento di essere preso per il culo e quando passano i titoli di coda sei così esaltato che non la smetti di ghignare.

 

Ora, paragonare Gravity a 2001 Odissea nello Spazio è di nuovo seriamente non sapere di cosa si sta parlando, ma non vedo perchè Gravity non possa essere, di nuovo nel suo genere, un capolavoro, devo dire che mi sta venendo parecchia voglia di vederlo, se lo passano scontato non mancherò.

 

Parlare di CAPOLAVORO in senso assoluto per me non ha senso, cosa facciamo, confrontiamo... boh, Il Gattopardo di Visconti con... uhhh... Il Padrino (rigorosamente parte prima) o sempre Apocalypse Now?

Ho ha più senso confrontare quest'ultimo con Platoon e Full Metal Jacket invece?

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devo dire che mi sta venendo parecchia voglia di vederlo, se lo passano scontato non mancherò.

 

Ma che scontato, Gravity è da vedere in sala energia sbavando in modo indegno.

Direi che è fatto anche e soprattutto per stupire visivamente, quindi imho va visto con la massima qualità possibile, perché buona parte dell'esperienza è tutta lì.

 

Poi, a parte tutto, come ha anche ribadito Shuji è un bel film, non è quel capolavoro di fantascienza che troppi dicono (diciamo che quando ho sentito Cameron definirlo il miglior film nello spazio ho iniziato a sudare freddo, considerando anche che Cameron non fa un film decente (per me) da 20 anni) ma ha riprese spettacolari, una coppia di personaggi che funziona e, tutto sommato, nemmeno così tante cazzate come si possa pensare.

 

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