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Mononoke Hime, aka: "razzolare come si predica"


Shito

Messaggi raccomandati

Visto che l'ho riportata io, la copincollo anche qui.

San/Ashitaka, versioni A/B/C.

Il primo quote è il post edulcorato del "professionista" (e le virgolette sono dovute al fatto che non lo conosco e non so cosa faccia esattamente, ma così mi pare di capire); a seguire l'analisi di Shito.

 

Versione Cannarsi:

 

SAN Aspettate! È una preda mia!/ Ma a te, hanno sparato…? Stai morendo?

ASHITAKA (VERSI)

SAN Perché ti sei messo a intralciarmi…? Rispondi prima di morire!

ASHITAKA Non volevo lasciare… che tu morissi.

SAN E chi ha paura, di morire…? Se è per scacciare gli umani, della vita non m’importa!

ASHITAKA Lo so… dalla prima volta che t'incontrai…!

SAN Col tuo indebito intralciare, a fare una morte vana sarai tu, piuttosto!

ASHITAKA (FIATI)

SAN Ti squarcerò quella gola, così che a sputar ciance non potrai metterti mai più!

ASHITAKA Vivi…!

SAN Ancora hai da dire…? Non accetto istruzioni dagli umani!

ASHITAKA Tu sei… splendida.

SAN (REAZ)(FIATO)

Intervento interessante, ma chiaramente di parte.

Ribadisco che quello che critico non è la traduzione, ma l'adattamento e le scelte stilistiche di Shito.

Certo, chi ha postato in quel topic una simile traduzione poteva evitarsela e concordo.

 

Vuoi una versione alternativa e più scorrevole?

Ovviamente fatta a mio gusto, perché checché Shito possa dirne, un adattatore non può mai essere totalmente imparziale, ma adatta sempre a suo gusto personale.

E ovviamente va poi riadattata anche in base ai tempi del doppiaggio.

 

Ribadisco che le dislocazioni, soprattutto se inutili o ingiustificate, distruggono solo la scorrevolezza e l'immediatezza del testo. Poi degustibus, se a voi piace così.

Miyazaki a me non piace, ma non dubito sia così scemo da creare un film troppo complicato, correndo il rischio di tagliarsi via una fetta di pubblico. Quindi quel che ha fatto è usare pochi accorgimenti per dare solo la sensazione di una parlata arcaica allo spettatore (trucco usato spessissimo), non voleva certo creare un dramma cavalleresco.

 

SAN Omachi!! Watashi no emono da yo
SAN Fermi! La preda è mia!
(La frase è molto diretta e stringata, ma con la versione Cannarsi la frase risulta meno tale di quella che è in realtà... l'uso dell'articolo indeterminativo o meno in italiano non cambia il significato né il concetto, e "Fermi" è più diretto di "Aspettate")
 
SAN Omae, utareta no ka... Shinu no ka...
SAN Di' (o Dimmi), t'han (forse) sparato…? Stai morendo?
(in giapponese non c'è alcuna dislocazione nella frase, semplicemente un richiamo all''interlocutore, il verbo è messo nella forma "subente" dell'azione)
 
SAN Naze, watashi no jama wo shita!!  Shinu mae ni kotaero!
SAN Perché m'hai intralciata/ti sei messo d'intralcio? Rispondi, prima di morire!
("messo a intralciarmi" appesantisce inultimente la frase e in giapponese non esiste, casomai "messo d'intralcio" se proprio vogliamo essere fedeli e farlo suonare meglio in italiano :P)
 
ASHITAKA Sonata wo shinasetakunakatta.
ASHITAKA Non volevo… che tu morissi/lasciarti morire.
(verbo causativo, con suffisso -tai al negativo passato, per me "lasciare che tu" appesantisce troppo la frase, e inutilmente, dato che non gli dà comunque la connotazione che pippov sottolineava, connotazione che si può ottenere aggiungendo "così" o "in quel modo" o "invano" a fondo frase o cambiandola leggermente, e io lo farei, ma poi mi dite che non è la traduzione 1->1 :P)
 
SAN Shinu nado kowai mon ka!  Ningen o oiharau tame nara, inochi nado iranu
SAN E chi la teme, la morte? Pur di scacciare gli umani, non mi preme la vita!
(capisco la fedeltà alla traduzione, ma tre "morire" di fila non si possono sentire; a essere pignoli sarebbe una cosa tipo "vita ecc./e altro non mi premono", ma dato che non si può sentire in italiano, o usi solo "vita" o cerchi un termine più generico)
 
ASHITAKA Wakatte iru.  Saisho ni atta toki kara...
ASHITAKA Questo lo so/l'ho (ben) compreso. Sin dal nostro primo incontro...
(idea mia, preferisco non usare troppo i verbi quando posso sostituirli con un sostantivo, mi rende più fluida la frase)
 
SAN Yokei na jama o shite, muda shi ni suru no wa omae no hou da
SAN Col tuo indebito intralciare, a fare una morte vana sarai tu, piuttosto!
(questa mi piace e la lascio così)
 
SAN Sono nodo kirisaite, ni-do to mudaguchi [ga] tatakenu youni shite yaru!!
SAN Ti squarcerò quella gola, così che tu non possa più sputar ciance/sprecar fiato!
(dislocazione della frase inutile, visto che in giapponese non esiste, mi pare evidente che il problema qui non fossero le ciance, ma altro)
 
ASHITATA Ikiro...
ASHITAKA Vivi…!
 
SAN Mada iu ka!!  Ningen no sashizu wa ukenu
SAN Ancora parli…? Non accetto ordini/dettami da un umano!
(Trovo che il termine "istruzioni" stoni parecchio in un contesto arcaico. Considerato il contesto storico e il fatto che Ashitaka si rivolge a San con un imperativo,  l'osservazione di pippov sul termine è relativa, visto che si tratta di una parola con un significato che sta nel mezzo tra "ordini" e "istruzioni"... io personalmente opto per ordini/dettami, visto che SAN usa un registro alquanto diretto. Poi, dove pippov abbia letto "LO dici", lo sa soltanto lui)
 
ASHITAKA Sonata wa utsukushii...
ASHITAKA (Tu) Sei… bellissima/così bella.
(gusto personale, splendida mi suona malissimo, con la mia seconda versione si capisce meglio che il concetto è "sei troppo bella per morire invano")
Modificato da Messer_Azzone
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Ecco, già si ragiona nuovamente su cose concrete, provo a fare qualche considerazione pur con tutti i miei limiti:

 

 

SAN Omachi!! Watashi no emono da yo

SAN Fermi! La preda è mia!

 

Il punto è che "matsu" significa aspettare, non fermarsi, che è "tomaru". Si perde il significato originale ma poi per cosa? "Aspettate" cosa ha che non va?

 

 

SAN Omae, utareta no ka... Shinu no ka...

SAN Di' (o Dimmi), t'han (forse) sparato…? Stai morendo?

 

Perchè "di"? Non ci sta mica "Ie" o "hanase" in originale. Tra l'altro, giusto perchè spesso si dice che questi adattamenti ricalcano la sintassi giapponese, l'espressione originale utilizza il passivo, in italiano diventa un " (loro) hanno sparato a te (il ti all'inizio)?". Tra l'altro mi sembra anche inevitabile.

 

 

SAN Shinu nado kowai mon ka!  Ningen o oiharau tame nara, inochi nado iranu

SAN E chi la teme, la morte? Pur di scacciare gli umani, non mi preme la vita!

 

Ci sta il "nara", quindi perchè togliere il "se"? Il senso è "se l'obiettivo è", è condizionale.

 

 

ASHITAKA Wakatte iru.  Saisho ni atta toki kara...

ASHITAKA Questo lo so/l'ho (ben) compreso. Sin dal nostro primo incontro...

 

Nella seconda frase, introduci un sostantivo, ma in originale è il verbo "au" con toki, ossia una temporale. 

 

Tra l'altro nel cambiamento operato non è che si passi da chissà quale difficoltà di ascolto a forme più semplici da seguire, la più ostica finirebbe con l'essere proprio quella dell' "intralciare" che pure hai mantenuto. 

 

Piuttosto vorrei capire meglio come è uscita fuori la frase che all'inizio del film Ashitaka rivolge al dio cinghiale impazzito di rabbia, tipo "un nume nomato", ecco li mi sono effettivamente perso un attimo.

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Ecco, già si ragiona nuovamente su cose concrete, provo a fare qualche considerazione pur con tutti i miei limiti:

 

 

SAN Omachi!! Watashi no emono da yo

SAN Fermi! La preda è mia!

 

Il punto è che "matsu" significa aspettare, non fermarsi, che è "tomaru". Si perde il significato originale ma poi per cosa? "Aspettate" cosa ha che non va?

Se pensate che io sia un adattatore letterale, vi sbagliate. Per me conta prima il concetto della fedeltà parola per parola.

Il concetto di un invito ad aspettare è ben espresso con un "fermi", poiché comunque l'invito mira a bloccare un'azione che il tuo interlocutore sta compiendo. Dato che qui occorre essere concisi, preferisco utilizzare quello.

 

 

 

SAN Omae, utareta no ka... Shinu no ka...

SAN Di' (o Dimmi), t'han (forse) sparato…? Stai morendo?

 

Perchè "di"? Non ci sta mica "Ie" o "hanase" in originale. Tra l'altro, giusto perchè spesso si dice che questi adattamenti ricalcano la sintassi giapponese, l'espressione originale utilizza il passivo, in italiano diventa un " (loro) hanno sparato a te (il ti all'inizio)?".

Perché l'omae ha funzione di appellativo, di richiamo, non di complemento.

Quindi, dato che utilizzare un "ehi" sarebbe fuori contesto, per richiamare l'attenzione posso utilizzare "di'" che si adatta al registro.

Che si utilizzi il passivo l'ho anche scritto, ma ciò non giustifica l'uso di una frase dislocata in italiano.

 

Es.

Io ho picchiato mio cugino. (forma attiva)

Io sono stato picchiato da mio cugino. (forma passiva)

 

Vedi qualche dislocazione, forse?

 

 

 

SAN Shinu nado kowai mon ka!  Ningen o oiharau tame nara, inochi nado iranu

SAN E chi la teme, la morte? Pur di scacciare gli umani, non mi preme la vita!

 

Ci sta il "nara", quindi perchè togliere il "se"? Il senso è "se l'obiettivo è", è condizionale.

Perché, pur non ha forse accezione condizionale in questo caso?

Dove starebbe la differenza? "Se è allo scopo di" - "Pur" di scacciare gli umani.

 

 

 

ASHITAKA Wakatte iru.  Saisho ni atta toki kara...

ASHITAKA Questo lo so/l'ho (ben) compreso. Sin dal nostro primo incontro...

 

Nella seconda frase, introduci un sostantivo, ma in originale è il verbo "au" con toki, ossia una temporale. 

L'ho scritto nella spiegazione.

Non ho detto che è un errore quello di Shito, ma semplicemente che così a mio gusto risulta più fluida e di più semplice ascolto.

 

Tra l'altro nel cambiamento operato non è che si passi da chissà quale difficoltà di ascolto, la più ostica finirebbe con l'essere proprio quella dell' "intralciare" che pure hai mantenuto.

Idea personale, per me il solo fatto di aver tolto due dislocazioni inutili (e nemmeno giustificate) già fluidifica il tutto.

 

E allo stesso tempo viene comunque mantenuta l'impressione di una parlata un po' "antica" senza per forza dislocare a caso.

Modificato da Messer_Azzone
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Intervento interessante, ma chiaramente di parte.

Ribadisco che le dislocazioni, soprattutto se inutili o ingiustificate, distruggono solo la scorrevolezza e l'immediatezza del testo. Poi degustibus, se a voi piace così.

 

 

 

Quale parte? ;D

No, perchè le cose che dici tu qui sopra, e che riporto, le ho dette mille volte a Shito (non sto a linkarmi, ma proprio sulle dislocazioni rispondevo a blefaro - membro del gruppo FB - citando una mia vecchia discussione con Shito), come pure le mille altre rimostranze che sta portando avanti blefaro dillà. Pari pari, nel corso degli anni e dei film. E anche con maggiore insistenza e veemenza, se posso dirlo.
Però, insomma, dopo essermi riletto nel topic su Laputa che trovi linkato indietro, dopo aver capito che senza competenze specifiche non si intavola una discussione pretendendo di avere ragione, dopo essermi rivisto negli interventi di blefaro, forse ho capito che il mio "diritto di critica" non ha motivo di essere. Cosa critico? Perchè?
Che "non mi piace" posso dirlo, magari senza ripeterlo allo sfinimento. Ma lì finisco.

 


SAN Omachi!! Watashi no emono da yo
SAN Fermi! La preda è mia!
(La frase è molto diretta e stringata, ma con la versione Cannarsi la frase risulta meno tale di quella che è in realtà... l'uso dell'articolo indeterminativo o meno in italiano non cambia il significato né il concetto, e "Fermi" è più diretto di "Aspettate")
 
SAN Omae, utareta no ka... Shinu no ka...
SAN Di' (o Dimmi), t'han (forse) sparato…? Stai morendo?
(in giapponese non c'è alcuna dislocazione nella frase, semplicemente un richiamo all''interlocutore, il verbo è messo nella forma "subente" dell'azione)
 
SAN Naze, watashi no jama wo shita!!  Shinu mae ni kotaero!
SAN Perché m'hai intralciata/ti sei messo d'intralcio? Rispondi, prima di morire!
("messo a intralciarmi" appesantisce inultimente la frase e in giapponese non esiste, casomai "messo d'intralcio" se proprio vogliamo essere fedeli e farlo suonare meglio in italiano :P)
 
ASHITAKA Sonata wo shinasetakunakatta.
ASHITAKA Non volevo… che tu morissi/lasciarti morire.
(verbo causativo, con suffisso -tai al negativo passato, per me "lasciare che tu" appesantisce troppo la frase, e inutilmente, dato che non gli dà comunque la connotazione che pippov sottolineava, connotazione che si può ottenere aggiungendo "così" o "in quel modo" o "invano" a fondo frase o cambiandola leggermente, e io lo farei, ma poi mi dite che non è la traduzione 1->1 :P)
 
SAN Shinu nado kowai mon ka!  Ningen o oiharau tame nara, inochi nado iranu
SAN E chi la teme, la morte? Pur di scacciare gli umani, non mi preme la vita!
(capisco la fedeltà alla traduzione, ma tre "morire" di fila non si possono sentire; a essere pignoli sarebbe una cosa tipo "vita ecc./e altro non mi premono", ma dato che non si può sentire in italiano, o usi solo "vita" o cerchi un termine più generico)
 
ASHITAKA Wakatte iru.  Saisho ni atta toki kara...
ASHITAKA Questo lo so/l'ho (ben) compreso. Sin dal nostro primo incontro...
(idea mia, preferisco non usare troppo i verbi quando posso sostituirli con un sostantivo, mi rende più fluida la frase)
 
SAN Yokei na jama o shite, muda shi ni suru no wa omae no hou da
SAN Col tuo indebito intralciare, a fare una morte vana sarai tu, piuttosto!
(questa mi piace e la lascio così)
 
SAN Sono nodo kirisaite, ni-do to mudaguchi [ga] tatakenu youni shite yaru!!
SAN Ti squarcerò quella gola, così che tu non possa più sputar ciance/sprecar fiato!
(dislocazione della frase inutile, visto che in giapponese non esiste, mi pare evidente che il problema qui non fossero le ciance, ma altro)
 
ASHITATA Ikiro...
ASHITAKA Vivi…!
 
SAN Mada iu ka!!  Ningen no sashizu wa ukenu
SAN Ancora parli…? Non accetto ordini/dettami da un umano!
(Trovo che il termine "istruzioni" stoni parecchio in un contesto arcaico. Considerato il contesto storico e il fatto che Ashitaka si rivolge a San con un imperativo,  l'osservazione di pippov sul termine è relativa, visto che si tratta di una parola con un significato che sta nel mezzo tra "ordini" e "istruzioni"... io personalmente opto per ordini/dettami, visto che SAN usa un registro alquanto diretto. Poi, dove pippov abbia letto "LO dici", lo sa soltanto lui)
 
ASHITAKA Sonata wa utsukushii...
ASHITAKA (Tu) Sei… bellissima/così bella.
(gusto personale, splendida mi suona malissimo, con la mia seconda versione si capisce meglio che il concetto è "sei troppo bella per morire invano")

 

Per lo stesso motivo non ho scritto di aver apprezzato di più la versione di Shito rispetto alla Buenavista, o quella del professionista. O la tua.

Ho detto che capisco la differenza che passa tra la versione di Shito e le altre 2. E vorrei vedere! Capisco il lavoro che c'è dietro, capisco come e perchè arriva a certi risultati. E apprezzo l'impegno, il metodo e la sostanza del risultato.

Ma il risultato, mi piace? Forse non al 100%. Ma a chi importa, se non a me stesso? ;D

 

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Ma il risultato, mi piace? Forse non al 100%. Ma a chi importa, se non a me stesso? ;D

A tutti i fruitori dell'opera direi, sia quelli che hanno compreso senza sforzi, sia quelli che hanno trovato delle difficoltà.

E non ci si può trincerare dietro un "se non capiscono, sono ignoranti e non sanno l'italiano". È una frase che manca totalmente di spirito autocritico.

 

Ora, provate a recitare ad alta voce la versione di Shito e la mia, e ditemi con quale di queste la voce e la recitazione vi si sono incespicate più volte.

Modificato da Messer_Azzone
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A tutti i fruitori dell'opera direi, sia quelli che hanno compreso senza sforzi, sia quelli che hanno trovato delle difficoltà.

 

A tutti non direi, visto che qui (oltre che sul Ghibliforum - ma quello non fa statistica, essendo popolato di pericolosi crociati - in articoli di stampa e recensioni assortite) i pareri positivi abbondano. Per la sostanza, com'è giusto e dovuto, ma anche per la forma. C'è gente che dice "Mi piace!", e ringrazia pure! E, a spanne, visto che di "statistiche casuali" parliamo, penso siano più di 100...

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A tutti i fruitori dell'opera direi, sia quelli che hanno compreso senza sforzi, sia quelli che hanno trovato delle difficoltà.

 

A tutti non direi, visto che qui (oltre che sul Ghibliforum - ma quello non fa statistica, essendo popolato di pericolosi crociati - in articoli di stampa e recensioni assortite) i pareri positivi abbondano. Per la sostanza, com'è giusto e dovuto, ma anche per la forma. C'è gente che dice "Mi piace!", e ringrazia pure! E, a spanne, visto che di "statistiche casuali" parliamo, penso siano più di 100...

 

A volte mi pare di non parlare italiano.

Intendo dire che se 100 ti danno un parere positivo, non puoi ignorarne 20 che non lo fanno prendendo la scusa del "sono ignoranti". Perlomeno non puoi farlo se non cerchi di capire prima se sono effettivamente ignoranti o se c'è un problema nella tua versione.

 

Io faccio fansub, non mi pagano, possono fare un po' come cacchio mi pare, anche far parlare tutti i personaggi come nell'Orlando Furioso, se il risultato che ottengo contribuisce alla mia automasturbazione.

Ma un adattatore professionista non può permettersi di ignorare chi ha da dire sulla sua opera, fossero anche il 10% di quelli che l'hanno vista. Sia per una questione di crescita personale, sia perché la missione di un adattatore è proprio quella di rendere fruibile un'opera a chi parla una lingua diversa da quella originale.

Modificato da Messer_Azzone
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Intanto Mazzotta si scaglia contro le recenti affermazioni di Muccino contro il doppiaggio, nel suo astio però coinvolge pure qualcun altro :°_°:https://www.facebook.com/fabrizio.mazzotta.58/posts/10204113625189428

 

Fabrizio Mazzotta @Eleonora: sono d'accordo con te. Tradurre pedissequamente non ha senso, è un'idiozia. Ma vallo a spiegare agli otaku Giapponesi che nei film d'animazione vogliono che si mantenga persino la costruzione grammaticale originale. Naturalmente io non lavoro così: la mia professione è il doppiaggio, non la psichatria!
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Intendo dire che se 100 ti danno un parere positivo, non puoi ignorarne 20 che non lo fanno prendendo la scusa del "sono ignoranti". Perlomeno non puoi farlo se non cerchi di capire prima se sono effettivamente ignoranti o se c'è un problema nella tua versione.

 

Io faccio fansub, non mi pagano, possono fare un po' come cacchio mi pare, anche far parlare tutti i personaggi come nell'Orlando Furioso, se il risultato che ottengo contribuisce alla mia automasturbazione.

Ma un adattatore professionista non può permettersi di ignorare chi ha da dire sulla sua opera, fossero anche il 10% di quelli che l'hanno vista. Sia per una questione di crescita personale, sia perché la missione di un adattatore è proprio quella di rendere fruibile un'opera a chi parla una lingua diversa da quella originale.

 

 

Ma sbaglio o più indietro Shito affrma che "ignora" tanto i 100 quanto i 20?

Meglio, non li ignora. Risponde e spiega, agli uni quanto agli altri.

Tu fai fansub, e puoi permetterti di fare come ti pare.

Ma un professionista non può permettersi una simile leggerezza. Un professionista risponde del suo lavoro. E allora credo sia necessario che si sia delle regole, che le segua fino in fondo, che le illustri a chi ne chieda conto, e anche che le "difenda" qualora sia necessario.

Mai mi fiderei di un professionista-banderuola, che cambi il proprio metodo di lavoro in base alle eventuali critiche. Un aggiustamento sarebbe auspicabile e possibile, ma quel sistema di regole male si presta ad ogni forzatura.

 

Per dire, un commercialista agisce per conto di un cliente, ma con regole e nell'interesse di un ente impositore.

Può darsi la regola di seguire la legge alla lettera, magari penalizzando il cliente, ma essendo convinto che alla lunga questo sia un comportamento vincente. Stai sicuro che i clienti che non se ne vanno, brontoleranno dal primo gennaio al 31 dicembre. E solo un paio saranno lieti e felici di stare tranquilli, e ringrazieranno.

Ma potrebbe anche darsi la regola di "servire" il cliente, truccando contabilità e dichiarazioni, perchè quello non vuole pagare. Dopotutto i compromessi sono all'ordine del giorno!

Beh, avrai una base di clienti felici molto maggiore, ma stai sicuro che il giorno che arriva un avviso dell'agenzia delle entrate, o la GdF, quello stesso cliente non aspetterà un minuto a dare la colpa a te.

E il brutto è che non solo avrà ragione, ma ci passerai brutti guai pure tu.

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Intanto Mazzotta si scaglia contro le recenti affermazioni di Muccino contro il doppiaggio, nel suo astio però coinvolge pure qualcun altro :°_°:

 

https://www.facebook.com/fabrizio.mazzotta.58/posts/10204113625189428

 

Fabrizio Mazzotta @Eleonora: sono d'accordo con te. Tradurre pedissequamente non ha senso, è un'idiozia. Ma vallo a spiegare agli otaku Giapponesi che nei film d'animazione vogliono che si mantenga persino la costruzione grammaticale originale. Naturalmente io non lavoro così: la mia professione è il doppiaggio, non la psichatria!

 

E ha ragione. Assolutamente ragione.

Avrà i suoi difetti, ma qui ha tutte le ragioni del mondo.

 

Ma sbaglio o più indietro Shito affrma che "ignora" tanto i 100 quanto i 20?

Meglio, non li ignora. Risponde e spiega, agli uni quanto agli altri.

Tu fai fansub, e puoi permetterti di fare come ti pare.

Ma un professionista non può permettersi una simile leggerezza. Un professionista risponde del suo lavoro. E allora credo sia necessario che si sia delle regole, che le segua fino in fondo, che le illustri a chi ne chieda conto, e anche che le "difenda" qualora sia necessario.

Mai mi fiderei di un professionista-banderuola, che cambi il proprio metodo di lavoro in base alle eventuali critiche. Un aggiustamento sarebbe auspicabile e possibile, ma quel sistema di regole male si presta ad ogni forzatura.

Ricorda, come ho già detto, che solo gli stupidi non cambiano mai idea. Io nel mio piccolo l'ho fatto diverse volte: magari mi sono incazzato sul momento, ma poi ho ragionato su quanto mi veniva detto, scremato ciò che non aveva fondamento e preso per buono quel che mi poteva aiutare a crescere. Ma questa è la mia di storia, quella di uno a cui piace adattare e non lo fa per lavoro, né gli interessa farlo.

 

Un professionista dello spettacolo risponde del suo lavoro, vero, ma di fronte a chi? Di certo di fronte al committente, ma ti ricordo che il giudice più severo è sempre il pubblico.

Io riguardo a questo film, da chi sostiene che il lavoro di Shito è ottimo, in risposta alle critiche ho letto solo frasi come "chi non capisce è ignorante". Può anche darsi. Come può darsi che si possa trovare una soluzione per mantenere la differenziazione dei registri e il tono dell'opera senza alzarlo eccessivamente, anche perché, ribadisco, il tono non è certo così alto come a Shito fa comodo far credere, altrimenti assumeremmo che Miyazaki è talmente cretino da giocarsi tutta la sua popolarità per fare solo film di nicchia, il che non è assolutamente vero (gli autori di nicchia sono ben altri).

Modificato da Messer_Azzone
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Intanto Mazzotta si scaglia contro le recenti affermazioni di Muccino contro il doppiaggio, nel suo astio però coinvolge pure qualcun altro :°_°:

 

https://www.facebook.com/fabrizio.mazzotta.58/posts/10204113625189428

 

Fabrizio Mazzotta @Eleonora: sono d'accordo con te. Tradurre pedissequamente non ha senso, è un'idiozia. Ma vallo a spiegare agli otaku Giapponesi che nei film d'animazione vogliono che si mantenga persino la costruzione grammaticale originale. Naturalmente io non lavoro così: la mia professione è il doppiaggio, non la psichatria!

 

 

Lascialo nel suo rosico.

E' meglio continuare a parlare e a leggere di fatti precisi, non di invettive personali.

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Trovo la versione di Messer:Azzone molto simile alla mia, solo con qualche aggiunta o cambiamento o gusto, spesso più retorico, ma vado nel dettaglio:

 

 


SAN Omachi!! Watashi no emono da yo
SAN Fermi! La preda è mia!
(La frase è molto diretta e stringata, ma con la versione Cannarsi la frase risulta meno tale di quella che è in realtà... l'uso dell'articolo indeterminativo o meno in italiano non cambia il significato né il concetto, e "Fermi" è più diretto di "Aspettate")

 

No, hai torto,

 

In primis, "aspettare" non è "fermarsi". Miyazaki ha scelto qui "aspettare", e in altri luoghi "fermarsi" (Ashitaka ha gridato "yamete!" proprio a San, altri gridano "Tomare!" ad Ashitaka).

 

Chi se TU per decidere SOPRA a Miyazaki della SUA opera? Spiegamelo.

 

Inoltre "La preda è mia" introduce il concetto determinato di "la preda". In giapponese si sarebbe detto come "sono emono ha, watashi no qui varie possibilità". Il costrutto "watashi no emono da yo!" è invece un'indeterminazione dell'oggetto: è una preda mia, non vostra.

 

 

 


SAN Omae, utareta no ka... Shinu no ka...
SAN Di' (o Dimmi), t'han (forse) sparato…? Stai morendo?
(in giapponese non c'è alcuna dislocazione nella frase, semplicemente un richiamo all''interlocutore, il verbo è messo nella forma "subente" dell'azione)

 

Giusto. 'Omae' è un soggetto 'a richiamo' di forma verbale passiva, ma "sei stato sparato" non sarebbe italiano.

 

Ho reso la piccola pausa dopo quel 'soggetto a richiamo" con una pausa di intenzione dopo il complemento di termine: "ma a te... hanno sparato?" - la pausa è necessaria perché San, che era svenuta, se ne rende conto in quel momento, ma tutto sommato non gliene importa molto (Miyazaki dixit ^^), è una battuta che lei dice con (finta?) casualità. Trovo che la tua versione introduca un elememto *non presente* nell'originale (Dì, un imperativo!), che forvia il 'distacco/disinteresse' di San E' sbagliato sia come obiettiva aggiunta indebita, sia come resa di senso.

 

 


SAN Naze, watashi no jama wo shita!!  Shinu mae ni kotaero!
SAN Perché m'hai intralciata/ti sei messo d'intralcio? Rispondi, prima di morire!
("messo a intralciarmi" appesantisce inultimente la frase e in giapponese non esiste, casomai "messo d'intralcio" se proprio vogliamo essere fedeli e farlo suonare meglio in italiano :P)
 

 

Ti sfugge un *piccolo dettaglio*, San dice WATASHI NO, ovvero perché ti sei messi a intralciare ME, non "ti sei messo d'intralcio". Ovvero, perché mi hai ostacolato? E' San, lei ragiona in questo modo infantile (Miyazaki dixit).

 

Come sai, si può anche dire 'jama desu', oltre che 'jama wo suru', giusto? Kamaji diche a Chihiro "jama da!": sei d'intralcio. Ma San enfatizza con "jama wo suru" l'azione attiva che Ashitaka ha *fatto*: si è proprio messo a intralciarla. Se ci fosse stato "nazw watashi ni jama dattaka?" (o analoghi) avrei reso con: Perché mi hai intralciato? Ma con l'altra costruzione, ho sentito il bisogno di calcare di più l'attività svolta da Ashitaka. In ogni caso, nel doppiaggio c'è anche la questione della lunghezza del parlatot: preferisco sempre riempire con fraseologia che aggiungere contenuti lessemici, come si capirà. :-)

 

 



ASHITAKA Sonata wo shinasetakunakatta.
ASHITAKA Non volevo… che tu morissi/lasciarti morire.
(verbo causativo, con suffisso -tai al negativo passato, per me "lasciare che tu" appesantisce troppo la frase, e inutilmente, dato che non gli dà comunque la connotazione che pippov sottolineava, connotazione che si può ottenere aggiungendo "così" o "in quel modo" o "invano" a fondo frase o cambiandola leggermente, e io lo farei, ma poi mi dite che non è la traduzione 1->1 :P)

 

Ma come puoi pensare che aggiungere concetti precisi, e successivamente provatisi coome precise chiavi del discorso, dove intesi dall'autore, a tuo gusto? Cioé TU puoi aggoungere un 'invano' qui o lì come se niente fosse?

 

Inoltre, la scena: San stava andando alla morte impotente, dinanzi agli occhi di Ashitaka (che le dice: "misumisu shinu na!") -per questo lui usa il causativo, che in giapponese ha anche il senso di 'lasciare che', tipo nigeru -> nigasu (fuggire, far/lasciar fuggire) etc. Quindi no, no, è propro: "Non volevo lasciare che tu morissi" - c'è anche il volitivo, dopo il causativo. E un volitivo-negativo del causativo del verbo.

 


SAN Shinu nado kowai mon ka!  Ningen o oiharau tame nara, inochi nado iranu
SAN E chi la teme, la morte? Pur di scacciare gli umani, non mi preme la vita!
(capisco la fedeltà alla traduzione, ma tre "morire" di fila non si possono sentire; a essere pignoli sarebbe una cosa tipo "vita ecc./e altro non mi premono", ma dato che non si può sentire in italiano, o usi solo "vita" o cerchi un termine più generico)

 

 

"temere" è molto più retorico e adulto di "aver paura di". San parla da bambina, infatto dice "kowai mon ka!", non dice "osorezu", per esempio (lo dice Moro, invece). Quindi no.

Non riscrivere a tuo gusto la personalità del personaggio. CAPISCI come l'AUTORE ha caratterizzato il personaggio TRAMITE le precise scelte del suo parlato.

 

'iranu' non è 'non mi preme', e ancora: quanta retorica! Ben più di me! 'Iranai' è 'non mi serve', nel senso di 'non ce n'è bisogno'. Ancora una frase semplice, da bimba. Come nella mia versione: se è per scacciare gli umani, della vita non mi importa! - E come se dicesse: "se è per buttare fuori gli umani, chissene della vita!" . figurati se c'è da metterci un 'mi preme'.


ASHITAKA Wakatte iru.  Saisho ni atta toki kara...
ASHITAKA Questo lo so/l'ho (ben) compreso. Sin dal nostro primo incontro...
(idea mia, preferisco non usare troppo i verbi quando posso sostituirli con un sostantivo, mi rende più fluida la frase)

 

 

Che bisogno hai di aggiungere "questo"? In originale non c'è (e avrebbe potuto facilmente esserci).

 

Ashitaka sta morendo, non ha voce: dici che spreca parole per didascalizzare un concetto? Infatti non ci starebbero neppure sul labiale: i conti tornano!

 

Perché 'sin'? Non c'è e non ce n'è bisogno.

Inoltre, nell'originale c'è proprio la forma verbale, poi sostantivata con il 'toki' (dalla volta che ci incontrammo per la prima volta). Perdi tutte le sfumature!

 


SAN Yokei na jama o shite, muda shi ni suru no wa omae no hou da
SAN Col tuo indebito intralciare, a fare una morte vana sarai tu, piuttosto!
(questa mi piace e la lascio così)

 

 

^^
 
Solo, non è 'muda shi', è 'mudaji': è proprio un composto: 'morte vana'. Fighissimo.

 
SAN Sono nodo kirisaite, ni-do to mudaguchi [ga] tatakenu youni shite yaru!!
SAN Ti squarcerò quella gola, così che tu non possa più sputar ciance/sprecar fiato!
(dislocazione della frase inutile, visto che in giapponese non esiste, mi pare evidente che il problema qui non fossero le ciance, ma altro)

 

 

Qui siamo molto simili. La dislocazione è stata da me inserita per permettere all'attrice italiana di seguire con l'andamento recitativo l'emissione di un solo fiato. Il disegno, la rapidità con cui San, arrabbiata, si muove chiama molto ciò - lo puoi sentire. Per dei sottotitoli io stesso non avrei usato la dislocazione. :-)

 
ASHITATA Ikiro...
ASHITAKA Vivi…!

 

 

eh beh! ^^


 
SAN Mada iu ka!!  Ningen no sashizu wa ukenu
SAN Ancora parli…? Non accetto ordini/dettami da un umano!
(Trovo che il termine "istruzioni" stoni parecchio in un contesto arcaico. Considerato il contesto storico e il fatto che Ashitaka si rivolge a San con un imperativo,  l'osservazione di pippov sul termine è relativa, visto che si tratta di una parola con un significato che sta nel mezzo tra "ordini" e "istruzioni"... io personalmente opto per ordini/dettami, visto che SAN usa un registro alquanto diretto. Poi, dove pippov abbia letto "LO dici", lo sa soltanto lui)
 

 

 

Non puoi considerare 'ukenu' come un vero imperativo, anche se l'aspetto giapponese è quello, perché l'imperativo non esiste in ptrima persona. E' uno stato di fatto: non accetto! Ordini sarebbe "merei", quindi no. Dettami è molto molto retorico, direi. Trovo che più spesso che no, appresso ai tuoi gusti, invece che semplificare come credi piuttosto fsi i ghirigori delle paroline fantasy fighe... ^^;

 
ASHITAKA Sonata wa utsukushii...
ASHITAKA (Tu) Sei… bellissima/così bella.
(gusto personale, splendida mi suona malissimo, con la mia seconda versione si capisce meglio che il concetto è "sei troppo bella per morire invano")

 

 

Che questo complimento si leghi al 'per morire' ce lo stai mettendo tu. ^^

 

Sicuramente 'così bella' è meno 'liscio' di 'utsukushii'. Inoltre non vedo 'sonna kirei' ^^

 

Ho già argomentato perché ho usato 'splendida' invece di 'bellissima' (valida alternativa), incollo:

 

Sicuramente San resta tramortita da quel complimento perché, come dicevamo, probabilmente nessuno mai l'ha chiamata con un simile apprezzamento estetico.

Volendo, "bellissima" sarebbe stata una valida alternativa a "splendida", ed è un'opzione che ho valutato. In giapponese è "utsukushii".

Tuttavia:

- "utsukushiii" non ha una parte come 'molto', che mi giustifichi un superlativo, e
- "utsukushii" non è "kirei" - che è semplicemente 'bello/a', ed è presente nel testo - lo dice San del pungale mandatogli in dono da Ashitaka ("che bello...!"), inoltre:
- "utsukushii" viene usato da Ashitaka anche per il bosco, quando parla a Moro sulla rupe: "Utsukushii mori da!" -> "é un bosco splendido!".

Poi:

- benché Ashitaka stia facendo un apprezzamento estetico a San, non riesco a pensare che stia facendo il cascamorto - sta anche per morire!
- a quel punto, i momenti in cui Ashitaka ha visto San sono stati tutti tremendi, ferali: lei con la bocca sporca di sangue e lo sguardo truce, lei che combatteva con Eboshi.

Indi:

Non ho inteso, tra le altre cose, ridurre il tutto a un momento sdolcinato, da appendice romantica, con "bellissima".

Ho trovato che "splendida" fosse più compatibile con l'uso che il personaggio fa dell'accezione (il bosco splendido), nonché più compatibile con i tratti estetici distintivi di San: la fierezza, l'intensità.

Sono a tutt'ora convinto di aver operato la scelta migliore, e questa sì - è stata una mia scelta, valuta e motivata dalle ragioni che ho espresso (che sono comunque ragionamenti sui fatti, non i fatti nudi e crudi in quanto tali). Con tutto questo, ribadisco anche "bellissima" restava un'opzione accettabile. :-)

 

Modificato da Shito
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No, hai torto,

 

In primis, "aspettare" non è "fermarsi". Miyazaki ha scelto qui "aspettare", e in altri luoghi "fermarsi" (Ashitaka ha gridato "yamete!" proprio a San, altri gridano "Tomare!" ad Ashitaka).

 

Chi se TU per decidere SOPRA a Miyazaki della SUA opera? Spiegamelo.

 

Inoltre "La preda è mia" introduce il concetto determinato di "la preda". In giapponese si sarebbe detto come "sono emono ha, watashi no qui varie possibilità". Il costrutto "watashi no emono da yo!" è invece un'indeterminazione dell'oggetto: è una preda mia, non vostra.

In questo caso, l'adattatore. Come tu puoi decidere di inserire dislocazioni dove non ve ne sono, io posso decidere di utilizzare un sinonimo per cambiare il tono della frase.

 

Dato che è espressa in maniera rapida e diretta (nonché esclamativa), faccio la scelta di esprimerla in maniera rapida e diretta. Tu vuoi attenerti alla traduzione letterale e ciò rende la frase meno immediata di quella che è in giapponese. Si tratta di scegliere se privilegiare l'immediatezza che la frase esprime o la sua traduzione letterale (senza per questo travisarne il senso). Ed è una scelta personale dell'adattatore.

In ogni caso non ho messo "questa", ma semplicemente cambiato il tipo d'articolo, poiché non è necessario usare un indeterminativo dato che è chiaro di quale preda si stia parlando, non si parla di "una preda a caso".

 
 

 

Giusto. 'Omae' è un soggetto 'a richiamo' di forma verbale passiva, ma "sei stato sparato" non sarebbe italiano.

 

Ho reso la piccola pausa dopo quel 'soggetto a richiamo" con una pausa di intenzione dopo il complemento di termine: "ma a te... hanno sparato?" - la pausa è necessaria perché San, che era svenuta, se ne rende conto in quel momento, ma tutto sommato non gliene importa molto (Miyazaki dixit ^^), è una battuta che lei dice con (finta?) casualità. Trovo che la tua versione introduca un elememto *non presente* nell'originale (Dì, un imperativo!), che forvia il 'distacco/disinteresse' di San E' sbagliato sia come obiettiva aggiunta indebita, sia come resa di senso.

Tu lo trovi.
Io trovo che invece rispetti il tono dell'originale, poiché introduce un appellativo che nel tuo caso non c'è (ci sarebbe stato se avessi usato "Tu" e basta, "ma a te" non è un appellativo).

 

 

 

Ti sfugge un *piccolo dettaglio*, San dice WATASHI NO, ovvero perché ti sei messi a intralciare ME, non "ti sei messo d'intralcio". Ovvero, perché mi hai ostacolato? E' San, lei ragiona in questo modo infantile (Miyazaki dixit).

 

Come sai, si può anche dire 'jama desu', oltre che 'jama wo suru', giusto? Kamaji diche a Chihiro "jama da!": sei d'intralcio. Ma San enfatizza con "jama wo suru" l'azione attiva che Ashitaka ha *fatto*: si è proprio messo a intralciarla. Se ci fosse stato "nazw watashi ni jama dattaka?" (o analoghi) avrei reso con: Perché mi hai intralciato? Ma con l'altra costruzione, ho sentito il bisogno di calcare di più l'attività svolta da Ashitaka. In ogni caso, nel doppiaggio c'è anche la questione della lunghezza del parlatot: preferisco sempre riempire con fraseologia che aggiungere contenuti lessemici, come si capirà. :-)

Che sia stata lei a essere intralciata, è chiaro già dal discorso. "Watashi no" a ben vedere è un possessivo, per cui anche il tuo è un adattamento, visto che lo trasformi in complemento della frase.
Oltretutto la tua frase "ti sei messo a intralciarmi" suona malissimo per via della doppia particella. Tanto più che normalmente in giapponese jama non ha una forma verbale, per cui va sempre accompagnato ad un verbo ausiliario (che sia "suru" o "desu"). Quindi è semplicemente "mi hai intralciata", senza inventarsi ausiliari che in giapponese esistono solo per forza di cose. È come se tu mi adattassi "kekkon suru" (sposare) come "fare il matrimonio".

 

E comunque ho detto io stesso che la mia versione non tiene conto della lunghezza del parlato, lo so benissimo che c'è anche questo fattore senza che me lo specifichi tu.

 

 

 

Ma come puoi pensare che aggiungere concetti precisi, e successivamente provatisi coome precise chiavi del discorso, dove intesi dall'autore, a tuo gusto? Cioé TU puoi aggoungere un 'invano' qui o lì come se niente fosse?

No, io ho detto che seguendo il discorso di pippov, per rendere il concetto che sostiene lui ci vuole per forza un'aggiunta. Ma io non l'ho messa, se ben guardi. Non confondere le cose, per cortesia.

 

 

Continuo dopo a risponderti che mi stanno aspettando a casa.

Modificato da Messer_Azzone
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Inoltre, la scena: San stava andando alla morte impotente, dinanzi agli occhi di Ashitaka (che le dice: "misumisu shinu na!") -per questo lui usa il causativo, che in giapponese ha anche il senso di 'lasciare che', tipo nigeru -> nigasu (fuggire, far/lasciar fuggire) etc. Quindi no, no, è propro: "Non volevo lasciare che tu morissi" - c'è anche il volitivo, dopo il causativo. E un volitivo-negativo del causativo del verbo.

E io che ho scritto? Non l'ho chiamato "volitivo" perché tendo a farmi sfuggire spesso le terminologie, ma l'ho spiegato.

Il giapponese l'ho capito anche io, ma io parlo esclusivamente dell'italiano qui.

Sta di fatto che "non voglio lasciare che tu muoia" in italiano è ridondante: o scrivo "non lascerò che tu muoia" o "non permetterò che tu muoia" o "non voglio che tu muoia" (ma qui perde in parte di significato). Qua il problema è che è espressa al passato, il che complica la cosa e riduce le scelte di adattamento. Non dico che la mia sia la migliore, ma la tua è chiaramente ridondante.

 

 

 

"temere" è molto più retorico e adulto di "aver paura di". San parla da bambina, infatto dice "kowai mon ka!", non dice "osorezu", per esempio (lo dice Moro, invece). Quindi no.

Non riscrivere a tuo gusto la personalità del personaggio. CAPISCI come l'AUTORE ha caratterizzato il personaggio TRAMITE le precise scelte del suo parlato.

 

'iranu' non è 'non mi preme', e ancora: quanta retorica! Ben più di me! 'Iranai' è 'non mi serve', nel senso di 'non ce n'è bisogno'. Ancora una frase semplice, da bimba. Come nella mia versione: se è per scacciare gli umani, della vita non mi importa! - E come se dicesse: "se è per buttare fuori gli umani, chissene della vita!" . figurati se c'è da metterci un 'mi preme'.

E tu non puoi prendere come giustificazione il fatto che SAN parla in modo bambinesco quando ti fa comodo, per poi metterle in bocca parole da adulta quando piace a te. Io sinceramente un "bambino" che parla come la San che hai adattato tu, non lo conosco. Ma magari dalle tue parti sono tutti piccoli prodigi.

 

Inoltre qui dimostri ciò che sostenevo prima: dovresti guardare più roba, invece di schifarla. Osoreru è un verbo che sento usare pochissimo rispetto al classico kowai, usato ovunque e da tutti, senza necessariamente che si parli di linguaggio bambinesco. Stesso discorso per "iranai".

 

 

 

 

 

ASHITAKA Wakatte iru.  Saisho ni atta toki kara...
ASHITAKA Questo lo so/l'ho (ben) compreso. Sin dal nostro primo incontro...
(idea mia, preferisco non usare troppo i verbi quando posso sostituirli con un sostantivo, mi rende più fluida la frase)

 

 

Che bisogno hai di aggiungere "questo"? In originale non c'è (e avrebbe potuto facilmente esserci).

 

Ashitaka sta morendo, non ha voce: dici che spreca parole per didascalizzare un concetto? Infatti non ci starebbero neppure sul labiale: i conti tornano!

 

Perché 'sin'? Non c'è e non ce n'è bisogno.

 

Inoltre, nell'originale c'è proprio la forma verbale, poi sostantivata con il 'toki' (dalla volta che ci incontrammo per la prima volta). Perdi tutte le sfumature!

Già, Ashitaka sta morendo.

Ma ha tempo per esprimere una frase ridondante come quella che tu gli hai messo in bocca qui sopra.

Come al solito, sottolineare il contesto ti sta bene solo quando ti fa comodo.

 

Sottigliezze comunque. Vuoi togliere "Sin" o "Questo"? La frase gira comunque, a me sta bene anche senza.

"Lo so... dal nostro primo incontro..."

Più corto e conciso di quel che hai scritto tu, quindi più adatto per uno che sta morendo.

Il concetto è lo stesso, io l'ho ben detto che non sono e non voglio essere letterale come pretendi (e a volte millanti, visto che ci metti comunque del tuo) di essere tu.

 

 

Solo, non è 'muda shi', è 'mudaji': è proprio un composto: 'morte vana'. Fighissimo.

Vabbè, questo è un errore di traslitterazione del tizio che ha convertito kanji in romaji. Non avevo l'audio a portata di mano e ho semplicemente copiato quello script da internet.

 

 

 

 

Qui siamo molto simili. La dislocazione è stata da me inserita per permettere all'attrice italiana di seguire con l'andamento recitativo l'emissione di un solo fiato. Il disegno, la rapidità con cui San, arrabbiata, si muove chiama molto ciò - lo puoi sentire. Per dei sottotitoli io stesso non avrei usato la dislocazione. :-)

E ok. Io per adattare al parlato avrei fatto diversamente perché a me non piacciono le dislocazioni come piacciono a te. Come ho già detto trovo che facciano perdere di fluidità il discorso.

 

 

 

 

 

 

SAN Mada iu ka!!  Ningen no sashizu wa ukenu
SAN Ancora parli…? Non accetto ordini/dettami da un umano!
(Trovo che il termine "istruzioni" stoni parecchio in un contesto arcaico. Considerato il contesto storico e il fatto che Ashitaka si rivolge a San con un imperativo,  l'osservazione di pippov sul termine è relativa, visto che si tratta di una parola con un significato che sta nel mezzo tra "ordini" e "istruzioni"... io personalmente opto per ordini/dettami, visto che SAN usa un registro alquanto diretto. Poi, dove pippov abbia letto "LO dici", lo sa soltanto lui)

 

Non puoi considerare 'ukenu' come un vero imperativo, anche se l'aspetto giapponese è quello, perché l'imperativo non esiste in ptrima persona. E' uno stato di fatto: non accetto! Ordini sarebbe "merei", quindi no. Dettami è molto molto retorico, direi. Trovo che più spesso che no, appresso ai tuoi gusti, invece che semplificare come credi piuttosto fsi i ghirigori delle paroline fantasy fighe... ^^;

Ma infatti "dettami" non è la mia prima scelta, più che altro per questioni di fluidità. Io propendo per "ordini".

 

"Istruzioni" stride col resto dello stile utilizzato.

La parola utilizzata è esattamente una via di mezzo tra ordine e istruzione, poiché esprime comunque un concetto di "istruzione imposta".

Istruzione in italiano è una parola che ha un'accezione troppo ampia per rendere la forza di questa semi-imposizione.

 

Inoltre, sei tu stesso a dire che San è bambinesca... e le metti in bocca una parola articolata come "istruzioni"?

 

Personalmente lo trovo un termine decisamente inadatto. Ordini non sarà preciso (più preciso "dettami", però sta oggettivamente male), ma rende meglio il concetto.

 

 

 

Chi se TU per decidere SOPRA a Miyazaki della SUA opera? Spiegamelo.

 

 

In questo caso, l'adattatore.

 

 

Vai così, Pegasus!

 

lediiiisabeeeeeel!

 

 

^^;;;;

 

Che è?

Vuoi forse dire che il pezzo che t'ho postato non l'ho adattato io?

Mi riferivo a quello, non affermo certo di essere io l'adattatore ufficiale di Miyazaki in italiano (anche perché, ribadisco, a me Miyazaki non piace).

 

 

Ultima parte della risposta:

 

Che questo complimento si leghi al 'per morire' ce lo stai mettendo tu. ^^

 

Sicuramente 'così bella' è meno 'liscio' di 'utsukushii'. Inoltre non vedo 'sonna kirei' ^^

Così bella è generico, fila benissimo anche senza sottintendere collegamenti.

Mi suona meglio di splendida... meno articolato, più semplice da dire e di uso più frequente... e considerato che sta per morire... l'hai detto tu, no?

O il contesto funziona solo quando ti vien comodo?

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Due parole, con un quantitativo/qualitativo, "così bella" sarebbe quindi "meno articolato" di una parola singola, un unico concetto: "splendida".

Ok.

 

Hai una strana idea del concetto di "articolato".

 

Ah, la frase che avevo scritto per Ashitaka, controlla, NON è quella effettivamente usata nel mio adattamento (qui pure citato), era per "darti l'idea".

San parla più infantilmente quando l'ha deciso Miyazaki. A volte sì, a volte meno. Nessuno può sovraimprimere una caratterizzazione a prescindere, e estenderla (o presumerla) a gusto. Bisogna solo rintracciare quello che c'è e dove c'è, e seguirlo.

 

Per tutti: 'nume certamente nomato' NON è poi presente nel testo del film. A tirarlo fuori sono persone che mi leggono sui forum, dove avevo postato giocosamente una prima versione di quel dialogo, e poi criticano dimostrando di non avere neppure visto e sentito quello di cui parlano.

 

Tutte cose belle e sensate, insomma. ^^

Modificato da Shito
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Due parole, con un quantitativo/qualitativo, "così bella" sarebbe quindi "meno articolato" di una parola singola, un unico concetto: "splendida".

 

Ok.

 

Hai una strana idea del concetto di "articolato".

"Tu sei splendida" -> tu sei splen-di-da

"Sei così bella" -> sei co-sì bel-la 

 

Entrambi di 5 sillabe, però nella prima ce n'è una che contiene un articolo ridondante, e una con consonante composta di ben tre elementi (s-p-l).

Direi di sì, quindi, risulta più naturale e semplice pronunciare "Sei così bella" di "Tu sei splendida".

 

Riguardo al resto. Io riprendo quel che mi è stato detto. Se c'era una frase sbagliata che non corrispondeva alla tua, eri libero di segnalarmela prima. :)

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Ah, intendevo 'articolato' a livello concettuale, scusa.

 

Cmq, il pronome 'tu' è espresso chiaro e forte nell'originale: "SONATA ha..." perché toglierlo?

 

E' importante! Quella chiarezza, quella maniera esplicita da "te lo dico come un dato di fatto", colpisce San come un dardo.

Modificato da Shito
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Scusate la mia assenza, ma vedo anche andate avanti pure senza di me e alla grande!
​Per me ha detto tutto Fencer in questo punto:
 

 

Dice di essere traduttore e adattore, e ok. Ma lì ha fatto solo da adattatore partendo dal copione di Shito e "rielaborandolo" (cambiando però dei termini, probabilmente pensando a sinonimi che tali non sono, ad esempio gli ordini sono istruzioni, ma non tutte le istruzioni sono ordini, in quel caso quindi non puoi fare altro che guardare il testo originale per capire qual'è la parola utilizzata, non puoi cambiarla senza una base).

Non è partito dall'originale copione giapponese per proporre il suo lavoro nel punto trattato.

Quindi, di per sé, un adattamento a confronto non mi piace perché comunque viziato dal non volerlo rendere (quasi fosse un dispetto) come l'avrebbe reso Shito (ma mi piace più dire Gualtiero ché i nomi da forum mi fanno sempre un po' specie).

Comunque, anche se l'esempio che ha portato, poco dopo è estremizzante con tanto "lediiiisabeeeeeel!" che m'ha fatto un gran ridere, c'è da dire che Messer_ Azzone ha risposto nella maniera più sbagliata di questo mondo dicendo che l'adattatore si pone al di sopra di qualcuno, al massimo si affianca e, se proprio deve per esigenze di doppiaggio, fa modifiche in linea con la storia che ha pienamente compreso.
Le spiegazioni di tutti sul testo mi confermano, purtroppo, un modo di agire quasi a cercare il pelo nell'uovo, in quanto ogni cosa, vuoi per sincronizzazione, vuoi per stile dell'originale può essere spiegata in un modo e (se non capita) girata in un altro. Direi anche basta e, semmai, fare dei discorsi più generali e che non si riferiscano a tre battute in croce che, oh vi dirò, a me piace come  sono state rese.

Modificato da Kenrico
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Ah, intendevo 'articolato' a livello concettuale, scusa.

 

Cmq, il pronome 'tu' è espresso chiaro e forte nell'originale: "SONATA ha..." perché toglierlo?

 

E' importante! Quella chiarezza, quella maniera esplicita da "te lo dico come un dato di fatto", colpisce San come un dardo.

Perché in italiano non è necessario (i verbi si coniugano in base al soggetto, mentre in giapponese no) e non dà la sensazione che sostieni tu.

 

Comunque, anche se l'esempio che ha portato, poco dopo è estremizzante con tanto "lediiiisabeeeeeel!" che m'ha fatto un gran ridere, c'è da dire che Messer_ Azzone ha risposto nella maniera più sbagliata di questo mondo dicendo che l'adattatore si pone al di sopra di qualcuno, al massimo si affianca e, se proprio deve per esigenze di doppiaggio, fa modifiche in linea con la storia che ha pienamente compreso.

Cos'è che avrei detto io, scusa? Non cominciamo a mettermi in bocca cose che non dico.

Non mi risulta di aver mai imposto il mio adattamento a nessun traduttore. Se si lavora in team, si lavora insieme.

 

Che poi, scusami, sei piuttosto ridicolo.

Hai sparato pesantemente a zero su Shito ovunque, poi, quando qui si comincia a parlare di te e rischi che comincino a farti le pulci sui tuoi lavori, corri alla difensiva e fai un post da leccata di culo che ha fatto vergognare anche me da tanto era stile banderuola.

Modificato da Messer_Azzone
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Hai sparato pesantemente a zero su Shito ovunque, poi, quando qui si comincia a parlare di te e rischi che comincino a farti le pulci sui tuoi lavori, corri alla difensiva e fai un post da leccata di culo che ha fatto vergognare anche me da tanto era stile banderuola.

Questa cosa mi rattrista, ma devo ammettere che l'effetto del voltagabbana poteva essere inteso nei miei modi.

Continuo a credere che il modo i lavorare di Shito sia esagerato e che non si confaccia a quello che ho visto fare anche a tanti traduttori di opere importanti come il Genji Monogatari o professori universitari, mai detto il contrario. Mi spiace di averti messo in bocca cose che non hai detto, ma così come non era mia intenzione denigrare il lavoro di Shito in toto (che rispetto, ripeto) non denigro neanche le intenzioni di chi con argomentazioni valide gli va contro. 

Avrò letto cose che mi hanno traviato il pensiero e le argomentazioni, ma avete scritto tanto tutti.^^

Per quel che riguarda lo sparare a zero "ovunque", era appunto uno sparare a zero, ora sto cercando di stare dietro ad argomentazioni e a portare il mio punto di vista, che ti invito a leggere. Non sono una persona che ama ripetere gli stessi concetti e non è che quello che ho scritto solo 6 messaggi fa è cambiato, semplicemente sto aprendomi a nuove informazioni.

Mi rendo comunque contro di non essere la persona più adatta a fare discussioni (nel senso di botta e risposta) sui forum, in quanto ritengo che quando ho detto un qualcosa io abbia, in parte, esaurito ciò che avevo da dire e non mi preme reiterare sempre gli stessi concetti. Anche ora nel risponderti ho portato un argomento nuovo, quello delle traduzioni del Genji, che non avevo detto prima, solo per giustificare (e giustificarmi) quest'ennesimo sottolineare gli stessi concetti. 

 

Rinnovo questo mio suggerimento:

 

 

 

Direi anche basta e, semmai, fare dei discorsi più generali e che non si riferiscano a tre battute in croce...

p.s. oh, ma associate a ": D" un'emoticon migliore, ché ogni volta mi dimentico che è quella faccia assurda e devo editare! ahah

Modificato da Kenrico
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più generali in che senso? a monte della discussione c'erano casi specifici di traduzione/adattamento. occorrevano quindi delle analisi contestuali per chiarire i relativi dubbi. se ce ne sono altri, naturalmente se ne può parlare; penso quindi ai film già pubblicati in dvd/BD, per i quali rispetto a mononoke hime si può fare un confronto ancora più diretto, e quindi puntuale, attraverso gli audio inclusi; in fin dei conti si parla di una "tradizione" di adattamento che si trascina da anni, non della resa in un'opera (vale a dire che la questione non è nata con il recente mononoke hime).

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La coerenza del modo di lavorare è presente in tutte le opere di Cannarsi, come detto io e come lasciato intendere da lui (o magari detto apertamente in altra sede, che ne so). Quindi trovo limitante e quanto mai claustrofobico andarsi a incanalare su argomentazioni che si basano sempre sulle stesse battute e adattamenti. 

Modificato da Kenrico
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