Weltschmerz Inviato 29 Settembre, 2015 Share Inviato 29 Settembre, 2015 (modificato) Sì, questo genere di film americani ovviamente è per lo più confezionato nella tradizionale struttura restaurativa in tre atti (non saprei determinare di volta in volta quanto pedissequamente rispetto allo schema canonico, però grossomodo riconosco la procedura). Diciamo che a me piace soffermarmi a osservare il modo in cui si organizza il materiale narrativo, ma questa è mia una deformazione. Primariamente ho trovato l'idea di per sé piuttosto meritoria (penso che qualsiasi proposito di educare il proprio pubblico lo sia), ma non credo avrebbe avuto la medesima efficacia senza un'impalcatura formale corretta e funzionale, che però concordo essere abbastanza, come dire, consueta per gli sceneggiatori americani (anche se, per fare un esempio analogo, Frozen mi era parso un delirio sotto questo aspetto). Aggiungo un'altra cosa: è evidente che Docter e gli altri autori si siano documentati sulla questione della classificazione delle emozioni (pare abbiano consultato appositamente uno specialista piuttosto autorevole in materia). Ho apprezzato molto anche questa cura che hanno avuto, che dimostra che da parte loro c'è comunque un sincero interesse verso ciò che fanno. Modificato 29 Settembre, 2015 da Weltschmerz Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 29 Settembre, 2015 Share Inviato 29 Settembre, 2015 Non sono d'accordo sulla questione meritoria. Pixar non ha mai avuto intenti propedeutici/pedagogici, quanto di "giocare" con le cose, tipicamente quotidiane. Per il recupero para-aristoteliano e in misura limitata di unità varie financo gli atti, è questione soggiacente all'identificazione di criteri di natura pratica e non teoretica. Per il resto, i canoni si applicano tradendoli ed avendoli come spunti per criteri organizzativi e non pedissequi, questo è chiaro. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Erik Inviato 29 Settembre, 2015 Autore Share Inviato 29 Settembre, 2015 Tranquillo Weltschmerz (nome che scriverò molto male tra molto poco tempo, e per questo ti chiedo scusa in anticipo), non trovo nel tuo intervento alcuna vena polemica o di arroganza e anzi ti avverto che qui un po' tutti, di tanto in tanto, siamo prolissi e bisbetici.Le obiezioni che fai sono assolutamente comprensibili e ben circostanziate, con solo la piccola falla per cui non tengono conto delle semplici leggi del mercato: non solo un film come questo non avrebbe riscosso lo stesso successo se non si fosse accostato ad una formula di facile digestione, godibile e piacevole da vedere, ma non sarebbe neppure mai stato realizzato.Parliamo di prodotti di intrattenimento, che in quanto tali nascono secondo precisi fini commerciali (e non pedagogici), che tuttavia, particolarmente nel caso della Pixar, hanno quasi sempre (toglierei Brave e Cars, che sono più simili ad una favola Disney classica) dei livelli di lettura riservati al pubblico adulto.Contesto che questo sia un film per bambini per il semplice fatto che, secondo il mio modo di vedere, stavolta l'intera ragion d'essere del film si impernia su concetti che si trovano solamente al livello di lettura degli adulti.Tu dici bene quando osservi che un adulto con una sfera emotiva bella solida non trova forse granché di interessante nel film... eppure non posso non notare che nella mia esperienza personale (e nel bene e nel male io di persone ne conosco e ne ho conosciute TANTE), di adulti così non credo di averne trovato, a ben guardare, nemmeno uno.Ad ogni modo benvenuto in questo bel circo e grazie per l'intervento pacato e ben strutturato. 1 Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Maximilian Inviato 29 Settembre, 2015 Share Inviato 29 Settembre, 2015 Tu dici bene quando osservi che un adulto con una sfera emotiva bella solida non trova forse granché di interessante nel film... eppure non posso non notare che nella mia esperienza personale (e nel bene e nel male io di persone ne conosco e ne ho conosciute TANTE), di adulti così non credo di averne trovato, a ben guardare, nemmeno uno. Considerato anche quanto diceva Shuji-sama prima, inizia a sorgermi un dubbio sul perché questo film non mi sia piaciuto. Grazie per gli ulteriori spunti di riflessione. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Weltschmerz Inviato 29 Settembre, 2015 Share Inviato 29 Settembre, 2015 (modificato) Grazie per il benvenuto Erik. Le obiezioni che fai sono assolutamente comprensibili e ben circostanziate, con solo la piccola falla per cui non tengono conto delle semplici leggi del mercato: non solo un film come questo non avrebbe riscosso lo stesso successo se non si fosse accostato ad una formula di facile digestione, godibile e piacevole da vedere, ma non sarebbe neppure mai stato realizzato.Parliamo di prodotti di intrattenimento, che in quanto tali nascono secondo precisi fini commerciali (e non pedagogici), che tuttavia, particolarmente nel caso della Pixar, hanno quasi sempre (toglierei Brave e Cars, che sono più simili ad una favola Disney classica) dei livelli di lettura riservati al pubblico adulto.[...] Tu dici bene quando osservi che un adulto con una sfera emotiva bella solida non trova forse granché di interessante nel film... eppure non posso non notare che nella mia esperienza personale (e nel bene e nel male io di persone ne conosco e ne ho conosciute TANTE), di adulti così non credo di averne trovato, a ben guardare, nemmeno uno. Beh sì, come mi pare sia già stato scritto da qualcuno, per la questione delle leggi di mercato (e quindi l'ampliamento del bacino di pubblico perché il fine è comunque l'introito, se ho capito cosa vuoi dire) sono stati inseriti dei siparietti un po' più audaci (come quello del ricordo del sudamericano nella psiche della madre), ma mi sembra si tratti per lo più di elementi marginali. Non credo si possa trascurare il fatto che la protagonista, che convenzionalmente rappresenta il personaggio con cui lo spettatore deve identificarsi, è una prepubere. Questo penso implicitamente già fissi un'età di fruizione ideale (cioè a cui gli autori avevano immaginato di rivolgersi), per quanto ovviamente non nega la possibilità che possano esserci eccezioni. Contesto che questo sia un film per bambini per il semplice fatto che, secondo il mio modo di vedere, stavolta l'intera ragion d'essere del film si impernia su concetti che si trovano solamente al livello di lettura degli adulti. Questo passaggio non mi è molto chiaro. Cioè non ho capito quale pensi che sia la ragion d'essere del film. Scusami se l'hai già scritto, nel caso vado a rileggere. Comunque sottolineo che non parlavo di pedagogia in senso stretto, sarebbe piuttosto ingenuo pensare che si faccia cinema solo per educare il prossimo. Credo sia un'intenzione latente però, alla Pixar, in questo caso data probabilmente dalla tensione genitoriale e relativa sollecitazione alla responsabilità che Docter e altri sentono su loro stessi. Modificato 29 Settembre, 2015 da Weltschmerz Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Erik Inviato 29 Settembre, 2015 Autore Share Inviato 29 Settembre, 2015 (modificato) Mi limito a cercare di spiegare l'ultimo passaggio che mi chiedi, se riesco.Il fulcro della vicenda è un momento di grande distacco fisico ed emotivo, un trauma che la protagonista vive.Questo momento formante, che come dicevo altrove è qualcosa che tutti noi, in modi e con gradazioni differenti, abbiamo sperimentato dolorosamente, è raccontato in un modo se vogliamo paterno (o materno, se vedi come me in Joy e in Sadness due metà di una figura materna) e ti guida attraverso un percorso di guarigione e comprensione, che ha come conseguenza l'happy ending di cui parlavi anche tu.Questo, secondo la mia lettura del film, è la sua ragion d'essere: far riflettere sul fatto che la vita, quando si manifesta al di fuori della nostra comfort-zone, è fatta di esperienze dal sapore contrastante e che l'idillio dicotomico felice-triste non solo non è più applicabile, ma neppure funzionale, né sano, per diventare adulti in ogni senso. E che non è possibile proteggersi per sempre dal mondo esterno, né proteggere chi si ama.Contesto che un bambino dell'età di Riley possa apprezzare pienamente il messaggio perché, in realtà, questo momento lui non l'ha ancora superato! O se l'ha passato, è ancora troppo vicino ad esso per poterlo vedere per quello che è.E' chiaro che sto generalizzando e che certamente tra le milioni di ragazzini che questo film l'hanno visto qualcuno avrà capito benissimo ciò di cui si parla. Eppure credo che anche un zagazzino molto intelligente, che ha capito tutto quanto, comunque non ha gli strumenti per fruire veramente del senso della storia.Perché per lui, quella storia, è appena cominciata.Questo è il mio punto di vista.Per questo dico che è un film per adulti e, in modo ancora più profondo, per genitori.Ovviamente al di là della maschera di bizzarra fiaba colorata che gli hanno dato. Modificato 8 Ottobre, 2015 da Erik Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 29 Settembre, 2015 Share Inviato 29 Settembre, 2015 l'"evento dinamico" della vicenda e' appunto il trasferimento. (tra l'altro e' davvero un 'Event' e non uno 'Statement' a livello di beat) Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
meimato Inviato 29 Settembre, 2015 Share Inviato 29 Settembre, 2015 (modificato) ma riguardo la contrapposizione film per bambini/film per adulti, è stato già detto che un film può avere semplicemente più livelli di lettura e piacere ed essere considerato buono da più di una categoria di persone (in senso lato, non solo in relazione all'età)? Discorso generale, Inside Out non l'ho visto Modificato 29 Settembre, 2015 da meimato Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Il Toma Inviato 29 Settembre, 2015 Share Inviato 29 Settembre, 2015 Mi pare che Erik l'avesse espresso questo concetto. Saluti Toma Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Alex Halman Inviato 8 Ottobre, 2015 Share Inviato 8 Ottobre, 2015 Visto Domenica scorsa, film eccezionale, confermo quanto già detto che è apparentemente per bambini ma che in realtà è più diretto ai genitori di quei bambini, mescolando alla perfezione sia i momenti più buffi alla parte più seria che è decisamente preponderante ma senza mai diventare noiosa o troppo drammatica, non era facile ma ci sono riusciti alla grande. Intanto al box office ha già superato BH6 posizionandosi come terzo incazzo Disney di ogni tempo con ottime possibilità di sorpassare The Lion King piazzandosi dietro solo a Frozen Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Lord Gara Inviato 8 Ottobre, 2015 Share Inviato 8 Ottobre, 2015 Io continuo a domandarmi il motivo del successo di Frozen... Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Chocozell Inviato 8 Ottobre, 2015 Share Inviato 8 Ottobre, 2015 (modificato) La gnoccagine di Elsa Ma secondo me, in vestiti estivi, anche Anna non dev'essere male Modificato 8 Ottobre, 2015 da Chocozell Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Erik Inviato 8 Ottobre, 2015 Autore Share Inviato 8 Ottobre, 2015 (modificato) Il motivo?Girl Power.Per quanto lo trovi ridicolo e del tutto pretestuoso, è una forza del mercato che la Disney negli ultimi anni ha saputo catturare alla perfezione. Modificato 8 Ottobre, 2015 da Erik Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 8 Ottobre, 2015 Share Inviato 8 Ottobre, 2015 Girl Power. http://www.lastampa.it/2015/10/08/societa/da-cenerentola-a-cappuccetto-rosso-la-francia-dice-no-alle-favole-sessiste-jDwwNV55L8y3ZFyBG1SJ2J/pagina.html Da Cenerentola a Cappuccetto Rosso, la Francia dice no alle favole sessiste La ministra francese dell’Istruzione Najat Vallaud-Belkacem ha annunciato la caccia agli stereotipi di genere nei manuali scolastici, a cominciare dai classici per l’infanzia Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Alex Halman Inviato 9 Ottobre, 2015 Share Inviato 9 Ottobre, 2015 Io continuo a domandarmi il motivo del successo di Frozen... Come hanno già detto il motivo si chiama Elsa... quel film a me comunque è piaciuto un botto, peccato l'inizio con quelle canzoncine scassapalle (meno male che Inside Out ne è privo) ma che dopo la prima mezzora quasi scompaiono... quando inizia il film vero Girl Power. http://www.lastampa.it/2015/10/08/societa/da-cenerentola-a-cappuccetto-rosso-la-francia-dice-no-alle-favole-sessiste-jDwwNV55L8y3ZFyBG1SJ2J/pagina.html Da Cenerentola a Cappuccetto Rosso, la Francia dice no alle favole sessiste La ministra francese dell’Istruzione Najat Vallaud-Belkacem ha annunciato la caccia agli stereotipi di genere nei manuali scolastici, a cominciare dai classici per l’infanzia Cose che ti fanno salire il nazismo... son proprio dei mangiarane, ma in particolare le ministre che si scelgono sono di un'idiozia unica, prima quell'altra che ce l'aveva con la Nutella adesso questa... stanno male Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Il Toma Inviato 9 Ottobre, 2015 Share Inviato 9 Ottobre, 2015 Stanno molto messi male i francesi. L'unica cosa che salva i loro politici è che non rubano come i nostri. Altrimenti la ghigliottina la ritirano fuori in un nanosecondo. Saluti Toma Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Chocozell Inviato 9 Ottobre, 2015 Share Inviato 9 Ottobre, 2015 (modificato) prima quell'altra che ce l'aveva con la Nutella adesso questa... stanno male Ma da gente che ha al governo altra gente che ce l'ha con la Nutella(probabilmente perché non loro), cosa pretendi? I nostri almeno c'inzuppano le mani...o altro Modificato 12 Novembre, 2015 da Chocozell Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 9 Ottobre, 2015 Share Inviato 9 Ottobre, 2015 (Il quote precedente era dell'Halman, just for ^^) Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Lord Gara Inviato 9 Ottobre, 2015 Share Inviato 9 Ottobre, 2015 Fermi, non ho detto che è brutto, semplicemente non l'ho trovato così bello da giustificare lo sfacelo che ha fatto. Anna è divertente ma non capisco se sia il personaggio o sia la doppiatrice che l'ha resa molto yeah, Elsa sinceramente è una sedicenne emo con le mestruazioni, è di una unilateralità imbarazzante e ha lo spessore di un foglio di carta. La storia funziona ma è appunto la classica storiella di crescita, accettazione blablabla, si lascia guardare ma fine lì, è una specie di Rapunzel alla seconda dove oltre a Rapunzel c'è anche la sua versione dark con i superpoteri. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Chocozell Inviato 9 Ottobre, 2015 Share Inviato 9 Ottobre, 2015 (Il quote precedente era dell'Halman, just for ^^) Mi sono imbrogliato con il codice. Chiedo venia Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 11 Ottobre, 2015 Share Inviato 11 Ottobre, 2015 Contributo ben apprezzato, anche perche' si pone comunque in modo alternativo rispetto alla rappresentazione del medium in se'. Ovvero, non parla molto del film in quanto tale ma spinge su un concetto maiuetico piu' affine alla filosofia. Ci tornero' sul tardi, ma ad esempio il: Personalmente ho ammirato la compiutezza narrativa del film in realta' non rappresenta un 'merito' in senso lato del film, ma uno degli elementi basilari della struttura narrativa piu' mainstrem, nella fattispecie americana. ossia: Architrama Classica: Casualità Finale chiuso Tempo lineare Conflitto esteriore Protagonista unico Realtà coerente Protagonista attivo che è chiamato 'design classico': una storia imperniata su un protagonista attivo che, allo scopo di soddisfare il proprio desiderio, lotta contro forze antagoniste, principalmente esterne, in un continuum temporale e all'interno di una realtà immaginaria coerente e casualmente connessa, fino ad un finale chiuso costituito da un cambiamento assoluto ed irreversibile. Benvenuti a Inside Out Ed a millemila altri film mainstream americani. Tra l'altro, volevo farvi presente che la frase in grassetto di qua sopra e' presa paro paro da una lezione del corso di McKee, praticamente e' una frase da manuale. Sostituite la parola protagonista attivo con Gioia, ossia: Una storia imperniata su Gioia che, allo scopo di soddisfare il proprio desiderio (di tornare in sala comando), lotta contro forze antagoniste, principalmente esterne, in un continuum temporale e all'interno di una realtà immaginaria coerente e casualmente connessa, fino ad un finale chiuso costituito da un cambiamento assoluto ed irreversibile. Che e' *perfettamente* il riassunto del film. Questo per dire che molti sottovalutano la realta' dei fatti che e' quella costitutiva di una produzione, che si basa su certi modus operandi consolidati, e che invece di converso non comprendendo Questa realta', ossia che molti film si assomigliano strutturalmente in quanto fatti tali e non per richiami di un qualche tipo associativo tra diversi film, pensano veramente che al di la' della OVVIA valenza citazionalista che e' sempre presente, molti film siano fatti mettendo insieme pezzi di questo e di quel film; Questo tipo di film si fa davvero, ma sono cose a livello di parodia. Per fare un esempio, nonostante possa piacere o meno, AVATAR e' stato riferito a mille mila altri film, senza badare al fatto che e' la STRUTTURA ad essere comune a mille mila altri film. Se non si fa questo passo, e soprattutto poi non si va Oltre questo discorso stesso, si parlera' sempre e solo di cio' che piace di un film e non si arrivera' mai a parlare del film stesso. Per dire, il discorso di natura filosofico/psicologico e' Sovrastruttura in se' rispetto al film, e' un'impalcatura sulla quale edificare e dare consistenza alla propria opinione e al proprio gusto personale, del resto *perfettamente* legittimo. Ma in se', non e' affatto differente nella sostanza rispetto ad un 'mi piace/non mi piace'. Cosi', tanto per rompere le palle. Augh. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 11 Ottobre, 2015 Share Inviato 11 Ottobre, 2015 Io continuo a domandarmi il motivo del successo di Frozen... Il ritardo mentale diffuso? 1 Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Ryu Soma Inviato 9 Novembre, 2015 Share Inviato 9 Novembre, 2015 http://www.badtaste.it/2015/11/09/inside-out-un-turbinio-di-emozioni-nel-cortometraggio-il-primo-appuntamento-di-riley/149608/ Plauso al corto (ed alla colonna sonora -.-v ) Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Final Vegeta Inviato 1 Giugno, 2016 Share Inviato 1 Giugno, 2016 Ho pensato di scrivere questa risposta perché mi ha davvero sorpreso notare con quanta insistenza si sia sostenuto che questo film non sia rivolto prioritariamente a un pubblico infantile. È una cosa che mi ha molto incuriosito e allora volevo condividere le mie personali impressioni. Questa è una fallacia logica chiamata falsa dicotomia. Quello che sorprende realmente è come la gente insista che un film sia o per bambini o per adulti, in maniera esclusiva. Vi insegno una nuova parola presa dal dizionario di Hollywood: film a quattro quadranti. I quadranti sono: -maschi sotto i 25 anni -femmine sotto i 25 anni -maschi sopra i 25 anni -femmine sopra i 25 anni C'è una divisione di tematiche di interesse tra maschi e femmine e tra giovani e adulti. Un film mediocre che colpisce tutte e quattro le fasce di pubblico ha più successo economico di un film eccellente che colpisce solo un quadrante. Per toccare tutti e quattro i quadranti un sistema è avere personaggi dal design accattivante per i più giovani ma che pensano e si comportano come adulti (o perlomeno giovani adulti). Toy Story o Shrek per esempio. La forma più facile di storia a quattro quadranti tuttavia è quella dove abbiamo una figura genitoriale, generalmente un maschio adulto, e un bambino, generalmente una femmina. Con questo sistema abbiamo un minimo di rappresentazione delle varie fascie sociali. Abbiamo così Wreck-It Ralph, Cattivissimo Me, Dragon Trainer, ma anche Jurassic World o Terminator Genysis o The Force Awakens. Chiaramente bilanciare un film sui quattro quadranti non è un'impresa così semplice, così come non è semplice avere idee di qualità. Tuttavia insistere che un film è necessariamente solo per bambini o solo per adulti è una fesseria, e nasconde una profonda ignoranza dell'arte commerciale. Perché il film si propone di istruire su come accettare lo sconforto sia utile per la crescita emotiva. E questo è un messaggio esclusivamente propositivo, che non contempla le eventualità in cui invece si possa fallire, ci si possa deprimere o ci si possa sottrarre alla crescita, che sono tutte circostanze verosimili. Ma ovviamente tale casistica stride con il fine a cui il film deve assolvere, che è affermativo. Un'affermazione totalmente ridicola. Tu sostieni che il film non contempla l'eventualità in cui ci si possa deprimere. Ebbene, Riley nel film soffre esattamente di depressione. Qualsiasi critica a Inside Out che non menzioni il termine "depressione" non coglie nel segno l'argomento trattato. Un'opera destinata a un pubblico adulto credo non si contenga entro simili limiti intellettuali, rivolgendosi piuttosto alla natura assurda del vivere umano - e quindi alle sue ambivalenze, alle incertezze, alle malinconie - senza offrire il conforto un po' affettato di una risoluzione lineare dei conflitti. No, quello è il Miniplot. Ti hanno già citato McKee. Il suo libro, Story, ha parti spiegate molto alla carlona, ma ci sono parecchi punti di alto interesse. Uno di questi è la divisione del tipo di storia in Archplot, Miniplot e Antiplot. Per spiegartela con parole mie, l'Archplot è un'opera incentrata sulla storia, il Miniplot si incentra più sui personaggi e l'Antiplot si incentra su un gimmick metanarrativo. Tra Archplot e Miniplot c'è il Multiplot, cioè un'opera incentrata sulla storia ma con un gran apporto di personaggi (tipo Game of Thrones, per intenderci). McKee spiega che l'Archplot è il tipo di storia che vende di più (e quindi tra la altre cose interessa di più i giovani, che sono i maggiori fruitori di intrattenimento narrativo), ma con il passare del tempo la gente si stufa dell'Archplot e tende a diversificarsi scendendo nel Miniplot e, se ardiscono ancora, pure nell'Antiplot. Personalmente dico che niente batte il finale di un archplot ben costruito, ma fare un buon archplot non è facile come sembra. Si può costruire anche un miniplot, ma trovo che spesso il miniplot sia il risultato di scrittura alla giardiniere, cioè senza outline. Senza outline è normale che i finali tendano a venire alla cazzo. C'è chi se li fa piacere però. Insomma, è naturale che un bambino non sappia spiegare razionalmente i motivi per cui questo film gli sia piaciuto. La sua è un'esperienza introiettiva, in cui assimila ciò di cui esperisce in maniera inconsapevole, quasi subliminale (ma sarà comunque arricchito nella conoscenza sensibile e, nei momenti opportuni, potrà tornare inconsciamente ad attingervi per trarne beneficio). Dopotutto, in effetti, allo sguardo di un adulto gli artifici della forma appaiono fin troppo scoperti. Ho sempre avuto problemi a ricevere spiegazioni razionali pure da gente che definirebbe se stessa come adulta. Quando a spiegare razionalmente i motivi per cui qualcosa piace, partiamo con un'asticella troppo alta mi sa. Ci tengo inoltre a precisare che la razionalità proviene dall'esercizio dell'intelligenza, non ti arriva automaticamente con l'età. Comunque personalmente io ho trovato quest'idea della squadra di protagonisti che lavorano esplicitamente per provocare una catarsi in un altro personaggio una figata. A dirla tutta si era già visto in Inception, ma in Inside Out l'effetto è stato persino maggiore. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Weltschmerz Inviato 16 Giugno, 2016 Share Inviato 16 Giugno, 2016 (modificato) Ho pensato di scrivere questa risposta perché mi ha davvero sorpreso notare con quanta insistenza si sia sostenuto che questo film non sia rivolto prioritariamente a un pubblico infantile. È una cosa che mi ha molto incuriosito e allora volevo condividere le mie personali impressioni. Questa è una fallacia logica chiamata falsa dicotomia. Quello che sorprende realmente è come la gente insista che un film sia o per bambini o per adulti, in maniera esclusiva. Guarda: devo essermi spiegato male. Non intendevo che il film fosse esclusivamente rivolto a un pubblico infantile in senso anagrafico, ma che il suo contenuto fosse più appropriato ed efficace per delle persone psichicamente immature che non per degli adulti (di nuovo: non solo anagraficamente). Perché si presuppone che questi ultimi un percorso di crescita come quello descritto nel film lo abbiano già metabolizzato a sufficienza da dare per scontati i suoi assunti. Ma d'altronde, che in quest'epoca ci sia un ritardo nella maturazione (emotiva e intellettuale) delle persone penso sia assodato. Da cui l'equivoco: sì, il film può risuonare anche negli adulti, ma non tanto perché sia contenutisticamente o esteticamente predisposto a tal fine, bensì per una loro carenza emotiva o intellettuale che li avvicina al pubblico infantile. Tutto ciò secondo la mia opinabile e insignificante opinione. Un'affermazione totalmente ridicola. Tu sostieni che il film non contempla l'eventualità in cui ci si possa deprimere. Ebbene, Riley nel film soffre esattamente di depressione. Qualsiasi critica a Inside Out che non menzioni il termine "depressione" non coglie nel segno l'argomento trattato. A parte che dello stato psichico di Riley nel corso del film si può ampiamente discutere (nella trama non viene mai diagnosticata alcuna depressione, né il decorso del suo malessere pare tanto consistente da lasciarla supporre: io personalmente ho percepito tutto come una reazione fisiologica alle prime esperienze di perdita e cambiamento, dunque nulla di patologico), forse ti è sfuggito che nel finale tutto si risolve. Io mi riferivo invece a quelle situazioni in cui, per mancanza di resilienza o supporto esterno, non se ne viene a capo: si rimane emotivamente incapaci di far fronte alla situazione, magari abbandonandosi a strumenti di evasione vari. È innegabile che Inside Out sia quanto mai consolatorio sotto questo profilo. Modificato 16 Giugno, 2016 da Weltschmerz Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
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