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Visualizzazione di contenuti con la più alta reputazione 04/07/2019 in tutte le aree
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Oltre a usare uno pseudonimo però dovrebbe anche evitare le shitate o lo becchi in mezzo secondo. Solita storia, ci vuole quello sano di mente a fianco come limitatore.2 punti
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Ma in realtà questa dicotomia è assolutamente falsa e priva di ogni fondamento. Tradurre da una lingua A ad una lingua B include già il concetto che la forma della lingua B deve essere bella, laddove è bella la forma della lingua A. Tornando all'esempio dell'innaffiatoio, non è che o il tipo parla come uno è stato colpito da un centinaio di ictus contemporaneamente o ci si deve inventare quello che dice, mettendolo a citare Dante perché ai girellari piace così.2 punti
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Domanda: ma qui chi ha visto quanti episodi? Io lo sto guardando e a parte qualche supercazzola ed il doppiaggio molto meh(gli urli non doppiati. Ma un Kiyahiiiiiiii no?) A me continua a sembrare piuttosto normale. Dalle poelmiche mi aspettavo una roba apocalittica.1 punto
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Se ho intuito bene il motivo di autopropulso è corretto in quanto si sta parlando di un pezzo di artiglieria semovente, se noti è dotato di cingoli quindi prima di essere prelevato e usato come fucile per l'Eva era stato pensato come mezzo autonomo in grado di spostarsi da solo, quindi autopropulso (cioè dotato di propulsore autonomo) nella terminologia militare si usa http://www.treccani.it/vocabolario/autopropulso/ Anche se al posto suo avrei usato appunto "semovente" che è più chiaro Il problema però è quel "anche detto il che" di risposta del "milite ignoto" che è davvero tremendo1 punto
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Non so se sia più adatto qua o nel topic Trollate random ma, visto l'interminabile dibattito e discussione, condividiamolo per farci un sorriso. Se qualcuno l'ha già pubblicato mi scuso ma non mi sorbisco minimo 50 pagine da quando è uscito l'adattamento Netflix per verificare.1 punto
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Era giusto per capire quanto potevano essere sincere le tue critiche all'italiano creato da Shito, quando tu stesso ti sei inventato un tuo italiano che non esiste in nessun testo scolastico. Della serie "chi è senza peccato scagli la prima pietra"1 punto
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No carissimo, non ci siamo capiti, non sono io ad avergli chiesto un confronto; è lui che afferma di essere qui e parlare con gli utenti per cercare un dialogo ed eventualmente imparare cose nuove e migliorarsi. Io sono intervenuto quando la discussione andava avanti da ormai un paio di giorni, e dopo aver letto numerosi suoi interventi ho capito che è una persona che presume di avere la verità assoluta in mano e parla con suo interlocutore partendo dal presupposto di avere ragione e che l'altro abbia torto. Il suo non è un dialogare per ampliare la propria prospettiva, è un discutere per dimostrare come l'altro non ne capisca un cazzo. E per questo non ho cercato e continuo a non cercare un confronto con lui. Di quello che mi direbbe lui ho già spiegato che me ne faccio ben poco. Mi direbbe che ha ragione lui e io non ne capisco un cazzo. Quello che avrei piacere ad ascoltare è il parere di un paio di esperti di giapponese e magari di adattamenti, e che magari non siano suoi amici/parenti/fidanzati, per confermare o smentire se quello che noi chiamiamo cannarsese "è qualcosa che sta nel giapponese stesso" o sono pippe mentali di un megalomane1 punto
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No scusami eh. Ma che stai dicendo. Non voglio semplificare nulla, ma o l'adattamento di Shito rende giustizia ai testi originali meglio di quanto non facciano altri adattatori, e quindi il suo è il "metodo giusto"; oppure le sue sono tutte pippe mentali e come re Mida tutto quello che tocca diventa cannarsese, stravolgendo la volontà dell'autore. Non c'è una via di mezzo1 punto
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Io continuo a far notare come da giorni ti prendi il disturbo di rispondere solo a domande sulle singole scelte, la singola frase, il singolo termine, la pernacchia di Asuka o il peto di Shinji, mentre ti guardi bene dall'iniziare una discussione con chi cerca di andare più a fondo e analizzare il tuo metodo di lavorare in toto. Certo è che sei libero di fare quello che più ti pare e nessuno ti obbliga a rispondere a nulla, ma il tuo comportamento non è quello di uno che vuole un confronto sano e costruttivo. Se "chiacchiere e battutaggio hanno subissato l'informazione" è perché questo adattamento è una barzelletta, e di cattivo gusto anche1 punto
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Mi trovo in palestra, guardo un ragazzo che fa uno stacco da terra di 200 chili. Ad un amico li presente potrei dire tanto "quel ragazzo è proprio forte" quanto "è proprio forte, (pausa) quel ragazzo". Entrambe le frasi sono corrette, ma la seconda mette il punto sulla forza del ragazzo, è la sua forza in primis che mi interessa sottolineare, e solo dopo faccio riferimento alla persona cui mi sto riferendo, pertanto al mio interlocutore voglio far capire che la forza del tipo mi ha impressionato. Ovviamente non è una scelta che viene fatta in modo razionale, non ci si pensa, a livello inconscio la frase esce in automatico in relazione alle nostre reazioni fisiche ed emotive. E' come quando si alza un braccio, si sposta una gamba, pensiero ed azione sono divisi da un tempo infinitesimale, e così la necessità di esprimersi e la sua messa in atto (pensate a quante volte di parla a sproposito e ci si pente un secondo dopo aver pronunciato un commento inopportuno). Quando parliamo (e io ho provato a focalizzarmi nella vita quotidiana su questa cosa) non lo facciamo come un testo stampato, come in un romanzo, in un articolo di giornale, in un testo teatrale (occhio!), in un film (occhio!!! la recitazione cinematografica deriva in tutto il mondo dalla recitazione teatrale, e solo dopo si è evoluta, ma la marca di base rimane), parliamo con un flusso di parole molto diverso, la sintassi spesso è frammentata, zeppa di frasi coordinate. Analizzando spesso le frasi italiane e quelle corrispettive in giapponese io non trovo necessariamente una trasposizione della sintassi (non ci sta roba come "io la mela mangio"!) quanto piuttosto una ricostruzione, o un tentativo, che può risultare ostico o meno, opportuno o meno, di un normale dialogo della vita reale, dove non siamo soliti usare i limiti delle costruzioni del testo scritto. Perchè ci suonano strani allora, difficili, ostici, (al netto dei vocaboli che possiamo definire arcaici, desueti, obsoleti, a torto o a ragione, come al solito)?Semplice: perchè da un'opera cinematografica ci aspettiamo sempre un tipo di linguaggio che proviene storicamente da testi scritti come quelli di teatro. Avete presente l'espressione "parli come un libro stampato"? Ci sono persone che quando parlano come se riportassero un dialogo di un libro ci risultano strane, didascaliche. Ma quando vediamo un film "switchamo" e accettiamo un modo di parlare che ascoltato da una persona reale ci farebbe dire "ma come cazzo parli!". Al solito, pensate ai dialoghi di film romantici, alle frasi d'amore, le espressioni usate, vi ricordate per caso in certe occasioni di esservi espressi come i personaggi di un film? Io al solo pensarci mi viene l'imbarazzo, e non per l'espressione delle emozioni, ma perchè è un modo totalmente falso se applicato nella realtà. Quindi non dico che le espressioni di Shito non siano migliorabili, che non siano ostiche, ma che nel corso degli anni ho iniziato a valutare come alcune opere straniere possano anche avere nei loro dialoghi originali questa aderenza al dialogo nella realtà in barba a come è nata la cinematogrtafia, e che Shito stia cercando (con successo o meno, guadagnando consenso o meno) di riportare quel tipo di "parlata". Quindi per analizzare il suo lavoro, e trarne un giudizio, bisognerebbe prima analizzare la frase originale, capire se questa è una "frase da testo stampato" in giapponese o se risulti una "frase da dialogo reale", con le sue concessioni sintattiche rispetto allo scritto. E da li partire con una valutazione del risultato in italiano. Io sinceramente preferisco il tentativo di aderire ad un "dialogo reale" se questo sta nell'originale, ma capisco che questo sommato alla distanza intrinseca dall'italiano che una traduzione da una lingua straniera molto distante dalla nostra si porta dietro, possa far storcere il naso a tanti, spiazzarli e rendergli l'ascolto ostico, semplicemente perchè risulta innaturale sentire un film o un cartone animato doppiato in quel modo. PS sarebbe interessante sentire il metodo di Shito applicato a opere inglesi, francesi, cinesi eccetera. E ancor più interessante se quel metodo fosse adottato da persone diverse, sempre su opere di origine varia. In quel caso potremmo farci una idea se tutto andasse a formare un linguaggio uniforme (come di fatto lo è la totalità delle localizzazioni) o se a seconda della nazione di provenienza si iniziasse magari ad avvertire differenze, così pure se Shito opera una connotazione o se anche altri si troverebbero a fornire risultati analoghi.1 punto
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Avevo scelto di non intervenire più in questo topic, dove le chiacchiere e il battutaggio hanno subissato l'informazione. Mi scuso con chi ha proposto sane e serie richieste di puntuale delucidazione, eventualmente troveranno risposta (c'è chi me le invia in mail dal thread). Non riesco a impedirmi di dire due semplici parole sul testo di quella scena di Shinji. faccio una seconda eccezione. :-( Perché è una scena semplice. Con un testo semplice. Che voi tutti potete sicuramente "leggere correttamente" anche nella sua scarna trascrizione. Vi prego di leggere il primo testo, quel del 1997. Quel testo è "un discorso". Fatto "per benino" (contenti?). Con tutti i pezzi del discorso al posto giusto. Sembra una didascalia. Per questo si legge bene, Per questo si capisce subito. Ma Shinji, lì, ha la voce rotta dalla commozione. Leggete il secondo testo. In realtà è molto più semplice. Ci sono parole IN MENO (dato oggettivo: 29 parole contro 32). Ci sono concetti IN MENO. (dato oggettivo: "parola". "MAI più", sono solo nel primo testo) Provate a leggere il secondo testo immaginando di "singhiozzare d'emozione" nelle pausette, di spezzare la frase per poi "riprenderla", con una rapida ripetizione. Provate a leggere la frase pensando ogni parola "senza già sapere" cosa verrà dopo, come si parla in realtà. Invero, credo che la seconda versione, oltre che molto più simile all'originale (ascoltatelo: è così semplice che lo sentirete voi stessi) sia molto più "reale", più "vera". La vecchia versione era "ricamata", era "scolpita", era "abbellita e arricchita di retorica". Non era Shinji emozionato. Come in originale.1 punto
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Già, però devo dire che fino a prova contraria la spiegazione che ha dato Shito mi sembra abbastanza soddisfacente. Non ricordo in quale delle 2 live, ma comunque mi è sembrato di capire che questo suo italiano marcato è qualche cosa di inevitabile come "effetto collaterale" qualora si traduca e si adatti cercando di mantenere ,entro i limiti possibili, la struttura sintattica giapponese (o comunque la percezione di questa). E quindi è qualcosa che sta nel giapponese stesso e si manifesta nell'italiano solo con un metodo come quello di Cannarsi. Potrebbe sembrare un sofisticheria (e forse lo è) ma a me sembra un discorso credibile e anche sensato. Certo che però non conoscendo il giapponese non potrò mai verificare da me la cosa. Ti prego dimmi che con "incomprensibile" intendi "che non mi piacciono", o "che fanno strano", e non il senso reale di incomprensibile perché altrimenti stiamo messi male1 punto
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e infatti abbiamo infiniti esempi di frasi anche importanti cambiate al volo perché non corrispondevano al gusto estetico del direttore del doppiaggio, risultando anche spesso in elementi delle opere resi incomprensibili o dal significato profondamente alterato. Non mi stupirebbe. Se Mazzotta non mente, IMHO è però più facile che non avessero voglia e abbiano buttato tutto in caciare alla prima difficoltà di comprensione. Considerando che alla fine NESSUNO ha dichiarato di aver avuto problemi a capire che cosa stavano effettivamente dicendo i personaggi(140 pagine stanno a dimostrare che si capiva, semplicemente non si concordava con la forma usata), direi che Mazzotta ha quindi dichiarato di avere una conoscenza della lingua Italiana inferiore al grosso di Internet...1 punto
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Prima invochi il confronto sano e costruttivo poi dici che questo adattamento è una barzelletta. Ok. Comunque del suo metodo in generale credo che Cannarsi ne abbia già parlato in altri luoghi. Anche nelle famose live si è toccato il tema. Se non ti basta quello che già c'è credo che il prossimo passo è chiedere a Cannarsi di farti vedere personalmente, frase per frase, come lavora, ma sarebbe ridicolo, e poi, dico io: chi glielo fa fare?-1 punti
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