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Tutti i contenuti di Shito
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Dalla frase di Garion è "su una nave nemica", direi.
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Quindi l'attore di Harry Potter potrebbe essere un buon Riddler e quello di Frodo un buon Scarecrow? O... "Wanna know how I got this ring? My uncle... was..."
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Beh, anche io in questi casi trovo più gradevole l'utilizzo dell'ausiliare "avere", ma accapponare la pelle mi pare eccessivo, no?
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Mondo Apple (sempre più QUALITY)
topic ha risposto a Shito in una Brarez nella sezione PC Zone (TechnoFap included)
Capisco. Spero sia almeno "migliorato", se non risolto. :-) -
Mondo Apple (sempre più QUALITY)
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Esseendo un MacBookAir 2018 dovrebbe avere quel po' di silicone in più, pare. Suppongo. -
Mondo Apple (sempre più QUALITY)
topic ha risposto a Shito in una Brarez nella sezione PC Zone (TechnoFap included)
Ah, oggi ho acquistato il mio primo MacBook. Fatemi gli auguri. E temo che dovrò anche pensionare il mio iPhone4-senza-s. ;_; -
In realtà il contenuto sembra lo stesso, anche se con il secondo trailer è molto più chiaro (esplicitato). Direi che si tratta di un romanzo di formazione di lui con lei, tramite la loro "storia segreta ma globale", una storia di fuga di coppia e salvataggio del mondo tramite la riscoperta di un fattore folkloristico/naturalistico/mistico. Ovvero, in realtà gli ingredienti della ricetta mi paiono proprio gli stessi di Kimi no Na ha, ma qui mi sembrano mescolati ancora meglio: c'è meno tono da commedia, e l'elemento fantascientifico è meno SF e più mistic fantasy, nonché molto più incentrato su elemente zeitgeist, ovvero: natura > tecnologia, come il terremoto del Tohoku ha ricordato al Giappone postmoderno (cfr. Sarazanmai, no?). Continuo a pensare che sarà un successo ancora più grande di Kimi no Na ha, e inio a pensare che il successo sarà ancor più meritato. :-) Buona fortuna per l'adattamento della parola chiave "tenki", che oltre a strare nel titolo sarà di certo una costante del tesot. XD
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L' angolo degli apostoli (split dalle Diviche)
topic ha risposto a Shito in una Kobayashi nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Di Berserk non so nulla, ma da rapida ricognizione su wiki.jp mi parrebbe di sì. -
L' angolo degli apostoli (split dalle Diviche)
topic ha risposto a Shito in una Kobayashi nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Altre novità dal passato per gli amici del forum. Un topic in cui trovo che molti di noi avessero dato il meglio di loro, e che io per primo ho amato rileggere, e ripensare. -
Little Boy(s) and Fat Guy(s)
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Bump. Questo è un thread da disseppellire. Se qualcuno ha dove mettere le immagini perse in dropbox, io le ho ancora e posso inviargliele. Inoltre: http://lanostrarivoluzione.blogspot.com/2016/04/aum-shinrikyo-considerazioni-e-spunti.html -
Vogliamo un Valkyrie basato sullo ZeroSen!
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A me quand'ero piccino l'SDF-1 faceva pensare alla portaerei dei GI-Joe. XD Non hanno mai fatto una versione del Valkyrie con Tom Cruise come pilota?
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Credo che questo sia davvero un alibi, non dico tuo, ma della nostra nazione. Nella mia frase mi riferivo proprio a un dato storico, comunque: anche la letteratura per l'infanzia italiana è molto scarsa. Non abbiamo avito grandi favolisti, e le opere per l'infanzia più note di nostra produzione (Pinocchio? Cuore?) sono frutti abbastanza sporadici. Non vedo un Esopo, un La Fontaine, dei Grimm italici. E per quanto ami Rodari, non mi pare paragonabile. La nostra nota scarsa attitudine alll'industrialità ha poi fatto che in ambito postmoderno la produzione non si sia mai potuta davvero scollare da quella "artistica", ovvero "individuale", ovvero sempre "sporadica". Come sempre. Ottime eccellenze, quelle italiche. Ma sempre individuali. L'infrastruttura produttiva? Non funziona e soprattutto non dura. Siamo troppo anarcoidi, nel profondo. Paese di poeti, navigatori, inventori... tutta gente da one-man-show, no? E suppongo di non essere diverso io stesso, io per primo. :-)
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Di sottotitoli e di doppiaggi
topic ha risposto a Shito in una Alex Halman nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Ma cosa stai dicendo? I nomi giapponesi, come tutte le parole giapponesi, si scrivono in giapponese. Sciverli con caratteri "romani" (latini) è una TRASLITTERAZIONE, ed è un processo di trascrizione fonetica. Non è una "scrittura reale". ogni lingua si scrive nei suoi caratteri, sorpresona, eh? Tant'è vero che esistono vari sistemi di traslitterazione dal giapponesi ai caratteri romani/latini, i più accreditati essendo ovviamenbte Kunrei e Hepburn. E poi il mio, che è essenzialmente un'ibridizzazione tra i due fatta da me a mio gusto. :-) -
Di sottotitoli e di doppiaggi
topic ha risposto a Shito in una Alex Halman nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Semplicemente, in ambito accademico credo si sia sempre usato l'ordine corretto (cognome-nome), che so: https://it.wikipedia.org/wiki/Natsume_Sōseki, oppure che so Akutagawa Ryonosuke (qui Wikipedia sbaglia, ma credo sia noto in tutte le università con l'ordine corretto) come pure MIyazawa Kenji, che viene (mi pare) pubblicato così, ma ancora Wikipedia sbaglia. Il punto che ambiti commerciali come manga, cinema e videogiochi a noi arrivano essenzialmente dall'Atlantico, e anche il mercato giapponese si regola su questo. Però, è semplice: la realtà è una, e fare la cosa giusta o sbagliata è sempre una scelta individuale. Il resto sta a zero, come sempre. :-) -
E non c'è neppure l'articolo, eh!
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Ogni generazione non riesce che a pensare alla propria stessa generazione. E' quello che si chiama "invecchiare".
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Ringraziamo Anno, per la segnalazione. Io non ho fatto che riportarla, in fondo. ^^
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Mondo Apple (sempre più QUALITY)
topic ha risposto a Shito in una Brarez nella sezione PC Zone (TechnoFap included)
People are bored you know. :-) -
Quando Tomino voleva essere notato da Miyazaki
topic ha risposto a Shito in una Chocozell nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Direi che i conti tornano, sì. :-) Se Takahata è stato un artista intellettuale che ha (ab)usato il medium "animazione" alla sua personale maniera per esprimere i suoi messaggi, potremmo dire che Tomino ha (ab)usato non il medium, ma il mercato dell'animazione per attuare la sua idea di puericultura popolare. :-) -
Mondo Apple (sempre più QUALITY)
topic ha risposto a Shito in una Brarez nella sezione PC Zone (TechnoFap included)
Ammesso che venga venduto, non significherebbe comunque nulla. Il collezionismo è compulsione e nevrosi, nulla di sensato. :-) -
人魚の眠る家 (La casa in cui dorme la sirena) Visto in aeroplano, lo consiglio a voi tutti. E poi ce ne sarebbe davvero da discutere.
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Quando Tomino voleva essere notato da Miyazaki
topic ha risposto a Shito in una Chocozell nella sezione La tesi dell'angelo crudele
La questione dei rapporti artistici tra Takahata Isao, Miyazaki Hayao e Tomino Yoshiyuki è per me sempre interessante. Credo che Garion abbia correttamente linkato le due parti di quell'intervista che avevo tradotto (dall'inglese) per Nanoda, quindi assumerò che chi fosse interessato l'abbia anche letta. Questo estemporaneo articolo vuole un po' intendersi come un commento ai contenuti di quell'intervista.Partendo (ovviamente, inevitabilmente) dal rapporto Pakusan-Miyasan, sempre Garion una volta mi disse al telefono quello che credo resti il primo punto fondamentale di ogni analisi sul tema, ovvero (cito): "Miyazaki fa animazione, Takahata usa l'animazione". Ed è proprio così. Se il giovane Takahata, laureato il lingua e letteratura francese, s'era invaghito delle potenzialità simboliste, surrealiste, espressioniste di un film animato quale "La Bergere et le Ramoneur", del duo Grimault-Prevert (!), per contro il giovane Miyazaki, che voleva fare il mangaka perché gli piacevano i manga, s'innamora dell'animazione con due favole animate per bambini come Hakujaden e La Regina delle Nevi (quella russa). È spaventoso, ma in questa primigenia differenza c'è tutto lo scarto tra i due autori. Takahata Isao, un intellettuale che usa l'animazione per fare le sue opere simboliste, pseudosurrealiste, che parlano a tutti, che parlano all'uomo come la più alta letteratura sa fare, e Miyazaki Hayao, un bambinone che disegna i suoi mondi ideali e sensuali dove si rifugia in un moto di escapismo dissimulato da puericultura consolatoria. In effetti Miyazaki l'ha sempre detto, che si considera un narratore per l'infanzia, che il suo fine è emozionare i bambini, come lui fu emozionato da "Hakujaden", per sollevarli dalle durezze della vita reale, ma... quando Miyazaki di emozionò con "Hakujaden" lui non era affatto un bambino. Era un bambinone, semmai, perché era un universitario sfaccendato (per sua ammissione), che si era iscritto al club universitario di letteratura per l'infanzia in quanto era "quando di più vicino ai manga si potesse a trovare". Secondo Ootsuka Yasuo fu l'incontro con Takahata a portare un punto di crescita, di responsabilizzazione intellettuale in Miyazaki. Ootsuka dice proprio: "Non fosse stato per Takahata, Miyazaki avrebbe passato tutta la vita dedicandosi a cose infantili come i manga". Questa è una frase abbastanza difficile da interpretare, perché bisogna prima capire che per un giapponese, specie dell'età di Ootsuka Yasuo, i "manga" non sono cose serie. Sono fumetti, ovvero cose frivole, sono bambinate, sono baggianate. Di base la letteratura è cultura, l'arte è cultura, il cinema è cultura – i manga no di certo (lo stesso Tomino, non a caso, dirà delle sue difficoltà a riconosce i manga come parte della cultura). E infatti il punto è proprio che Takahata, con Hols, aveva fatto cinema animato, non un "manga eiga" (film a cartoni animati). Lo dirà poi lo stesso Miyazaki: "Pakusan non stava facendo i cartoni animati, lui stava facendo Prevert, stava facendo Edith Piaf!". Credo che Takahata sia stato davvero un'anomalia, come talvolta gli intellettuali e gli artisti sono, e così lui abbia involontariamente creato "gli anime", ovvero uno strano e deforme ibrido tra infantilismo e adultità narrativa. Ancora Anno Hideaki si chiedeva perché mai lui, che era un adulto e non un bambino, avesse usato l'animazione come mezzo espressivo. La risposta è sempre la stessa: la necessità surrealista di rendere la sua rappresentazione "più vera del vero". Ma la questione non cambia: Takahata è stato un regista che ha (ab)usato l'animazione per creare le sue opere, Miyazaki è un animatore che fa muovere, e con gioia, i mondi della sua fantasia. Da Takahata avrà tratto una goccia di responsabilizzazione pseudosocialista che lo porterà a voler sempre giustificare, legittimare le sue creazioni nei confronti del suo pubblico ideale, al punto che un esistenzialista depresso ai limiti del solipsismo come Oshii Mamoru dirà che lo Studio Ghibli "è il Cremlino", ma ancora la sostanza non cambia.E Tomino Yoshiyuki, quindi?È strano. Da un certo punto di vista, credo che lui sia un po' nel mezzo, per certi versi. Perché Tomino Yoshiyuki, che voleva fare il regista e non è mai stato un animatore, ha sempre avuto una presenza intellettuale adulta nel suo operato. Ma poiché il caso l'ha voluto regista d'animazione, con lui si è avuto un raro esempio di narratore per l'infanzia non infantile. In genere chi è un narratore per l'infanzia è innamorato dell'infanzia. Per le donne è in genere un dolce spirito materno (Johanna Spyri, tipo, o la Montgomery - per dirne due "a caso"), per maschi è per contro bambinoneria proiettiva (Miyazaki stesso), ma Tomino si è trovato ad essere un narratore per l'infanzia "suo malgrado". Anche Takahata, volendo, ma solo a tratti: Hols era per ragazzi come lo era Hotaru, Heidi per bimbi come Marco, Anne per ragazzine, ma si vede che l'estrazione non è mi stata monofocale. Tomino invece prima alla Mushi e poi alla Sunrise fa "cartoni animati" per bambini. Come un bravo mestierante, deve fare i robottoni, perché quello richiede spirito del tempo (e i finanziamenti degli sponsor). Essendo però un intellettuale, in questo più vicino a Takahata che a Miyazaki, invece che sguazzarci Tomino subito si responsabilizza, ma per davvero. È un adulto che parla ai bambini, non un bambinone che vuole giocare con i piccoli veri. Quindi Tomino, memore delle sue esperienze in Mushi Pro, diventa una sorta di kamishibai (delll'animazione in quanto tale non gli importa nulla) dell'animazione giapponese che racconta la sue favole moderne alle nuove generazioni di un Giappone all'alba della postmodernità - e proprio in questo scarto generazionale sarebbe rimasto strangolato, di fronte all'abuso attuato dal pubblico sulle sue opere. Ma se Takahata è stato un vero artista intellettuale, con tutto l'assoluto nichilismo di quella figura, e se Miyazaki è a tutt'ora un vero artista escapista, un artigiano che crea a tutti i costi i suoi mondi per nascondersi dalla realtà, Tomino è sempre stato troppo un uomo vivo nel mondo dei vivi per potersi chiamare un artista. Non ne ha la pazzia. L'intelletto sì, la follia dell'arte no. E credo che infine l'avesse realizzato lui stesso. Non credo quindi che Tomino invidiasse, né desiderasse il riconoscimento, di Miyazaki. Forse, e dico forse, diventati tutti anziani ormai, è in Tomino il riconoscimento del valore dell'altrui pazzia, e dei suoi risultati. Nel bene e nel male. Credo che come otaku ZeroSei (di "generazione zero", polisemia intesa), Miyazaki Hayao sia stato anche un NewType ante litteram, in fondo. Da cui il suo grandissimo successo nel mondo attuale, no? I conti tornano eccome. -
Lettera aperta all'appassionato d'animazione giapponese in Italia, anno 2009
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Sopravvalutato il fandom italiano? Non so. Credo più semplicemente che io mi rivolga mentalmente sempre a un'ideale minoranza virtuosa. Credere che la maggioranza possa essere virtuosa è un sogno da rivoluzionari giacobini smutandati e non funziona mai, conduce alla morte perché è narcisismo di specie. Quindi di mio lungi dal voler educare le masse (ahahaha) semplicemente le ignoro, non le considero, non mi interessano. Pacificamente opero e parlo per chi mi intende, conscio che a intendermi sarà sempre una minoranza. Quando "il mio settore" era una vera nicchia, fisiologicamente era essa tutta una minoranza, quindi poteva accadere che io fossi gradito alla maggioranza di quella minoranza, che in assoluto è ancora e sempre una minoranza. La nicchia aprendosi, allargandosi, spaccandosi, è altresì fisiologico che io sia sempre più inviso a sempre più generalisti abitatori del nuovo spazio. Perché da una nicchia di appassionati desiderosi di conoscere davvero l'oggetto del loro interesse il settore si è aperto a una fiumana di gente desiderosa di passare del tempo in un vago e confortevole stato d'intrattenimento. Anziché addomesticarsi loro all'opera di una cultura straniera, queste persone vogliono che l'opera straniera venga comodamente addomesticata al loro proprio uso e consumo – sto usando termini un po' a là Petit Prince. Così è e non potrebbe essere in altro modo, ma questo non cambia me come non cambia la natura dei più, come non cambia niente. Tutto scorre con la corrente, e ci sono correnti maggioritarie e minoritarie. A ciascuno al suo. La perversione è solo nel desiderare di essere altro da quello che si è, o desiderare l'approvazione di altri che i propri simili. Di mio continuerò a rivolgermi sempre alla stessa minoranza virtuosa. Che essa esista come maggioranza di una ristretta nicchia o come corrente minoritaria di una reale maggioranza stupida e ignorante in effetti non cambia nulla. -
Lettera aperta all'appassionato d'animazione giapponese in Italia, anno 2009
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
E' un pensiero molto bello, che tu mi rivolgi. Te ne ringrazio, e sono davvero felice se un mio pensiero, onesto ma espresso in maniera rozza (come mio solito...), ha fornito uno spunto alla tua condotta virtuosa. Ovviamente è virtù tutta tua, e chissà che qualche altro virtuso non abbia trovato nelle mie scombiccherate idee uno spunto. Beh, del resto dalle mie parti c'è un detto: "A volte uno stupido può aprirti la mente"... :-) Grazie ancora per la tua generosa considerazione!