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Mondo Apple (sempre più QUALITY)
topic ha risposto a Shito in una Brarez nella sezione PC Zone (TechnoFap included)
Mia idea: perché dal Virtual Boy di Yokoi Genpei ad oggi, è qualcosa di cui nessuno sente reale bisogno, e quindi ha desiderio. Per dire: quando uscì il primo iPhone, vie era desiderio di avere un mp3 player e un internet light browser e un internet email client in tasca. Era una cosa desiderabile, che univa tutte cose già note, e usate, ma la cosa nuova le univa con massima usabilità e portabilità. Ma un sistema per estraniarsi dalla realtà? Cui prod est? Per cosa permetta, non ne vale la pena. Si tratta solo di una nuova, scomoda, ridicola e inutile UI. Quindi: fail. -
Dragon Ball - Super (new series) and all
topic ha risposto a Shito in una Kobayashi nella sezione Anime & Manga
Sì, ho poi visto – su prodotti giapponesi Bandai – che il nome del personaggio e della sua omonima squadra è canonizzato in "Ginyu". Quindi amen, così sia. Non c'è da discutere, secondo me. Quanto al discorso generale, io sono molto disponibile a fartelo per bene, è un po' articolato ma lo si può fare in maniera logica e ordinata. Non so se qualcuno te l'abbia mai fatto così (in maniera logica e ordinata). Ma se ti interessa, nel senso che io non parlo né a te ne a nessuno per "andare contro" qualcuno, solo per parlare onestamente dell'argomento. A me non interessa "avere ragione", a me interessa sempre e solo avvicinarmi ai fatti più veri. È anche il motivo per cui, in effetti, mi interessano poco le persone in quanto tali – me stesso incluso, anzi per primo – ovvero forse la ragione per cui spesso risulto così antipatico a tanti. Il nichilismo in genere viene recepito solo dai nichilisti, mentre gli egotici proiettano il loro egotismo sul nichilista prendendolo al contrario. Si tratta di un modo di dis-comunicazione tipica. :-/ -
Eutanasia della narrazione; ieri. oggi, domani chissà
topic ha risposto a Shito in una Shuji nella sezione Libri&Fumetti
Ah, credo di capire cose intendi, tipo "le idee sono finite, sono tutti ricicli, sono tutti reboot!", questo tipo di j'accuse? Personalmente lo trovo un po' superficiale, perché di nuovo: che bisogno c'era di Shakespeare quando avevamo Euripide? In un certo senso, assoluto, avendo l'archetipo non c'è reale necessità del suo aggiornamento, no? Beh, ma Shakespeare parlava ai suoi, e credo lo facesse bene, quindi non è che l'Othello sia a valor zero, second me, perché l'inganno sarebbe piuttosto credere che il valore della narrativa sia nella sua originalità. Ribadisco, non c'è alcun contenuto umano che davvero potrà essere inedito per la civiltà umana, ma non è un problema. Per contro, non credo che il virtuosismo stilistico, di tecnica narrativa, sia un valore per sé: è un valore, ma non è autosufficiente, come a poco vale una bella scatola vuota. Sono sempre un po' preraffaelita, ma credo che l'arte umana debba sempre essere sia ben fatta che pregna di buon contenuto per dirsi arte. Quindi, che so, se domani una giovane autrice pubblica un libro sulle vicende di una ragazza borghesuccia ma spiccatamente intelligente, che si chiude a riccio in un rifiuto di contatto al punto da fraintendere tragicamente un suo pretendente fin troppo simile a lei, per poi innamorarsene drammaticamente, beh... ma non è Pride and Prejudice? Certo che lo è. Quindi sarebbe "solo" la Austen ai tempi dei social? Certo che sì. E qualora ben fatto, ben scritto, sarebbe secondo me ottimo. Perché credo sia sempre bene spiegare i rischi dell'orgoglio, del pregiudizio anche partorito da un'intelligenza vera, ma comunque un po' aprioristico (!). Non è mai troppo tardi per reiterare qualcosa di umano e buono e importante. -
Dragon Ball - Super (new series) and all
topic ha risposto a Shito in una Kobayashi nella sezione Anime & Manga
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Dragon Ball - Super (new series) and all
topic ha risposto a Shito in una Kobayashi nella sezione Anime & Manga
Per la cronaca, no, per amore di verità e precisione. ギニュー特戦隊 | Ginyuu TokuSenTai "toku" è un prefisso che vuol dire "speciale"- "SenTai", ancorché termine presente nel celebre titolo dei vari programmi "SuperSenTai", è un composto esistente, un nome comune. Non è una parola speciale. Si compone de termini battaglia-squadra, e vuol dire appunto "squadrone", "battaglione", ecc (squadra da combattimento - il solo "tai" vuol dire, da sì, truppa, o squadra militare). Ovviamente tutti sappiamo che il nome "Ginyuu" è una derivazione privativa di "gyunyuu" - latte vaccino, infatti tutti i membri della squadra hanno nomi derivati da latte, latticini e derivati, nel tipico modo di giochi di parole (prnonunce) dei nomi di DB. In sostantza, sarebbe "Squadrone Speciale Ginyuu" (non so se "Ginyuu" abbia un modo di scrittura ufficiale, nel caso da adottarsi a mani basse), oppure volendo "adattare" il nome andrebbe fatta una alterazione fonetica privativa del termine "latte", tipo "Squadrone Speciale Late", tanto quanto i Saiyajin sarebbero Duraveriani e i Namekkujin sarebbero Lumakkiani. :-) -
Eutanasia della narrazione; ieri. oggi, domani chissà
topic ha risposto a Shito in una Shuji nella sezione Libri&Fumetti
Questo è un thread, un argomento, per me molto interessante. Trovo tutto questo verissimo, lo sottoscrivo appieno. Ovvero: che "le storie sono state già tutte raccontate", per me sarebbe anche vero. Intendo, per me questa cosa è vera dai tragici greci. Se ci accordiamo che gli archetipi sono ancora gli stessi di tutte le storie contemporanee, per dire che l'Edipo Re o Ifigenia o le Orestiadi sono sempre e comunque la base di tutte le tragedie contemporanee che possiamo leggere sulle pagine della cronaca nera di un qualsiasi quotidiano, tutto sommato si capisce anche perché De Chirico facesse delle figure classiche composte da oggetti di postmodernità. Questa cosa l'ho capita infine a casa sua, credo fosse la sua visione della "nostra" (noi mediterranei, classici) modernità: anche noi, possiamo fare delle figure disegnate con pezzi di anime e videogiochi, ma alla fine quello che mettiamo insieme sono sempre le figure di Ettore e Andromaca, per dire. In questo senso, la narrativa da un lato non è che un'opera di spoglio di pezzi di narrative precedenti, archetipali, dall'altro è fatta con materia moderna. Quindi la storia di Sosia potrà avere per protagonista un robot, ma è sempre la storia di Sosia. E gli amori di Zeus potranno avere un tono complottista e per protagonista un multimiliardario di una corporate dell'IT, ma sonno sempre gli amori di Zeus. E di Chrono che si sbrana i figli, laddove prima la stessa cosa era accaduta a suo padre Urano, ben, non voglio neppure dirne. DeChirico, a casa sua, come modello anatomico aveva dei BigJim. Sono serio, li ho visti. E lo stesso è ancora oggi con, che so, il buon Michele Rech [ZeroCalcare]. Anche se le sue storie, o meglio racconti, sono espresse con l'uso di pezzi di postmodernità riciclata, perché quella è il materiale di cui il suo immaginifico è fatto (e i Jedi, e Darth Vader, i Saint Seiya, e il GameBoy...) alla fine sono sempre storie umane: di morte, di perdita, di affetti, di conflitti. Umani. Siamo solo umani. Assodato ciò (DeChirico diceva che la vera metafisica non erano i suoi quadri, ma le architetture in stile classico a Monaco, e non so se avesse visto il Valahalla vicino a Regensburg), farsene un alibi è una tendenza comune quanto atroce, e qui sottoscrivo ancora una volta Shuji. PEr citare un autore e una serie che gli piace tanto, Anno Hideaki mise in bocca a KAworu, in una scena aggiunta nell'ep24, una sua propria 8di anno) riflessione originariamente pubblicata nelle sue interviste lunghe su QuickJapan, poi redatte nei due libri SCHIZO e PARANO, ovvero: "Le persone come me, che sono vissute di finzione, non possono creare nulla di nuovo a livello di finzione. Anche quando pensiamo di avere avuto un'idea originale, e ce ne compiaciamo, poi inevitabilmente ci ricorderemo che no, l'avevamo vista in una stria precedente." Allo stesso modo, Kaworu dice ai monoliti della Seele "Gli uomini non possono creare nulla dal nulla, d'altro canto gli uomini non sono dei". Ok, tutto buono. Ma anche così, tra contaminatio e variatio, che sono le due componenti della "fantasia", esiste la capacità di metterci un sentimento proprio. un'emotività propria, una riconsiderazione del proprio personale vissuto, che permette di "aggiornare" gli archetipi e perpetrarli nelle epoche, in una maniera possibilmente genuina. Secondo me i due assunti virgolettati si contraddicono. Ovvero, "Ciò che conta e' il viaggio non l'arrivo", pur espresso in una retorica che trovo orribilmente stantia, per me vorrebbe dire che no, NON è importante "la trama" e come essa va a finire (chi è l'assassino?), quanto ciò che nel dipanarsi delle vicende si mostra di umano, di umanamente significativo. Quindi "La dittatura della trama" per me è semmai il fallimento assoluto. La trama è insignificante. La trama è il mezzo tramite il quale si esprimono le cose umane. la trama è uno strumento. Prendi, che so, un racconto come "La robba" di Verga. Non c'è trama. In "Cavalleria rusticana", per dire, la trama c'è. In "La robba" no. C'è solo una riflessione a posteriori sulla vita di un personaggio, su suo comportamento, sulla sua etica, sul suo fallimento. Sembra davvero un film di Elio Petri spogliato della trama. Spogliato della trama. Ed è perfetto. Infatti, tutto sommato, dopo aver letto "LaRobba" non sento neppure il bisogno di "Mastro Don Gesualdo", che ne è lo sviluppo. MA questo non vuol dire che "la trama" sia per forza male. Vuol dire che non è il fine, mai, ma che spesso serve, serve a dipanare le umane vicende dei personaggi che vivono lungo la trama. Ancora, sempre come zuccherino per te, caro Shu, ma a chi importa se Shinji ammazza o meno Keel Lorentz? Il punto è solo che un depresso a causa dell'abbandono affettivo ha scelto la via della passività, e non riesce a vivere decentemente. Finché non riesce a risolvere il suo conflitto col padre, e affrancarsi dall'idea materna. Ok. Ma questo, in qualche modo, non è Akage no Anne? Certo che sì, non è nient'altro. LE trame sono diverse, sì, ma il contenuto umano non è nient'altro. Ed entrambe le trame erano buone. Timpani verdi o umanoidi violacei, tant'è. Fa lo stesso. Una trama andava bene per il suo medium (libro) e la sua epoca, l'altra per i propri. Ogni trama aveva il suo pubblico. allaa fine tutti noi, nel tempo e nello spazio, mangiamo pietanze diverse. Ma ci stiamo tutti solo nutrendo. Per sopravvivere. -
Dragon Ball - Super (new series) and all
topic ha risposto a Shito in una Kobayashi nella sezione Anime & Manga
Non è quello che vedi, è la mentalità con cui lo vedi. Quindi vedrai con una mentalità lolú, nulla di più lontano da "pagliaccio" e "fag". Sursum cordae. Lolú. -
How Do You Live?/Kimi-tachi wa Dō Ikiru ka/The Boy and the Heron
topic ha risposto a Shito in una Roger nella sezione Anime & Manga
Quindi ha aggiunto un personaggio modellato su Pakusan. Parole sue. :-) -
How Do You Live?/Kimi-tachi wa Dō Ikiru ka/The Boy and the Heron
topic ha risposto a Shito in una Roger nella sezione Anime & Manga
Bold news from the past, now with selected bold! :-D -
How Do You Live?/Kimi-tachi wa Dō Ikiru ka/The Boy and the Heron
topic ha risposto a Shito in una Roger nella sezione Anime & Manga
In assoluto, ma proprio assoluto, trovo impossibile non sottoscriverti. L'ho infatti appena fatto. Cordialmente e con molte grazie. -
How Do You Live?/Kimi-tachi wa Dō Ikiru ka/The Boy and the Heron
topic ha risposto a Shito in una Roger nella sezione Anime & Manga
Francamente, come quasi sempre mi accade da un quindici anni a questa parte, non he ho alcun impulso. Per citare un mio caro amico e corrispondente: "Lo si vedrà quando capiterà di vederlo." Del resto, ci sono film Ghibli che non avevo ami visto finché non ci lavorai sopra, e plausibilmente se non l'avessi fatto non li avrei mai visti in assoluto. E sono forse la maggioranza? Di Takahata avevo visto solo Hotaru no Haka a 18 anni, eppure proprio lui è "il mio regista preferito " (che schifo di espressione: è stato un intellettuale il cui pensiero, una volta scopertolo, mi è sempre stato e rimane molto molto caro). Anche di GAiNAX non ho visto nulla di più recente di Abenobashi MahouShoutengai, inutile dire che di Anno post-GAiNAX non ho visto nulla. Ma non fraintendermi: non è qualcosa che dico con stupido orgoglio (di cosa, poi?) o come un vanto (pfff...) - è solo così che è, del tipo "sono fatto così". Il mio interesse preventivo per qualsiasi cosa, finzione soprattutto, è praticamente pari a zero. La mia professoressa di filosofia, al liceo, mi disse "ti rendi conto che se le persone fossero come te la nostra specie sarebbe ancora all'età della pietra?" - sic. La mia risposta fu: "sì". Più tardi, un'amica di famiglia (dei miei genitori), psichiatra del CIM all'ospedale civile della città, mi disse serena che ero "il primo caso di portatore sano di depressione che avesse mai incontrato". Dev'essere per questo che sento così tanto il pensiero di Takahata, mi sa. Mi interessa potenzialmente tutto, e se mi interessa magari mi dedico a capirlo a fondo, ma non sento la spinta (figurati la necessità) a sapere nulla. Con certi conoscenti filosofi parlavamo di un "nichilismo positivo" a là Lacan (uno di loro mi pare abbia scritto un libro intitolato "Lacan per la sopravvivenza", ma in giapponese). Per esempio, di questi tempi mi sto interessando ai modelli di aphantasia (non sapevo si chiamasse xosì, ma avevo conosciuto il "disturbo" tramite un giovane scienziato polacco che, essendone affetto, me ne parlò) perintegrare il mio personale modello intellettivo umano, o meglio il mio modello di sviluppo intellettivo umano. Una cosa così. Per esempio, se ti si dice di "immaginare una mela Fuji", tu con quale livello di dettaglio la visualizzi nella tua mente, a occhi chiusi e a occhi aperti? A livello visivo, acustico, olfattivo, gustativo e tattile? Riesci tranquillamente a manipolarla tridimensionalmente nella tua "visione interiore"? Ho scoperto che ci sono tanti tanti gradi di questo livello di "sensorialità immaginifica". Questa cosa è interessante anche pensando all'immaginifico di vari autori, che si mostra essere più "sensoriale" e "solido" (Miyazaki Hayao, per esempio), oppure più "concettuale, logico" (Takahata Isao, per esempio). -
Mondo Apple (sempre più QUALITY)
topic ha risposto a Shito in una Brarez nella sezione PC Zone (TechnoFap included)
Boh, io lo trovo troppo moderno, pieno di cavolate,e rimpiango iPhone4 ovvero iOS7. :-( -
Il Castello Errante del Frusciante ^__^
topic ha risposto a Shito in una Arlec nella sezione Anime & Manga
Shu, non è incredibile che non sapendo io nulla del film di cui hai linkato il trailer abbia pensato "sembra una regia di Iwai Shunji, perché le luci e le inquadrature ricordano TokiKake (l'originael TV)"...? Kudos to you.- 83 risposte
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How Do You Live?/Kimi-tachi wa Dō Ikiru ka/The Boy and the Heron
topic ha risposto a Shito in una Roger nella sezione Anime & Manga
Tutto vero. Credo si trovino però le orride versioni in lingua angloamericana, tipo Mr. Wonderbird, che temo fu quello che videro T. e M. Ah, vorrei anche vedere la vera versione cinematografica, incompleta, di Hotaru no Haka... -
How Do You Live?/Kimi-tachi wa Dō Ikiru ka/The Boy and the Heron
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Non mancherò! Alla mia ultima puntata fiorentina ho scoperto Villa Bardini, perché da Montecassino seguivo le tracce di Pietro Annigoni (dopo Pietro Canonica a Roma), e mi sono innamorato del giardino della stessa. -
How Do You Live?/Kimi-tachi wa Dō Ikiru ka/The Boy and the Heron
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Intendi La bergère et le ramoneur? -
How Do You Live?/Kimi-tachi wa Dō Ikiru ka/The Boy and the Heron
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Capita a volte che in un autore come Miyazaki Hayao certe influenze arrivino di riflesso. Per esempio, in primis, una certa influenza junghiana arrivata tramite l'opera di Ursula K. LeGuin. Qui sto citando ignoranze e riferimenti esplicitamente dichiarati dall'autore in persona. Oppure, altre cose della cultura narrativa scandinava che M. ha conosciuto tramite cose come i Moomin o l'opera di Astrid Lindgren, Cose conosciute tramite le storie di Nakagawa Rieko. Ai tempi di Sen to Chihiro, ripeto, M. era molto influenzato da Ginga Tetsudou no Yoru di Kenji, che è piena zeppa di tensione cristiana. Ai tempi di Ponyo stava leggendo tutto Natsume Souseki, e ascoltava Wagner. Poi visitò la Tate Britain, e si innamorò della Ophelia di Millais. Da cui Gran Mammare, e poi anche il "giardino segreto" di Shou in Karigurashi no Arrietty: ho chiesto personalmente de visu al regista Yonebayashi Hiromasa se la disposizione dei fiorellini riprendesse il simbolismo che i preraffaeliti ripresero dal primo rinascimento, Botticelli su tutti, e lui mi disse che sì, "era stato lui stesso a occuparsi di Gran Mammare, e aveva avuto quel materiale di riferimento da M.". Oh, per dire, in Si alza il vento il protagonista Horikoshi Jirou si mette a recitare (per intero) una poesia di Christina Georgina Rossetti, sorella minore di dante Gabriel Rossetti, fondatore della Confraternita dei Preraffaeliti: "Chi ha visto il vento?" Non è che Miyazaki Hayao fosse un fervente appassionato dei Preraffaeliti. Se ne sarà incuriosito. Il fanatico sono io, perché sono di Vasto, patria di Gabriele Rossetti, esule a Londra e padre di Dante Gabriel, Christina Georgina e William Michael, Maria Francesca (in ordine sparso). Il loro fotografo ufficiale era un certo Charles Ludwing Dogson, al secolo Lewis Carroll. Sì, lui. Ho visto le sue fotografie chimiche (pose da minuti!) qui al mio paese a casa Pietrocola, cugini dei Rossetti. Teodorico Pietrocola fece la prima traduzione in italiano di Alice's Adventure in Wonderland, e fa sorridere, perché lui era abruzzese come me, ma il suo italiano è ancora molto toscano-fiorentino, usa termini come "grullina" per "silly", tipo. Ah, la moglie di Gabriele Rossetti, a Londra, era Frances Polidori. Figlia del fiorentino Giovanni Polidori e sorella di John William Polidori, medico privato di Lord Byron - che a Villa Diodati, sul Lago di Ginevra, scrisse per noia "The Vampire", primo romanzo gotico sui vampiri (sì, prima di quello di Bram Stoker), mentre l'allora ancora amante di Percy Shelley, ovvero Mary ancora Woolstonecraft, scrisse il suo Frankestein, o il moderno Prometeo. Tutto vero. Dal terrazzino della Keats-Shelley House a Roma si gode una vista speciale su Trinità dei Monti, e da lì ho capito perché Bernini senior abbia fatto la fontana a piè di scalinata proprio come una barca. Però a Casa Guidi, Firenze, dove si rifugiarono Elizabeth Barrett e suo marito Robert Browning (sì, quello di Pippa, Anne e poi Eva) devo ancora riuscire ad entrare. Ah, vicino alla casa dell'autore di Ode a un'urna greca c'è la casa museo di De Chirico. Sincronie. Ovvero: Disgraziatamente, un modo di pensare molto in voga in un società dalla comunicazione sempre più frammentaria, che ai miei occhi e soprattutto alla mia mente allevata al ragionamento giuridico mi pare a livello di uno sketch di Zuzzurro & Gaspare. Non è un complimento. -
How Do You Live?/Kimi-tachi wa Dō Ikiru ka/The Boy and the Heron
topic ha risposto a Shito in una Roger nella sezione Anime & Manga
Io continuo a pensare solo e sempre a Una notte sulla ferrovia galattica. Voglio dire, è davvero come se Miyazaki si senta Giovanni [Enrico Bottini] e veda in Takahata l'eccellente Campanella [De Rossi] del caso. Ma anche solo leggendo semplicemente questo incipit (ufficiale, poi ripreso nel pressbook): “Un giovane ragazzo di nome Mahito, desideroso di ritrovare sua madre, si avventura in un mondo coabitato dai vivi e dai morti. In quel luogo la morte giunge al termine e la vita trova un nuovo inizio. Una fantasia semi-autobiografica sulla vita, la morte e la creazione, in omaggio all’amicizia, dalla mente di Hayao Miyazaki”. Ricordo a tutti che Miyazawa Kenji scrisse Ginga Tetsuou no Yoru nel tentativo di ritrovare in sé la presenza della sorellina morta. Ginga Tetsuou no Yoru è semplicemente un viaggio mentale di tipo escatologico verso un mondo oltreterreno cristiano, che il protagonista compie da turista - non è morto. Durante questo viaggio in treno, il protagonista è in coppia nello scompartimento col suo amico eccellente Campanella, che è morto per salvare il poco di buono della scuola Zanelli [Franti] - e in quello scompartimento si avvicendano varie "comparse", tutte anime di morti, tra cui un cacciatore di aironi - per la cronaca. Se state pensando all scena in treno di Chihiro state pensando giusto, anche - la cosa ai tempi venne dichiarata. E pare proprio (santo Okda Toshio), che dapprima Haku volesse intendersi non come lo spirito del fiume dal quale la bimba Chihiro era stata tratta in salvo, ma come lo spirito di un suo defunto fratello morto per salvarla dall'annegamento in quel fiume. Intuizione non mia, ma di Okada Toshio. Cosa di documentati indizi, ma non confermata. Tutti spunti per voi. :-) Ma io continuo a "sentire" come se con questo film Miyazaki Hayao abbia voluto "confessarsi" con l'amico di una vita, esprimendo tutte quelle cose che forse non era mai riuscito a dirgli con totale onestà. Ah, alla conferenza su Kaguya, rompevano le scatole a Takahata sull'annunciato, ennesimo ritiro del collega più giovane dopo Si alza il vento. Takahata glissava, infastidito, ma disse anche "beh, conoscendolo bene, vi dico che potrebbe anche ripensarci". Infatti. -
How Do You Live?/Kimi-tachi wa Dō Ikiru ka/The Boy and the Heron
topic ha risposto a Shito in una Roger nella sezione Anime & Manga
Questo è sempre, sempre, sempre giusto. Questo è bello. Le comprensioni di dati "collaterali" possono essere un di più di "materiale ermeneutico" alla comprensione di un'opera, ma se un'opera fallisce nel rendersi comprensibile in quanto tale, è un obiettivo fallimento comunicativo. Come dire, per estremo, che se un quadro – opera grafica – ha bisogno di un titolo – elemento linguistico – per essere inteso, è un fallimento artistico. Estremi a parte, caro Shuji, sono certo che tu meglio di altri sai che il mestiere del critico, di professione o per diletto, è più spesso che no l'esercizio d'ostentazione di un narcisismo malcelato del critico stesso, invero cartina al tornasole delle sue insicurezze e frustrazioni. Storia vecchia quanto il mondo. Il mondo umano, dico. Ieri parlavo di storia dell'arte in un luogo consono, parlavamo di Donatello, Michelangelo e Jean de Boulogne e Bernini figlio, si dicevano tante cose intelligenti quanto ovvie, e altre secondo me meno sensate – come delle sensatissime analisi di valore storico dell'uno o dell'altro autore. Dopo un po', mi sono sentito di dire: "sì, ma alla fine stare noi qui dopo cinque secoli a dire chi sia stato più importante e chi meno nella storia dell'arte letta da noi fuori dai tempi di ciascuno è puro onanismo che si può fare solo per darsi un tono nell'incapacità di fare noi stessi arte reale." È seguito un lungo silenzio. Di tutti. -
How Do You Live?/Kimi-tachi wa Dō Ikiru ka/The Boy and the Heron
topic ha risposto a Shito in una Roger nella sezione Anime & Manga
Secondo quanto spiegato personalmente a Tokyo da Suzuki Toshio a Luca Raffaelli, e da lui riportato nella sua intervista pubblicata credo sul Venerdì di Repubblica, il film (con quello stesso titolo) era dapprima "una storia sul rapporto tra Miyazaki e Takahata", ma con la morte del più anziano dei due, il regista più giovane ha buttato tutto l'ekonte fatto sino a quel punto e ha ricominciato da zero un nuovo film. Il che è ben comprensibile, secondo me. Non è rispettoso fare un film autobiografico su n rapporto con un amico della vita quando poi quello non ci sarà a vederlo, contestarlo, approvarlo. Quindi forse il film è diventato "un altro film", tutto autobiografico (allegoricizzato) sul solo regista, ovvero sulla sua riconsiderazione sul ruolo della finzione escapistica "a termine" come cura sintomatica dei dolori dell'infanzia (una sorta di analgesico, insomma), a là "La storia senza fine" (il libro, con anche la seconda parte, capiamoci). Ma il titolo era già assegnato, e non è cambiato. Quindi è possibile che il "ruolo" del testo originale del libro all'interno del film sia molto cambiato in corso di ideazione e realizzazione della pellicola. Forse. -
Saint Seiya - Ma se Atena entra in scena
topic ha risposto a Shito in una Fencer nella sezione I Cavalieri dello Zodiaco (aka Saint Seiya)
Non era una cosa già vistasi per ridoppiaggi di classici? -
Mondo Apple (sempre più QUALITY)
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Essendo da poco passato da un iPhone4 (senza S) a un iPhoneSE primo modello (quello con la scocca di iPhone5) ho iniziato a usare il TouchID. In effetti per i pagamenti digitali è molto comodo e funzionale. La mia personale filosofia resta "raccogli i frutti della tecnologia non dai rami dell'albero, ma da terra, quando si sono già staccati da soli perché così maturi da essere prossimi alla marcescenza". :-) In effetti faccio così anche con i fichi di colture abbandonate. -
How Do You Live?/Kimi-tachi wa Dō Ikiru ka/The Boy and the Heron
topic ha risposto a Shito in una Roger nella sezione Anime & Manga
Forse nella cartella stampa il titolo è stato tradotto dall'inglese, che è infido, perché come sappiamo "you" è sia singolar che plurale. :-) Non vedo nessuna colpa da imputarti. -
How Do You Live?/Kimi-tachi wa Dō Ikiru ka/The Boy and the Heron
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君たちはどう生きるか Kimi-tachi ha Dou Ikiru-ka Voi come vivete? -
How Do You Live?/Kimi-tachi wa Dō Ikiru ka/The Boy and the Heron
topic ha risposto a Shito in una Roger nella sezione Anime & Manga
Per chi l'ha visto, rilancio le mie intuizioni alla cieca. :-)