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Shito

Pchan User
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Tutti i contenuti di Shito

  1. Boh, io lo trovo troppo moderno, pieno di cavolate,e rimpiango iPhone4 ovvero iOS7. :-(
  2. Shito

    Il Castello Errante del Frusciante ^__^

    Shu, non è incredibile che non sapendo io nulla del film di cui hai linkato il trailer abbia pensato "sembra una regia di Iwai Shunji, perché le luci e le inquadrature ricordano TokiKake (l'originael TV)"...? Kudos to you.
  3. Tutto vero. Credo si trovino però le orride versioni in lingua angloamericana, tipo Mr. Wonderbird, che temo fu quello che videro T. e M. Ah, vorrei anche vedere la vera versione cinematografica, incompleta, di Hotaru no Haka...
  4. Non mancherò! Alla mia ultima puntata fiorentina ho scoperto Villa Bardini, perché da Montecassino seguivo le tracce di Pietro Annigoni (dopo Pietro Canonica a Roma), e mi sono innamorato del giardino della stessa.
  5. Capita a volte che in un autore come Miyazaki Hayao certe influenze arrivino di riflesso. Per esempio, in primis, una certa influenza junghiana arrivata tramite l'opera di Ursula K. LeGuin. Qui sto citando ignoranze e riferimenti esplicitamente dichiarati dall'autore in persona. Oppure, altre cose della cultura narrativa scandinava che M. ha conosciuto tramite cose come i Moomin o l'opera di Astrid Lindgren, Cose conosciute tramite le storie di Nakagawa Rieko. Ai tempi di Sen to Chihiro, ripeto, M. era molto influenzato da Ginga Tetsudou no Yoru di Kenji, che è piena zeppa di tensione cristiana. Ai tempi di Ponyo stava leggendo tutto Natsume Souseki, e ascoltava Wagner. Poi visitò la Tate Britain, e si innamorò della Ophelia di Millais. Da cui Gran Mammare, e poi anche il "giardino segreto" di Shou in Karigurashi no Arrietty: ho chiesto personalmente de visu al regista Yonebayashi Hiromasa se la disposizione dei fiorellini riprendesse il simbolismo che i preraffaeliti ripresero dal primo rinascimento, Botticelli su tutti, e lui mi disse che sì, "era stato lui stesso a occuparsi di Gran Mammare, e aveva avuto quel materiale di riferimento da M.". Oh, per dire, in Si alza il vento il protagonista Horikoshi Jirou si mette a recitare (per intero) una poesia di Christina Georgina Rossetti, sorella minore di dante Gabriel Rossetti, fondatore della Confraternita dei Preraffaeliti: "Chi ha visto il vento?" Non è che Miyazaki Hayao fosse un fervente appassionato dei Preraffaeliti. Se ne sarà incuriosito. Il fanatico sono io, perché sono di Vasto, patria di Gabriele Rossetti, esule a Londra e padre di Dante Gabriel, Christina Georgina e William Michael, Maria Francesca (in ordine sparso). Il loro fotografo ufficiale era un certo Charles Ludwing Dogson, al secolo Lewis Carroll. Sì, lui. Ho visto le sue fotografie chimiche (pose da minuti!) qui al mio paese a casa Pietrocola, cugini dei Rossetti. Teodorico Pietrocola fece la prima traduzione in italiano di Alice's Adventure in Wonderland, e fa sorridere, perché lui era abruzzese come me, ma il suo italiano è ancora molto toscano-fiorentino, usa termini come "grullina" per "silly", tipo. Ah, la moglie di Gabriele Rossetti, a Londra, era Frances Polidori. Figlia del fiorentino Giovanni Polidori e sorella di John William Polidori, medico privato di Lord Byron - che a Villa Diodati, sul Lago di Ginevra, scrisse per noia "The Vampire", primo romanzo gotico sui vampiri (sì, prima di quello di Bram Stoker), mentre l'allora ancora amante di Percy Shelley, ovvero Mary ancora Woolstonecraft, scrisse il suo Frankestein, o il moderno Prometeo. Tutto vero. Dal terrazzino della Keats-Shelley House a Roma si gode una vista speciale su Trinità dei Monti, e da lì ho capito perché Bernini senior abbia fatto la fontana a piè di scalinata proprio come una barca. Però a Casa Guidi, Firenze, dove si rifugiarono Elizabeth Barrett e suo marito Robert Browning (sì, quello di Pippa, Anne e poi Eva) devo ancora riuscire ad entrare. Ah, vicino alla casa dell'autore di Ode a un'urna greca c'è la casa museo di De Chirico. Sincronie. Ovvero: Disgraziatamente, un modo di pensare molto in voga in un società dalla comunicazione sempre più frammentaria, che ai miei occhi e soprattutto alla mia mente allevata al ragionamento giuridico mi pare a livello di uno sketch di Zuzzurro & Gaspare. Non è un complimento.
  6. Io continuo a pensare solo e sempre a Una notte sulla ferrovia galattica. Voglio dire, è davvero come se Miyazaki si senta Giovanni [Enrico Bottini] e veda in Takahata l'eccellente Campanella [De Rossi] del caso. Ma anche solo leggendo semplicemente questo incipit (ufficiale, poi ripreso nel pressbook): “Un giovane ragazzo di nome Mahito, desideroso di ritrovare sua madre, si avventura in un mondo coabitato dai vivi e dai morti. In quel luogo la morte giunge al termine e la vita trova un nuovo inizio. Una fantasia semi-autobiografica sulla vita, la morte e la creazione, in omaggio all’amicizia, dalla mente di Hayao Miyazaki”. Ricordo a tutti che Miyazawa Kenji scrisse Ginga Tetsuou no Yoru nel tentativo di ritrovare in sé la presenza della sorellina morta. Ginga Tetsuou no Yoru è semplicemente un viaggio mentale di tipo escatologico verso un mondo oltreterreno cristiano, che il protagonista compie da turista - non è morto. Durante questo viaggio in treno, il protagonista è in coppia nello scompartimento col suo amico eccellente Campanella, che è morto per salvare il poco di buono della scuola Zanelli [Franti] - e in quello scompartimento si avvicendano varie "comparse", tutte anime di morti, tra cui un cacciatore di aironi - per la cronaca. Se state pensando all scena in treno di Chihiro state pensando giusto, anche - la cosa ai tempi venne dichiarata. E pare proprio (santo Okda Toshio), che dapprima Haku volesse intendersi non come lo spirito del fiume dal quale la bimba Chihiro era stata tratta in salvo, ma come lo spirito di un suo defunto fratello morto per salvarla dall'annegamento in quel fiume. Intuizione non mia, ma di Okada Toshio. Cosa di documentati indizi, ma non confermata. Tutti spunti per voi. :-) Ma io continuo a "sentire" come se con questo film Miyazaki Hayao abbia voluto "confessarsi" con l'amico di una vita, esprimendo tutte quelle cose che forse non era mai riuscito a dirgli con totale onestà. Ah, alla conferenza su Kaguya, rompevano le scatole a Takahata sull'annunciato, ennesimo ritiro del collega più giovane dopo Si alza il vento. Takahata glissava, infastidito, ma disse anche "beh, conoscendolo bene, vi dico che potrebbe anche ripensarci". Infatti.
  7. Questo è sempre, sempre, sempre giusto. Questo è bello. Le comprensioni di dati "collaterali" possono essere un di più di "materiale ermeneutico" alla comprensione di un'opera, ma se un'opera fallisce nel rendersi comprensibile in quanto tale, è un obiettivo fallimento comunicativo. Come dire, per estremo, che se un quadro – opera grafica – ha bisogno di un titolo – elemento linguistico – per essere inteso, è un fallimento artistico. Estremi a parte, caro Shuji, sono certo che tu meglio di altri sai che il mestiere del critico, di professione o per diletto, è più spesso che no l'esercizio d'ostentazione di un narcisismo malcelato del critico stesso, invero cartina al tornasole delle sue insicurezze e frustrazioni. Storia vecchia quanto il mondo. Il mondo umano, dico. Ieri parlavo di storia dell'arte in un luogo consono, parlavamo di Donatello, Michelangelo e Jean de Boulogne e Bernini figlio, si dicevano tante cose intelligenti quanto ovvie, e altre secondo me meno sensate – come delle sensatissime analisi di valore storico dell'uno o dell'altro autore. Dopo un po', mi sono sentito di dire: "sì, ma alla fine stare noi qui dopo cinque secoli a dire chi sia stato più importante e chi meno nella storia dell'arte letta da noi fuori dai tempi di ciascuno è puro onanismo che si può fare solo per darsi un tono nell'incapacità di fare noi stessi arte reale." È seguito un lungo silenzio. Di tutti.
  8. Secondo quanto spiegato personalmente a Tokyo da Suzuki Toshio a Luca Raffaelli, e da lui riportato nella sua intervista pubblicata credo sul Venerdì di Repubblica, il film (con quello stesso titolo) era dapprima "una storia sul rapporto tra Miyazaki e Takahata", ma con la morte del più anziano dei due, il regista più giovane ha buttato tutto l'ekonte fatto sino a quel punto e ha ricominciato da zero un nuovo film. Il che è ben comprensibile, secondo me. Non è rispettoso fare un film autobiografico su n rapporto con un amico della vita quando poi quello non ci sarà a vederlo, contestarlo, approvarlo. Quindi forse il film è diventato "un altro film", tutto autobiografico (allegoricizzato) sul solo regista, ovvero sulla sua riconsiderazione sul ruolo della finzione escapistica "a termine" come cura sintomatica dei dolori dell'infanzia (una sorta di analgesico, insomma), a là "La storia senza fine" (il libro, con anche la seconda parte, capiamoci). Ma il titolo era già assegnato, e non è cambiato. Quindi è possibile che il "ruolo" del testo originale del libro all'interno del film sia molto cambiato in corso di ideazione e realizzazione della pellicola. Forse.
  9. Non era una cosa già vistasi per ridoppiaggi di classici?
  10. Essendo da poco passato da un iPhone4 (senza S) a un iPhoneSE primo modello (quello con la scocca di iPhone5) ho iniziato a usare il TouchID. In effetti per i pagamenti digitali è molto comodo e funzionale. La mia personale filosofia resta "raccogli i frutti della tecnologia non dai rami dell'albero, ma da terra, quando si sono già staccati da soli perché così maturi da essere prossimi alla marcescenza". :-) In effetti faccio così anche con i fichi di colture abbandonate.
  11. Forse nella cartella stampa il titolo è stato tradotto dall'inglese, che è infido, perché come sappiamo "you" è sia singolar che plurale. :-) Non vedo nessuna colpa da imputarti.
  12. 君たちはどう生きるか Kimi-tachi ha Dou Ikiru-ka Voi come vivete?
  13. Per chi l'ha visto, rilancio le mie intuizioni alla cieca. :-)
  14. Shito

    FRIEREN - Oltre la fine del viaggio

    Capisco bene. Un po' come in un certo vecchio anime, un'umana parlava con un essere non-umano e individuale, e quello non capiva il concetto di "solitudine". Non capiva la differenza di quel sentimento e il sentimento di "tristezza/dolore".
  15. Shito

    FRIEREN - Oltre la fine del viaggio

    Hai ragione. In realtà, proprio le aree semantiche "etniche" e "etnografiche" sono quelle che non combaciano mai. I termini del folklore di paesi lontani non combaciano mai. Voglio dire, ha senso parlare di "medioevo giapponese"? Direi di noi. Gli "obake" cosa sono, davvero? Abbiamo un termine preciso e univoco per definirli in italiano? No. Totoro viene definito dalle bambine come "obake". Il ragazzino dice che casa loro è una "obake no yashiki". Obake è tipicamente una cosa che "deru" ("viene fuori, nel senso di appare, salta fuori) - quindi Totoro lo si è definito un "fantasma", e la casa delle bambine una "casa dei fantasmi". MaTotoro è del tutto fisico, gli si fanno i grattini sul naso. Oni, aku, akuma, youkai... quelli di Inuyasha, assai fisici, venivano definiti "youkai". A parte lui che era un han'you - un "mezzo-you(kai)". Ancora, Mononke. Sarenne un termine antico per "yuurei". E "rei" si può dire anche da solo. Anche i termini folkloristici cambiano nel tempo. Si diceva un tempo "philologia ancilla philosophiae", ma io credo che invero si "philosophia ancilla philologiae". Perché alla fine ogni dottrina filosofia si esprime nella sua lingua, e alla fine ogni parola è definizione intrinseca (Russell, forse. "Denominazione"). Quindi alla fine la filosofia tende sempre al metalinguismo che è filosofia del linguaggio, come quasi ogni filosofo che campi abbastanza scopre. In principio era il logos, il verbo. E tutto torna a collassare lì. Dio non crea, dice. E poi dice all'Adam di dire i nomi delle umane cose- Eh beh.
  16. Shito

    Mahou Shoujo Madoka ☆ Magica

    Buon anno agli interessati! Novità dal passato: http://lanostrarivoluzione.blogspot.com/2023/12/larcano-significato-di-puella-magi.html
  17. Shito

    ONE PIECE

    E secondo me ha di nuovo ragione Shuji. Vale la pena ricordare che DragonBall, come pure altri franchise di passato successo come Saint Seiya, appartenevano a un'epoca in cui era normale che un anime introducesse "narrativa altra" rispetto al manga da cui proveniva. Filler sempliciotti, come per episodi o mini-archi narrativi di Dragon Ball, film non canonici, ecc, oppure intere "sage", come quella di Asgard per Saint Seiya, no? Differenziare i prodotti anime dai manga da cui erano tratti era l'auspicata norma. IN questa logica, non si "reboota", si fa un "sequel". Vedi Dragonball GT prima, Chou/Super poi. Ma ora il trend è fare anime "fedeli ai manga". Si produce in cicli per aspettare nuovo materiale narrativo. Quindi no, non si inventa materiale animato inedito e divergente, si fa il "reboot", "più fedele al manga, e più moderno". Vedi SailorMoon Crystal, forse Rurouni Kenshin, ecc. Sono tendenze e momenti dei mercati, direi.
  18. Shito

    ONE PIECE

    Credo abbia ragione Shuji. In un mondo oberato di efferta, non esistono quasi più "jump aboard point" (<-polisemia intesa) di cose in corso. Ci siamo accorti da tempo che il concetto di "reboot" – in ogni ambito – altro non è che un "nuovo finto inizio" di un franchise come "nuova uscita" di massima visibilità auspicabile.
  19. Da parte mia solo un breve intervento per tributare di dignità l'utente che si presenta, e aggiungere che "bancio" come termine generico per definire l'utente-tipo di animeclick non è nulla di offensivo, dato che è una generalizzazione del nickname di un giovane ex-utente di questa stessa board, i cui gusti e le cui preferenze avevano portato ad identificarlo proprio con di Animeclick. :-)
  20. https://x.com/liliaragnar/status/1734187630269522061? Discuss. In quest'epoca sembra che tutto sia, venga, debba essere politicizzato in parti avverse. I romani dicevano "dividi et impera", il che mi fa pensare alle tifoserie di Roma e Lazio. Per di più, le credenze e la partigianerie vanno agglutinandosi sotto come etichette che più che pret-a-porter mi paiono proprio take-away. Quindi se sei un "NOVAX" devi anche essere, o meglio di certo sarai un "ANTIGLOBAL", ecc ecc. Di mio, mi considero un "essere umano" con un suo proprio pensiero critico individuale. Se qualcosa mi interessa o mi riguarda, la studio fin dove arrivo. Se non mi interessa e non mi riguarda, non ne so e non ne parlo. Mi pare ovvio. Dunque, ora mi pare ci sia una certa tendenza riluttante, direi una certa recalcitanza, all'obbligo o alla spinta per l'uso della moneta digitale. Chi si suole ormai chiamare "complottista" inneggia appunto al complotto globale per il controllo dell'identità personale ed economica. Non so, ci sarà del vero. Il che non vuol dire che sia vero. Ritengo che in ogni cosa umana, detta o praticata, ci sia del vero e ci sia del falso. In diverse percentuali. E in un mondo in cui la possibilità di falsificazione di dati e testimoniante e prove è anzi direttamente proporzionale al tentativo tecnologico di verificare i fatti, da cattivo vecchio sempre più mi viene da affidarmi al mio intuito. In realtà sono solo un vecchio scettico, nel senso che lo ero sin da giovane, che cerca di capire tutto, sapendo non poter davvero sapere niente di "vero", e che quindi non crede mai a nulla, nulla. Nel reame del "pratico", ho da anni (decenni) abbandonato le idee d "giusto e sbagliato", invero infantili, e mi sono dato alle mere valutazioni di "utile e disutile" e ancor più "opportuno e inopportuno". Quindi, la moneta digitale. A me pare una gran cosa, perché sin da quando ero piccino picciò pensavo che portarsi appresso un portafogli fosse una seccatura, che il contante fosse una seccatura, e ancora. Perché patente, codice fiscale e carta di identità debbono essere oggetti separati? Per carità, sono tutto contro il transumanesimo, microchip nel teschio di Lucy (con diamanti!) o quant'altro, ma un oggetto è uno, tre sono tre, e lo capite? Un telefono, un iPod, un rivoluzionario apparecchio Internet... non stiamo parlando di tre apparecchi, ma di un solo apparecchio. e noi lo chiamiamo... ...l'ovvio. Quindi, boh. Per me la differenza tra moneta sonante e digitale è che la seconda non si può raccattare da terra come bottino del fato se lo si trova nella pioggia. Non mi capita mia, e se mi capita in genere mi fa schifo, perché come diceva Marco Pagot rifiutandosi di stringere la mano a Donald "Ninente da fare: io sono un amante del pulito." L'unico lascito del COVID nella mia vita è che ora pago anche il caffè con un vero contactless (non si deve strofinare una card su un ricevitore, sennò che "contactLESS" sarebbe? Ho trovato il primo uso davvero utile per un iPhone dopo essere "the best iPod ever" <- e questo finì con iOS7. Sono affascinato da quanto io abbia cominciato e finito in-topic, passando per un altro più ampio in-topic. Quindi, discuss. Come ai vecchi tempi. I miei 2cents li avete avuti. Caronte garantisce andata e ritorno. Due ciambelle per Kerberos, e la bellezza di Persephone è garantita. Dalla Kore, ad Anima e Core. E a mammà.
  21. Vero. Le persone sono diverse, e la diversità esiste secondo "ordini di grandezza" diversi. La "media2 giapponese non è la "media" italiana. All'interno di quelle "medie", la sub-media di un dato ambiente non è quella di un altro. E all'interno di quelle sub-medie, una persona non è uguale a un'altra.
  22. Shito

    [Ps4] King of Fighters XIV

    XIII - 13 = 0 Era la perfezione, e lo è ancora, e ancora lo rimarrà. Già la versione "lunga", con la intro animata in stile anime, che riprende la storia di Kusanagi Kyou e il suo incontro con Shroom e Rimelo, per quanto bella, è indebita. https://www.youtube.com/watch?v=gu1MaJgor5E L'arcade 2D vuole intro con pezzi di grafica animata, e questa solidità è l'arcade style. Il FMV lo lasciamo alle console su supporto ottico. Chi scrive visitò la sede storica della SNK a Esaka quando stava per uscire la preview di questo gioco, che fu giocoforza venduta come un gioco a sé, col titolo di KOFXII. Ai tempi, parlai con direttore vendite, col producer del gioco, col presidente della compagnia e con NEO·GEO Hakase. Fu un divertente consesso. Mi commuoveva il fatto che fossero obbligati a vedere il gioco incompleto, KOFXII che mi mostrarono in una demo arcade da loketest, come un "Dream Match", ma come, con Yagami Iori senza il potere del magatama di Yasakani? Perché alla fine di KOFXI gli era stato sottratto da Ash? Un "dream match senza storyline"? Ma lì, nel reparto RD, avevo incontrato Nona, quindi ero in visibilio. Poi, quando uscì KOFXIII, ero di nuovo a Osaka. L intro, quella che ho postato, mi commuoveva ancor più. La lettera di invito ceralaccata con la "R", non per "Rugal" ma per "Rose". E quel messaggio che sa di commiato agli appassionati di vecchia data: Dear Sir or Madam, It's 2010, and with much pride and pleasure we would like to announce our annual King Of FIghters Tournament. ...sono tredici anni che questa intro mi commuove, con quel tono musicale e grafico struggente. Poi. nel finale del protagonista, Pippa Passes. The year's at the spring And day's at the morn; Morning's at seven; The hill-side's dew-pearled; The lark's on the wing; The snail's on the thorn: God's in his heaven— All's right with the world! Quindi, tutta la saga di Ash Crimson, ripercorsa nei suoi momenti topici, si chiude con la cancellazione suicidaria dello stesso Ash, e senza di lui "tutto bene sulla terra". Un finale di saga fin troppo triste. Devo ancora andare a Casa Guidi a Firenze, per omaggiare Robert Browning e la sua forse più celebre moglie, ma davvero quella chiosa mi perseguita. Il problema è sempre lo scorrere del tempo e la persistenza della memoria. Il rifiuto dell'impermanenza. ---- OMAKE! OMAKE2! https://www.youtube.com/watch?v=gu1MaJgor5E OMAKE3!
  23. Shito

    Il Castello Errante del Frusciante ^__^

    Tutto molto vero, e mi permetto di aggiungere che anche nella storia dell'arte più "elevata" è assolutamente così. Perché gli "artisti" sono i primi appassionati conoscitori della loro "arte". anche un burbero come Michelangelo, in pittura è fortemente influenzato dal Ghirlandaio, per dire, che il Buonarroti mai riconobbe come "maestro". Ma i panneggi parlano, il cangiante parla. Nella composizione, Signorelli a Orivieto. Persino le ali deli angeli, verticali come a Porta Pia. Mamma mia. E in scultura? Il viso del San Giorgio di Donatello è di fatto quello del David di Michelangelo. Non servono le Tartarughe Ninja per discernerlo. Si vede. Ora il punto, secondo me, è che questi ricorsi e rimandi non servono per fare i fichetti conoisseurs, ma per godersi di più e meglio le opere stesse. Senza autocompiacimento. Capire le cose serve a goderne appieno, secondo me. Mi piaceva molto lo stile "iniziale" di Hagiwara, "Metal Boy" per i capricciosi amici della strada aranciata. Ah, se Raffaello "che sempre molto talento ebbe per la copiatura" (e il Vasari non lo diceva per disprezzarlo, anzi!) fosse vissuto più a lungo, la storia dell'arte sarebbe stata tutta diversa. Stava ancora assorbendo, e il suo incedibile talento aveva appena iniziato a forgiare uno stile personale che avesse davvero assimilato tutto quel che aveva assorbito. Che perdita incalcolabile, letteralmente.
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