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Shito

Pchan User
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Tutti i contenuti di Shito

  1. Shito

    MAD MAX Fury Road

    Ma l'edizione italiana avrà la sigla degli Spectra?
  2. Shito

    Mahou Shoujo Madoka ☆ Magica

    Guarda appunto com'è vestita, oltre a "rifiutare" il nastrino, nell'ultima scena. Guarda l'atteggiamento da mammina amorosa invece che da donna in carriera. Guarda il tutto. Un personaggio ricaratterizzato agli antipodi. Poi oh, quando dico cose così a miei connazionali ho sempre la sensazione che loro si fissino sulla manicure dell'unghia del dito che indica la Luna, eh. Dev'essere una questione "culturale" (in senso angloamericano).
  3. Shito

    Mahou Shoujo Madoka ☆ Magica

    Eh, lo so, perché alla fine i giapponesi sono giapponesi, che non sono né americani, né europei, né italiani. :-) Ma ancora: E questa era come è pura cecità. La madre di Madoka era stata, nella serie, caratterizzata come una donna attentissima, in maniera pressoché maniacale ovvero nevrotica, al suo aspetto, all'essere sempre "tirata". Nel finale, è quella che rifiuta con dolcezza il nastrino di "Madoka" perché "ma io ormai sono vecchia, queste cose stanno bene alle ragazze giovani come te". Sì sì, come no, nessuna "trasformazione". Del resto non c'era la "sequenza di trasformazione"... moon power make-up!
  4. Shito

    Mahou Shoujo Madoka ☆ Magica

    Sottoscrivo al 101%, ricordandoti anche il punto chiave della madre di Madoka, che nel mondo ricreato non è più donna in carriera repressa ma mammina adorabile. Quello era essenzialmente il punto del succo della sotira, e tutti mi presero in giro – qui – quando lo feci notare. In Giappone, tra fan giapponesi, mi pareva invece cosa nota e pacificamente assunta. E difatti, la scena con la madre di Madoka "ricreata" ma un po' "a metà" apre la narrazione di Rebellion già nel "closed space" della psicosi di Homura.
  5. Shito

    Mahou Shoujo Madoka ☆ Magica

    Den-chan, diceva: Cosa sulla quale sono assolutamente d'accordo. Indi riprendo da quel post: Concordo su tutto. Ovviamente gli avvenimenti da te qui riportati, trovandosi riassunti nel "concept movie", sono un'interpretazione autentica. Ma a ben vedere non ce n'era neppure bisogno. Era tutto molto chiaro. Nel finale della serie, nell'universo ricreato dal sacrificio di Madoka, la fanciulla magica Houmura che combatte le malebestie che hanno preso il posto delle streghe è tutt'altro che felice. Non ricorda Madoka, ma ne ha in sé na sorta di scheggia, che la rende nostalgica al limite della nevrosi. Del resto, come fatto notare, il ripetere e ripetere gli accadimenti che avevano portato a un'effettiva inversione di ruoli tra lei e Madoka, con una pari inversione di personalità, l'avevano plasmata. La sua nevrosi, il suo "pensiero prevalente", la sua ossessione era appunto Madoka, alla gioa della quale lei (Homura) aveva già dato, ovvero sacrificato, tutta sé stessa. Totalmente sì, Homura si era del tutto "corrotta", marcita nella ridondanza ciclica di una tragedia che era sempre incapace di evitare. Perfetto. Precisamente, quindi una Homura, vero protagonista della storia della serie originale, vera autrice di tutta la dinamica, che finisce in piena nevrosi, sì. Direi che era quindi quasi ovvio che, volendo proseguire la storia, il seguito logico fosse far "spezzare" Homura, ovvero farla soccombere alla sua nevrosi portandola a livello di psicosi. Che è esattamente l'ambito in cui comincia Rebellion, un "closed space" creato dall'ossessione di Homura, che da novella Nagato Yuki degenera in una novella Suzumiya Haruhi. Alla fine, la storia di Suzumiya Haruihi altro non è che la storia di un solipsismo femminile tardo adolescenziale vista nell'ottica di un Chuunibyou, no? "Che ci crede veramente". Lo stesso era in fondo anche Utena, e anche PinguDrum, che mettono in scena sempre e solo le turbe interiori di fanciulle elevate a dramma surrealistico. E così è, ma con un livello di fantarealtà ancora più "serio", il tema di Rebellion, essenzialmente un Uruseyatsura2 con l'estetica surreal-gotica di Utena, direi. Homura, che aveva un memento della sua adorata Madoka, si è "spezzata". E siccome gli Incubator ne sapevano meno lei, anche loro ospiti del mondo riorganizzato, la "congelano" per indagare, all'interno della sua psicosi, le possibilità di cui lei stesso andava nevroticamente cianciando. Ok, dunque: A dire il vero, penso che anche il suo restituire il nastro a Madoka fosse il suo egoistico ricomporre Madoka come la voleva lei, per sé stessa. Come hai detto, e giustamente, Madoka è amore universale e altruistico, una Gesù Cristina, Homura è un amore monomaniacale ed egoistico. Sono a tutti gli effetti due estremi opposti. Di nuovo, perfetto. Tant'è che io stesso, pur non avendo ancora visto il film, dicevo: Potremmo dire che Homura è come una Ikari Genda ossessionata dal recupero della sua Ikari Yui. Madoka è invece una Ikari Yui lei stessa, come si capisce. La dinamica è quasi identica. Indi direi che Rebellion è perfettamente in linea con la serie originale, sì. Mi sento quindi di dissentire totalmente con quanto diceva Den-chan qui: In ogni caso, quanto a Rebellion, personalmente l'ho trovato molto stucchevole. Davvero con tutte le immagini di Homura che si scioglie i capelli, si toglie gli occhiali, e ancora, e ancora, dopo un po' non ne potevo più. L'ho trovato di un manierismo davvero nauseante, come pure tutte le architetture surrealiste e... nient'altro o quasi! Oltre a ciò, come qualcun altro ha detto, i tempi del film sono tutti strani, è come se i 4/5 della pellicola fossero un scontatissimo, inutile gioco di finzione, per poi avere alla fine spiegone+ribaltone. "Oh beh". :-( Sicuramente il finale della serie era molto più compiuto di quello di Rebellion, dove tutto sommato si giunge allo stesso nuovo status, salvo che Homura s'è indemoniata - letteralmente. Capisco che l'epilogo sia stato aggiunto per rendere questo secondo finale ancora più aperto del primo, poi, com'era già stato ricordato in due occasioni, anche riportando fonti ufficiali. Infatti è così. Il finale di Rebellion sembra anzi preludere a uno scontro diretto tra Madoka e Homura, alle loro opposte visoni dell'amore. C'è per una cosa che non mi ricordo bene del finale della serie: ma Madoka, dopo essere diventa la Fanciulla Magica definitva, non era direttamente collassata nella strega finale lei stessa? Solo, esterna al mondo da lei stessa ricreato? Non è che la Walpurgis sarà la strega di Madoka stessa?
  6. Shito

    Mahou Shoujo Madoka ☆ Magica

    E dopo soli sette anni, ho visto quel film. Che dire? La serie la ricordo bene. Era molto lineare, semplice: in realtà un'anti-favola lolicon che significa semplicemente "le loli soffrono, soffrono più di tutti, portano avanti la vita secondo una dinamica ineluttabile di speranza-disperazione che le rende streghe e vittime dell'altrui giovinezza, e sperando e poi disperandosi reggono l'universo nel loro continuo sacrificio." Il tutto era molto scientificizzato, tipo legge della fisica, ok. Vari cliché del genere, ok. Il finale della serie era altresì molto chiaro, benché intricato dal discorso dell'inversione delle personalità e dei ruoli reciproci di Madoka e Homura, nelle infinite reiterazioni temporali messe in moto da lei. Quindi alle fine della serie avevamo una Madoka che, più come un Gesù Cristo che come una Madonna, esprime infine il suo desiderio, il desiderio dei desideri, e rendendosi una sorta di divinità eterna ma eternamente sola (Ikari Yui anyone?), "riordina il cosmo e le sue leggi", creando un creato in cui le fanciulle sperano, desiderano, diventano magiche e si consumano, ma non si corrompono diventando streghe, semplicemente si consumano ed esauriscono. Il mondo delle morti serene, insomma. Questo risultato al costo di cancellare retroattivamente la sua esistenza. Nessuno si ricorderà di lei, nel mondo ricreato, neppure gli Incubator, ora garanti di una nuova dinamica, se non la povera Homura che ne ha una mera e pur vaga reminiscenza, quasi una "immagine mnemonica residua", direi. Era un bel finale, molto compiuto. Invero molto banale, anch'esso un cliché "il solipsismo giovanile femminile che si sacrifica per il bene del cosmo", cfr. Narutaru, Saikano, ecc - per dire dei più ovvi. Ma secondo me restava un bel finale. Quindi, Rebellion? Una rivolta? Da parte di chi, e verso cosa, se tutto è stato sistemato? <a suivre...>
  7. Shito

    MIX ~ MEISEI STORY

    Ah, già, qual'era quel volpino che parlava di addomesticamento? "Un mese... mi c'era voluto." Il segreto di un controllo di palla che NON è "ereditario" - "Suuuu, fatti sotto!" e poi, eccezionale: STRIKE al limite millimetri dell'area valida, lasciato sfilare come ball dal lanciatore mostruoso Mita Hiroki. "Mph, riesce a fare anche lanci così...!" -conto pieno- "Proprio come lei, signor Mita... fin dal passato, pensa a sua sorella minore... quel tipo." (si riferisce a Touma e al fatto che abbia acquistato controllo da bambino per non fare "ferire" Otomi che gli faceva da partner a catchball - Mira Hiroki a sua volta adora sua sorella ArisA) Touma carica il lancio Souichirou ha posizionano il guuanto alla sua sinistra (destra per il lanciatore e lo spetatore) "Con me, invece..." lancio e STRIKE su "sventolata a vuoto" - Touma ha lanciato in alto, un palese ball, ma lontano dalla "richiesta" del catcher/Souichirou Touma ha ingannato Mita, che suda freddo "...non faceva nient'altro che litigare,per. " (ora come allora, mi lancia fuori bersaglio a capriccio). Mita guarda Souichirou avendo capito tutto, ma è sgomento. Flashback dei due fratelli da bambini "Ma dove lanci?" - "Fa' silenzio!"
  8. Shito

    MIX ~ MEISEI STORY

    Seconda serie, seconda opening. Per me, eccezionale. Analisi: RITORNELLO DI INTRODUZIONE La telecamera si muove tra i tre fratelli da bambini, che sono piccoli e sono sotto ai girasoli. Salendo sopra ai quali li trova cresciuti, ma si aggiunge Haruka. La telecamera va nell'Occhio di Otomi. Da bambini, i due fratelli la "chiamano" a raggiungerli (dall'occhio di lei, siamo in soggettiva di una sua memoria). Il padre adottivo, moglie madre naturale alle spalle, la inviata da andare, indicando i fratelli che la chiamano. Passo che si muove di Otomi - è in yukata, direi per il Tanabata/oBon stacco I giocatori si mettono in corsa per raggiungere il centro del campo a inizio partita Le ragazze del gruppo del tipo iniziano a fare cheerleading Inchino rituale delle tue squadre in raga una dinanzi all'altra, giù il berretto (sono Meisei e Seinan) Gruppo di tifoseria maschile (oendan), fight! Haruka a bordo ca,po con lo scorebook tra le braccia guarda la batteria di fratelli prendere posizione (si allontanano) La direttrice del gruppo della banda degli ottoni scolastica "dà il la" Occhio di Otomi al flauto traverso Toma indica il cielo (l'obiettivo è uno: puntare... al Koushien!) TITOLO INIZIO STROFA Qualcuno gioca a baseball Sono bimbi delle medie, o delle elementari, e i tre fratelli (più il cane), li guardano dalla collina - loro sono cresciuti Ognuno pensa alla scena, il cane rotola e attira l'attenzione, dietro di loro, i GIRASOLI (come nell'incipit) Tre snapshot di 3fratelli, 3fratelli, Otomi-idol E infatti Harada fa il suo "lavoro" alla piscina comunale, e con il binocolo guarda le "idol" in costume Al centro e a destra, un giorvane uomo e una a giovane donna sorride ai bambini che la raggiungono <- importante: le età, le età dell'affetto! Haruka ha raccattato una palla, due snapshot "idol" anche per lei (la seconda in yukata da tanabata/obon) Di schiena, Arisa cammina tra le immagini dei due fratelli Akai, ma poi si volta col suo muso duro verso quello che ormai ha capito di preferire Nel komorebi di un boschetto, i Nishimura. Il figlio sbircia col binocolo, il padre sbircia il figlio di sottecchi. Infatti: altre due idol-snapshot di Otomi (la fissazione di Nishimura figlio, nel cui il padre rivede la sua per Minami) Poi, profilo di Haruka bimba in yukata da tanabata, sul fondo le girandole Al primo allargamento di campo, Touma bimbo l'ha incrociata ma non si sono riconosciuti (surechigau) Al secondo allargamento di campo, a SX i tre fratelli bimbi corrono insieme (Otomi aveva raggiunto i due), a DX Haruka bimba è sola - ma le girandole girano dietro di lei) Haruka bimba si volta come se avesse ripensato al ragazzino che ha incrociato, l'attendono i genitori ancora insieme Stacco e la Haruka cresciuta è la dona di casa che guarda il padre ubriacatosi col babbo dei Tachibana Stacco e i tre fratelli, da bimbi, guardano i fuochi d'artificio del tanabata/obon (la piccola Otomi è in yukata) Sale un fuoco d'artificio, si attende lo scoppio stacco, a primavera (ciliegi in fiore) Otomi scatta verso la sua vita da liceale - nel viale alberato i suoi fratelli, i suoi genitori, Haruka e direi Nangou. Snapshot-flashback del diario che lei bimba teneva per "rubate" i segreti da lanciatore di Souichirou e passarli aToumaa Il muro segnato da tutti i lanci che faceva Touma da bimbo allenandosi di nascosto così da non sprecare gli sforzi di Otomi Otomi-bimba che gli faceva da ricevitrici a catchball, per non far ferire la quale lui guadagno un incredibile controllo dei lanci RITORNELLO Nelle prime tre battute "na-tsu-ni" c'è un frame-by-frame di Touma bimbo che lancia, ma poi il lancio è quello di lui ragazzo in partita_ strike! Profilo di Touma che inizia un altro lancio Swing di Imagawa Tadashi, 4° battitore del Meisei Swing di Akai Tomohito, 4° battitore della Kenjou Swing di Nagou Shirou Nishimura Takumi che fa per prendere la battuta Akai Ryou che salva una battuta Passaggio rapido di Nishiki Sforzo inn tuffo di un giocatore della Hiryuu-Nord (anche i delinquenti diventano bravi ragazzi col baseball! Ma Souichirou lo elimina in casa base. La palla torna a Touma sul monte di lancio, fiuuu - che caldo e che fatica! (nota: la canzone qui canta "non mi serve nulla più...") Totale sul campo ("...se ci sei tuuuu") Faccia attonita di Otomi, perché? Guarda il padre in giardino che fa swing con la mazza da softball della prima moglie, defunta (nota: dopo la morte di lui, Otomi guarderà il vuoto) Stacco: Mayumi al cimitero che porta acqua e fiori alla tomba del primo marito - urgh Stacco: Touma prepara un lancio, sul fondale Nangou Souichirou si prepara a riceverlo Touma carica il lancio Otomi, sugli spalti con la banda scolastica degli ottoni, scatta in avanti di gioia Ripresa dell'indice di Touma che indicava il cielo La squadra esultante intorno a lui Piede di Otomi che si pianta a terra Otomi fierissima dinanzi a tutta la squadra, raccattapalle A e B incluse Quadretto con foto dei tre ragazzi, una palla da baseball, nell'acqua i girasoli ------ Per me, una sigla perfetta. Andata in onda per il ciclo estivo della seconda serie di MIX MEISEI STORY, racconta l'estate (girasoli, tanabata/obon. girandole), la crescita, il calore e il sudore del Koushien. Vero, Cristian? Che io ci andrò, a vedere una partita sugli Alps Stand. E adesso a chi lo offro, il kakigori? :-(
  9. Shito

    Masters of the Universe: Revelation

    Sisì, certo. Una indigena di un villaggio locale.
  10. Shito

    Dynit - Novità e discussioni

    Normalmente, la scritta "NOT FOR SALE" si riferisce al bene sui cui è riprodotta, ad esempio se è su una cartolina allegata a qualcosa vale per la cartolina essa stessa, non per il qualcosa a ci è allegata, e indica che quel preciso bene non è da intendersi come oggetto destinato alla vendita, ma solo a una distribuzione gratuita.
  11. Shito

    Masters of the Universe: Revelation

    Nono. Dico proprio la Maga "sorceress", ricordo un episodio in cui lei fuggiva dal villaggio devastato dal cattivone, giovane ragazza indigena, e giungeva a Grayskull dove prendeva il posto della precedente guardiana. Una cosa un po' a là Brooks (spelling?), per dire. O alla Seiken Densetsu, se conoscete Shannara solo per Seiken Densetsu, come nel mio caso.
  12. Shito

    Masters of the Universe: Revelation

    Ok, allora la Maga era tipo una "nativa" di qualche posto, ricordo che anche lei era una specie di outsider giunta a Greyskull non ricordo come.
  13. Ma è una serie sui Myth Cloth? Non credevo che il business di Bandai-Tamashii fosse arrivato a tanto!
  14. Shito

    Masters of the Universe: Revelation

    Ma la matrice di MotU non era: ? Che mi pareva anche l'anello mancante verso la madre di tutte le saghe astrofantasy ovvero John Carter (A princess from Mars), se ben ricordo in MotU il ruolo dell'astronauta terrestre giunta nell'altro mondo era quello della regina madre, o della stregona aquilina, sono un po' confuso.
  15. Shito

    ONE PIECE

    A tale proposito, ricordo a tutti gli amici come al mio amico Domenico che "One Piece" ((un pezzo, pezzo unico, pezzo intero) si legge "uàn pìis" (con la I allungata e la S debole), laddove leggerlo "uàn pìss" ( con la I breve e la S rinforzata) equivale alla scrittura "One Piss", ovvero - in puro idioma angloamericano - "una pisciata", unica, intera, insomma senza interruzioni. Noblesse oblige.
  16. Stilisticamente, credo che la struttura venga dai racconti tipici di Miyazawa Kenji. La struttura di cui dico è, tipicamente, quella di un bildunsroman in cui un personaggio compie un viaggio in cui si affacciano episodicamente creature fantastiche, che gli lasciano un insegnamento ciascuna: è così Ginga Tetsudou no Yoru (i vari passeggeri che entrano in treno), ma è così anche Gauche il violoncellista, i vari animaletti che gli fanno visita, ed è appunto una tipica struttura dei racconti di crescita di Kenji. Contenutisticamente, credo che si tratti di una riconsiderazione della visione "terapeutica infantile, indi a scadenza" dell'escapismo nella finzione (fruita) de giovane Miyazaki, che prima di vedere Hakujaden aveva trovato un lenitivo alle sue difficoltà infantili (spesso malatino, debole, dapprima con prognosi inferiore ai vent'anni di vita) nella lettura dei manga. La sua risoluzione infantile era quella di diventare un mangaka per portare divertimento al prossimo e in questo guadagnare dignità di esistenza. Questo fino all'epifania animata di Hakujaden, quando la sua aspirazione virò verso l'animazione. Queste sono tutte informazioni ufficiali provenienti dai materiali raccolti per Ponyo (un dietro le quinte da 12 ore e mezza). Lo slogan giapponese del film era "CHE BELLO ESSERE NATI!". Ma anche con i suoi traumetti alle spalle, Miyazaki non era mai riuscito ad accettare La tomba delle lucciole, "come possono le anime dei due bimbi essere pacificate?", si chiedeva rabbioso. Del resto, proprio lui è un po' come "un Seita a cui è andata bene", dato che lo zio e il padre lavoravano nell'industria pesante paramilitare, guadagnavano "barche di soli" (parole sue) e mettevano pane e pure cioccolato sulla tavola di famiglia, al punto che il giovane M. avrebbe poi potuto rinfacciare al padre di essere stato un collaborazionista (parole sue, ancora). Essenzialmente, Miyazaki ha dichiarato che il suo scopo era portare sollievo ai bambini con una "buona" finzione. Tuttavia, essendo lui stesso un otaku (in denial), credo abbia sempre vissuto questa missione esistenziale in modo ambivalente. Anche nevrotico, certo, specie nel rapporto con Takahata, un "vero adulto" contro di lui che restava "un bambino" (giudizi di Anno Hideaki, nel commentario di Nausicaä, poi riprese alla presentazione stampa di Kaze Tachinu), che faceva del realismo espressivo la sua principale cifra stilistica. A tutti gli effetti, se Miyazaki ha sempre fatto animazione per mostrare ai bambini un mondo "on come è, ma come vorrei che fosse" (parole sue), Takahata ha sempre usato l'animazione per fare dei "documentari sull'umanità" (parole mie). In ogni caso, quando M. ebbe grande successo con Kiki, la comunità degli otaku lo criticò perché ormai i suoi film sembravano "cinema giapponese" e non più "anime" allora lui scrisse un famoso articolo su Animage intitolato "Perché non posso più realizzare film di mero divertimento" e motivando consciamente la sua "svolta", ma poi fece Porco Rosso, che infatti nasceva come cortometraggio, per uomini adulti, e tratto da un fumettino di modellismo, il suo hobby che infatti lui continua a considerarlo "un film stupido" (cfr. "Il regno dei sogni e della follia", dialogo con Sankichi). Perché, per lui, non ha una degna ragion d'essere. In più, M. ha sempre proiettato sé e molte sue precise memorie nei suoi film. In particolare, in Totoro, Miyazaki ha proiettato sé stesso in Satsuki - il che è noto (dichiarato), e la condizione della madre in sanatorio in quella di sua madre che aveva contratto la tubercolosi spinale. Poi ha proiettato sua madre in Toki di Ponyo - il che è noto. I due bimbi del caso erano invece modellati su suo figlio Gorou e Fuki, la figlia piccola di Kondou Katsuya. Il che è pure tutto noto. Ah, per la serie "uova do Colombo 3.0", ma ci credete che sono arrivato OGGI a notare che il canovaccio di Ponyo è essenzialmente sempre Hakujaden? Che tardo che sono. Eppure è evidente, no? Serpente/Pescemaledetto [faccia umana] viene salvato da principe/ragazzino, che le vuole bene a dispetto di tutto - poi i due vengono divisi, e lei da il giro al mondo per riunirsi a lui. La prima parte della fabula era anche in Nausicaä bimba col piccolo Ohm, chiaramente. Per la cronaca, in Ponyo, Toki che si alza dalla sedia a rotelle senza rendersene conto è Klara in Heidi. Gli scafi delle barche ormeggiate che viste da sott'acqua dopo l'alluvione sembrano aquiloni è ancora il secondo episodio di Panda Kopanda. :-)
  17. Shito

    Yamato Video - News

    Me lo saprai dire. :-) Idem. Verrà una prossima vita in cui ti offrirò un buon gelato da Fassi, gelatiere sovrano. Dove capii il senso si un cartello di Abenobashi, non scherzo.
  18. Shito

    Yamato Video - News

    Se così sarà, in quel doppiaggio c'erano cose rilevantissime. Recitativamente parlando, interpretativamente parlando. Ovviamente, chi conosce la serie sa che essa si regge sulla coppia di protagonisti in primis. E in primis, dunque, non posso non citare e ringraziare Eva (Padoan) e Marco (Vivio),a mio dire eccezionali sui ruoli. Uno dei picchi forse più alti è stato tuttavia toccato da una straordinaria Perla (Liberatori) sul personaggio forse più drammatico della serie, ovvero quello di Akemi. Il padre di lei è stato, per mia somma gioia e ancor maggiore onore, dal signor Maurizio Scattorin. Eccezionale, non ho altre parole. Ma c'è una parte, un ruolo, che è secondo me ancora più pregno. Potrebbe apparire come un ruolo minore, invee col cavolo. Si tratta di quello della maestra Fuyumi. In italiano, Debora (Magnaghi). Ci sono dei flashback di Shuuji che beh, sono davvero notevoli. Ah, la Wikipedia italiana riporta il personaggio di Take doppiato in italiano da Gianluca Iacono, ma no, non è lui. Si tratta di Gianluca Crisafi (lo conobbi proprio in quell'occasione). E per il vecchio avatar del "nostro" Shuji, ovvero Testu, beh... Niseem Onorato. Ho detto abbastanza. :-)
  19. Shito

    ONE PIECE

    Ahahah, ancora con "di saggezza". Quando nessun kanji che abbia a che fare con quel concetto è mai stato presente nel titolo che significa solo "Cinque Astri Anziani". Che ridere, che piangere. :-) -> :-(
  20. Shito

    Castlevania

    Dissento. L'apice è stato toccato con i capitoli Akatsuki no Enbukyoku e Sougetsu no Juujika. Anche il precedente Byakuya no Kyousoukyoku veva il suo (assai poco compreso) perché. C'è anche da dire che Chi no Rinne e Gekka no Yasoukyoku condividevano giusto la lettera X e degli sprite ricicliati. :-)
  21. Shito

    Una questione di suono

    Anche io avevo un po' di problemi a capire cosa intendessi per "adultescenza", che ho poi cercato sul dizionario. Ti ringrazio intanto per avermi portato a questa semplice ricerca. Il lemma, che è presente tanto sul dizionario quanto sull'enciclopedia Treccani, mi pare in sé di un valore cruciale nella sociologia contemporanea [postmoderna], quindi ancor più ti ringrazio, dacché siano a prima mi era del tutto sconosciuto. Si capisce quindi che il vulnus è in questo forum specialmente vibrante se pensiamo che Ejisonta apriva il suo testo dell'articolo conclusivo dell'originale "Otaku no Kenkyuu", lo "studio studio degli otaku" che ne canonizzo il [particolare uso sostantivale] del termine stesso, citando a sua volta "Noi non vogliamo diventare adulti". Da un lato, mi viene da dire che la narrativa per l'infanzia e la giovinezza trova, naturalmente, nel bildunsroman [il romanzo di formazione] uno dei suoi generi più spiccati. Questo è naturale, dicevo, perché ciò che i giovani non possono realmente evitare di fare è crescere, e quindi rivolgendosi a loro verrà naturale indicare strade buone, da perseguirsi, e strade cattive, da evitarsi. Questo secondo le libere idee dei liberi autori, auspicabilmente, e già solo in questo hai ragione nel dire che lo stato psicofisico e sociale di "adulti" è cosa vaghissimo, se poi aggiungiamo le variazioni diatopiche (i diversi luoghi) e diacroniche (le diverse epoche) tutto si fluidifica e relativizza ancor più. Quale sia la funzione, l'utile, l'ideale della narrativa per i giovani è essa stessa una cosa discussa. C'è anche chi ritiene che il suo compito sia "portare sollievo ai più giovani dalle tensioni della realtà", per esempio un Miyazaki Hayao. Questo fine diciamo consolatorio porta rapidamente a una funzione escapistica della fruizione (e creazione, direi io) della finzione, ma tant'è. Di qui si arriverebbe a parlare della necessità tipicamente autoterapica della creazione artistica essa tutta, della necessità di rifugio in un metamondo fittizio in quanto tale, ecc. Tutte cose che di mio trovo molto interessanti in senso psicologico, sociologico, etnografico e storico, a partire dalla condanna platonica dell'arte imitativa sino alle forme di iconosclastia più rigorose come quelle promosse dall'ortodossia di svariate religioni rivelate, ma qui restiamo sul nostro misero ambito. Provo a citare delle opere che mi saltano in mente come grilli per la testa che, secondo me, non propongno quella formazione compiuta ma poi invertita di cui tu citavi. Maison Ikkoku, appunto, dove nell'epilogo, dopo il matrimonio, Yusaku e Kyouko sono presentati come adulti che hanno formato una famiglia nucleare funzionale, con la nascita della loro primogenita. Lo stesso viene narrato per Shun e Asuna, e parimenti per Kozue. LA sola che vive ancora la sua adolescenza è Ibuki, che è in effetti più giovane. Non si vedono "passi indietro" di sorta. Akage no Anne, che come l'originale letterario segue la crescita (realmente messa in scena nella versione animata, cosa rara ancora oggi!) di una bimba che lotta e riesce a superare i suoi traumi dell'abbandono. E ci riesce, pronunciando sappiamo quale famosa frase in errata citazione di Browning, affacciandosi con serenità all'età adulta (la cui narrazione è disponibile sui libri di originale seguito). Omohide PoroPoro, la cui narrazione verte tutta proprio sulla presa di coscienza della propria stasi in adultescenza, da cui un forte rifiuto e cambio di rotta - col più simbolico e veemente dei congedi finali. Majo no Takkyuubin, persino. A mio dire un bellissimo bildunsroman al femminile. Fushigi no Umi no Nadia, che come tutte le opere dell'autore altro non è che una riproposizione della psicodinamica di Akage no Anne, e si conclude con un epilogo in cui i bimbi sono cresciuti in adulti, per quanto avendo attraversato la più fantascientifica delle narrazioni. Kareshi no Kanjo no Jijou, dico ovviamente il manga originale e completo, che pur prendendo le mosse da situazioni scolastiche grottesce e buffe attraversa tutta una fase di drammaticità psichica del protagonista per poi giungere a un epilogo di piena e pienamente conscia adultità - con i protagonisti che hanno famiglia, tre figli, due lavori "seri e normali e non fantastici", e soprattutto lei che è seriamente lieta di vivere appieno la sua vita adulta. E questi sono i primi che mi saltano in mente, ecco. Negli esempi citati io non vedo alcun rifiuto della propria conquista d adultità. Il che non vuole assolutamente dire che non ci siano tante opere in cui la dinamica è quella che indicavi tu, certo. Ma ancora, ci sono opere belle e brutte, intelligenti e stupide, oneste e disoneste, sincere e ipocrite. E la selezione è l'arma della sopravvivenza. Come anche la Natura da sempre sa e pratica. E nel mondo della libertà, ognuno si salva da sé, in fondo.
  22. Shito

    Una questione di suono

    Tieni presente che il dialogo non si svolgeva in italiano, e accadeva anni e anni fa, ed era in mezzo a tutto un discorso. Il termine "nevrosi", nella mia riproposizione in italiano, non vuole essere inteso in modo specifico. Non ricordo neppure che termine preciso lui pronunciò, parliamo di una chiacchiera tra amici, non dell'intervista trascritta di un invitato a un simposio scientifico. :-) Pensa a una cosa generica come "isterie giovani", o "nervosismi giovanili".
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