-
Numero di post
14336 -
Iscritto dal
-
Giorni Vinti
361
Tipo di contenuto
Profili
Forum
Blogs
Gallery
Calendario
Tutti i contenuti di Shito
-
Una questione di suono
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
La grande differenza tra Maison Ikkoku è altre opere belle e di valore che parlano di crescita umana nella società giapponese, secondo me è che Maison Ikkoku affronta un'età – la prima adultità – che è meno tipica in un mezzo espressivo che è comunque sempre principalmente rivolto verso la gioventù, ovvero il disegno narrativo (statico o animato). Per dire, se facciamo il paragone tra uno manga come Maison Ikkoku e uno shoujo manga come Kimi Shina Iranai di Yoshizumi Wataru la differenza è abissale (anche se si parla sempre di "superamento della vedovanza"), e questo è ovvio. Yawara! è sicuramente un'opera importante, ma personalmente la vedo più vicina alle opere di quello che per me è un altro vero colosso del manga, ovvero Adachi Mitsuru. Maison Ikkoku resta veramente un'opera sui generis, secondo me, anche per la straordinaria, pressoché unica, capacità dell'autrice di mischiare caratterizzazioni serie e grottesche negli stessi personaggi. Benché Takahashi Rumiko abbia avuto grande riconoscimento internazionale, invecchiano e conoscendo più e più il Giappone e la sua società da più e più vicino mi sono ritrovato a pensare che proprio i suoi manga "classici" sian del tutto incomprensibili senza avere non dico una "profonda comprensione", dico una "genuina sensazione" della vita in Giappone. Ancor più di quelli di Takahata Isao, il cui realismo riesce a diventare anzi persino esplicativo, per chi ha la sensibilità per coglierlo. Guardando con attenzione Heisei TanukiGassen Ponpoko si uò cogliere, anche dall'esterno, qualcosa della società giapponese - per dire. Lo stesso con Hohoukekyou Tonari no Yamadakun. Persino con Jarinko Chie. Ma con Maison Ikkoku, secondo me, no. Con Maison Ikkoku la cognizione del Giappone è un prerequisito alla comprensione dell'opera. Senza quel prerequisito, credo, i contenuti dell'opera sono destinati a rimanere tragicamente segmentati. Il momento comico, il momento trgico, il momento romantico. Ma in realtà, tutto è fuso in ogni momento. Nelle caratterizzazioni grottesche di Ichinose Sanae, Yotsuya e Roppongi Akemi, c'è realismo. Inizia a pensarci quando un mio caro amico giapponese, un mio senpai grande amante dell'animazione mi fece notare che "Nei momenti buffi, Grandis [in Nadia] è Lum, perché oltre al canino ne ha le nevrosi giovanili, ma nei momenti seri è Roppongi Akemi, perché oltre al rsso dei capelli ne ha la cognizione della vita femminile". Questa cosa mi colpì. Diciamo che senza rivedere nei personaggi, negli ambienti, nelle situazioni di Maison Ikkoku i volti e i posti reali di cui quelli fittizi sono astrazione, coglierne il senso è secondo me del tutto impossibile. Mi vengono ora in mente le lezioni di letteratura inglese in cui Nabokov diceva che comprendere Joyce è assolutamente impossibile senza essere stati a Dublino, e avere visto – quelli veri – i dubliners. -
Capisco. Nel caso del mio amato EVE no jikan, di Yoshiura, i robot erano ormai più umani degli umani, solo che i secondi non se ne rendevano conto, salvo imparare una lezione. C'era quindi una dinamica di crescita, chiasmica volendo, ma con molta riflessione. E non c'era neppure nessuno scontro.
-
Se la risposta fosse "no", ciascun essere autocosciente della propria mortalità dovrebbe suicidarsi all'istante. Stiamo tutti vivendo per scavare buche che sono da subito e da sempre le nostre fosse, mentre imbastiamo alibi e bugie per ingannarci che ci sia dell'altro, no? La truffa escatologica. Una bugia bianchissima.
-
Hai ragione. A dire il vero, l'approccio filologico ai nomi in Saint Seiya sarebbe semmai intendere/pronunciare Pegasus" come "pègasas", dato che l'originale [giapponese] intende quel termine [Pegasus] nella sua lettura angloamericana, mi pare. Non è certo "filologia" andare a retro/pre-intendere nomenclature nella etimo-logica della loro generazione nell'originale, no. Per dire, Bulma si chiama Bulma. Certo, lo so anche io, persino io che la "radice" del suo nome è ブルマー (Bloomer), modificata nella privazione dell'allungamento, ma questo non permette di chiamarla in caratteri latini come "Bloome" (senza la R, magari), quando il suo nome ha una scrittura ufficiale *in patria* con caratteri latini. Diverso sarebbe se tale scrittura ufficiale in romaji non esistesse con sufficiente coerenza i Giappone (e accadeva spessissimo), ma non mi pare proprio il caso dei nomi dei personaggi di Saint Seiya, no? Oh, io per uno in gioventù sbagliai così tanto, ma spesso in senso inverso. Per esempio Millerna e Dornkirk, per dire, in Escaflowne vanno pronunciati "Malàrna" e "Dòrnkark", diciamo all'angloamericana, perché le pronunce sono ミラーナ e ドルンカーク. Ora, a noi tornando: https://saintseiya-official.com/museum/character/index.php?id=1 Come vedi la scrittura è (faccio cut&paste): 天馬星座(ペガサス)の星矢(せいや) Dunque in originale la nomenclatura ufficiale è 天馬星座の星矢(ペガサスのセイヤ)- tra parentesi c’è ovviamente la lettura, che nel caso della prima parte è forzata, ovvero i kanji scrivono "tenba-seiba no seiya", cioè "Seiya della Costellazione di Pegaso", ma il katakana che qui fa da furigana va a forzare la lettura dell'intera scrittura 天馬星座 in ペガサス, ossia Pegasus letto all'angloamericana (pègasas), che infatti/quindi viene inteso non già come il nome del cavallo alato per sé, ma come il nome della costellazione. Direi che i conti tornano. In ogni caso, ed è questo che vorrei che tu notassi, in entrambi i casi ha la costruzione genitiva giapponese, perché quella scrittura è giapponese, ed è l'originale-originale, e hai la scrittura con il の, ossia è come se tu avessi il nome ufficiale in: Seiya della Costellazione di Pegaso [Seiya di Pegasus] Certo che a scrivere tutto questo ragionamento è lunghissimo, ma in realtà la questione è piuttosto semplice - anzi, beati voi che avete tanta ufficialità a cui riferirvi! :-) Quindi, quando vediamo: e e e e e infine ...non devi imbizzarrirti. :-) Il nome in giapponese del personaggio, come vedi, è sempre 天馬星座の星矢, in questo caso riportato senza lettura, e quindi anche senza furigana del caso. Qui il nome è indicato come "Seiya della Costellazione di Pegaso", e la "Costellazione di Pegaso" sappiamo che l'autore la intende a leggersi "Pegasus", ok. La scrittura "PEGASUS SEIYA" è perché queste schede sono principalmente, ma non totalmente, bilingue giapponese-inglese. Come in molti prodotti "giocattolosi", spesso i giapponesi includono sui materiali *per il mercato interno* un po' di inglese, per figheria. Ovviamente tu noti che tutti i nomi delle parti hanno scrittura inglese, ma le spiegazioni no. Tipico. Quindi anche il nome del personaggio, in primis, oltre alla scrittura giapponese ha anche quella angloamericana. E come sappiamo il punto è che la genitiva solo posizionale "A - B" è una semplice costruzione anglofona. Sai, come "fireball" che in giapponese sarebbe anche 火の玉 e in italiano "palla di fuoco", no? Tutto qui. Questa è filologia vera, applicata al caso reale, perché è tutta e solo sulla lettura delle fonti originali. Ovvero, per filologia vera, quello che proprio non c'è è "Pegasus" letto come "pegasùs". La filologia vera, in questo caso, ti dice che lui si chiama per iscritto "Seiya della Costellazione di Pegaso" e per parlato "Seiya di Pegasas". La filologia NON è dietrologia, non dovrebbe esserlo. Ovviamente anche la versione "all'americana" scritta PEGASUS SEIYA e letta Pegasas Seiya" è corretta in senso "internazionlae" in quanto usata come tale nell'originale giapponese. Qualsiasi altra invenzione che va a "retroindagare" la genesi "interna all'autore e all'originale" di nomi canonizzati è, ovviamente, indebita. E credo in questo tu abbia ragione assoluta. Ti consiglio (nota: "consiglio", io non ho modo, ragione, né intenzione di forzarti a nulla) solo di non mischiare tutto ciò che di corretto e inoppugnabile dici con quanto di restrittivo (ovvero, come se solo la nomenclatura internazionale avesse luogo fuori dal Giappone, laddove esiste la versione giapponese che può e si intende tradursi in se, pur NON invalidando la versione internazionale all'americana) - perché così mi pare che qualcuno faccia confusione e ti contraddica anche in quanto di obiettivamente reale, e questo ti fa innervosire. Ricorda anche che i nomi propri sono nomi propri, le nomenclature composite sono nomenclature. Ovvero Bulma è Bulma come Seiya e Seiya. 天馬星座 è costellazione di Pegaso" che l'autore intende leggersi come Pegasus e basta. Quindi traducendo la nomenclatura giapponese a parole abbiamo Seiya di Pegasas, oppure, se usiamo TUTTA LA NOMENCLATURA all'americana internazionale abbiamo Pegasas Seiya. :-) Davvero, a leggersi è complesso e lungo, ma se si coglie diventa veramente un "click". Con simpatia e affetto (<- non è in alcun modo sarcasmo), g
-
Una questione di suono
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Eh, anche avere dele mani piccine può condurre a sonorità molto particolari, eh? :-) Certo la frase "sulla traccia delle lacrime che si sono seccate c'è una porta per i sogni" è sempre molto forte a sentirsi. -
1+1=2 Alpha: Beta: Senz'altre italiche parole. Se mai ne troverò la forza, vi riporterò l'interlineare di tutte quelle giapponesi. Ma sono ormai vecchio, e stanco, e l'intento è sempre lo stesso (permettere al mio prossimi di capire qualcosa che io credo di capire e io credo abbia valore), ma le energie sono quelle che sono rimaste. ごめん。
-
https://www.borsalino.com/it_it/cappelli/cappelli-in-paglia
-
Credo che questo sia molto vero, anche se non so quanto di "originale" o di "progresso" vi sia in detta tendenza quanto a HnK. Ovvero, penso altresì che la semplicistica dicotomia tra bene e male appartenga più a ideali di finzione e soprattutto puericultura statunitense (iconica la risposta del protagonista di True Lies, sotto l'effetto del siero della verità, che alla domanda della moglie "Hai mai ucciso qualcuno?" risponde "Sì, ma erano tutti dei cattivi.") - mentre al contrario gli equivalenti sia europei che nipponici mi paiono tutti ben più sfumati, da Esopo, a Basile, a La Fontaine ai Grimm. In Giappone, in particolare, di certo Tomino ci aveva già abituato a totali "sovversioni" dell'idea di buono e cattivo (penso a Umi no Triton, ma anche al più truculento Zambot-3, al tragicamente grottesco Daitarn-3, ecc), quindi ripeto: sulla portata innovatrice di HnK in questo senso alzerei un sopracciglio almeno. "Le ragioni del cattivo" mi pare siano patrimonio dell'umanità senziente, escludo quindi Barbie, le riduzioni Disney classiche, ecc. In particolare, la finzione giapponese propone da sempre la competizione tra diversi "modelli di guida dell'umanità". In questo, Raoh incarna tipicamente la visione del dominatore violento a là Gengis Khan e/o Oda Nobunaga. Per una brillante trattazione di detta questione in ambito fumettistico ti consiglio la lettura di DEAD MAN di Egawa Tatsuya. Ricordandoti che "i quattro grandi della storia", nella lettura tradizionale giapponese del mondo e dell'umanità, se ben ricordo sono Platone, Cristo, Shakamuni Buddha e Confucio. Tutti posti sullo stesso piano, e non a caso.
-
Certamente. Per di più, io NON sono l'autore di HnK, quindi la mia impressione vale come quella di chiunque altro, è solo una visione personale. Credo sia obiettivo, però, che in HnK c'è sempre stato molto patetismo, a volte anche esasperato ai limiti del grottesco. Si tratta di una cosa non certo esclusiva di questa serie, ma tipica di molta narrativa giapponese in quanto tale, in particolare fumettata: si vedano i tipici flashback di One Piece, ad esempio, dove si spiegano i motivi emotivi dietro alla cattiveria di ogni cattivo.
-
Ti ricordo che Anno Hideaki, l'autore principale dell'opera, ha descritto la serie come "uno show di masturbazione, in cui io mi masturbo sul palco e il pubblico mi sta a guardare". Con queste precise parole, eh. L'ha detto in una delle "interviste lunghe" pubblicate nel 1997 sulla rivista di costume Quick Japan e poi raccolte nei libri Schizo e Parano. Credo ci fosse della provocazione, ma anche del vero. Più realisticamente, Evangelion è la storia di personaggi del tutto traumatizzati dall'abbandono nella loro infanzia che cercano di risolversi, e ci riescono (serie)é o falliscono (film). In pratica, Akage no Anne in versione SF (Clarke/Hogan) ambientata nel Giappone novantino. :-)
-
Questo è obiettivamente vero.
-
Yuria, si pronuncia "iùria". 「慈母星」<- la stella dell'affetto materno, lol, è proprio sempre una cosa edipica.
-
Ma dai, non è mai stato un triangolo. La controparte del lolicon, che Ken non ha mai avuto neppure di striscio, è la sindrome del Papà Gambalunga, che Lynn ha sempre avuto da che venne scossa fuori dall'afasia. Una cosa tipica.
-
In realtà HnK è sempre stato così, tutto. Si tratta più o meno di una sceneggiata napoletana melodrammatica condita con fisici esagerati da culturisti e vestiti ridicoli da rockettari tra il tardo glam e il punk, cattivoni cattivissiumi da redimere, e poi giù tutti a piangere come bambini per l'ammore negato e/o tradito del maestro/padre/fratello/amico. Dopo avere messo qualche bimbo sulla graticola e/p averlo schiavizzato per tirare un trono, si capisce. L'episodio con l'unicorno arrabbiato di Creamy Mami era più credibile e umanamente duro. Perché la bimba rapita era una malata terminale che riportata al suo mondo sarebbe morta in tempo zero. Senza uattà coreografici.
-
Il Castello Errante del Frusciante ^__^
topic ha risposto a Shito in una Arlec nella sezione Anime & Manga
Questo mi fa un po' pensare al Wim Wenders di "Until the end of the world", ma solo un po'. Anche se in genere gli incubi sono il primo livello onirico di cui il sogno lucido è un secondo livello. In genere. Oshii è anche molto intellettuale, il che lo rende parecchio depresso. Siccome il mio nichilismo tende a un positivo lacaniano, ho sempre sentimenti ambivalenti su Oshii. A parte Uruseiyatsura2.- 83 risposte
-
- youtube
- recensioni
-
(e altri 2 )
Taggato come:
-
Il Castello Errante del Frusciante ^__^
topic ha risposto a Shito in una Arlec nella sezione Anime & Manga
Intendi, i sogni lucidi? Ora va di moda parlare di "onironautica", di mio ne ho personale (ma senza nomi altisonanti) esperienza almeno da quando avevo otto anni, ma prima del compianto Kon Satoshi, beh: Oshii Mamoru, Uruseyatsura2 · Beatutilf Dreamer, su tutti~deccha. "Prenditene la responsabilità, eh!" <- detta con l voce di Shimamoto Sumi, solo questa battuta. Ah, l'arpia di Devilman si chiama Sirène, con la E finale al singolare, è un nome francese [sirena]. Che fa molto femme fatale, appunto, nonché chic. Specie in un manga/anime scollacciato, nei 70, in Giappone.- 83 risposte
-
- youtube
- recensioni
-
(e altri 2 )
Taggato come:
-
Occhio al monito di Chomsky:
-
MANGA&ANIME Sul Serio
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
-
Il Castello Errante del Frusciante ^__^
topic ha risposto a Shito in una Arlec nella sezione Anime & Manga
Io non ho mai visto un video di Federico Frusciante, ma lo incontrai ormai parecchi anni fa in una fiera in settore in Sicilia, dove eravamo entrambi ospiti. Poi capitammo sullo stesso volo di ritorno, e chiacchierammo a lungo in attesa dell'apertura del gate. Mi parve subito una persona A) spiccatamente intelligente, ovvero intellettualmente sensibile e profonda, B) estremamente appassionata "del suo", C) estremamente edotta "del suo". Intendiamoci, io sono un vero ignorantone di cinema. Ma parlammo di Elio Petri. Ed eravamo subito migliori amici, forse. :-)- 83 risposte
-
- 2
-
-
- youtube
- recensioni
-
(e altri 2 )
Taggato come:
-
BTW parlando di "traduzioni sensate", volevo farti sapere che 覇王色の覇気 non vuol dire in alcun mondo "haki del re conquistatore". Ma proprio mai e in nessun modo. In primo luogo, ovviamente, "haki" è una parola comunissima che vuol dire "ambizione" (o anche "tempra" o "determinazione", volendo, dacché una sua altra traduzione classica è quella di "spirito vigoroso", e col giapponese si possono indagare i singoli kanji dei composti per comprendere la semantica intrinseca di ogni parola) tanto quanto "keikaku" significa "progetto". Quando a 覇王色, ovviamente non è un composto esistenze in sé, è 覇王-色, dove il terzo kanji è quello di "colore", usato come suffissale per dire "tipologia", con prnonuncia non "iro" ma "shoku". L'idea è quella di una "tinta"? Di che tinta hai comprato la macchina, per dire. Come quando esiste una "variazione cromatica" di un qualcosa, in quesro caso l'ambizione, la tempra. 覇王, haou, termine che ogni buon appassionato SNK conosce sin da ragazzino (覇王翔吼拳 e dita slogate) non contiene in alcun modo, ma proprio mai, il concetto di "conquista". Tra l'altro, il primo kanji come si vede è anche lo stesso di "haki", lo stesso "ha". 覇王, haou, altro non è che il supremo condottiero, il capo sovrano, tutto qui. I significati sono semplici e chiari, la somma la saprai fare. :-) Difatti non è che Luffy voglia "conquistare" nulla, Come spesso ripete, lui vuole "solo" "diventare il re dei pirati" (sic.), in questo e pre questo "trovando il One Piece", ma non è che voglia "conquistare" nessun luogo, territorio, nessuno - credo che la sua indole sia proprio il contrario di ciò. Lui, come Shanks, come Roger, come altri, ha "solo" l'attitudine al comando, al porsi a capo degli altri, di guidare un gruppo. Quella tempra che impatta e eswrcita autorità financo con uno sguardo. Sai, alla fine è un po' come... Sai qual è la differenza tra noi due, Kenshiro? Il carattere! Tu non ne hai, mentre io farei qualsiasi cosa per raggiungere i mie scopi. (che fosse "la determinazione")
-
Faccio una domanda sincera. Voi a che età avete smesso di "sognare" (desiderare, ambire, sperare, pensare che se fossero stati creati sarebbero stati una bella cosa) trasposizione animate delle cose disegnate (statiche o animate) che vi piacevano? Io credo sia stato al liceo. Comunque prima di Crying Freeman. In effetti un giorno pensai "che stupido che che sono, solo perché la società ha indotto in me la preconfezionata idea che il cinema sia una cosa grande e importante, mi hanno portato a pensare che delle edizioni filmiche dal vivo di cose disegnate e fittizie rappresenterebbero come un riconoscimento, un coronamento delle seconde. Ma no, è proprio un controsenso, è un'idiozia. Come sono stupido. Se una cosa è nata, è stata pensata e realizzata, in un dato modo espressivo, in un dato medium, in quello è meglio che resti." Lo penso ancora.
-
Visto. Un film davvero poderoso, squisitamente realizzato (al netto di due scene di sesso e nudo a mio avviso del tutto gratuite e indebite), pieno di spunti e riflessioni. Davvero non si potrebbe chiedere di più. A un film. Nel 2023. Leggevo che come incassi ha persino superato Deadpool. "Deadpool", eh? Quale crudele ironia. A Hiroshima non ci sono mai stato. A Nagasaki manco. Alla ex-cripta, oggi museo dell'Operazione Gomorra di Hamburg, invece sì.
-
Lucky Red - Studio Ghibli (e altro: Dragon Ball, Harlock, etc...)
topic ha risposto a Shito in una Taro nella sezione Anime & Manga
Forward to the past, 5 years ago: https://fb.watch/mMYMhlJwj6/ -
Lucky Red - Studio Ghibli (e altro: Dragon Ball, Harlock, etc...)
topic ha risposto a Shito in una Taro nella sezione Anime & Manga
Update, non so se esaustivo: Rassegna 2022: Il castello mobile di Howl | presenze 52.561 | incasso 331.799€ La sparizione di Chihiro e Sen | presenze 47.628 | incasso 302.690€ La Principessa Spettro | presenze 29.646 | incasso 185.142€ Porco Rosso | presenze 27.345 | incasso 172.251€ Nausicaä della Valle del Vento | presenze 19.277 | incasso € 118.755 --------------------------------------------------------------- totali | presenze 176.457 | incasso 1.110.637€ Rassegna 2023: Ponyo sulla scogliera | presenze 23.006 |incasso 161.228€ Le consegne espresse della strega | presenze 21.085 | incasso 144.200€ Laputa il castello nei cieli | presenze 26.177 | incasso € 178.742€ Totoro il vicino | presenze 18.659 | incasso 128.738€ Si alza il vento | presenze 5.639 | incasso 37.180€