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Pare ora sensato ripostarlo anche qui: https://lanostrarivoluzione.blogspot.com/2021/05/perfect-blue-e-terrificante-non-una.html Ah, per quanti anni ho continuato ad ascoltare, ascoltare queste canzoni... e a ogni ascolto ne capivo un pezzetto di più, soprattutto questa: Davvero mi spezza davvero il cuore: "Passando in treno per questa stazione il cuore mi si strazia di nostalgia per i tempi euforici in cui nascondevo nell'uniforme alla marinara tutti i sentimenti" questo è l'incipit, e nella mia mente, ho sempre legato le CHAM alle SPEED, in specie questo brano: ...chissà se furono davvero una fonte di ispirazione, in genere quando ho parlato di sensazioni simili con qualche autore avevo sempre intuito giusto. :-)
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Fonte di primo livello sul coinvolgimento di Sadamoto: ---- So, we’re running out of time, but I have one last thing I’d like to ask about. We’ve talked about Miyazaki, Kogawa, Yasuhiko… But isn’t another of your significant influences Yoshiyuki Sadamoto? Takeshi Honda: Rather than influence, it’s more that I’ve been drawing his characters for so long. First Nadia, then Evangelion… and Evangelion ended up lasting so long. So yeah, maybe you could say he influenced me in that sense. Do you still see each other a lot? Takeshi Honda: We go get some drinks from time to time. But he’s been working on the Grendizer remake recently, right? Just thinking he could ask me to work on it makes me tremble. Grendizer, can you imagine? Grendizer, come on! That’s so boring. Only old French people like that stuff! (laughs) Takeshi Honda: Well, there’s something really good about it: it’s the original pilot Tôei turned into a film, The War of the Flying Saucers. I really love that one.
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Ma in quello spot di sono dei momenti bellissimi, eh. Bisogna riguardarlo tante volte. Dico, la cronometrista che guarda i bimbi che fanno atletica a scuola, e un ragazzino ha detto "Allora, sforzo da Colpo del Re dei Mondi a Livello 4!" - e l'altro "Allora io faccio Colpo dei Re dei Mondi a Livello 20!!!", e entrambi hanno un'accelerazione incredibile, e la cronometrista è basita, tipo "come fanno"? Non è lo sguardo annoiato della ragazza al lavatoio, prima, che doveva sorbirsi le grida dei due bimbi che giocavano al duello tra duraveriani. Ma chi l'ha girato, questo spot, Wim Wenders?
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Grazie, Genzai, quella pubblicità è pressoché commovente persino per me. La traduzione dei sottotitoli è atroce. Ovviamente non dice "quell'annuncio era sempre traumatico." - sta parlando della singola anticipazione prima di una singola puntata (titolo: "Goku muove. L'ultima occasione è solo una volta!]. Posso intuire PERSINO IO che puntata fosse, quella che accennavo del rammarico di Gohan. Ma che senso ha quella traduzione? Non ha senso. È un insulto. Infatti invero dice: "Quell'anticipazione fu fin troppo d'impatto! ("Muore?") "Ecco... è uscito il Jump di questa settimana?" - "Certo, certo." - "Volendo conoscere il seguito, andai a comprarlo." [si capisce che lui seguiva l'anime, non il manga, ma andò a comprare un numero di Shounen Jump non riuscendo ad aspettare l'episodio successivo, e c'è andato prestissimo, che il negoziante stava ancora aprendo). Ma fa tutto schifo. Persino all'inizio: "Ano koro..." non intende affatto "quel periodo" (anzi, non si direbbe proprio così), vuol dire "A quel tempo..." nel senso "al tempo in cui ero bambino", e poi si vedono tanti "tempi", ovvero diversi momenti della sua infanzia e di quella di altri tre ragazzi di ieri. Oh, io lo ribadisco. Le cose che hanno un senso, è bello capirle - e per farlo il senso deve restare preciso e completo nelle cose. Le cose che non hanno senso, beh, io dico di lasciarle stare da principio. Ma togliere senso alle cose che ce l'avevano è davvero un crimine contro l'umano. Per me. (tra parentesi, quindi la scrittura ufficiale è KAKAROT, ovviamente senza l'H, questo era ovvio, ma con le K e senza doppie - sempre buono a sapersi)
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Tweet di un mangaka che non conosco, passatami da un mio amico giapponese: https://twitter.com/i/status/1766057790160904250
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Parlando di Dottor Slump. L'ho sempre detestato. Quando ero piccolo girava sulle TV italiane locali, e mi sembrava una cosa sudicia, volgare e insensata. Crescendo, continuai a pensarla così. nulla di demenziale mi è mai piaciuto. Tuttavia, crescendo e poi invecchiando, e soprattutto vedendo il Giappone dall'interno per tante volte in una decade abbondante, capii che essenzialmente quel "villaggio pinguino" altro non era che una astrazione del tipico villaggio della società familista nucleare del Giappone post-post-bellico. In Giappone, i pinguini allo zoo sono il simbolo della famiglia, lo sa bene chi poi parò di principesse dei cristalli e strategie di sopravvivenza. A volte fare 1+1 è difficile, quando c'è mezzo mondo di distanza in mezzo alle due cifre. Tutti i personaggi in Dottor Slump sono delle macchiette che ritraggono le idiosincrasie tipiche di quella società, non differentemente da cose come Jarinko Chie o persino l'originale Uruseiyatsura, che so. Davvero non avremmo potuto capirci niente. Inoltre, Toriyama Akira aveva 23-25 anni quando creò quel suo primo successo. Era davvero giovane, vi ricordate voi stessi a quell'età? Credo sia importante capacitarsi di quanto di puramente autodidatta e artigianale ci fosse in quella che oggi ci pare, ma credo ci sia sempre sembrata, un'enorme industria produttiva. Credo che il grande, grande successo di Toriyama Akira sia stato Dragon Quest, non Ball. Chi conosce le storie di SQUARE e ENIX (prima della loro fusione) sa del sogno degli hobbisti di fare il salto vero i professionisti, e il nome per farlo er quello di Toriyama Akira. Il "progetto Toriyama", ahah, che passò attraverso Seiken Densetsu 2 e poi il mio amato Chrono Trigger. Tutte storie di giovinezza, dentro e fuori. Su tutto, la storia della Shueisha e del "manga per ragazzini" moderno. Anche per Toriyama Akira, dichiaratamente ma evidentemente, si è sempre trattato di Tezuka Osamu rivisitato. È ovvio che Arale-chan, nomi buffi e pruritini a parte, sia la versione femminile di Tetsuwan Atom. È ovvio che Norimaki Senbei sia la versione scoppiata del professore che si crea il figlioccio robot per solitudine. Proprio il romanticismo di coppia e l'ambizione familiare sono i connotati più spiccati e di valore in tutto quanto Toriyama Akira abbia mai creato. Mi ricorderò di lui pensando che in "Dio contro Dio" la nascitura Pan "conta" come duraveriana vivente anche se è ancora nel ventre materno di sua mamma Videl. Ah, certo, i giochi di parole con i nomi sono proprio divertenti! La birra, il whisky, e i combattimenti, poi! Ma non sono più un bambino. Spero. Però mi ricorderò sempre la frustrazione di un figlio che fece il cretino, perché si divertiva a combattere con un nemico fin troppo forte, e questo costò il sacrificio di suo padre. Salvo che poi, anche con un braccio solo, proprio il memento paterno era sufficiente a cancellare quel nemico fin troppo potente.
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E purtroppo un uovo del tempo non c'è. Non c'è mai. :-(
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MANGA&ANIME Sul Serio
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Rilancio, per evidenti ragioni: https://lanostrarivoluzione.blogspot.com/2021/05/perfect-blue-e-terrificante-non-una.html -
Il fatto che tu abbia usato wikipedia per verificare un dato fornito da me è molto umiliante, amico chocololù! :-(
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Io credevo solo una, doppiato tre volte, ma solo una volta al cinema.
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Salve, Prode. Non leggendoti più così spesso tra queste pagine mi ero un po' preoccupato. È bello ritrovarti. Spero di avere occasione di farti prossimamente sentire il "mio" Bane dal film di Nolan, che credo sia migliore del "mio" Joker. Ne ho fatto una caso di studio (recitativo vocale). :-)
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City Hunter - A mokkori story - Topic generale
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:-D -
City Hunter - A mokkori story - Topic generale
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La logica effettiva nella connessione coerente dei passaggi non è affatto assente, benché da te non rilevata, e ho fiducia nelle capacità intellettive del mio prossimo, sì. -
City Hunter - A mokkori story - Topic generale
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No. Anzi, non dovresti cimentarti nel riassumere pensieri altrui. Non è necessario. Le persone sanno leggerli da sole, e tu non sembri talentuoso nel farlo. Indi non ti fa neppure fare una buona figura, no. No. La risposta alla tua domanda indiretta e retorica in chiusura, risposta invece esplicita e sincera, è: per spassionato e disinteressato amor di verità e sensatezza. Sono pieno di vizi e povero di virtù. -
City Hunter - A mokkori story - Topic generale
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Mi lancio, ma con un ragionamento vero e logico, fondato e comprovabile. Ovvero: sì, è indubbio che "mokkori" sia un termine giapponese che, nello specifico dell'opera CITY HUNTER, diviene idiomatico del protagonista. Questo non si smentisce, non va smentito, e non avrebbe senso provarsi a smentirlo. Perché è comprovata ed evidente realtà. Il punto è un altro, ovvero: quanto questa specificità può e deve considerarsi necessaria e sufficiente al mantenimento di un nome sostantivo comune non tradotto in una traduzione? Per valutare ciò bisogna indagare due elementi obiettivi, ovvero: 1) quanto quel termine, ovvero quel nome sostantivo comune, sia presente nella lingua d'origine al di là e a prescindere dallo specifico dell'opera in questione, ovvero il rapporto tra l'uso di quel termine in quell'opera e il suo uso al di fuori di quell'opera, e 2) quali altri significati abbia quel termine e con quanta incidenza essi compaiano nella lingua d'uso comune. Indagare questi elementi, ancorché quanto più obiettivi, non è facile. Un dizionario monolingua ci dice che "mokkori" è un termine esistente, comune e nazionale, ci dice del suo uso e dei suoi usi e del suo contesto di utilizzo, ma non ci dice di statistica linguistica. Una cosa un po' sempliciotta ma comunque significativa, specie sui termini "popolari" e"subculturali", è questa: https://www.google.com/search?q=もっこり&tbm=isch Il dato che ne ritorna è eloquente nei seguenti modi: 1) alla ricerca "もっこり" compaiono immagini di CITY HUNTER, in maniera minoritaria, molto molto minoritaria, sul tutto. Ne consegue che da un lato il termine si riconosce specificicato sull'opera, ma che dall'altro questa specificità è minoritaria sull'uso del termine in quanto tale; 2) la grande, vasta maggioranza dei risultati è relativa all'effetto di rigonfiamento sotto agli indumenti pelvici a seguito di erezione maschile, e i risultati "reali" sono maggiori, molto maggiori, di quelli "fittizi" (disegnarti; 3) ci sono anche altri significati, che rimandano sempre al concetto di abbondante rigonfiamento, si notano soprattutto porzioni di riso abbondanti nelle ciotole, che fanno sporgere il rigonfiamento oltre il limite della stessa, o rigonfiamenti muscolari anomali, specie se legati alla postura delle spalle, ma persino delle unghie finte specialmente "bombate", a rilievo. Ne consegue che: 1) il termine mokkori si prova caratteristico del parlato del personaggio di Saeba Ryo nell'opera CITY HUNTER, ma questa specificità non è che un suo caratteristico ed estensivo uso di un termine comunemente presente e utilizzato nella lingua e nella società di provenienza; 2) il termine mokkori, non essendo circoscritto e neppure specifico in assoluto al personaggio di Saeba Ryo nell'opera CITY HUNTER non ha alcuna ragione di non essere tradotto. Ciò che è specifico del personaggio è l'insistito uso di questo termine ol suo significato più comune, non il termine in quanto tale. 3) Benché il termine abbia come primo significato inteso quello legato all'erezione, non è specifico in ciò - indi va tradotto in una maniera non letteralmente esplicita sull'ambito dell'erezione, ma eufemisticamente chiara. Questa è un'analisi linguistica obiettiva espressa con un'analitica di stampo giurisprudenziale. Per capirci: "chocchi" è una slangata usata pressoché solo da Katsuragi Misato, forse di derivazione dialettale (la cosa è discutibile), in ogni caso non standard. Va tradotta, ma con un neologismo non standard. "mokkori" è lingua nazionale, va tradotto con lingua nazionale in modi e usi opportuni secondo le logiche su esposte. "gitai" è pressoché un neologismo di invenzione recente (Shirow Masamune), ma basato su lingua nazionale, va tradotto come lingua nazionale. "Ginyu" è un nome proprio che, seppure basato su un gioco di parole/fonemi in lingua nazionale, non vca tradotto in quanto canonizzato dagli autori su quella scrittura. gli esempi dei vari casi sarebbero infiniti, e ci sono anche altri casi di altre tipologie. Non infiniti a loro volta, ma numerosi. Credo l'importante sia sempre non farsi guidare dal gusto, dalla simpatia, dalle preferenze, ma dalla logica obiettivamente fondata e stringente. Fine. -
MANGA&ANIME Sul Serio
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Voltaire disse (all'incirca, a memoria) "nulla si attacca di più alla volontà umana di un errore abbastanza antico", ed aveva ragione. Le persone restano prigioniere degli errori a cui hanno pure ingenuamente creduto, di cui sono state vittime, perché per ego non riesco a svincolarsi dalla loro implicita ingenuità della loro credenza fallace. Una sorta di Sindrome di Stoccolma mentale. Come dire, Pegasus si chiama Pegasus all'anagrafe, perché non posso credere, ovvero accettare ed ammettere, di essere stato COSÌ STUPIDO da crederci. E invece sì. Ma Seiya, guard Athena. Le memorie sciacquate sul bagnasciuga (sono in vena di allitterazioni). -
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La retrotraduzione che fai in giapponese fonetico (ma lo spazio non ci vorrebbe) del termine da te precedentemente usato è corretta, ma non in questo thread, direi. È autoreferenziale a un discorso tangenziale, direi, indi frivola. -
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Nessun ghiribizzo, solo esempi calzanti. -
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Esistono persone che ragionano in una maniera tanto ottusa? Per dire, la tecnica "battou" di cui Himura Kenshin secondo me non andrebbe mai tradotta, perché è un nome sì comune [non proprio], ma specifico di una cosa esclusivamente esistente nel suo proprio contesto. Daltro canto, la "kizuato" dello stesso Kenshin è la sua cicatrice - "kizuato" è a tradursi, perché il concetto espresso esiste estensivamente nel linguaggio comune di provenienza. Per dire. -
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No, un "colpo" non è una persona. Quindi, come hai ragione a dire che Ginyu tale resta, con prova ufficiale, per un colpo espresso nella lingua in cui è espresso tutto l'originale, la cosa non si applica. :-) Ichiguchi Keiko la conobbi personalmente da quando ero a Bologna con la Dynamic, sì. Ma non ci siamo mai tenuti in contatto. In ogni caso, ne ho un'alta considerazione. Ho lavorato, negli anni, con tanti traduttori madrelingua e bi-madrelingua, sì. Ma non mi attacco a null,a figurati, non è mica una questione personale - per me -
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1) infatti Pegasus Ryuusei-ken andrebbe certamente tradotto in ogni dove. 2) Ahahahah, sì, concordo. Non so bene a chi tu ti riferisca, ma credo di capire. Ci pensavo da molti anni ormai. Voglio dire, ti ricordi quando la nostra generazione di fan dileggiava la signora Cristina D'Avena chiamandola Crostina D'Avena? Io lo ricordo. Ovviamente, eravamo stupidi. Perché mentre facevamo ciò, al tempo stesso osannavamo le "vecchie sigle italiane" che ovviamente fanno schifo e sono indegne e insensate tanto quanto quelle cantate da Cristina D'Avena, è ovvio. A volte sono anche peggio. A volte meglio. Ma sempre cose insensate, indebite e indegne sono. Eppure, l'una e gli altri interpreti oggi riempiono le fiere degli "appassionati italiani" di questo "settore". Sai perché? Perché questo settore è solo la nostalgia dell'infanzia della gente. Il fatto che essa venga talvolta associata all'animazione giapponese è solo un caso. Un caso. Alla maggioranza delle persone non importa null'altro che di sé stesso, proiettato su un anime, un manga, una canzone, un film... o una merendina. Sono solo mezzi, oggetti riflettenti. -
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Non capisco. Se un termine comune come "mokkori" è da "non tradursi", allora Ikari Gendou dovrebbe dire in italiano "tutto secondo il keikaku..." dacché si riferiesce al Progetto di Completamento dell'Umanità, ovvero "Jinrui Houkan Keikaku". Anzi, proprio tutto quel progetto dovrebbe chiamarsi, anche nella versione tradotta in italiano, inrui Houkan Keikaku? E Asuka dovrebbe dire in italiano "anta baka?", che sì, è una sua chachphrase tanto quanto "mokkori" per Saeba Ryo in CITY HUNTER. Asuka dovrebbe chiamare Shinji, in italiano, come Bakashinji? Ognuno ha le sue, dico "parole tipiche". In Giappone, Maya Ibuki viene chiamata dai fan anche la "Damedesu-chan". perché il 50% delle sue battute sono un "Damedesu!" (ovvero: "niente da fare!", per dire che non riesce a eseguire l'ordine datole, non funziona), ma non è che "damedesu" non vada tradotto, no? Allo stesso modo, non tradurre -che so- "haki" in ONE PIECE è assurdo. Sono parole comuni, nel senso che non sono nomi propri di nulla. Allora cos'è, dovremmo far dire a personaggi tradotti in italiano "sei proprio kawaii"? Pazzia. Questo discorso non è filologia, non è voglia di sostituirsi a nessuno, no. È solo la traduzione in se, proprio. -
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C'è da dire che se come dice Max il termine viene usato in modo variegato (mokkorichan), e come dice Arlec l'evidenza grafica è scomparsa dal manga all'anime, la logica di adattamento diventa un minimo più complessa e discutibile (nel senso proprio: "che se ne può discutere"). Ovvero da ragionarci su, quando eventualmente incaricati a farne un adattamento. Secondo me. -
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Quello che pensavo anche io, dato che riprende il significato della naja militare. Ma poi scusate, come al solito io sono uno che non ne sa niente, ho sempre letto di questo termine "mokkori" associato a CITY HUNTER, ma a me pare una parola giapponese normalissima, usuale, ovvero: もっこり (tendenzialmente in kana), che esprime l'emergere di un rigonfiamento, un rigonfiarsi. Potrebbe essere un animaletto sotto un tappeto o, chiaramente, il rigonfiarsi nei pantaloni a seguito di un'erezione maschile sotto a quelli. Il termine, che è una forma verbale sostantivale, non si riferisce al pene, ma all'effetto della sua erezione sul tessuto, per capirci. Mi ricorda un po' il termine "hyokkori", che invece indica una cosa che "sbuca fuori all'improvviso", come che so, una pesce che salta fuori dall'acqua, o un insetto che salta fuori da un cassetto, aprendolo (cfr: Hyokkori HyoutanJima), oppure il termine gikkuri, che indica lo scricchiolare doloroso, come nel gikkurigoshi, il mal di schiena lombare (o "colpo della strega", c'è un vecchietto di Nausicaä che si chiama proprio "Gikkuri"). Queste forme verbali sostantivali sono spresso usate in forma onomatopeica, oppure avverbiale con l'aggiunta di "suru" (cfr. "chichikuri", palpeggiare il seno femminile, da cui mille giochi di parole in FuriKuri). La percezione del vocabolario giapponese, lingua agglutinante, è inevitabilmente orientata verso l'idea di "famiglie di parole". Nel caso di mokkori, quindi, non parliamo neppure di un uso metaforico, come invece – che so – per もえる (moeru), che indica sia l'infuocarsi 燃える che il germogliare 萌える (omofoni), e quindi dapprima nello slang dei bishoujo game si associò all'erezione e in genere al germogliare, sbocciare di una passione erotico-sentimentale, diciamo. Quindi, per dire: ma perché tutta questa enfasi su "mokkori"? Tipo keikaku means plan oppure avere un proprio quirk? Ditto. :-D Ogni traduttore incapace traduce molto con tanti errori, ogni traduttore inesperto lascia cose in originale in abbondanza, ogni traduttore esperto davvero traduce tutto uel che si deve, e lo traduce bene - come diceva anche il buon Yupa in un post sul suo blog. :-)