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Giorni Vinti
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Hai totalmente ragione, quello era un film interessante, dicevo di affinità solo nella parte "buona", ovvero che l'orrore sia sempre dentro di noi. Niente di innovativo, oh, da che La storia senza fine e pure Yoda ci mostrarono lo stesso, però sono il tipo che cerca un briciolo di buone pure in un mare di merda, è il mio hobby... :-)
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Inerentemente a quel film devo essere l'unico scemo che, invece di "collegarlo" a tanti "mostri sacri" di SF e horror, ci ha sempre visto un po' di "Flatliners". Come dire che nel cuore delle tenebre ci sono i nostri sensi di colpa più negati e rimossi, i traumi originali che ciascuno nasconde per sopravvivergli.
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Non so di cosa parli, ma il modo in cui hai scritto questo periodo è delizioso.
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Rurouni Kenshin - TV Anime Remake (2023)
topic ha risposto a Shito in una Arlec nella sezione Anime & Manga
Semplicemente, anche le cose come i cliché delle caratterizzazioni vocali cambiano col tempo. Parlo del Giappone. Nel doppiaggio giapponese anni '80 c'erano certe convenzioni, che iniziano a cambiare di '90, ecc. Avere personaggi maschili che siano un po' introversi, o delicati, o anche solo dall'animo nobile, doppiati da donne dalla voce "bassa" era assolutamente normale. Oggi meno. Dico sempre in Giappone, Che poi anche lì il mercato del doppiaggio televisivo e di quello cinematografico sono sempre stati piuttosto diversi. -
Rurouni Kenshin - TV Anime Remake (2023)
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Ma certo, non ne dubito affatto. Credo fosse così dal manga, anzi. Mi sentirei di scommetterci. -
Rurouni Kenshin - TV Anime Remake (2023)
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Come mai? A parte per il fatto che è una voce di un prodotto originale, quindi scelta dai legittimi autori di quel prodotto (che, certo, potrebbe anche non piacere in toto, per carità), mi pare una voce delicata, soprattutto, e anche elegante, eppure senza scadere in un banale cliché vocale da figo sul filo dell'androginia, efebica, tipico da anime giapponese novantino, per intenderci. Edit, tanto a confermare le mie impressioni, ho dato una scorsa alla lista di ruoli interpretati dallo stesso doppiatore negli ultimi vent'anni quasi, non ne conosco uno, neppure una serie o che, ma un solo nome l'ho riconosciuto: MISUGI JUN (nella nuova serie) e i conti tornando, se scrivevo: "una voce delicata, soprattutto, e anche elegante, eppure senza scadere in un banale cliché vocale da figo sul filo dell'androginia efebica" :-) -
Rurouni Kenshin - TV Anime Remake (2023)
topic ha risposto a Shito in una Arlec nella sezione Anime & Manga
Il modo in cui parla Kenshin (tipo, usa il pronome personale "Sessha" e le forme cortesi in ~degozaru, per dire solo le due più evidenti, e tutto con costanza e naturalezza, proprio come se fosse una sua normalissima norma) se fosse tradotto/adattato in maniera un minimo rispettosa, perché no, NESSUNO nel Giappone contemporaneo parla così, ma manco NESSUNO in un anime ad ambientazione contemporanea, è una variazione linguistica diacronica marcatissima, nettissima e chiarissima, beh, immagino che qualche cervello esploderebbe, ma ovviamente sarebbe una cosa assolutamente da farsi e anzi da "pretendere", dato che l'opera, il personaggio, il loro sapore e il loro valore sono assolutamente così. 楽しいんだけど。 -
RyoGo Vs. Bancioclick Vs. Dementi Vs. Subber : Fatal Four Way
topic ha risposto a Shito in una Alex Halman nella sezione Anime & Manga
A memoria, i primi 8 volumi italiani di Evangelion, Kodocha vol1, Blitz Royale 1&2. -
Lucky Red - Studio Ghibli (e altro: Dragon Ball, Harlock, etc...)
topic ha risposto a Shito in una Taro nella sezione Anime & Manga
BREAKING NEWS Si scopre che "cani selvatici" e "lupi" sono tutto sommato diversi anche nell'Italia del 2023: https://www.chietitoday.it/cronaca/cane-selvatico-aggredisce-famiglie-bambini-vasto.html "Un cane selvatico, molto simile a un lupo, avrebbe aggredito due famiglie con bambini a Vasto marina. L'episodio si è verificato domenica sera, 7 maggio, con il lungomare Cordella affollato di gente nei giorni in cui la Costa dei trabocchi ospita il Giro d'Italia e le varie iniziative a corredo." -
Le 12 case di hollywood in arrivo
topic ha risposto a Shito in una Tufio nella sezione I Cavalieri dello Zodiaco (aka Saint Seiya)
Time happened. Wait for long enough, and reality will eventually overwrite any falsehood. At the end (the very end) of the day, that's just a matter of time. -
Sempre Takahata, ricordi e memorie, ancora Taeko e Kaguya, otaku e hikikomori, e le mutande di Mimiko e Kiki
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Just a bump. "Se mai sono stato felice di capire il giapponese, è quando lei canta "kanarazu". Credo sinceramente non vi sia nulla di più umano che "sentire" il significato delle parole." SQHT&E xxx Yours truly, Shitarello -
ハリウッド式ワンピース!! ハリウッド式 ハリウッド式 ハリウッド式
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Hai totalmente ragione. Su tutto. Posso solo aggiungere che, non a caso, ciò che in italiano è "illusione", in lingua anglofona è "delusion", ovvero "illusion" in inglese è solo un illusione ottica, ma l'illusione della persona illusa in senso mentale è una "delusion". Stessa cosa per "deluded" (illuso, di persona). E questo per dire che hai proprio ragione, ancora. Anche i concetti di "meraviglia" e "stupore" (mi permetto di ricordare che specie il secondo mi pareva ti fosse molto caro a livello di studio concettuale, almeno) sono molto interessanti e meriterebbero approfondimento. Ritengo in particolare che in lingua italiana il concetto di "meraviglia" si sia a dir poco ammalato, traslando completamente il suo significato da uno stesso significante, quasi a ridefinirsi.
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Sì, credo di capire cosa intendi e credo tu abbia ragione. Come sai, io sono un po' più giovane di te. In questo senso, tu potresti essere il mio "aniki", non un genitore, ma uno "zio", un "fratellone". Tuttavia, credo che la nostra collocazione di età, come tra me e mio fratello maggiore, per quanto breve crei un certo divario, in quanto io sono un GenX proprio a un passo dalla generazione successiva, quella dei Millenials. In più, io sono un provinciale, mentre tu mi pare di capire sia un cittadino vero. E questo in Italia fa una grande differenza, specie negli anni della nostra infanzia e giovinezza. Per dire, per me la "disillusione" non esiste, perché sono "nato disilluso". Taluni amici di famiglia, psichiatri clinici, mi hanno definito "un portatore sano di depressione", fin da quand'ero più giovane. Oppure "uno che vive come se fosse già morto", anche. Non sono parole mie. Ma non ho mai avuto "idoli", né ami avuto £speranze", in nulla né soprattutto in nessuno, meno che meno nell'umanità essa tutta o in specifiche sue frange. Non ho neppure mai avuto "sogni", "ambizioni", "aspirazioni", "speranze", nulla di nulla. E non ne ho mai sentito la mancanza, soprattutto. Detto questo, quando persone un o' più anziane di me trovavano i primi film di Moretti molto intellettuali, e io ero un bambino, trovaro ridicoli i film, il loro autore, le persone che lo apprezzavano e soprattutto i modi – ovvero i percorsi mentali – secondo i quali apprezzavano quello che apprezzavano. A me che ero bambino, sembravano tutti bambini loro. Ingenui, semplici, docili, ingannati. Ad oggi, la penso ancora così. Il Moretti classico ovvero giovane mi pare un bambinone borghese viziato prigioniero delle sue nevrosi consumistiche, e al tempo stesso in conflitto con le stesse. Un superego allevato nelle grandi ipocrisie di certe grandi narrazioni declinare nelle italiche bambagie che non riesce a sublimare le sue piccolezze consumistiche. Mutatis mutandis, come dissi a un mio senpai causandogli quasi una crisi di identità, lo Zerocalcare dei suoi tempi. Ma tutto è vanità. Vanità di vanità. E nevrosi, e psicosi. Lo si sapeva da principio. Quindi questo film interessante nella insignificante misura in cui io non sono un parente, un amico, e neppure un affine di Giovanni Moretti, ma mi rallegro per lui che riesca a sopravvivere, con tutte le tipiche ipocondrie, a una così tardiva presa di coscienza. Segue icona che spiega e tutto, e meglio, in immagini: Vorrei vederti danzare era una canzone che ascoltavo così tanto, alle scuole medie. La cura la ascolto ancora ora. Incredibile che non sia stata )ancora) messa all'indice. Forse una questione di analfabetismo funzionale di ritorno.
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Ho infine visto questo film, come ho scritto e riscritto qua e là dietro "consiglio" di Shuji. Che mi ha così riportato al cinema dopo quanti anni? Vediamo... [google] sette anni. Una vita fa. No, un paio di vite fa – per me. Quindi intanto: grazie, Shuji! Come sai la mia ignoranza cinematografia è seconda solo alla mia immotivata prosopopea, quindi boh, ho visto un film tutto diverso da quello che mi aspettavo dal tuo commento. Non mi è parso un film politico. Mi è parso un film di commiato non solo dall'impegno politico, ma proprio dal concetto di "idealismo" in senso lato. Ovvero, da un lato è il "tipico", "classico", "solito" film di Giovanni Moretti, stupidinamente intelligente o intelligentemente stupidino (scegli tu), doe il tipico, classico, solito borghese romano settantino "di sinistra" fa lo smutandato (sans-culotte) alla sacher, che è un po' il caviale dei dolciumi. Solo che, cosa molto gradita, nel suo pur solito, tipico, classico elemento meta-meta-cinematografico l'autore pare infine assurto a un decente livello di epifanica onestà intellettuale. Ovvero: dove convergono il fil e il film nel film, c'è la maturità di una terza età che prende coscienza che tutti gli idealismi non sono che favole per bambini, e che lui è sempre stato ricco e viziato abbastanza per vivere nelle favole. Filmate. Sempre finzione è, per quanto nobilitata. Una cosa che Oshii diceva già da Uruseiyatsura2 mettendosi letteralmente nei panni del "cattivo" demonietto creatore di sogni, non ricordo come si chiamasse, ma lo ricordate il finale? L'epifania qui sembra arrivare con la vecchia canzone di Francuccio. Ma no, non il sufismo né le Prospettiva, solo la realtà warburghiana, orfica, eleusinica, che mentre la finzione è sempre tale, e tanto vale un what if storico da favoletta per bambin(on)i, la vita va avanti nelle donne che si vogliono vedere danzare. Perché danzano, si muovo ovunque, cambiano e fanno cambiare, sono il tempo, la transistasi,e gli omeostatici uomini ingessati nei loro ideali di carta, celluloide e pensiero potrebbero solo fine a impiccarsi. Ma anche no, meglio di no. Meglio concedersi ai baci. Avevo per caso citato The Dreamers di Bertolucci. Mutatis mutandis, che sono gli stili, tirate le somme i conti tornano. I conti della serva, i conti fatti col tempo. Ah, quando il mio omonimo viene effettivamente assassinato nel finale di Buone Notizie (Elio Petri), un Giancarlo Giannini protagonista in stato di grottesca grazia va a piangere al suo capezzale, e come giustifica il commissario il suo stesso sbellicarsi dalle risate? Io credo anche che fuori dal bunker di Todo Modo ci fosse già la Roma di Buone Notizie. Il virus, il lockdown, i gesuiti. La tragedia del capire è il capire che capire non serve a nulla. Anzi.
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Infatti lo sei. In denial ma lo sei. :-D (it's a trap, ogni reiterata negazione sarà implicita conferma, old boy) Sempre tvb. Se ce la faccio stasera (ri)provo a vedere il Sol dell'avvenire. Per tuo suggerimento. Avessi visto il trailer, che poi ho visto, non avrei mai pensato di andarci. Quanto al Passero (dalla lingua tagliata?), se provo a proporlo alla mia consorte, non mi mette fuori di casa ma mi infama ad libitum. :-D Ma non credo ne avrei avuto comunque intenzione.
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Da un vecchio Valentine Kiss (più di sei anni fa) che porta sempre "il suo nome": Dicevo:
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Kotoba no Niwa?
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Sì, Otomo era profetico. Del resto, Yamaga fece poi dire a Sasshi che gli otaku mostravano un'avanguardia sociale. Ma non era un radioso futuro, quello che intendeva. I tempi del DAICONIII erano lontani, e già il DAICONIV, come il coevo capolavoro di Oshii intitolato Uruseiyatsura2, mostrava la nausea dell'immobilismo consumistico e il bisogno di fuga dal sogno del crepuscolo dicui l'Orchesta Elettrica Leggera per ritorno alla realtà naturale. Una scelta di crescita reale. "Prenditene la responsabilità, eh!" <- la sola battuta di Shimamoto Sumi in tutto il film. Proprio lei. Da lì, la Regia Astronautica e altre pohe cose intelligenti davvero, fino a un libro – o meglio un catalogo – che si intitola Little Boy. Tragica ed esplosiva polisemia intesa dagli autori. Come per quello mancato di Ataru a Lumchan, quel bacio non andrà mai via, cantavano le Manovre Orchestrali nel Buio. Proprio al sorgere del sol dell'avvenire. Si attende ancora il risveglio, quello vero.
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Forse, come in Akira, gli otaku diventano "bambini vecchi" saltando la vera e onesta maturità. Una cosa tipo Kierkegaard, che so. Dallo stadio estetico a quello ascetico in un sol passo, scavalcando quello etico. Anche un certo Berne ne disse qualcosa. Intuendo che in quel modo anche la fase "genitoriale" era pantomimica e fallimentare. Un gioco, volendo. In giapponese, -gokko.
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Ovvero, la riscoperta che le ideologie sono cose giovanili, mentre l'accomodante mediazione è della maturità? Che “vivere o morire“ è dei ragazzi (slavo guerre reali), mentre "vivi e lascia vivere" degli adulti? Concordo. Infatti la società istigata verso tifoserie oppositive in tutto è sempre più una società di bambini, se ci pensi.
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MANGA&ANIME Sul Serio
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Lascio qui, per gli interessati, un video un po' diverso dal solito, in attesa (speranza) di trovare le energie per scrivere un topic starter un po' diverso dal solito. -
Mmmh, quando (una delle poche volte in cui) il Bianconiglio parlò di Roma: Sul raccordo anulare, i ragazzi di ieri Hanno vecchi fucili e una fotografia Hanno fatto la spesa ed i conti col tempo Ma la loro ballata finisce a metà Ho sorriso a mio figlio all'uscita di scuola Ho guardato la casa che una volta abitai Perché quando te ne vai è davvero come se Capissi per la prima volta l'uomo che sarai Perché tutto quel che hai prima o poi lo perderai (In autunno foglie e rami se li porta il vento) Il futuro desertifica la vita ipotetica Qui la vista era magnifica, da oggi significa Che ciò che siamo stati non saremo più E potremo anche avere altre donne da amare E sconfiggere l'ansia e la fragilità E magari tornare a sbronzarci sul serio Nella stessa taverna di vent'anni fa Ma diversa arriverà la potenza di un addio O la storia di un amico entrato in chemioterapia E la vita che verrà ci risorprenderà (Ma saremo noi ad essere più stanchi) Il futuro cementifica la vita possibile Qui la vista era incredibile, da oggi è probabile Che ciò che siamo stati non saremo più Il passato adesso è piccolo, ma so ricordarmelo Io, Gianluca, Rocco e Nicholas, felici nel traffico Di un marciapiede del Pigneto vite fa
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La maturazione ovvero l'invecchiamento ovvero la cognizione ovvero la rinuncia di un uomo, come il diavolo, si nasconde nei dettagli. Sono sempre più ansioso di vedere il film.
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Il senso di spreco, di fallimento, o di inganno - o tutti e tre? Per me tutti e tre, volendo. E lo dico da ex-cinico (da ragazzo), poi nichilista e sempre stoico.