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Lucky Red - Studio Ghibli (e altro: Dragon Ball, Harlock, etc...)
topic ha risposto a Shito in una Taro nella sezione Anime & Manga
È una cosa che potresti avere sentito da me, l'ho detto spesso. "Effetto Mononoke" (in realtà si dovrebbe dire i contrario). In ogni caso, ero sincero. Forse per "cinetico" intendevi "cinematografico", però. ;-) -
Il prode ritorno del Prode. La schiettezza, la franchezza, la fierezza. Tutto ciò è rinfrescante. Per me. Alex, al prossimo incontro invece del Joker ti faccio Bane, ne ho fatto un piccolo caso di studio mio personale. :-)
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Prima un caffè, poi una birra, poi un pranzetto, poi una cena... e ora – ormai – cosa dovrei offrirti, io che a tutt'ora non ho mai cercato né saputo né avuto interesse a sapere chi avesse realizzato i doppiaggi per me indecorosi di Monokoke e Sen to Chihiro, pur avendoli senza alcuna recalcitranza rifatti da me stesso come ritenevo corretto da me stesso? Beh, non ne ho rammarichi! Citazioni colte, eh. Haterz+lurkerz sempre benvenuti, siate miei ospiti, la porta tagliafuoco è aperta! :-D
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Questo lo quoto io, avessi caratteri d'oro lo farei volentieri in cielo.
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L'immediatezza di fruizione di un prodotto narrativo STRANiero non è che una chimera, infatti. Le scelte sono, sempre e da sempre: 1- rassegnarsi al vero "è faticoso, a volte impossibile, comunque sempre parziale". 2- ingannarsi del falso "ma no, esistono vie di mezzo, si può fare, eccome!" un po' come per tutto quello che dispiace, insomma. 1 sarà eventualmente causa di tristezza. 2 sarà eventualmente causa di disagio (nevrosi -> (borderline) -> psicosi). Dinanzi a ogni dispiacere ineluttabile, in quanto reale, è sempre così.
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Azzardo una spiegazione. Perché la tua mentalità, come quella di altri che ti sono affini, è tua virtù. Non è una tendenza umana generica. Meno che meno assoluta. Più probabilmente minoritaria. Ovviamente essere parte di una minoranza comporta un certo senso di solitudine, a cui il subconscio fa corrispondere diverse strategie, talune più distruttive e di sfogo, altre più positive e amorevoli, ma la realtà non cambia. Di mio ti conosco solo vagamente, direi, ma è palese persino per me che hai una mentalità di interesse, di indagine, di volontà di comprensione delle cose che ti piacciono (su questo, se ti interessa, posso elaborare ulteriormente). Questa mentalità è un prerequisito per trarre il bene e il meglio da tutte che possibilità offerteci dalla più moderna tecnologia, che in mano al disinteresse diventano invece del tutto inerti. Essenzialmente, come dice Eboshi, una volta che siano state date al prossimo tutte le possibilità, poi ognuno si salva da sé.
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Chocozell is the new Fencer. LoLú.
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Eyemerich: si, avevo inteso. Oggi come oggi, la risposta è sni, volendo, ma hoscritto "il contrario" per ribaltare quel senso di deresponsabillizzata "libertà" indebitamente creativa. Il "linguaggio politico" è una variazione diafasica. :-) Nel linguaggio giurisprudenziale, la costruzione "di lui, di lei" in luogo di "suo, sua" è a tutt'oggi comune. In una querela per diffamazione, che so, si ritrova l'intenzione a ledere la persona offesa e la di lui onorabilità :-) Il suo accrescitivo "un boato" ha attecchito meno, mi sa. Scompariranno insieme alla mossa del giaguaro, tranquillo. Non è una certezza, è una profezia. Infatti per primo dicevo che è il tempo a scandire la realtà.
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MANGA&ANIME Sul Serio
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Ora con un microfono. Tutto specialmente dedicato a G.C. - Garion Cristian. -
Esiste tra gli operatori del settore linguistico un vecchio detto che mi pare davvero squallido, ovvero “Una traduzione è come una donna, o è bella o è fedele”. Oltre che squallidamente pecoreccio, soprattutto credo sia un’idiozia, perché al contrario tanto negli affetti quanto nella traduzione io credo che fedeltà e bellezza siano la stessa cosa, siano sinonimi. La bellezza per antonomasia è la verità, e nei rapporti umani come nelle traduzioni ebbene la fedeltà è la figlia e la madre della verità. Una bellezza finta non è certo vera bellezza, è un tradimento, un trucco, un inganno. Nulla di auspicabile. Salvo che un consolante alibi per deboli e sconfitti, fatti fessi e contenti nelle compiacenti bugie.
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Il contrario. Di mio, non ho ancora superato "La mia mamma è più bella di Lorella Cuccarini" ai tempi della prima edizione italiana di Rough. Vedi, le opere sono quello che sono e sopravvivono al loro pubblico. Quando lavoravo per Dynamic, per qualche tempo mi dicevano di non usare la locuzione "non ci posso credere" perché pare fosse tipica di certi comici del tempo, che non conoscevo e non conosco. Non è internet, non sono i social ad avere inventato "i tormentoni". Anche chiamandoli "meme", sono lo stesso. Non sono Internet e i social ad avere inventato la frivolezza e l'idiozia umana, no. Sono cose che sono sempre esistite, e il dovere della persona sensata è ignorarle. I ragazzini di oggi non conosceranno quei comici, non conosceranno le pubblicità ottantine, e il tempo giustamente spazza via ciò che è frivolo e idiota, perché è insignificante. Quando ci fu lo "scandalo" di Eva, andava di moda la parola "blastato", ormai credo scomparsa. Passé. Poi la parola "asfaltato", rigorosamente usata con un costrutto errato (il complemento oggetto del verbo sarebbe ciò che si ricopre di asfalto, non ciò che si stende a copertura: "asfaltare una strada"). Finirà con più lungo tempo "un botto", perché un uso originariamente diatopico distratico diafasico preesistente alla sua diffusione nazionale. Finirà prima "tanta roba". Finirà "adoro" in senso assoluto, forse questo sta già finendo. Passeranno gli anglismi ridicoli del momento. Mentre la gente ha scoperto "ineluttabile" con una bambinata di film, e ha scoperto "assembramento" (in molti pensavano "assemblamento") con un brutto virus. Sono tutti momenti di infatuazione linguistica del tutto vacua. La "bomba d'acqua" ancora dura, ma il "gelicidio" è stato in voga una sola stagione. Ah, "-cidio" come cadere, come "stillicidio" (caduta delle gocce), non come uccidere, anche se la radice è la stessa: soles occidere et redire possunt, nobis cum semel occidit brevis lux nox est perpetua una dormienda. Del resto i caduti sono quelli che sono stati uccisi. Ah, e "petaloso". Quanto è durato? Un po' meno di "ciaone", ma in fondo in una pubblicità della Uno c'erano, a mia memoria "comodosa", "risparmiosa", "sciccosa". Sic. Tra pubblicità, cronaca, comicità, intrattenimento, e ora comunicazione digitale sociale, è pieno di idiozie linguistiche. Ce n'è una vera panoplia, un coacervo, un crogiolo. Ma passano presto e finiscono tutte. Come sono finiti i veri galli, le squinzie, e tante altre linguistiche amenità. Finiranno sempre, comunque e presto tutte queste schifezze, perché non significano nient'altro che il ridicolo narcisismo di una generazione, qualsiasi generazione, che crede di avere un suo gergo. E invece non ha nient'altro che il vuoto che riempie col nulla. Qualcuno ha letto T.S. Eliot? Wastelands. Lande desolate. La "colpa" è solo di chi considera rilevanti, anche in un singolo minuto primo o minuto secondo persino, queste sciocchezze, e si lascia influenzare anche per un solo istante da queste sciocchezze. Che hanno sempre lasciato e sempre lasceranno il tempo che trovano. Nella grandezza del firmamento, ogni stella cadente non è che una effimera meteora. O fulmine di Pegasus. Tutto scorre con la corrente. A valle si sedimenta il vero. Insieme ai cadaveri dei nemici del vero, già visti scorrere lungo il fiume. :-)
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+ Ahahah! Sigh.
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D'altro canto NWO sarebbe, a scelta, una teoria complottistica o un team di wrestler passé, giusto? :-) Oppure al reale periodo storico, ma si sa, la realtà non è mai affascinante come la finzione (il che è un po' BNW-ish, ma oh. Sono un Selvaggio.) Oppure: The soul's escaping, through this hole that is gaping This world is mine for the taking Make me king, as we move toward a new world order A normal life is boring, but superstardom's close to post mortem
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" 余計なことばかりしあがって...! "
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No, no, le coperte non c'entrano niente. Si tratta solo del sapere ammettere un errore, quando conclamato. Ti faccio un esempio: per più di vent'anni ho creduto, detto e diffuso la pronuncia Neon Ghenesis Evangelion. Sbagliavo. Ho sempre sbagliato. La corretta è Neon Jenesis Evangelion. Mi spiace di aver sbagliato. Ma ho sbagliato. Quindi tutto quello che posso fare, oltre che rammaricarmene, è impegnarmi a non commettere più quell'errore. Per farlo, devo anche combattere un'abitudine ultraventennale. Amen. Visto? Si fa così. Il Buddha dice: "Chi perde occasione di correggere un errore, ha commesso un più grave errore." I giapponesi dicono "Quello che capita due volte, capita una terza." Che poi è il vero senso di "Non c'è de senza te", che non sarebbe una cosa da superstizione mistica. È logica giurisprudenziale: sai perché la recidiva è un'aggravante implicita, e tendenzialmente quasi implicita il dolo? Perché errare è umano (e può essere involtario), perseverare è diabolico (ovvero è più probabilmente una volontà cattiva). Come vedi tutto semplicemente torna.
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E quindi nel disegno c'è scritto LUFFY e nei baloon Rufy?
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Disney: back to the past in the future(LIVE ACTION INSIDE)
topic ha risposto a Shito in una Chocozell nella sezione Cinema
Intanto, in Giappone: https://dollfie.volks.co.jp/sd/special/disney/princess/ (spunti per gli interessati: BNW, Huxley, Keane, Big Eyes, Pullip, Betty Boop, Tezuka, lolicon, Azuma (tutti e due), Oshii. Tenmshi no Tamago, Daicon O.A. (tutti e due), Aum Shinrokyou, Seele) -
Ma nel manga in italiano cosa fanno, ridisegnano le tavole quando compare il nome nei manifesti con la taglia?
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In pratica si fece un'ibridizzazione tra sirene (quelle vere) e la versione mitteleuropea delle naiadi, volendo. :-)
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Diaclone Robot Base (e Nanakase Yashiro, e Eva ep6 iirc):
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BUT! What you might not know... ...is HOW TO PRONOUNCE HIS NAME! --- Whoa guyz, I'm floored really. Truth to be told, we Italians still need this kind of shit, I bgan to do myslef back in 1997 or something with the very first Italian edition of the "Evangelion" manga, where I used to write stuff as "Gendo [pron: "gendo"]. We're still "in 1996", you see?i (and yes, final boss was actually Ikari Gendo there).
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Sì, forse ancora prima di Paracelso? Ammetto di avere approfondito la cosa solo fino a un certo punto (a causa degli elementali di Seiken Densetsu 2, lol).
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Volevo solo dire che già l'originale animato è per me indegno in quanto deprecativo dell'originale letterario, ma del resto trovo ancor più indegno che Paracelso prima e Andersen poi avessero ibridizzato le "sirene" (razza mediterranea aviaria e spaventosa, urlante) con le ondine del Reno (razza teutonica ittica e avvenente, melodiosa). Non so perché poi ci sia passato di mezzo il magico servo di Prospero ne La tempesta, ma Lorelei? Non Ariel, Miranda. Dai capelli rossi, in questa versione. BYW, sono l'unico a pensare che l'origiinale fiaba di Andersen riprendesse un po' i temi di Ifigenia in Aulide?
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MANGA&ANIME Sul Serio
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