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Shito

Pchan User
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Tutti i contenuti di Shito

  1. Shito

    Eva Manga - new chapter by Sadamoto

    E così tra meno di una settimana finisce davvero... Dopo aver )infine) letto tutto la stage 95, pare davvero che Sadamoto sia orientato per un finale positivo alla risoluzione di Shinji, dove tutto viene spiegato un maniera un po' più chiara che in Magokoro...
  2. Shito

    il tempo di EVE

    Non so davvero se questo sarebbe possibile. Nel senso che non sono così addentro alla produzione per avere anche solo un idea degli ordini di grandezza delle cose. Personalmente, da quando ho collaborato con l'edizione italiana sottotitolata della serie, premo affinché entri in produzione la seconda serie. Ad ogni occasione. Tralasciando il fatto che ho a casa le tazze del EVE no jikan e la miscela Evlend (no joke), io amo davvero questa storia per il suo significato profondo. Cerco da almeno un anno un modo per doppiarla in italiano e proporla sulle TV nazionali. ^^;
  3. Shito

    HOKUTO NO KEN - serie tv by Yamato

    Taro, la tua risposta è sensata, fa onore al tuo buon intelletto, e invero me l'aspettavo. Ma ahimè, in epoca postmoderna assai sottile è il confine tra il dileggio e la mitologia. :-( Sono certo che mi intendi.
  4. Shito

    Maison Ikkoku

    Dato il thread, mi sta venendo voglia di fare un bel post su quello che ritengo il più alto punto di significanza di Maison Ikkoku... ...mmmh....
  5. Shito

    HOKUTO NO KEN - serie tv by Yamato

    Basta non essere masochisti, e sono tutte cose che non si ricordano. Basta pensare alla sensatezza, all'opera, all'originale, e tutte queste insignificanti, inutili, sciocche memorie infantili scivolano nell'oblio della doverosa dimenticanza. Non si dovrebbe parlarne, davvero. Non è niente di notevole. Non vi è damnatio memoriae più profonda che quella spontanea. Così dovrebbe essere. :-)
  6. Kiki ovviamente uscirà in anche DVD. :-)
  7. Non sono un interno Lucky Red, sono un libero professionista loro collaboratore. Credo che, come in ogni normale azienda di distribuzione, decidano le persone deputate alla programmazione editoriale, secondo le loro logiche, no?
  8. Se lo sapessi, non ne farei mistero. :-)
  9. Ora come ora direi: - Nausicaa della Valle del Vento (1984) - Ricordi a goccioloni (1991) - Si sente il mare (1993) - La principessa spettro (1997) - Gli Yamada, cinguettanti vicini (1999) - La sparizione di Chihiro e Sen (2001) - La ricompensa del gatto (2002) ^_^
  10. Questo post statuisce perfettemtne l'esatto opporto della realtà. E' mirabile.
  11. Shito

    Google Glass

    La realtà aumentata del Lumia mi pareva una cosa sensata/utile. Molto più del 95% delle app su qualsiasi ecosistema. Figurarsi dei Google Glass.
  12. Shito

    Brokeback Mountain

    Oh, magari è un film bello e intelligente, ma nel trailer italiano sembra proprio una cosa parossistica... Cmq credo proprio che "brokeback" significhi, in senso letterale e figurato, "schiena spezzata" (retro rotto) http://en.m.wiktionary.org/wiki/brokeback Da cuil il senso di "derelitto", "malandato" :-)
  13. Shito

    il tempo di EVE

    In realtà la serie, benché parte di un disegno più grande, ha una sua unità narrativa e un suo senso compiuto: la serie è la storia di come Rikuo salva Masaki (parole esatte dell'autore, non mie). Ovvero, è la storia della risoluzione di un singolo personaggio, preso a simbolo di una allegoria sociale. Il film è la stesso cosa, ma nel poco che aggiunge vi è la testa di ponte per il proseguo della storia globale, che avendo avuto modo di leggere so piacermi molto. Spero quindi che Nche il proseguo venga realizzato. :-)
  14. Shito

    Il Grande Gatsby by Baz Luhrmann

    Mi sento motivato da entrambi alla visione... :-)
  15. Shito

    Addio a Ray Harryhausen

    Sono ignorante e googlerò a breve. Per ora, il Perseo trionfante mi ricorda quello di Canova (alla Galleria del Belvedere dei musei vaticani)... mentre la battaglia con gli scheletri mi ricorda Golden Axe. Chiaramente in sensi inversi, mi paiono due reference possibili. :-)
  16. Volevo ricordarvi che nell'edizione italiana di Rough si cita, come metro di bellezza nella mente di un bimbo delle elementari, 'Lorella Cuccarini'.
  17. Shito

    The Amazing Spider-man

    Ma l'Uomo-Ragno *è* una cosa per ragazzini, no? Che c'è di sbagliato?
  18. Shito

    Il Grande Gatsby by Baz Luhrmann

    Certo concordo che simili pellicole, che non fanno dell'effettistica speciale il loro punto di forza e fascino, non sembrino 'chiamare' la visione in sala. Per contro, c'è il discorso atmosfera, immersione. Un film del genere, come quelli di Joe Wright, credo vivano molto sul trasporto in un altro 'mondo', dall'esserne assorbiti. :-) (interessante il discorso su Hughes / Stark )
  19. Shito

    Brokeback Mountain

    Fammi capire, ma è esistito un film americano fatto da un cinese su dei cowboy omosessuali che si intitola 'I Segreti della Montagna Rottodidietro"? E un fake, vero? Oppure è la vera ragione del suicidio dell'attore che ha fatto l'ultimo Joker?
  20. Shito

    Il Grande Gatsby by Baz Luhrmann

    Personalmente invece trovo questo genere fi film interessanti, quindi divertenti. Ho molto apprezzato J. Edgar, come avevo molto apprezzato The Aviator. Anche io apprezzo parecchio DiCaprio come interprete. :-) Il tipo di film in cui 'mi rompo le scatole' è piuttosto il genere di IronMan, o quei film di azione/avventura in cui 'succedono cose', ma tanto non significano nulla. Ricordo che IronMan 2 mi fece molto questo effetto, tipo da sbadiglio in sala, pensieri tipo "ma quando finisce?", etc. :-(
  21. La prima domanda, o richiesta di opinioni è: è un qualcosa di cui il mondo attuale può avere bisogno, può giovarsi, o è solo il non plus ultra del technogadget, fatto per far sentire i geek dentro a un film di fantascienza in cui il cyborg può registrare in soggettiva quello che vede, etc? Ovviamente a me fanno pensare alle soggettive di RoboCop. Manca solo la funzione di puntamento. E ovviamente RoboCop non aveva il wifi, anche se poi la sua acuminata interfaccia permetteva usi accessori insospettabili (talk about 'jack-knife', huh?) Tutto sommato credo che anche gli smartphone siano realisticamente usati dal loro utente 'medio' (ci sono anch'io) forse al 10% delle loro potenzialità? Jobs parlò di iPhone come di un 'telefono + iPod figherrimo + internet-in-you-pocket', e in effetti sono queste le sue reali utilità (credo). L'App Store non era ancora in campo, e l'App store rende essenzialmente l'iPhone una console portatile minorata (nel concept, nell'usabilità, nel parco titoli). Ovviamente, il boom è stato proprio su questo 'perder tempo con i giochini' (che inizialmente era nato e spinto sull'iPhone senza Phone aka iPod Touch). Quindi direi che già gli smartphone sono 'troppo', per l'umanità del 2013. Bastano e avanzano. Ma voi ci credete a questi spot in cui tutti hanno una vita fighissima, sia familiare che sociale, così da doverla fotografare o filmare 24/7? Ma chi ci crede? Oppure di queste coppiette deliziione, hipster superfighi o buoni padri di famiglia con i cari in casa ad attenderlo che devono costantemente controllare le loro tabelle di volo mentre condividono una veduta mozzafiato o mandano un caloroso saluto alla bambina-figlioletta-perfetta-e-adorabile? Ma non ero io che guardando i cartoni animati mi perdevo ancora nelle favole?
  22. Shito

    Il Grande Gatsby by Baz Luhrmann

    Sono molto interessato a vedere questo film, ma l'impressione che potrò averne sarà assai ignorante, dato che non ho letto Fitzgerald (che mi chiama da anni) e non ho visto gli altri film del regista. Spero di riuscire a non perdermelo come già ho fallito con Anna Karenina, che pure mi interessava moltissimo. Shame. On. Me.
  23. Grazie a te Shuji per essere sopravvissuto all'improba mole di slati di cui avrò di certo disseminato gli scritti, e aver perdurato nella lettura. In risposta: già. Sembra che anche nella comunicazione, nell'informazione, valga il vecchio adagio "il prodotto della qualità per la quantità è una costante". So bene che inevitabilmente questi discorsi sembrano elitari, snobistici, ma del resto secondo Kojève alla tendenza 'animalizzante' del consumismo statunitense si opponeva la naturale 'tendenza allo snobismo' giapponese. Proprio in questi termini. Si dice che la postmodernità sia 'cominciata in ritardo' in Giappone rispetto all'occidente (essenzialmente, in Giappone dopo l'esposizione universale di Osaka'70) e tra i motivi c'è probabilmente una recalcitranza generale della mentalità giapponese all'abbattimento dell'idea gerarchica. Apparentemente, in Giappone si sente pervicacemente il bisogno di distinguere tra letteratura 'elevata' e 'popolare', per intenderci, e le light novel stanno ancora sotto. Persino i due maggiori premi letterari nazionali sono uno per la letteratura elevata, l'altro per quella popolare. E' probabilmente un bisogno di 'ordine'. Quindi la dissoluzione del vertice nella base, tipico fenomeno della postmodernità, è alquanto difficile per i giapponesi. Chi frequenta la rete giapponese si sarà reso conto che anche il loro modo comunicativo digitale è molto diverso, e questo affonda le sue radici nella sociologia, si capisce. Mi sono spesso interrogato su come mai su di me, sin da bambino, abbiano fatto presa le opere narrative giapponesi più che quelle occidentali. Mi sono dato due principali risposte. Una è che per le logiche di contaminazione vicendevole il GIappone, che dal dopoguerra aveva subito una fortissima contaminazione dall'Occidente, proponeva dei prodotti per l'infanzia che erano 'occidente giapponesizzato'. E' proprio quello che dice Azuma, ovvero che tutto il Giappone del dopoguerra è in realtà uno "pseudo-Giappone" ricostruito con pezzi dell'immaginario americano ricollocati a foggia nipponica. In questo, l'intrattenimento giapponese era per me, europeo, al tempo stesso 'fascinoso come qualcosa di esotico', ma altresì 'rassicurante come qualcosa di proprio'. Diamine, ho visto un'intera serie animata tratta da un racconto-nel-racconto di De Amicis, e mia madre che è di Torino lo leggeva alle elementari, De Amicis. Ma la seconda risposta che mi sono dato è che il Giappone, essendo sempre 'un passo indietro' nell'animalizzazione postmoderna soprattutto rispetto all'America, proponeva delle storie che erano molto più 'grandi narrazioni', con aneliti universali. Voglio dire, nell'animazione giapponese spesso si combatte per salvare il pianeta e la specie umana, ci si interroga sui destini di quelli. Oppure si prende a modello una singola fanciulla per tracciarne una grande epopea che ha sinanco un che di simbolico. Queste sono 'grandi narrazioni' con un cipiglio del tutto moderno, non postmoderno. A paragone di ciò, cosa poteva importami delle stupidate americane, da Diff'nt Strokes a Hazzard, da Happy Days a qualsiasi sit-com di merda? Ecco, questo è il mio approccio 'snobistico alla giapponese', suppongo, per citare Kojève. Sin da bambino, le storie che mi piacevano erano solo quelle che avevano un 'significato importante'. Andando avanti nella vita questo mio modo di percepire si è radicalizzato sempre più. Per esempio, Evangelion è già più posmoderno di altre narrazioni, ma quantomeno ha una volontà comunicativa reale e intensa, genuina. E' un po' a cavallo tra il moderno e il postmoderno, per come la vedo io, come era già Top wo Nerae!. Nadia, forse perché prendeva la mosse da un progetto di Miyasan comunque impiantato su certi classici della letteratura europea, aveva comunque una vague più 'moderna'. Siamo convintissimi che Nadia sia lo stesso tipo di psicologia di Asuka (e l'adoro), la fanciulla ferita nel profondo del suo animo sin da bambina che deve essere curata per essere recuperata. La differenza è che in Nadia la narrazione non stava proprio tutta dentro la mente di Nadia, e quel che le girava intorno era significativo e rendeva lei stessa un elemento di una figura più grande, indi un simbolo di un caso umano più generale, meno ristretto. Forse è naturale che soprattutto i fanciulli tendano all'ideale più degli adulti. I fanciulli sono per i massimi sistemi, e così sono le favole, la cui allegoria è in genere generale ed elavata. Al contrario, gli adulti sono immersi nella mediocrità della vita contingente della miseria umana. I conti mi tornano. Vedo infatti che l'età dell'animalizzazione, andando avanti la postmodernità, si abbassa. E per contro, chi resiste, si fanciullizza sempre più. Forse gli artisti, gli intellettuali, questo genere di psicologie sono sempre state in parte infantili. Avevo argomentato questa similitudine tra la mentalità artistica e quella di un bambino proto-otaku in un vecchio post del mio fu-blog, ma ne abbiamo limpidi esempi e persino meta-esempi nella nostra cultura nazionale. D'altro canto, la fanciullizzaione totale, o comunque esagerata, è divenuta un altro modo dell'animalizzazione adulta. E' un sentiero stretto tra due fuochi, per come la vivo e la vedo io. Chiudo con la citazione che preferisco in tutto Eva: Per un misofobo è difficile... vivere con le altre persone. Quando ci si inizia a sporcare, lo si capisce.
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