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Tutto EVA (e la soluzione che gli manca) in 50sec
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
In verità trovo che tu sia stato chiarissimo. Ora per me è difficile rispondere, perché ci sono due me. Quello di ora e quello di prima. Per anticipare il discorso su K (il tuo bellissimo post grida vendetta), trovo che tutta la differenza sia tra l'amore estetico e l'amore etico. Quello che tu chiami 'cristiano' è comunque un amore etico, o forse religioso -qualora esteso a una razza intera-. E in quella misura, mi pare comunque delirante. Ovvero forse poteva riuscirci il Cristo (e se è esistito e quel che ci hanno tramandato è veritiero, c'è riuscito davvero!), ma credo che realisticamente sia una prospettiva titanica che porti persino a deviare da una più corretta 'utilità del singolo': l'amore etico maritale. Detto questo, diversamente da te io credo nel fatto che entrambi -in un vero amore- siano al tempo stesso edificatori e edificati. Ovviamente in modi diversi, anche opposti. Ma -diavolo- c'è davvero un mare meraviglioso di differenza tra 'fare il buon marito perché ci si sente bravi a farlo' (ovvero soddisfare il proprio superego, indi comunque un'istanza estetica), e 'amare davvero la propria amata per il bene di lei, e poi riscoprire che questo si può anche chiamare essere un bravo marito'. Direi. Sicuramente Nadia è un personaggio estremamente realistico nel suo parossismo a volte persino caricaturale. Buffo, eh? Asuka è parimenti realistica, ma più 'veritiera' nel suo modo d'affresco. Ma forse, e dico forse, non vi è amore più grande -per un uomo- che capire, accettare e amare persino l'imperfezione dell'amata in qualità di 'terreno edificabile'. Come se pigmalione avesse accettato le venature del mamrmo da cui traeva Galatea. Sappiamo che Michelangelo non le sopportava. -
Tutto EVA (e la soluzione che gli manca) in 50sec
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
http://www.youtube.com/watch?v=tfBHG7CDzBY&feature=related Qui trovate un bel mix. La scienza che indebolisce l'uomo (cfr Eva ep11), il valore di un miracolo da compiesi con le mani dell'uomo (cfr Eva ep12, ma anche GunBuster ep6), nonché battute trademark tipo "nante kotta!", l'atmosfera operativa corale che viene dai film SF Toho, e molto altro. Qui invece il resto: http://www.youtube.com/watch?v=3tBjTjL4zm4&feature=related L'incomunicabilità affettiva tra padre-figlia, e il dramma dell'Electra che s'è fatta persino Medea, che ritroveremo anche nelle due Akagi, nonché il potere anatemico della Scienza con l'autodistruzione di una cività, tema così vicino a Miyazaki (tutto viene dal SoldatoTitano...), il valore di un singola vita anche di fronte alla distruzione di massa (come Tashiro per Noriko, e poi Misato). BTW, l'utilizzo dei rough per l'animazione del flashback di Elektra è GE NI A LE. Notevoli però anche le poverate come la voce di Kiyokawa Motomu 'riciclata' (e per fargli dire una battuta chiave alla Yui... mmmh, ma sarà intenzionale?) Certo però che è davvero meraviglioso come Elektra riesca a incarnare forse meglio il mito di Pigmalione che quello del personaggio che le da il nome. :) "Io... sarei stata felice persino di essere amata come rimpiazzo di tua figlia." Monumentale. (Si noti che il fuoco di Elektra su Nemo è il perfetto opposto di quello di Gendo su Ritsuko) Nel seguito: http://www.youtube.com/watch?v=bOEPMllDbV4&feature=related E' invece ancora più impressionante come il messaggio di "vivere a qualsiasi costo", che poi sarebbe stato quello di Mononoke, si fosse invertito perfettamente con End of Eva. Vorrei tuttavia sottolineare il pregio registico di queste scene, oltre all'intensità dei dialoghi. Credo siamo davvero a livelli archetipali, da mitologia classica o quasi. Elektra è davvero la fu-rori per antonomasia... e il suo pianto è straziante. Torno il "Nadia, IKIRO!" che si senterirà anche come ultima battuta di Nemo, eh beh... siamo proprio su Mononoke, al contrario di EoE. Davvero il (secondo) rifiuto della Hidaka deve avere fatto male al povero Hideaki... :( http://www.youtube.com/watch?v=pK14Y6Ejy30&feature=related Qui il vero senso della Blue Water... un 'computer naturale' per raccogliere le anime, per lasciare traccia reale dei defunti, del loro pensiero, e poi di una civiltà. Come i Magi, come lo Shogouki+Yui alla fine di Eva. Il sogno di un otaku, che non potrà accattare di svanire nel nulla: la persistenza della memoria. Molto bello, però, il mix-up di tecnologia e misticismo, con scienze e alchimia che si incontrano con Trismegistos e Lapis Sapientiae. Nota: la voce giapponese del computer di bordo del Red Noah fa molto HAL, eh? "I'm afraid I can't do that, Nadia." In realtà viene proprio da Ultraman... E mi fa ripensare un po' a Mork fi Ork e i suoi rapporti di fine episodio. :) Ovviamente tutti sappiamo che il discorsetto sulla possibilità per l'erede di Trismegistos di essere "come un dio o come un diavolo" viene direttamente da Majinga Z, da cui verrà poi il primo incontro tra Shinji e Shogouki, di fronte alla 'faccia' del secondo. :) --- Veniamo ora al 'vero dunque' http://www.youtube.com/watch?v=7g6qnuxDD-4&feature=related Le due grandi crisi di Nadia, di coscienza, esistenziali, fino al tentativo di suicidio. E ovviamente è sempre la Mamma (dentro la Blue Water), a salvate tutto. Come Yui dentro lo Shogouki. http://www.youtube.com/watch?v=S3kxBxwFvD8&feature=related Bisogna vedere le reazioni di tutti: da Grandis-Misato (come nell'episodio 16), a Sanson -davvero mirabile nella sua dissimulazione d'affetto dietro al farsi burbero (infatti lui è il cuore buono che conquisterà la vera Rori dell'anime!), e di Jean. Jean risponde ancora una volta con un grandissimo affetto. Ed ecco il punto: tolta la fabula esteriore, Nadia è la storia di una ragazzina tremendamente ferita dalla vita, che riesce a ritrovare il sorriso nell'amore di un ragazzo. http://www.youtube.com/watch?v=NZkD3J8-Az4&feature=related (vi prego di focalizzarvi sul messaggio finale di Anno) (*) C'è da dire che anche Jean ne aveva patite. Era un otaku rimasto senza padre, senza madre, e cresciuto da uno zio otaku e una zia arcigna. Molta solitudine anche per lui, ma da otaku quantomeno annegata nelle macchine, negli oggetti. Il segreto è una incredibile forza di Jean. Forse è eccessivo, ma Jean riesce a trovare la forza di amare Nadia sino a curarla. E nel curare lei, cura anche sé stesso, trovando nuovi fini -dei veri fini- a tutta quella scienza e quelle gioie da otaku che prima gli facevano compagnia, ma erano forse vuote. Ed ecco quidi la risposta: l'amore. La risposta alla Tesi dell'Angelo Crudele è la crescita vicendevole di uomo e donna nell'amore sincero, l'amore che solleva dall'insostenibilità esistenziale della solitudine. E non è facile. E si dirà forse che Jean era molto forse, troppo forte, e forse anche giovane abbastanza per non essere già sclerotizzato nella solutidune dell'otaku. Ma la risposta può stare solo qui. E' banale, ma è la stessa risposta che Sasshi ci darà imprando ad amare Arumi, e crescendo per questo. Che buffo... continuare a chiedersi quello che alla fine si è sempre saputo. Da Gundam, da Macross, da Gunbuster persino... da sempre. Più che imparare, suppongo che ci si debba sforzare di non dimenticare. Questa epoca ha buttato troppo fumo negli occhi dell'uomo. L'amore, la comprensione, l'accettazione vicendevole reale e piena. Non bisogna dimenticarsene. Ci avete fatto caso a come gli 'omodetou' per il compleanno di Nadia siano come quelli del finale televisivo di Eva? Tutto sommato, se non si vive in solitudine, se si è amati, si può riuscire anche a vivere. Se avete seguito tutto questo, capirete anche perché il significato dell'amore di Kyon per Haruhi è tanto significativo, anche se nel caso di Haruhi non abbiamo ferite da curare, ma solo il frutto di questa società impazzita... ^^ PS: Ma quanto è Lum la nostra Grandis? PPS: (*) quante citazioni passate e future riuscite a vedere nella sola SIGLETTA dei Gekijou? ^^ -
Eppure mi pareva che nel manga l'object fosse il busto che reggeva lo scudo dinanzi a sé, a mo di specchio, da cui il fregio di medusa = il riflesso nello specchio... mmh...
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E' un film in qualche modo tipico ma atipico. Alcuni spunti, soprattutto visivi, fanno anche riflettere. Senza gran pavese, merita di certo la visione.
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Ho notato ora che l'Object di Perseus è completamente sbagliato... se ben ricordo l'object raffigura Perseo che specchia Medusa nel suo scudo (il trick che iusò per sconfiggerla, decissamente Perseus > Shiryu come stratega...) Al contrario la testa di Hylda mi pare in avanzato stadio di rifinimento...
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Io credo che Bandai voglia fare i silver saint... color argento! Con magari una sfumatorina diversa (tipo le God Cloth). Credo anch'io. E anche il fatto che la V1 di Seiya sia molto metal (il bronzo è metallo, eh!) sembrerebbe conferamre questa idea. Quindi secondo te per Bandai Misty si chiama "The Gods made me beautiful"? Eh, avevo infatti inteso che seppur trattandosi di un mero nome, fosse comunque una catchcopy (aka catchphrase, aka 'slogan') del personaggio, eh! LoL che quella di Misty dice due cose diverse in giapponese e inglese. ^^ BTW la bruttezza degli Steel Saint ci fa ricordare che i corpi dei cloth classici venivano usati da Bandai anche per i Winspector. Che erano comunque meglio degli Steel Saint.
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Ma la OCE di Pegasus V3 ha le ali realmente retrattili, infine? Ma la Appendinx OCE di Shaka in cosa differisce dalla anime color edition?
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Avrebbero dovuto lanciare questi DVD solo in un edizione super- per 'true believers only', ovviamente supercostosa e limitatissima.
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Dynit presenta: GURREN LAGANN
topic ha risposto a Shito in una P Again nella sezione Kyodai Robotto, hasshin!
Già, è un poco come il caso di Majingaa/Mazinger (e infiniti altri doppisenti interlinguistici intenzionalmente posti in nomi giapponesi ) Mmmh... in teoria il suono R -come il suono H/F- non si potrebbe raddoppiare, proprio per come si produce a livello glottologico/logopedistico. Questa è cosa assai nota, come l'allungamento delle vocali che sottendono la R terminale anglofona, la Y inserita dopo la C quando il suono successivo è AE (immaginare le due vocali fuse in un solo carattere), insomma le solite cose. Per questa ragione, i suoni RA, RI, RU e RO (e impuri composti derivati) possono corrispondere a suoni di R o L effettivamente doppi. Alcuni esempi 'Calliope diventano 'Kariope-'. 'Apollon' diviene 'Aporo-n'. 'Allen' divene 'Are-n' (cfr. Tenkuu no Escaflowne). 'Fallyna' diviene 'Fari-na' (cfr. Macross). Ovviamente evito esempi anglofoni dove la doppia L o R è debole di suo. A mia memoria, l'unico autore giapponese che ci ha provato è stato Aida Yu, con risultalti buffi (si ottiene, chiaramente, una doppia D un po' debole). Credo che ci abbia provato perché sentiva molto le doppie nella pronuncia italiana. In effetti ho notato qualche caso di R raddoppiata proprio per tralistterazioni italiane/latine, ma è una cosa che credo recente e -manco a dirlo- discontinua. Per esempio quisi nota che Annibale Carracci non viene raddoppiatto nella R katakanizzata. E lo stesso si nota quiper il Buonarroti. Ma molta toponomastica italiana oggi viene riscritta in katakana con i raddoppiamenti anche alle R e L. La mia sensazione personale è che ci si stia 'aggiornando' al raddoppiamento del suono, fatti salvi i nomi già canonizzati con la vecchia scrittura, dove L e R non si raddoppiavano. Una cosa simile è accaduta per il suono V, che si ottiene oggi con la nigorizzazione della vocale U, laddove prima si intendeva espresso dalla labiale B, mentre ancora molta confusione c'è sul suono SI, tradizionalmente SHI, ma oggigiorno anche scritto come SU+I(piccina). Insomma: c'è parecchio ambito di discussione. A tal proposito, sottolineo che tuttavia non conosco il caso di Gurren Lagann. Non mi esprimo dunque in merito, salvo a pensare che molto dipenderebbe da quale ideale 'lingua/fonetica di origine' si intende per il nome stesso. -
Meraviglioso commento. Mi sono permesso il quoting, visto che era in coda alla pagina, e di evidenziarne le più brucianti verità. :) Personalmente, per quel che valga, concordo fortemente con questa tua lettura/visione. Ancora non posso evitare di quotarti. Ti ringrazio per l'apprezzamento. Dato che hai evidentemente apprezzato il film, è una cosa assai importante, per me. Quello che vorrei enfatizzare, sono qui due cose. 1) Lucky Red. Con le imperfezioni del caso, questa è l'unica ditta che sta in qualche modo investendo sull'animazione giapponese. Dico, per seminare qualcosa, non solo per passare alla cassa. Lo dicevo anche ai tempi di Ponyo. Qualcuno disse "beh grazie e Miyazaki", ma rispondo "non è che significhi tutto", visto che Il Castello di Cagliostro è andato al cinema come la peggiore girellata da 'taglia e brucia', per dirne una. Trovo significativo che a tentare una simile operazione ponderata, la distribuzione seria di un marchio e di un autore, e a investirci seriamente, sia un'azienza *non* del 'settore' dell'animazione giapponese. Ho sempre più la sensazione che le aziende del 'nostrtìo' settore siano sempre e da sempre perse nel limbo dimensionale interposto tra il 'troppo grande' e il 'troppo piccolo'. Nessuno, prima d'ora, ha realmente investito per consolidare, nutrire e stabilizzare una nicchia, che credo sia l'unica cosa realmente sensata da farsi nel 'nostro' ambiente. 2) Mi piace pensare che chi ha visto Totoro al cinema, magari per la prima volta, abbia visto un Totoro un po' vicino all'originale. Così almeno, se gli sarà piaciuto, gli sarà piaciuto davvero per quello che è. Questo è il semplice e unico senso di tutto il mio lavoro. Se poi qualcuno si dovesse appassionare *genuinamente* al medium dell'opera, al suo autore, alla cultura che ha espresso entrambi, beh... allora sarebbe stata una cosa che definirei 'bella' e 'utile'. :) Mi sono molto interrogato su quella scena. Anche perché poi in Ponyo ce n'è quasi una riedizione 'al contrario'. Ovvero: l'incontro di Satsuki con la giovane coppia mi pare l'incontro con lòa realtà/modernità. C'è prima sorpresa per la lunga strada fatta da Satsuki di corsa (il motociclista strabuzza), poi persino incredulità e malevolenza (la ragazza dice "ma non ci sarà qualche errore?" quasi irretita, come dicesse "ma avrà tutte le rotelle a posto questa qui?"), e poi il menefreghismo della leggerezza. Non so come si sia fatto a ridere lì, ma mi viene da dire "scarsa capacità empatica con il dramma altrui". Una cosa a cui la nostra società ci ha tristemente abituato, direi. Su tutto, ancora grazie del bellissimo commento.
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Neanche io mordo. Non mi pare di aver risposto alle tue critiche, che come ho messo in obiettiva luce mi sono parse a tratti poco documentate e anche un poco pretestuose, con insulti. Al contrario, mi pare di avere abbondato in puntuali spiegazioni, come è mio costume. Credo di essere in qualche modo noto (tra i quattro che mi conoscono) per il mio essere puntiglioso, ma non a vuoto. Ti prego di non nasconderti dietro a una testuggine di scudi levati al grido di "stavo solo chiedendo", perché se rileggi il tuo post (come chiunque può leggerlo), noterai una certa vena critica che -ribadisco- non mi è parsa supportata da sufficiente conoscienza di merito. Esplicando ancora: E' mia convinzione che il -chan, poiché spesso deformativo del nome proprio a cui fa da suffisso, vada mantenuto nella traduzione. Ci sono ovviamente eccezioni, ma questa è la mia convinzione di base. Al contrario, i vari -san e -sama e -kunm (ma anche -dono, -shisho, -sensei, -kantoku e infinite altre apposizioni usate come suffissi) vadano tradotte come 'suffisi puri', ad eccesione di -kun che avendo un valore colloquiale del tutto neutro tendo piuttosto a elidere (ancora, salvo eccesioni di specifico 'peso', come -che so- Gargoyle che chiama il suo vecchio nemico di sempre come "Nemo-kun"). Queste sono le mie linee guida generiche di base interne a una traduzione. Dunque, 'san' non è un vezzeggiativo. Al contrario, è un suffisso onorifico. Spero inoltre che la spiegazione sul suo uso in una sola situazione (nel caso di Kanta) ti abbia soddisfatto. Vi è un uso assai puntuale e regolare di tutti i suffissi originali (sia tradotti che mantenuti come 'prestito linguistico') nel testo italiano. Ci mancherebbe altro. Se Satsuki al telefono con l'ospedale dice 'solo ' "Kusakabe" per riferirsi al padre, è perché è così in originale. Se ci fosse stato '-san' avrebbe detto 'signor Kusakabe'. Non lascio mai queste cose al caso. Ogni testo ha una sua geometria interna, e va rispettata. Categoricamente. Giustamente ti hanno detto che -san è in (antico) uso come default femminile, mentre -kun è per i maschi. E' verissimo. Quindi capirai che una femminuccia che usa -san per un maschietto sia ancora più 'forte', ovvero si percepisce molto la sua parlata formale/educata/keigo. Parimenti, avrai notato che la maestra usa 'signorina' per Satsuki, che ovviamente è 'Satsuki-san' in giapponese. Quanto alle urla, non posso speculare sul livello di volume audio usato nel cinema da te visitato, tuttavia posso dirti che nell'originale c'è un certo uso del 'sottoportato', ovvero la gente urla meno di quanto la distanza visiva potrebbe lasciare a intendere (è anche il caso di quando la famiglia Kusakabe va a far visita alla mamma in bicicletta e ha unop scambio con la nonnina nelle risaie). Chiaramente anche questa, come scelta registica nell'originale, è stata da me puntulamente rispettata nel doppiaggio italiano. Su tutto, noto che quasi nessuno ha notato che lo stesso Totoro, come pure il Gattobus, sono stati ridoppiati in italiano (non essendo i versi originali presenti sulla colonna M/E). Suppongo che il fatto che nessuno l'abbia notato sia davvero la prova del migliore dei successi nel caso. :)
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[WII] TATSUNOKO vs CAPCOM Cross Generation of Heroes
topic ha risposto a Shito in una Martin nella sezione L'arena videoludica
Durante un viaggio a Osaka, mi era capitato di partecipare a un public PlayTest dinanzi a un negozio a DenDenTown. Dopo aver vinto la penna Capcom d'ordinanza, il responsabile mi chiede: cosa ne pensa? Siccome avevo selezionato Casshern, rispondo: "mi è sembrato di usare Galford in Samurai Spirits". Si è messo a ridere. ^^ -
E' che avevo ricevuto dei PM che ne lamentavano la non ancora avvenuta pubblicazione/disponibilità, e mi sono preso a cuore la faccenda. :)
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E invece da quando è uscito Thor in molti lo richiedono, ma sono comunque solo forum europei, non penso abbiano molta importanza. Certo che sarebbe un myth d'effetto, e pur essendo un guerriero senza casta per me venderebbe più di molti silver. Il fatto più che altro è che nell'anime è a dimensione variabile, in alcune scene è alto come Thor, in altre tiene Saori in mano, ma penso che il problema non si ponga visto che molto più alto (se non uguale) di Thor non lo faranno. Il problema più grande sarebbe venderlo visto che almeno 9000 yen li va a costare, se non di più. Pensavo che: 1) Ogni appassionato genuino di SS pensi che certi obbrobri anime-filler meritino solo la 'Damnatio Memoriae' 2) Che i pensieri girellari fossero esterni a questo spazio 3) Che tutti stessero ancora vomitando sul Crystal Frozzio.
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Confermo che la traduzione è stata pubblicata tutta. :)
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Personalmente trovo molto bella l'idea di Inutilitalia (traduzione del titolo). L'anime a rigore sarebbe da considerarsi un ONA, credo.
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LoL, vedere Thor insieme agli altri Asgardiani mi ricorda i tempi di Titus e Megator (i 'giganti' nella serie dei Mastets of the Universe)... Bello però che si siano scomodati a fare un corpo ex-novo per un solo personaggio, e volendo anche minore. :) NO! Non citate un Silver-filler che inizia con la D e finisce con la S, grazie. I V1 comunque mi pare fossero doverosi. Si attendono i silver principali, a cominciare da Shaina e Marin, ovviamente.
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1) Il padre di Satsuki e Mei, sentendo il racconto delle figlie, interpreta la cosa come un fenomeno ottico: "passando da un luogo illuminato a uno scuro si vedono i Nerini del Buio' (makkuro-kurosuke). E' il papà a 'personalizzare' per le bambine ciò che nella sua spiegazione è appunto un fenomeno ottico. Infatti, il padre dice chiaramente che 'non si tratta di fantasmi o che'. 2) In seguito, la nonnina vedendo la fuliggine sui piedi e sulle mani di Mei, deduce che le si siano mostrati i 'Corrifuliggine' (susuwatari), ovvero dei fantasmini che 'infestano' in modo innocuo le case disabitate. In nessun punto della pellicola i Nerini del Buio aka CorriFuliggine vengono definiti 'palline di fuliggine'. SI tratta comunque degli stessi esserini poi ripresi in Sen to Chihiro no Kamikakushi. Mi pare comunque che tu non conosca il giapponese, e che non abbia neppure ascoltato il doppiaggio italiano con grandissima attenzione (citi cose errate). Quindi non capisco le tue critiche di tipo terminologico-linguistiche. Su cosa si fondano le verità che vai spacciando? Ci tengo a sottolineare ancora che 'makkuro' vuol dire in giapponese 'tutto nero' e anche 'tutto buio'. In questo ultimo uso, si tratta di un'espressione idiomatica come il nostro 'buio pesto'. Per intenderci, entrando in una stanza del tutto buia, in giapponese si direbbe "makkuro da ne!" -> "è buio pesto!", cosa che proprio Satsuki dice quando apre per la prima volta la porta della scalinata che conduce allo soffitta, da cui il 'collegamento logico' della sorellina Mei ai 'Nerini del Buio'. L'utilizzo del termine 'Nerini', oltre a essere un'efficace traduzione del termine 'kurosuke' (personalizzazione vezzeggiativa di 'kuro' = nero) è anche un caso effettivo di citazione letteraria, ma questo argomento non ha ancora trovato tempo di essere da me eviscerato in forma scritta. :) 'Signorino Kanta' viene usato una sola volta da Satsuki, con la madre di Kanta, perché Satsuki dice "Kanta-san". Nell'originale si sente una certa differenza tra Satsuki, figlia di un universitario e ragazzina 'di città', e i 'rustici', come la famiglia di Kanta. Satsuki usa un registro linguistico molto keigo (formale), e anche l'utilizzo del' -san per un compagno di scuola maschio alle elementari, in luogo del più neutro e comune -kun, è sicuramente parecchio keigo. Ovviamente i suoi familiari non lo chiamano così, ma 'Kanchan', o solo 'Kanta'. Tutto regolare, direi. Argh per "May", semmai 'Mei'. Non mi pare che utilizzi alcuno 'slang', se non un vago tipo di vulgata infantile. Ovviamente sì, anche in giapponese è così. Quali sarebbero i punti in cui ci sarebbero dovuti essere urli e non ci sono? Perché disgusto per la canzone iniziale?
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Credo che sia un passaggio chiave, ma non penso si tratti di 'una ha capito subito, l'altra no'. Piuttosto, credo che Mei sia piccola abbastanza per abbandonarsi subito alla fantasia che Totoro rappresenta, mentre Stasuki sia già grande abbastanza per avere "un piede nell'adulità" (specie col suo farsi mammina in assenza della madre), e quindi il suo 'common sense' antagonizza l'abbraccio al fantastico. Credo sia anche per questo che il 'rimettersi a Totoro' di Satsuki sul finale sia molto intenso, perché le costa sforzo (quando 'prega' il cespuglio).
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I volti di Shiryu God e Seiya V1 sembrano usciti da Hokuto no Ken...
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Meno citazioni altrui, più commenti diretti. :)
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Non sapevo che "fare finta di non capire e attaccarsi a esempi non pertinenti per il gusto della contraddizione sterile" potesse definirsi come 'essere preciso'. A casa mia mi hanno insegnato a chiamarlo 'essere infantili in un dialogo'. PREGOOOOOOOOOOOOO??? Un animatore giapponese che dice una cosa del genere riguardo alla Disney dei vecchi tempi? Ma non si vergogna? Credo che quel 'jerky' non traduca bene quel che ha detto Tomino. Mio intuito, eh. Credo che Tomino si riferisse al fatto che siccome Disney usa la full animation, le cose sembrano di gomma e si muovono sempre in un modo che sembra 'molle', inconsistente. Il che, dal punto di vista della cinematografia, è perfettamente sensato. Questo perché l'animazone Disney nasce come tecnica (si animano i disegni in un modo) e da quella tecnica discende la cinematografia. Se invece si parte dalla tecnica cinematografica in quanto tale, un movimento non necessario al focus narrativo è rumore visivo. Quindi, la tenicha della gestione dei tempi dei fotogrammi 'scansionati' all'interno di un movimento animato, messa a punto da Otsuka Yasuo, permette una cinematografia migliore. Personalmente concordo con Tomino, per il quale i personaggi Disney continuano essenzialmente a sembrare dei 'pupazzi animati', e quindi non cose 'potenzialmente serie' come avrebbe voluto fare, e avrrebbe poi fatto, lui.
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No, hai frainteso tu :P Il link punta proprio ad una pagina su un OAV di 25 minuti disegnato interamente da un pazzo di nome Makoto Shinkai. Naturalmente la cosa si nota: l'animazione 2D è ridotta al minimo indispensabile per volume e per dettaglio, e la regia è il campionario dei trucchi per risparmiare cel, con molti debiti verso Anno (pali della luce inclusi ) Gran parte dell'enfasi è sui fondali e sull'animazione 3D, che sono molto meno dispendiosi in termini di tempo. Però, SI! PUO! FAREEEE!!! (Ah, e se vuoi il mio parere, nonostante i limiti descritti mangia comunque in testa a moltissima roba prodotta con budegt convenzionali.) I credits di quell'opera riportano altri nomi oltre al suo, ad esempio per le musiche. Inolre, oltre al disegno, ci sono colorazioni, riprese, sviluppo&stampa, pubblicazione. Eccetera. E' comunque un processo produttivo complesso. E stiamo comunque parlando di un corto, eh.
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Sono dei dannati frozzi emo!!! QFT&E Brainless-compulsive-buying è da otaku sansei. Repent, Garion!
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Alberto dokò?