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Tutto EVA (e la soluzione che gli manca) in 50sec
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Non ha senso che tu utilizzi il concetto di 'ordine' in senso di 'ordine funzionale', è un magheggio linguistico. Nella metafora di Chrichton (sp?) e mia, per ordine si intende 'stasi', tutto fermo, MASSIMO DELL'ENTROPIA! La vita è dunque antientropica, è movimento ovvero anti-stasi, disordine in senso lato. La semplice equazione vite = metabolismo = divenire = movimento (panta rei?) ne è la prova provata. A livello cosmico, si potrebbe dire che tutto incomincia con la rottura dell'ordine (big bang), segue una sinusoide (galassie si espandono -> galssie tornano a un unico centro di massa), e tutto 'rimuore' tornado alla stasi pre-vita cosmica. Forse. -
Tutto EVA (e la soluzione che gli manca) in 50sec
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Su questo non sono molto d'accordo, visto che, nel caso di Shinji-Asuka, a parer mio si può parlare al massimo di coppia "potenziale".. Anch'io una volta la pensavo così. Ovvero, vedevo Anno intessere intorno a Shinji tre prototipi di tre femminilità diverse: Misato (donna matura), Rei (coetanea materna), Asuka (coetanea coetanea). Da cui il famoso episodio in cui tutte e tre gli chiedono se vuole "diventare tutt'uno con loro". Tuttavia, è innegabile che la narrazione prende poi una svolta molto netta incarnando nella coppia Shinji-Asuka l'archetipo maschio-femmina, dallo strangolamento1 allo strangolamentto2, per intenderci. :) -
Tutto EVA (e la soluzione che gli manca) in 50sec
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Concordo, è una scena memorabile. E' impossibile fuggire dalla responsabilità della scelta, perché anche non-scegliere è una scelta: la scelta appunto di non scegliere. La differenza tra Tomino e Anno, volendola vedere a favore del secondo, è che Tomino parlava dei problemi di 'questi strani ragazzi' che vedeva dinanzi a lui, ma al cui gruppo non apparteneva. Al contrario, Anno poteva indagare le logiche di quelle psichi dall'intenro, essendoci lui stesso dentro con tutte le scarpe. Sì, davvero annaffiare i cocomeri è grandioso, quando sta per arrivare la fine del mondo. :) C'è tuttavia da dire che quella scena non ha rappresentato per Anno, come per Shinji, una scelta/battaglia/soluzione definitiva. :( -
Suzumiya Haruhi no Imi
topic ha risposto a Shito in una Arcuumocra nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Mi stai fraintendendo. La partita di baseball che cito è quella a cui Haruhi fu portata dalla famiglia nella sua infanzia, quando realizzò l'esistenza degli altri. Realizzando l'esistenda degli altri, Haruhi incomincia a cercare quella 'fuga dalla noia' che tu dici, che -se ci pensi bene- è più che altro una 'fuga dall'oridinario'. Ovvero: gli esseri umani, gli ALTRI, sono 'banali', perché Haruhi vuole sentirsi speciale. Quindi la bizzaria, il voler incontrare solo "alieni, cronoviaggiatori e esper", cose così. La fuga dalla noia, per Haruhi è la fuga -ovvero la demarcazione- dalla 'umana normalità', dall'ordinarietà. Anche un amore per un compagno di classe sarebbe ordinario. Ma l'inconscio di Haruhi né sa di più del suo super-ego, che rifiuta la crescita. Da bambini si può credere di essere speciali perché si ha un amico invisibile, o milla altri prodtti di fantasia. La vita adulta è più spesso che mai 'normale'. E va bene così. Infatti l'inconscio di Haruhi ha già scelto Kyon come 'traghettatore' nella vita adulta. Kyon che è il più ordinario, assennato, 'normale' dei ragazzi. Perché? Perché lui è stato l'unico a tentare, a voler capire la 'stranezza' di lei (a partire dal discorso sulla 'logica' dei cambi di acconciatura), e quindi a capire lei. E come dicevo in altro thread, comprensione = amore. Anche Haruhi, in fondo, crescendo non vuole altro che essere amata. E' questa la cosa 'speciale' che si può desiderare da grandi, come quando lei stessa annulla il mondo per restare sola con... Kyon. Che sorpresa, eh? Bella addormentata... biancaneve... alla fine tutte le bimbe sognano di essere risvegliate alla realtà dal bacio del principe della favole, dissimulato in varie vesti. -
Differenza tra Arte ed Intrattenimento
topic ha risposto a Shito in una kache nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Beh Max, è davvero un buon intervento il tuo, soprattutto perché pare cercare 'il giusto mezzo' in cui da sempre si vuole trovare la virtù. Al di là della differenza terminilogica (io parlo di 'empatia', King di 'telepatia') direi che il concetto non cambia, quindi sono d'accordo. Anche se il gioco funziona comunque, credo sia tuttavia sensato sforzarsi per farlo funzionare 'al meglio possibile' (sappiamo bene, lo ripeto, che la comunicazioe "perfetta" è utopica), specie quando ne vale la pena (quando cioè l'oggetto della comunicazione è di grande valore/rilievo). L'autore può sforzarsi di rendersi più intellegibile, il lettore può sforzarsi di intelleggere. E in questo caso credo che valga quel che scrivevo nel post precedente. Soprattutto, mi preme sgombrare il campo dalle teorie pigre e crasse di chi vorrebbe dire "un quadro lo si capisce mettendocisi davanti senza nessuno studio pregresso" solo perché non ha il coraggio di ammettere che non ha voglia di studiare nulla, e che neppure accetterebbe di dire "beh non lo capisco" con onesta umiltà. Sai bene che oggi come oggi l'onesta "ammissione di ignoranza", che in ogni comparto è il primo passo per qualsiasi educazione/miglioramento (Socrate?), non è accettata dall'ego deforme dell'umano contemporaneo. Peccato. A questo proposito, ciò che per me è fondamentale tuttavia è che la *conoscenza* reale di qualcosa, una comunicazione più o meno artistica, o anche una persona, è la matrice dell'amore. Ovvero, se tu ti sforzi di 'conoscere' (ovvero 'capire') davvero qualcosa/qualcuno che non è il 'te', questo diviene amore. Il Principino, o meglio la sua volpe, avrebbero parlato di 'addomesticamento'. Al contrario, non si può dire di amare ciò che non si è prima capito, insisto, perché l'amore non può essere una mera dissimulazione del sé sull'altro: così sarebbe solo una sorta di trasnfer narcisistico che sfrutta il non-sé come specchio, e che amore sarebbe? No. Questo è molto tipico di questi tempi di egoismo e solitudine. La gente che dice di "amare Mazzzinga", ovviamente non sa nulla della 'realtà' di Mazinger, non lo conosce, e come potrebbe amarlo? Quella gente, i girellari, non ama che sé stesso, ovvero l'idolo della propria stessa infanzia, dissimulato in un finto 'non-sé' deformato da una percezione errata perché incolta. E' un meccanismo mentale fisiologico fino all'infanzia (quella vera), ma credo poi inaccettabile. E' normale che un bambino sia egocentrico, e quindi egoista. Va bene. Lo sviluppo intellettivo, la MATURAZIONE della psiche umana dovrebbero poi portare all'elaborazione delle altrui esistenze, e alla capacità di interagire onestamente con quelle. E anche l'amore è uno specialissimo modo di interazione interpersonale, direi. E' la soluzione dell'empasse Sartriano sull'esistenza. L'unica via di salvezza per un essere che "sa di essere mortale" (<- è un bug). Altrimenti, come disse il grande Natsume Souseki: "La solitudine è il prezzo da pagare per essere nati in un'epoca così piena di libertà, di indipendenza e di egoistica affermazione individuale." -
Tutto EVA (e la soluzione che gli manca) in 50sec
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Ah, ok, nel senso del rifiuto di un completo determinismo meccanicista. Come dire: "no, non esiste un Demone di LaPlace"... :) -
Tutto EVA (e la soluzione che gli manca) in 50sec
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Tieni presente che il caso di Shinji-Asuka è comunque quello (per come affrescato dall'autore) di una coppia. Ovvero, l'idea che Anno cercava, e che ha trovato nella Miyamura con la sua metafora, è quella del disgusto femminile dinanzi alla debolezza/inettitudine maschile di cui l'otaku, la non-crescita, l'erotofobia infantile (mi masturbo su di te, mia idol, ma non avrei coraggio di toccarti e 'sporcarti') rappresenta. In questo, la scena in se è un puro oro di simbolismo. E' un fatto che l'amore maschile, anche e soprattutto il più 'elevato', tenda a mettere l'amata su un piedistallo. E' un fatto che il sentimento femminile trovi tutto questo un'idiozia. E' la differenza tra 'pensiero' e 'vita'. E' l'eterna idiosincrasia tra il fanciullino che resta per sempre annidato nell'intellettualità maschile, e la madre che nasce inevitabilmente nella prammaticità femminile. Guarda Miyazaki. Guarda l'arte preraffaelita e simbolista. Guarda l'arte classica perfino. (Il segreto dell'Odissea è che non c'è reale differenza tra Circe e Penelope, quanto tra loro e Nausicaa) Oppure leggi Saint-Euxpery, o vai al museo di Gustave Moreau... E troverai che il conflitto dell'artista è sempre quello di un uomo non del tutto cresciuto che non riesce ad accettare la femminilità matura, ovvero l'inspiegabilità della vita. :) ( o forse :( ) -
Differenza tra Arte ed Intrattenimento
topic ha risposto a Shito in una kache nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Sir, il tuo post mi pare utopico. Un'opera 'autoconclusiva' nel senso di definita in sé stessa? Intanto, per leggerla devi conosce la lingua in cui è scritta. E non dire che è banale. Il FONDAMENTO della comunicazione è il SOGNO di una 'lingua a interpretazione univoca', e già questa non esiste. Ognuno usa anche una lingua 'codificata' a modo suo. Presente Joyce? Ognuno ha nella sua testa una 'sua' lingua. E' la base della discomunicazione: ciascuno da ai significanti delle sfumate variazioni di significato che definisce inconsciamente nella sua testa. Chi legge, però, applica le PROPRIE associazioni significante-significato. Ed ecco qui. Questo col linguaggio. Pensa poi a modi di comunicazione meno formali, quali quelli grafici, pittorici, che vivono di simbolismi più o meno (sino all'ermetismo) codificati. Quindi, direi che per comprendere davvero un'opera, di qualsiasi genere, ci si deve educare: -in primo luogo, sul mezzo espressivo utilizzato -in secondo luogo, sul modo in cui l'autore lo utilizza, e quindi -in terzo luogo, sul clima che ha 'partorito' la mente narrante ovvero l'indagine ermeneutica di base. Nabokov nelle sue lezioni di letteratura diceva che per comprendere Joyce non si può non andare a Dublino. Per altri autori potrebbe non essere necessario visitare un luogo, ma leggere dei testi pregressi. Però, davvero, con quale violenta presunzione si può pensare di poter capire l'opera ALTRUI senza studiare appunto l'altro? Ovvero, credere di essere 'nati imparati', che la semplice condivisione di un idioma (quando pure ci sia), possa valere la recezione empatica di un contenuto mentale? Ma magari, sarebbe la Fusine Mentale Vulcaniana, davvero! Ecco quindi l'inganno -soprattutto moderno- dell'arte: credere di poterla fruire e capire 'gratis'. E' così, a mio dire, che l'arte è *diventata* "mero intrattenimento", abbassandosi tremendamente di valore. Di fatto, l'ho già scritto non mi ricordo dove, la fantasia non crea NULLA. La fantasia, l'immaginazione, non fanno che ricombinare elementi introdotti nella nostra mente dai sensi. Se io provassi a descriverti un sapore che tu non hai mai assaggiato, lo farei per analogie (è dolce/acido e assomiglia un po' all'arancia ma anche alla mela...), ma alla fine tu NON avresti l'idea di quel sapore, ma solo un patchwork che la tua fantasia avrebbe assemblato con pezzi di sensazioni che TU hai provato. Leggere un libro è lo stesso: come fai ad avvicinarti al pensiero/sensazione dell'AUTORE, piuttosto che 'ricostruirlo' nel tuo immaginifico fantasizzante? Se l'autore narra sentimenti che tu NON hai mai provato? Esperienze che tu NON hai mai vissuto? A questo serve tutto lo studio, a educarsi per TENTARE di 'avvicinarsi' a una sensibilità che NON ci apparterrebbe, perché non è nostra, ma di un altro essere umano. E con questo, solo con questo, provare a EMPATIZZARE (<-percezione sentimentale) con quella. Così fruire un'opera d'arte può essere arricchente. Altrimenti l'arte è solo uno specchio che inconsciamente si usa per vedere sé stessi, in maniera più o meno masturbatoria. Diviene un appiglio di egotismo, proprio come accade sempre adesso. Oppure un passatempo, intrattenimento. In ogni caso, niente per cui varrebbe davvero la pena di preoccuparsi. Il punto è che l'arte è uno specchio che deve essere attraversato: solo al di là si trova il mondo dell'autore, celato dalla nostra stessa immagine riflessa. Accedere a quel mondo è la fruizione reale dell'arte, tutto il resto è inutile vacuità. (sì, il simbolismo Carrolliano non è casuale). -
Suzumiya Haruhi no Imi
topic ha risposto a Shito in una Arcuumocra nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Che la crescita, oltre alla disillusione e l'abbandono delle dolci idealità, porti la noia e anche un po' la tristezza del distacco dai 'mondi di fantasia' è sicuramente uno dei punti di Haruhi. Però pensavo di averlo scritto. Ovvero, è nella differenza tra lei e Kyon: Kyon è l'accettazione della crescita, come si vede chiaramente nel suo monologo iniziale, quando racconta come il passaggio tra medie e superiori abbia per lui consciamente rappresentato l'abbandono dei pensieri di fantasia, e l'accettazione pacifica del 'senso comune'. Haruhi è il rifiuto di tutto ciò, il rifiuto di questa 'normalità'. La cosa davvero strana è che a non voler 'crescere' è lei e non lui. C'è poi che Haruhi è una personalità molto presuntuosa. Ovvero, lei per prima si ritiene 'specialissima'. E infatti, come pure credo che avessi scritto, tutto arte dalla sua tardo-infantile realizzazione intellettuale (introiezione, elaborazione) della semplice *esistenza* di altre coscienze. Per un egocentrismo infantile puro, è un grosso scacco: "non esisti solo tu, e non esistono neppure solo quelli che conosci tu... esistono MILIARDI di coscienze!". Da cui lo shock che crea la frattura nel 'tessuto dei dati' di cui parla Nagato (è quello che accade alla partita di baseball). Credo che da questo shock, Haruhi tragga la necessità di differenziarsi, di demarcare la propria esistenza dall'Esistenza. C'era a questo proposito una frase molto bella, che non ricordo bene ma cito a memoria, che diceva: "E' un gran pugno nello stomaco quando, crescendo, ti rendi conto che tutte quelle cose che ti dicevano da bambino, che tu eri speciale e che ognuno è speciale, erano solo cavolate. E che alla fine tutta l'umanità, te incluso, è facilmente ascrivibile a un numero di fenotipi psicologici da contarsi sulle dita delle mani, più comninazioni e variazioni marginali." Molto vero, a mio dire. Quanto alla 'soluzione' dello 'scriviamo in coppia romanzi dilettuosi', come si diceva? "Nigecha dame da!" -
Differenza tra Arte ed Intrattenimento
topic ha risposto a Shito in una kache nella sezione La tesi dell'angelo crudele
?_________? una interpretazione in quanto tale e' sempre autentica... non vedo come una interpretazione possa non essere autentica... Interpretazione autentica. Lascio a te la traslazione in ambito letterario/artistico. Hint: il 'legislatore' è l'autore della 'legge' che ha scritto. -
Differenza tra Arte ed Intrattenimento
topic ha risposto a Shito in una kache nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Beh no, le questioni triviali sono rimesse ad altri lidi, suppongo. Quindi per dire che il plug suit da test di Asuka è una cretinata di fan service sciattissimo, si posta di là... (suppongo) -
Ciascuno chaima snob ciò che si rifiuta di ammettere di non avere voglia di sforzarsi per comprendere. (si scusi la costruzione un po' anglosassone)
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Differenza tra Arte ed Intrattenimento
topic ha risposto a Shito in una kache nella sezione La tesi dell'angelo crudele
no, a quanto ne so io, gli akibakei sono gli otaku moderni, non piu' ossessionati da un particolare feticcio ma dei semplici anime e manga addict nel senso piu' consumistico del termine, con pochissime serie che sopravvivono alla fine della serie animata.. da poco sono finiti Gundam 00 e Macross Frontier, e gia' sono diventati anime _vecchi_ Non so se sia stato tu a cambiare il nome della sezione, ma ti sottoscrivo e mi inchino, perché mi hai letto nel pensiero! Ci avevo pensato anch'io. Del resto, è proprio quello il titolo della riflessione meta-otaku di Anno, non a caso citata anche nel sottotitolo del mio ormai abbandonato blog. Se vuoi un sottotitolo buffo e calzante, c'è quello che va spesso in giro nelle fiere giapponesi tipo WonderFestival o Cokiket: "Mai fidarsi di un otaku sotto i trent'anni..." che poi riassume un po' la tua (a mio avviso giusta) differenziazione. Se parti dal presupposto che per gli otaku 'antichi' la prima cosa da collezionare era la conoscenza (i 'grandi esperti' erano rispettati per il loro bagaglio 'culturrale'), si vede bene come gli antichi non possano che spregiare i moderni consumatori del superficiale, per i quali in effetti forse non si dovrebbe neppure usare il termine 'otaku', la cui ermeneutica -a datare da Macross- è precisa e specifica di un mondo che essi NON rappresentano più! In soldoni: GET THE SO-CALLED THIRD GENERATION OUT THE THE OTAKUZOKU KINGDOM! E con questa uscita super-snob ho tenuto fede al mio rank! peccato che sia impossibile capire\conoscere un'opera "obiettivamente" quindi solo il valore soggettivo ha valore... insomma, De Gustibus Non Disputandum Est. Non esageriamo: esistono, per le opere recenti, le interpretazioni autentiche. Proprio a quel concetto tende lo studio sull'autore di ogni opera, che inizia IN PRIMIS dalla raccolta di materiale di interpretazione risalente direttamente a lui. Bisogna capire una persona diversa da noi, per capire cosa sta dicendo, e in questo rendere almeno *un pochino* utile ogni forma di comunicazione. So bene che la comunicazione perfetta non può esistere. Tuttavia, se non si prova almeno a perfezionarla, a che pro tentare di comunicare? Diventa solo masturbazione (<-sterilità)! -
Suzumiya Haruhi no Imi
topic ha risposto a Shito in una Arcuumocra nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Bump per richiedere cortesemente ai moderatori lo spostamento di questo thread nella nuova sezione "otaku". Era un po' deragliato, ma conto di riportarlo sulle analisi dei significati della serie, e sul loro livello di analisi nella sociologia sentimentale moderna. :) -
Tutto EVA (e la soluzione che gli manca) in 50sec
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Dimenticavo di tradurmi il laconico commento di Anno, quando la Miyamura risponde cosa avrebbe detto nella 'immagine' che lui gli propone (la masturbazione del delinquente), ovvero 'che schifo!" Anno disse: "Ah, e infatti è così..." nel senso di "Ah, sì, lo sapevo...". Forse un po' deluso? Tipo "E infatti una donna non può che schifare un otaku che non ha la spina dorsale di 'prenderla'..." Oro puro. -
I messaggi di Evangelion
topic ha risposto a Shito in una kache nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Bump a questo thread, ovvero al mio precedente messaggio, per attinenza con quello aperto da Bancio sulla differenza tra arte e (mero) intrattenimento. :) -
Fenomenologia dell' otaku : se non la conosci stai molto meglio
topic ha risposto a Shito in una alfex nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Yamato: nascita Gundam: outing Macross: canonizzazione e primo boom Augh! -
Tutto EVA (e la soluzione che gli manca) in 50sec
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Beh, Il segeto di Nimh esce nel 1982. Lo stesso anno di Macross, non prima. -
Differenza tra Arte ed Intrattenimento
topic ha risposto a Shito in una kache nella sezione La tesi dell'angelo crudele
in anime e manga ovviamente ..ad ogni modo e' per distinguere la sezione akibake (anime e manga) da quella otaku te sentiti libero di usare questa sezione come meglio ti aggrada LoL, gli Akibakei non sarebbero 'otaku'? Mi sa che dovevi chiamarla "Anglo degli otaku pensanti, ovvero di prima-seconda generazione" oppure ANGOLO OTAKU SNOB che mi pare molto in linea con forum esso tutto (<- l'uso dell'espressione "esso tutto" certifica questo post come "snob" ) -
Tutto EVA (e la soluzione che gli manca) in 50sec
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Mica così tanto mistico, visto che, secondo lui, se è vero che l'ordine assoluto corrisponde alla morte, il caos corrisponde al disordine incontrollato, al cancro, all'autodistuzione.. Beh, sì, la sua teoria è più raffinata della mia mera 'boutade' fraterna. Tuttavia mi viene da pensare che qualcuno disse che il punto terminale dell'evoluzione di vita è l'autoestinzione... per varie ragioni (eccesso di specializzazione, raggiunta cognizione di insensatezza del sé, etc). Chissà se anche questo pensiero si ricollegga a Crichton (mmmh... Andromeda Strain?) in qualche modo. Ovvero: per lui il caos-controllato, ovvero la vita, è destinato ad andare evoluzionisticamente 'fuori controllo' (berserk?) portando all'estizione stessa? -
Differenza tra Arte ed Intrattenimento
topic ha risposto a Shito in una kache nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Wow, mi era sfuggito questo topic, che pure mi riguarda/cita direttamente... in che sezione stava? Ringrazio dunque la nascita di questo nuovo sub-forum, anche se è un po' lol (come se gli altri non siano tutti 'angoli di otaku'... ) Comunque. Ed è proprio qui che non sono d'accordo. Può esistere, e Bay ne è il massimo esponente. I suoi film, per quanto vuoti contenutisticamente sono belli, come dimostrano gli enormi incassi al boxoffice. Temo ti sia sfuggito (o io non abbia reso chiaro), il senso di 'bello umano'. Il bello umano è il bello creato dall'uomo per l'uomo. Poiché ciò che caratterizza la razza umana è il pensiero e la comunicazione, e l'arte *è* una forma comunicativa, allora il Bello umano è comunicativo. E non esiste comunicazione senza contenuto, che è il significato/senso/fine della comunicazione stessa. Quindi, semplicemente, io dico che 'si chiama bello' ciò che 'fa passare il tempo', ma per me bello non è. Si tratta, a mio modo di vedere, di un uso improprio del termine. Insomma uso il termine 'bello' in senso 'estetico filosofico', non generalista. Quanto all'argomento massimalista ("piace a tutti quindi è bello") ti prego, risparmiamelo. Fa troppo male per quanto è fail. E non sono d'accordo neanche qui. Perché il motivo per cui le persone guardano le opere d'intrattenimento( e i lavori di Miyazaki lo sono, in quanto utilizzano un medium di massa) è per sognare, per mettere qualcosa di se dentro quel prodotto. Non ci siamo. Tu PRIMA di dire che l'opera di un ALTRO ti PIACE, devi averla conociouta/capita, altrimenti non stai giudicando QUELL'opera, ma la TUA defomazione percettiva di quella, che è altra cosa. Allo stesso modo, prima di dire se ti piace o meno il mio pensiero, devi essere certo (il più possibile) di averlo compreso, altrimenti cosa giudichi? Un altro pensiero che tu CREDI che sia il mio, ma non l'hai capito? E' la stessa cosa. I prodotti di puro intrattenimento sono come prostitute: li riempi di te nella violente e volgare ignoranza di loro. E' uno stordirsi, un ingannare il tempo, un inebriarsi di pseudo-creatività che usa violenza all'altrui. Insomma è debolezza mentale. :) (nelle righe che seguono non tu Bancio, ma 'tu generico impersonale') Se vuoi creare del tuo, pensa a cosa vorresti dire al prossimo, pensa se credi davvero che sia utile al prossimo che tu glilo dica (no, il prossimo non è tua madre e non devi usarlo per sfogarti/consolarsi) (<- questo taglia la testa al 905 della pseudo-arte romantica/esistenzialista) e allora sfortazi di esprimerti. Altrimenti taci e semmai senti cosa di buono hanno trovato da dire gli altri. Se stai in mezzo, per me è viltà. :) Miyazaki Hayao è un proto-otaku che solo da vecchio ha iniziato a capire la verità di sé stesso, ma almeno sin da giovane ha sempre sentito la necessità di giustificare il suo tentativo di comunicazione nei confronti del suo pubblico. Lo stimo per questo. Oshii è al momento un frignone che non accetta tutta la solitudine a cui il suo egotismo l'ha condannato. Lo disistimo per questo. DIMENTICAVO: Grazie, Bancio! Non so se mi sia stato mai rivolto un complimento più bello di "Shito fa pensare...". Ti ringrazio di cuore davvero per l'attenzione e la considerazione che mi hai rivolto. :) -
Tutto EVA (e la soluzione che gli manca) in 50sec
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
non intendevo quel caos a là Chricton (troppo mistico, per me), ma confusione in senso lato, turbamento. Ovvero, la vita è trasformazione (il metabolismo), è divenire. La stasi è della materia inerte. L'assenza di movimento è la morte, insomma. :) Ti ringrazio per la dimostrazione di interesse e stima. E' bello fare di un topic in un forum come questo un'officina di pensiero. Propongo le mie visioni, ma il contribuito di chi ha voglia di intenderle è altrettanto fondamentale. Credo, con soddisfazione, che questo thread lo dimostri. Va bene arricchirsi leggendo e fruendo grandi opere, ma anche il confronto delle idee che se ne traggono, sia con la vita reale che con altre menti, è fondamentale per evitare la sterilità e la ridondanza ciclica del pensiero (<- significa "accademia", per me). Allora mi dico: "Visto che alla fine siam tutti bambinoni viziati con la pancia piena (noi otaku, dico), almeno facciamo lavorare il cervello." "Visto che continiamo a guardare cartoni animati anche da adulti, almeno cerchiamo di capire cosa c'è da cpiare (quando c'è) e di riflettere sugli spunti che i migliori autori ci propogono." Insisto nel dire che lo stato mentale 'filosofico' è da otaku: è un viziarsi nell'idealismo per antonomasia, quello che tenta di 'ordinare la percezione del mondo, della vita, delle cose'. :) A questo proposito, Schopenhauer e Kierkegaard, soprattutto il secondo, hanno detto quasi tutto. E Sartre, anche. Toh, sono i tre filosofi ripresi nei titoli di Evangelion... ^^; Ma non c'è bisogno di citare loro. Se si è capito quel che volevano dire, si parli di quello. Qui non stiamo a sciorinare pedigree di formazione, né a supportare i nostri pensieri con quelli degli altri. Tutto è VITA e pensiero di vita. :) -
Tutto EVA (e la soluzione che gli manca) in 50sec
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Il punto è ESATTAMENTE quello, ovvero in Giappone (e in Italia) l'animazio e *è* un mezzo di intrattenimento per bambini/ragazzini di cui dei 'bambini che si rifiutano di crescere' (gli otaku) si sono 'appropriati'. L'animazione si è quindi adeguata a questo pubblico, non viceversa. Con Tomino, con la GAiNAX, con altri ancora. Una cosa analoga sta accadendo al mercato del giocattolo, e il caso dei Myth Cloth o dei Soul of Chougokin è lampante: sono giocattoli di ieri, che ieri erano per bambini (ovvero il Cloth originali, i Chougokin originali), che ora vengono venduti non hai bambini di oggi, ma ai bambini di ieri che non sono realmente cresciuti. Pertanto, la loro 'filosofia' è passata dal 'giocattolo puro' (molto simbolico, da giocare), al modellino (molto fedele, da esprorre). Ora, il discorso da farsi è che l'infanzia è un lusso. E' un periodo di consumo improduttivo. Se si nasce in luoghi/tempi davvero poveri, a sei anni si va a lavorare. Ma col benessere diffuso di una società industrializzata? In quel caso, l'infanzia/adolescenza può diventare come l'estate infinita di Lum in Beautiful Dreamer, come quella di Haruhi o, se permetterei, come il soggiorno di Urashima Taro al Castello del Dio Drago. L'altro inghippo sta nella parola 'consumo'. In anni post-industriali in cui il consumismo inizia ad arrancare, non si butta via una fetta di consumatori ormai importante come questi bambinoni che si chiamano 'otaku'. Conviene tenerli così, tanto spazi produttivi manco ci sarebbero. In tutto questo, è normale che l'animazione giapponese parli del 'dolore della crescita', o meglio ancora del 'problema della crescita'. Lo fa con i suoi narratori anziani, che guardano ai giovani e non capiscono (non possono capire) il loro modus vivendi. Lo fa con i suoi narratori più giovani, che hanno vissuto (e vivono) sulla loro pelle il problema di non riuscire a staccarsi da modelli mentali tardo-infantili, in un modo o nell'altro. L'idealismo, l'idealità anche del sentimento, il non volere compromessi... sono tutte cose infantili, da otaku. Chi ricorda la MAGNIFICA frase di Ritsuko a Maya, quando la kohai esprimeva il suo disprezzo per lo sviluppo del Dummy System? "Per un misofoob è sempre difficile vivere in mezzo alle altre persone. Quando ci si incomincia a sporcare, lo si capisce." E' terribile. Ovviamente la metafora etica è palese: puoi schifare 'i cattivi' (la sporcizia della vita) e sentirti 'buono' (pulito) finantato che sei un ragazzino che si può 'chiamare fuori' dalla vita civile (l'adultità), ma quando inizi a essere inevitabilmente sporcato (la crescita) poi lo capisci. Wow. Quando si dice la Tesi dell'Angelo Crudele. :( -
Questa è evidentemente casa mia. The Future Was Yesterday. :) A parte tutto, vi anticipo che sto ultimando il mio libro definitivo sul NeoGeo e il collezionismo del medesimo. Uscirà sia in forma digitale (gratuita) che cartacea (autoprodotta). Per dire che ho ripreso in mano la penna Encyclopedica...
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Già, purtroppo il mercato dei seiyuu sta diventando sempr più territorio di idoling. Non è una cosa buona, imho. :(