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Shito

Pchan User
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Tutti i contenuti di Shito

  1. Come traduttore. Ma credo proprio (a quanto mi hanno detto) che le sue traduzioni sono state comunque rielaborate, semplificandole "a perdere". :-(
  2. Ho trovato le tue osservazioni calzanti e sensate e quindi devo interiorizzarle per rimettere a fuoco le mie sensazioni con quella correzione ottica.
  3. Sono molto d'accordo con te. Ricordo che Until the end of the world lo vidi al cinema, ma ero sicuramente troppo, troppo immaturo per coglierne anche solo qualcosa. Ricordo però che la parola "rischio di solipsismo" mi rigava in testa, e che pensai che in fondo un regista mette in scena una metarealtà fittizia, un po' come un sogno, che è un film girato dal nostro subconscio. Chissà, forse Wenders piaceva anche a Kon.
  4. Beh, dato che la noia è un sentimento, la sua esperienza è sempre e comunque del tutto soggettiva, credo. D'altro canto, quello che volevo dire è che *anche* se un film mi annoia, intendo: se mi devo sforzare a concentrarmi come a una lezione, o a una conferenza, *non* considero al cosa un problema. Il che *non* vuol dire che mi interessino solo i film che sortiscono su di me un tale effetto. I film che preferisco non mi sono risultati noiosi, almeno non tutti, ma neppure la loro maggioranza. Per esempio, parlando di uno dei miei film preferiti in assoluto, ovvero La storia della principessa splendente, è un film che mi risulta noioso. Ed è uno dei film per me più significativi e quindi importanti che abbia visto in assoluto nella mia vita. Un altro film che mi risulta noioso, e anche un po "stancante", è La principessa spettro, ma è uno dei miei film preferiti del regista in questione. Un film che invece non mi risulta noioso (ma a molti sì) è Le consegne espresse della strega, che è il mio film preferito del regista. C'è un'intervista molto interessante che Miyazaki Hayao fece credo per Kinema Junpo dopo il successo di quel film, in cui spiega "come mai non mi sento di fare film di puro intrattenimento anche se una parte del mio pubblico lo vorrebbe". Si tratta dell'intervista con cui Miyazaki cerca di "prendere le distanze" dalla sua stessa parte, appartenenza all'otakuzoku, che (storia lunga fatta breve) è sempre e solo il voler le bambinate anche se ormai si è cresciuti. Poi avrebbe fatto Porco Rosso, ma nasceva come un cortometraggio, un divertissement, che a posteriori il regista avrebbe definito "un film stupido". Si tratta di un film con cui il regista ha "dato sfogo" alla sua parte bambinesca. Il fatto che la mentalità infantile di andare al cinema come fosse un parco giochi (per divertirsi!) sia ormai dilagata in tutta la società credo non cambi di una virgola il discorso, che fancamente sento molto vivo e unisco ad altri puntini nella stessa costellazione (penso a cosa diceva Suzuki sul destino dei film di Takahata: "la gente non va più al cinema per imparare qualcosa, ma solo per divertirsi").
  5. Ok, allora ti assicuro che non stai parlando di Ged Senki (ritorno in topic!). Si tratta di un film davvero pieno di significato. È però assolutamente possibile che la "messa in scena" della narrazione a cui è rimessa la comunicazione di quel significato sia carente, ma io davvero non sono un esperto di tecnica cinematografica, quindi alzo le mani. È con imbarazzo che ti dico onestamente che a tutta prima il film non mi aveva affatto appassionato. Ti dirò che ero giovane. Ma allora è con ancora maggiore imbarazzo che ti dirò che al tempo (2007) fu una persona di 12 anni di me a spiegarmi – e duramente – il contrario. Aveva ragione.
  6. Che un film annoi non è affatto un problema, anzi. È il dilagare dell'idea holliwoodyna che il cinema debba essere intrattenimento che ha infantilizzato tutto il cinema. Ovvero, l'idea che la comunicazione cinematografica debba "intrattenere". Ma no, non necessariamente. Io non voglio essere "intrattenuto", non sono un bambino. Io voglio ricevere il pensiero di un altro essere umano e trarne spunti di riflessione mia personale, tutto qui. Lo scopo di ogni mia azione, fruizione e interesse è pensare, non divertirmi.
  7. Ged Senki è un film meraviglioso degno di Hols no Daiboken a cui si ispira. :-) Coquelicot-Zaka kara è un film meraviglioso che mi ha portato in quella che è attualmente la mia "città preferita in Giappone. Sanzoku no Musume Ronja è semplicemente eccezionale. --- I due film Ghibli diretti da Yonebayashi Hiromasa sono stati entrambi un po' ostici, per me. Credo lo siano ancor. Credo abbiano entrambi dei momenti e delle cose molto belle. Su Marnie, mi permetto di linkare questo articolo: https://si-faccio-la-strizzacervelli---cristina-pellegrino-psicologa.webnode.it/l/film-e-psicologia-quando-cera-marnie-e-il-lutto/ Me l'aveva segnalato un'amica come articolo su Facebook, e avevo anche lasciato a lei un commento da postare, ma non mi pare sul sito si veda. Va' a capire FaceBook...
  8. Mah, non mi pare che neppure Mary e il fiore della strega, di un regista molto vicino allo stile di Miyazaki padre, abbia avuto grande successo. Però magari sbaglio. Piuttosto mi viene da pensare che per "nicchie" come gli anime ci sarà davvero da ricostruire il settore cinematografico, dopo un fermo praticamente continuato tanto lungo.
  9. Verifico sul testo. :-) Suppongo tu dica di questa battuta: MISATO: I livelli fino al terzo sono depennati! I combattenti, in discesa! Immettere bachelite nei condotti di tutti passaggi fino al segmento 8-0-3! Sì, hai inteso correttamente. Riferimenti analoghi li trovo anche qui: OPERATRICE-8: All’isolamento d’emergenza totale dei livelli inferiori fino al Settimo, ancora 1-8-0 secondi. Procedura irrevocabile. I sopravvissuti sono pregati di affrettarsi. I livelli del Central Dogma superiori al Quarto si considerano attualmente in sgombero. PS: occhio che le Forza di Autodifesa (Jieitai) sono quelle reali, quelle di Eva sono (a seguito del trattato di pace di San Valentino seguito ai conflitto sorti intorno alle Isole Spratly/Nansa) dopo il Second Impact) sono lw Forze Strategiche di Autodifesa (Senryaku Jieitai(, che poi Misato contrae in "SenJi" (Strated'Auto) :-)
  10. Mi pare che per ora si tenda a voler tenere forzosamente segmentato un settore che non ha più soluzioni di continuità in alcun fatto, né di uso, né tecnologico. Quindi suppongo finirà come l'iPhone: perché dovresi avere (ma li vendevi) un telefono, un iPod e un PDA separati? Nel caso, la Apple non fece che inglobare due dei tre mercati su uno, perché tanto di quei tre era attiva solo n uno, e conn il MacPocket, chiamato iPhone, fece un iPod che era anche PDA e telefono, ok. Ma ora, poiché la Apple è attiva sui due mercati in questione (notebook e tablet) credo la cosa sarà più lenta.
  11. La speranza (mia) è più di terminali polifunzionali che possa switchare tra uno, due o più modelli di GUI e user experience (tanto gli OS sono solo quello...) a seconda della modalità d'uso. Un Mmcbook a cui staccando il monitor si ottiene un tablet. Non capisco perché, se il fondamento di iOS (au tenpi iPhone OS) era comunque OSX io non debba avere l'interfaccia di OSX quando attacco una tastiera a un iPad. Sono solo due pezzi, due periferiche volendo, si un computer: output (schermo) e input (tastiera-trackpad). Quindi? Ah, sì, se lo facessero sarebbe Surface, giusto. Mi pare che per ora si tenda a voler tenere forzosamente segmentato un settore che non ha più soluzioni di continuità in alcun fatto, né di uso, né tecnologico. Quindi suppongo finirà come l'iPhone: perché dovresti avere (ma li vendevi) un telefono, un iPod e un PDA separati? Nel caso, la Apple non fece che inglobare due dei tre mercati su uno, perché tanto di quei tre era attiva solo n uno, e conn il MacPocket, chiamato iPhone, fece un iPod che era anche PDA e telefono, ok. Ma ora, poiché la Apple è attiva sui due mercati in questione (notebook e tablet) credo la cosa sarà più lenta.
  12. Shito

    Yamato Video - News

    Ho visto quasi tutto l'episodio. Mi è venuto in mente un buon modo per rendere "変わった" che sia diverso da quello per rendere "変な" che è diverso da "可笑しい". 嬉しい! (rima) Grazie andrew, grazie Kappei! Dash, dash, dash!
  13. Shito

    Belle aka Ryū to Sobakasu no Hime

    Ma dai, non è mica una polemica! :-) Almeno per me, è il piacere di discorrere di cose che mi stanno a cuore. Dunque nel mio caso, è solo che in ambito di creazioni puramente fittizie, la loro realtà e definita dalle parole con cui la chiama l'ideale "autore", ovvero con cui ogni cosa è chiamata all'interno dell'opera si finzione stessa (nella finzione l'ontico non c'è, è solo ontologia). Lavorando da tanti anni in questo settore (quello della finzione disegnata giapponese) ho imparato bene e a mie spese che "criticare" (in senso proprio) i contenuti di simile finzione con i criteri della "realtà" non ha senso: ogni cosa è quella che è definita essere nella parole che la definiscono. Ovviamente ci sono parole che hanno una gamma semantica ampia abbastanza da permettere un ambito di individuazione, ma altre no. Il caso più semplice è quello dei nomi propri se un personaggio si chiama Gioseffo, si chiama Gioseffo perché nella finzione di cui è parte è stato chiamato Gioseffo. Nessun elemento di una finzione esiste al di là di quella. Non c'è nulla da criticare. Poco importa, dunque se "Gioseffo" sia un nome antico, "suoni strano" o che, è stato chiamato Gioseffo e si chiama Gioseffo, ogni ragionamento ulteriore è indebito. Analocamente ci sono certi sostantivi sono molto univoci come "sobakasu" (lentiggini) o "shito" (apostoli) che parimenti non sono nient'altro che quelle precise cose. Già un termine come "kizu", invece, indica un'area semantica più vasta, da cui il dover spiccare se di caso in caso si tratti di una ferita, un taglio, uno strappo, ma già non parliamo di un più generico "kega", che potrebbe essere anche una contusione o un'abrasione, che è diverso, e del resto "kizu" non è neppure una cicatrice, altrimenti sarebbe "kizuato" [lascito di ferita] – per dire. Tutte queste cose si definisco da sole nel loro testo. Per esempio, quella di Ashitaka è definita "aza", che chiaramente non è "kizu", ma tutt'altro – anche se nella scena la vediamo "causata come una ferita" non è né "kizu" né "kega", sempre per dire. Credo che le parole nelle invenzioni fatte di parole siano importanti in quello che sono, non in quello che le si critichi essere. :-)
  14. Shito

    Belle aka Ryū to Sobakasu no Hime

    No, no, sono il tipico modo in cui in un certo tipo di design si disegnano le lentiggini. Dico nell'immagine postata da me. Perché "sobakassu" in giapponese sono solo le lentiggini, nome italiano comune di un certo tipo di efelidi, e non i brufoli o altro, che in giapponese si dicono in altro modo, tutto qui. Che poi nella storia la ragazzetta lentigginosa diventi la principessa dei cristalli con i brillantini in faccia, boh, questo è altro. :-)
  15. Shito

    Belle aka Ryū to Sobakasu no Hime

    Infatti quelle sono lentiggini. :-) Le lentiggini sono carine? Però per le persone interessate sono fonte di problemi.
  16. Shito

    Belle aka Ryū to Sobakasu no Hime

    Dai tempi della Signorina Tuttelentiggini, dici? "Sobakasu... nante... kinishinai no..." Oppure dai tempi delle rimostranze di Yuuko a Shizuku? Non credere che i social network abbiano inventato nulla di nuovo a livello umano. Se lo credi, è solo che prima non l'avevi notato, o non ci avevi pensato. :-)
  17. Shito

    Belle aka Ryū to Sobakasu no Hime

    Dopo il figlio della bestia le lentiggini della bella? Ok. Dal trailer la sensazione è un misto di nevrosi sociali (al là Mousou no Dairinin), mischiate con una ragazza escapista suo malgrado in una metarealtà (a là Paprika – ma qui è OMG online, quindi back to Digimon Summer Wars, huh?), mischiata con la redenzione di un bello che diventa mostro in attesa di una lei che lo salvi salvando sé stessa (a là Beauty and the Beast, appunto, ma anche Howl no Ugoku Shiro, che poi era Sen to Chihiro a un'età successiva). Perché lei è una "principessa", ma ha le lentiggini! Cose grosse, grandi temi. One liners come se piovesse. Lettura sociale fantasizzata con zuccherini e festa grafica! Soooo deep. :-D (O più probabilmente sono solo vecchio e consunto, e dei cartoni animati non dovrei guardare neppure i trailer. Specie se a firma H.M.)
  18. Shito

    Dynit - Novità e discussioni

    QFT Credo sia cambiata, come è ovvio, anche la "percezione" del medium e dei suoi contenuti, come sempre accade nel tempo di ogni settore/mercato, dove più e dove meno.
  19. Shito

    Sailor Moon

    Ah, ok. Beh, se è così non sarebbe una cosa carina. Ovviamente questo giudizio sta al direttore del doppiaggio incaricato di doppiare il prodotto e fare la distribuzione vocale dei ruoli, auspicabilmente basandosi su nient'altro che l'originale. Parlando di Lucrezia Marricchi in particolare, da direttore di doppiaggio la conobbi credo nel 2002 quando doppiai per la prima volta Porco Rosso per la Buena Vista (doppiaggio inedito). Lei faceva una delle bambine rapite all'inizio del film dai Mammaiuto, in particolare una delle due che sbucano sulla torretta a infastidire il fuciliere (lol). Ai tempi, credo avesse un'età espressa a cifra singola, e mi pare fosse proprio agli inizi – presumo non se lo ricorderà, ma non gliel'ho mai chiesto. Poi la diressi su varie parti minori, finché non vinse il provino su Kaguya. E fu straordinaria. Non potrò mai finire di ringraziarla, infatti non finirò. Non sapevo avesse doppiato anche Usagi, ma la cosa è buffa perché beh... principesse della Luna, eh? Questa però è solo una facezia. La sua bravura assoluta invece è un fatto che ho verificato più e più volte in prima professionale persona. :-) Qui si può apprezzare la straordinaria bravura di Lucrezia Marricchi, ho linkato il video al tempo di dove inizia a parlare lei (Yaeko, Yaechan). Provate a guardare i movimenti del viso, della testa, insieme al ritmo delle battute che pronuncia, al tono dell'emissione, al "movimento' che riesce a mettere nelle sue battute. Quando chiude una battuta con "un punteggio simile non puoi prenderlo!", oppure il famoso "ad ogni modo!", sembra davvero che "parli" il cartone animato. E fatto in afureko, poi... manco in presco come l'originale. Francamente impressionante. Almeno per me. Un caro amico che conosce il giapponese e conoscete anche voi, dopo aver visto questo fil, mi chiese solo: "come hai fatto?" – la risposta è sempre quella: grazie a loro. In tutta onestà, questa estrema naturalezza, pur sul regista di animazione "il cui livello è il più alto in assoluto" (cit. Anno Hideaki, 2002) è francamente impressionante, e va al di là di quello che io stesso avevo immaginato, ovvero "avevo in mente" per le sue battute (quando scrivo un copione vado in sala avendolo già tutto in mente con la recitazione puntuale di ogni singola battuta, come tempi, ritmi, appoggiature, ecc). Lucrezia riesce a metterci tutto quello che io ho precisamente pensato, e poi di più, una naturalezza davvero "viva", ma al tempo stesso precisa sul viso del suo personaggio, in ogni scena. Non posso dire che sia l'unica interprete che riesca a farlo, ma no – non è da tutti. Lei è veramente tra le più brave.
  20. Shito

    Yamato Video - News

    Vanità di Vanità?
  21. Per carità, ci mancherebbe. Certo però sotto i visi ci sono i pronomi. Siamo proprio nella civile Inghilterra! Dunque dopo "l'alto costo della vita", quale altro costo verrà trattato? Un mio vecchio amico mi passò tanto tempo fa dei fascicoletti con su questo fumetto (non Sandman solo quello dell'alto costo della vita), e lo trovai di una banalità quasi imbarazzante nel suo essere pretenzioso. Grafica, contenutistica, tutto. Fortunatamente, non ne ricordo che pochissimi tratti. A dire il vero ne ricordo UNA frase che mi piacque (se ben ricordo). Se lo trovai così a 21 anni, non voglio pensare e come lo troverei adesso. :-/ Restando in Inghilterra, penso sempre a BNW. "You've got to choose between happiness and what people used to call high art." Un altro autore a me caro poi fece dire a un personaggio (in giapponese) "Comodità e felicità sono cose del tutto diverse." Di mezzo penso sempre al libro del filofoso Morioka Masahiro "Painless Civilization".
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