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Anonimo (*lui*)

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Tutti i contenuti di Anonimo (*lui*)

  1. Anonimo (*lui*)

    Dynit - Novità e discussioni

    Mi chiedevo se ci fosse la videosigla giapponese con brano italiano e scritte italiane diverse, o giapponese con scritte giapponesi e brano italiano, o tutto giapponese, o magari varianti strane che però sono improbabili. Se hai guardato il video che ho linkato, è una "ricostruzione" non so quanto attendibile. (Se Telesirio (<-) d'Abruzzo la mandava così a differenza di Telesiliati, difficile ci fossero due master con diverse versioni della sigla di coda, quindi grazie e dubbio risolto. )
  2. Anonimo (*lui*)

    Dynit - Novità e discussioni

    Intendevo com'è andato in onda in Italia, ovviamente c'è la sigla finale giapponese. Mi stavo per correggere: in descrizione a questo video, un tale afferma che la sigla finale c'era nelle primissime visioni del 1981 e fu tagliata via subito dopo. Ecco, se per assurdo la Dynit avesse un master italiano contenente la sigla finale d'epoca sarebbe utile che la digitalizzasse e mettesse. Ma dato che non è emersa neanche tra i collezionisti youtuber, pare difficile.
  3. Anonimo (*lui*)

    Dynit - Novità e discussioni

    In questo caso son d'accordo dopotutto, non si rischia di perdere nulla. OT: nell'edizione "storica" vi risulta che gli episodi andassero in onda senza sigla finale, ovvero con schermo nero a fine puntata e basta? Mi sembra di aver capito così, ma pare strano. (Ovviamente non parlo dell'edizione TMC con sigla rifatta.)
  4. (Su Timvision il film è stato tolto o non lo trovo io?) Beh, ma allora perché: ? (Sì, ho intuito, il titolo è abbreviato solo nelle locandine e negli annunci, che non fanno parte dell'originale e della sua resa e quindi non esistono per chi guarda solo all'opera, ecc. Ma è sempre una difformità degna di nota enciclopedica. )
  5. Io sono Anonimo (*lui*), mica Anonimo (*noi*)! Quest'elucubrazione non ha richiesto molto tempo... contrariamente al mio solito, oserei dire. Ah, ed enfatizzo che è originale, altrimenti non varrebbe la pena di riportarla. Qualunque stupidaggine che scrivo non viola i diritti di copyright e di privativa (ah, le VHS Disney!)
  6. Il "Ghiribizzo" solo su Blu-ray riuscirà a passare inosservato? (Mi pare che l'obiettivo sia quello. "Mi si mostra" che la parola incriminata non è presente nell'annuncio su Facebook.)
  7. Avrei detto fino all'anno scorso che il fattore diretta è utile per mantenere costanza. Poi le videolezioni/conferenze mi hanno indebolito questa idea. ^^ Il DTT credo sia stato frainteso da chiunque finché non è andato più o meno a regime (post 2012) e qualcosa di buono l'ha portato, sul terrestre (qualcuno diceva che "il pacchetto base di Sky è diventato disponibile gratis via etere"), ma appunto diversamente/meno delle attese.
  8. (Scusate il doppio) Tempo fa c'era su Italia 1 di notte, quasi quasi l'avrei guardata se avessi avuto coscienziosità di recuperarmi le puntate. (O magari nemmeno c'era su Mediaset Play? Boh.)
  9. Avevo trovato tempo fa residui di webtv primordiali e sperimentali siti di programmi TV anni '90 (stranamente ancora attivi) che archiviavano roba in formato .rm - fortunatamente VLC legge i file, ma effettivamente è roba inguardabile Anche YouTube è stato usato per un po' di anni con questa mentalità, mi pare. Per il resto, credo che si siano mescolate un po' di cose in questi commenti: io non mi riferivo solo ad anime e serie, ma anche rubriche sportive, culturali ecc., di quelle cose che oggi più che mai si fanno bene con un po' di idee e due spicci e si vedono con piacere. Ed è un tipo di contenuto che difficilmente si archivia o si cerca appositamente online. Ci sarà il dubbio eterno se una gestione diversa della TV generalista avrebbe mantenuto un rapporto più equilibrato fra i media per quanto riguarda anime/serie. Per quanto mi sembra, se si riesce a creare un marchio di canale TV ben caratterizzato, quello ancora crea affetto e seguito dipendente non solo dai programmi che trasmette (es. alcuni tematici DTT).
  10. Beh, io sono pesantemente curioso di TV indipendenti/locali sul digitale terrestre e mi incuriosisce che qualcuno investa in questo settore per portare contenuti vari nelle numerazioni minori oltre il 9. E tali contenuti, incredibilmente, non sono limitati a televendite, lotto e chatline, benché anche questi siano degni di nota. Ci sono ancora rubriche prodotte per le TV locali, tentativi di curare un palinsesto, investimenti coraggiosi che risultano in progetti che durano in media un anno scarso e si danno il cambio costantemente... (DTT rulez! Butta via quella parabola! Risintonizza ed esplora! Non abituarti al 4K/HD: resta fedele al 576i e alle compressioni dovute al basso bitrate! )
  11. Per motivi di indicizzazione e memoria storica e su richiesta: Anonimo (*lui*) scrisse in chatbox il 6 febbraio alle 23:30 passate: Se volessi spammare un'intervista sulla storia del restauro delle sigle italiane, in che sezione dovrei metterla? [Fingiamo che Anime & Manga vada bene. N.d.C.] Va be': https://www.youtube.com/watch?v=mk2HZE3Qv-w Da cui una persona di epoca successiva come me induce che chiunque negli anni '80 fosse appassionato di buona musica o altro intrattenimento per bambini (e per questo sottoposto a emarginazione spietata appena finita l'infanzia) ha interiorizzato in epoca successiva la propria condizione in modo variabile, e si è attribuito grandi varie missioni. L'intervistato (che conoscevo già in forma scritta) ha compreso che il proprio dovere nella vita era passare le settimane a riascoltare a ripetizione grandi sigle TV per riportare al migliore splendore i loro master, con il massimo impegno. E come ogni altra "vita nerd", questa ha fruttato un cumulo di storie epiche da raccontare con commozione, tanto più quando sembra "finita un'epoca". 2 ore e mezza divorate per mia immensa curiosità. Provate anche voi, se già non l'avete fatto! E ringraziate lui, l'azienda che lo impiegava e lo pagava abbastanza perché potesse finanziare la sua passione, il leggendario D.P. e pochi altri se potete ascoltare alla corretta velocità e migliore qualità Nico Fidenco e un coro che cantano "Fanta-super-mega-favo-iper-mera-magic-ultra-irresistiiibiliiii!". Detto questo, ritorno momentaneamente al controllo passivo sregolato di questo luogo. "Buono zera". (P.S. Se copincollerò da qualche parte correggerò una ripetizione. [Fatto e modificato qualcos'altro. N.d.C.] Scusate lo spam) Jigen scrisse in chatbox il 7 febbraio alle 10:10: grazie, conosco il tizio, quando riesco me lo vedo
  12. * questione personale, che curiosamente si collega con l'"anniversario" di pochi giorni fa *

    Fase 2: alla pandemica, "la convivenza". Si richiede di non portare perennemente il nero, ma di sapersi caratterizzare nelle proprie scelte. Tuttavia, si faranno gli investimenti necessari?

    (I precedenti e la realtà danno previsioni infauste - va beh.)

  13. Ieri mi sono scordato, ma festeggiavo un anno di """contribuzione""" (per così dire) a questo forum!

    Ne ho guadagnato qualcosa? Bah, direi di sì... toglierei le parole prima di "sì" se fossi mai riuscito ad organizzare i contenuti seguiti. Eppure questa pagina di profilo mi era venuta quasi bene, peccato. :noexpression:

    Vedrò se continuare?

    1. Shito

      Shito

      Solo un anno?

      Pensavo fossi "tra noi" da un lustro, sono serio.

      Buon compleanno a te. :-)

    2. Anonimo (*lui*)

      Anonimo (*lui*)

      Grazie!

      (Nota tecnica che non c'entra: perché tutte le volte che ricarico la pagina di profilo mi sale il contatore delle visite - delle 4226 attuali, 4000 saranno mie - mentre tu commenti qui e non risulti tra i visitatori? :grin:)

  14. Anonimo (*lui*)

    Rebuild of Evangelion

    Beh, è così strano che ci lavori qualcuno che non sia Mazzotta o Shito? Qualcun altro ci metterà il suo approccio.
  15. Grazie per la spiegazione. La Treccani online non dà quella gran differenza tra "paura" e "spavento". Per il resto capisco vagamente, anche se continuo a trovare eccessivo un conio di quel tipo per rendere una presunta sfumatura di tono. (Si torna al solito discorso: "E io, povero spettatore/lettore, come dovrei fare a capirlo/apprezzarlo?" già sviscerato più volte.) Va be'.
  16. (Non conosco, né capisco "googlando", il concetto di "morfema zero" in questo contesto, e non saprei perché "vita spaventa del Mar Marcio" dovrebbe dare un tono più militarista di "vita spaurita dal Mar Marcio". Dicevo che se esiste una parola con lo stesso significato è inutile coniarne una nuova.) (Poi potremmo tornare al giapponese.)
  17. Diversi sono buoni, direi, da un lato perché "coniati su modelli collaudati" (es. radici greche, crasi con l'accortezza dell'"mp")... ma credo conti il fatto che "hanno una buona eufonia", qualunque cosa voglia dire, il che dipende dalla fortuna e dall'abilità/esperienza di chi li concepisce. Quindi la gran parte sembra un termine comune e semplice oppure, viceversa, un concetto strettamente tecnico ideato con sottigliezza^^ -rubo l'emoji a Den- Fa eccezione quello "spaventa dei" che almeno a me sembra un arcaismo/pseudo-arcaismo inutile e quando l'ho letto in trascrizione ero convintissimo fosse un errore. Qui credo non servisse fare un conio oltretutto: se si voleva usare un espressione non banale (e non ne capisco il motivo) non bastava "una vita non più spaurita dai miasmi"? (Sempre che non si possa riformulare: "vi prometto che non vivrete più nel terrore del Mar Marcio!")
  18. "Lo so, che si ripete il pronome!" ("Mi viene naturale, la virgola.") ecc. Ecco, a vederlo scritto e preso in astratto (quindi non ad esempio come risposta a: - Ma davvero apprezzi così tanto Takahata?), questo frammento mi pare "connotato" (tema e rema enfatizzati?) "inutilmente". Intendo dire che sono portato a vedere in generale le dislocazioni come qualcosa che si utilizza, nello scritto / finto-parlato-trascritto, volutamente per ottenere un effetto particolare (di caratterizzazione ecc.), piuttosto che inconsciamente come nel parlato vero. E ho l'impressione che una dislocazione di questo tipo sia più forte di una in forma SoVO, appunto perché "non occorre arrivare a fondo frase (/ leggere più elementi che in una frase banale) per cavar fuori un significato" - dopo 3 elementi, in un caso (S-O-o) manca ancora il verbo, nell'altro (S-o-V) si ha già una costruzione compiuta. Poi questa impressione può variare in base ai metri di giudizio che si adottano. Sulle risposte al mio P.S.: come credo si veda ho un ideale molto normato della lingua, e quindi se non si riesce a coniare espressioni che sembrino "belle ed efficaci" almeno per molti, non si riesce a ridurre il rischio che io scriva in un certo modo ritenendolo finemente letterario, ma tu ci trovi onestamente un parapiglia di periodi incomprensibili. E come si comunica, poi? (Potremmo parlare di come si è evoluto il giapponese scritto e parlato negli ultimi, diciamo, cinquant'anni, sarebbe curioso!)
  19. Sensato. Direi quindi di evitare, per motivi di chiarezza d'espressione, l'ordine "Soggetto + Complemento oggetto non pronominale + Verbo" (come capita nel B del 1° estratto) e di non mettere addirittura elementi di una subordinata prima del verbo che la regge (originale del 2°). Poi ci sono i casi particolari per motivi di significato oppure espressivi, e scegliere l'una variante o l'altra sarà il compito empirico del romanziere/giornalista/adattatore ecc. L'ordine SVO non sarà la norma iscritta sulla pietra, ma direi che non vale la pena (sic) di scostarsene se salvo casi particolari. (P.S. Sarà inutile e vanitoso e mi scuso, ma per non sclerotizzare del tutto la discussione e/o farla deragliare in altro modo annoto che avevo letto tutto il primo post prima di commentare l'ultima parte. Mi sono trovato d'accordo sul fastidio che la lingua sembri trasformarsi in un repertorio di frasi fatte mal collegate. Il problema è però: chi può creare e utilizzare nuove parole/frasi? chi può stabilire se "sono belle e funzionali", al di là di queste discussioni? le novità linguistiche possono venire solo da quelli che (perdonami l'improprietà) continuo a chiamare calchi? ecc. Mi pare di avere una poco fondata impressione di staticità totale per la lingua giapponese, mentre quella italiana sembra quasi avere una certa vitalità che non si riesce a indirizzare...?)
  20. Effettivamente quell'effetto c'è. Anche se oggi sarebbe proprio sconsigliato, a pensarci non credo che inserire le virgole in quel modo sia così strano o inedito. Ho l'impressione che ce ne sarebbero esempi in letteratura abbastanza vecchia (primo '900?) in cui si voleva "evitare di trascrivere il parlato nello scritto", poi spariti quando questa "barriera ideale" è stata superata. Avevo fatto la domanda anche per introdurre una mia visione assai ignorante sul motivo per cui (dal punto di vista "dell'italiano" scritto/recitato) una stesura potrebbe essere preferibile all'altra, nei casi che citi: vale a dire, mettere un punto al posto della virgola di dislocazione (rendere la pausa più forte), tagliare momentaneamente il seguito e "vedere che effetto fa". In sintesi, ne concluderei di evitare di dislocare i verbi, per dare una qualche compiutezza di senso alla prima parte della frase: poi si può introdurre una dislocazione ad esempio del complemento oggetto per "completare" qualcosa di già fissato ("Ci sono molte persone che non l’hanno capito. Il contrattacco di Char, dico.") Quindi concorderei con Garion per la resa del primo estratto, ma con te per la sistemazione del secondo.
  21. Nella versione B del primo estratto non ci vorrebbe una virgola in più, o magari due? ("Ci sono molte persone che[,] Il contrattacco di Char, non l’hanno capito.")
  22. Anonimo (*lui*)

    Yamato Video - News

    Poi, l'ho visto
  23. Anonimo (*lui*)

    Yamato Video - News

    はたらく細胞. Ma anche il sottotitolo italiano è simpatico, dai.
  24. Nessuna delle due. Una sola voce inespressiva parla sopra e traduce tutto: così: - con film e fiction forse sembra meglio.
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