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Kimagure Orange Road


Shito

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in effetti fa strano che questa edizione esca a seguito di altre, tutte in HD; solitamente discotek mette in copertina se si tratta di SD su BD e questo non è il caso.

inoltre quando un'edizione su BD è nettamente superiore a quella su DVD spesso spuntano video o immagini di confronto per invogliare la prenotazione.

verrebbe da pensare che la qualità video delle edizioni potrebbe essere la medesima (mi riferisco alle serie tv, non ho guardato le edizioni di film e ova).

tra l'altro sul sito di toho ci sono foto dei gadget ma sono dei render...

https://tohoanimationstore.com/shop/g/gTASB01651/

boh vivendo ormai in un mercato ormai globale nel quale i giapponesi possono comprarsi le edizioni estere a prezzi irrisori per loro, questo non mi da l'idea di essere un prodotto abbastanza valorizzato e sarà una sorpresa. però l'elenco dei contenuti è interessante, seppure in parte già pubblicato. anche la confezione dei BD giapponesi è sicuramente bellissima dal punto di vista "pittorico" (anche se personalmente mi piace molto l'immagine del boxettino usa perchè più allineato allo stile dell'anime rispetto a quello giapponese, senza nulla togliere al suo valore artistico ed evocativo).

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16 hours ago, Roger said:

boh vivendo ormai in un mercato ormai globale nel quale i giapponesi possono comprarsi le edizioni estere a prezzi irrisori per loro, questo non mi da l'idea di essere un prodotto abbastanza valorizzato e sarà una sorpresa.

E' perché la serie è gia stata trasmessa in HD su Netflix Japan (prima che uscissero i BD USA). 

Semmai è strano che Toho abbia permesso agli americani di uscire per primi in home video. Ma i contenuti extra sono SD e le copertine hanno dovuto disegnarsele loro...

 

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  • 10 months later...

Per cronaca, da poco più di una settimana il contenitore "Latte e cartoni" su Italia 1 ha ripreso a mandare "È quasi magia Johnny" nella versione rimasterizzata di cui un mio vecchio messaggio. All'epoca mi ero interrotto dopo un paio di episodi sparsi, ho iniziato ora a vederla dall'inizio: mi è rimasto il giudizio abbastanza negativo sulla regia e sull'animazione (appena ci sono scene non statiche, tutti si muovono in maniera rigidissima), cercherò di capire meglio l'evoluzione della storia... per quanto possibile con il doppiaggio Mediaset, che mi pare di aver capito fosse più inventato della media dell'epoca.

Per fruire in maniera minimamente consapevole quest'edizione e apprezzarla un po', bisognerebbe dimenticarsi che si tratti dopotutto di un anime, e vederlo solo come un prodotto del preserale di Italia 1 dei tempi che furono (in cui appunto debuttavano le serie animate più importanti in prima TV, sino al 1991). Sembra che all'epoca l'animo principale della fascia ragazzi Mediaset fosse fornire qualcosa di, soprattutto, rilassante e in second'ordine esteticamente bello e con qualche contenuto. Questo mi pare un po' il trait d'union della proposta contenuti dell'epoca (soprattutto in ambito anime), diciamo, da metà anni '80 fino a metà anni '90 circa, e una cosa utile da tener presente.

Note tecniche di poco conto:

- ascoltando la serie in cuffia ho l'impressione che le voci dei personaggi, e solo quelle, abbiano un effetto eco, come se avessero registrato in una saletta mal insonorizzata;

- nei titoli di coda by Yamato, Akemi Takada diventa "Akemi Terada", forse per confusione di cognome con il Kenji Terada accreditato alla composizione della serie nel cartello precedente. Errori del genere si potevano aspettare dalle postproduzioni commissionate dalla ITB nei primi anni '80, ora bisognerebbe essere migliorati!;

- ritiro quanto dicevo anni fa sulla sigla italiana: dopo un confronto, la versione usata è la corretta accelerazione PAL della versione su disco. Forse è la qualità generale dell'audio a non essere ottimale.

Modificato da Anonimo (*lui*)
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Una domanda, senza polemica, giuro. Perché guardare quella schifezza? Cosa ti da?

Stai vedendo l'anime Orange Road tratto dal manga di Izumi Matsumoto?

No, stai vedendo una riduzione grossolana concepita senza alcun rispetto dell'opera. 

Poi se è solo voler cercare di rigodere di un ricordo di quando si era piccoli, per quanto mi sembri assurdo, posso anche comprenderlo.

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Non è questione di "girella", visto che non ho visto quella serie da bambino (potrei dire piuttosto che ne ho viste troppo poche all'epoca!). È combinazione di nostalgia vaporwave (per così dire) in generale; interesse storico a capire come e perché certe edizioni venivano realizzate e in che contesto si inserivano; paragone con un'epoca in cui il "contenitore" (canale TV, programma / fascia oraria, postproduzione...) era messo in evidenza, curato e valorizzava sia il prodotto stesso sia chi lo importava / lavorava; "ammirazione" per il recupero di edizioni che se passassero o rimanessero a qualcuno che non le ritiene importanti rischierebbero di essere buttate via, col loro portato storico. :thumbsup:

... e volendo, interesse a mettere in luce dettagli probabilmente banali che verrebbero altrimenti ignorati.

(Il problema è che dovrei essere più costante nelle mie visioni, e avere più pazienza per non abbandonare le serie dopo tot episodi... :frown:)

 

(Edit: Chiaramente rientra anche la qualità effettiva delle edizioni, anche se probabilmente non è questo il caso.)

Modificato da Anonimo (*lui*)
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2 ore fa, Anonimo (*lui*) ha scritto:

ammirazione" per il recupero di edizioni che se passassero o rimanessero a qualcuno che non le ritiene importanti rischierebbero di essere buttate via, col loro portato storico.

Ecco, per quanto mi riguarda se fossero buttate via, sarebbe tutto di guadagnato. Non ci intravedo alcun valore storico. Né riesco a concepire ammirazione per un tipo di lavorazione studiata e portata avanti con metodologico menefreghismo per la dignità del prodotto. 

Per il resto credo di capire il tuo punto di vista, del resto sono un grande appassionato di un tipo di musica, il city pop,  di cui non ho vissuto né il periodo storico né tantomeno il luogo di origine ma ne subisco il fascino. Però permettimi, volendo seguirti in questa "ricerca filologica", non dovresti cercare proprio il palinsesto televisivo, con il contenitore, le sue pubblicità, gli sketch dei presentatori e così via per poter arrivare a capire quello che ti sei prefissato. 

Non so se vedere oggi "è quasi magia Jonny"  più di venti anni dopo in Tv, infilato a tappar buchi in un palinsesto estivo la mattina presto , possa darti qualcosa anche per quello che vuoi fare tu

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10 minuti fa, Godai ha scritto:

non dovresti cercare proprio il palinsesto televisivo, con il contenitore, le sue pubblicità, gli sketch dei presentatori e

Chi ti dice che io non lo faccia (in parte, per quanto disponibile in rete)? :grin:

Ho controllato il palinsesto sul Radiocorriere e devo correggermi: la prima TV di "È quasi magia Johnny" è stata in gran parte in Bim bum bam, non nel preserale (ero sicuro di averlo visto nei palinsesti di qualche domenica sera, però). Quella era ancora l'epoca Bonolis-Blanchard se non ricordo male, e ne ho visto qualche spezzone.:thumbsup:

Conoscevo la sigla d'apertura per com'era nel master italiano "storico"; ho controllato quella di chiusura, in cui potete ammirare i crediti di produzione quasi giusti, e addirittura in ordine cognome-nome!

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Den: in generale sono state rimesse le scene tagliate all'epoca senza dialoghi, continuano a essere tagliate quelle i cui dialoghi mancano nel doppiaggio Fininvest. (Nell'ep.2, se non ricordo male, c'è una scena in cui Gionni cade addosso a Tinetta ed è rimasto un "Kimi...?" di lui in giapponese.)

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Anche se con quel sax, la sigla italiana è una delle mie favorite, una volta che ascolti questa roba qui

 

 

non esiste neanche il paragone.

Era la musica di quegli anni, che ascoltavano i ragazzi di quegli anni, le sigle erano figlie di quegli anni. È tutto al posto suo.  

In tanti siamo partiti dallo stesso punto di partenza a vedere Bim Bum Bam, tanti sono rimasti lì, legittimamente tirando fuori ogni tanto il ricordo di Sabrina e Tinetta (sic), tanti altri invece sono andati avanti e hanno visto e letto Orange Road, lo abbiamo letto fortunatamente nel modo migliore che abbiamo potuto qui in Italia e apprezzato per quello che era. Davvero non capisco come si voglia tornare al punto di partenza.

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1 ora fa, Godai ha scritto:

Anche se con quel sax, la sigla italiana è una delle mie favorite, una volta che ascolti questa roba qui

non esiste neanche il paragone.

Personalmente non sento alcuna nostalgia verso gli adattamenti Mediaset... però le sigle erano davvero spettacolari; il più delle volte, come in questo caso, superiori all'originale, almeno dal punto di vista musicale (i testi invece erano sempre abbastanza banali).

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(L'avevo sentita anni fa ma non ricordavo proprio che fosse la prima sigla di chiusura di Orange Road.)

Senza dubbio è tutto al suo posto, nell'originale. Però, per me nativo del '99, la programmazione per ragazzi dell'epoca Fininvest è una cosa lontana e non vissuta quasi quanto il Giappone degli anni '80 in cui l'originale nasceva - quindi non è un punto di partenza, quanto qualcosa da scoprire di per sè. :happy: Era a suo modo qualcosa di meticolosamente pianificato, che comunque si evolveva nel tempo sotto direttrici generali ecc.: anche lì era "tutto al suo posto" secondo criteri completamente diversi...

(Spiace che oggi "Latte e cartoni" sia solo un logo attorno ai cartoni e non un contenitore vero e proprio: almeno oltre ai prodotti si vedrebbe anche un contesto definito del tutto nuovo!)

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Edit dopo commento di Arlec: mai capito perché la Valeri Manera sapesse benissimo che bisognava alternare i compositori tra le varie sigle per garantire varietà in più, ma si ostinasse a scrivere sempre i testi in prima persona. Temeva che chiunque altro avrebbe inficiato la coerenza delle direttive della fascia?

Modificato da Anonimo (*lui*)
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31 minuti fa, Anonimo (*lui*) ha scritto:

Edit dopo commento di Arlec: mai capito perché la Valeri Manera sapesse benissimo che bisognava alternare i compositori tra le varie sigle per garantire varietà in più, ma si ostinasse a scrivere sempre i testi in prima persona. Temeva che chiunque altro avrebbe inficiato la coerenza delle direttive della fascia?

Forse lo faceva semplicemente perche era quello che le piaceva fare (essendo lei un'autrice).

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11 ore fa, Arlec ha scritto:

Personalmente non sento alcuna nostalgia verso gli adattamenti Mediaset... però le sigle erano davvero spettacolari; il più delle volte, come in questo caso, superiori all'originale, almeno dal punto di vista musicale (i testi invece erano sempre abbastanza banali).

Come ho scritto sopra, per me manco il paragone regge, poi in particolare KOR ha tutte sigle di grandissimo livello. 

A me le sigle italiane piacciono, me li sono visti live tutti la D'Avena prima che tornasse di moda, i Cavalieri del Re a Lucca, Superobots con Douglas Meikin, Mele Verdi, Raggi Fotonici all'auditorium e tantissimi altri, quindi non ne nego il valore, anche se non sono molti i casi in cui preferisco la sigla italiana a quella originale (forse solo Daltanious e pochi altri)

 Ma proprio a livello di fruizione consapevole di un'anime, io da appassionato preferirò sempre guardarlo con la sua sigla, in quanto parte dell'opera. Ad esempio la sigla di Galaxy Express italiana musicalmente è splendida, ma non c'entra una mazza con il mood dell'opera. Quella di Isao Sasaki altrettanto bella invece è decisamente più azzeccata

 

Citazione

Era a suo modo qualcosa di meticolosamente pianificato, che comunque si evolveva nel tempo sotto direttrici generali ecc.: anche lì era "tutto al suo posto" secondo criteri completamente diversi..

 

Io fatico davvero a capire come un fan dell'animazione giapponese, come presumo tu sia,  possa guardare con ammirazione a nostalgia a dei criteri e a delle direttrici che non avevano minimamente a cuore la dignità e l'integrità del prodotto che lavoravano. È la cosa che mi manda in bug il cervello

Modificato da Godai
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3 ore fa, Godai ha scritto:

Ma proprio a livello di fruizione consapevole di un'anime, io da appassionato preferirò sempre guardarlo con la sua sigla, in quanto parte dell'opera. Ad esempio la sigla di Galaxy Express italiana musicalmente è splendida, ma non c'entra una mazza con il mood dell'opera. Quella di Isao Sasaki altrettanto bella invece è decisamente più azzeccata

Questo è vero. Infatti il mio voleva essere un giudizio sulla canzone a prescindere dall'anime.

Ti dirò di più: in molti casi le sigle italiane erano più valide delle rispettive serie animate... c'erano anime o cartoni animati che venivano visti, e ancora oggi sono ricordati, solo per le sigle, e non per il contenuto dell'opera. Se non fosse per le sigle oggi certe serie non se le ricorderebbe nessuno (non faccio esempi perché ce ne sono troppi).

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Io della sigla, oltre alla sigla stessa, ho sempre apprezzato la video-sigla. Mi è sempre sembrato molto simpatica e in linea con il mood effettivo dell'opera. Ma mi son sempre fatto una domanda: Kyousuke non legge nel pensiero. Quindi...perché? Quello è il cugino.

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36 minuti fa, Chocozell ha scritto:

Io della sigla, oltre alla sigla stessa, ho sempre apprezzato la video-sigla. Mi è sempre sembrato molto simpatica e in linea con il mood effettivo dell'opera. Ma mi son sempre fatto una domanda: Kyousuke non legge nel pensiero. Quindi...perché? Quello è il cugino.

Beh, perché in genere gli autori dei testi, quando scrivevano le sigle, dell'anime sapevano poco o niente. Magari gli davano qualche informazione confusa o addirittura scorretta, e sulla base di queste dovevano poi realizzare le sigle.

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Il fatto è che la stessa Valeri Manera sceglieva e importava i prodotti e poi scriveva i testi, quindi gli errori evidenti sono meno comprensibili.

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Godai: non ""ammiro"" le direttrici di per sé, bensì il concetto di contestualizzare il prodotto e sottolineare questo contorno. Volendo, "mi piace" che la AVM si ostinasse a rendere tutta la programmazione ultracoerente, anche se con esito che non condividiamo. Poi approfondisco il resto per motivi filologici.:happy:

Se producessi io una fascia ragazzi, posso dire che cercherei sempre di fare un lavoro di qualità per il prodotto e per l'insieme... e mi assicurerei di mettere in evidenza i dati di lavorazione, magari con qualche cartello a pieno schermo del tipo "Esclusività e distribuzione in Italia a cura della [nome della società]" ecc. e stando attento che le postproduzioni non vengano cambiate di una virgola nel passaggio su streaming, home video ecc. :°_°:

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4 minuti fa, Anonimo (*lui*) ha scritto:

Il fatto è che la stessa Valeri Manera sceglieva e importava i prodotti e poi scriveva i testi, quindi gli errori evidenti sono meno comprensibili.

Scegliere un prodotto non significava averlo visto, conoscerlo nel dettaglio.

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