Maximilian Inviato 19 Giugno, 2011 Share Inviato 19 Giugno, 2011 Proprio non ti ho seguito... Perché il tuo è -giustamente- un approccio da acquirente. Fino a che trovi il prodotto (libro/fumetto) sullo scaffale (fumetteria/libreria), per te il discorso cambia poco. Anzi, nulla. Purtroppo, per gli "addetti ai lavori" ci sono sostanziali differenze: meccaniche distributive, produttive, di gestione... Tali da potersi legittimamente porre la questione. Non c'è. Se chi è cresciuto con gli anime e i manga tanto da arrivare a vestirsi come i loro personaggi ritiene che leggere i manga e guardare gli anime sia da poppanti, non c'è proprio speranza. [CUT]E quindi è una questione di soldi. Chi ha voglia e ne ha da investire? Io non sono così drastico, ma probabilmente è per via dell'impostazione -appunto- da marketing: non esistono target irraggiungibili, ma solo strategie da adottare. In altre parole: se questa è gente disposta a spender soldi per parrucche e lenti a contatto colorate, e allo stesso tempo considerano fumetto/anime roba da bambini, si può studiare un modo per orientarli comunque (in linea di massima, ovvio) ad una forma di acquisto. Come? Eh, bella domanda: intervenendo sul prodotto (quindi spingi su roba di qualità superiore), con operazioni di coinvolgimento rivolte agli utenti (affiancare un albo gratuito alla vendita di accessori cosplay, o viceversa), fino al "semplice" consiglio/passaparola ecc. Le modalità ci sono, secondo me. Che poi non sia un percorso facile è lapalissiano, ma d'altra parte se uno vuole fare la vita tranquilla non si mette nel mondo dei fumetti, no? E poi, sinceramente, a me la questione "costa soldi" mi sa -di nuovo- di scusa. Certo che una strategia di marketing è un costo, ma, a parte il dettaglio che bisogna vedere di che volume di costi stiamo parlando, secondo te le aziende serie investono in promozione/analisi del mercato/quant'altro perché gli piace avere conti in rosso? Inoltre c'è già chi tenta un approccio diverso, più oculato, al mercato, magari sbattendosi, magari tra alti e bassi (guarda quello che sta facendo Alberto con la Magic, o Michele Foschini con la Bao...). Non è che non si possa fare. E' che bisogna volerlo fare. E secondo me è più facile lamentarsi del "pubblico dei cosplayers che non compra la mia graphic novel sperimentale strafichissima" piuttosto che sbattersi nel carcare di trovare 1) un modo per far diventare quel prodotto appetibile a quel pubblico (o a al target "di rilievo" in quel momento... il cosplay è un fenomeno come ce ne son stati tanti); 2) un altro prodotto che possa interessare gli acquirenti. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Dairon Inviato 19 Giugno, 2011 Share Inviato 19 Giugno, 2011 (modificato) Fino a che trovi il prodotto (libro/fumetto) sullo scaffale (fumetteria/libreria), per te il discorso cambia poco. Anzi, nulla.Purtroppo, per gli "addetti ai lavori" ci sono sostanziali differenze: meccaniche distributive, produttive, di gestione... Uhm... ok. Però non mi pare siano le differenze qualitative che determinano queste strategie ("metto il fumetto/il libro nello scaffale X per N tempo etc."), in base alla qualità -percepita come dal lettore- dello stesso.... forse mi pareva parlassi di qualità ma alla fine così non era. Modificato 19 Giugno, 2011 da Dairon Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Maximilian Inviato 19 Giugno, 2011 Share Inviato 19 Giugno, 2011 Sono anche le differenze qualitative a determinare le strategie. Qualche tempo fa l'Alfex lamentava l'incapacità degli editori italiani di "allargare il target", proponendo, gradualmente e con metodo, opere di sempre maggiore complessità narrativa/bellezza grafica/ecc. a chi leggeva le Jumpate. Un po' predicare nel deserto, e i risultati, almeno in certa misura, si son visti. Ma il fatto è che non è solo la "qualità" (che già definire questo fattore è impresa improba) a fare la vendibilità di un prodotto. Altrimenti tanti successi commerciali non si spiegherebbero, no? Ci sono parecchi altri fattori da considerare. Ecco, appunto: da considerare. E sarebbe anche il caso che qualcuno inizi a farlo... Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 19 Giugno, 2011 Share Inviato 19 Giugno, 2011 Prima era Terminator con Skynet Ora sono gli endrini con: http://phonetail.com/ :porcodance: Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Garion-Oh Inviato 19 Giugno, 2011 Share Inviato 19 Giugno, 2011 Io non sono così drastico, ma probabilmente è per via dell'impostazione -appunto- da marketing: non esistono target irraggiungibili, ma solo strategie da adottare. Mah, io non credo che tutto sia vendibile a priori. Si può pubblicizzare un titolo presso un target che si pensa lo trovi interessante, ok. In altre parole: se questa è gente disposta a spender soldi per parrucche e lenti a contatto colorate, e allo stesso tempo considerano fumetto/anime roba da bambini, si può studiare un modo per orientarli comunque (in linea di massima, ovvio) ad una forma di acquisto. No, non si può. Perchè il cosplay è apparire. Mettersi in mostra. Gli anime e i manga diventano incidentali, semplicemente perchè presentano personaggi con un sacco di costumi diversi ed elaborati. Che stuzzicano la fantasia e la sfida di realizzarli per davvero. Percui chi fa cosplay puro guarderebbe ai manga solo come a un catalogo di abiti. E per questo i cosplayer riempiono le fiere ma non comprano una mazza. Sono lì per mettersi in mostra, non per comprare. E poi, sinceramente, a me la questione "costa soldi" mi sa -di nuovo- di scusa. Certo che una strategia di marketing è un costo, ma, a parte il dettaglio che bisogna vedere di che volume di costi stiamo parlando, secondo te le aziende serie investono in promozione/analisi del mercato/quant'altro perché gli piace avere conti in rosso? Beh, in Italia abbiamo tre ditte con enormi potenziali pubblicitari. La Panini, la Planeta DeAgostini e la GP. Nessuna di loro tre ha mai fatto nulla. Anzi, si sono affidate al vecchio passaparola e al minimo sforzo economico per promuovere i propri prodotti. (anzi no, la Panini ha recentemente allegato delle fantastiche agendine a suoi tre nuovi shojo. Si aspettavano magari che le ragazze facessero la coda a comprare quei titoli per via delle agendine allegate? Oltretutto manco erano in omaggio...). Inoltre c'è già chi tenta un approccio diverso, più oculato, al mercato, magari sbattendosi, magari tra alti e bassi (guarda quello che sta facendo Alberto con la Magic, Quello che sta facendo Alberto darà frutti a lungo termine, quando cioè si sarà sedimentata l'idea che MX fa manga di un certo livello e con un certo target. Capisci che per avere successo lui deve insistere con questa linea di pensiero, ma contemporaneamente devono anche arrivare dei risultati incoraggianti fin da subito, dato che un editore non può permettersi di andare in perdita. E secondo me è più facile lamentarsi del "pubblico dei cosplayers che non compra la mia graphic novel sperimentale strafichissima" piuttosto che sbattersi nel carcare di trovare 1) un modo per far diventare quel prodotto appetibile a quel pubblico (o a al target "di rilievo" in quel momento... il cosplay è un fenomeno come ce ne son stati tanti); 2) un altro prodotto che possa interessare gli acquirenti. Ripeto, per me i cosplayer non sono interessati al media fumetto. Come non ne sono interessati i collezionisti di chogokin. Cercare di vendere carne a una tribù di vegetariani mi pare assurdo. Piuttosto che rivolgersi ad adulti con gusti già formati sarebbe meglio intercettarli prima che evolvano in questa maniera. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 19 Giugno, 2011 Share Inviato 19 Giugno, 2011 (modificato) Se almeno avessero tutte un fisico da modella. Ma ci sono anche le ultratrentenni con sedere a mongolfiera... Sciocchino: quelle con un fisico da modella non hanno bisogno di fare le pagliacce per avere attenzione, ti pare? Cosplay = rifugium peccatorum dell'attention whoring. No, non si può. Perchè il cosplay è apparire. Mettersi in mostra. Gli anime e i manga diventano incidentali, semplicemente perchè presentano personaggi con un sacco di costumi diversi ed elaborati. Che stuzzicano la fantasia e la sfida di realizzarli per davvero. Ma cosa dici? Sciocchino di nuovo. Il punto è che quella roba si porta appresso un bacino d'utenza maschile dalla mente formattata che sbava aprioristicamente per un paio di nekomimi o per un costume, cose buone e semplici per avere attenzione anche a scapito di qualità estetiche ben più difficili da ottenere rispetto a qualcosa da indossare, ti pare? Bruttina scolastica + costume di personaggio anime wowow = attrazione fatale. Per una femmina è best deal ever. E' da sempre che le femmine vivo per farsi piacere. In maniera più o meno conscia, ma è la loro natura. Così il trucco, così lo svestirsi, così un sacco di rituali sociali che una società autoingannata non riconosce per quello che sono -financo etologicamente- [Darion, non iniziare con i bonobo, pliz]. Il cosplay è lo stesso, solo che è più specialistico su un determinato target, e quindi più efficace nella sua nicchia. Same new, same old. Modificato 19 Giugno, 2011 da Shito Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Zio Sam Inviato 19 Giugno, 2011 Share Inviato 19 Giugno, 2011 (modificato) Sciocchino: quelle con un fisico da modella non hanno bisogno di fare le pagliacce per avere attenzione, ti pare? Si, ma diciamo anche che molte si vestono da cosplayer nella speranza di diventare delle starlette in questo settore e avere così soldi e privilegi, esattamente come fanno quelle nipponiche. Vedi tipo Giogia Vecchini che bene o male si è fatta un nome e , tra viaggetti in Giappone venendo invitata a competizioni varie e premi vinti , qualche soddisfazione se l'è tolta. Modificato 19 Giugno, 2011 da Zio Sam Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 19 Giugno, 2011 Share Inviato 19 Giugno, 2011 Appunto quello che ho scritto, no? Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 19 Giugno, 2011 Share Inviato 19 Giugno, 2011 Sono anche le differenze qualitative a determinare le strategie. Curioso che questo discorso sia finito in questo topic; comunque... Il discorso della pubblicita' e' vero e molto valido, MA c'e' un ma grande quanto una casa. La pubblicita' NON e' un evento orizzontale/lineare; la pubblicita' e' un'immensa partita di giro; io acquisto pubblicita' su di un quotidiano, quello di cui ho fatto la pubblicita' a sua volta sponsorizza e fa pubblicita' ad una cosa terza, a sua volta la cosa terza organizza un evento; e magari capita che all'evento ci sia rappresentato il quotidiano di prima, con magari io che invece di avere soldi dalla cosa terza in cambio merce dalla stessa ho avuto una limousine per portare proprio a quell'evento un paio di autori. Al di la' dell'esempio che solo apparentemente e' contorto (lasciamo perdere la veridicita'...) QUESTA e' la pubblicita'. Ora, qual e' il problema, quindi? Che i fumetti non rientrano in questa partita di giro; non fanno quindi circolare soldi a riguardo; quindi possono solo o quasi comprare 'spazi' pubblicitari; e quindi in relazione al mercato delle fumetterie e all'indotto fatto girare da tali punti vendita (i cui editori si possono basare SOLO sulla quantita' per sopravvivere e poco piu'), se capita, che so, di prendere una manchette su di un quotidiano, butti i soldi. Anni fa la Marvel/Panini in Italia aveva un accordo con telecom o tim per praticamente vendere 'a metro quadro' lo spazio di quarta di copertina degli enne mila albi in edicola; ma la quantita' di tirato di tali albi e' francamente ridicola, il miracolo di visibilita' lo hanno per via di uno storico distributivo usato per una distribuzione assai mirata. Ecco qual e' il problema per questi prodotti; non funzionano a livello pubblicitario, e non per 'demerito', ma perche' i centri media (e quindi quasi la totalita' del mercato pubblicitario) li evitano, a meno che non si parli di un brand ultraconosciuto. E quindi, non funzionando a livello pubblicitario, non possono funzionare per una promozione pubblicitaria seria. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Garion-Oh Inviato 19 Giugno, 2011 Share Inviato 19 Giugno, 2011 Sciocchino: quelle con un fisico da modella non hanno bisogno di fare le pagliacce per avere attenzione, ti pare? Cosplay = rifugium peccatorum dell'attention whoring. Ma io delle elefantesse in cosplay non mi fermo nemmeno a guardarle. Se invece hanno un bel fisico sì. Quindi per me marcano male! E se c'è qualcuno che si interessa a dei pachidermi per via delle orecchie da gatto, ha qualcosa che non va... Difficilmente una ragazza non in forma verrà apprezzata perchè mette in mostra il suo fisico. Il punto è che quella roba si porta appresso un bacino d'utenza maschile dalla mente formattata che sbava aprioristicamente per un paio di nekomimi o per un costume, cose buone e semplici per avere attenzione anche a scapito di qualità estetiche ben più difficili da ottenere rispetto a qualcosa da indossare, ti pare? In Giappone magari. In Italia non ravvedo questo tipo di comportamento. Poi sinceramente, alle manifestazioni giapponesi è anche difficile trovare delle vere racchie che fanno cosplay. Cioè, non mi puoi liquidare il fenomeno in semplice ricerca di attenzione. Indossare gli abiti di un personaggio che ti piace può essere anche fuga dalla realtà, diventando per un breve periodo quel personaggio stesso (cioè illudendosi di diventarlo). Bruttina scolastica + costume di personaggio anime wowow = attrazione fatale. Il cosplay è lo stesso, solo che è più specialistico su un determinato target, e quindi più efficace nella sua nicchia. Ti sto dicendo che il cosplay italiano si è evoluto prendendo le distanze dal suo target di riferimento... D'altronde in Giappone è nato negli anni '70 e ha subito tutto un iter evolutivo particolare. Qui in Italia sarà da 10 anni che c'è e secondo me ha delle caratteristiche proprie. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Eymerich Inviato 19 Giugno, 2011 Share Inviato 19 Giugno, 2011 Sciocchino: quelle con un fisico da modella non hanno bisogno di fare le pagliacce per avere attenzione, ti pare? Cosplay = rifugium peccatorum dell'attention whoring. Ma io delle elefantesse in cosplay non mi fermo nemmeno a guardarle. Se invece hanno un bel fisico sì. Quindi per me marcano male! E se c'è qualcuno che si interessa a dei pachidermi per via delle orecchie da gatto, ha qualcosa che non va... Difficilmente una ragazza non in forma verrà apprezzata perchè mette in mostra il suo fisico. Ed in effetti anche qui da noi non mancano le cosplayer con un bel fisico.. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 19 Giugno, 2011 Share Inviato 19 Giugno, 2011 Garion, ma è evidente che tu non fai statistica. Già sei un appassionato di manga che ne conosce la cultura d'origine: non fai statistica. La statistica la fanno le centinaia di ragazzi e ragazze che leggono manga random e vanno a passare le giornate alle fiere tipo Romics per non comprare nulla e sbattersi da una panchina all'altra. Quelli che NON sono REALMENTE interessati SOPRATTUTTO ai loro 'hobby'. Welcome to 2011. In questa gamma, il cosplay è solo un blando fetish. Per le ragazze un modo per rendersi più attraenti agli occhi di un dato pubblico, un modo per avere attenzione. E per passare il tempo, certo, la cosa sempre più difficile da farsi se si è giovani. A quanto pare. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Dairon Inviato 20 Giugno, 2011 Share Inviato 20 Giugno, 2011 (modificato) Prima le cose serie! Sono anche le differenze qualitative a determinare le strategie. Qualche tempo fa l'Alfex lamentava l'incapacità degli editori italiani di "allargare il target", proponendo, gradualmente e con metodo, opere di sempre maggiore complessità narrativa/bellezza grafica/ecc. a chi leggeva le Jumpate. Un po' predicare nel deserto, e i risultati, almeno in certa misura, si son visti. Ma il fatto è che non è solo la "qualità" (che già definire questo fattore è impresa improba) a fare la vendibilità di un prodotto. Altrimenti tanti successi commerciali non si spiegherebbero, no? Ci sono parecchi altri fattori da considerare. Ecco, appunto: da considerare. E sarebbe anche il caso che qualcuno inizi a farlo... Certamente non si può non essere d'accordo. Non vedo però come entrino nell'equazione le librerie... tu stai sostanzialmente dicendo, forse, che in libreria piuttosto che in fumetteria le vendibilità delle cose breve a termine è molto più bassa? (sto provando a indovinare) Cose meno serie: Mi guardo bene dal pensare che la società o le sottoculture di oggi non vedano le cose come stanno (per esempio, la misoginia di certe considerazioni; il fatto di criticare per la sua ignoranza generale di un settore una persona che al massimo dovrebbe conoscere bene il suo personaggio). D'altronde ognuno ha il diritto di non farsi piacere le cose (meno di giudicare i gusti altrui); è comunque bene che a quanto pare almeno non si propongano differenze cronologiche particolari nel fenomeno... P.S.: dato curioso. Io non compro quasi mai fumetti in fiera, tende a non convenirmi, e di sicuro non ritengo utile andare fino a là a comprarli, import a parte che è più economico. Modificato 20 Giugno, 2011 da Dairon Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Lord Gara Inviato 20 Giugno, 2011 Share Inviato 20 Giugno, 2011 (modificato) Chiamatemi misogino anche a me ma sono abbastanza in accordo con Shito salvo il fatto che non è che non si documentino, semplicemente anzichè documentarsi spendendo, si documentano avendo accesso a un enorme database gratuito quale internet: scanlation, fansubs, community artistiche e chi più ne ha più ne metta, soprattutto anche perchè (tolte le trentenni) parliamo di un'orda di adolescenti che devono combattere anche con disponibilità finanziarie che sicuramente non sono paragonabili a quelle di un lavoratore quindi è anche ovvio che se già si comprano i costumi i soldi da spende in fumetti si riducono sensibilmente se poi aggiungi il costo del viaggio e del soggiorno. Il mio giudizio sul cosplay italico (non avendo informazioni su quello nipponico, ma temo che non cambi troppo di là) è comunque un giudizio sociale negativo: sono una community autoreferenziale completamente chiusa in se stesso, generalmente il cosplayer socializza con altri cosplayer e ha relazioni tra cosplayer e se non sei un cosplayer non ti cagano pezza (mi riferisco a quelli pvo che si sbattono anche a fiere minori come Porretta Comics o cose così, generalmente "fiere" organizzate appunto da altri cosplayer per avere un'occasione di cosplayare) a meno che in mano non hai una reflex per far sfogare i loro pavoneggiamenti. Altra dinamica assolutamente perversa, soprattutto nel cosplayer femminile, è quella di fare siparietti zozzerelli con altre cosplayer mentre una di loro crossdressa, non sto esprimendo una valutazione omofoba sia chiaro, ma se non è attention whoring questo ragazzi io non so cosa lo è, aggiungo una ulteriore forma di perversione in questo quando il soggetto magari è una ragazza che tu conosci in "borghese" ed è tutta timidina e riservata salvo poi in costume lasciarsi andare alle peggio zozzerie con la sua coorte di cortigiane psicologicamente sottomesse perchè lei è seme e loro sono uke (le yaoiste poi sono il peggio della feccia ma lasciamo perdere), alla fine la maschera diventa (ed effettivamente qua torniamo anche un po' al discorso del carnevale veneziano) un'armatura da indossare che ci permette di non essere noi stessi e poter quindi derogare a comportamenti che normalmente non assumeremmo, però se uno deve cosplayare per fare il disinvolto secondo me qualche problema di natura psicologica lo ha. Modificato 20 Giugno, 2011 da Lord Gara Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Dairon Inviato 20 Giugno, 2011 Share Inviato 20 Giugno, 2011 Chiamatemi misogino anche a me Non prima di quando fai una distinzione di genere! Che senso avrebbe? Altra dinamica assolutamente perversa, soprattutto nel cosplayer femminile, è quella di fare siparietti zozzerelli con altre cosplayer mentre una di loro crossdressa, non sto esprimendo una valutazione omofoba sia chiaro, ma se non è attention whoring questo ragazzi io non so cosa lo è, Je ne sais pas. La Gnanga era attention whoring? Al massimo era una "dichiarazione implicita", penso venisse considerata tale, un po' come andare oggi in un locale gay. Io continuo ad avere uno strano sospetto. Se "mascherarsi" è visto automaticamente come una cosa sessuale, è già un po' strano (c'è anche l'aspetto di gioco, di "libertà", etc.: ma non li si può criticare mica oggi...); in passato non si parlava di superficialità/deficienza (con esempi, perdonatemi, di gente che non legge/guarda/gioca quello cui si maschera che mi paiono improbabili come "grandi numeri"), di attention whoring, al massimo si parlava di promiscuità tout court (come se servisse la maschera per farsi trombare!). Però insomma, non è che oggi si possano fare tali "accuse". Allora si va di attention whoring (come se, ripeto, fosse necessario quella, e anche nel caso, fosse un a.w. di cui ti dovesse fregar qualcosa: al massimo, in fiera eh, cos'è? Visto che nessuno ti obbliga a cagarli, ti dà fastidio aver di fronte un cosplayer al bar perché pensi stia richiedendo l'attenzione del barista? ). Oh, fosse che si parla male degli "ignoranti" del fumetto - che lascierebbe un po' il tempo che trova, ma almeno sarebbe una categoria sensata. Cui però.... è tutto da dimostrare il cosplayer del caso faccia parte! E insomma... il mio sospetto è che si voglia "parlarne male" e basta, quando si potrebbe ignorare (e non importa l'aspetto E perché? Boh. Forse rosicamento (faccio outing: IO ci rosico eccome riguardo ai fidanzati di certe cosplayers! ), forse si pensa sinceramente che se mostri più di 5% superficie dermica non va bene (e allora, a parte tutto, perché solo i cosplayer, anche in una fiera?). Insomma, se non vi piacciono, fottetevene. Se vi piacciono... cercate pure di fotterveli/le o cosa, ma che state a criticarli a fare perché vanno là sul palco o fanno le scenette (perché sia chiaro che lo spazio "sessuale" nella cosa ci può essere, duh)? E che diavolo, allora criticate anche me! Forse non ho il culo come piace a voi e lo posso capire, ma in fondo non sto cercando "attenzioni" pure io quando nel mio stand c'è il cartello di slot sessioni di gioco che devo tenere? Eccheccazzo, l'ultima volta portavo pure 1001 Notte, roba ufficialmente "seducente" aggiungo una ulteriore forma di perversione in questo quando il soggetto magari è una ragazza che tu conosci in "borghese" ed è tutta timidina e riservata salvo poi in costume lasciarsi andare alle peggio zozzerie con la sua coorte di cortigiane psicologicamente sottomesse perchè lei è seme e loro sono uke (le yaoiste poi sono il peggio della feccia ma lasciamo perdere), Dove starebbe la perversione? Forse nel giudicare male in base alla preferenza di genere di fumetto? Secondo me siamo più perversi noi endrini. Il Freud della domenica direbbe che non facciamo altro che sublimare la nostra bestialità ( o ?). P.S.: adolescenti? Non so se ho mai visto gente sotto i 18 far cosplay, bimbi messi là da genitori/fratelli a parte... la massa comunque è 20-25, sicuro. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Lord Gara Inviato 20 Giugno, 2011 Share Inviato 20 Giugno, 2011 Dairon, mi sa che non conosci il fandom di Hetalia che al momento rappresenta una fetta importante delle fujoshi impegnate in turpi attività Io non contesto il fenomeno del cosplay, anzi, a me dei cosplayer non frega nulla a meno che non siano delle turbognagne vestite, insomma la coscia piace sempre e comunque in qualsiasi foggia e colore se è degna di nota, io quello che trovo strano, se vogliamo appunto anche preoccupante, è che una persona superi i suoi limiti caratteriali (vedi ad esempio timidezza) solo attraverso la maschera e non nel mondo reale, cioè è come se io per dire che Yuka è un coglione dovessi mettermi una maschera, che senso ha non lo capisco, la maschera mi legittima dei comportamenti che altrimenti non assumerei? Boh, la cosa mi lascia perplesso Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Dairon Inviato 20 Giugno, 2011 Share Inviato 20 Giugno, 2011 Non credo di tenerci particolarmente: sto tuttavia dicendo che nessuno dei due fenomeni mi sembra affatto perverso, come da definizione di perversione (anche perché non mi pare che la scenetta sia l'equivalente di non poter dire la propria opinione). Comunque, la gnaga era una maschera indossata da uomini. Non vorrei mai non fosse stato chiaro Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Taro Inviato 20 Giugno, 2011 Autore Share Inviato 20 Giugno, 2011 Bruttina scolastica + costume di personaggio anime wowow E' scandaloso che non ci siano mai state cosplayer (fighe) (s)vestite come le protagoniste di Neoranga nella sigla iniziale. Sulla questione lettori-fumetti, in Italia si legge poco (le casistiche partono sempre con l'allucinante dato di quanti hanno letto almeno 1 libro negli ultimi 12 mesi), il fumetto è considerato una lettura per bambini in genere (anche se molto spesso chi lo afferma, tenendo conto del dato qui sopra, ha ben poco o nulla da usare come metro di paragone), leggere è stancante/noioso di per se (non esiste il piacere di usufruire di contenuti scritti, tant'è che su internet -a parte il porno che tira sempre deppiù- la gente scrive/legge mezze frasi su facebook e similari o guarda i video di yotube per poi lasciare una riga sgrammatica di commento). Il quadro è veramente sconfortante. Più che cercare nuovi lettori, imo sarebbe meglio evitare che i giovani lettori di fumetto già esistenti abbandonino il settore per noia manifesta, dopo aver letto mille titoli tutti uguali perchè incapaci di trovare da soli qualcosa di più adatto man mano che crescono. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Dairon Inviato 20 Giugno, 2011 Share Inviato 20 Giugno, 2011 Bruttina scolastica + costume di personaggio anime wowow E' scandaloso che non ci siano mai state cosplayer (fighe) (s)vestite come le protagoniste di Neoranga nella sigla iniziale. Il tuo problema, Taro, è il pessimismo! http://yayahan.com/index.php?option=com_content&view=article&id=97&Itemid=137 Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Eymerich Inviato 20 Giugno, 2011 Share Inviato 20 Giugno, 2011 (modificato) Garion, ma è evidente che tu non fai statistica. Già sei un appassionato di manga che ne conosce la cultura d'origine: non fai statistica. La statistica la fanno le centinaia di ragazzi e ragazze che leggono manga random e vanno a passare le giornate alle fiere tipo Romics per non comprare nulla e sbattersi da una panchina all'altra. Quelli che NON sono REALMENTE interessati SOPRATTUTTO ai loro 'hobby'. Welcome to 2011. In questa gamma, il cosplay è solo un blando fetish. Per le ragazze un modo per rendersi più attraenti agli occhi di un dato pubblico, un modo per avere attenzione. E per passare il tempo, certo, la cosa sempre più difficile da farsi se si è giovani. A quanto pare. Mah, dopo aver assistito a molte gare di cosplay presso le fiere del fumetto, posso dire che se si presentano ragazze con fisici "inadatti" ai costumi indossati, l'unico tipo di "attenzione" che ricevono da TUTTO il pubblico sono in genere delle grasse risate.. Modificato 20 Giugno, 2011 da EYMERICH Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
ryoga Inviato 20 Giugno, 2011 Share Inviato 20 Giugno, 2011 un pò come le sbolfe che fanno elfe od ondine ai live Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Taro Inviato 20 Giugno, 2011 Autore Share Inviato 20 Giugno, 2011 Giustamente da bravo endrino hai beccato subito Yuhi, arigatou Comunque ora so che questo mondo non è proprio da buttar via. @ Gara: è anche vero che in molti per superare timidezze e/o blocchi psicologici e socializzare hanno bisogno dell'aperitivo alcolico (occhio, non sto parlando di gente che si ubriaca eh), ossia del posto fighetto dove aggirarsi col calice colmo di cocktail a base di vodka con sopra un'architettura di ombrellini colorati per indossare la "machera giusta" ad avere rapporti col prossimo, perchè altrimenti a scuola o sul lavoro o sul treno hai voglia a cercar di attaccar bottone. In definitiva cambia il contesto e il mezzo, ma più o meno la storia è sempre la stessa. Poi ovviamente anch'io aborro il fenomeno "Cosplayer di Hetalia" e certi siparietti, al pari del demente che in cosplay di non so che videogioco a Lucca si arrampicava sulle inferriate dei palazzi storici. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
RonsoLoStronso Inviato 20 Giugno, 2011 Share Inviato 20 Giugno, 2011 Incredibile, non avevo mai pensato che il cosplay alla fine fosse, per la maggior parte delle ragazze, attention whoring. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
silent bob Inviato 20 Giugno, 2011 Share Inviato 20 Giugno, 2011 Se almeno avessero tutte un fisico da modella. Ma ci sono anche le ultratrentenni con sedere a mongolfiera... Sciocchino: quelle con un fisico da modella non hanno bisogno di fare le pagliacce per avere attenzione, ti pare? Cosplay = rifugium peccatorum dell'attention whoring. No, non si può. Perchè il cosplay è apparire. Mettersi in mostra. Gli anime e i manga diventano incidentali, semplicemente perchè presentano personaggi con un sacco di costumi diversi ed elaborati. Che stuzzicano la fantasia e la sfida di realizzarli per davvero. Ma cosa dici? Sciocchino di nuovo. Il punto è che quella roba si porta appresso un bacino d'utenza maschile dalla mente formattata che sbava aprioristicamente per un paio di nekomimi o per un costume, cose buone e semplici per avere attenzione anche a scapito di qualità estetiche ben più difficili da ottenere rispetto a qualcosa da indossare, ti pare? Bruttina scolastica + costume di personaggio anime wowow = attrazione fatale. Per una femmina è best deal ever. E' da sempre che le femmine vivo per farsi piacere. In maniera più o meno conscia, ma è la loro natura. Così il trucco, così lo svestirsi, così un sacco di rituali sociali che una società autoingannata non riconosce per quello che sono -financo etologicamente- [Darion, non iniziare con i bonobo, pliz]. Il cosplay è lo stesso, solo che è più specialistico su un determinato target, e quindi più efficace nella sua nicchia. Same new, same old. Mi sfugge qualcosa o tale uso del cosplay non è niente di particolarmente malvagio, visto che è un mezzo di seduzione come altri ? Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Dairon Inviato 20 Giugno, 2011 Share Inviato 20 Giugno, 2011 (modificato) (Tra un po' salta fuori che se sei una cosplayer ti porti uno nuovo a letto a fiera... Vale pure per gli uomini? ) Modificato 20 Giugno, 2011 da Dairon Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Messaggi raccomandati
Crea un account o accedi per lasciare un commento
Devi essere un utente registrato per poter lasciare un commento
Crea un account
Iscriviti per un nuovo account nella nostra comunità. È facile!
Registra un nuovo accountAccedi
Sei già un account? Accedi da qui.
Accedi Ora