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I comics hanno Alan Moore. E i manga?


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Febbre da fumetto

Di Max Ciotola

 

(Avvertenza: per una migliore comprensione si consiglia la venerazione di “Febbre da Cavallo”, Steno, 1976)

 

Non colpevole, Vostro Onore.

Tanto per cominciare, lo Squonk, quella strana bestia con cui mi alterno in questa prima pagina, m’aveva detto di star tranquillo, che questo editoriale lo leggevano in tre (uno io, un altro lui e il terzo non ho mai capito chi è…). E invece, Vostro Onore, in meno di una settimana mi son trovato su mezza internet fumettistica, con titoli tipo “Editoriale scandaloso”, “delirio” e così via, scansionato, trascritto, passato al microscopio, sminuzzato sul tavolo operatorio tipo cadavere di CSI.

È stato bello.

 

Sì, è vero: quella chiosa lì era un po’ una provocazione, lo ammetto, anche un augurio sotto forma d’ironia, di certo non un’offesa. Qualcuno ha capito il senso, qualcun altro c’ha visto cose che, davvero, non c’erano. Fa parte del gioco e a me sembra di essermela giocata bene, non crede?

Pagine e pagine di commenti sparse nel web, a volte piccanti, certo, taluni persino commoventi, sempre interessanti. Perché un editoriale che muore con l’ultimo punto non è poi così divertente.

E poi, soprattutto, per capire. Perché questa cosa bisognerebbe chiedersela, di tanto in tanto: chi sono (chi siamo) i fumettovori?

Anche in senso lato.

 

Io vedo tutto questo vorticoso mondo fumettistico molto simile a quello del calcio, Vostro Onore.

Sì, mi rendo conto che in Italia è pure troppo facile buttarla sul calcio, ma ci pensi: non è un paragone tanto campato in aria.

Abbiamo i presidenti, e gli editori. Quelli che spendono e spandono, e quelli che cercano di arrabattarsi come possono; che tirano colpi bassi, o che fanno il loro lavoro per passione e con passione; che parlano con cognizione di causa, magari a voce meno alta degli altri, e quindi sembra che non dicano nulla ma in realtà cercano, nonostante tutto, di far parlare i fatti.

E gli autori, i calciatori: i campioni, i super nomi, osannati e strapagati. Oppure solo osannati, o spesso neanche quello. Quelli che fanno la vita da mediano, onesti e mai rassegnati mestieranti, che buttano sulla carta, ogni santo giorno, il loro tentativo di dire qualcosa di bello, di valido. O anche solo di utile per arrivare a fine partita, e fine mese. Mica tutti possono essere Alan Moore (sì, aridaje…) o Tezuka, o Pratt.

 

Il fumetto è bello anche quando a farlo sono quelli “semplicemente” bravi, così come ci sono partite belle perché giocate col cuore e con il sudore. Anzi: a volte capita che ci si diverta di più a veder giocare la Scafatese che –aggiungere nome di squadra blasonata a piacere–.

Mica c’è qualcosa di male, in questo.

Giocatori che scendono in campo sapendo che, comunque, faranno il loro meglio e ci sarà chi ti fischia addosso comunque, per partito preso, e bisogna saperlo accettare anche se fa schifo.

 

Ci sono quelli che si lamentano perché dicono che la tivvì/Internèt ha rovinato tutto, che giocano troppi stranieri, che tutti questi extracomunitari hanno devastato i talenti nostrani, i quali ormai, poveracci, per trovare un posto in campo (o in fumetteria) devono adattarsi a parlare altre lingue, o giocare fuori, o in campionati minori.

Alla faccia del mercato globale.

 

Quelli che invidiano gli altri campionati, perché in Francia sì che sanno come si gioca/pubblica, e i numeri che si fanno in America noi non li vedremo mai…

 

E poi, Vostro Onore, ci sono i tifosi.

Quelli che apprezzano il bel gioco (o il bel fumetto), non importa da che parte venga, o che maglia indossi.

Capaci di incuriosirsi se sentono parlare bene di un altro giocatore, o di un’altra squadra. Che argomentano le proprie opinioni con scrupolo e dovizia di particolari (grazie, Garion e clare), e che arricchiscono te e chiunque altro partecipi ad una bella discussione.

 

Ci sono, Vostro Onore, lo so per certo. Solo che fanno meno chiasso degli ultras.

Ma sì, gli ultras: quelli che vedono solo la loro squadra, solo il loro campione. Che è il meglio di tutti, nei secoli dei secoli eternamente, amen (e io ne so qualcosa, Vostro Onore. Sono di Napoli…).

Che prendono per offesa mortale accennare alla possibilità che, ok, quello è bravo, ma ce ne sono anche altri, bravi a modo loro. E questo non rende il tuo beniamino un brocco.

Sono quelli che vivono la propria passione con passione, ma con una tale passione che, a sentirli, dopo un po’ ti preoccupi.

 

Perché, Vostro Onore, come dice Micol B. ognuno di noi nerd ha dentro un mondo bellissimo: molto, ma molto meglio di questa strana e, diciamocelo, spesso deludente realtà.

Ma il problema, con chi ha dentro un mondo bellissimo, è che è il SUO mondo, proprio SUO (pregasi notare l’enfasi), e allora va difeso, perché mettere in discussione quel giocatore (pardòn, autore) significa attaccare il SUO mondo, quello che gli piace e gli dà gioia e lo fa sognare e sentire, anche solo per cinque minuti, bene.

Significa sentirsi denigrati su quanto si ha di più caro, su cui si investe passione, interesse. Fede, se mi passa il parolone.

 

E allora ci si applica, si ci fissa, ci si afferra e, Vostro Onore, poi diventa difficile mantenere il tutto in equilibrio. E la rete ha anche amplificato tutto ciò: prima c’era solo il nerd, oggi ci sono i siti, i forum, i blog…

Siamo cambiati, anche se siamo sempre gli stessi. Perché, Vostro Onore, cos’è un fumettovoro?

È un dritto, un fregnone, uno che sa tutto e non sa niente, che è pieno di soldi anche se non c’ha un euro e non c’ha un euro pure se è pieno di soldi, un fanatico e un credulone, è uno che passa sopra a tutto e sotto a tutto, che s’arrabatta, spera, muore, rispera e rimuore tutto per poter dire: “Wow, bello!”

È uno a cui brillano gli occhi, Vostro Onore, ecco chi è il fumettovoro. Uno che anela quel momento di divertimento, emozione e passione che questi disegnini riescono, a volte, a dare. Pure se gli “altri” (e per “altri”, spesso, ci sono altri fumettovori che, però, tifano per il mondo sbagliato) non lo capiranno mai. Non è meraviglioso, tutto ciò?

 

E quindi, Vostro Onore, io mi proclamo innocente, chiedo la piena assoluzione e tutte le attenuanti, inclusa la totale incapacità mentale.

Come perché?

Perché leggo fumetti.

 

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Bel pezzo, Sire :thumbsup:

 

un po' sopra le righe, pero' m'e' piaciuto anche a me, e lo condivido in pieno :thumbsup:

 

il fatto pero' che max sia un sociologo mi fa pensare che sia tutta una truffa, e che questi editoriali servano a fargli raccogliere materiale su cui scrivere un libro e diventare megamigliardario :pazzia: :pazzia: :pazzia::paura:

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In effetti...

Il link al chan me lo sto riservando per quando scriverò un editoriale sui girellari.

(perché lo farò, prima o poi... e tra l'altro l'immagine promozionale dei kappa per Lucca mi ha dato anche la scusante per farlo)

 

Nel frattempo il ringraziamento al garione ci stava tutto.

 

Grazie per l'apprezzamento, ne sono onorato.

E sì, lo ammetto: mi sto divertendo.

(Da qui a scriverci un libro ne dubito, almeno fino a che non avrò finito quel maledetto saggio su transumanesimo e robot giapponesi :goccia: ).

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Nel frattempo il ringraziamento al garione ci stava tutto.

 

Cmq nel frattempo stavo pensando che Tezuka è morto troppo presto. E che quindi in Giappone non si è mai sviluppato pienamente il concetto di manga = cultura. Perchè Tezuka aveva ancora molte cose da dire, ma non ha avuto il tempo di farlo.

E cosi', a 21 anni di distanza abbiamo che manga = evasione. Ecc...

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Nel frattempo il ringraziamento al garione ci stava tutto.

 

Cmq nel frattempo stavo pensando che Tezuka è morto troppo presto. E che quindi in Giappone non si è mai sviluppato pienamente il concetto di manga = cultura. Perchè Tezuka aveva ancora molte cose da dire, ma non ha avuto il tempo di farlo.

E cosi', a 21 anni di distanza abbiamo che manga = evasione. Ecc...

Ma più che altro stò concetto di manga= evasione è dovuto a due fattori: il primo sono gli anime, da noi trasmessi in tv come trastullo per bambini e spesso confusi con i manga.

La seconda riguarda il fatto che da noi si pubblicano al 90% manga per ragazzini, che solo perchè spesso e volentieri mostrano scene di violenza e qualche nudo, vengono equiparati a fumetti per un pubblico adulto.

E d'altronde sono in pochi a voler pubblicare manga come quelli di Taniguchi, Watase ,Mitzuo e compagnia bella perchè poi vendono poco come i fumetti d'autore europei.

Modificato da Zio Sam
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  • 1 month later...

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