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Fushigi no Umi no Nadia


Hyo

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Il titanismo buono è solo quello che nasce dal nichilismo reale, sì.

 

"Siccome io in quanto tale non valgo niente, posso provare a fare qualcosa di assolutamente buono". Questo genere di cosa.

Modificato da Shito
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L'unica cosa che traspare da ciò che scrivi è che gli strumenti per apprezzare una qualsiasi opera sono dati solo ai madrelingua. Qualunque intromissione esterna all'opera originale è per forza una manomissione, quindi tanto vale non avvicinarsi nemmeno a queste se non si è del paese dal quale proviene.

I madrelingua non hanno bisogno di nessuno strumento per la comprensione,

 

Lo strumento è l'opera stessa... un libro, un fumetto, un film, un quadro, una poesia se fini a sè stesse non hanno motivo di definirsi arte o quantomento buoni prodotti d'intrattenimento, devono far passare un concetto, delle emozioni, sensazioni. L'opera tutta è lo strumento.

 

 

non capisco la polemica.

 

Non c'è polemica, è che mi ammoscia pensare che anche un addetto ai lavori pensi che l'originale sia sempre migliore di una distribuzione su territorio locale.. che poi è la cosa che tutti sappiamo... :(

 

oddio l'idiozia.

 

L'opera è l'espressione dell'artista per comunicare, chiamarla strumento è comunque riduttivo perché se la sua funzione fosse meramente strumentale non avrebbe senso di esistere dato che per comunicare non è necessario fare un'opera. è comunicazione raffinata.

 

 

 

La "comunicazione raffinata", come la chiami tu, è veicolata da qualcosa. L'opera è sempre un veicolo, lo strumento, altrimenti che senso avrebbe? Ho inteso come comunicazione anche il passaggio di sensazioni e emozioni.

Il concetto che ho espresso va oltre l'adattamento, dove, appunto, si viola lo strumento originario modificandone il fine (poco o troppo).

Mi dispiace sia passato per idiota nella tua testa, pazienza.

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Meimato: sei sempre il vecchio amico di Gemant/Marco Frattino? :-) Comunque capisco quello che intendi, infatti leggere la letteratura italiana è bellissimo nel sentirsi il giusto destinatario dell'opera. In un modo o nell'altro, coloro che amano opere straniera, sono 'storti'. Non c'è niente da fare. Non bisogna autoingannarsi e essere disonesti, non serve a niente. La fruzione di un'opera tradotta è 'storta'. Lavorando con cognizione e coscienza, si cerca solo di minimizzare la stortura con la traduzione 'migliore possibile', ma è sempre una cosa imperfetta e violenta

 

Sai che non so chi sia? :) Il problema è che spesso anche tu sei violento nello divulgare l'ipefezione degli adattamenti, imperfezioni tali, nella qualità e nel numero, da affossarmi... Ma passa subito, sono di bocca buona, in fondo

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- no, non ritengo che le mie posizioni siano mai cambiate. Ritengo tuttavia che solo ora alcuni qui, avendomi imparato un po' a conoscermi, e quindi a leggermi correttamente, le intendano per quello che sono sempre state.

 

Uhm, dovrei cercare alcuni vecchi post..

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Ovviamente, anche io , quando parlo di doppiaggio, parlo della recitazione e del tipo di voce adatta a tal personaggio

Traduzione e adattamento sono due cose diverse.

E pur con dialoghi farlocchi, a me le voci M$ italiane di Nadia mi hanno trasmesso quello che Anno vleva dire con la sua storia.

Perchè ricordiamolo, se i manga sono fatti per essere visti , piuttosto che essere letti, gli anime sono fatti per essere guardati prima ancora di essere ascoltati.

E' una cosa lapalissiana, ed è proprio questo loro modo di comunicare direttamente al cuore prima che al cervello , a dargli quel fascino peculiare rispetto a cartoni di altri Paesi.

Perciò, io credo come Ryoga che un doppiaggio che non segue fedelmente la recitazione ( non la traduzione, si badi) rispetto all' originale, non sia peggiore di quest' ultimo.

Dire che il doppiaggio originale è inarrivabile a prescindere, equivale a dire che è inutile perdere tempo a doppiare un prodotto in un altra lingua diversa, perchè sarà aprioristicamente inferiore.

Se si spostasse questo ragionamento in altri ambiti artistici, equivarrebbe anche a dire anche che Sadamoto, nel fare il manga di Eva, ha perso tempo per chè l'unico e originale Eva è quello animato.

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E pur con dialoghi farlocchi, a me le voci M$ italiane di Nadia mi hanno trasmesso quello che Anno vleva dire con la sua storia.

 

20100401154212_yo-dawg-at-first-i-was-like.jpg

 

 

 

Detto questo, non ci vuole molto ad immaginare casi di adattamento di un (generico) originale che lo migliori. Ma debbo dubitare in tali casi si tenga la firma dell'autore originale.

Modificato da Dairon
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L'unica cosa che traspare da ciò che scrivi è che gli strumenti per apprezzare una qualsiasi opera sono dati solo ai madrelingua. Qualunque intromissione esterna all'opera originale è per forza una manomissione, quindi tanto vale non avvicinarsi nemmeno a queste se non si è del paese dal quale proviene.

I madrelingua non hanno bisogno di nessuno strumento per la comprensione,

 

Lo strumento è l'opera stessa... un libro, un fumetto, un film, un quadro, una poesia se fini a sè stesse non hanno motivo di definirsi arte o quantomento buoni prodotti d'intrattenimento, devono far passare un concetto, delle emozioni, sensazioni. L'opera tutta è lo strumento.

 

 

non capisco la polemica.

 

Non c'è polemica, è che mi ammoscia pensare che anche un addetto ai lavori pensi che l'originale sia sempre migliore di una distribuzione su territorio locale.. che poi è la cosa che tutti sappiamo... :(

 

oddio l'idiozia.

 

L'opera è l'espressione dell'artista per comunicare, chiamarla strumento è comunque riduttivo perché se la sua funzione fosse meramente strumentale non avrebbe senso di esistere dato che per comunicare non è necessario fare un'opera. è comunicazione raffinata.

 

 

 

La "comunicazione raffinata", come la chiami tu, è veicolata da qualcosa. L'opera è sempre un veicolo, lo strumento, altrimenti che senso avrebbe? Ho inteso come comunicazione anche il passaggio di sensazioni e emozioni.

Il concetto che ho espresso va oltre l'adattamento, dove, appunto, si viola lo strumento originario modificandone il fine (poco o troppo).

Mi dispiace sia passato per idiota nella tua testa, pazienza.

 

 

Aspetta, la comunicazione raffinata è appunto il veicolo o meglio la veicolazione. L'opera è un modo di comunicare raffinato, criptico volendo, cmq non direttissimo, tramite cui un individuo si esprime. L'espressione direttissima non ha sicuramente niente a che fare con l'arte.

 

Se io, che sono muto, uso un foglio per scrivere, chessò, che "Shuji mi sta sul cazzo" non compio sicuramente un'opera d'arte. Se invece mi impegno tramite raffinatezza, ingegno, tanto o poca cripticità, ad esprimere lo stesso messaggio già forse si potrebbe cominciare a discutere su cosa abbia generato il mio sforzo.

 

Principalmente perché io non ho concentrato io mio sforzi sulla mera espressione dei miei sentimenti ma ho concentrato sforzi sulla qualità di questa espressione, ho fatto qualcosa di più che semplice comunicazione diretta.

 

-Ho dedicato il mio tempo all'opera non solo in quanto strumento UTILE a comunicare, tutt'al più come strumento RAFFINATO! SONO USCITO DAL CAMPO DELL'UTILE.

 

- L'adattatore invece, come dice Shito, è un artigiano il cui campo finisce dove finisce l'utile, egli è pura manovalanza, svolge una funzione puramente strumentale=utile.

 

Per l'arte è diverso: se realizzo un'opera per esprimere i miei sentimenti e basta spreco tempo, l'espressione diretta è più veloce. Evidentemente faccio qualcosa di pià XD!

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Ci si sta inutilmente ingarbugliando sui dei termini, ovvero su malintesi semantici.

Vi ricordo che la comunicazione, ancjhe qui, funziona solo con la 'volontà buona' di intendersi.

 

Poi rispondo a Sam che torna nel vivo del topic, intanto vole vore che, frutto di slato o di genio, 'iperfezione' è un neologismo stupendo. ^^

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Bob: 'carattere' in senso recitativo non è come il carattere di una persona.

 

E' il 'carattere' come 'character', ovvero la caratterizzazione del personaggio stesso. Infatti un personaggio è l'insieme dei suoi tratti di caratterizzazione.

 

In questo senso, la voce originale è fondativa di quel personaggio/carattere perché ne è un tratto costitutivo tanto quello che fa, come è disegnato, etc.

 

Spero di aver chiarito un punto di freintendimento semantico che avevo involtariamente disseminato.

 

 

Imho la cosa non ha molto senso per il semplice fatto che già l'autore scegliendo il doppiatore fa una specie di adattamento.

 

Tu dici che Jean ente narrativo esiste dopo l'interpretazione del doppiatore, io dico che Jean ente narrativo in un certo senso esiste già prima nelle battute da doppiare, nei disegni fatta, la voce non è la pennellata finale. Per la voce si sceglie quel che capita.

 

Per dire è come comprare una camicia su misura o una camicia da negozio. La scelta della voce è come prendere la taglia giusta al negozio ( ma c'è la possibilità di un miglioramento ), tutto il resto è fatto del tutto su misura.

 

:snack:

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Tu dici che Jean ente narrativo esiste dopo l'interpretazione del doppiatore, io dico che Jean ente narrativo in un certo senso esiste già prima nelle battute da doppiare, nei disegni fatta, la voce non è la pennellata finale. Per la voce si sceglie quel che capita.

 

 

Su cosa basi la tua opinione?

 

Io baso la mia sulle numerose dichiarazioni di numerosi autori, e prima ancora sulla realtà di fatto che per quanto incidentale la scelta della voce possa essere, prima della sua interpretazione originale quel personaggio non ha voce, e la voce (con tutta l'emotività che si tira dietro) è una parte integrante e caratterizzante del personaggio finito-completo.

 

Tu stai speculativamente discriminando in modo presuntivo sui valori di questo o quel tratto e mezzo di caratterizzazione di un personaggio.

Trova l'errore.

Modificato da Shito
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Tu dici che Jean ente narrativo esiste dopo l'interpretazione del doppiatore, io dico che Jean ente narrativo in un certo senso esiste già prima nelle battute da doppiare, nei disegni fatta, la voce non è la pennellata finale. Per la voce si sceglie quel che capita.

 

 

Su cosa basi la tua opinione?

 

Io baso la mia sulle numerose dichiarazioni di numerosi autori, e prima ancora sulla realtà di fatto che per quanto incidentale la scelta della voce possa essere, prima della sua interpretazione originale quel personaggio non ha voce, e la voce (con tutta l'emotività che si tira dietro) è una parte integrante e caratterizzante del personaggio finito-completo.

 

Tu stai speculativamente discriminando in modo presuntivo sui valori di questo o quel tratto e mezzo di caratterizzazione di un personaggio.

Trova l'errore.

 

mmmh non trovo proprio l'errore.

 

Anche se rimane l'impressione che l'impercettibile tradimento insito in una ( buona ) traduzione di qualcosa ( cambio di lingua ) sia di natura diversa rispetto al tradimento insito nel cambio di doppiatore. :frown:

Modificato da silent bob
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Tu dici che Jean ente narrativo esiste dopo l'interpretazione del doppiatore, io dico che Jean ente narrativo in un certo senso esiste già prima nelle battute da doppiare, nei disegni fatta, la voce non è la pennellata finale. Per la voce si sceglie quel che capita.

 

 

Su cosa basi la tua opinione?

 

Io baso la mia sulle numerose dichiarazioni di numerosi autori, e prima ancora sulla realtà di fatto che per quanto incidentale la scelta della voce possa essere, prima della sua interpretazione originale quel personaggio non ha voce, e la voce (con tutta l'emotività che si tira dietro) è una parte integrante e caratterizzante del personaggio finito-completo.

 

Tu stai speculativamente discriminando in modo presuntivo sui valori di questo o quel tratto e mezzo di caratterizzazione di un personaggio.

Trova l'errore.

 

mmmh non trovo proprio l'errore.

 

Anche se rimane l'impressione che l'impercettibile tradimento insito in una ( buona ) traduzione di qualcosa ( cambio di lingua ) sia di natura diversa rispetto al tradimento insito nel cambio di doppiatore. :frown:

 

Signor DeLapalisse, le faccio notare che un doppiaggio constando intrinsecamente *anche* di una traduzione di un testo, ma non esaurendosi in quella, *non* può non essere 'di natura diversa' da quella.

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Tu dici che Jean ente narrativo esiste dopo l'interpretazione del doppiatore, io dico che Jean ente narrativo in un certo senso esiste già prima nelle battute da doppiare, nei disegni fatta, la voce non è la pennellata finale. Per la voce si sceglie quel che capita.

 

 

Su cosa basi la tua opinione?

 

Io baso la mia sulle numerose dichiarazioni di numerosi autori, e prima ancora sulla realtà di fatto che per quanto incidentale la scelta della voce possa essere, prima della sua interpretazione originale quel personaggio non ha voce, e la voce (con tutta l'emotività che si tira dietro) è una parte integrante e caratterizzante del personaggio finito-completo.

 

Tu stai speculativamente discriminando in modo presuntivo sui valori di questo o quel tratto e mezzo di caratterizzazione di un personaggio.

Trova l'errore.

 

mmmh non trovo proprio l'errore.

 

Anche se rimane l'impressione che l'impercettibile tradimento insito in una ( buona ) traduzione di qualcosa ( cambio di lingua ) sia di natura diversa rispetto al tradimento insito nel cambio di doppiatore. :frown:

 

Signor DeLapalisse, le faccio notare che un doppiaggio constando intrinsecamente *anche* di una traduzione di un testo, ma non esaurendosi in quella, *non* può non essere 'di natura diversa' da quella.

 

io dicevo traduzione a parte. Cioè un conto è il testo, un conto sono i doppiatori.

 

Del testo c'è l'originale, fatto dall'autore secondo la sua precisa volontà.

 

Il doppiaggio è un pò quello che si trova in giro, non c'è ragione di usare la stessa intransigenza che si usa con il testo.

Shito tu di un buon doppiaggio potrai sempre dire: non ha nulla da invidiare all'originale ( perché anche nell'originale c'è la fase di scelta voci, direzione della recitazione etc. etc. ). Di una buona traduzione no, perché stai creando appunto una copia.

 

Ovvero il processo, teoricamente, dovrebbe essere questo:

 

Per la traduzione:

 

1) testo originale --- 2) traduzione. Inferiorità ontologica netta.

 

Per il doppiaggio:

 

1) Copioni originali [ ---1.5)Doppiaggio madrepatria-- ]-2)Doppiaggio estero. L'inferiorità non è cosi netta.

Modificato da silent bob
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Continui a non capire.

 

Un'opera audiovisiva NON PUO' essere il frutto di un solo autore.

Anche se c'è un 'direttore' (regista), se anche lui dirige tutto, usando 'strumenti umani' essi divengono di fatto coinvolti nell'autorato.

 

Nel comparto caratterizzante che è la recitazione originale di un personaggio, l'attore originale ha una componente creativo-autoriale, sotto la scelta e le indicazioni del regista.

 

Così è.

Tu non stai parlando della realtà dei fatti, ma delle tue pie illusioni basate su mere speculazioni presuntive.

Modificato da Shito
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Continui a non capire.

 

Un'opera audiovisiva NON PUO' essere il frutto di un solo autore.

Anche se c'è un 'direttore' (regista), se anche lui dirige tutto, usando 'strumenti umani' essi divengono di fatto coinvolti nell'autorato.

 

Nel comparto caratterizzante che è la recitazione originale di un personaggio, l'attore originale ha una componente creativo-autoriale, sotto la scelta e le indicazioni del regista.

 

Così è.

Tu non stai parlando della realtà dei fatti, ma delle tue pie illusioni basate su mere speculazioni presuntive.

 

 

nah scusa, capito ora che hai ragione. Io dicevo proprio questo discorso dell'autorato e pensavo che creandosi nel doppiaggio dell'autorato del tutto nuovo questo non dovesse necessariamente essere inferiore all'originale.

 

 

In pratica visto che nel caso degli anime il doppiaggio va fatto comunque in ogni lingua non riconoscevo totalmente a quello madrepatria lo status di originale.

 

Per i film - opera audiovisiva in generale - la cosa è più ovvia dato che il doppiaggio va fatto solo quando va fatta una traduzione, per gli anime va fatto sempre. Ho fatto un pò confusione.

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Quindi sì, ci deve essere uno che SENTE l'originale, lo CAPISCE e dico sia come significato che come emozioni.

 

Prendo spunto dalla tua frase per rivolgermi a tutti gli altri.

Ecco, se tu sei un adattatore di dialoghi e ti trovi a lavorare su un'opera straniera sapendo zero della lingua d'origine, cosa ti trovi a fare? A prendere i copioni tradotti (magari neanche tanto bene) e a manipolarli aggiungendo o togliendo parole per calibrare la lunghezza delle frasi coi labiali.

Credo che sia per via di questo che escono poi fuori le peggio mostruosita'. Questo, e la superficialita'. Ma non lo dico in senso dispregiativo. Suppongo che nel doppiaggio Yamato avranno rilevato che "capitano" era troppo lungo su "kancho" e quindi, via di "papa'". Non percependo *minimamente* di stare facendo qualcosa di sbagliato. Ma proprio zero.

In Italia si lavora cosi' sugli adattamenti.

 

Ah, pretendere di avere un adattatore che ne capisce della lingua che sta adattando? Assurdo. Roba da otaku.

 

La traduzione è un tradimento e ok. Ma l'adattamento non deve diventare una falsita'.

Immagino gia' qualcuno dire (si' tu, che stai li' in fondo) che non sono poi modifiche cosi' sostanziali e che basta che si capisca la storia. Perfetto. Accomodati.

Tanto Gundam si capiva perfettamente gia' con la u e le radio al plutonio. La grande storia della guerra vera e dei robot realistici. Certamente. I proiettili finivano, cazzo!

 

Poi ci si chiede perche' Tomino e' diventato minagoroshi :giggle:

 

(scusate la dissertazione, torno a gAndam).

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Ryoga: 'migliore' e 'peggiore' si misurano SOLO sulla scala della correttezza, per un doppiaggio. Perché, come si evince dal mio post precedente, il doppiaggio NON è un'opera originale, è uno strumento interpretativo. Una cosa SENZA valore assoluto. Quindi quello che dice non ha senso. Il doppiaggio NON ha modo di essere 'migliore' o 'peggiore' TRANNE che nella sua migliore o peggiore funzionalità, che è funzione della sua correttezza.

 

No.

Un doppiaggio sbagliato diventa appunto un'opera originale, ed in quanto tale può essere migliore di quella cui deriva.

Si tratta, evidentemente, di una ipotesi quantomai remota (ma comunque verificatasi, es. la voce di Homer Simpson).

Nella maggior parte dei casi il doppiaggio migliore è quello più aderente all'originale ma non è un assoluto, proprio perchè, mi ripeto, giusto e sbagliato sono criteri oggettivi (in questa fattispecie), migliore e peggiore no.

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Ryoga: 'migliore' e 'peggiore' si misurano SOLO sulla scala della correttezza, per un doppiaggio. Perché, come si evince dal mio post precedente, il doppiaggio NON è un'opera originale, è uno strumento interpretativo. Una cosa SENZA valore assoluto. Quindi quello che dice non ha senso. Il doppiaggio NON ha modo di essere 'migliore' o 'peggiore' TRANNE che nella sua migliore o peggiore funzionalità, che è funzione della sua correttezza.

 

No.

Un doppiaggio sbagliato diventa appunto un'opera originale, ed in quanto tale può essere migliore di quella cui deriva.

Si tratta, evidentemente, di una ipotesi quantomai remota (ma comunque verificatasi, es. la voce di Homer Simpson).

Nella maggior parte dei casi il doppiaggio migliore è quello più aderente all'originale ma non è un assoluto, proprio perchè, mi ripeto, giusto e sbagliato sono criteri oggettivi (in questa fattispecie), migliore e peggiore no.

 

 

Sei completamente in errore.

 

Un doppiaggio, quello originale e quelli stranieri, NON sono 'opere'. Sono pezzi di un'opera 'complessa' (composta da più componenti).

Non è che un doppiaggio esista per sé. Non è uno sceneggiato riadiofonico, eh!

 

Quello originale è un pezzo dell'opera originale. FONDA quell'opera. L'opera è tutto l'anime, CON il suo doppiaggio originale che non è qualcosa di 'staccato' dall'opera, è una SUA PARTE, come i colori, i disegni, il soggetto, tutto.

 

I doppiaggi stranieri sono sostiruzioni fasulle di un pezzo dell'opera originale. E' una cosa violenta che si fa per utile.

E dette sostituzioni, come ho già argomentato, hanno un valore esclusivamente funzionale/strumentale.

 

Quindi, NON esiste alcun altro canone di giudizio che la buona funzionalità di questa componente fasulla di un opera che era compiuta.

 

Il fatto che tu insista scioccamente a volere vedere un valore instinseco, assoluto e a sé stsante nel 'doppiaggio' in quanto tale significa che non capisci cosa il doppiaggio sia.

Se correggi questa errata concezione, e pensandoci vedrai che è molto banale, tutto il resto verrà da sé.

 

PS:

Tu non sei americano, eh. Non puoi già giduciare/capireappieno un'opera assai radicata nella sua cultura d'origine come 'I Simpson', che pur essendo una cosa comica, è al 100% frutto dell'americanità. Figurati capire una voce di una macchietta straniera. Non ti rendi condto di pensare che 'la voce italiana di Homer sia meglio di quella americana' è solo il fatto che tu puoi 'capire/sentire' la seconda, non la prima? E' follia.

 

Proprio ieri pensavo di come noi tutti abbiamo fruito Arnold senza poterci capire NULLA, senza poter capire cosa significasse e pesasse l'idea di due ragazzi neri adottati da Harlem in casa di un milionario bianco, con una figlia bionda. Cosa significasse, agli occhi di un americano, la religiosità di Arnold. O meglio come la si percepisse, come 'pesasse', perché era una serie leggera, mica un trattato di filosofia. Ma anche nella lettura di una singola parola c'è tutta la chiave percettiva di una cultura. Perché la linguistica è il modo in cui riceviamo e ordiniamo la realtà che ci circonda.

Modificato da Shito
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Quindi sì, ci deve essere uno che SENTE l'originale, lo CAPISCE e dico sia come significato che come emozioni.

 

Prendo spunto dalla tua frase per rivolgermi a tutti gli altri.

Ecco, se tu sei un adattatore di dialoghi e ti trovi a lavorare su un'opera straniera sapendo zero della lingua d'origine, cosa ti trovi a fare? A prendere i copioni tradotti (magari neanche tanto bene) e a manipolarli aggiungendo o togliendo parole per calibrare la lunghezza delle frasi coi labiali.

Credo che sia per via di questo che escono poi fuori le peggio mostruosita'. Questo, e la superficialita'. Ma non lo dico in senso dispregiativo. Suppongo che nel doppiaggio Yamato avranno rilevato che "capitano" era troppo lungo su "kancho" e quindi, via di "papa'". Non percependo *minimamente* di stare facendo qualcosa di sbagliato. Ma proprio zero.

In Italia si lavora cosi' sugli adattamenti.

 

Ah, pretendere di avere un adattatore che ne capisce della lingua che sta adattando? Assurdo. Roba da otaku.

 

La traduzione è un tradimento e ok. Ma l'adattamento non deve diventare una falsita'.

Immagino gia' qualcuno dire (si' tu, che stai li' in fondo) che non sono poi modifiche cosi' sostanziali e che basta che si capisca la storia. Perfetto. Accomodati.

Tanto Gundam si capiva perfettamente gia' con la u e le radio al plutonio. La grande storia della guerra vera e dei robot realistici. Certamente. I proiettili finivano, cazzo!

 

Poi ci si chiede perche' Tomino e' diventato minagoroshi :giggle:

 

(scusate la dissertazione, torno a gAndam).

 

Sì, è così.

 

In realtà la realtà della 'tradizione di adattamento italiana' è peggiore di come tu la dipingi, dato che tu parli di reale incapacità, impossibilità percettiva, cialtroneria.

 

Si aggiunge in genere la spocchia di cambiare autolegittimandosi nella convinzione che il proprio concetto di 'bello' sia assoluto, e valga la sovrascrittura dell'altrui opera.

 

Che è molto, molto peggio. Oltre a essere il rifugium peccatorum di tutte le altre mancanze.

 

Chiaramente, lo stesso e di più vale anche in ambito recitativo, ovvero di resa di una caratterizzazione vocale originale.

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[...]

Immagino gia' qualcuno dire (si' tu, che stai li' in fondo) che non sono poi modifiche cosi' sostanziali e che basta che si capisca la storia. Perfetto. Accomodati.

[...]

 

Credo di averlo letto o sentito dire diverse volte.

 

La cosa che trovo "buffa" è che a monte di tutto, se non si conosce l'originale per intero non si può sapere nè quante nè quali nè quanto sostanziali siano le modifiche introdotte dalla traduzione o dal doppiaggio. Manca cioè, anche a fronte di una corretta rilevazione di un errore (che come tale è comunque bene che sia segnalato e possibilmente corretto), la corretta valutazione dell'errore stesso.

 

Non è che far rilevare un errore con una frase tipo "ah, sai, ho scoperto [o peggio, "ho sentito dire"] che quella parola è stata tradotta male" basti per affermare che la comprensione dell'opera sia sostanzialmente salva o meno. Perché, pur essendo un errore un errore va poi valutato.

 

Passo indietro.

 

Fruire di un'opera in lingua straniera nella propria ha conseguenze:

 

1) Evita di dover conoscere una lingua straniera nello stesso modo in cui si conosce la propria. E' certamente comodo: a ciascuno valutare la bontà o meno di tale comdodità e in quale dose.

 

2) Mette nelle mani di intermediari. Ed anche, in parte, per quello che riguarda l'interpretazione di una parte dell'opera stessa, non essendo lingue diverse dei codici in perfetta e rigorosa corrispondenza biunivoca. E' un atto che implica fiducia nell'intermediario: a ciascuno valutare se concederla e in quale dose.

 

A fronte di questo, chi può dire se un'opera nella sua interezza è "tradotta e adattata" più o meno bene? Beh, solo chi conosce la lingua di partenza, quella di arrivo e si sia adoperato per comprendere l'opera nella sua interezza.

 

Se, astrattamente, è plausibile che non tutti gli errori (che sia chiaro, sono comunque tali) siano della stessa gravità o che precludano allo stesso modo l'onesta fruizione dell'opera (che richiede comunque uno sforzo, anche a fronte di una traduzione il più possibile fedele), ciò non implica che fare affermazioni nel caso concreto e specifico sia una cosa per "tutti".

 

Dietro a un'affermazione come "la storia si capisce lo stesso", infatti, ci sono una serie di competenze, studio e sensibilità che non credo siano banali. Viceversa, qualcosa come "ci si trae una storia lo stesso" credo possa essere molto più veritiero, di fronte ad ammessa e rilevata ignoranza.

 

Dopo di che, è tutto solo questione d'onestà personale, di passioni e interessi, di intendere quel che si dice come si dice.

 

Scusate le banalità domenicali e in caso di errori e sciocchezze, chiedo scusa e lumi.

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Dietro a un'affermazione come "la storia si capisce lo stesso", infatti, ci sono una serie di competenze, studio e sensibilità che non credo siano banali. Viceversa, qualcosa come "ci si trae una storia lo stesso" credo possa essere molto più veritiero, di fronte ad ammessa e rilevata ignoranza.

 

Certo, e' come dici tu. Ma ovviamente chi ci trae un storia lo stesso, afferma che la storia si capisce lo stesso. D'altronde pero', generalmente chi fa queste affermazioni cerca intrattenimento e basta. Non ha il benche' minimo interesse su cosa sia l'opera originale. Quando ha passato i suoi 20 minuti in tranquillita' sul divano davanti alla tv e' a posto.

 

Non ci si scampa. Ci vuole un mecenate a monte, una persona che mettendoci i soldi ricerchi anche la qualita'. Mentre invece spesso i soldi creano piu' danno, perche' il tempo e' denaro e bisogna fare le cose di fretta per risparmiare.

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Quello originale è un pezzo dell'opera originale. FONDA quell'opera. L'opera è tutto l'anime, CON il suo doppiaggio originale che non è qualcosa di 'staccato' dall'opera, è una SUA PARTE, come i colori, i disegni, il soggetto, tutto.

E può benissimo essere che l'opera originale faccia cagare.

E quindi un doppiaggio straniero corretto faccia a sua volta cagare.

Mentre un adattamento farlocco con scelte voci scazzate dia un risultato diversissimo dall'originale che diventa paradossamelte migliore.

E qui chiudo.

E' la terza volta che scrivo la stessa cosa, non riuscirai a farmi cambiare idea.

 

PS:

Tu non sei americano, eh. Non puoi già giduciare/capireappieno un'opera assai radicata nella sua cultura d'origine come 'I Simpson', che pur essendo una cosa comica, è al 100% frutto dell'americanità. Figurati capire una voce di una macchietta straniera. Non ti rendi condto di pensare che 'la voce italiana di Homer sia meglio di quella americana' è solo il fatto che tu puoi 'capire/sentire' la seconda, non la prima? E' follia.

No. Sono sufficientemente in grado di capire l'inglese don't worry.

Così come tanti qui sono in grado di capire quand un doppiaggio italiano è scazzato rispetto al giapponese o rendersi conto che tanti doppiaggi italiani sono meglio della versione ammerigana.

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