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Ho conosciuto una docente universitaria che sosteneva pubblicamente che "Versailles no Bara" fosse stato creato dagli autori per piacere al pubblico occidentale, per strizzare l'occhio al pubblico europeo. Doveva essersi documentata molto, se "documentarsi" è quello che intendete voi.

Un esempio fuorviante , aggiungo.

Cosa c'entra Berubara, che è un manga realizzato da una casa editrice che se ne fotteva di piazzare i suoi prodotti all' estero ?

Parliamo di anime.

 

La produzione mette i soldi, e ragiona su quelli. Ma i contenuti sono sempre creati da menti, umane, espresse da una cultura. Non ci avevate mai pensato, vero? Avete mai parlato con gente con queste cose le fa? Dico, con degli autori di animazione, in ambito privato - non incontri pubblici. Io ho capito invecchiando che ogni persona, quando racconta qualcosa, può spendere solo ciò che è - ed è un concetto ovvio, banale, e stranamente sorvolato, nevvero?

Ma secondo te, quanto vale l' opinione di un creativo quando i produttori gli dicono "fai così e così" ?

Secondo te perchè Miya-san ha mollato al produzione di Littel Nemo ?

Pensi che altri siano disposti a licenziarsi pur di non accettare compromessi ?

Pensi che lo Shingo Araki che realizza l' Ispettore Gadget e G.I. Joe sia lo stesso che lavora a Saint Seiya ?

Tanto per dire.

E se vogliamo metterla sul " io ho parlato di persona con gli autori e voi no, quindi io ne capisco di più" ti domando ?

Sai scrivere una sceneggiature?

Sai disegnare?

Sapresti dirigere un anime ?

Ovviamente no.

E perciò posso dire che tu puoi capire cosa significa realizzare un opera in piena autonomia creativa e un altra sotto continui controlli di sponsor, emittenti tv , ecc.....

Modificato da Zio Sam
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La produzione mette i soldi, e ragiona su quelli. Ma i contenuti sono sempre creati da menti, umane, espresse da una cultura. Non ci avevate mai pensato, vero? Avete mai parlato con gente con queste cose le fa? Dico, con degli autori di animazione, in ambito privato - non incontri pubblici. Io ho capito invecchiando che ogni persona, quando racconta qualcosa, può spendere solo ciò che è - ed è un concetto ovvio, banale, e stranamente sorvolato, nevvero?

 

Vero, infatti qua dentro non c'e' nessuno che ha avuto a che fare con autori e produttori.

 

Non ho capito se sia una risposta sarcastica o meno, ma la mia era una domanda sincera. Non conosco lo storico di tutti gli utenti, ovviamente.

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E' abbastanza evidente che Omega sia uno dei pochi anime (se non l'unico) nato espressamente per essere anche esportato. La strategia commerciale è indicativa ed è l'unica cosa che possa testimoniare le intenzioni della casa madre. Il resto sono voli pindarici che con questo anime hanno poco a che fare.

 

Le armature fanno cagare perchè imho in TOEI non capiscono una mazza e pensano che queste nuove versioni siano più trendy e adatti ai giovini del mondo E del Giappone (non credo che un ottenne giapponese sia poi tanto più difficile da divertire o intrattenere rispetto a tutti gli ottenni del mondo, stiamo parlando di bambini), tant'è vero che la prima versione di Umakoshi era rivolta anche ai vecchi fan e presentava armature classiche. O forse le hanno fatto perchè costa meno disegnarle così, boh.

Ma stanno puntando a un pubblico principalmente nuovo, come si dice dall'inizio, a cui proporre combattimenti in stile Pretty Cure con una storia in semi-salsa Saint Seiya. Pubblico giovane giapponese e gaijin (ed era da evitare specie in Italia dove i bampa hanno dimostrato per ora di non filarsi di striscio Saint Seiya, la linea scuola e i modelli hanno floppato indi il merchandising non tira, ma dubito sia questo il motivo per cui non hanno fatto l'anteprima, per me chi ha comprato\sta trattando per i diritti si è rifiutato di occuparsene).

Che poi il risultato sarà quello che si aspettano, non si sa. Ma è evidente che puntano anche ai mercati esteri.

Modificato da Fencer
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Fencer, grazie per il post, a cui rispondo seriamente con quello che penso.

 

Quello che penso è che tu stia deducendo da fatti più o meno obiettivi qualcosa che certo non è, dato che non è stato dichiarato. Il ponte logico non è un nesso certo: per intenderci, la professoressa di cui dicevo sostenva che BeruBara era "sicuramente" stato pensato per un pubblico straniero da (seguono dati obiettivi: l'ambientazione, i colori dei disegni, cenni stilistici, il fatto che fosse stato venduto all'estero, etc etc etc). Alla fine, in ogni deduzione, per quanto ritenuta palese, c'è sempre una componente di presuntività.

 

Posso dirti per certo che gli occhi dei personaggi di BeruBara (e ora parlo del manga) sono grandi per imposizione Shueisha su Ikeda Riyoko, che fin da principio voleva fare disegni in stile più cinematografico - cosa poi realizzata in Orpheus no Mado, dove la protagonista Julius è ispirsta nelle fattezze al Tadzio della Morte a Venezia di Visconti. Ma vedi, questo Ikeda Riyoko l'ha dichiarato, non lo sto deducendo, non lo sto presumendo.

 

Quindi, già metterei un bel beneficio del dubbio sulle deduzioni, che non sono mai *necessarie e sufficienti*, anche quando muovono fa fatti obiettivi (e non, comunque, da giudizi di valore quali "le armature fanno cagare" <- questione di gusto). La parte di "alla Toei non capiscono un cazzo e io ne sò di più" è davvero molto italiana, nel senso di "commissari tecnici tutti al bar". E questa uscita è in realtà mirata a far capire che, comunque, il livello di cui parlavo era un altro, quello creativo di contenuti in quanto opera di ingegno umano, non di businness plan.

 

Che lo si voglia o meno, io e te siamo italiani, e altri sono -per esempio ma solo per esempio- giapponesi. E anche se dei giapponesi facessero qualcosa "in logica internazionalista" (cosa che finché non vedessi dichiarata non potrei mai assumere per certa), anche ammesso questo, sono ancora giapponesi che pensano in quella logica. Quindi, il risutlato è un prodotto per un pubblico internazione per come dei giapponesi lo vedono.

 

So che molti pensano che le barriere culturali non esistano. Molti mettono nel termine "barriere" un senso negativo implicito, e amano sentirsi davvero svincolati dal loro proprio retaggio, e immaginare un mondo così. Io, al contrario, credo sia un inganno e una stronzata, soprattutto. Nulla nella mia vita mi ha mai dimostrato il contrario, tutto mi ha sempre confermato questo, e quindi non posso che pensarla così. IMHO IMHO IMHO

Modificato da Shito
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ant'è vero che la prima versione di Umakoshi era rivolta anche ai vecchi fan e presentava armature classiche. O forse le hanno fatto perchè costa meno disegnarle così, boh.

Il motivo è dovuto allo sponsor, cioè Bandai.

Se le armature non sono in stile classico, se non si trasformano in totem, è al 100% a scelte di Bandai, che evidentemente non punta nè a una linea Mith o stile vecchi diecast.

 

ed era da evitare specie in Italia dove i bampa hanno dimostrato per ora di non filarsi di striscio Saint Seiya, la linea scuola e i modelli hanno floppato indi il merchandising non tira, ma dubito sia questo il motivo per cui non hanno fatto l'anteprima, per me chi ha comprato\sta trattando per i diritti si è rifiutato di occuparsene)

Non so nulla sulla line scuola ecc.. ma in campo modellini gli unici a floppare son stati i Mith.

I diecast hanno stravenduto, tanto che GP li aveva annunciati come tra i giocattoli più venduti d' Italia.

E se cos'ì non fosse , mi domando perchè cavolo fece uscire i bronzini con le armature d'oro e perchè continui a ristampare i vecchi die cast ogni tot di anni.

Saranno masochisti.

 

Che lo si voglia o meno, io e te siamo italiani, e altri sono -per esempio ma solo per esempio- giapponesi. E anche se dei giapponesi facessero qualcosa "in logica internazionalista" (cosa che finché non vedessi dichiarata non potrei mai assumere per certa), anche ammesso questo, sono ancora giapponesi che pensano in quella logica. Quindi, il risutlato è un prodotto per un pubblico internazione per come dei giapponesi lo vedono.

Che i jappi, quando fanno qualcosa per l'occidente , o facciano sempre con un "japan touch" essuno lo nega.

Ma non è questo il punto.

 

Quello che penso è che tu stia deducendo da fatti più o meno obiettivi qualcosa che certo non è, dato che non è stato dichiarato. Il ponte logico non è un nesso certo: per intenderci, la professoressa di cui dicevo sostenva che BeruBara era "sicuramente" stato pensato per un pubblico straniero da (seguono dati obiettivi: l'ambientazione, i colori dei disegni, cenni stilistici, il fatto che fosse stato venduto all'estero, etc etc etc). Alla fine, in ogni deduzione, per quanto ritenuta palese, c'è sempre una componente di presuntività.

Ancora con quest' esempio assurdo ?

La tua prof non capisce nulla di manga e ovviamente ha tirato fuori una sua considerazione personale.

Ma forse sarà stata plagiata dall' uscita del film in carne e ossa, dove lì si, i jappi tentarono di esportare il marchio all' estero realizzando un ( bruttissimo) film diretto da un regista occidentale e che uscìi lo stesso anno della serie animata.

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Quello che penso è che tu stia deducendo da fatti più o meno obiettivi qualcosa che certo non è, dato che non è stato dichiarato. Il ponte logico non è un nesso certo: per intenderci, la professoressa di cui dicevo sostenva che BeruBara era "sicuramente" stato pensato per un pubblico straniero da (seguono dati obiettivi: l'ambientazione, i colori dei disegni, cenni stilistici, il fatto che fosse stato venduto all'estero, etc etc etc). Alla fine, in ogni deduzione, per quanto ritenuta palese, c'è sempre una componente di presuntività.

 

Posso dirti per certo che gli occhi dei personaggi di BeruBara (e ora parlo dell'anime) sono grandi per imposizione Shueisha su Ikeda Riyoko, che fin da principio voleva fare disegni in stile più cinematografico - cosa poi realizzata in Orpheus no Mado, dove la protagonista Julius è ispirsta nelle fattezze al Tadzio della Morte a Venezia di Visconti. Ma vedi, questo Ikeda Riyoko l'ha dichiarato, non lo sto deducendo, non lo sto presumendo.

 

Quindi, già metterei un bel beneficio del dubbio sulle deduzioni, che non sono mai *necessarie e sufficienti*, anche quando muovono fa fatti obiettivi (e non, comunque, da giudizi di valore quali "le armature fanno cagare" <- questione di gusto). La parte di "alla Toei non capiscono un cazzo e io ne sò di più" è davvero molto italiana, nel senso di "commissari tecnici tutti al bar". E questa uscita è in realtà mirata a far capire che, comunque, il livello di cui parlavo era un altro, quello creativo di contenuti in quanto opera di ingegno umano, non di businness plan.

 

Che lo si voglia o meno, io e te siamo italiani, e altri sono -per esempio ma solo per esempio- giapponesi. E anche se dei giapponesi facessero qualcosa "in logica internazionalista" (cosa che finché non vedessi dichiarata non potrei mai assumere per certa), anche ammesso questo, sono ancora giapponesi che pensano in quella logica. Quindi, il risutlato è un prodotto per un pubblico internazione per come dei giapponesi lo vedono.

 

Io non ho mai parlato di cosa girasse per la mente a TOEI in generale quando ha pensato al contenuto di Omega. Non lo so e onestamente non m'interessa, ho parlato delle armature perchè esteticamente imho fanno cagare e per ora ho sentito solo gente che condivideva l'idea che ho delle stesse.

Poi, come detto, non si sa se ho ragione io o se alla fine avranno ragione loro ad averle volute modificare.

Il fatto poi che sia Pretty Cure in salsa Saint Seiya è molto semplicemente dovuto al fatto che i combattimenti hanno una coreografia molto simile, va nella fascia oraria per bambini e lo staff viene in parte proprio da quello. Discorso soggettivo.

Però quando si arriva all'esportazione (fattore esterno) il discorso cambia. Poco importa se non lo dichiari, una volta che ti sbatti a organizzare delle anteprime nei cinema delle varie nazioni (guardacaso coincidenti a mercati dove la serie originale è stata presente e spesso di successo) è chiaro che hai intenzione di promuovere la serie in quelle stesse nazioni. Altrimenti non ci metterebbero proprio i soldi perchè a prescindere dal contenuto (ovvero il fatto che sia o possa essere un prodotto per il pubblico internazionale per come dei giapponesi lo vedono) c'è anche il semplicissimo criterio economico per cui è da deficienti buttare soldi in promozioni che a prescindere pensi non ti serviranno a nulla. Nessuna azienda al mondo butta soldi a prescindere.

E in TOEI sono giapponesi, ma non sono stupidi e hanno come obiettivo il monetizzare la serie (che sia col merchandising, coi diritti televisivi, streaming o quello che è) al massimo, estero compreso.

Il brand Saint Seiya è un brand internazionale di cui TOEI da anni segue gli sviluppi. Come tale è uno dei pochi prodotti su cui si crede di andare a colpo sicuro espandendo i profitti anche oltre l'arcipelago.

Io non so se tu e chi parlava con te vi siate capiti sulla differenza tra contenuto dell'opera o sulla stessa come operazioni economica, ma chi dice che l'azienda ha fatto nascere il prodotto anche per esportarlo ha tutte le ragioni per farlo. Anche perchè di fatto l'ha già esportato (i diritti in streaming sono già stati acquistati).

 

So che molti pensano che le barriere culturali non esistano. Molti mettono nel termine "barriere" un senso negativo implicito, e amano sentirsi davvero svincolati dal loro proprio retaggio, e immaginare un mondo così. Io, al contrario, credo sia un inganno e una stronzata, soprattutto. Nulla nella mia vita mi ha mai dimostrato il contrario, tutto mi ha sempre confermato questo, e quindi non posso che pensarla così. IMHO IMHO IMHO

 

E' un discorso che in tutta onestà a me non interessa, per questo non toccavo (almeno, cercavo di non toccare).

La frase tra parentesi sul fatto che i bambini giapponesi non credo siano più difficili da intrattenere di quelli europei, americani e africani è dovuto al fatto che stiamo parlando di bambini, uno dei pochi stati dell'uomo in cui non sono i pregiudizi a farla da padrone. Sono tutti universalmente sognatori e fantasiosi ed è facile intrattenerli con le stesse cose ( o rincoglionirli, per questo i maledetti teletubbies si vedono ovunque nel mondo).

Altrimenti non avrebbe nessun senso portare roba in Italia molta della roba Ghibli rivolta ai bambini (d'altronde mi pare tu abbia sempre detto come quelle opere sono mirate ai bambini e come tu stesso miri a loro come pubblico principale, e stiamo parlando di bambini italiani credo).

 

Il motivo è dovuto allo sponsor, cioè Bandai.

Se le armature non sono in stile classico, se non si trasformano in totem, è al 100% a scelte di Bandai, che evidentemente non punta nè a una linea Mith o stile vecchi diecast.

 

Ah, può essere.

 

Non so nulla sulla line scuola ecc.. ma in campo modellini gli unici a floppare son stati i Mith.

I diecast hanno stravenduto, tanto che GP li aveva annunciati come tra i giocattoli più venduti d' Italia.

E se cos'ì non fosse , mi domando perchè cavolo fece uscire i bronzini con le armature d'oro e perchè continui a ristampare i vecchi die cast ogni tot di anni.

Saranno masochisti.

 

Per i diecast, è perchè contavano di venderli sempre allo stesso pubblico cambiando la scatola e campando di rendita (avevano pure ragione contando che usavano stampi diversi per le varie produzioni, ma transeta). GP non ha mai funzionato bene in materia diecast, tant'è vero che in tutte le ristampe proposte non ha MAI prodotto i diecast mai usciti in Italia (mancano due God Warriors e due Marine, contando solo la vecchia produzione e non i nuovi diecast), e anche quando ristampò i diecast in congiunzione coi Myth (e finalmente avevano la scatola decente e gli stampi VERI, non come la ristampa con le scatole rosse fatta con stampi di imitazioni cinesi o quel che era) si limitò a proporre DI NUOVO i Gold più i tre Bronze con le Gold Cloth, ma si guardò bene dal fare gli Specter e i tre Silver.

E dopo che i Myth (su cui evidentemente puntavano come successori dei diecast) hanno floppato, ha segato tutto compreso i diecast che infatti ormai trovi giusto come fondi di magazzino a due soldi. Da allora non c'è più stata una parola.

Tra l'altro, non è che han fatto tutte ste ristampe, io dopo il primo boom (quello con le confezioni uribili fatte come imitazione delle scatole originali, si trova ancora qualche screenshot delle stesse, che vennero chiaramente stampate e ristampate a manetta in quel periodo e per qualche anno),il litigio con Bandai e lo stop, ricordo la rossa con le V1A, le V2 (queste con gli stampi corretti) e i dodici Gold, e la nuova con finalmente le confezioni bianche e fighe che però aveva AGAIN solo i dodici gold, i bronze e i tre Gold Bronze. I God Warriors e i Marine sono stati stampati solo al primo giro e sono ancora incompleti (mancavano Mime e Bud per gli asgardiani e mi pare Krishna e un altro Marine, forse Kayza o Isaak).

Modificato da Fencer
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(mancavano Mime e Bud per gli asgardiani e mi pare Krishna e un altro Marine, forse Kayza o Isaak).

 

Per gli asgardiani mancavano Mime, Bud, Alberich e Thor. Per i Marina mancavano Krishna, Kayza e Isaak. Inoltre mancavano anche i 3 Steel Saint.

Cmq gli stessi personaggi mancavano anche nel mercato francese, quindi non credo sia dipeso da GP.

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La produzione mette i soldi, e ragiona su quelli. Ma i contenuti sono sempre creati da menti, umane, espresse da una cultura. Non ci avevate mai pensato, vero? Avete mai parlato con gente con queste cose le fa? Dico, con degli autori di animazione, in ambito privato - non incontri pubblici. Io ho capito invecchiando che ogni persona, quando racconta qualcosa, può spendere solo ciò che è - ed è un concetto ovvio, banale, e stranamente sorvolato, nevvero?

 

pensare e fare. per caso hai parlato con toei e lo staff che si occupa di saint seiya omega?

giusto per capire se la tua verità è quindi più vera di altre esposte finora oppure se invece anch'essa si basa su intuizioni, deduzioni, riflessioni personali.

no, non serve che ci metti qualche imho.

 

Ho conosciuto una docente universitaria che sosteneva pubblicamente che "Versailles no Bara" fosse stato creato dagli autori per piacere al pubblico occidentale, per strizzare l'occhio al pubblico europeo. Doveva essersi documentata molto, se "documentarsi" è quello che intendete voi.

 

a chi ti riferisci con voi?

 

Io dico di no.

 

dunque tu non parli giapponese.

 

Quelli che mi conoscono in genere dicono di sì.

 

è strano che proprio quelli che ti conoscono affermano il contrario di quello che dici tu. evidentemente glielo fai pensare.

è così che nascono certe accanite richieste su rosa,rosae di versailles?

 

Suppongo la verità stia nel mezzo, ma di certo in Giappone comunico normalmente con tutte le persone che incontro, in hotel come nei negozi come in strada. Misteri della vita che io per primo non comprendo molto bene.

 

che sia questo tuo volere stare nel mezzo a trarre in inganno la maggioranza di chi ti conosce? prova a raccontargli di quando:

"kore wa presento desu. federico ora parla tu perchè io non so il giapponese."

 

wunderbar :sisi:

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Roger, suppongo dipenda da quello che si intende per 'parlare una lingua'. Ovvero, quando amici e conoscenti mi vedono parlare con delle persone giapponesi in giapponese, sia in un negozio o per strada o alla reception di un hotel, assumono che io parli quella lingua. Il che, in certi termini, è vero. Non è un pensiero che io istigo nei miei conoscenti, ma nativo della loro percezione. Ma se per "parlare" si intende una conoscenza profonda di quella lingua, inclusiva di scrittura, lettura e molto altro, allora è diverso. Per contro, un certo interesse filologico, la disponibilità di molti strumenti oggi a disposizione quasi di tutti, e una certa mentalità interlinguistica mi hanno spesso portato a affinare traduzioni fatte da chi il giapponese lo sapeva, con cui poi ho discusso e che mi hanno detto "così è più preciso". Mi è capitato anche con dei madrelingua, anche a distanza. Una volta corressi la traduzione i inglese da giapponese su cui avrei dovuto lavorare per un prodotto, e i referenti giapponesi mi ringraziarono per le migliorie. In effetti è accaduto più di una volta. Non sono un mentitore quando dico che io per primo "non capisco bene" quanto io parli o conosca questa lingua, ma il mio realismo sicuramente mi impedisce di "affidarmi a me stesso" quando si tratta di una traduzione professionale. Non mi concederei una simile faciloneria. Per esempio, nel caso che citi (credo sia un incontro a Roma con Yonebayashi Hiromasa, ma non ti sei presentato! Peccato, non sapevo ci fosse un collega di Pluschan! :-) ) si trattava di un incontro paraprofessionale, e con gioia ho avuto la possibilità di affidarmi a Federico (Colpi), anche nel rispetto dei ruoli. Analogamente, anche se avevo parlato con Ikeda Riyoko per tutta la giornata, quando gli ho posto delle domande pubbliche a Novello l'ho giustamente fatto in italiano, e sono stato felice di sentire che la brava Simona (Stanzani) traduceva i miei 'angoscia' e 'disperazione' proprio con 'fuan' e 'zetsubou', come da dizionario kierkegaardiano giapponese. E' pacifico che Federico o Simona 'parlino il giapponese' -ovvero, lo conoscano- come io non lo parlo e non lo conosco, proprio a un altro livello. Altrettanto vero può essere che magari in certi casi, applicando infinite ore di studio e ricerca monolinguistica come il pazzo che sono, io possa talvolta giungere a un livello di cognizione specifica su elementi particolari che anche chi conosce il giapponese meglio di me magari a primo acchito non aveva riconosciuto. Forse perché conoscere davvero una lingua è anche molto "primo acchito" e sensazione, mentre la cognizione di una percezione insufficiente di quella lingua porta allo studio e alla documentazione. Se vuoi posso farti esempi puntuali, perché ne ho una valigia piena. Vuoi che cominciamo su Versailles no Bara(e)? Non c'è problema. Ma in effetti, vorrei piuttosto scusarmi con tutti gli altri utenti di questa lunga digressione personalistica, che non si confà al mio modo di essere. E' nata perché ho notato che continui a reiterare una certa critica nei miei riguardi che per quanto legittimissima pure mi appare quasi morbosa e anche parecchio pretestuosa (cfr. Macross) nel suo insinuarsi in ogni luogo sempre un po' fuori dal blu, quindi in qualche modo era doveroso. O almeno così ho sentito. In ogni caso, mi scuso con tutti.

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visto il 3°

 

contentissimo che le vestizioni vadano verso il tempo 0.

 

Per ora è un prodotto tranquillo che si lascia guardare con qualche accenno al passato nulla di che.

 

I tentativi del novello pegasus di ri-raggiungere certi livelli li aveva fatti anche il vecchio (armatura pesante, 7° senso che va e che viene ecc)

 

Non sono sicuro ci sarà nessun torneo, nè che esistano altri cavalieri d'oro oltre i 2 al grande tempio (potrebbe essere una bufala per tener tranquilli i bronzini ecc, non sanno nulla di atena possono essere perculati anche in questo)

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Effettivamente su quel che dice l'initile impiegato messo lì per raccomandazione non farei minimamente affidamento... per me non sa nemmeno che giorno è :lolla:

 

Una cosetta sulle armature, se volessero farci dei mith anche disegnate così non sarebbe impossibile, anche le vecchie in alcune scene parevano elastiche non è certo quello il problema, però in questo modo possono anche invece optare per delle figure intere con l'armatura stampata sul personaggio più adatte a far giocare dei bambini... e sul basso livello di dettaglio che hanno io direi che ha ragione Fencer, animarle costa meno tempo e fatica... poi magari quelle più fighe se le riservano per il prossimo upgrade, questo sarà il modello base :giggle:

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Visitatore John

Effettivamente su quel che dice l'initile impiegato messo lì per raccomandazione non farei minimamente affidamento...

Stai parlando del vice direttore ex saint che ha mandato Souma ad indagare sull'esplosione di cosmi tra mars e kouga sull'isola :°_°:

Modificato da Sua Santità
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Sarà divertente vedere come Koga reggerà allo scontro con Ryuho dato che di fatto non è nemmeno un Saint (in questo è ancora più scarso di Seiya, che aveva avuti problemi con Shaina perchè non voleva colpire una donna ma appena le scartine hanno alzato la cresta, beh).

Stavo pensando tra l'altro che lo Shoryuha alla fine sarebbe il colpo perfetto per il nuovo Drago, tanto cuore debole o meno se l'avversario sopravvive al primo colpo (perchè è un Gold e allora te lo blocca o perchè è un Bronze o un Silver e riesce ad evitarlo rendendosi magari pure conto del punto debole) sei fottuto comunque. Probabilmente ha anche qualche colpo alternativo (o semplicemente picchia molto forte a furia di calci e pugni).

.........

Quanto cacchio manca all'uscita della RAW?

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Effettivamente su quel che dice l'initile impiegato messo lì per raccomandazione non farei minimamente affidamento...

Stai parlando del vice direttore ex saint che ha mandato Souma ad indagare sull'esplosione di cosmi tra mars e kouga sull'isola :°_°:

 

Ex-saint quel coso lì? che era la costellazione di Fantozzi? :lolla:

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Roger, suppongo dipenda da quello che si intende per 'parlare una lingua'. Ovvero, quando amici e conoscenti mi vedono parlare con delle persone giapponesi in giapponese, sia in un negozio o per strada o alla reception di un hotel, assumono che io parli quella lingua. Il che, in certi termini, è vero. Non è un pensiero che io istigo nei miei conoscenti, ma nativo della loro percezione. Ma se per "parlare" si intende una conoscenza profonda di quella lingua, inclusiva di scrittura, lettura e molto altro, allora è diverso.

 

va bene, puntualizziamo sul cosa intendiamo per 'parlare una lingua'. banalmente, utilizzando questa espressione solitamente ci si riferisce ad un complesso di svariate attività (per esempio orali, scritte, gestuali a vari livelli) che, non necessariamente sfruttate insieme, permettono la comunicazione tra due o più soggetti sia che essi appartengano allo stesso luogo e tempo, sia l'opposto.

 

Per contro, un certo interesse filologico, la disponibilità di molti strumenti oggi a disposizione quasi di tutti, e una certa mentalità interlinguistica mi hanno spesso portato a affinare traduzioni fatte da chi il giapponese lo sapeva, con cui poi ho discusso e che mi hanno detto "così è più preciso". Mi è capitato anche con dei madrelingua, anche a distanza. Una volta corressi la traduzione i inglese da giapponese su cui avrei dovuto lavorare per un prodotto, e i referenti giapponesi mi ringraziarono per le migliorie. In effetti è accaduto più di una volta.

 

in pratica, da una parte o dall'altra, tutti vengono a dirti che il giapponese lo conosci. ma sostieni il contrario. sbalorditivo...

 

Non sono un mentitore quando dico che io per primo "non capisco bene" quanto io parli o conosca questa lingua, ma il mio realismo sicuramente mi impedisce di "affidarmi a me stesso" quando si tratta di una traduzione professionale. Non mi concederei una simile faciloneria. Per esempio, nel caso che citi (credo sia un incontro a Roma con Yonebayashi Hiromasa, ma non ti sei presentato! Peccato, non sapevo ci fosse un collega di Pluschan! :-) ) si trattava di un incontro paraprofessionale, e con gioia ho avuto la possibilità di affidarmi a Federico (Colpi), anche nel rispetto dei ruoli. Analogamente, anche se avevo parlato con Ikeda Riyoko per tutta la giornata, quando gli ho posto delle domande pubbliche a Novello l'ho giustamente fatto in italiano, e sono stato felice di sentire che la brava Simona (Stanzani) traduceva i miei 'angoscia' e 'disperazione' proprio con 'fuan' e 'zetsubou', come da dizionario kierkegaardiano giapponese. E' pacifico che Federico o Simona 'parlino il giapponese' -ovvero, lo conoscano- come io non lo parlo e non lo conosco, proprio a un altro livello. Altrettanto vero può essere che magari in certi casi, applicando infinite ore di studio e ricerca monolinguistica come il pazzo che sono, io possa talvolta giungere a un livello di cognizione specifica su elementi particolari che anche chi conosce il giapponese meglio di me magari a primo acchito non aveva riconosciuto. Forse perché conoscere davvero una lingua è anche molto "primo acchito" e sensazione, mentre la cognizione di una percezione insufficiente di quella lingua porta allo studio e alla documentazione.

 

di solito queste necessità e il successivo ricorso a strumenti vari come dizionari o traduttori, utili alla comprensione di un testo (orale o scritto non fa differenza), richiedono un certo tempo tempo; ciò significa che non può esistere immediatezza nella comunicazione.

però se ti riferisci alle frasi fatte da turista, quelle in coda a qualsiasi dizionario tascabile, beh...

 

Se vuoi posso farti esempi puntuali, perché ne ho una valigia piena. Vuoi che cominciamo su Versailles no Bara(e)? Non c'è problema.

 

again? poi tocca a triela?

mi spiace ma, siccome tu stesso hai ammesso che per le traduzioni professionali è meglio affidarsi a chi è più competente, non ha senso perderci ulteriore tempo.

 

Ma in effetti, vorrei piuttosto scusarmi con tutti gli altri utenti di questa lunga digressione personalistica, che non si confà al mio modo di essere.

 

perchè mai dovresti scusarti? hai solo, ancora una volta, parlato di te stesso.

 

E' nata perché ho notato che continui a reiterare una certa critica nei miei riguardi che per quanto legittimissima pure mi appare quasi morbosa e anche parecchio pretestuosa (cfr. Macross) nel suo insinuarsi in ogni luogo sempre un po' fuori dal blu, quindi in qualche modo era doveroso. O almeno così ho sentito.

 

allora ci senti davvero malissimo. o non ci senti proprio, perchè non è la prima volta che qualcuno ti fa notare, anche gentilmente, che imperversi con certi comportamenti non poco fastidiosi. precisiamo, prima di tutto, che nessuno si è mai anche solo azzardato a toglierti la parola, nè tantomeno l'opinione personale, il diritto di critica e nemmeno un certo trollaggio. ne hai la libertà, come tutti.

però succede che ultimamente ci stai dando dentro un po' troppo col trattare di merda la gente per le opinioni, lecite, che esprime. in particolare, fa abbastanza ribrezzo che con tutti gli smielati sermoni sul rigore morale che tiri spesso fuori, per non parlare di certi altarini (di carta, del resto ormai è appurato) che ti costruisci, proprio tu per primo manchi di rispetto verso il prossimo.

mi riferisco a sparate come "voi non capite/non sapete/non avete idea/siete limitati invece IO SO e per questo vi devo shockare per farvi capire la Verità" (cfr questo thread, macross e molti altri precedenti).

passi l'atteggiamento cazzone (sarà il tuo modo di essere e amen), ma se proprio vuoi puntare così in alto a un certo punto devi anche rispondere delle tue affermazioni. tuttavia, quando richiesto, non lo fai mai; non per nulla ovunque ricadi nel parlare di quelle solite, identiche, statiche 4 cose su eva, quelle altre 4 sui film ghibli (e solo perchè ci lavori) e le restanti 4 a random.

in questa discussione è accaduto, per l'ennesima volta, che hai dimostrato di non sapere di cosa stavi parlando. te ne eri uscito con una frase fatta, ne è stata confermata a più riprese sia l'inconsistenza che l'inadeguatezza, e mò pure frigni che sei perseguitato.

bella lì ci hai provato anche col vittimismo. alla prossima ;)

 

Una cosetta sulle armature, se volessero farci dei mith anche disegnate così non sarebbe impossibile, anche le vecchie in alcune scene parevano elastiche non è certo quello il problema, però in questo modo possono anche invece optare per delle figure intere con l'armatura stampata sul personaggio più adatte a far giocare dei bambini... e sul basso livello di dettaglio che hanno io direi che ha ragione Fencer, animarle costa meno tempo e fatica... poi magari quelle più fighe se le riservano per il prossimo upgrade, questo sarà il modello base :giggle:

 

imo devono ricicciare fuori le armature vecchie (o una loro variante), anche se forse per poco. magari ho visto male, ma al momento di queste nuove non c'è giocattolame... senza pupazzetti non ci fai una serie di 50 eps.

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Vuoi la bambola gonfiabile della Kaze no Saint?

Scherzi a parte, di lei mi aspetto grandi cose sul lato marchandise. :sisi:

Ed è parecchio strano che la campagna promozionale non sia scattata con la trasmissione del 1° episodio.

Ma che Toei e Bandai ci stiano andando coi piedi di piombo prima di buttarsi in qualche possibile flop-operation ?

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in pratica, da una parte o dall'altra, tutti vengono a dirti che il giapponese lo conosci. ma sostieni il contrario. sbalorditivo...

 

Vero? In effetti è quello che dico anch'io, come credo di avere già sin troppo diffusamente spiegato.

 

di solito queste necessità e il successivo ricorso a strumenti vari come dizionari o traduttori, utili alla comprensione di un testo (orale o scritto non fa differenza), richiedono un certo tempo tempo; ciò significa che non può esistere immediatezza nella comunicazione.

però se ti riferisci alle frasi fatte da turista, quelle in coda a qualsiasi dizionario tascabile, beh...

 

Infatti l'indagine filologica è qualcosa che si fa con lunghi tempi, ed è un'applicazione di studio. Al contrario, il dialogo informare non verte certo su una puntualità filologica, salvo rare eccezioni. In genere quando mi trovo a dialogare normalmente lo faccio 'immediatamente', ma se mi stai chiedendo se potrei sostenre con tale immediateza una dissertazione accademica, direi di no -ovvio-.

 

Se vuoi posso farti esempi puntuali, perché ne ho una valigia piena. Vuoi che cominciamo su Versailles no Bara(e)? Non c'è problema.

 

again? poi tocca a triela?

mi spiace ma, siccome tu stesso hai ammesso che per le traduzioni professionali è meglio affidarsi a chi è più competente, non ha senso perderci ulteriore tempo.

 

Ti sbagli. Questi sono ambiti di indagine, filologica e non solo (proprio documentativa), quindi con questa tua uscita dimostri proprio di non stare leggendo, o -peggio- la totale strumentalità delle tue argomentazioni. Nel caso di Gioseffo, ad esempio, si è poi visto che era così -ufficialmente- mentre l'esistenza di Zarlino e Giovanni Croce direi essere una coincidenza davvero al di là del credibile. Ovviamente, qui non c'entra neppure la conoscenza linguistica (sono nomi e tralistterazioni, non c'è morfosintassi). Quindi, non capisco davvero il senso del tuo appunto. Comunque sì, se vuoi posso dirti anche di Triela -anche se c'è così poco da dire, visto che anche nel fandom giapponese l'origine del termine non viene data per certa, laddove la sua scrittura in caratteri latini è stata pubblicata in millemila fonti ufficiali e non viene certo messa in disccusione.

 

perchè mai dovresti scusarti? hai solo, ancora una volta, parlato di te stesso.

 

Perché contrariamente a quello che ti piace pensare, io non parlo spesso di me stesso, quanto di quello che penso e credo. E sono cose evidentemente diverse.

 

E' nata perché ho notato che continui a reiterare una certa critica nei miei riguardi che per quanto legittimissima pure mi appare quasi morbosa e anche parecchio pretestuosa (cfr. Macross) nel suo insinuarsi in ogni luogo sempre un po' fuori dal blu, quindi in qualche modo era doveroso. O almeno così ho sentito.

 

allora ci senti davvero malissimo. o non ci senti proprio, perchè non è la prima volta che qualcuno ti fa notare, anche gentilmente, che imperversi con certi comportamenti non poco fastidiosi. precisiamo, prima di tutto, che nessuno si è mai anche solo azzardato a toglierti la parola, nè tantomeno l'opinione personale, il diritto di critica e nemmeno un certo trollaggio. ne hai la libertà, come tutti.

però succede che ultimamente ci stai dando dentro un po' troppo col trattare di merda la gente per le opinioni, lecite, che esprime. in particolare, fa abbastanza ribrezzo che con tutti gli smielati sermoni sul rigore morale che tiri spesso fuori, per non parlare di certi altarini (di carta, del resto ormai è appurato) che ti costruisci, proprio tu per primo manchi di rispetto verso il prossimo.

mi riferisco a sparate come "voi non capite/non sapete/non avete idea/siete limitati invece IO SO e per questo vi devo shockare per farvi capire la Verità" (cfr questo thread, macross e molti altri precedenti).

passi l'atteggiamento cazzone (sarà il tuo modo di essere e amen), ma se proprio vuoi puntare così in alto a un certo punto devi anche rispondere delle tue affermazioni. tuttavia, quando richiesto, non lo fai mai; non per nulla ovunque ricadi nel parlare di quelle solite, identiche, statiche 4 cose su eva, quelle altre 4 sui film ghibli (e solo perchè ci lavori) e le restanti 4 a random.

in questa discussione è accaduto, per l'ennesima volta, che hai dimostrato di non sapere di cosa stavi parlando. te ne eri uscito con una frase fatta, ne è stata confermata a più riprese sia l'inconsistenza che l'inadeguatezza, e mò pure frigni che sei perseguitato.

bella lì ci hai provato anche col vittimismo. alla prossima ;)

 

Guarda che chi ci prova col vittimismo sei solo tu, dato che io per primo non ho alcuna autorità per togliere la parola a nessuno. Quindi, perché mi dici che nessuno l'ha fatto con me? E' un'argomentazione inversa che non ha alcun senso. Non so se dire che mi dispiace che il mio modo di esprimermi ti infastidisca: mi pare che tu ti stia lagnando e stia facendo azione di critica personale strumentale perché boo-booo Shitarello è cattivo e mi tratta male. Ti devi essere sentito punto sul vivo in qualcosa, forse, ma non lo so. Perché non ti conosco. Io parlo di quello che credo e penso, ancora, non delle persone che non conosco - come tu invece dimostri di amare molto fare.

 

No, non frigno. Posso starti antipatico, puoi anche detestarmi - ci mancherebbe. Io stesso non apprezzo certi utenti, e nei casi in cui ho deciso che il dialogo è proprio inutile ho semplicemente smesso di rispondere ai post di quelli. Tu evidentemente preferisci fare in quest'altro modo -liberissimo di farlo- e semplicemente io risponderò quando lo riterrò opportuno nel modo in cui mi parrà più opportuno, tutto qui. No problem.

 

BTW, back on topic, su Saint Seiya Omega: io non ho parlato nel particolare dell'opera e degli autori di quella, in effetti non ho assunto specificatamente nulla su quella che non l'ovvio (come io stesso ho fatto notare che fosse) che l'acqua e l'acqua, il fuoco è il fuoco, un italiano è un italiano e un giapponese è un giapponese. Tipo: principio di indentità di un ente logico con sé stesso.

 

Ho poi detto altre cose ovvie, ovvero che per quanto esistano planning e business model, le persone che fanno le cose, soprattutto le persone che creano contenuto più che commercializzarlo, sono esseri umani. E come tali, hanno una sola testa umana.

 

Infine, ho detto che la forte sensazione che questo non sia solo ovvio nell'essere, ma funzionalmente vero, l'ho visto spesso confermato nella mia propria esperienza. Anche qui, se vuoi esempi concreti chiedi pure, perché ho buona memoria. Ma prima di tediare tutti, vediamo se un wall of text sia veramente necessario a rendere chiaro un mio discorso che, in effetti, credo sia davvero semplice e lineare.

 

Una cosa come: "un giapponese è un giapponese, e ha una mente giapponese" credo sia un assioma in sé stesso (A è A, ed è una A). Al contrario, cose come sono state dette e prese per certe da altri "questo prodotto è stato fatto per un pubblico internazionale" sono, come ho detto, *deduzioni* pure di elementi sinanco oggettivi e palesi, ma comunque presuntive a livello di nesso logico. Non le ho confutate con certezza, non ho detto: "no, non è così". Ci mancherebbe: questo sarebbe parimenti presuntivo. Ho detto al contrario: non bisogna essere certi di ciò che certo non è. Credo tu possa ben vedere la differenza.

 

(wow - ce l'ho fatta! oggi la connessione qui fa proprio i capricci...)

Modificato da Shito
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Ti sbagli. Questi sono ambiti di indagine, filologica e non solo (proprio documentativa), quindi con questa tua uscita dimostri proprio di non stare leggendo, o -peggio- la totale strumentalità delle tue argomentazioni. Nel caso di Gioseffo, ad esempio, si è poi visto che era così -ufficialmente- mentre l'esistenza di Zarlino e Giovanni Croce direi essere una coincidenza davvero al di là del credibile. Ovviamente, qui non c'entra neppure la conoscenza linguistica (sono nomi e tralistterazioni, non c'è morfosintassi). Quindi, non capisco davvero il senso del tuo appunto. Comunque sì, se vuoi posso dirti anche di Triela -anche se c'è così poco da dire, visto che anche nel fandom giapponese l'origine del termine non viene data per certa, laddove la sua scrittura in caratteri latini è stata pubblicata in millemila fonti ufficiali e non viene certo messa in disccusione.

 

Comunque, per carità, non torniamo sopra la questione dei nomi dei personaggi di GG, visto che in realtà la faccenda è molto semplice: nell'edizione italiana della D/Visual i nomi sono stati resi in quel modo per espressa volontà dell'autore (o, almeno, questa è la versione ufficiale..).

Modificato da EYMERICH
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