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Dagli albori dell'editoria degli anime ad oggi: una strada sempre in salita!


Zio Sam

  

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  1. 1. si stava meglio quando si stava peggio?

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    • Hibiki deve schiatta'.
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    • Perusha ed Evelyn sono due nomi da zoccola.
      20011


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se realmente pensi che una persona che vuole onestamente rendere disponibile o usufruisce di un prodotto altrimenti inesistente nella propria lingua sia per forza marcia dentro e priva di etica e morale

C'è un ossimoro in questa frase, ma non lo segnalerò.

Cmq, il mio è un discorso generale, e magari qualche fansubber che fa le cose pensando veramente di fare un servizio al mercato e non cerca di guadagnarci dietro c'è.

Però è innegabile che tanta gente dietro la scusa "della passione" ha obiettivi ben più concreti ( e vale in tutti campi lavorativi e/o commerciali ).

 

non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire -_-'

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Il danno però, come ha testimoniato Garion e come probabilmente può testimoniare qualche altro addetto ai lavori c'è stato comunque

 

Beh, all'annuncio dei DVD e BRD di Unicorn ho sentito spesso dire "ah, l'ho già visto in fansub".

Poi quando editi materiale che è già stato subbato si incappa anche nella gabola dell'adattamento diverso. Per esempio ho sentito che qualcuno si è lamentato perchè nei film di Gundam quando una nave spaziale viene abbattuta i personaggi dicono "affonda". Lo so anche io che non ha senso perchè nello spazio non c'è il fondo da toccare, ma il verbo che viene utilizzato è inequivocabilmente quello, non ha altre interpretazioni. Ma niente. Non so, è come se la prima cosa che si vede faccia effetto imprinting e poi non si riesce ad accettare qualcosa di diverso...

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Ma veramente l'animazione jap all' estero l'abbiamo resa noi europei che con i mostruosi successi che abbiamo avuto abbiamo spinto gli americani a cercare di ripeterne i risultati a modo loro ( i Transformers cosa sono , se non una serie robotica all' americana fatta per bissare il successo di giocattoli come è avvenuto con Mazinga e Goldrake in Europa ?).

Poi in America l'animazione jap era già famosa negli anni 80 grazie alle serie tv tipo Robotech, Voltron , Vampire Hunter D ecc... le vhs sono state più di aiuto in UK dove di anime si vedeva veramente poco e nulla.

Non è un caso che da loro è nato il fenomeno Mnaga Video che ha generato vendire record nel mercato vhs.

 

Si come no.

Non per altro antecedente, o anche successivo.

Per non sapere granche' di quegli anni, l'unica e' che tu ti sia interessato di ste cose da relativamente poco, o che l'abbia letto su qualche articolo.

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Re: Aquarion: ma gli AP facevano anche cagare potentemente, a dispetto di quello che alcuni dicono... è quasi sicuro che censure a parte, la traduzione della versione televisiva fosse comunque migliore. Ed è anche possibile che nonostante i limiti della TV italiana, pure la qualità video fosse migliore su MTV...

Modificato da mirkosp
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Beh, all'annuncio dei DVD e BRD di Unicorn ho sentito spesso dire "ah, l'ho già visto in fansub".

Poi quando editi materiale che è già stato subbato si incappa anche nella gabola dell'adattamento diverso. Per esempio ho sentito che qualcuno si è lamentato perchè nei film di Gundam quando una nave spaziale viene abbattuta i personaggi dicono "affonda". Lo so anche io che non ha senso perchè nello spazio non c'è il fondo da toccare, ma il verbo che viene utilizzato è inequivocabilmente quello, non ha altre interpretazioni. Ma niente. Non so, è come se la prima cosa che si vede faccia effetto imprinting e poi non si riesce ad accettare qualcosa di diverso...

 

Beh ma queste sono scuse del cavolo. Quando non vuoi comprare cerchi il pelo nell'uovo.

Cosi' come ce gente che si lamenta del adattamento "navale" di Gundam, ce' chi si lamenta della pronuncia Gundam invece di Gandam. Quando anche i giapponesi pronunciano Gandamu. Gli americani Gandam, i latino americani Gundam etc...

Insomma quando la grana non la si vuole sganciare tutto fa brodo.

 

Detto per inciso, nella versione italiana di Gundam Unicorn ce' solo una cosa che non va ed e' la voce di Angelo.

Per il resto e' un buon lavoro. Se ora uno non lo vuole comprare per quella singola voce scazzata beh secondo me non l'avrebbe comprato neanche se fosse stato tutto perfetto.

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Per non sapere granche' di quegli anni, l'unica e' che tu ti sia interessato di ste cose da relativamente poco, o che l'abbia letto su qualche articolo.

Vabbè , vuoi che faccia il precisino della funcia dicendoti di Astroboy negli anni 60 ?

Vuoi che ti citi Gatchman , Starblazer Kum Kum o altro ?

Vogliam parlare di riviste come Starlog Magazine ?

Parliamone.

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Già, però evidentemente parliamo di due cose differenti: io parlo di diffusione dell' animazione giapponese tra il grande pubblico, avvenuta in USA con Robotech ( che è stato un pò come Goldrake da noi) mentre prima, nonostante fossero già arrivati anime sia serie che film non avevano davvero attecchito tra gli yankee.

Tu parli di diffusione avvenuta tra piccoli circoli di appassionati ( che manco usavano le vhs ma ancora le pellicole) , che di fatto però erano 4 gatti, insomma, roba per iniziati a mò di carboneria.

Penso che il fansub, rispetto a questo, faccia diffonder molto di più gli anime tra il grande pubblico americano.

Cacchio, una volta , mi pare fosse Scrubs, si citavano gli anime hentai.

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Ma veramente l'animazione jap all' estero l'abbiamo resa noi europei che con i mostruosi successi che abbiamo avuto abbiamo spinto gli americani a cercare di ripeterne i risultati a modo loro ( i Transformers cosa sono , se non una serie robotica all' americana fatta per bissare il successo di giocattoli come è avvenuto con Mazinga e Goldrake in Europa ?).

Poi in America l'animazione jap era già famosa negli anni 80 grazie alle serie tv tipo Robotech, Voltron , Vampire Hunter D ecc... le vhs sono state più di aiuto in UK dove di anime si vedeva veramente poco e nulla.

Non è un caso che da loro è nato il fenomeno Mnaga Video che ha generato vendire record nel mercato vhs.

 

Ah ah ah no, no no centomila volte no.

Gli americani hanno avuto alla fine degli anni 70 anime in tv. Starblazers per dirne una, ma anche altre serie. Il problema e' che venivano trasmesse a livello locale e non su reti nazionali. Gli anime in tv pero' restano un fenomeno di nicchia. Se il fenomeno japanimation nasce, nasce dal basso, da gente che si faceva recapitare dal giappone le VHS degli anime trasmessi in e registrate dalla tv. E poi le conventions, che erano luoghi inanzitutto adibitti allo scambio delle copie delle VHS giapponesi. E anche cosi' non si risuciavano ad avere serie integrali, ma un po' di episodi di qua un po' di episodi di la' e senza sottotitoli. Si andava anvanti con fanzine che cercavano di riassumerti in poche righe la storia di quel o quell'altro episodio mentre te guardavi con l'audio in giapponese. I primi films fansubbati sono Macross DYRL e Le Ali di Honneamise tanto per dire.

 

Noi abbiamo avuto l'imposizione dall'alto e dopo alcuni anni il mercato si e' congelato del tutto. Gli americani invece hanno iniziato forse qualche anno piu' tardi di noi, ma essendo il loro un movimento nato dal basso hanno saputo stabilire un continuo tra le serie degli anni 70/80/90 e 2000+.

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Ma veramente l'animazione jap all' estero l'abbiamo resa noi europei che con i mostruosi successi che abbiamo avuto abbiamo spinto gli americani a cercare di ripeterne i risultati a modo loro ( i Transformers cosa sono , se non una serie robotica all' americana fatta per bissare il successo di giocattoli come è avvenuto con Mazinga e Goldrake in Europa ?).

Poi in America l'animazione jap era già famosa negli anni 80 grazie alle serie tv tipo Robotech, Voltron , Vampire Hunter D ecc... le vhs sono state più di aiuto in UK dove di anime si vedeva veramente poco e nulla.

Non è un caso che da loro è nato il fenomeno Mnaga Video che ha generato vendire record nel mercato vhs.

 

non proprio... ad esempio la faccenda dei transformers, trattandosi di personaggi rebrandizzati (non è chiaro quanto legalmente), non è così lineare e di mezzo ci sono toei, marvel, takara ed altri investitori; inoltre goldrake e transformers riflettono un diverso approccio commerciale al mercato: il primo era destinato a finire, il secondo no e terminò quando il pubblico non ne poteva più.

a parte questo, uno dei primi anime trasmessi in USA fu tetsujin 28 (gigantor) nel '63 ed ebbe successo; non credo quindi che agli USA servisse l'europa per capire che anche gli anime potevano avere un mercato da loro. sempre in quegli stessi anni arrivarono tale speed racer, astro boy e il leone kimba. un bel po' prima del goldrake nostrano...

"forse" gli anni '80 hanno generato più introiti dei '60 un po' ovunque e ciò crea confusione su chi tra l'europa e l'america abbia un primato relativo alla "paternità" della diffusione degli anime, ma se da noi è arrivato robotech e alra roba adattata su copioni americani, per non dire serie americane commissionate ai giapponesi (e transformers è un po' una di queste), non si può non pensare che qui il grosso degli anime sia arrivato (e talvolta arrivi: vedasi yu gi oh) perchè ha avuto (o ha) successo altrove.

il discorso è che i giapponesi a un certo punto non ci hanno più capito una mazza perchè vedevano che dall'america sganciavano i miGliardi per vagonate di licenze e ciò li ha fatti sognare alla grande. con l'affermarsi del fansub i soldi li ricevevano comunque, e non è che adesso la situazione sia cambiata. tanto per fare un esempio: la ex ADV, che andò a gambe all'aria, si è reincarnata e nonostante il suo tenore di pubblicazione si sia ridotto continua a fare grandi investimenti; viene da pensare che ai giapponesi non freghi nulla di chi fa cosa in USA (in europa sì, perchè non è loro mercato estero principale) e fintanto che il conto in banca è buono continueranno a vendere licenze ad un mercato che è notevolmente più piccolo rispetto a quello che credevano... che risate quando qualcuno minacciava sanzioni e pene di ogni tipo qualora fosse uscito il fansub del film gits sac solid state society.

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@Cobra, Perfetto.

 

Altra cosa, che credo taluni non considerano ad oggi.

Ai tempi, sia negli USA che qui da noi, in questo caso almeno fino alla fine degli anni 90, gli appassionati tenevano contatti sia con altri residenti in Giappone, sia soprattutto con societa'/piu' che altro enti culturali e di intermediazione anche commerciale giapponesi.

Come negli USA con i contatti dei primi club con, che ne so, anche la Nippon Shuppan Hanbai.

(Qui in Italia non ricordo piu' quale fosse una dei referenti presenti in Italia che si usavano per i contatti).

 

Questo oltretutto 'illustra' una cosa che magari risulta un po' 'oscura'; l'interesse per l'animazione giapponese era tale in quanto per la cultura nipponica. Allora non c'erano ragazzini in fregola con dragon ball.

Ecco, il discorso era prettamente di 'scambio culturale', per queste ed altre ragioni ancora.

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Cosi' come ce gente che si lamenta del adattamento "navale" di Gundam, ce' chi si lamenta della pronuncia Gundam invece di Gandam. Quando anche i giapponesi pronunciano Gandamu. Gli americani Gandam, i latino americani Gundam etc...

 

In realtà la maggior parte delle volte la pronuncia giapponese rende quasi muta quella U finale. Si sente ovviamente nella sigla per ragioni di metrica, ma per dire, nella canzone "ai oboete imasuka" (quella del film di Macross) nel ritornello si sente "imasUUka", ma nel parlato normale la U finale di "imasu" (o più in generale del "masu") è giusto accennata. Allo stesso modo Gundam si pronuncia "Gandam(u)" con la "u" che si sente/non si sente.

 

La questione sorta attorno alla U comunque risiedeva più nella ostinazione di mantenere l'errore che altro. Mi ha fatto ridere leggere su alcuni forum gente favorevole alla pronuncia scorretta di Gundam lamentarsi successivamente per la pronuncia dello Kshatriya.

---------------------------------

 

Per quanto riguarda gli anime in Italia, negli anni 90 c'era un mercato formato da gente che negli anni '80 è stata esposta in modo massiccio all'animazione nipponica: gli anime giravano sulle reti mediaset a pranzo e in pomeriggio (penso che ci fossero quasi 4 ore buone dedicate) in programmi contenitori appositi senza grande concorrenza (in tv quelli erano sostanzialmente i programmi per i ragazzini, mente le console per videogiochi non erano economicamente accessibili ai più, internet manco esisteva), senza contare l'enorme numero di reti regionali che trasmettevano a ripetizione anime su anime.

E' ovvio che di fronte ad una tale offerta si sia formata successivamente una "nicchia" sufficientemente ampia interessata a quanto non arrivava sulle reti (e soprattutto a quanto potesse arrivare non censurato) e disposta a spendere.

 

Oggi l'offerta televisiva di anime è talmente ridotta (quasi nulla) che non sussiste alcuna possibilità che masse di ragazzini siano sovraesposte e in esse si formi una nuova nicchia interessata al prodotto, e non saranno certo quei 3/4 anime trasmessi da Rai4 a cambiare le cose (ripeto: noi avevamo ogni giorno ore e ore di trasmissione).

 

Anche internet: il mezzo è talmente dispersivo che gli anime sono una delle tante cose a disposizione, quindi si guarda un anime qua, si guarda un video musicale su youtube, si twitta una riga, si risponde su facebook, si gioca online a qualche minchiata e così via.

Magari ci sarà qualcuno che potrà anche sviluppare un interesse particolare (specie se capita e rimane in qualche community specializzata), ma il tempo è limitato e i passatempi a disposizione talmente vari che gli anime rimarranno sempre una fra le tante cose, senza imporsi come accadde ai ragazzini degli anni '80.

 

Sempre per rimanere in tema, ho conosciuto un pò di ragazzi/e tra i 20/25 anni che si sono interessati agli anime con i fansub: l'interesse c'è fintanto che si tratta di roba scaricata, ma di pagare per dvd (o BR) non se ne parla proprio. In più manca proprio una vera cultura, perchè spesso quello che si guarda sono la pletora di cazzatelle sfornate annualmente, ma è assente la visione di opere (vecchie e nuove) che hanno qualcosa da dire, che lasciano il segno, che hanno fatto/fanno storia; ovviamente una fruizione fatta a casaccio, senza una vera cultura (che bene o male noi ci siamo formati attraverso le pur lacunose riviste dedicate degli anni 90) che permetta di muoversi e cercare quanto di buono l'animazione giapponese ha prodotto/può ancora produrre, alla fine non genererà altro che un fruitore infine stufo e non più interessato (un pò come i ragazzini che dopo il solito shonen a ridosso dei 17/18 anni lascia perdere il fumetto). Perchè nell'era di internet in cui le riviste non servono più, gli ignoranti (non in senso spregiativo eh) non sono in grado e spesso non hanno nemmeno voglia di cercare informazioni e approfondimenti, perchè è più comodo cliccare il tasto play su youtube e vedersi il gruppo di idol nippo che non leggersi qualche articolo.

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non proprio... ad esempio la faccenda dei transformers, trattandosi di personaggi rebrandizzati (non è chiaro quanto legalmente), non è così lineare e di mezzo ci sono toei, marvel, takara ed altri investitori; inoltre goldrake e transformers riflettono un diverso approccio commerciale al mercato: il primo era destinato a finire, il secondo no e terminò quando il pubblico non ne poteva più.

 

E infatti ho scritto che erano una serie robotica all' americana: mal digerendo la viulenza e i valori e tradizioni della società nipponica, gli yankee hanno fatto una serie robotica che rispettasse i loro bisogni e ci hanno mangiato alla grande.

 

 

a parte questo, uno dei primi anime trasmessi in USA fu tetsujin 28 (gigantor) nel '63 ed ebbe successo; non credo quindi che agli USA servisse l'europa per capire che anche gli anime potevano avere un mercato da loro. sempre in quegli stessi anni arrivarono tale speed racer, astro boy e il leone kimba. un bel po' prima del goldrake nostrano...

Si, come ho già scritto ci furono serie importate in USA a partire da Astroboy, ma a parte Speed Racer ( che in USA è famosissimo) e poco altro , non avevano attecchito veramente nel paese degli Hamburger, tanto che per avere un nuovo boom per le serie nipponiche hanno dovuto aspettare il 1980 per vedere anime come Daipolon , Raideen , Danguard, Combattler ecc... che di sicuro sono arrivati perchè la Mattel aveva sentito parlare del successo mostruoso di Goldrakkio e co,. in Europa e non perchè all' improvviso il suo presidente si era svegliato una mattina con la passione dei supparobotto.

Come poi è anche accaduto il contrario con i casi che citi.

 

Sempre per rimanere in tema, ho conosciuto un pò di ragazzi/e tra i 20/25 anni che si sono interessati agli anime con i fansub: l'interesse c'è fintanto che si tratta di roba scaricata, ma di pagare per dvd (o BR) non se ne parla proprio. In più manca proprio una vera cultura, perchè spesso quello che si guarda sono la pletora di cazzatelle sfornate annualmente, ma è assente la visione di opere (vecchie e nuove) che hanno qualcosa da dire, che lasciano il segno, che hanno fatto/fanno storia; ovviamente una fruizione fatta a casaccio, senza una vera cultura (che bene o male noi ci siamo formati attraverso le pur lacunose riviste dedicate degli anni 90) che permetta di muoversi e cercare quanto di buono l'animazione giapponese ha prodotto/può ancora produrre, alla fine non genererà altro che un fruitore infine stufo e non più interessato (un pò come i ragazzini che dopo il solito shonen a ridosso dei 17/18 anni lascia perdere il fumetto). Perchè nell'era di internet in cui le riviste non servono più, gli ignoranti (non in senso spregiativo eh) non sono in grado e spesso non hanno nemmeno voglia di cercare informazioni e approfondimenti, perchè è più comodo cliccare il tasto play su youtube e vedersi il gruppo di idol nippo che non leggersi qualche articolo.

Il tuo discorso ha un fondo di verità, però diciamocelo ,: quanti hai tempi degli anni 80 e 90 che guardavano gli anime in TV si interesavano a voler sapere cosa c'era dietro, chi erano gli autori, se c'erano censure ecc..?

Pochissimi.

Le riviste di animazione che facevano informazione vendevano pochissimo , a dimostrazione che almeno in Italia, a pochi fregasse di approfondire oltre quello che si vedeva gratis ogni giorno

Allora come oggi.

Però, il fatto che tutto oggi sia gratis, permette che col tempo il bacino di utenza si allarghi e il pubblico sia più esperto di quello del passato ( cosa che già succede, vedi quante vole i fan fanno il cazziatone a una casa editrice che fa una cappellata di traduzione o altro. In passato accadeva molto meno spesso).

Modificato da Zio Sam
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Per esempio ho sentito che qualcuno si è lamentato perchè nei film di Gundam quando una nave spaziale viene abbattuta i personaggi dicono "affonda". Lo so anche io che non ha senso perchè nello spazio non c'è il fondo da toccare, ma il verbo che viene utilizzato è inequivocabilmente quello, non ha altre interpretazioni. Ma niente. Non so, è come se la prima cosa che si vede faccia effetto imprinting e poi non si riesce ad accettare qualcosa di diverso...

 

Stessa cosa in Top wo Nerae, le navi 'affondano'. Può essere che l'etimologia, il significato semantico interno alla parola sia diverso? IIRC è 沈没, no? (chinbotsu)

 

Tuttavia, è tipico di chi critica criticare senza cognizione di causa. Si critica per darsi un tono, e la necessità di farlo in genere implicita l'assenza di cognizione reale a priori.

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Beh ma queste sono scuse del cavolo. Quando non vuoi comprare cerchi il pelo nell'uovo.

Cosi' come ce gente che si lamenta del adattamento "navale" di Gundam, ce' chi si lamenta della pronuncia Gundam invece di Gandam. Quando anche i giapponesi pronunciano Gandamu. Gli americani Gandam, i latino americani Gundam etc...

Insomma quando la grana non la si vuole sganciare tutto fa brodo.

 

Detto per inciso, nella versione italiana di Gundam Unicorn ce' solo una cosa che non va ed e' la voce di Angelo.

Per il resto e' un buon lavoro. Se ora uno non lo vuole comprare per quella singola voce scazzata beh secondo me non l'avrebbe comprato neanche se fosse stato tutto perfetto.

 

Questo post te lo quoto totalmente, tutte palle, solo scuse, io Unicorn non lo prendo ma non l'ho manco visto subbato... scaricai il primo episodio una vita fa e ancora non l'ho visto... tanto per dire quanto mi entusiasma, Madoka e AnoHana li ho visti entrambi subbati e in TV in italiano ma li catto al volo lo stesso perché mi piacciono davvero, Shin Mazinger pure vorrei prenderlo ma per ora l'ho rimandato per mancanza di pecunia (7 box di FMA i 3 di Madoka mi hanno prosciugato i fondi) ma appena possibile me lo prendo... Unicorn... bho... un giorno se mi girerà quando lo venderanno completo in blocco per ora se ne resta dov'è... e non perchè le navi affondano... che poi ci sta pure come terminologia spaziali o no sono sempre navi, gli aerei si abbattono le navi affondano, tutto perfettamente logico non vedo che ci sia da stupirsi

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Stessa cosa in Top wo Nerae, le navi 'affondano'. Può essere che l'etimologia, il significato semantico interno alla parola sia diverso? IIRC è 沈没, no? (chinbotsu)

 

Il verbo usato è 沈む (shizumu). Si può usare anche in senso figurato (es. giù di morale).

 

Tuttavia, è tipico di chi critica criticare senza cognizione di causa. Si critica per darsi un tono, e la necessità di farlo in genere implicita l'assenza di cognizione reale a priori.

 

Mah, non ne farei una questione di cognizione. Non so come spiegarmi bene, ma forse è più mancanza di apertura mentale. Di rifiuto ad adattarsi a qualcosa di diverso rispetto a quello che si pensava. Per questo avevo parlato di imprinting.

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@Zio, se ti rendessi conto di come i nord americani (il mercato di riferimento nel caso e' il nord america) 'vedono' i mercati delle piccole nazioni che ora sono sotto l'egida 'Europea', ti renderesti conto di molte cose.

 

 

Quello di cui ho certezza è che l'invasione dei robot in America è partita di riflesso a quella Europea.

Perchè evidentemente qualcuno ha intuito che quello che succedeva in Europa poteva ripetersi negli States.

E dopo la Mattel con gli Shogun Warrior , ci si è buttata Hasbro creando una serie robotica ad hoc per il mercato yankee, cioè i Transformer.

Il resto, come direbbe il poeta, è illusione.

Modificato da Zio Sam
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Mah, non ne farei una questione di cognizione. Non so come spiegarmi bene, ma forse è più mancanza di apertura mentale. Di rifiuto ad adattarsi a qualcosa di diverso rispetto a quello che si pensava. Per questo avevo parlato di imprinting.

 

Vedi la storia dello sfondamento galattico...

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Non è che il pubblico saccente abbia bisogno di un diverso precedente per criticare sulla base del vuoto pneumatico, ma sì, esiste anche quella tendenza.

 

Per esempio, il nuovo copione di Laputa è molto più preciso del vecchio (dato obiettivo, non di gusto), ma ho letto recensioni in cui ovviamente si preferiva il vecchio: nonsense.

 

La tristezza massima si tocca col recensore che riporta come dato NEGATIVO: "il bambino dietro di me si è voltato più volte verso il padre per chiedere cosa significassero alcune parole".

 

Avanti così, verso la decerebrazione. :D

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Speriamo di sì. ^^

 

Quando sono andato a vedere Mission:Incredible (no slato), c'era un bimbo che faceva lo stesso. Non mi ha infastidito. Mi ha fatto sorridere di dolcezza a ogni domanda intelligente che proponeva (sottovoce, dato che era pure educato, ma ero proprio accanto). :-)

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Certo, come del resto in Topolino (destinato ai bambini) si parlava di "Disgustosa ostentazione di plutocratica sicumera".

 

Non è che i film per bambini non debbano insegnare nulla ai bambini. O non sollevare interrogativi nelle loro menti. O non infilarci qualcosa di nuovo.

 

Direi il contrario.

 

L'intrattenimento infantile deve per il fanciullo essere occasione di arricchimento intellettuale, non sedazione mentale. :(

 

Miyazaki Hayao in Ponyo (che è proprio per bambini) ha messo cose mattissime, tra frasi di biologia-frenologica presa di peso da Natsume Souseki, ai pesci preistorici, a una versione della Kannon ispirata a la morte di Ophelia di Millais.

 

Ed era un film per bambini.

 

In Laputa abbiamo le citazioni bibliche (assai stranianti per i bimbi giapponesi, eh!) e della mitologia Induista (la freccia di Indra dal Ramayana). Abbiamo i calcoli sui venti alisei per la navigazione. E un sacco di altre cose, tra cui la citazione esplicita di letteratura 'esotica' (per i giapponesi) come quella di Swift. E il tecnicismo del 'togliere le spolette dalle testate esplosive', anche (sì, proprio con il tecnicismo per 'spolette', non il verbo generico per 'disinnescare').

 

Certo non è Ponpoko, e non è neppure Mononoke Hime. Infatti questo è un film per bambini e adolscenti. :-)

 

(peraltro, nel testo di Laputa - giapponese come italiano - non ci sono parole così difficili).

Modificato da Shito
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