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Infinite Jest di Wallace (che mi attrae particolarmente ma è mastodontico, coi miei ritmi attuali ci metterei un'eternità a finirlo) e il Signore delle mosche di Golding...

 

 

Oramai mi sa che sono arrivato tardi but anyway: di Wallace non iniziare con Infinite Jest, recupera qualcos'altro (e in quest'altro leggi il discorso Questa è l'acqua pronunciato ai laureandi di lettere)

Edited by _gallo_
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Mah, direi di no. Primo esempio in mente: Howl.

Beh, Evangelisti, anche insieme a Masali (vedi sopra altri titoli) ed altri, hanno un po' 'rifondato' il genere fantastico italiano.   Quello che io ed altri contestiamo del 'fenomeno' della Miracol

Poco usato.   Comunque, i libri sono belli, specie perche' variano sia temi sia anche lingua che ne parla; il film fa' un po' torto ai libri per un motivo molto semplice; non per l'adattamento ma pe

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Oramai mi sa che sono arrivato tardi but anyway: di Wallace non iniziare con Infinite Jest, recupera qualcos'altro (e in quest'altro leggi il discorso Questa è l'acqua pronunciato ai laureandi di lettere)

Ah no, guarda, nun te preoccupà. Pochi minuti dopo aver scritto quel messaggio ho deciso che DFW me lo sarei tenuto per l'estate avanzata, ora come ora non ho nè tempo, nè voglia di immergermi in una lettura così impegnativa. Cioè, non riesco ad andare avanti col Signore delle mosche, che non mi sta dispiacendo, ma sto ancora al quinto capitolo, e l'ho iniziato due settimane fa! :lolla:

Comunque, se proprio mi dici che è meglio recuperare (in effetti non hai tutti i torti... avrei dovuto pensarci prima di lanciarmi direttamente sul mattone), beh, tolto This Is Water così, su due piedi, penso alla Cosa divertente... (anche se allora dovrei cattarmi pure T. T. T. T. dato che in originale costituivano un unicuum) e/o uno fra Considera l'aragosta e La scopa del sistema. Dici che basta?

 

E' citato pure dai simpson

Già :sisi: ha ispirato ben due episodi, entrambi davvero niente male (anche se solo uno riprende in maniera più diretta il romanzo. Dovrei rivederlo finita la lettura però, non me lo ricordo molto bene...)

Edited by El Barto
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Considera l'Aragosta, in quanto raccolta di saggi ed articoli, può funzionare molto bene come lettura diluita. Anche se il materiale è molto eterogeneo, la qualità rimane sempre alta. Alcuni saggi erano davvero interessanti, tipo quello degli Oscar del porno, quello sulle Aragoste, quello su McCain. Altri, quello della radio o della ricerca linguistica, mi hanno lasciato indifferente. Invece quello su Tracy Austin avrei sperato che durasse di più.

 

La Scopa del sistema invece è una figata. Le sedute terapeutiche del dottor Jay ('sento odore di Breccia') mi facevano ridere di brutto, la gente che mi sedeva di fronte in treno deve aver pensato (non a torto) che ero mezzo rincoglionito. Eppure secondo me lo si apprezza di più se letto in un tempo condensato, in modo da riuscire cogliere tutti i riferimenti incrociati del libro, come quello del Te Symptosis.

 

Il problema di Wallace per alcune persone è che lo trovano troppo logorroico. Pur riconoscendone l'abilità stilistica pensano che sia troppo prolisso perché sempre guidato da un principio di esaustività totale. Quindi magari dicono che La Scopa del sistema è un capolavoro per 100, 200, 300 pagine, però arrivati a 500 si sono rotti le palle del libro.

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La Scopa del sistema invece è una figata. Le sedute terapeutiche del dottor Jay ('sento odore di Breccia') mi facevano ridere di brutto, la gente che mi sedeva di fronte in treno deve aver pensato (non a torto) che ero mezzo rincoglionito. Eppure secondo me lo si apprezza di più se letto in un tempo condensato, in modo da riuscire cogliere tutti i riferimenti incrociati del libro, come quello del Te Symptosis.

Se mi dici che dei due è il migliore allora vada per questo, anche perchè così potrò approcciare in maniera più soft il DFW "da romanzo". Thanks :thumbsup:

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La Scopa del sistema invece è una figata. Le sedute terapeutiche del dottor Jay ('sento odore di Breccia') mi facevano ridere di brutto, la gente che mi sedeva di fronte in treno deve aver pensato (non a torto) che ero mezzo rincoglionito. Eppure secondo me lo si apprezza di più se letto in un tempo condensato, in modo da riuscire cogliere tutti i riferimenti incrociati del libro, come quello del Te Symptosis.

Se mi dici che dei due è il migliore allora vada per questo, anche perchè così potrò approcciare in maniera più soft il DFW "da romanzo". Thanks :thumbsup:

 

E comunque ricordati sempre che la prima fonte d'ispirazione di Wallace è stato lui :http://courses.washington.edu/engl242b/Pix/DeLillo_Don_01.jpg

 

Bene io ora ho finita Ferito di Percival Everett, ora inizio Santuario di William Faulkner ( :snob: :snob: :snob::superfap: :superfap: )

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E comunque ricordati sempre che la prima fonte d'ispirazione di Wallace è stato lui

I know, I know, avevo da un pezzo in mente l'idea di cattarmi il suo Underworld (e di rimando anche L'arcobaleno della gravità di Pynchon) proprio per quel motivo.

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Messo da parte Lovecraft dopo aver finito la prima sezione del Mammut, ho iniziato a leggere "La vera storia di Long John Silver", libro veramente interessante scritto da un filologo svedese... Molto ben fatto dal punto di vista storico...

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Preso solo oggi...I Colloqui col Padre di Leonardo Zega...

 

Era uscito con Famiglia Cristiana nella settimana scorsa...ma non me ne ero accorto fino a stamane..acchiappato al volo...si tratta delle lettere spedite al direttore di Famiglia Cristiana,Don Leonardo Zega direettore dal 1980 al 1998 da una miriade di persone...

 

Una quantita enorme di note,parole,riflessioni...

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  • 1 month later...

Uè Barto, hai poi letto qualcosa di Wallace?

Pulcioppo no, ma in compenso mi sono cattato qualche giorno fa La scopa del sistema, approfittando degli sconti per la giornata mondiale del libro (già che c'ero me so pure preso un certo Underworld e pure Bocchan di Soseki, và :snob:)

Finito Il signore delle mosche. Davvero, davero niente male. Il prossimo sarà il Maestro e Margherita (rilettura, dato che lo lessi mi fu dato da leggere diversi anni fa, senza capicce nulla), seguito dalla Scopa. :sisi:

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Iniziato "La Scienza del Mondo Disco", del sommo.

E sì: ho intenzione di recuperare l'Opera Omnia!

Ma in Italiano? E' uscito e me lo sono perso?

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Yep!

 

Avvertenza: trattasi di libro molto diverso dai classici Pratchettiani.

In realtà la "storia" è poco più di un pretesto per un trattato di divulgazione scientifica.

A tratti anche pesantuccio, per quanto bello.

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Grazie, ma sono quelle cose che inevitabilmente devono stare sul mio scaffali, quindi l'ho già messo nella wishlist di IBS assieme al libro di Calvin, così appena mia moglie ha una tonnellata di libi da prendere, mi arriva.

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  • 1 month later...

Ho finito "Nessuno al mondo". Ora ho iniziato "Ogni cosa è illuminata". Curioso che abbia letto i libri di Foer al contrario in ordine cronologico. In ogni caso quest'ultimo ha una premessa interessante, ma la prosa è un po' troppo.... mah, non sperimentale. Diciamo che cerca di avere una propria cifra stilistica ma in alcuni punti i tentativi sono un po' goffi. E comunque ogni tanto fa bene avere uno scrittore ebreo che quando serve lancia qualche frecciatina agli ebrei stessi (come Roth del resto).

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Finito "Ogni cosa è illuminata". Direi piuttosto bello. Foer è molto bravo a descrivere il passato con occhio melanconico ed a rievocare il tema della perdita, che è il comune denominatore ai suoi libri, in ogni pagina. E' una scrittura molto evocativa ed allo stesso tempo priva di metafore, che parla piuttosto grazie ai ricordi dei personaggi e tramite frammenti sparsi di memorie. Inoltre è bravo nel permeare l'atmosfera con una permanente nota di tristezza senza però rendere stucchevole il risultato.

Alcune pagine non erano molto ispirate, ma qua e là ci sono guizzi niente male: "Si cercavano furiosamente nell'erba: giovanotti smargiassi travolti dalla lussuria, donne consunte e meno umide del respiro sul vetro,verginelle annaspanti come ciechi, vedove che sollevano i loro veli, implorando.... chi?

Dallo spazio gli astronauti vedono quelli che fanno l'amore come puntolini di luce. Non proprio luce, ma un luccichio che potrebbe essere confuso con la luce...una radianza coitale che impiega generazioni per riversarsi come miele nell'oscurità fino agli occhi dell'astronauta".

 

Ora inizio Middlesex, secondo libro di Jeffrey E. Da l'impressione, forse anche per la mole, di essere un lavoro più profondo, più ampio e più ambizioso delle "Vergini Suicide". Sembra in soldoni il suo lavoro di punta. E poi quanti libri possono vantare un(a) protagonista tanto inusuale?

Edited by _gallo_
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George Lucas e Chris Claremont hanno scrittto una trilogia fantasy che è il sequel di Willow...:°_°:

 

Ammappa che coppia! :frown:

 

Io invece mi sono messo sotto con un libro regalatomi mesi fa: Il trono di Spade, di R.R.Martin.

 

Un libro impegnativo, visto il mostruoso numero di personaggi in gioco, ma in qualche modo riesco a starci dietro e mi piace.

La prosa è interessante e l'adattamento piacevolissimo. :sisi:

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