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Alice In Wonderland - di Tim Burton


Erik

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Io continuo a non capire il perché ci si meravigli dell'opinione di Shito.

Se considera le figure in pose o costumi diversi da ciò che si vede nell'anime una depravazione, come volete che prenda questa versione di "Alice"?

Alla fin fine, Shito è talmente purista da essere girellaro (nel senso di "talmente attaccato alla propria 'versione ideale' da non concepire una qualunque modifica alla stessa").

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Non ho detto una cazzata, semplicemente l'ho sparata grossa, ma a me i liberi adattamenti non hanno mai dato particolare fastidio.

 

Sul punto 1 capisco il punto di vista tuo e di Gualtiero, ma ricordiamoci che non siamo tutti uguali e che i sentimenti sono la cosa più personale che esista.

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Io continuo a non capire il perché ci si meravigli dell'opinione di Shito.

Se considera le figure in pose o costumi diversi da ciò che si vede nell'anime una depravazione, come volete che prenda questa versione di "Alice"?

Alla fin fine, Shito è talmente purista da essere girellaro (nel senso di "talmente attaccato alla propria 'versione ideale' da non concepire una qualunque modifica alla stessa").

 

Verissimo anche questo, infatti non tradurrebbe nemmeno le opere straniere... ;)

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Shito non leggere mai questo ;)

 

n28758.jpg

 

Temo che dopo imprecheresti l'impossibile ;)

 

Tra l'altro personalmente l'ho trovato deludente, ma sarebbe OT. Non certo per la nuova Alice, che peraltro è il personaggio migliore.

 

Se vogliamo, i due esempi sono entrambi lesivi dell'opera originale, non oso immaginare i fan della Jones, quanto possano aver trovato banale e stupida la trasposizione di Miyazaki...

 

Non so se essere fan debba mettere loro le fette di prosciutto davanti gli occhi, ma Miyazaki ha fatto una cosa che dubito Burton farà, cioè migliorare l'opera (sì, lo so che non si dovrebbero confrontare le opere in ambiti diversi, ma il romanzo m'ha fatto cagare).

In ogni caso, hanno diritto entrambi di farci quel che vogliono (ok, nel caso Ghibli pagando i diritti :P ), e solo un ignorante totale potrebbe pensare che non si possa non fare qualcosa di nuovo (e bello) basandosi su di un testo preesistente.

 

Verissimo anche questo, infatti non tradurrebbe nemmeno le opere straniere... ;)

 

Ne debbo dubitare, lavori suoi alla mano. :thumbsup:

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Se avete letto Traumnovelle e visto Eyes Wide Shut potrete notare come anche una trasposizione che cambia completamente la collocazione e molta della sostanza di un'opera può mantenerne, e anzi rendere maggiormente vivido ai contemporanei (come un'opera di ermeneuitizzazione interna) un classico.

 

Io sto parlando di un lavoro che CALPESTA il SENSO di un'opera di cui dovrebbe essere la trasposizione.

Non va bene.

 

A chi parlava di girellismo: io sono la NEMESI del girellismo.

 

Il girellismo è l'autocompiacenza dei propri idoli infantili nell'ignoranza autocompiaciuta della loro verità.

Io sono il fondamentalismo della verità originale di ogni opera che ami.

 

Non vedo che nesso ci sia tra il fondamentalismo onesto e la girella. Non conoscevo neppure realmente Alice in Wonderland, da piccolo. Non ho mai visto il film Disney, e non ne sento l'urgenza. Ho letto Alice in Wonderland e Through The Looking-Glass la prima volta non più di cinque anni fa.

 

Girellismo sarebbe, che so, dire che una traduzione fake di Alice, che ne storpia le parole, fosse oro. O dire che la versione Disney fosse 'meglio dell'originale'. Insomma, cose insensate così.

 

Se la Girella è il Serpente, io sare l'arcangelo Michele, davvero.

 

L'originalità consiste nel ritornare alle origini.

 

Always going straight to the root, straight to the source, hunting for the real thing, looking for the truth.

Modificato da Shito
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un lavoro che CALPESTA il SENSO di un'opera di cui dovrebbe essere la trasposizione.

 

No.

Tu stai parlando di un'opera che NON E' una trasposizione, ma una libera reinterpretazione, santo cielo!

Si potrà poi discutere se il film sarà riuscito o meno, ma di sicuro non puoi impedire ad un artista (Burton) il diritto di re-immaginare sulla base di un tuo pregiudizio.

Detta con molta franchezza: l'impressione, al di fuori di tutte le tue motivazioni, è che a te va in kuno il fatto che Burton abbia avuto l'ardire di "ricreare" un immaginario che ti è particolarmente (vogliamo dire "eccessivamente"? ) caro.

Modificato da Maximilian
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Se avete letto Traumnovelle e visto Eyes Wide Shut potrete notare come anche una trasposizione che cambia completamente la collocazione e molta della sostanza di un'opera può mantenerne, e anzi rendere maggiormente vivido ai contemporanei (come un'opera di ermeneuitizzazione interna) un classico.

 

Io sto parlando di un lavoro che CALPESTA il SENSO di un'opera di cui dovrebbe essere la trasposizione.

Non va bene.

 

 

Credo di poter solo dire che l'apriorismo sarà anche una scienza esatta, ma non descrive i fenomeni artistici, solo editoriali.

 

(il che in effetti visto come pensi la scienza è curioso ma... vabbè, io ti reputo migliore di quel che riesci a tirar giù :P )

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'libera reinterpretazione' suona come 'stupro' alle mie orecchie.

 

Per citare un esempio altrui, Miyazaki Hayao ha chiesto IL PERMESSO all'autrice di Howl's Moving Castle per trasporre il suo libro in animazione.

 

Inoltre, mi pare che alla faccia della 'libera interpretazione', questa cavolata di tal Tim Burton porti IL TITOLO dell'opera originale.

 

Quindi è una cosa pericolosissima, perché sedimenterà nella mente di molti giovani un'idea DEFORME di un'opera che NON appartiene a tal Tim Burton.

 

Non ci siamo.

 

(E no, non scomoderei la parola 'artista', specie con quel retrogusto di legitimazione nobilitante passata sottobanco)

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Per citare un esempio altrui, Miyazaki Hayao ha chiesto IL PERMESSO all'autrice di Howl's Moving Castle per trasporre il suo libro in animazione.

 

E a Dodgson glielo chiedeva tramite seduta spiritica il permesso, giusto per capire?

E se voleva sceneggiare l'Iliade?

 

Dicesi "dominio pubblico": in quel caso anche il nome dell'opera è ai quattro venti.

 

(ah, "creativi" come aggettivo va benssimo, se dici a me)

Modificato da Dairon
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Ma tanto la gente quando pensa ad Alice ha (o avrà nel futuro) Disney nella testa, quindi non credo ci sia un grosso danno verso l'opera originale, dai più già ignorata, o quanto meno nessun peggioramento della situazione attuale.

Che poi appunto imo l'Alice che ha in testa Tim Burton è quella del film animato della casa del topo (ecco il girellaro) e vuole farne il seguito con le sue tipiche ambientazioni e atmosfere (ecco la fanfiction).

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Inoltre, mi pare che alla faccia della 'libera interpretazione', questa cavolata di tal Tim Burton porti IL TITOLO dell'opera originale.

 

Quindi è una cosa pericolosissima, perché sedimenterà nella mente di molti giovani un'idea DEFORME di un'opera che NON appartiene a tal Tim Burton.

 

 

a parte che chiedere il permesso è una forma di cortesia tipo commediola, poi con un morto neppure si può fare.

 

- sul titolo hai completamente ragione.

 

- concordo che libera interpretazione è stupro ma nel caso di molti adattamenti buoni si parla di prendere spunto, prendere alcune situazioni e personaggi. Non mi pare stupro. Ora m'è venuto in mente l'Amleto di Carmelo Bene ( a scanso d'equivoci per me un buffone ) che è uno stupro. Ma non è uno stupro. Mi intendi?

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'libera reinterpretazione' suona come 'stupro' alle mie orecchie.

 

Ecco, alle tue.

Per fortuna al resto del mondo no.

Fosse per te, noi comuni mortali non avremmo mai visto cose come lo Shin Mazinger Z.

E quindi tra quello che perdi tu, traumatizzato da questi "stupri", e quello che ci guadagno io, semplice (si fa per dire) fruitore, sinceramente... :whistle:

 

Per citare un esempio altrui, Miyazaki Hayao ha chiesto IL PERMESSO all'autrice di Howl's Moving Castle per trasporre il suo libro in animazione.

 

Estiqaattsi?

No, dico: cosa c'entra la scelta di Miyazaki, in questo contesto?

(E, tra parentesi: ormai s'è capito che lo veneri.

Potresti anche evitare di tirarlo in mezzo ad ogni pie' sospinto, neh.)

Lui ha chiesto il permesso di rielaborare un'opera.

Fantastico.

E allora?

Cosa cambia: il fatto che l'autore "originale", in questa maniera, l'ha in qualche modo "legittimato"?

E allora appena un autore muore tu pretendi che tutte le sue opere restino immutate nei secula seculorum?

O magari devono lasciar scritto nel testamento: "Ah, a proposito. L'Amleto potete anche rifarlo ambientandolo in Cina. Magari ne vien fuori una cosa carina, hai visto mai.

E poi i miei eredi dovranno pur campare, in qualche modo.", altrimenti ciccia.

Mapperfavore.

 

Inoltre, mi pare che alla faccia della 'libera interpretazione', questa cavolata di tal Tim Burton porti IL TITOLO dell'opera originale.

 

Mi ripeto: Estiqaatsi?

Il concetto è che tu stai mis-giudicando un film che non hai ancora visto sulla base di un tuo personalissimo (e alquanto distorto) senso di coerenza.

"Oh My God! Non è la versione pedissequa del libro che IO conosco ed amo quindi è cacca".

Come se TU fossi, in qualche modo, depositario di una sacralità che neppure a Burton è concesso toccare.

Tu.

A Tim Burton.

Shito, capisco tutto, ma la sta un attimo facendo fuori dal vaso.

Fermati, finché sei in tempo.

 

Quindi è una cosa pericolosissima, perché sedimenterà nella mente di molti giovani un'idea DEFORME di un'opera che NON appartiene a tal Tim Burton.

 

C'è il suo nome nei credits.

L'ha diretto lui.

E' il suo. Stramaledetto. Film.

 

Che poi, per inciso, l'uscita del film potrebbe anche spingere magari uno o due adolescenti a leggersi il libro originale.

Quindi Burton, con il suo film, avrà comunque ottenuto una cosa che tu non otterrai mai: avvicinare il pubblico all'opera originale.

Magari sarà uno su dieci, o su cento, o su mille di quelli che vedranno il film, ma è comunque più di quanto tu non otterresti mai con tutto il tuo ingessato "rispetto".

E saranno loro, poi, a giudicare, amare o odiare il libro o il film.

Secondo te Carroll preferirebbe questo, o la mummificazione accademica a cui vorresti costringerlo tu?

 

(E no, non scomoderei la parola 'artista', specie con quel retrogusto di legitimazione nobilitante passata sottobanco)

 

Come ti pare.

Lui ha diretto "Big Fish".

Tu?

Dimostrami di saper girare (o anche solo immaginare) opere come "Big Fish", e poi ne riparliamo.

No, perché a chiacchiere, sai com'è...

E non è che la passo sottobanco, lo dico chiaramente.

Burton è un artista della macchina da presa, un poeta della cinepresa, un cantore del grande schermo.

Personalmente, non vedo l'ora di vedere la sua personale interpretazione de "Alice in Wonderland".

Tu, a quanto pare, no.

Liberissimo di non andare al cinema, di chiudere occhi e orecchie, rinchiuderti nel tuo Piccolo Mondo Antico e fingere che un simile scempio (oh dio oh dio oh dio) non sia mai avvenuto.

Di sicuro non troverai qui compassione nè comprensione per questo tuo struggimento.

 

Almeno, non prima di.

Aver visto.

Lo stramaledetto.

Film.

Modificato da Maximilian
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'libera reinterpretazione' suona come 'stupro' alle mie orecchie.

 

Per citare un esempio altrui, Miyazaki Hayao ha chiesto IL PERMESSO all'autrice di Howl's Moving Castle per trasporre il suo libro in animazione.

 

Inoltre, mi pare che alla faccia della 'libera interpretazione', questa cavolata di tal Tim Burton porti IL TITOLO dell'opera originale.

 

Embè?

Anche HOWL di Miyazaki porta lo stesso titolo del romanzo da cui è tratto, benchè ne rappresenti un'adattamento estremamente libero..

Si può anzi dire che gran parte degli anime di Miyazaki non siano altro che "libere interpretazioni" di opere altrui (ed è dubbio che in ciascun caso ne abbia chiesto il "permesso" agli autori..).

Modificato da EYMERICH
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Max, non ti capisco.

 

Come cosa cambia? Un opera di intelletto appartiene a chi la concepisce e crea. Nessuno dovrebbe avere diritto di usare personaggi, ambientazioni, idee e parti mentali altrui.

 

Per contro, se l'autore da il suo placet, tutto è legittimo. Mi sembra una cosa semplice.

 

Bob: commediola un cavolo, per esempio la LeGuin NEGO' proprio a Miyazaki i diritti per fare Earthsea (ne venne fuori Nausicaa) e parimenti la Lindgren gli negò i diritti per fare Pippi.

 

Se l'autore è deceduto, ci sarà chi ha raccolto la sua eredità intellettuale. Anche se in quel caso io non me la sentirei in ogni caso, o quasi. Bisogna avere grande considerazione per l'opera altrui, soprattutto quando non si è in grado di fare altrettanto.

 

Quanto al 'trarre liberamente', indubbiamente Fushigi no Umi no Nadia è 'liberamente tratto' da 20000 Leghe Sotto i Mari (e pure dall'Isola Misteriosa, direi, e pure un pizzico da Viaggio al Centro della Terra, se ci si pensa bene), ma non mi pare che 'sovrascriva' nulla all'opera di Verne.

 

Quindi:

 

-essere ispirati, citare, e trarre spunto è una cosa

 

-fare un caso di omonima traspositiva è altro

 

ancora, fail.

 

E no, non idolatro Miyazaki. Sto ancora cercando di capire se lo consideri un buon narratore o un pessimo otaku.

 

PS per Max:

Se chiami Tim Burton regista non ho nulla da obiettare.

Non trovo che i registi siano artisti, ecco.

E no, non sto cercando di captare benevolenza, figurati compassione o comprensione.

Semplicemente scrivo e leggo su un forum per il diletto di farlo.

La tua risposta mi è parsa un po' IAC e un po' poco PChan. Peccato.

Modificato da Shito
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Max, non ti capisco.

 

Come cosa cambia? Un opera di intelletto appartiene a chi la concepisce e crea. Nessuno dovrebbe avere diritto di usare personaggi, ambientazioni, idee e parti mentali altrui.

 

Quindi nessun film su Frankenstein si può più fare perché l'autrice è schiattata, per non parlare di trasposizioni filmiche di iliade e odissea... quindi Ulisse 31 è merda (magari sì non lo ricordo :giggle: ) o basta il fatto di cambiare il titolo e allora puoi fare di tutto? perché come dici sotto tu stesso il Capitano Nemo non l'ha inventato la Gainax è un personaggio di Verne quindi per te non si dovrebbe più usare... che sia un anime o un comic come La lega degli uomini straordinari vale lo stesso discorso no?

 

Ah... hanno fatto pure la versione anime del Mago di Oz anni fa... il titolo era lo stesso? era fedele al 100%? e Dagli Appennini alle Ande? e i quattro moschettieri si possono usare mentre Alice no?

 

Per contro, se l'autore da il suo placet, tutto è legittimo. Mi sembra una cosa semplice.

 

Troppa grazia...

 

Bob: commediola un cavolo, per esempio la LeGuin NEGO' proprio a Miyazaki i diritti per fare Earthsea (ne venne fuori Nausicaa) e parimenti la Lindgren gli negò i diritti per fare Pippi.

 

Earthsea poi l'ha fatto Goro nel frattempo aveva cambiato idea? :blink:

 

Se l'autore è deceduto, ci sarà chi ha raccolto la sua eredità intellettuale.

 

Credo più gli incassi dei diritti d'autore... :sisi:

Però scusa... i diritti di Alice nel paese delle meraviglie qualcuno li avrà ancora posseduti no? e se li hanno ceduti o concessi a Burton allora è legittimato a farci quello che vuole

 

Quanto al 'trarre liberamente', indubbiamente Fushigi no Umi no Nadia è 'liberamente tratto' da 20000 Leghe Sotto i Mari (e pure dall'Isola Misteriosa, direi, e pure un pizzico da Viaggio al Centro della Terra, se ci si pensa bene), ma non mi pare che 'sovrascriva' nulla all'opera di Verne.

 

Ma come? prima hai detto che personaggi non propri non si possono usare...

 

@Max: ti quoto in toto

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Un opera di intelletto appartiene a chi la concepisce e crea. Nessuno dovrebbe avere diritto di usare personaggi, ambientazioni, idee e parti mentali altrui.

 

Per quanto ciò possa sembrarti incomprensibile, non è così.

Nel momento in cui un autore ha dato al pubblico la sua opera, questa diventa qualcosa d'altro, e non gli appartiene più.

Appartiene al Pubblico, alla Storia, al MONDO.

E' una cosa che ha già tentato di spiegarti Shuji e, francamente, non saprei fare di meglio.

Quindi o la capisci, o continui a vivere in questa sorta di idolatria nei confronti dell'Autore.

 

Bisogna avere grande considerazione per l'opera altrui, soprattutto quando non si è in grado di fare altrettanto.

 

Se non si prova, non si riesce neanche a fare di meglio.

O di nuovo.

Ma questo concetto, a te, mi sa che è veramente estraneo.

D'altra parte, quella considerazione per l'opera altrui che tu richiedi a gran voce non mi sembri molto disposto a concederla a Burton per il suo film.

Ma, evidentemente, già il fatto di avere su di sè il Marchio della Bestia (il titolo UGUALE a quello del libro: come ha osato!?) è motivo sufficiente per trattarlo con sufficienza.

Anche perché, appunto, tu sei sicuramente in grado di fare altrettanto.

O meglio.

 

Se chiami Tim Burton regista non ho nulla da obiettare.

Non trovo che i registi siano artisti, ecco.

 

Di nuovo, fatti tuoi.

Sei tu che perdi la possibilità di apprezzare un film come atto commerciale, comunicativo, estetico, etico e, in ultima analisi, artistico.

 

Infine: il "girellaro" concepisce l'esistenza dell'opera solo così come è nella sua memoria, così come l'ha vista e fruita nella sua Mistica Infanzia.

Ogni rimaneggiamento, ogni correzione (che sia fatta con il beneplacito dell'Autore o da altri), lo irrita perché scuote, nel profondo, il suo credo: l'Opera è perfetta ed immutabile così com'è.

Fondamentalismo.

Rassegnati, Shito: in quanto fondamentalista, e proprio perché fondamentalista, sei Girellaro anche te.

L'antitesi del Girellaro non è uno ancora più fondamentalista, ma lo spettatore in grado di andare oltre l'Opera (o l'opera), capace di porsi di fronte alla "variazione" senza pre-giudizi, e di analizzarla per quello che è.

Sia nel confronto con ciò che c'è stato prima, sia in relazione al mondo in cui Ri-nasce, sia alla storia che racconta e al pubblico cui è destinata.

 

Il girellaro non vuole nulla di nuovo: vuole rivivere, in eterno, quella storia, quell'emozione, che deve restare sacra et immutata, anche di fronte all'evidente "superamento" storico.

Tu, parimenti, non vuoi nulla di nuovo: l'Opera appartiene all'Autore e, in quanto tale, deve restare sacra et immutata.

E guai a chi osa tentare di alterarla, di reinterpretarla secondo logiche moderne e -appunto- estranee all'Opera stessa.

E si fotta la Storia e la sua pretesa di Modernità.

Tra te e il girellaro goldrakkiano c'è meno distanza di quel che credi.

 

 

Dimostrazione ne è la tua reazione, tra lo spocchioso e l'inorridito, di fronte al trailer di questo film: alla visione del trailer dello Shin Mazinger Z, i girellari hanno reagito esattamente, esattamente come hai fatto tu qui.

Prima ancora di vedere l'Opera, già sapevano che sarebbe stata uno stupro all'originale.

Pur nelle mani di un regista capace e visionario, loro lamentavano la scarsa aderenza al capolavoro primevio.

Di fronte all'evidenza del fatto che NON ERA il Mazinger Z degli anni '70, loro hanno reagito compatti urlando che quello, il perfetto remake degli anni '70, si voleva, e nient'altro.

E tutto questo prima ancora di vedere un solo episodio.

 

L'unica differenza tra te ed un girellaro dichiarato sta nel fatto che loro neanche di fronte alla volontà dell'Autore di rimettere mano alla propria opera (o al farlo fare da altri) si piegano.

Tu, se l'autore "originario" dà il suo beneplacito, accetti lo scempio, altrimenti ciccia.

 

Un po' pochino, non credi?

Modificato da Maximilian
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Un po' pochino, non credi?

 

Credo che tu non abbia proprio afferrato l'unico punto significativo.

 

Non è che un girellaro sia tale perché fondamentalista.

E' tale perché fondamentalista della sua propria memoria, invece che dell'oggetto reale.

Ovvero, il Girellaro non ama/apprezza null'altro che sé, il sé infantile trasfigurato in ciò che incidentalmente ha caratterizzato la sua infanzia.

 

Al contrario, anzi in completa antitesi, io non ho alcun attaccamento a 'L'incantevole Creamy'. A me interessa, semmai, Creamy Mami e piuttosto detesto di essere stato ingannato (ma non ci riuscirono) da piccolo.

 

Ho idea che tu non abbia letto l'esempio puntuale (il NON appartenere di Alice in Wonderland alla mia memoria infantile, e neppure giovanile), né il cardine del discorso che facevo in calce al mio precedente post. Altrimenti non mi spiegherei quello che mi scrivi.

 

Quanto al resto: non so nulla di Shin Mazinger Z. Personalmente, non amo granché Mazinger Z. Cos'è la versione Shin? Un Retelling ex-novo? Credo comunque sia stato prodotto quantomento col placet di Nagai, indi amen. Può piacere o meno (giudizio di valore), ma che sia cosa leggitima non credo si possa discutere.

 

Quanto alla differenza tra 'ispirarsi' a un'opera precedente, cosa che mi pare possibile e normale (in questo senso un'opera appartiene alla collettività, ovvero la sua conoscenza appartiene alla memoria collettiva) e pubblicare un'opera omonima a palesemente tesa a porsi surrettiziamente come 'una versione di', anche qui mi pare che tu non mi abbia letto.

 

E pure mi pare che tu non mi abbia letto quando cercavo di farti capire che -almeno- quando si fa 'una nuova versione' dell'opera altrui se ne dovrebbe rispettare quanto meno il senso finale, ovvero il fine comunicativo ultimo, per essere almeno degni. Altrimenti è proprio utilizzo egocentrico e strumentale, appropriazione intellettuale indebita, non so come dirterlo in altro modo.

 

Indovina -e ne ho esposto obiettive raginoni- in quale categoria ricade questo 'Alice in Wonderland' di Burton. :thumbdown:

Modificato da Shito
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Ah... hanno fatto pure la versione anime del Mago di Oz anni fa... il titolo era lo stesso? era fedele al 100%? e Dagli Appennini alle Ande? e i quattro moschettieri si possono usare mentre Alice no?

 

 

 

@Max: ti quoto in toto

 

E Mirai shonen Conan? Non stravolge forse The Incredible Tide?

 

Non credo che Miyazaki sia riuscito a contattare Alexander Key o i suoi eredi....

 

Quoto anche io Max, Gualtiero, quando tiri fuori il tuo integralismo, non vedi ragioni come i girellari, lo dico con immenso dispiacere....

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Altrimenti non mi spiegherei quello che mi scrivi.

 

E non me ne stupisco.

E' stata la prima cosa che ho scritto, e la prima ad aver pensato leggendo il tuo iniziale commento.

Proprio perché ti conosco, e conosco le basi dei tuoi ragionamenti, la tua posizione in merito era assolutamente prevedibile.

E, per quanto tu possa stupirtene, del tutto assimilabile all'intransigenza girellara.

Come, peraltro, cercano di farti notare anche altri...

 

E tranquillo che ho letto con attenzione i tuoi post.

E i punti significativi mi sono abbastanza chiari.

 

Ovvero, il Girellaro non ama/apprezza null'altro che sé, il sé infantile trasfigurato in ciò che incidentalmente ha caratterizzato la sua infanzia.

E tu non apprezzi/ami null'altro che te, il te "intellettuale" trasfigurato nell'aderenza e nella venerazione per "l'Originale", in ciò che incidentalmente ha caratterizzato la tua crescita intellettuale/cognitiva.

Tu ci vedi una profonda differenza.

Io, che vi vedo entrambi sporchi di sangue e budella, non è distinguo più l'"angelo" dal "serpente".

A furia di combattere il mostro, sei diventato uguale a lui, se mi passi l'ardita metafora.

 

Ovvero: hai fruito un'Opera, l'hai amata perché l'hai "compresa" (o credi di averlo fatto, quanto o più del comune fruitore), e non sopporti l'idea che essa venga "stravolta", che l'aderenza a ciò che TU consideri il suo "spirito originario" venga deturpata.

Neanche in nome di una ricreazione artistica, anzi negandola laddove essa è, invece, già in potenza presente.

 

E pure mi pare che tu non mi abbia letto quando cercavo di farti capire che -almeno- quando si fa 'una nuova versione' dell'opera altrui se ne dovrebbe rispettare quanto meno il senso finale, ovvero il fine comunicativo ultimo, per essere almeno degni. Altrimenti è proprio utilizzo egocentrico e strumentale, appropriazione intellettuale indebita.

 

E perché?

Per far contento te?

Confondi la fedeltà all'opera con il plagio, o la ripetizione meccanica.

Il che, probabilmente, ti porterebbe a considerare in maniera più favorevole "Psycho" di Gus Van Sant rispetto, tanto per ricitare altri, all'Amleto di Carmelo Bene.

Se levi ad un autore la possibilità di ricreare l'opera secondo la sua sensibilità, impedisci semplicemente il processo di destrutturazione senza cui una ricreazione non può aver luogo.

Il giudizio se il "tradimento" (come lo percepisci tu) dell'opera originaria ha prodotto o meno uno scarto positivo si può e si deve anche fare.

Ma va fatto DOPO, di sicuro non prima e non basandosi solo su una presuna "necessità di rispetto".

Questo senza neanche mettere in gioco l'eventualità che tu abbia realmente e pienamente compreso il cosiddetto "senso finale" dell'Opera in questione.

In altre parole: chi te l'ha detto, che quello che TU consideri il fine comunicativo ultimo sia la Legge?

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Secondo me alla fine Shito sbaglia bersaglio, alla base del suo ragionamento c'è "con questo film poi la massa penserà che il libro sia uguale alla versione cinematografica ignorando il romanzo originale o che quella sia la vera Alice" ma nel caso sarebbe chi pensa quello a essere nel torto non certo Burton che ha solo diretto IL SUO film.

 

Un qualcosa che succede comunemente ogni volta che si parla di trasposizioni cinematografiche di romanzi o anche fumetti, prendete V for Vendetta, mica è un brutto film, solo che mancano componenti fondamentali nella caratterizzazione del protagonista (nel fumetto molto più anarchico) o stravolgimenti totali come nel caso del primo ministro che nella versione originale fa quasi pena nel suo essere alla fine solo un piccolo burocrate dipendente da una macchina mentre nel film è un tipico dittatorucolo standard malvagio e incazzoso, niente di male in tutto questo basta che poi non si pretenda di capire il fumetto dal film. Potrei fare altri 3000 esempi da Jurassic Park a Pinocchio da Cenerentola al recente caso de Il Riccio ma credo ci siamo capiti.

 

Purtroppo si sa che le versioni cinematografiche hanno un impatto sulla massa decisamente superiore alle opere cartacee, è nella natura stessa di quel mezzo e questo può portare a oscurare un po' nelle teste della massa l'origine di quelle storie ma pazienza così va il mondo.

Modificato da Alex Halman
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Secondo questi ragionamenti sarebbe da vietare il citazionismo, visto che riprende tali e quali idee di altri senza chiedere il loro permesso.

Contando che chiunque si ispira a qualcos'altro applicandovi un adattamento personale, che lo dichiari o meno, la questione è ridicola, si ridurrebbe ad una formalità nell'utilizzare titoli e nomi originali o meno.

Burton è uno che ormai possiede un immaginario personale e già conosciuto presso il grande pubblico, e di volta in volta lo applica a soggetti diversi, lo ha già fatto con Batman (soggetto già di suo ripreso e rivisto in mille salse, come è giustamente nella sua natura) e ora lo farà con Alice, sarà l'Alice di Burton così come l'altro è stato il Batman di Burton.

Inoltre i discorsi sull'"originale" di un'opera non hanno di loro basi solide, filologia e rapporti tra autori ed editori ce lo dicono da tempi immemori, esistono solo versioni di un'opera, delle quali la prima pubblicazione definitiva dipende da un mucchio di variabili anche indipendenti dalla volontà autoriale.

La generale percezione mainstream di Alice credo in ogni caso sia più legata all'adattamento animato Disney, e trovo assai difficile che nell'immaginario collettivo Burton possa sostituirlo, anche perché ne è a sua volta figlio.

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