Vai al contenuto

Grandi, piccini e pupazzetti colorati


Zio Sam

Messaggi raccomandati

Questo topic è una figata. :-)

 

Kobayashi, solo una cosa: c'è differenza tra l'uomo-animale primigenio (concetto eto-logico, ideale) e l'uomo 're-animalizzato' di Kojéve.

 

Così come c'è differenza tra la vita quasi 'animalesca' di cui Takahata fa l'apologia in Kaguya e la vita 're-animalizzata' dei postmoderni terminali (<-termine scelto non a caso).

 

Ci sto ancora pensando io per primo, ma è uno spunto anche per te - forse. Il punto, credo, sia qualche contenuto riempie quale forma.

Link al commento
Condividi su altri siti

Questo topic è una figata. :-)

 

Mi fa sinceramente piacere che apprezzi.

 

 

Kobayashi, solo una cosa: c'è differenza tra l'uomo-animale primigenio (concetto eto-logico, ideale) e l'uomo 're-animalizzato' di Kojéve.

 

Così come c'è differenza tra la vita quasi 'animalesca' di cui Takahata fa l'apologia in Kaguya e la vita 're-animalizzata' dei postmoderni terminali (<-termine scelto non a caso).

Non che io sia molto pratico di Kojéve, ma credo di avere moderatamente ben chiaro la differenza tra uomo-animale e uomo re-animalizzato.

 

Quest'ultimo non è a mio parere altro che una stortura dovuta dal benessere e l'incapacità dell'uomo di darsi delle regole realmente soddisfacenti per l'epoca in cui viviamo.

 

Ci sto ancora pensando io per primo, ma è uno spunto anche per te - forse. Il punto, credo, sia qualche contenuto riempie quale forma.

Ti ringrazio per lo spunto, e ti assicuro che le mie "convinzioni" non sono granitiche, tutt'altro. Se qualcuno mi propone teorie maggiormente valide delle mie ne sono ben contento. Altrimenti a cosa servirebbe discutere, seppur su un Forum?

Modificato da Kobayashi
Link al commento
Condividi su altri siti

  • 2 months later...

Divertirsi e' in gran parte soddisfazione di consumare e di "metter dentro": merci, vedute, cibi, bevande, sigarette, gente, conferenze, libri, film, tutto e' consumato, ingoiato. Il mondo e' un solo grande oggetto offerto al nostro appetito, una grossa mela, una grande bottiglia, una grande mammella; noi siamo quelli che succhiano, quelli che aspettano eternamente, quelli che sperano e sono eternamente delusi. Come potremmo evitare di essere delusi se la nostra nascita si e' fermata al seno materno, se non siamo mai svezzati, se restiamo psichicamente bambini, se non abbiamo mai superato l'orientamento ricettivo?

Cosi' gli uomini s'annoiano, si sentono inferiori, insufficienti, colpevoli. Sentono di vivere senza vivere, e che la vita sfugge come sabbia attraverso le loro dita. Come faranno fronte al loro disagio, che sorge dalla passivita' del continuo ingerire?

 

Cit. da Erich Fromm, Psicanalisi della societa' contemporanea (1955), pag 164.

Modificato da AkiraSakura
Link al commento
Condividi su altri siti

Sembra che Fromm inviti l'uomo moderno ad una maggiore consapevolezza citando Lao Tze e gli insegnamenti degli antichi maestri spirituali della storia dell'umanita'. Pero' le soluzioni vere e proprie (secondo il suo pensiero) sono nel capitolo finale del libro e devo ancora arrivarci.

 

Mi sono sentito in dovere di citare quella riflessione perche' e' mostruosamente affine allo shitopensiero.

Modificato da AkiraSakura
Link al commento
Condividi su altri siti

Lo "shitopensiero" non esiste, quello che talora si chiama così non è che la banale verità che ogni uomo ha dentro di sé, solo spesso sepolta sotto una spessa coltre di sovrastrutture di vario genere e natura, che cambiano con le epoche secondo lo spirito del tempo. :-)

Modificato da Shito
Link al commento
Condividi su altri siti

Se l'uomo (umanità) non fosse perennemente insoddisfatta saremmo rimaste scimmie sugli alberi.

Se non sei insoddisfatto non aneli a scoprire nuovi luoghi (pensare alle esplorazioni), a scoprire come funziona qualcosa (pensare alle leggi della fisica e così via), a costruire una invenzione che faccia qualcosa di nuovo, e così a seguire.

Meglio una umanità ingorda che costruisce piramidi (dotta citazione  :°_°: ) o manda sonde su Marte che una schiera di seguaci di qualche filosofo cinese che si accontenta di mangiare una zuppetta nella grotta contemplando il paesaggio senza mai fare nulla.

:fash1:

 

Poi che in pochi dall'insoddisfazione traggano l'impulso per fare qualcosa che lasci il segno poco importa, meglio così che essere tutti soddisfatti con poco e non differenziarci da tutte le altre bestie del globo.

  • Mi Piace 1
Link al commento
Condividi su altri siti

Se l'uomo (umanità) non fosse perennemente insoddisfatta saremmo rimaste scimmie sugli alberi.

 

Se cambi 'uomo' con 'donna' hai riscoperto la spiegazione dell'universo di Kyubei. Del resto, l'uomo e la donna sono omeostasi e transistasi. :-)

Modificato da Shito
Link al commento
Condividi su altri siti

Secondo me, avete mai compreso lo "staccarsi dai bene materiali".

 

Nessun filosofo cinese ha mai detto che la fame di conoscenza(perchè di quello parla Taro, voi non so) derivi da un senso di insoddisfazione data dalla mancanza di cose materiali. Al più, sono le cose materiali a distrarti dalla fame di conoscenza e per quello le condannano.

 

Inviato da Tapatalk con il mio Ginga Bisumafo

Modificato da Chocozell
Link al commento
Condividi su altri siti

@Shito

 

Protagora non l'ho mai letto.

 

Le tue osservazioni cmq cascano a puntino con Fromm, che nel suo libro attribuisce grande dignità alla cultura greca antica.

 

@Chocozell

 

 

Nessun filosofo cinese ha mai detto che la fame di conoscenza(perchè di quello parla Taro, voi non so) derivi da un senso di insoddisfazione data dalla mancanza di cose materiali. Al più, sono le cose materiali a distrarti dalla fame di conoscenza e per quello le condannano.

 

Il senso di insoddisfazione dell'uomo di cui parla Fromm (cioé quello postmoderno) deriva da un vuoto interiore causato dall'alienazione e dalla perdita d'identità e di fine in un contesto in cui nulla viene più legittimato da metanarrazioni (cioé ideologie, sistemi di valori ecc.)

 

Il desiderio di conoscenza dei filosofi è ben diverso dal volersi comprare l'ultimo modello di automobile alla moda per sentirsi fighi. Il primo lo chiamerei "volontà", è qualcosa di consapevole. Io (persona cosciente) voglio conoscere. Il secondo è un impulso immediato, meno nobile.

 

Ciò detto, penso che i filosofi cinesi puntino più che altro all'accrescimento della consapevolezza (vedi gli esercizi del Tai Chi, mirati a coordinare corpo e mente), ovvero del sapere quello che si sta facendo. La conoscenza senza consapevolezza è insensata e fine a sé stessa. Infatti oggigiorno ti ritrovi super intellettuali che sanno tutto di tutto, ma che spiritualmente sono rimasti indietro all'età di 6 anni.

Modificato da AkiraSakura
Link al commento
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente registrato per poter lasciare un commento

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra comunità. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già un account? Accedi da qui.

Accedi Ora
  • Navigazione Recente   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

×
×
  • Crea Nuovo...

Informazione Importante

Procedendo oltre nell'uso di questo sito, accetti i nostri Termini Di Utilizzo