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Se mi inventi ti girellizzo: un fenomeno molto italiano che condiziona anime, manga e qore!


Boris Karloff

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Quel titolo che i giapponesi hanno dichiarato voler imporre in tutto il mondo in attesa del film americano? Sì. Non è colpa di chi l'ha scelto.

Kyashan Sins invece è stata una scelta della casa editrice senza alcuna imposizione (io ho i BR francesi, e lì c'è scritto Casshern Sins), idem Shin Jeeg, dato che nei modellini, anche importati all'estero, c'è Steel God Jeeg o Kotetsushin jeeg (come postato tempo fa).

Come detto: ogni volta che la casa sceglie coscientemente di alterare il titolo di un anime per fare un servizietto alla girella, i dvd e BR restano lì finchè il prezzo non è congruo (della serie: si compra Shin Jeeg quando costerà sui 10 euro per tutta la serie, considerato che la confezione è quel che è, il doppiaggio è cannato, il titolo è cannato, eccetera, eccetera, eccetera). Come capitato con gUndam per dire: essendo i titoli in versione italiana rimasti sempre oltre i quindici euro di costo,purtroppo quelli doppiati ex-novo sono tutti rimasti lì..

Della stessa casa di "Star Blazers". No, giusto per parlare di amichetti (ci si è fatti odiare anche da Dynit, eh).

Balle. Non dicevate sempre che censure e adattamenti anche se avvallati dal Giappone non sono comunque accettabili?

Allora a questo punto il titolo internazionale facciamolo valere anche per ALITA, ATTACK ON TITAN, o CAVALIERI DELLO ZODIACO (chiamati così in tutto il globo, anche negli USA).

Altrimenti mi dimostrate ancora di più che le menate sui titoli e i nomi sono solo pretesti per portare avanti le vostre crociate contro gli editori che non esaudiscono i vostri capricci.

 

Ma si può sapere perché ti chiama Schermidore? :°_°:

Semplicemente visto che mi storpia il nick riservo lo stesso trattamento al suo, e nella maniera più offensiva per un purista: glielo traduco! Magari dovrei chiamarlo Recintatore, così si incazza ancora di più.

 

Visto che insulta via PM l'utente Boris e' stato bannato a tempo indeterminato; come del resto le/LA sue passate incarnazioni.

 

Lascio i post soltanto per permettere a chi legge di farsi due risate e per non spezzare la discussione.

E pensa, nel tuo caso non si può neanche sgonfiare! Che jella.
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Rocky Joe e' un titolo inventato in italia.

Punto.

 

Non a nulla a che fare con il resto che affermi. 
(e non entro nello specifico di altro, sorridendo magari un po' al titolo internazionale di Saint Seiya scritto in italiano)

 

P.s.

A questo giro non ti banno, perche' voglio che vengano sciolti del tutto i dubbi sull'inutilita' delle tue argomentazioni nate e sostenute soltanto e unicamente da animosita' contro qualcuno.

 

Ovverossia, schiuma pure

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Balle. Non dicevate sempre che censure e adattamenti anche se avvallati dal Giappone non sono comunque accettabili?

AVVALLATO è una cosa.

IMPOSTO è un'altra.

 

I giappo, da quel che si è visto, tendenzialmente se ne fregano. Da cui la irrilevanza morale del loro AVVALLAMENTO.

 

Ma capita che invece gli importi, e possano decidere aprioristicamente per un titolo\adattamento: quella è IMPOSIZIONE e non c'è molto da fare.

 

Poi c'è la faccenda dei Titoli Internazionali: ipotizzando che non siano IMPOSTI(vedi sopra) si tratta comunque di una DECISIONE ITALIANA ACCETTATA ma di una OPZIONE GIAPPONESE POSSIBILE, per cui "non può essere sbagliata" anche se non è necessariamente "giusta"

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I giappo, da quel che si è visto, tendenzialmente se ne fregano

 

Forse in passato, ma non piu'.

Altrimenti non avremo Star Blazers 2199 bensi' Space Battleship Yamato 2199 nelle edizioni internazionali (senza alcun richiamo a un titolo girellico).

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Ma si può sapere perché ti chiama Schermidore? :°_°:

 

Non saprei, ma onestamente non è che m'interessi granchè. Tomislacco è uno con le sue fisime.

Sono domande che non mi faccio, tanto non è che sia il primo a storpiare o a cambiare il nick.

 

Balle. Non dicevate sempre che censure e adattamenti anche se avvallati dal Giappone non sono comunque accettabili?

 

Assolutamente. Nel senso: "Rocky Joe" è un titolo proposto dagli italiani che è stato certamente accettato dai giapponesi sia all'epoca che adesso per la nuova Perfect. Tutto passa per il licensor giapponese a quel che ne so. Ma le porcate italiane fatte ai danni dell'opera restano porcate anche dove accettate dai giapponesi, a cui probabilmente non frega niente di cosa succede in questo paese del quarto mondo dell'animazione giapponese.

Ovviamente però una cosa è accettate, un'altra è imposte. Dove le cose vengono "accettate" vuol dire che c'è una possibilità di scelta, come appunto per Rocky Joe, il cui titolo internazionale (e ho postato un sacco di esempi) è Tomorrow's Joe\Ashita no Joe, il che testimonia che quel titolo era una precisa scelta dell'editore, in controtendenza rispetto a tutto il resto di ciò che veniva definito e viene definito Perfect (notare che adesso non uscirà La mia dolce Creamy o come si chiamava in Italia quel coso, ma Creamy Mami). Da lì, la scelta di lasciarlo lì per contestare il modus operandi.

Idem per la pronuncia gUndam, scelta da Dynit.

 

Dove però le cose vengono "imposte", quella scelta non c'è. O metti quel titolo o metti quel titolo, al massimo cavandotela coi sottotitoli. Yamato 2199 è quest'ultimo caso. A quel punto non è colpa della casa editrice, ma delle fisime nipponiche. Non me la prendo con chi non ha colpa.

A meno che cerchi di indorarmi la pillola e prendermi in giro, s'intende.

 

Allora a questo punto il titolo internazionale facciamolo valere anche per ALITA, ATTACK ON TITAN, o CAVALIERI DELLO ZODIACO (chiamati così in tutto il globo, anche negli USA).

 

Fondamentalmente, sì. Nel senso, ove il titolo internazionale è imposto la casa non ha scelta e deve mettere quello, al massimo smanettando con un "sottotitolo" vario.

Però deve essere imposto. 

 

OT:

 

Per dire :a  chi non avesse comprato Shin Mazinger Z perchè non aveva MAZZINGA nel titolo, si può tranquillamente dire che se la devono prendere con Nagai e la sua Dynamic che hanno imposto quel titolo e quella terminologia. E' stato dichiarato ed è provato dal fatto che tutte le edizione, sia italiane che ester, hanno Mazinger. Mazinger (almeno quello) quindi è un titolo internazionale che la Dynamic impone a chi licenzia le sue opere.

Riguardo alla questione dell'imposto, parliamo però di Saint Seiya, e facciamo come ha fatto Sirtato con Giudo Boi (posto che sia stato veramente imposto, nel senso che non ci sono dichiarazione in merito e non trovo edizioni a contrasto di quel che ha detto sul titolo internazionale). Lui aveva trovato sul sito dell'editore giapponese Tatsunoko il nome Judo Boy come titolo internazionale. Andiamo a controllare sul sito TOEI quindi, sia inglese che giapponese.

 

[qui l'OT con le edizioni]

 

http://www.pluschan.com/index.php?/topic/5652-saint-seiya-ed-i-prodigiosi-cavalieri-dello-zodiaco-un-confronto-tra-le-edizioni/

 

Ops, sembra che anche in Spagna non glielo impongano.

E per un attimo di serietà: posso continuare per tutto il giorno. Queste edizioni dimostrano benissimo che mettere Saint Seiya non è qualcosa di imposto da TOEI, nè una consuetudine considerando che la scelta maggiore è una convivenza dei due loghi MA con Saint SEiya in grande e la roba retard in piccolo.

La totale assenza di qualunque riferimento all'originale giapponese rappresenta quindi una precisa scelta di chi ha fatto quei cofanetti, questo sorvolando sul fatto che l'edizione è nettamente inferiore a una qualunque altra proposta estera, spesso per prezzi simili e non presenta balle di nessun tipo (mentre in questa nuova edizione i prossimamente doppiati da DePalma sono spacciati per novità assolute quando invece c'erano anche nella vecchissima edizione, che per la cronaca: ho preso, ma come qui solo quando mi svendevano il tutto a 1 euro a dvd).

Di conseguenza è possibile lamentarsi eccome, per il titolo come per la scarsa qualità della confezione, per i sub che sono gli stessi dei vecchi dvd, eccetera.

Poi che il pubblico italiano alla fine della fiera merita la merda che gli arriva d'accordo, ma non per questo è sbagliato lamentarsi di lavori di scarsa qualità, altrimenti saremmo al livello dei soliti poveretti che si arrampicano su un qualunque specchio pur di giustificare l'ingiustificabile.

 

Altrimenti mi dimostrate ancora di più che le menate sui titoli e i nomi sono solo pretesti per portare avanti le vostre crociate contro gli editori che non esaudiscono i vostri capricci.

 

Sai, la cosa bella è che interpreti a modo tuo quel che ti viene detto, spesso capendo l'esatto contrario, e per giunta parli anche di "dimostrazioni" come se le tue uscite avessero un qualche senso o una qualche utilità. 

Vedi, io lo so che per te chiedere la roba fatta bene equivale a un "capriccio", perchè crociato, girellaro,  chi più ne ha più ne metta. Problema è: nel resto del mondo chiedere le cose fatte bene è qualcosa di assolutamente normale.

Certo, in Italia è cosa rara perchè anni di palta, di compromessi e di accontentarsi (e vale anche per me, eh, che fino a qualche anno fa ci cascavo ancora), di ignoranza, di scarsa quando non inventata informazione e di adorazioni di falsi miti hanno portato la maggior parte della fandom italiana a idolatrare, letteralmente, la merda, dal punto di vista della localizzazione o della lavorazione. A fregarsene degli errori, quando non a propugnarli direttamente. Ma questo non è un mio problema. Non sono io a dovermi piegare a quelle che secondo alcuni sono la richiesta della "massa" (che poi sarà davvero così? Solo l'anime di Saint Seiya presenta quei livelli di scempio, e solo in Italia si persiste a voler tenere Rocchi Giò anche dove si sta svolgendo una politica di rigorosa fedeltà all'originale, che porta a ristampe con titoli anche pesantemente cambiati per tornare all'originale), io devo solo piegarmi alla mia volontà, considerato che sono quello che spende i suoi sudati soldi.

Accetto tranquillamente che a fronte della pochezza della fandom italiana gli editori possano sentirsi giustificati a fare edizioni di merda o cambiamenti insensati, eh. In fondo, se ti comprano la roba fatta male e con due soldi, perchè migliorare le edizioni (e questo è un discorso generale, eh)?

Il mondo è bello perchè vario.

Il problema è: dall'altra parte si hanno le palle di accettare chi la pensa diversamente e decide di adeguarsi esclusivamente ai suoi standard? Di accettare che c'è chi non ritiene un amico o una necessità un editore italiano, che non lo giustifica per delle scelte sbagliate o gliele fa passare, che non sente il bisogno di leccargli le parti basse per avere un po' di spazio o sentirsi importante, ma si limita a dire quel che pensa in merito a ciò che viene editato e risveglia il suo interesse?

 

A vedere te e altro, la risposta è no.  Ma di nuovo: non è un problema mio.

Certo che LOL: Boris Karloff. E' davvero appropriato, considerato che tra gli altri interpretava una mummia.

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I giappo, da quel che si è visto, tendenzialmente se ne fregano

 

Forse in passato, ma non piu'.

Altrimenti non avremo Star Blazers 2199 bensi' Space Battleship Yamato 2199 nelle edizioni internazionali (senza alcun richiamo a un titolo girellico).

 

Ho detto TENDENZIALMENTE, e subito sotto ho descritto la specifica situazione in cui invece ci tengono

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Che poi se un certo rompipalle avesse seguito le vecchie discussioni son volati diversi vaffa per questa imposizione non è che sia stata accolta con entusiasmo, è stata solo tollerata perché non si poteva fare altro. Per di più prendere questo esempio come prova che si fanno distinzioni per gli amici quando dopo la storia del "troppo vintage" il Cava è stato preso per il culo per anni... :lolla:

Modificato da Alex Halman
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Con il tempo sono giunto a pareri più miti su certi adattamenti. In primo luogo bisogna ricordarsi che fumetti e anime sono opere commerciali che mirano a vendere oltre che a fornire (si spera) onesto intrattenimento, e lo stesso vale per chi adatta queste opere per il mercato straniero. In questo senso, non tutti i titoli sono uguali. Il titolo giusto non solo suona bene, ma suggerisce anche il contenuto dell'opera, aiutando a indirizzare il pubblico interessato ad un certo tipo di storia.

 

Faccio un esempio: La famiglia Robinson non faceva Robinson di cognome. Il titolo originale era "Il Robinson svizzero", il che ci dice che è scritta da uno svizzero per gli svizzeri, e che appartiene al filone di persone naufragate su un'isola in stile Robinson Crusoe. Pubblicizzarlo come "il Robinson svizzero" suggerirebbe l'idea che questa storia sia un po' troppo derivativa, senza molta originalità. "La Famiglia Robinson" invece è un titolo che mantiene il richiamo, quindi il pubblico ha un'idea su che tipo di storia sia, e dall'altro lato riesce a presentarlo come storia a se stante.

 

"Il santo Seiya" non è un titolo che fa presagire uno shounen incentrato sui combattimenti, "I cavalieri dello zodiaco" sì. "Joe del domani" fa pensare a qualcosa di fantascientifico, "Rocky Joe" suggerisce un pugile invece. "Gunnm" non avrebbe mai venduto come "Battle Angel Alita".

 

Poi certi stravolgimenti sono eccessivi, e c'è da chiedersi se le libertà di adattamento prese in passato non siano state eccessive, ma al tempo stesso a loro modo certe scelte non sono state così malvagie.

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Con il tempo sono giunto a pareri più miti su certi adattamenti. In primo luogo bisogna ricordarsi che fumetti e anime sono opere commerciali che mirano a vendere oltre che a fornire (si spera) onesto intrattenimento, e lo stesso vale per chi adatta queste opere per il mercato straniero. In questo senso, non tutti i titoli sono uguali. Il titolo giusto non solo suona bene, ma suggerisce anche il contenuto dell'opera, aiutando a indirizzare il pubblico interessato ad un certo tipo di storia.

 

Faccio un esempio: La famiglia Robinson non faceva Robinson di cognome. Il titolo originale era "Il Robinson svizzero", il che ci dice che è scritta da uno svizzero per gli svizzeri, e che appartiene al filone di persone naufragate su un'isola in stile Robinson Crusoe. Pubblicizzarlo come "il Robinson svizzero" suggerirebbe l'idea che questa storia sia un po' troppo derivativa, senza molta originalità. "La Famiglia Robinson" invece è un titolo che mantiene il richiamo, quindi il pubblico ha un'idea su che tipo di storia sia, e dall'altro lato riesce a presentarlo come storia a se stante.

 

"Il santo Seiya" non è un titolo che fa presagire uno shounen incentrato sui combattimenti, "I cavalieri dello zodiaco" sì. "Joe del domani" fa pensare a qualcosa di fantascientifico, "Rocky Joe" suggerisce un pugile invece. "Gunnm" non avrebbe mai venduto come "Battle Angel Alita".

 

Poi certi stravolgimenti sono eccessivi, e c'è da chiedersi se le libertà di adattamento prese in passato non siano state eccessive, ma al tempo stesso a loro modo certe scelte non sono state così malvagie.

 

A parte che un tizio con dei guantoni in copertina dovrebbe suggerire abbastanza bene il contenuto del manga (che non si presenta solo col titolo, eh, c'è un'immagine di copertina), i problemi dell'editore e la bassa considerazione che può avere di un certo pubblico sono problemi esclusivamente suoi.

A me interessa l'integrità e il rispetto dell'opera, in special modo quando si parla di seconde edizioni pensate per collezionisti fan dell'opera (che non sono il random guy che non sa cosa compra).

A maggior ragione poi se poi in tutto il mondo si usa l'altro titolo e nessuno sembra avere problemi. A meno di pensare che gli italiani siano universalmente considerati più stupidi degli altri, al che alzo le mani.

Ma non vuol dire che mi faccio prendere in giro.

 

Infine per me la questione è sempre la stessa: io non mi devo immedesimare nè devo giustificare le porcate degli editori fatte nel solco del "voglio vendere di più": sono cazzi suoi. Io non sono un editore nè possiedo quote in qualche editore (e in quel caso starei zitto, non andrei a indorare la pillola per questo o quel motivo) o altro. Quindi che mi frega se pensano di vendere di più con titoli o terminologie farlocche? Una boiata è una boiata. Non so perchè si tendono a giustificare le porcate (again, specie in casi dove si tratta di ristampe per collezionisti in una collana dove tutto il resto ha titolo originale e pagine non sminchiate, eccetera), ma dopo vent'anni di "compromessi" mentalità come "così vendono di più quindi va bene" hanno portato esattamente alla situazione attuale, dove il pubblico è generalmente considerato un idiota integrale (gUndam è esemplare in quel senso), dove è perfettamente normale sminchiare titoli o doppiaggi in nome della nostalgia canaglia, vendere le opere senza nemmeno i sottotitoli fedeli e via così, fino ad arrivare ad edizioni in cui viene completamente eliminato qualunque riferimento all'originale.

No grazie.

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Come ho detto, ci sono stati eccessi e stravolgimenti (e anche errori di traduzione), ma la verità è che questo processo è molto più ampio di quanto pensi. Pure molti film hanno un titolo diverso dall'originale, tipo Atto di Forza (Total Recall), Le Iene (Reservoir Dogs) o L'Attimo Fuggente (Dead Poets Society), e questo per tirare fuori i titoli migliori (il mercato dei manga si inventa titoli migliori di quelli che si inventano per i film). E poi si può guardare oltre, e notare come la tradizione batte la fedeltà un po' ovunque. Ad esempio Cina per i locali è Zhongguo. Il nome che usiamo noi alla fine è quello più adatto ai nostri palati.

 

Approfittare della nostalgia per vendere è una tecnica commerciale che si può considerare anche onesta. I piccoli trucchetti spesso non guastano. Ad esempio David Wolverton notò che sugli scaffali delle librerie i libri che si trovavano ad altezza d'occhio erano quelli degli autori i cui cognomi iniziavano con le lettere F, G, H. Il suo pseudonimo divenne David Farland. Cambiare il proprio nome è stato un atto insignificante, ma forse lo ha aiutato a vendere qualcosa in più.

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Come ho detto, ci sono stati eccessi e stravolgimenti (e anche errori di traduzione), ma la verità è che questo processo è molto più ampio di quanto pensi. Pure molti film hanno un titolo diverso dall'originale, tipo Atto di Forza (Total Recall), Le Iene (Reservoir Dogs) o L'Attimo Fuggente (Dead Poets Society), e questo per tirare fuori i titoli migliori (il mercato dei manga si inventa titoli migliori di quelli che si inventano per i film). E poi si può guardare oltre, e notare come la tradizione batte la fedeltà un po' ovunque. Ad esempio Cina per i locali è Zhongguo. Il nome che usiamo noi alla fine è quello più adatto ai nostri palati.

 

Approfittare della nostalgia per vendere è una tecnica commerciale che si può considerare anche onesta. I piccoli trucchetti spesso non guastano. Ad esempio David Wolverton notò che sugli scaffali delle librerie i libri che si trovavano ad altezza d'occhio erano quelli degli autori i cui cognomi iniziavano con le lettere F, G, H. Il suo pseudonimo divenne David Farland. Cambiare il proprio nome è stato un atto insignificante, ma forse lo ha aiutato a vendere qualcosa in più.

 

Il punto è che francamente non me ne può fregare di meno degli artifizi economici messi in atto da chicchessia, o se la "tradizione" batte alcunchè. La "tradizione" è stato solo il refugium peccatorum per nascondere l'incompenteza di chi non aveva alcun rispetto dell'opera a cui stava mettendo mano e di gente che con questa scusa cercava di far mandare giù a clienti più esigenti scelte fatte per un pubblico che si ritiene, nel suo insieme, completamente ritardato. Allora come adesso.

Niente giustifica modifiche e censure di alcun tipo, nè in alcun modo le rende più accettabili o peggio ancora sensate per un fan dell'opera che viene macellata.

Ripeto il punto che forse non ti è chiaro: io NON devo mettermi nei panni dell'editore, perchè io NON SONO l'editore. Io sono un fan delle opere che vengono maltrattate. Pensare che mi debba bere le boiate di questo o di quello, come i titoli che ogni tanto ci propinano le scimmie, o i loro disadattamenti (tipo quando si inventano due pagine per far sparire i richiami allo shiritori), eccetera, in nome del "qui funziona così, e non solo qui" mi fa rispondere solo in un modo: "Stigrancazzi".

Con la S maiuscola.

Non ci deve essere comprensione da parte mia, solo portafoglio chiuso, specie, di nuovo, per quella roba che viene spacciata come per collezionisti e che in molti casi è anche una ristampa di roba già colpita dalla malattia girellara.

E specie, di nuovo e come già dimostrato, quando tutto il mondo va nella direzione diversa quando si parla di anime. Ho postato tonnellate di esempi, sia nell'OT spostato  che per Joe. Gli altri vanno avanti, a noi invece sembra che vada bene regredire.

Che poi in Cina chiamino Dead Poets Society "Tataki CheTraducoBene" non sono problemi miei, posso solo dire che è sbagliato anche quello per conto mio. E qualunque giustificazione commerciale per me è spazzatura.

Non c'è alcuna empatia da parte mia per gli editori, salvo quando, come detto sopra, qualcosa viene imposto. Diversamente è l'editore a sbagliare e come tale gli prendo la roba quando il prezzo è proporzionato.

D'altronde se l'editore mi propina diversi gradi di spazzatura (dall'appena buttato al liquame organico), non vedo perchè io non dovrei pagarlo come fossero diversi gradi di spazzatura.

E se l'editore vuole trattarmi come un ritardato, io non posso fare altro che alzargli, metaforicamente, il dito medio.

Modificato da Fencer
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Con il tempo sono giunto a pareri più miti su certi adattamenti. In primo luogo bisogna ricordarsi che fumetti e anime sono opere commerciali che mirano a vendere oltre che a fornire (si spera) onesto intrattenimento, e lo stesso vale per chi adatta queste opere per il mercato straniero. In questo senso, non tutti i titoli sono uguali. Il titolo giusto non solo suona bene, ma suggerisce anche il contenuto dell'opera, aiutando a indirizzare il pubblico interessato ad un certo tipo di storia.

 

Faccio un esempio: La famiglia Robinson non faceva Robinson di cognome. Il titolo originale era "Il Robinson svizzero", il che ci dice che è scritta da uno svizzero per gli svizzeri, e che appartiene al filone di persone naufragate su un'isola in stile Robinson Crusoe. Pubblicizzarlo come "il Robinson svizzero" suggerirebbe l'idea che questa storia sia un po' troppo derivativa, senza molta originalità. "La Famiglia Robinson" invece è un titolo che mantiene il richiamo, quindi il pubblico ha un'idea su che tipo di storia sia, e dall'altro lato riesce a presentarlo come storia a se stante.

 

"Il santo Seiya" non è un titolo che fa presagire uno shounen incentrato sui combattimenti, "I cavalieri dello zodiaco" sì. "Joe del domani" fa pensare a qualcosa di fantascientifico, "Rocky Joe" suggerisce un pugile invece. "Gunnm" non avrebbe mai venduto come "Battle Angel Alita".

 

Poi certi stravolgimenti sono eccessivi, e c'è da chiedersi se le libertà di adattamento prese in passato non siano state eccessive, ma al tempo stesso a loro modo certe scelte non sono state così malvagie.

 

mah. torniamo dalle parti dove "l'adattamento de noartri migliora l'originale" e quindi lo si giustifica? c'è la prova che se all'epoca vi fosse stato un adattamento fedele, allora certe opere non sarebbero diventate altrettanto famose o popolari?

inoltre, qualunque cosa sia successa, non si possono dissociare parole ed immagini. in casi come questo è un errore clamoroso.

non ho visto scene di panico quando è uscito 50 sfumature di grigio... laggente sapeva benissimo di cosa si parlava e non si trattava nè di un saggio/docufilm su immagini in limitati livello di grigio, nè di qualcosa che ha a che fare con un trattamento dei capelli quando si diventa vecchi, nè di chissà cos'altro che non avesse a che fare con il soggetto originale.

e il titolo è quello, anche se c'è un gioco importante sulla parola grigio e che sicuramente si perde a leggerlo in italiano.

il motivo per il quale certe cose possono passare è che l'utente moderno, che lo voglia o meno, in una certa misura è forzatamente immerso in un particolare flusso della comunicazione che gli fa pervenire un tot di informazioni, siano esse strettamente legate ad un'opera che extra.

ora... il problema è l'intenzione di chi, quelle informazioni, le fa circolare e quindi pervenire.

stiamo parlando di marketing? stiamo parlando di marketing.

purtroppo non si può affermare che anche i sassi sanno che rocky joe è ashita no joe (e qualunque traduzione fedele di questo).

c'è sempre chi, a quel flusso di informazioni, o sfugge completamente/parzialmente perchè ha altro da fare o non ne può fare parte.

quindi non tutti sanno qual è il vero nome dell'opera rocky joe.

il discorso sulle intenzioni si riferisce proprio a questo: cosa vuoi fare tu editore? vuoi dare continuità ad un 'nome' sapendo che non è corretto perchè temi di non vendere quel prodotto se non sfrutti un'etichetta per la quale è conosciuto in questo paese, oppure vuoi ripristinare le cose per quello che devono essere?

alla fine è un adagiarsi per comodità vs darsi da fare (ma non partiresti da zero: hai il vantaggio dei disegni, i quali identificano un certo personaggio!)  per restituire ad un'opera quello che meritava anni fa ma ne è stato privato.

indubbiamente c'erano diversi modi per farlo. fascette? sovracopertine? campagna pubblicitaria sui cataloghi? doppio titolo in copertina? non stiamo parlando di pubblicità in tv a reti unificate, per carità di dio...

diciamo che tecnicamente è stata scelta una mezza via, essendoci entrambi i titoli. il problema è più che altro il fatto che si tratta di un'edizione definitiva e questo comportava una scelta un po' più saggia...

gli altri casi ai quali fai riferimento sono particolari, ma anche un po' arbitrari.

gunm non significa nulla ed è vero, ma l'angelo della battaglia invece sì? e dov'è questo angelo?!? e perchè nelle copertine italiane è rimasto il titolo inglese? sai mai che per qualche ragione battle angel alita sia diventato a posteriori il titolo internazionale. dovrebbe trattarsi di un caso al pari di star blazers anche se per quest'ultimo ci soo voluti decenni per arrivarci. ma non vedrai mai un mazingA (in luogo di mazinger z) diventare il titolo internazionale... dai siamo seri.

di saint seiya vs cavalieri dello zodiaco se ne parlava in un altro topic. io francamente non ho mai ben capito perchè per tutte le saghe dell'anime si parli di zodiaco, visto che di quello zodiaco non appaiono sempre tutti i rappresentanti e c'è sempre l'armatura del sagittario a farla da padrone... non mi pare giusto. ma poi chissà di quale zodiaco stiamo parlando, che ci sta pure un drago assieme ad altre bestie di un altro zodiaco.

ma guarda, il mercato è pieno di cose strane. al volo mi viene in mente soten no ken (le origini del mito :lolla: ). era necessario?

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non mettevo in dubbio il suo significato in originale, ma leggendone la trascrizione non porta a nessun significato.

poi ok, anche leggendo su wikipedia un po' si intuisce il perchè della sfortunata diffusione della titolazione alita eccetera; sarà dipeso dal dove si andava a comprarne i diritti di pubblicazione... ma l'ultima edizione francese è proprio gunnm. complimenti a loro...

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Con il tempo sono giunto a pareri più miti su certi adattamenti. In primo luogo bisogna ricordarsi che fumetti e anime sono opere commerciali che mirano a vendere oltre che a fornire (si spera) onesto intrattenimento, e lo stesso vale per chi adatta queste opere per il mercato straniero. In questo senso, non tutti i titoli sono uguali. Il titolo giusto non solo suona bene, ma suggerisce anche il contenuto dell'opera, aiutando a indirizzare il pubblico interessato ad un certo tipo di storia.

 

Faccio un esempio: La famiglia Robinson non faceva Robinson di cognome. Il titolo originale era "Il Robinson svizzero", il che ci dice che è scritta da uno svizzero per gli svizzeri, e che appartiene al filone di persone naufragate su un'isola in stile Robinson Crusoe. Pubblicizzarlo come "il Robinson svizzero" suggerirebbe l'idea che questa storia sia un po' troppo derivativa, senza molta originalità. "La Famiglia Robinson" invece è un titolo che mantiene il richiamo, quindi il pubblico ha un'idea su che tipo di storia sia, e dall'altro lato riesce a presentarlo come storia a se stante.

 

"Il santo Seiya" non è un titolo che fa presagire uno shounen incentrato sui combattimenti, "I cavalieri dello zodiaco" sì. "Joe del domani" fa pensare a qualcosa di fantascientifico, "Rocky Joe" suggerisce un pugile invece. "Gunnm" non avrebbe mai venduto come "Battle Angel Alita".

 

Poi certi stravolgimenti sono eccessivi, e c'è da chiedersi se le libertà di adattamento prese in passato non siano state eccessive, ma al tempo stesso a loro modo certe scelte non sono state così malvagie.

 

 

Il problema di questa disanima e' triplice.

 

Il primo, e' che una cosa e' l'adattamento di un medium che ha una diffusione tendenzialmente enorme (come la tv) e altrettanto composta dai famigerati 'occasionali'; altra e' realizzare un prodotto che va in una distribuzione di nicchia, molto mirata e con un pubblico preciso.

Se quindi si puo' anche pensare, nell'ottica dei grandi numeri, di effettuare un qualche tipo di adattamento mirante a coinvolgere piu' spettatori possibile, altra e' quella di realizzare qualcosa per un pubblico mirato; tanto mirato che e' pure possibile che l'adattamento di prima manco lo digeriscano proprio.

 

Il secondo, e' che se andiamo a parlare di nomi che diventano anche brand, paradossalmente, puo' anche capitare che dopo decenni in cui un personaggio, per cercare di accalappiare piu' pubblico specialmente occasionale, passi da essere chiamato:

 

Spider_Man_%28Jusko%29.jpg

 

ad essere chiamato:

 

SM525.jpg

 

Senza che ci si stracci particolarmente le vesti.

HINT a riguardo; e' da anni oramai che anche nell'intrattenimento cinematografico, televisivo, librario e non ultimo 'comicsO', si tende a mettere il nome originale della testata o del brand; anche perche', vedi il caso, promuovere un prodotto e' molto piu' difficile di anni orsono, quindi se si fanno piu' o meno cospicui investimenti promozionali, si tende a fare delle locandine che parlino degli AVENGERS e non dei Vendicatori (ah gia' altri nomi originali).

 

Il terzo problema e' quello della 'percezione' di molti editori; sintetizzo con un'immagine

 

21.jpg

 

Pensi che questa serie, del resto replicata piu' volte negli anni 80, abbia molti meno 'spettatori' di Rocky Joe?

 

Ok, e dov'e' il manga?

BTW; con quest'ultima, per precisare, intendo dire che spesso e volentieri si tende ad avere una percezione errata del 'valore' nostalgico di un titolo, tanto nel mio esempio che a conti fatti Lalabel penso sia pure piu' conosciuta di Rocky Joe come titolo, eppure manco ne e' stato pubblicato il manga; Rocky Joe si porta giustamente dietro tutto un altro valore come opera, ma a maggior ragione, al di la' della girellite, andava trattato in un altro modo, o per meglio dire, si doveva completare l'opera iniziata con la realizzazione di un Nuovo Adattamento all'interno dell'albo (all'interno non c'e' Rocky Joe come nell'adattamento della serie tv italiana), e terminare con il nome dell'opera.

Con buona pace di chi si ricorda (?) con tanto affetto della serie tv di allora; numeri, francamente, molto opinabili. E a mio avviso in se' manco superiori all'altra serie di qua sopra.

Pensare poi che quegli stessi di allora vadano a cercare un titolo in una distribuzione come quella delle fumetterie che non frequentavano prima (in caso contrario sarebbero i primi a fregarsene del nome), beh...

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non ho visto scene di panico quando è uscito 50 sfumature di grigio... laggente sapeva benissimo di cosa si parlava e non si trattava nè di un saggio/docufilm su immagini in limitati livello di grigio, nè di qualcosa che ha a che fare con un trattamento dei capelli quando si diventa vecchi, nè di chissà cos'altro che non avesse a che fare con il soggetto originale.

e il titolo è quello, anche se c'è un gioco importante sulla parola grigio e che sicuramente si perde a leggerlo in italiano.

Ma quel titolo è perfettamente descrittivo. Sfumature di grigio implica un'ambiguità morale, un eroe non "bianco" e quindi non puro (e Grey guarda caso è pure il suo nome). Ciò è adatto per una relazione sadomaso, nata originariamente come fanfic di Twilight (lo stesso nome Twilight denota uno stato di mezzo tra luce e oscurità, con il protagonista che dichiara lui stesso di essere il "cattivo"). "Sfumature" è poi una parola collegabile all'immaginario femminile, visto che percepiscono meglio i colori. Nel titolo originale addirittura il termine "shade" richiama "shady", ciò una dubbia moralità.

 

Come titolo è evocativo e calzante.

 

indubbiamente c'erano diversi modi per farlo. fascette? sovracopertine? campagna pubblicitaria sui cataloghi? doppio titolo in copertina?

Nei libri c'è scritto due pagine dietro la copertina il titolo originale in basso in piccolo. Te ne sei mai accorto?

 

gunm non significa nulla ed è vero, ma l'angelo della battaglia invece sì? e dov'è questo angelo?!? e perchè nelle copertine italiane è rimasto il titolo inglese? sai mai che per qualche ragione battle angel alita sia diventato a posteriori il titolo internazionale.

Gunnm è "Gun and dream", titolo che ha molto meno senso di BAA (le armi da fuoco erano vietate nella città discarica, quindi non hanno un gran ruolo all'inizio della storia).

 

Dov'è l'angelo? Lo vedi subito all'inizio. http://h.mfcdn.net/store/manga/177/01-001.0/compressed/Chapter_1.BA01-004-005.jpg?token=c6f7f5fed9790ce33d92102d47315b55&ttl=1496559600

 

E faccio notare che la protagonista si chiama Gally nel manga giapponese. E' diventato il titolo internazionale cambiando pure i nomi (Jeru e Salem sono diventati Ketheres e Tiphares nella versione internazionale). Personalmente trovo meglio Alita di Gally.

 

ma non vedrai mai un mazingA (in luogo di mazinger z)

Mazinga ha la a finale lunga. Sarebbe "Majingaa" se lo vuoi fedele al 100%.

 

di saint seiya vs cavalieri dello zodiaco se ne parlava in un altro topic. io francamente non ho mai ben capito perchè per tutte le saghe dell'anime si parli di zodiaco, visto che di quello zodiaco non appaiono sempre tutti i rappresentanti e c'è sempre l'armatura del sagittario a farla da padrone... non mi pare giusto. ma poi chissà di quale zodiaco stiamo parlando, che ci sta pure un drago assieme ad altre bestie di un altro zodiaco.

Cavalieri* delle costellazioni sarebbe stato più preciso, ma zodiaco suona meglio. E' un po' come la parola "hound" che in inglese vuol dire "segugio", ma in italiano viene tradotta con "mastino" perché mastino suona meglio (cifr Il Mastino dei Baskerville, e il Mastino in ASOIAF).

 

Quello che c'è di più strano nei cavalieri dello zodiaco è come uno chiamato Andromeda avesse potuto essere mandato in un'isola dove c'era l'armatura di Phoenix.

 

*(Tecnicamente cavaliere implica l'uso del cavallo, ma ormai dopo i cavalieri Jedi la figura del cavaliere si è sdoganata in un generico guerriero d'elite)

 

HINT a riguardo; e' da anni oramai che anche nell'intrattenimento cinematografico, televisivo, librario e non ultimo 'comicsO', si tende a mettere il nome originale della testata o del brand; anche perche', vedi il caso, promuovere un prodotto e' molto piu' difficile di anni orsono, quindi se si fanno piu' o meno cospicui investimenti promozionali, si tende a fare delle locandine che parlino degli AVENGERS e non dei Vendicatori (ah gia' altri nomi originali).

 

Possono permetterselo perché hanno molti più soldi per la pubblicità, e oramai qualche parolina d'inglese la capiscono tutti (basta che non siano troppe parole di file. How To Train Your Dragon è diventato Dragon Trainer in Italia). Il mercato dei manga ha numero molto più bassi.

 

(Curiosamente House è noto come Medical Division in Italia, anche se in originale MD voleva dire Medicinae Doctor. Ma l'inglese fa più fico del latino)

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@final vegeta: ma anche no, a tutto.

 

se leggo la frase "50 sfumature di grigio" non c'è proprio nulla in essa che mi suggerisca dei riferimenti inequivocabili a quello che è il contenuto effettivo dell'opera.

quello che significa, come il gioco grey/grigio, lo posso apprendere solo al seguito di una ricerca, e se capito su wikipedia esce fuori quel che hai scritto... ma quanti tra i "consumatori" casuali lo fanno? quanti invece ricevono/subiscono delle informazioni (c'è una differenza sostanziale con la precedente categoria)?

insomma di cosa stiamo parlando ed in che che termini vogliamo ragionare? o ci mettiamo nei panni del fruitore di un certo tipo o dell'altro o di quello medio (che vabè... è un fantasmino ma c'è), perchè due di questi sono equidistanti come mentalità: uno è specializzato (è attivo) l'altro no (è passivo) ed i loro modo/mezzi di informarsi non è detto che portino allo stesso risultato (quindi possono afferrare lo stesso contenuto informativo ma in misure differenti).

 

discorso alita: piazzata lì, quella è solo un'immagine evocativa che mi rimanda ad una certa purezza non apparente della protagonista. in ogni caso, comunque la si pensi su quella parte dell'opera, kishiro ha cambiato le carte in tavola e quindi...

(in realtà non so com'è finita perchè mi sono fermato alla supercazzola dei vampiri. quindi potrebbe pure essere che l'autorie abbia dato all'angelo in questione anche un senso concreto oltre che "immaginario" o molto limitato).

 

mazinga te l'ho scritto apposta così. perchè quello è il nome con il quale il pubblico nostrano l'ha conosciuto. in seguito il progresso tecnologico unito alla sorte ci ha consegnato il sapere (evviva!). abbiamo saputo che in realtà mazinga doveva essere scritto mazingER (e tutta un'altra serie di cose), ma pronunciato in modo simile a come leggevamo mazinga.

epperò si vuole negare questo passo avanti oscillando tra: 1 valori affettivi personali 2 valori affettivi collettivi 3 valori oggettivi riconducibili al soldo (ovvero: robottone bollato eternamente con quel nome, e me la riderò se un giorno mazinger ediscion impatto arriverà in edicola).

è un gran casino MA non mancano le opportunità per fare dei lavori corretti e stabilire dell'ordine (che ci DEVE essere, perchè che ti piaccia o no tal nome è il SUO nome) nelle cose con le quali si ha a che fare.

il problema è la volontà e c'è anche una certa comprensibile paura di mezzo.

ma è così che ci si guadagna l'onore di un lavoro ed un pubblico, non liquidando tutto con il "passato"+sottotitoli fedeli all'originale.

un giorno quel "passato" sarà letteralmente tale, sepolto e nemmeno della presunta importanza dei nomi inventati non gliene fregherà a nessuno.

è un peccato parlare -anche- di capolavori riconosciuti unanimamente tali ma proposti, forse per l'ultima volta, con delle pezze salvaquesto salvaquello.

perchè scegliere un compromesso quando puoi fare le cose in maniera, mi ripeto, corretta beccandoti lodi su lodi oltre che gli stessi soldi (alla fine della giornata il pirla è quello che non compra ashita no joe perchè VUOLE fingere di non sapere che quello è rocky joe, anche se glielo dici a mezzo stampa; non l'altra categoria di utente. rendiamoci pure conto che un editore alle volte deve fare i conti con gente così...)?

 

"suona meglio" è una frase fatta di comodo. magari perchè fa caldo, a giugno c'è profumo di vacanza e allora non ci si vuole sbattere/impegnare più di tot.

e poi è sabato, dai.

figurarsi di domenica...

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Con il tempo sono giunto a pareri più miti su certi adattamenti. In primo luogo bisogna ricordarsi che fumetti e anime sono opere commerciali che mirano a vendere oltre che a fornire (si spera) onesto intrattenimento, e lo stesso vale per chi adatta queste opere per il mercato straniero. 

 

No.

 

No, no, no.

 

Un localizzatore -in senso lato, dal traduttore all'adattatore a colui che fa un doppiaggio- dovrebbe lavorare in primis per l'opera e per il suo valore contenutistico.

 

Altrimenti, invece che un operatore interculturale, sarebbe anche lui un commerciale. Che sono invece altri.

 

Mi cito da solo: "io non devo far piacere le cose che adatto a nessuno, non devo venderle a nessuno perché di mio non sono un venditore. Io devo proporle al mio pubblico nazionale in una localizzazione in lingua italiana quanto più prossima ai contenuti, allo stile e alle forme dell'originale, così che i miei connazionali che la fruiranno potranno rendersi quanto più conto di quello che l'opera contiene, e decidere, LIBERAMENTE, se la gradiscono o meno e perché."

Morale: In Italia c'è un popolo di minorati mentali e bisogna andargli incontro

 

 

Ora cambia "Italia" con "umanità", aggiungi "maggioritario" e pensa a che figata sia la "democrazia". XD

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No.

 

No, no, no.

 

Un localizzatore -in senso lato, dal traduttore all'adattatore a colui che fa un doppiaggio- dovrebbe lavorare in primis per l'opera e per il suo valore contenutistico.

 

Altrimenti, invece che un operatore interculturale, sarebbe anche lui un commerciale. Che sono invece altri.

 

Come sai, non mi trovo d'accordo. Un localizzatore deve dare il meglio nel tentativo di rispettare l'opera originale e il suo valore contenutistico, questo sì, ma non lavora per l'opera, lavora per chi gli ha commissionato il lavoro. Il primo dovere e obbligo di un professionista è sempre verso chi lo paga per svolgere quel lavoro.

Il discorso che fai tu, cioè lavorare in primis per l'opera di per sé, può esser valido nel momento in cui io faccio una localizzazione per passione e mecenatismo e la diffondo gratuitamente. Ma nel momento in cui qualcuno mi paga per quello che faccio il mio primo dovere è verso di lui, e verso l'opera in sé solo in un secondo momento.

Non dovrebbe essere necessario ma chiarisco comunque: questo non significa giustificare ogni corbelleria nei confronti di un'opera per compiacere al pubblico o a un committente.Questo significa che non è eticamente possibile fregarsene totalmente del pubblico e delle esigenze commerciali di un'azienda, ovvero di chi paga e dà al localizzatore la possibilità di mantenersi con il suo lavoro. Il lavoro di un localizzatore è un lavoro di fino, estremamente complesso, sfaccettato, e solitamente ingrato.

 

Modificato da Pozocco-san
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Però che interessi dovrebbe avere un editore nel volere una localizzazione sballata?

A parte il cambio di nomi in titoli, personaggi ed eventualmente colpi (a es. Saint Seya vs Cavalieri) se un editore decide di importare un'opera lo fa perché interessato all'opera in se o alla sua bontà commerciale (più la seconda che la prima, immagino).

 

O no?

 

Io vedo che ogni intervento esterno sia solo un fastidio anche per l'editore stesso.

 

Chiudo dicendo che a mio parere sono anche pronto ad accettare il cambio del titolo (con però il sottotitolo tradotto esattamente in evidenza) o di qualche nome "scomodo" (Merda di Yamato, a esempio).

Tutto il resto lo vedo scorretto e inutile.

 

 

P.S. alla fin fine quello che ho scritto nemmeno è in contrasto con l'intervento di Pozocco-san, eh, proprio perché non riesco a vedere dove dovrebbe divergere il rispetto per il proprio datore di lavoro e le priorità di questo.

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No.

 

No, no, no.

 

Un localizzatore -in senso lato, dal traduttore all'adattatore a colui che fa un doppiaggio- dovrebbe lavorare in primis per l'opera e per il suo valore contenutistico.

 

Altrimenti, invece che un operatore interculturale, sarebbe anche lui un commerciale. Che sono invece altri.

 

Il discorso che fai tu, cioè lavorare in primis per l'opera di per sé, può esser valido nel momento in cui io faccio una localizzazione per passione e mecenatismo e la diffondo gratuitamente. Ma nel momento in cui qualcuno mi paga per quello che faccio il mio primo dovere è verso di lui, e verso l'opera in sé solo in un secondo momento.

 

 

Quando si ha una deontologia come la mia, basta scegliere di lavorare solo con chi condivide la mia visione di base delle cose.

 

E' tutta una questione di compromesso, no?

 

Beh, non è obbligatorio lavorare sulle opere altrui (<-localizzazione)

 

Non è obbligatorio farlo e non è obbligatorio sottostare ai dettami di un datore di lavoro la cui etica non si condivide.

 

Esistono tanti lavori.

 

Se tu mi dici "adatta per me questo manga, ma mettilo così e cosà perché venderà di più2 la mia risposta è:

 

"No, grazie. Fallo tu, o chiunque altro, ma non io. Io vado a fare il commesso in un qualunque negozio".

 

:-)

 

O si localizza per amor dell'opera, o non c'è dignità di farlo.

 

E neppure ragione. Se non quella economica, che appunto non mi appartiene.

Modificato da Shito
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