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Neon Genesis Evangelion - Pluschan Official Topic


Tetsuo

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4 minuti fa, Garion-Oh ha scritto:

Tranne che i giapponesi. E la premessa di Shito è che fa parlare i personaggi come giapponesi, non come italiani.

Scusate se mi intrometto ma... Se tu cominciassi a sentire i doppiatori di un film americano che dicono "quanto vecchio sei tu?" cosa ne penseresti? 

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6 minutes ago, Garion-Oh said:

Tranne che i giapponesi. E la premessa di Shito è che fa parlare i personaggi come giapponesi, non come italiani.

Boh, che poi per me è normalissimo.

Ora conte te Garion posso fare un discorso di semantica un minimo seria.

Il concetto di "fare sapere qualcosa" varia a seconda di mote cose, ad esempio se la cosa che si chiede di esserci spiegata, fatta conoscere, fatta sapere, insegnata o detta è una cosa già nota di cui si chiede conferma, oppure è una cosa cognitivamente inedita. Ci sono molte varianze, questa è solo una.

Nel caso di 教える, questa varianza fa molta differenza di centratura semantica. Se io ti dicessi: "Sei stato tu, Garion? Oshietekudasai!" credo che, poiché ti starei invero chiedendo una conferma a una mia pre-cognizione, credo si userebbe la versione riflessiva del vervo "dire", che in sostanza si usa in luogo di "ammettere". Ma nel caso del portare a conoscere una cosa realmente ignota, sia essa una password, una formula magica, una filastrocca, una canzone, una cosa che colui che il richiedente non sa e colui a chi chiede sa, e sul cui merito deve istruire il richiedente (è questo che gli si chiede), credo davvero che l'uso del vero "insegnare" sia la resa più corretta del verbo "oshieru". Persino "insegnami il tuo nome veritiero" (shinjitsu no na wo oshietekure), una cosa tipo Ged Senki. O insegnare le parole a un bambino. O insegnare le parole di una lingua straniera, che si imparano. Si insegnano, e si imparano. Direi che questo uso del verbo è quanto di più normale. Come attestato dai dizionari, naturalmente.

6 minutes ago, Toshi said:

Scusate se mi intrometto ma... Se tu cominciassi a sentire i doppiatori di un film americano che dicono "quanto vecchio sei tu?" cosa ne penseresti? 

Penserei che non tu non sai fare un paragone sensato. :-)

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3 minutes ago, Toshi said:

Se tu cominciassi a sentire i doppiatori di un film americano che dicono "quanto vecchio sei tu?" cosa ne penseresti? 

Suppongo che mi abituerei. Tanto dalle traduzioni dei film americani abbiamo già assorbito così tante cose che in italiano prima non c'erano, che una in più non fa differenza.

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3 minuti fa, Shito ha scritto:

Penserei che non tu non sai fare un paragone sensato. :-)

 

Perché mai? Gli americani parlano così. E se volessimo far parlare gli americani come parlano gli americani, il doppiatore direbbe proprio questo. 

2 minuti fa, Garion-Oh ha scritto:

Suppongo che mi abituerei. Tanto dalle traduzioni dei film americani abbiamo già assorbito così tante cose che in italiano prima non c'erano, che una in più non fa differenza.

Interessante opinione, non mi trova d'accordo ma è sicuramente sensata. 

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8 minutes ago, Toshi said:

Perché mai? Gli americani parlano così. E se volessimo far parlare gli americani come parlano gli americani, il doppiatore direbbe proprio questo.

Perché, come ho spiegato e dimostrato – dati alla mano – l'utilizzo di "insegnare" in quel senso è linguisticamente corretto ed attestato (indi usato) in italiano. Nel tuo esempio, l'uso dell'aggettivo quantitativo  sul concetto di "vecchiaia" come modo di espressione dell'età non è un uso corretto dell'italiano sul piano semantico-sintagmatico. Non so se sai di cosa io stia parlando, magari sì, ma in questo caso sarebbe anche peggio.

Sicuramente io faccio "parlare i personaggi giapponesi come giapponesi" nel senso che dicono cose che i giapponesi dicono, con le loro sfumatura. Ma li faccio parlare IN italiano, e italiano corretto, e questo NON solo dal punto di vista grammaticale, morfosintattico e logico, ma anche semantico.

Dacché l'improprietà totle del tu paragone.

@Garion, sempre con te, parlando sul serio.

Qualche giorno fa ho tenuto una lunga, lunga intervista con un laureando di Ca' Foscari. Sta concludendo la sua tesi magistrale sulla traduzione/adattamento di Mononoke Hime. Non era una "live", ma abbiamo registrato tutto. Ovviamente aveva ricercato tutto, aveva ripercorso i miei passi, e aveva già compreso che, di base, è tutto giusto a livello di traduzione, e tutto opportuno o comprensibile a livelle di scelte di "adattamento". Ma è sempre così, chi una cultura la vuole capire davvero, ama coglierne le sfumature linguistiche. Per il giapponese sono l'uso delle concessive, gli aspetti verbali (che rendono la percezione dei verbi molto più emotiva), i moderatori di intensità comunicativa usati come suffissali retorici o eufemismi ad inizio frase, e tante altre cose. Sono cose che si possono rendere in italiano corretto. Non c'è alcun bisogno di "far parlare i giapponesi come italiani". Non lo sono. La diversità è la bellezza. Xenofilia culturale.

Modificato da Shito
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4 minuti fa, Shito ha scritto:

l'utilizzo di "insegnare" in quel senso è linguisticamente corretto ed attestato (indi usato) in italiano.

Potresti farmi qualche esempio? Ho visto hai linkato la voce treccani della parola "insegnare", ma così a naso non ricordo di aver mai letto né sentito espressioni come "insegnami la password". 

8 minuti fa, Shito ha scritto:

Nel tuo esempio, l'uso dell'aggettivo quantitativo  sul concetto di "vecchiaia" come modo di espressione dell'età non è un uso corretto dell'italiano sul piano semantico-sintagmatico.

Se dicessi, ad esempio:

"mi ricordo quando Dylan Dog costava 2000 lire... Madonna, quanto sono vecchio" sarebbe scorretto? A me non sembra. 

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1) ho fatto molti esempi due post sopra.

2) non è l'uso che indicavo, capisco che non conosci il concetto di semantica sul piano sintagmatico di una preposizione. "uso dell'aggettivo quantitativo  sul concetto di "vecchiaia" come modo di espressione dell'età" (mi sono citato) NON è l'espressione della quantità dell'attributo "vecchiaia". È proprio questa una differenza di aree semantiche che rende scorretto in italiano l'uso di "quanto sei vecchio?" nel senso di "quale è la tua età". Infatti, "quanto sei vecchio!" può rivolgersi a un anziano, che è vecchio ed eventualmente molto vecchio (quantità della vecchiaia), ma non ha un bimbo, al quale puoi chiedere "how old are you?", poiché "old" non indica specificamente la vecchiaia come "età avanzata", ma solo come "progressione d'età". Mi segui? È la base della semantica.

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2 minuti fa, Shito ha scritto:

ho fatto molti esempi due post sopra.

Chiedo venia ma non li ho trovati.. Potresti copincollarli? 

3 minuti fa, Shito ha scritto:

Mi segui? È la base della semantica.

Posso chiederti i tuoi titoli di studio nel campo della semantica, se non sono troppo indiscreto? 

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@Shito In molti vocabolari online, oshieru, trai vari significati c'è anche quello di "to inform" "to show", addirittura in un vocabolario Inform è tra i primi significati. Addirittura in una frase, nei vari esempi di traduzione, viene tradotto con "Dimmi".

 

Nel caso di password, che è un qualcosa che tecnicamente, logicamente, abitualmente non si può insegnare, perché parliamo di un codice numerico, un qualcosa che si comunica, come un numero di telefono, una semplice informazione. Non stiamo parlando di una filastrocca, una canzone, una parola straniera.

Per questo, in questo caso, è più indicato usare al massimo "to Inform", ovvero informare a riguardo, perché si tratta di "fornire una semplice informazione" e non insegnare un qualcosa. Cosa mai io ti possa insegnare dicendoti che la password è 123456, ti sto invece svelando (show) un dato, o ti sto informando (to inform) in merito ad un dato, un qualcosa che non conosci al momento.

Quindi, ergo, hanno fatto benissimo tutti i tuoi colleghi nel resto del mondo ad adattarla in quel modo, e tu no. 

Non c'è nulla di male ad ammettere di aver commesso un errore, che poi in questo caso è anche probabilmente un errore in buonafede, hai dato per scontato che Anno volesse intendere solo ed esclusivamente quel significato (to teach) e basta, quando invece ci sono altri due/tre significati più adatti in quel contesto.

E fidati, che se chiedi a qualsiasi Giapponese o allo stesso Anno, mi "Insegni la password del Wifi", ti risponderà "Ehh?" Perché gli stessi Giapponesi, che sono molto più tecnologici di noi occidentali, non userebbero mai quell'espressione.

Modificato da maximilian8777
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42 minutes ago, Toshi said:

Ah allora ok. Grazie. 

Grazie di nuovo. 

Non  editare i quoting. È scorretto, oltreché spregevole.

Rivela molto delle tue ben chiare intenzioni.

Comunque a me non interessano i tuoi titoli. Interessa quello che dimostri di sapere.

41 minutes ago, maximilian8777 said:

@Shito In molti vocabolari online, oshieru, trai vari significati c'è anche quello di "to inform" "to show", addirittura in un vocabolario Inform è tra i primi significati. Addirittura in una frase, nei vari esempi di traduzione, viene tradotto con "Dimmi".

A parte che usare triangolazioni linguistiche non ha molto senso, leggi anche i miei discorsi con Garion, per favore. Ho elaborato sulla semantica quel termine prima e più diffusamente.

Ti prego anche di realizzare che io sto cordialmente dialogando con te, ma questo non significa che io stia discutendo con te "alla pari". Non ingannarti. Tu non sei un professionista del mio settore con più di vent'anni di esperienza per decidere cosa io abbia sbagliato o meno. Non hai un'esperienza specifica per esprimere altro che un mero parere personale, perché sei un'esponente del pubblico che ha – come tutti – tutto il diritto di non gradire il mio lavoro, ma sembra – come molti – non riuscire a distinguere la sua sfera personale da quella assoluta ovvero oggettiva. Non è che con i tuoi ragionamenti iperbolici e spesso sbilanciati io possa pensare altro che tu non sai di cosa parli, e quindi straparli, perché in effetti questo è quello che stai facendo.

Modificato da Shito
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4 minuti fa, Shito ha scritto:

Non  editare i quoting. È scorretto, oltreché spregevole.

Rivela molto delle tue ben chiare intenzioni.

Una semplice "battuta" riguardante il fatto che ho riassunto la tua risposta in una sola parola. Niente di spregevole. 

5 minuti fa, Shito ha scritto:

Comunque a me non interessano i tuoi titoli.

Beh a me invece sì. Se non si dimostra con qualcosa le proprie opinioni, rimangono tali: opinioni soggettive. 

Che mondo sarebbe se a costruire i ponti non ci fossero persone con titoli di studio, ma bensì "che dimostrano di saper costruire"? 

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8 minutes ago, Toshi said:

Una semplice "battuta" riguardante il fatto che ho riassunto la tua risposta in una sola parola. Niente di spregevole.

No, non è una battuta. Tu hai cambiato parole mie facendole apparire come scritte da me. Ed è spregevole. Hai etiche di comodo poco efficaci.

Quote

Se non si dimostra con qualcosa le proprie opinioni, rimangono tali: opinioni soggettive. 

Il mondo delle discipline puramente umanistiche non è quello delle scienze: anche l'opinione di un altro pensatore, vivo o morto, più o meno autorevole, è l'opinione di un singolo. Anche una "scuola di pensiero" non è che pensiero sedimentato. Per questo si parla di "libero pensiero". Nonostante il tentativo accademico di scientifizzato, non è un vero pensiero scientifico. Diventa solo un "ipse dixit" di pitagorica memoria. per quanto riguarda me, sono molto più legato ai momenti, ai dialoghi, agli attestati di stima ricevuti da persone che io avevo deciso contare per me che da certificazioni legali di "ha studiato". Anche quando ho sostenuto esami universitario, l'ho fatto più che altro perché apprezzavo il professore. Tanto non volevo laurearmi o che. Ho sempre studiato solo per "otium", in senso latino. :-)

Quote

Che mondo sarebbe se a costruire i ponti non ci fossero persone con titoli di studio, ma bensì "che dimostrano di saper costruire"? 

Infatti la scienza delle costruzioni è una scienza. Non è quel che faccio io. Comunque, in tempi passati, anche gli architettori (come dice Vasari) non conoscevano attestazioni accademiche, vedi il mio sempre amato Michelangelo. Che costruì fortificazioni, oltreché piazze intere. :-)

Modificato da Shito
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2 minuti fa, Shito ha scritto:

No, non è una battuta. Tu hai cambiato parole mie facendole apparire come scritte da me.

Era proprio quella la battuta. Ti ho chiesto i tuoi titoli di studio in un ambito e hai preferito svincolare. La risposta alla domanda: "quali sono i tuoi titoli di studio in ambito di semantica?" è "nessuno", o sbaglio? Ho forse detto una bugia? 

4 minuti fa, Shito ha scritto:

Il mondo delle discipline puramente umanistiche non è quello delle scienze: anche l'opinione di un altro pensatore, vivo o morto, più o meno autorevole, è l'opinione di un singolo. Anche una "scuola di pensiero" non è che pensiero sedimentato.

Benissimo, allora porta come esempi questi professori, pensatori, scuole di pensiero. Non a caso ti ho chiesto qualche esempio, letterario o visivo, di "insegnami la password". Non li hai portati: hai preferito scrivere lunghissimi post piuttosto che copincollare questi esempi che, a quanto pare, avevi già scritto. Anche questo, secondo me, fa capire bene le tue intenzioni. 

5 minuti fa, Shito ha scritto:

Comunque, in tempi passati, anche gli architettori (come dice Vasari) non conoscevano attestazioni accademiche

Appunto, tempi passati. Stiamo parlando della contemporaneità. Opere contemporanee, realizzate nel contemporaneo, traduzioni contemporanee. Lasciamo riposare Michelangelo in pace, non disturbiamo senza motivo. 

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1 hour ago, Toshi said:

Era proprio quella la battuta. Ti ho chiesto i tuoi titoli di studio in un ambito e hai preferito svincolare. La risposta alla domanda: "quali sono i tuoi titoli di studio in ambito di semantica?" è "nessuno", o sbaglio? Ho forse detto una bugia? 

Sì, stai mentendo. perché tu non hai risposto, con la tua voce, dicendo "ah, quindi nessuno". Tu hai editato il quoting della mia voce. Stai mentendo tutt'ora.

Quote

Benissimo, allora porta come esempi questi professori, pensatori, scuole di pensiero.

No, no, non hai capito. Io non sono in dovere di fare nulla di ciò che tu credi di provocarmi a fare. Tu non hai alcun diritto, ascendente e neppure familiarità con me. Non intendo condividere con te, che sei un signor Nessuno, le mie memorie. Sì, ho dediche del prof. Amitrano che mi ringrazia "per tutte le cose che gli insegno" (sic.), ma Giorgio è una persona che ho la fortuna e il piacere di considerare un mio amico, con cui dialogo e mi confronto, e sarebbe di certo squalificante esibire pubblicamente ciò che è personale. Allo stesso modo, ho un gradevole scambio epistolare col prof. Serianni dove lui apprezza il mio italiano e mi paragona a Benedetto Croce ("un altro abruzzese non laureato"), e quella sì era una "battuta". Conservo gelosamente il ricordo del prof. Guido Zingari, che dopo una chiacchierata a fine di una sua lezione mi invitò a scrivere per lui, e quando gli dissi che non ero laureato in niente mi disse "ah, ma la nostra è una disciplina del frammento". Allo stesso modo conservo le memorie dei discorsi col prof. Perniola su Moravia e il Giappone, lui li conosceva personalmente  entrambi, io solo uno. Ovviamente tu puoi credere o non credere a quel che ti pare, tanto lo faresti lo stesso. Voglio dire, quando la Lucky Red ha pubblicamente testimoniato l'apprezzamento che lo Studio Ghibli ha sempre avuto ed espresso a mio nome (e certo, anche io ho decine di mail), non è stata "creduta". Dalle persone ridicole, si intende. Dalle persone che vedono solo i loro stessi film. Poi vedi tu. Di per me, io sono molto certo di chi sono, di cosa so, di cosa faccio, del perché lo faccio del modo in cui lo faccio. E non sento certo la necessità di "dimostrare" qualsiasi cosa a te, soprattutto. Chi sei, tu? Non sei un amico, non sei un collega, non sei un referente né professionale né personale, non sei neppure una persona sconosciuta ma gradita. Nella mia vita, come capirai, sei Nessuno. O Niente, se preferisci.

Quote

Non a caso ti ho chiesto qualche esempio, letterario o visivo, di "insegnami la password". Non li hai portati: hai preferito scrivere lunghissimi post piuttosto che copincollare questi esempi che, a quanto pare, avevi già scritto. Anche questo, secondo me, fa capire bene le tue intenzioni. 

Ho già portato l'unica cosa che serve: un autorevole dizionario sull'uso del verbo "insegnare". Di altro non si necessita, non è che l'italiano si scriva e si parli solo come si può dimostrare che altri abbiano già scritto e parlato.

 

Quote

Appunto, tempi passati. Stiamo parlando della contemporaneità. Opere contemporanee, realizzate nel contemporaneo, traduzioni contemporanee. Lasciamo riposare Michelangelo in pace, non disturbiamo senza motivo. 

Io non disturbo Mmichelangelo, i morti sono morti, non si possono turbare. Io ne vivifico, semmai, la memoria, parlandone con corretta citazione e cognizione ogni qual volta me ne capiti l'occasione. :-D
 

Ugualmente, io non faccio ponti. Riesci a seguire il discorso?

Modificato da Shito
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Nota di moderazione: 

quando si fanno i quote "maligni" (simpatici e personalmente li apprezzo molto), è buona norma grassettare cosa si modifica e metterci sotto un "fixed" o altra frasetta che fa capire l'intento goliardico.

Per il resto fate il cazzo che vi pare, tanto su evangelion non è possibile discutere 

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1 ora fa, Shito ha scritto:

Stai mentendo tutt'ora.

Quali sono i tuoi titoli di studio in ambito di semantica quindi? Perché se la risposta è "nessuno", non ho detto nessuna bugia. 

1 ora fa, Shito ha scritto:

Non intendo condividere con te, che sei un signor Nessuno

E allora perché mi hai quotato e cominciato a discutere con me? Sei tu che hai cominciato a quotarmi. Se non hai intenzione di suffragare le tue affermazioni, non stai discutendo di niente. Questo è quello che gli americani chiamano "circlejerking". E purtroppo, la vita mi ha reso una persona molto pragmatica: cerchiamo di parlare di qualcosa. Non sono interessato a discussioni senza fondamenta, dati oggettivi, esempi e dimostrazioni. 

1 ora fa, Shito ha scritto:

Voglio dire, quando la Lucky Red ha pubblicamente testimoniato l'apprezzamento che lo Studio Ghibli ha sempre avuto ed espresso a mio nome (e certo, anche io ho decine di mail), non è stata "creduta".

Ecco, questo è un passaggio interessante che meriterebbe approfondimenti. Sì ho letto le dichiarazioni pubbliche di Lucky Red. Però ho visto che non è stato risposto a domande molto importanti in merito:

Chi sono le persone dello Studio Ghibli ad aver esternato questi complimenti? Sono persone che parlano fluentemente sia il giapponese che l'italiano? Si potrebbe avere qualche nome? Lo studio Ghibli chiede indietro i copioni tradotti in italiano e li supervisiona/corregge?

1 ora fa, Shito ha scritto:

E non sento certo la necessità di "dimostrare" qualsiasi cosa a te, soprattutto.

Di nuovo: allora perché mi hai quotato e cominciato a voler spiegare cose? Io non ti ho chiesto niente. 

1 ora fa, Shito ha scritto:

Ho già portato l'unica cosa che serve: un autorevole dizionario sull'uso del verbo "insegnare".

Quindi non hai portato nessun esempio, né letterario né audiovisivo, dell'espressione "insegnami la password". Lo avevo già detto, ma mi fa piacere vedere che lo dici anche tu. 

 

34 minuti fa, ryoga ha scritto:

Nota di moderazione: 

quando si fanno i quote "maligni" (simpatici e personalmente li apprezzo molto), è buona norma grassettare cosa si modifica e metterci sotto un "fixed" o altra frasetta che fa capire l'intento goliardico.

Per il resto fate il cazzo che vi pare, tanto su evangelion non è possibile discutere 

Ricevuto. Pensavo che l'intento goliardico fosse evidente, starò più attento le prossime volte. 

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20 minutes ago, Toshi said:

E allora perché mi hai quotato e cominciato a discutere con me?

Perché ti eri intromesso in un discorso che stavo intrattenendo con altre persone.

Quanto alle tue curiosità sulle dinamiche di lavorazioni di cui non sei né sei stato parte, com'è ovvio puoi solo attenerti alle informazioni che ti sono state fornite. Non è che le aziende siano tenute a rispondere puntualmente sul loro lavoro alla curiosità di esponenti del pubblico. Non è che tutti i professionisti siano tanto sciocchi da non capire che farlo non è professionale, e non va fatto. È la distanza che intercorre tra "lavoro" e "chiacchiere". Poi ci sono persone che pensano di poter basare sulle "chiacchiere" la loro proiezione e ricostruzione di una persona, di un professionista. Nulla di sensato, nulla che abbia un valore, se non nel mondo delle "chiacchiere oziose", e in questo caso spesso maligne.

Modificato da Shito
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5 hours ago, Shito said:

Non  editare i quoting. È scorretto, oltreché spregevole.

Rivela molto delle tue ben chiare intenzioni.

Comunque a me non interessano i tuoi titoli. Interessa quello che dimostri di sapere.

A parte che usare triangolazioni linguistiche non ha molto senso, leggi anche i miei discorsi con Garion, per favore. Ho elaborato sulla semantica quel termine prima e più diffusamente.

Ti prego anche di realizzare che io sto cordialmente dialogando con te, ma questo non significa che io stia discutendo con te "alla pari". Non ingannarti. Tu non sei un professionista del mio settore con più di vent'anni di esperienza per decidere cosa io abbia sbagliato o meno. Non hai un'esperienza specifica per esprimere altro che un mero parere personale, perché sei un'esponente del pubblico che ha – come tutti – tutto il diritto di non gradire il mio lavoro, ma sembra – come molti – non riuscire a distinguere la sua sfera personale da quella assoluta ovvero oggettiva. Non è che con i tuoi ragionamenti iperbolici e spesso sbilanciati io possa pensare altro che tu non sai di cosa parli, e quindi straparli, perché in effetti questo è quello che stai facendo.

Ti ringrazio e apprezzo la tua disponibilità e la tua cordialità nel discutere con me su questa cosa. Sulla questione discutere alla pari o meno, ti dico...vale fino ad un certo punto, ti faccio il mio esempio: sono uno sviluppatore, e posso ritenermi un professionista nel mio settore, perché oltre ai tanti anni di esperienza, ho anche una laurea e diversi master e certificazioni...quindi mi rode se arriva qualcuno che non ha le mie competenze e mi pone una critica, priva di qualsiasi fondamento oppure voglia stare li ad insegnare a me...il mestiere..

ma...detto questo, dall'alto dei miei anni di esperienza, le lauree ecc ecc, se qualcuno mi fa notare una criticità, facendolo con dei dati che si possono considerare oggettivi, con degli esempi, con un qualcosa di concreto....Con moltissima umiltà accetto anche di discuterne "alla pari", non c'è bisogno che questa determinata persona debba avere il mio stesso Curriculum, se ciò che sta dicendo, è un qualcosa di concreto.

Io ti ho portato un sacco di dati, informazioni, esempi e approfondimenti che hanno un valore secondo me, concreto. Ti ho anche dimostrato che la parola "oshieru" non ha solo ed esclusivamente un significato come dicevi tu, anzi, in alcuni casi, il significato che tu sostieni essere inequivocabile, è posto come seconda, terza scelta.

Detto questo, apprezzo ancora una volta la tua straordinaria disponibilità, cortesia ed educazione nel rispondere e stare qui a discutere con me, ma voglio chiudere definitivamente la questione, asserendo personalmente che solo ed esclusivamente nel caso di quella frase "insegnami la password", i tuoi colleghi, di tutti gli altri paesi del mondo, che penso abbiano lo stesso tuo curriculum se non migliore, hanno tradotto e adattato meglio di te quella espressione, perché il discorso è molto semplice, e mi ripeto..."Una password non si può insegnare"....e gli stessi Giapponesi ti diranno che non userebbero mai quell'espressione, perché è quasi priva di senso.

Modificato da maximilian8777
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3 ore fa, Shito ha scritto:

Perché ti eri intromesso in un discorso che stavo intrattenendo con altre persone.

Il thread non è di tua proprietà esclusiva. Non è che se posto in questo thread mi sto intromettendo in qualcosa di tuo. Ho parlato con un altro utente, sei tu che ti sei intromesso nella nostra conversazione, semmai. 

Grazie comunque per le risposte, o meglio per le non-risposte che hai dato. Sono state molto eloquenti. 

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No, no, ma infatti. Tu ti sei inserito in un dialogo, e io ti ho risposto. Guarda che io stavo parlando con altri utente, il dialogo era questo, e tu hai comprensibilmente scritto "scusate se mi intrometto", eh. Il plurale suppongo che si riferisse alle persone che stavano parlando, appunto.

 

Quanto alle risposte che ti ho fornito, prego, non c'è di che. Benché le "domande" fossero scontate e palesemente provocatorie, supponenti e retoricamente malevoli, è sempre bene che i lettori terzi leggano il vero tono e movente delle critiche che mi vengono mosse. È prezioso. Ti ringrazio io per questo.

Modificato da Shito
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10 hours ago, maximilian8777 said:

Mi permetto di interpellare anche @Chocozell, tu diresti mai a un tuo amico, "mi insegni il tuo numero di telefono"...gli dirai giustamente "mi dai il tuo numero di telefono, o mi dici il tuo numero di telefono?"

Se vai a casa di un amico, gli dici "Per favore mi insegni la password del wifi?" o gli dici "Mi dai gentilmente la password del wifi?"

Credo che se si va a casa del più grande esperto di lingua italiana, grande professore e cultore delle espressioni linguistiche italiane...e gli dici "Mi insegni la password del wifi"....lui ti risponderà "Eh????".

Sono comunque curioso anche di vedere in originale giapponese come è stato adattato e tradotto, purtroppo in quel caso ho bisogno del vostro aiuto, magari posterò uno screenshot, nel caso sempre...sia legale postare degli screen sul forum.

Sono stato interpellato, mi sembra giusto intervenire (ma questo perché dimentico sempre che chi si fa i fatti suoi campa 100 anni).

Mi sembra un adattamento accettabile? Sì. Corretto? Beh, Oshie- vuol dire anche "insegnare", quindi sicuramente è corretto. Mi piace? Mah, insomma. Ma non perché non si possa dire "Insegnami la password" dato che in italiano, in giapponese, in tedesco, in zwali non si usi, non si dica, non si ecc.... Semplicemente perché non mi piace. Oshie- era possibile tradurlo in altre maniere? Probabilmente sì. Shito ha scelto quello? Sì. Mina la comprensione della scena? Beh, direi di no. Nella suddetta scena sarei più perplesso per la recitazione, dato che nel doppiaggio  giapponese e nel primo doppiaggio italiano Misato appare molto decisa, mentre nel doppiaggio 2019 mi appare  più supplichevole che altro. Alla fine la scena è quella, l'adattamento in fin dei conti è anche corretto. Non mi sembra il caso di alzare quisquilie per una frase così. Per dire, il livello di questo problema per me è come quando vedo in Futurama, Simpson, American Dad Pancake tradotti come ciambelle o merendine(o altro ancora). E' sbagliato, ma non è che sto lì a strapparmi i capelli (in realtà dovrei, ma...in Italia ci hanno abituato a cose ben peggiori). Un po' come la kaiser daga! Fossero tutti questi i probelmi :lolla:

Le mie remore su questo doppiaggio(o altri doppiaggi)/adattamenti di Shito le ho già espresse nel topic dei Parapl...non mi ricordo il titolo, ma quello là.

Ora, piuttosto, mi faccio una domanda. Ma una domanda seria!!

Nel 2019 è uscito questo doppiaggio. Lo hanno ritirato. Ne hanno fatto un altro. Tutti felici e contenti. L'utente medio ha vinto sulla multinazionale spietata. Dynit rilascerà in Blu Ray il vecchio doppiaggio, quindi la girella suprema. Chi vuole(pochi, a quanto sembra) questo doppiaggio qui nello specifico può scaricarselo. Mi spiegate perché continuate a riportarlo in auge l'argomento? Non potete lasciarlo andare? Che vi ha fatto? Voglio capire i film Ghibli, di cui esiste (all'incirca) un solo doppiaggio. Ma di questo ci sono 3 versioni (di cui nemmeno 1 a dovere, quella è la tragedia). Perché cavolo risalta fuori ogni 3x2? C'è sotto una guerra di cui non sono stato informato?

Poi, un'altra domanda (non a Toshi o Max8777 nello specifico): ma 'sti titoli di studio che tutti richiedono, quali sarebbero? Parlassimo di traduzioni, ok(lì siamo anche fortunati che per Dynit e Yamato/AF lavorino persone capaci). Forse mi è sfuggito quel momento in cui tutti coloro che lavorano nel settore dal 197x-8x-9x si son presi questo titolo di studio per adattare e dirigere doppiaggi.

Shito, ti do un consiglio. Ogni volta che devi discutere di qualche scelta, fai un cappello e inserisci questo link: https://magazine.pluschan.com/su-traduzioni-ed-adattamenti/

Così chi si trova le prime volte su questi lidi se lo legge, entra nell'ordine delle idee di come lavori e la discussione almeno glissa su cose già dette e ripetute. Ok che iuvant, epperò c'è un limite.

 

Modificato da Chocozell
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