Vai al contenuto

Shito

Pchan User
  • Numero di post

    14336
  • Iscritto dal

  • Giorni Vinti

    361

Tutti i contenuti di Shito

  1. Mi viene da piangere, leggendo questa parte di Looking-Glass. C'è tutta la tristezza di Carroll di fronte alla caducità del tempo nella crescita della SUA Alice (quella con i capelli neri, per intenderci, non bionda come la chiese a Tenniel). Come si sente la differenza tra Wonderland (o underground) e Looking-Glass... :(
  2. Shito

    Aoshima Nautilus!

    La versione immersa è fail. Al contrario, Garion, ti stupirò ma della SDF-1 -dopo notti insonni di disquisizione ontologica- preferisco la prima versione, non la 'movie color'. Ma poi nel film quando si vede con quel colore? °_°
  3. Shito

    Saraba, Chikyu yo...

    Credo che Uchuu Senkan Yamato sia una Space Opera a tutti gli effetti, solo è una Space Opera fatta da figli della sconfitta e padri della ricostruzione. Mi ha sempre colpito il design a là Matsumoto, sempre così settantino, così Barbarella e Brigitte Bardot, ma alla fine Yamato non è un'opera che riesca a pensare come Matsumotiana. Perché Matsumoto è un artista e dipinge sempre antieroi autarchici, e quindi in qualche modo soli. Gli universi di Matsumoto sono interiori. Al contrario, Uchuu Senkan Yamato è davvero un'opera corale. E' l'opera spaziale di un popolo intero.
  4. Shito

    Windows 7

    Snow Leopard però costa ben 29 (ventinove) Euro...
  5. Sembra tutto ben indagato e ragionato, e direi anche sensato. :)
  6. Shito

    Windows 7

    Per me cmq Leopard era una trollata tutto, ora vedrò con SnowLeo, altrimenti resto felice con Tiger. ^^
  7. Shito

    Windows 7

    http://www.youtube.com/watch?v=Dyl_HPukkGw Trolling di lusso.
  8. Gattiger [gattai'ger] anyone? Comunque anche in Gunbuster è già 'Gattaishimasho!' (<-Oneesama che si 'ripiglia')
  9. No, non ne so nulla. Infatti sono intervenuto solo per il riferimento ad Abesho. :) Fencer: non intendevo bacchertati o 'correggerti' in nessun modo. :) Volevo solo mettere degli elementi a disposizione degli interessati. Grazie per la considerazione che riservi alle mie opinioni.
  10. Nota: non esiste che in giapponese si usi 'gattai' per un coito, eh. Non presumete che le cose siano 'più chiare' in una lingua che non siete così sicuri di conoscere. Personalmente scelsi 'combiniamoci' perché -beh- è la migliore traduzione di 'gattai'. E se ci pensate, negli 'agganciamenti' dei robot le parti non si 'agganciano' e basta, sono delle combinazioni di parti in cui entrano in gioco trasformazioni, etc. Del resto, il termine e la semantica da dove vengono? Da Getter. Che giustamente aveva tre 'combinazioni' diverse. :) Quanto al doppiosento in italiano, credo che sia 'combiniamoci' che 'agganciamoci' lo rendano chiaro quanto 'gattai' in giapponese. Personalmene preferii 'combiniamoci' -oltre alla ragione 'filologica' citata- anche perché 'agganciamoci' riporta a una semantica molto meccanica (nel senso di macchinari) che umana/animale/fisiologica. :) Anche a Arumi 'partiva il neurone sessuale', btw. Anche l'ep.3 di Abesho fa il vero -credo in maniera ancor più esplicita di GL- ai robbottoni, btw.
  11. Credo che lo siano, sai? O almeno, di certo lo erano ai tempi di quando ho doppiato Totoro e Ponyo. :)
  12. Una reprise della battuta nonno-Arumi dall'ep. 3 di Abesho? :)
  13. Shito

    Aoshima Nautilus!

    Si è poi capito se la 'limited' sia limited davvero, o solo una 'alternative'?
  14. Conosco il discorso di 'quel tipo' di amore cristiano. E' una lettura cattiva di S. -per me- quando dice "ogni amore puro e sincero è pietà". Cosa vera solo a metà. Credo ci debba essere anche altro. Condizione necessaria ma non sufficiente, forse. L'amore cristiano che tu dici, non so, non lo vedo neppure come amore. Puzza di compiacimento, e sa di solitudine. Nel momento in cui, alla fine, l'altro -generico- sembra proprio un fine, ma se ci pensi nella sua genericità non sarà un mezzo? Non torna. Credo che l'amore sia proprio una cosa di due persone. Vicendevole. Sono un poco sartriano, qui? Non ho mai pensato che si possa amare 'da soli'. Innamorarsi sì, ci si può innamorare anche di un poster, di un'idea. Ma alla fine, Henrietta è ricambiata, Elsa no. Elsa pensava che la sua devozione a senso unico fosse amore, e gli bastasse. Ma quando vede cosa l'amore è, una cosa a due, allora ammazza e si ammazza. La capisco. Se Henrietta è il simbolo di un amore corrisposto, Elsa è il simbolo di un amore disperato. Del resto, Lauro è l’opposto di Giosè: se Giosè è un nevrotico che cerca di prendersi la piena responsabilità dei suoi atti, Lauro è una persona sensibile che cerca di evitare quei sentimenti che sa che non potrebbe sostenere. Curiosamente, si direbbe che tra i due quello ‘normale’ sia certamente Lauro. Tuttavia, fino a che Elsa non ha incrociato col suo sguardo il sentimento tra Henrietta e Giosè, un amore speranzoso, poteva illudersi che la sua devozione ‘a senso unico’ per Lauro fosse sufficiente come sua ragion d’essere. Ma specchiandosi nel suo opposto, ovvero Henrietta, Elsa comprende l’insensatezza del suo sentimento, e quindi della sua esistenza. Per dire, che piango davvero pensando alla povera Heloise che l'evirato Abelard abbandonò a un Dio. Non va bene.
  15. In verità trovo che tu sia stato chiarissimo. Ora per me è difficile rispondere, perché ci sono due me. Quello di ora e quello di prima. Per anticipare il discorso su K (il tuo bellissimo post grida vendetta), trovo che tutta la differenza sia tra l'amore estetico e l'amore etico. Quello che tu chiami 'cristiano' è comunque un amore etico, o forse religioso -qualora esteso a una razza intera-. E in quella misura, mi pare comunque delirante. Ovvero forse poteva riuscirci il Cristo (e se è esistito e quel che ci hanno tramandato è veritiero, c'è riuscito davvero!), ma credo che realisticamente sia una prospettiva titanica che porti persino a deviare da una più corretta 'utilità del singolo': l'amore etico maritale. Detto questo, diversamente da te io credo nel fatto che entrambi -in un vero amore- siano al tempo stesso edificatori e edificati. Ovviamente in modi diversi, anche opposti. Ma -diavolo- c'è davvero un mare meraviglioso di differenza tra 'fare il buon marito perché ci si sente bravi a farlo' (ovvero soddisfare il proprio superego, indi comunque un'istanza estetica), e 'amare davvero la propria amata per il bene di lei, e poi riscoprire che questo si può anche chiamare essere un bravo marito'. Direi. Sicuramente Nadia è un personaggio estremamente realistico nel suo parossismo a volte persino caricaturale. Buffo, eh? Asuka è parimenti realistica, ma più 'veritiera' nel suo modo d'affresco. Ma forse, e dico forse, non vi è amore più grande -per un uomo- che capire, accettare e amare persino l'imperfezione dell'amata in qualità di 'terreno edificabile'. Come se pigmalione avesse accettato le venature del mamrmo da cui traeva Galatea. Sappiamo che Michelangelo non le sopportava.
  16. http://www.youtube.com/watch?v=tfBHG7CDzBY&feature=related Qui trovate un bel mix. La scienza che indebolisce l'uomo (cfr Eva ep11), il valore di un miracolo da compiesi con le mani dell'uomo (cfr Eva ep12, ma anche GunBuster ep6), nonché battute trademark tipo "nante kotta!", l'atmosfera operativa corale che viene dai film SF Toho, e molto altro. Qui invece il resto: http://www.youtube.com/watch?v=3tBjTjL4zm4&feature=related L'incomunicabilità affettiva tra padre-figlia, e il dramma dell'Electra che s'è fatta persino Medea, che ritroveremo anche nelle due Akagi, nonché il potere anatemico della Scienza con l'autodistruzione di una cività, tema così vicino a Miyazaki (tutto viene dal SoldatoTitano...), il valore di un singola vita anche di fronte alla distruzione di massa (come Tashiro per Noriko, e poi Misato). BTW, l'utilizzo dei rough per l'animazione del flashback di Elektra è GE NI A LE. Notevoli però anche le poverate come la voce di Kiyokawa Motomu 'riciclata' (e per fargli dire una battuta chiave alla Yui... mmmh, ma sarà intenzionale?) Certo però che è davvero meraviglioso come Elektra riesca a incarnare forse meglio il mito di Pigmalione che quello del personaggio che le da il nome. :) "Io... sarei stata felice persino di essere amata come rimpiazzo di tua figlia." Monumentale. (Si noti che il fuoco di Elektra su Nemo è il perfetto opposto di quello di Gendo su Ritsuko) Nel seguito: http://www.youtube.com/watch?v=bOEPMllDbV4&feature=related E' invece ancora più impressionante come il messaggio di "vivere a qualsiasi costo", che poi sarebbe stato quello di Mononoke, si fosse invertito perfettamente con End of Eva. Vorrei tuttavia sottolineare il pregio registico di queste scene, oltre all'intensità dei dialoghi. Credo siamo davvero a livelli archetipali, da mitologia classica o quasi. Elektra è davvero la fu-rori per antonomasia... e il suo pianto è straziante. Torno il "Nadia, IKIRO!" che si senterirà anche come ultima battuta di Nemo, eh beh... siamo proprio su Mononoke, al contrario di EoE. Davvero il (secondo) rifiuto della Hidaka deve avere fatto male al povero Hideaki... :( http://www.youtube.com/watch?v=pK14Y6Ejy30&feature=related Qui il vero senso della Blue Water... un 'computer naturale' per raccogliere le anime, per lasciare traccia reale dei defunti, del loro pensiero, e poi di una civiltà. Come i Magi, come lo Shogouki+Yui alla fine di Eva. Il sogno di un otaku, che non potrà accattare di svanire nel nulla: la persistenza della memoria. Molto bello, però, il mix-up di tecnologia e misticismo, con scienze e alchimia che si incontrano con Trismegistos e Lapis Sapientiae. Nota: la voce giapponese del computer di bordo del Red Noah fa molto HAL, eh? "I'm afraid I can't do that, Nadia." In realtà viene proprio da Ultraman... E mi fa ripensare un po' a Mork fi Ork e i suoi rapporti di fine episodio. :) Ovviamente tutti sappiamo che il discorsetto sulla possibilità per l'erede di Trismegistos di essere "come un dio o come un diavolo" viene direttamente da Majinga Z, da cui verrà poi il primo incontro tra Shinji e Shogouki, di fronte alla 'faccia' del secondo. :) --- Veniamo ora al 'vero dunque' http://www.youtube.com/watch?v=7g6qnuxDD-4&feature=related Le due grandi crisi di Nadia, di coscienza, esistenziali, fino al tentativo di suicidio. E ovviamente è sempre la Mamma (dentro la Blue Water), a salvate tutto. Come Yui dentro lo Shogouki. http://www.youtube.com/watch?v=S3kxBxwFvD8&feature=related Bisogna vedere le reazioni di tutti: da Grandis-Misato (come nell'episodio 16), a Sanson -davvero mirabile nella sua dissimulazione d'affetto dietro al farsi burbero (infatti lui è il cuore buono che conquisterà la vera Rori dell'anime!), e di Jean. Jean risponde ancora una volta con un grandissimo affetto. Ed ecco il punto: tolta la fabula esteriore, Nadia è la storia di una ragazzina tremendamente ferita dalla vita, che riesce a ritrovare il sorriso nell'amore di un ragazzo. http://www.youtube.com/watch?v=NZkD3J8-Az4&feature=related (vi prego di focalizzarvi sul messaggio finale di Anno) (*) C'è da dire che anche Jean ne aveva patite. Era un otaku rimasto senza padre, senza madre, e cresciuto da uno zio otaku e una zia arcigna. Molta solitudine anche per lui, ma da otaku quantomeno annegata nelle macchine, negli oggetti. Il segreto è una incredibile forza di Jean. Forse è eccessivo, ma Jean riesce a trovare la forza di amare Nadia sino a curarla. E nel curare lei, cura anche sé stesso, trovando nuovi fini -dei veri fini- a tutta quella scienza e quelle gioie da otaku che prima gli facevano compagnia, ma erano forse vuote. Ed ecco quidi la risposta: l'amore. La risposta alla Tesi dell'Angelo Crudele è la crescita vicendevole di uomo e donna nell'amore sincero, l'amore che solleva dall'insostenibilità esistenziale della solitudine. E non è facile. E si dirà forse che Jean era molto forse, troppo forte, e forse anche giovane abbastanza per non essere già sclerotizzato nella solutidune dell'otaku. Ma la risposta può stare solo qui. E' banale, ma è la stessa risposta che Sasshi ci darà imprando ad amare Arumi, e crescendo per questo. Che buffo... continuare a chiedersi quello che alla fine si è sempre saputo. Da Gundam, da Macross, da Gunbuster persino... da sempre. Più che imparare, suppongo che ci si debba sforzare di non dimenticare. Questa epoca ha buttato troppo fumo negli occhi dell'uomo. L'amore, la comprensione, l'accettazione vicendevole reale e piena. Non bisogna dimenticarsene. Ci avete fatto caso a come gli 'omodetou' per il compleanno di Nadia siano come quelli del finale televisivo di Eva? Tutto sommato, se non si vive in solitudine, se si è amati, si può riuscire anche a vivere. Se avete seguito tutto questo, capirete anche perché il significato dell'amore di Kyon per Haruhi è tanto significativo, anche se nel caso di Haruhi non abbiamo ferite da curare, ma solo il frutto di questa società impazzita... ^^ PS: Ma quanto è Lum la nostra Grandis? PPS: (*) quante citazioni passate e future riuscite a vedere nella sola SIGLETTA dei Gekijou? ^^
  17. Shito

    Saint Cloth Myth

    Eppure mi pareva che nel manga l'object fosse il busto che reggeva lo scudo dinanzi a sé, a mo di specchio, da cui il fregio di medusa = il riflesso nello specchio... mmh...
  18. Shito

    District 9

    E' un film in qualche modo tipico ma atipico. Alcuni spunti, soprattutto visivi, fanno anche riflettere. Senza gran pavese, merita di certo la visione.
  19. Shito

    Saint Cloth Myth

    Ho notato ora che l'Object di Perseus è completamente sbagliato... se ben ricordo l'object raffigura Perseo che specchia Medusa nel suo scudo (il trick che iusò per sconfiggerla, decissamente Perseus > Shiryu come stratega...) Al contrario la testa di Hylda mi pare in avanzato stadio di rifinimento...
  20. Shito

    Saint Cloth Myth

    Io credo che Bandai voglia fare i silver saint... color argento! Con magari una sfumatorina diversa (tipo le God Cloth). Credo anch'io. E anche il fatto che la V1 di Seiya sia molto metal (il bronzo è metallo, eh!) sembrerebbe conferamre questa idea. Quindi secondo te per Bandai Misty si chiama "The Gods made me beautiful"? Eh, avevo infatti inteso che seppur trattandosi di un mero nome, fosse comunque una catchcopy (aka catchphrase, aka 'slogan') del personaggio, eh! LoL che quella di Misty dice due cose diverse in giapponese e inglese. ^^ BTW la bruttezza degli Steel Saint ci fa ricordare che i corpi dei cloth classici venivano usati da Bandai anche per i Winspector. Che erano comunque meglio degli Steel Saint.
  21. Shito

    Saint Cloth Myth

    Ma la OCE di Pegasus V3 ha le ali realmente retrattili, infine? Ma la Appendinx OCE di Shaka in cosa differisce dalla anime color edition?
  22. Shito

    La malinconia di Haruhi Suzumiya

    Avrebbero dovuto lanciare questi DVD solo in un edizione super- per 'true believers only', ovviamente supercostosa e limitatissima.
  23. Già, è un poco come il caso di Majingaa/Mazinger (e infiniti altri doppisenti interlinguistici intenzionalmente posti in nomi giapponesi ) Mmmh... in teoria il suono R -come il suono H/F- non si potrebbe raddoppiare, proprio per come si produce a livello glottologico/logopedistico. Questa è cosa assai nota, come l'allungamento delle vocali che sottendono la R terminale anglofona, la Y inserita dopo la C quando il suono successivo è AE (immaginare le due vocali fuse in un solo carattere), insomma le solite cose. Per questa ragione, i suoni RA, RI, RU e RO (e impuri composti derivati) possono corrispondere a suoni di R o L effettivamente doppi. Alcuni esempi 'Calliope diventano 'Kariope-'. 'Apollon' diviene 'Aporo-n'. 'Allen' divene 'Are-n' (cfr. Tenkuu no Escaflowne). 'Fallyna' diviene 'Fari-na' (cfr. Macross). Ovviamente evito esempi anglofoni dove la doppia L o R è debole di suo. A mia memoria, l'unico autore giapponese che ci ha provato è stato Aida Yu, con risultalti buffi (si ottiene, chiaramente, una doppia D un po' debole). Credo che ci abbia provato perché sentiva molto le doppie nella pronuncia italiana. In effetti ho notato qualche caso di R raddoppiata proprio per tralistterazioni italiane/latine, ma è una cosa che credo recente e -manco a dirlo- discontinua. Per esempio quisi nota che Annibale Carracci non viene raddoppiatto nella R katakanizzata. E lo stesso si nota quiper il Buonarroti. Ma molta toponomastica italiana oggi viene riscritta in katakana con i raddoppiamenti anche alle R e L. La mia sensazione personale è che ci si stia 'aggiornando' al raddoppiamento del suono, fatti salvi i nomi già canonizzati con la vecchia scrittura, dove L e R non si raddoppiavano. Una cosa simile è accaduta per il suono V, che si ottiene oggi con la nigorizzazione della vocale U, laddove prima si intendeva espresso dalla labiale B, mentre ancora molta confusione c'è sul suono SI, tradizionalmente SHI, ma oggigiorno anche scritto come SU+I(piccina). Insomma: c'è parecchio ambito di discussione. A tal proposito, sottolineo che tuttavia non conosco il caso di Gurren Lagann. Non mi esprimo dunque in merito, salvo a pensare che molto dipenderebbe da quale ideale 'lingua/fonetica di origine' si intende per il nome stesso.
  24. Shito

    Totoro

    Meraviglioso commento. Mi sono permesso il quoting, visto che era in coda alla pagina, e di evidenziarne le più brucianti verità. :) Personalmente, per quel che valga, concordo fortemente con questa tua lettura/visione. Ancora non posso evitare di quotarti. Ti ringrazio per l'apprezzamento. Dato che hai evidentemente apprezzato il film, è una cosa assai importante, per me. Quello che vorrei enfatizzare, sono qui due cose. 1) Lucky Red. Con le imperfezioni del caso, questa è l'unica ditta che sta in qualche modo investendo sull'animazione giapponese. Dico, per seminare qualcosa, non solo per passare alla cassa. Lo dicevo anche ai tempi di Ponyo. Qualcuno disse "beh grazie e Miyazaki", ma rispondo "non è che significhi tutto", visto che Il Castello di Cagliostro è andato al cinema come la peggiore girellata da 'taglia e brucia', per dirne una. Trovo significativo che a tentare una simile operazione ponderata, la distribuzione seria di un marchio e di un autore, e a investirci seriamente, sia un'azienza *non* del 'settore' dell'animazione giapponese. Ho sempre più la sensazione che le aziende del 'nostrtìo' settore siano sempre e da sempre perse nel limbo dimensionale interposto tra il 'troppo grande' e il 'troppo piccolo'. Nessuno, prima d'ora, ha realmente investito per consolidare, nutrire e stabilizzare una nicchia, che credo sia l'unica cosa realmente sensata da farsi nel 'nostro' ambiente. 2) Mi piace pensare che chi ha visto Totoro al cinema, magari per la prima volta, abbia visto un Totoro un po' vicino all'originale. Così almeno, se gli sarà piaciuto, gli sarà piaciuto davvero per quello che è. Questo è il semplice e unico senso di tutto il mio lavoro. Se poi qualcuno si dovesse appassionare *genuinamente* al medium dell'opera, al suo autore, alla cultura che ha espresso entrambi, beh... allora sarebbe stata una cosa che definirei 'bella' e 'utile'. :) Mi sono molto interrogato su quella scena. Anche perché poi in Ponyo ce n'è quasi una riedizione 'al contrario'. Ovvero: l'incontro di Satsuki con la giovane coppia mi pare l'incontro con lòa realtà/modernità. C'è prima sorpresa per la lunga strada fatta da Satsuki di corsa (il motociclista strabuzza), poi persino incredulità e malevolenza (la ragazza dice "ma non ci sarà qualche errore?" quasi irretita, come dicesse "ma avrà tutte le rotelle a posto questa qui?"), e poi il menefreghismo della leggerezza. Non so come si sia fatto a ridere lì, ma mi viene da dire "scarsa capacità empatica con il dramma altrui". Una cosa a cui la nostra società ci ha tristemente abituato, direi. Su tutto, ancora grazie del bellissimo commento.
  25. Shito

    Totoro

    Neanche io mordo. Non mi pare di aver risposto alle tue critiche, che come ho messo in obiettiva luce mi sono parse a tratti poco documentate e anche un poco pretestuose, con insulti. Al contrario, mi pare di avere abbondato in puntuali spiegazioni, come è mio costume. Credo di essere in qualche modo noto (tra i quattro che mi conoscono) per il mio essere puntiglioso, ma non a vuoto. Ti prego di non nasconderti dietro a una testuggine di scudi levati al grido di "stavo solo chiedendo", perché se rileggi il tuo post (come chiunque può leggerlo), noterai una certa vena critica che -ribadisco- non mi è parsa supportata da sufficiente conoscienza di merito. Esplicando ancora: E' mia convinzione che il -chan, poiché spesso deformativo del nome proprio a cui fa da suffisso, vada mantenuto nella traduzione. Ci sono ovviamente eccezioni, ma questa è la mia convinzione di base. Al contrario, i vari -san e -sama e -kunm (ma anche -dono, -shisho, -sensei, -kantoku e infinite altre apposizioni usate come suffissi) vadano tradotte come 'suffisi puri', ad eccesione di -kun che avendo un valore colloquiale del tutto neutro tendo piuttosto a elidere (ancora, salvo eccesioni di specifico 'peso', come -che so- Gargoyle che chiama il suo vecchio nemico di sempre come "Nemo-kun"). Queste sono le mie linee guida generiche di base interne a una traduzione. Dunque, 'san' non è un vezzeggiativo. Al contrario, è un suffisso onorifico. Spero inoltre che la spiegazione sul suo uso in una sola situazione (nel caso di Kanta) ti abbia soddisfatto. Vi è un uso assai puntuale e regolare di tutti i suffissi originali (sia tradotti che mantenuti come 'prestito linguistico') nel testo italiano. Ci mancherebbe altro. Se Satsuki al telefono con l'ospedale dice 'solo ' "Kusakabe" per riferirsi al padre, è perché è così in originale. Se ci fosse stato '-san' avrebbe detto 'signor Kusakabe'. Non lascio mai queste cose al caso. Ogni testo ha una sua geometria interna, e va rispettata. Categoricamente. Giustamente ti hanno detto che -san è in (antico) uso come default femminile, mentre -kun è per i maschi. E' verissimo. Quindi capirai che una femminuccia che usa -san per un maschietto sia ancora più 'forte', ovvero si percepisce molto la sua parlata formale/educata/keigo. Parimenti, avrai notato che la maestra usa 'signorina' per Satsuki, che ovviamente è 'Satsuki-san' in giapponese. Quanto alle urla, non posso speculare sul livello di volume audio usato nel cinema da te visitato, tuttavia posso dirti che nell'originale c'è un certo uso del 'sottoportato', ovvero la gente urla meno di quanto la distanza visiva potrebbe lasciare a intendere (è anche il caso di quando la famiglia Kusakabe va a far visita alla mamma in bicicletta e ha unop scambio con la nonnina nelle risaie). Chiaramente anche questa, come scelta registica nell'originale, è stata da me puntulamente rispettata nel doppiaggio italiano. Su tutto, noto che quasi nessuno ha notato che lo stesso Totoro, come pure il Gattobus, sono stati ridoppiati in italiano (non essendo i versi originali presenti sulla colonna M/E). Suppongo che il fatto che nessuno l'abbia notato sia davvero la prova del migliore dei successi nel caso. :)
×
×
  • Crea Nuovo...

Informazione Importante

Procedendo oltre nell'uso di questo sito, accetti i nostri Termini Di Utilizzo