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Le DIVICHE


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E' ovvio che sul prezzo finale incidono tutte le spese fino a quel momento sostenute, ma in realtà il mio discorso si ferma molto prima. I giapponesi quei soldi li hanno presi? Sì. Hanno concordato le linee generali di intervento col distributore italiano, con speciale riferimento ai nomi dei personaggi? Sì, poiché è quel che accade regolarmente oggigiorno. E allora da quel momento in avanti i diritti per quel dato sfruttamento in Italia sono di chi li ha acquistati e nel dire che ne fa quello che vuole non escludo assolutamente la scelta a voi più cara. Dico solo che non è scontata.

Per quanto mi riguarda, il mio lavoro, qualora coinvolto nell'edizione italiana di qualsiasi cosa con compiti di responsabilità, è condurla in porto con criteri professionali che voi contestate ma sui quali io materialmente vivo, e in accordo con i desiderata del mio cliente, che hanno la priorità su tutto. Se il cliente è particolarmente illuminato nella direzione da voi auspicata e mi chiede di perseguirla, darò sicuramente il massimo, come ho già fatto in passato, per accontentarlo.

 

D'accordissimo che non sia una scelta scontata. Infatti come hai fatto notare le scelte che un committente come Mediaset decide di fare si fondano non sull'opera bensì su come la rete crede che la stessa possa economicamente rendere di più. Per le stesse logiche commerciali gli stessi giapponesi scendono a compromessi (o se ne impipano direttamente) pur di licenziare determinate serie all'estero (gli americani di 4Kidz e reti affini trattano determinate serie molto peggio di quanto si possa fare da noi, e anche lì i giapponesi stessi battono ciglio, basta dire che Knights of the Zodiac ha Hyoga surfista e il sangue blu).

Nessuno mette in dubbio questo, così come nessuno mette in dubbio che dal punto di vista di un direttore del doppiaggio (chiunque egli sia) quello che viene prodotto è il miglior lavoro che le condizioni gli consentono di produrre. Lavoro che però si basa anche su tradizioni particolari che portano a scelte che non condivido (da profano e sempre da fruitore).

 

Però quello che cerco di dire è che a prescindere da tutti questa situazione, come appassionato di questa o di quella serie io vorrei poterla fruire come l'autore ha inteso farla fruire. E' ovvio anche che entrano in gioco fattori per cui io non potrò mai acquisire esattamente ciò che l'autore giapponese ha voluto trasmettermi, a meno di profonda conoscenza del momento storico e del retroterra in cui l'opera è venuta in essere ( e anche lì, a prescindere qualcosa mi perdo dato che non vivo nella società giapponese, il post di Zenny in questo è molto esplicativo), ma ciò non toglie che il mio desiderio è quello e mi pare anche normale averlo.

Poi, capita che non succeda. Amen.

Ma ciò non toglie che io ritenga il mio desidero legittimo esattamente quanto quello di Mediaset.

 

Aver deciso di ascoltare in un caso (il Meikai) anche il pubblico è stata una mia signorilità (non da tutti apprezzata, evidentemente, ma pazienza) assolutamente non dovuta, ma che è chiara dimostrazione di un'apertura non certo molto frequente in chi opera nel settore. Anche la mia presenza qui è chiara dimostrazione che il vostro parere (certamente avverso al mio e per di più espresso con toni discutibili, ancorché liquidati come farseschi o nel migliore dei casi "genuini"...) mi interessa, altrimenti impiegherei il tempo diversamente.

 

Se vogliamo arrivare fino al prezzo che voi pagate per prodotti che non vi soddisfano, non mi resta che consigliarvi, per l'ennesima volta, lo sciopero del portafoglio, che è l'unico che funziona e di fronte al quale, per dirla con l'espressione che vedreste benissimo anche detta da un giapponese e che io non mi sognerei MAI di attribuirgli, spero almeno in questo confortato da Shito, "tutte le chiacchiere stanno a zero". Lo fate già ma siete troppo pochi per incidere realmente nella vicenda? Prendetene atto. Io, ad ogni buon conto, la vostra testimonianza mi prendo la briga di ascoltarla e di dibatterla.

 

Infatti in genere io non compro prodotti che non mi permettano di avere una buona\ottima fruizione dell' opera. Problema è, non sempre la cosa mi lascia contento.

Certo, forse per Mediaset non incidiamo una beata mazza (così come i crociati, visto cosa sta succedendo) ma credo che se persino Yamato (che all'epoca era la girella incarnata in casa editrice, tanto che ci siamo beccati Rocky Joe) quando ha potuto ha infilato i sub fedeli nelle girelle che proponeva (saint seiya, hokuto no ken) forse qualcosa per delle realtà più piccole incidiamo sì.

Ma anche non lo facessimo e anche ne prendessimo atto (e abbiamo preso atto che senza la televisione il mercato avrebbe chiuso i battenti da mo'), non sarebbe un motivo per cambiare opinione o smettere di parlarne e accettare. E' così, ma non ci piace. La mia passione per l'originale è anche il motivo per cui non mi piacciono i regionalismi anche in doppiaggi che diversamente trovo piacevoli all'ascolto (i Simpson di certe cose ne abusano proprio).

 

Altra cosa, non credo che qualcuno qui abbia detto che tu non sei disposto a parlare dell'argomento in questione, Io stesso ti ho ringraziato per il contributo che stai apportando alla discussione con quelli che innegabilmente sono estratti ed aneddoti di un' esperienza professionale lunga praticamente quanto il doppiaggio di anime in generale. Apprezzo molto la piega che la discussione ha preso dato che non capita tutti i giorni di avere l'occasione di leggere simili dialoghi tra gli addetti ai lavori (alla fine qui nessuno può realmente stimolare Shito e fornirgli il contraddittorio che tu gli stai fornendo, perchè non se ne hanno nè gli strumenti nè il background professionale), e non credo di essere il solo. La tua presenza qui è senz'altro qualcosa che fino adesso si è dimostrato molto positivo (al contrario di quella di altra gente, ma devo dire che io per primo sono stupito di come si sia sviluppato il tutto pur non avendo previsto la sclerata del demone).

 

Però quello che tu tocchi è un tasto dolente per un appassionato ed è scontato che alla fine il massimo che si possa ottenere è il "Let's agree to disagree". Io personalmente apprezzo il fatto che tu sia venuto qui a parlare mettendoti sullo stesso piano dell'utenza pur non avendo nessun obbligo di farlo, ma detto questo una volta che attacchiamo a discutere mettiamo sul piatto le nostre opinioni (anche in modo accalorato) e cerchiamo di sviscerare la faccenda. Sono appassionato e per me l'originale (che ovviamente ho avuto modo di conoscere) è perfetto in quanto tale, indi venire a cozzare con quella che è la realtà del doppiaggio moderno per me non è facile. E' normale che certi atteggiamenti mi sembrino arbitrari.

 

Di questo capita di discutere. Con chi lo fa a modo ed educatamente anche se fermamente (e qui mi sembra che la maggior parte faccia così), e c'è chi lo fa a modo suo anche arrivando a sembrare maleducato, ma credo che questo sia contemporaneamente il bello e il brutto di questo forum: non c'è ipocrisia tra l'utenza, si è tutti sullo stesso piano di parità (tanto che quando si prendono topiche con chi ne sa più di noi non ci sono certo cuscini per attutire le figuracce, che però nessuno ti farà mai pesare), uomini che si confrontano tra di loro e quando si toccano argomenti ritenuti importanti (e non so cosa possa esserlo di più di traduzione e adattamente quando si parla di opere straniere ) si arriva a difendere le proprie idee e argomentazioni con le unghie e con i denti. Può disturbare, ma secondo me se ci si abitua può anche essere qualcosa di stimolante.

Io preferisco una genuina incavolatura a una lisciata condita però da accoltellamento alle spalle o via numerino o via PM. L'incavolatura passa dato che è qualcosa di insito nella discussione stessa, l'ipocrisia resta in quanto purtroppo è intrinseca dell'essere umano che la dimostra.

Poi, può non piacerti il modo in cui modero e come cerco di far scorrere la discussione, certo. Non posso obbligarti a farti piacere il modo in cui la stessa sta andando con alcuni utenti, pur pensando io che meglio di così non potesse andare.

 

Non devo certo dirlo io, ma mi prendo la libertà di affermare che l'Halman è uno che da quando leggo il plus è sempre stato così (è quello che si può definire utente "storico"). E' come lo leggi, puoi prendere o lasciare, ma puoi stare sicuro che se deve dire una cosa la dice in diretta e non alle spalle, qualcosa che per me in un utente è apprezzabile. Io stesso mi ci sono attaccato un paio di volte, ma la cosa è sempre finità lì.

Non gli paragonerei tra l'altro Tancredi, che è comparso un paio di volte da quando esiste il forum e lo ha fatto solo con proclami deliranti dicendo alla gente di buttarsi sotto i treni con i loro amici giapponesi.

 

EDIT: Ora capisco perchè c'è gente incazzata con la Salani. Ma l'autrice l'ha presa bene?

Modificato da Fencer
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Per supportare l'opera originale, non il mercato italiano.

 

Però facendo così supporti lo stesso il mercato italiano e non l'opera originale, perchè i diritti i jappi li hanno presi al momento in cui l'opera è in uscita in Italia e quindi che venda o meno a loro frega relativamente .

Certo, ci sono eccezioni in saghe tipo Gundam, dove uno compra la prima serie nella speranza che le vendite spingano a far uscire la seconda o i film ad essa correlati ecc...

 

Sì, ma tanto è un discorso che in Italia lascia il tempo che trova.

Se non compro una serie o questa non fa gli ascolti e le inserzioni desiderate e alla fine la stessa va in perdita, una casa editrice ci penserà due volte prima di comprare i diritti di una serie simile o di un seguito, cassando quindi le possibilità che i giapponesi siano remunerati alla radice. Stessa cosa una televisione.

Per dire, secondo me senza l'impulso di Margaria Mediaset si sarebbe vista bene dal comprare i diritti dell'Elisio o da opzionare il Canvas. E una volta cassato Gundam e inserito di forza Z Gundam, si guarda bene dal comprare i diritti di altre serie gundamiche.

Alla fine è un gatto che si morde la coda, se non si comprano i dvd le case editrici non comprano le serie (cosa che tra l'altro è di nuovo relativa dato che ormai senza le televisioni secondo me si chiudono baracca e burattini) e i giapponesi non vedono un euro. Se poi il mercato del dvd anime collassa, resteranno appunto le sole televisioni a portare i Beycosi e le Bakupalle, il resto dell'animazione resterà dov'è e i giapponesi dagli italiani non vedranno praticamente nulla se non i diritti per dragonball e le bampate (che di concerto è roba che in dvd non esce mai).

Certo, non è detto che sia necessariamente un problema.

Modificato da Fencer
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Sì, ma che tipo di personaggio aveva in mente l'autrice?

 

Se lo ha chiamato Dumbledore, antico per "Bumblebee", cioè "calabrone", è perché, come ebbe ad affermare sull'onda della comprensibilissima rabbia suscitata da quella traduzione (per confondendo italiano e spagnolo e scagliandosi pertanto contro "silencio" e non "silente"), se lo immaginava come un vecchio mago che passava il proprio tempo a borbottare tra sé e sé formulette magiche.

 

Perdonatemi, ma praticamente un vecchio rincoglionito.

Embè? Mi direte. E' l'autrice, ne ha titolo e potere, insindacabilmente.

 

Sarà, non lo discuto.

 

Ma per come poi il personaggio è arrivato, anche tramite i film, al grande pubblico, "Silente" è qualcosa che gli si attaglia molto meglio di "calabrone", e mi prendo la responsabilità di sostenerlo con tutto il mio personale e soggettivo (ancorché nel caso specifico del tutto ininfluente) arbitrio.

 

Così come, passando di palo in frasca cioè di Potter in Altan, Timpa, in inglese, è molto meglio di Pimpa, visto che "pimp" in inglese vuol dire "magnaccia". Il caso è lievemente diverso, lo capisco anch'io, ma conferma che "localizzare" è un concetto che non può prescindere, come piacerebbe a molti, dalla lingua di arrivo.

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L'autrice dichiara che lo immaginava come un personaggio sempre in frenetica attività, sempre a ronzare tra faccende, non a borbottare.

 

Ivo: ricordi male.

 

Quanto a 'cosa ci stia meglio per ciascuno', provo a scandirlo:

 

E'

SOLO

ABITUDINE

 

:-)

 

Il gusto è abitudine. Al 99%.

Modificato da Shito
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EDIT: Ora capisco perchè c'è gente incazzata con la Salani. Ma l'autrice l'ha presa bene?

 

Credo che le basti contare le mazzette di banconote por il resto dei suoi giorni :gure:

 

Edit:

 

L'autrice si è detta particolarmente umiliata da alcune scelte proprio OPPOSTE all'originale, come 'Silente' per 'Dumbledore', IIRC.

 

ah, se l'è presa? allora ritiro tutto, onore a lei per preoccuparsene (cosa rara)

 

Comunque se chiedi ai lettori più attenti di HP ne troverai di critiche alla Salani... anche nell'adattamento di altri nomi hanno fatto un gran casino, Silente ad esempio si chiamerebbe Dumbledore che a un inglese darebbe l'idea di un vecchio brontolone altro che silenzioso... insomma non c'è solo Pesci con le aule di gastronomia a prender cantonate

Modificato da Alex Halman
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Così come, passando di palo in frasca cioè di Potter in Altan, Timpa, in inglese, è molto meglio di Pimpa, visto che "pimp" in inglese vuol dire "magnaccia". Il caso è lievemente diverso, lo capisco anch'io, ma conferma che "localizzare" è un concetto che non può prescindere, come piacerebbe a molti, dalla lingua di arrivo.

 

Ah beh da noi negli OVA di Tenchi Muyo fu cambiato, non ricordo come, il nome ad personaggio il cui nome originale era Kagato, scelta compresibile.

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Per supportare l'opera originale, non il mercato italiano.

 

Però facendo così supporti lo stesso il mercato italiano e non l'opera originale, perchè i diritti i jappi li hanno presi al momento in cui l'opera è in uscita in Italia e quindi che venda o meno a loro frega relativamente .

Certo, ci sono eccezioni in saghe tipo Gundam, dove uno compra la prima serie nella speranza che le vendite spingano a far uscire la seconda o i film ad essa correlati ecc...

 

Sì, ma tanto è un discorso che in Italia lascia il tempo che trova.

Se non compro una serie o questa non fa gli ascolti e le inserzioni desiderate e alla fine la stessa va in perdita, una casa editrice ci penserà due volte prima di comprare i diritti di una serie simile o di un seguito, cassando quindi le possibilità che i giapponesi siano remunerati alla radice. Stessa cosa una televisione.

Per dire, secondo me senza l'impulso di Margaria Mediaset si sarebbe vista bene dal comprare i diritti dell'Elisio o da opzionare il Canvas. E una volta cassato Gundam e inserito di forza Z Gundam, si guarda bene dal comprare i diritti di altre serie gundamiche.

Alla fine è un gatto che si morde la coda, se non si comprano i dvd le case editrici non comprano le serie (cosa che tra l'altro è di nuovo relativa dato che ormai senza le televisioni secondo me si chiudono baracca e burattini) e i giapponesi non vedono un euro. Se poi il mercato del dvd anime collassa, resteranno appunto le sole televisioni a portare i Beycosi e le Bakupalle, il resto dell'animazione resterà dov'è e i giapponesi dagli italiani non vedranno praticamente nulla se non i diritti per dragonball e le bampate (che di concerto è roba che in dvd non esce mai).

Certo, non è detto che sia necessariamente un problema.

Il fatto è che la TV è morta in sè stessa : Mediaset che alza i prezzi per i doppiaggi è solo il tentativo di mettere una pezza nei bilanci in rosso che l' animazione televisiva dà.

Il futuro è internet.

E l'italiano non rimarrà mai più senza animazione giapponese finchè esisteranno i rip e i sub.

Credo che se c'era la Manera in MS, avrebbe comprato hades lo stesso .

Non avrebbe però fatto la cappellata di Margaria di trasmetterlo a 5 puntate dalla fine non doppiate, lo avrebbe trasmesso tutto tirato finito di doppiarlo e stop.

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Comunque se chiedi ai lettori più attenti di HP ne troverai di critiche alla Salani... anche nell'adattamento di altri nomi hanno fatto un gran casino, Silente ad esempio si chiamerebbe Dumbledore che a un inglese darebbe l'idea di un vecchio brontolone altro che silenzioso... insomma non c'è solo Pesci con le aule di gastronomia a prender cantonate

 

Ho messo il termine inglese su google traduzioni e me lo traduce come silente.

Forse così si spiega.

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Così come, passando di palo in frasca cioè di Potter in Altan, Timpa, in inglese, è molto meglio di Pimpa, visto che "pimp" in inglese vuol dire "magnaccia". Il caso è lievemente diverso, lo capisco anch'io, ma conferma che "localizzare" è un concetto che non può prescindere, come piacerebbe a molti, dalla lingua di arrivo.

 

Ah beh da noi negli OVA di Tenchi Muyo fu cambiato, non ricordo come, il nome ad personaggio il cui nome originale era Kagato, scelta compresibile.

Divenne Kayato.

E pure in SF victory il nome dell' amica di Ryu, nel primo episodio fu cambiato ( mi pare fosse Rinko in originale)

 

ah, se l'è presa? allora ritiro tutto, onore a lei per preoccuparsene (cosa rara)

 

Ma quelle son lacrime di coccodrillo.... non poteva mettere una clausola sul contratto che evitasse di modificare i nomi nelle edizioni estere?

No?

E allora cavoli tuoi che sei più ingenua di Miyazaki.

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Ricorderò male, ma la sostanza non cambia molto, Gualtiero.

 

E in ogni caso l'immagine cinematografica che del personaggio è stata data (mai contestata dall'autrice, mi risulta) conferma, non senza autorevolezza dato non solo il successo ma anche la longevità della saga, che il mio gusto in questo caso è quantomeno condiviso, e a livelli di indiscusso professionismo.

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Sì, ma che tipo di personaggio aveva in mente l'autrice?

 

Se lo ha chiamato Dumbledore, antico per "Bumblebee", cioè "calabrone", è perché, come ebbe ad affermare sull'onda della comprensibilissima rabbia suscitata da quella traduzione (per confondendo italiano e spagnolo e scagliandosi pertanto contro "silencio" e non "silente"), se lo immaginava come un vecchio mago che passava il proprio tempo a borbottare tra sé e sé formulette magiche.

 

Perdonatemi, ma praticamente un vecchio rincoglionito.

 

Da quando brontolone e rincoglionito sono sinonimi signor DePalma?

 

Embè? Mi direte. E' l'autrice, ne ha titolo e potere, insindacabilmente.

 

Appunto

 

Sarà, non lo discuto.

 

e ci mancherebbe

 

Ma per come poi il personaggio è arrivato, anche tramite i film, al grande pubblico, "Silente" è qualcosa che gli si attaglia molto meglio di "calabrone", e mi prendo la responsabilità di sostenerlo con tutto il mio personale e soggettivo (ancorché nel caso specifico del tutto ininfluente) arbitrio.

 

Te sostieni quel che ti pare ma la cazzata resta, il film non ha fatto che seguire quanto tradotto nel libro non diamo la colpa a Hollywood che, anzi, quando vuola ha la forza di imporre cambiamenti nei nomi anche dopo DECENNI vogliamo parlare di Optimus Prime? eppure pareva che Commander fosse intoccabile :giggle:

 

Così come, passando di palo in frasca cioè di Potter in Altan, Timpa, in inglese, è molto meglio di Pimpa, visto che "pimp" in inglese vuol dire "magnaccia". Il caso è lievemente diverso, lo capisco anch'io, ma conferma che "localizzare" è un concetto che non può prescindere, come piacerebbe a molti, dalla lingua di arrivo.

 

Vabbè se vai a pescare casi limite abbiamo il problema Laputa in Spagna... emmm... ma cambiare solo una consonante per evitare volgarità non è come scazzare completamente il significato di un nome

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Vabbè se vai a pescare casi limite abbiamo il problema Laputa in Spagna... emmm... ma cambiare solo una consonante per evitare volgarità non è come scazzare completamente il significato di un nome

 

Se è per questo cambiarono pure il nome di Kiki in Nicky perchè " kiki" in spagnolo significa fare sesso.

E se ci fai caso nell' edizione ita di Laputa, viene sempre pronunciato "Lapiuta"

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E pensare che alle superiori nell' Ilidade è possibile ancora trovare "Troia", cavolo qualcuno dovrebbe imporsi e cambiare quello stramaledetto nome che poi i ragazzi non possono concentrarsi a dovere nello studio.

 

-----------------

 

In Harry Potter (che non amo particolarmente come saga, al quarto libro a mio parere inizia a diventare una schifezza) l'autrice aveva in mente proprio un vecchio che borbotta e il Silente della versione italiana (tanto del libro che dei film cinematografici) è una invenzione della Salani, quindi fasulla e pertanto errata. Anche se milioni di lettori non si accorgono dell'errore (tanto alla lettura che alla visione dei film), questo non significa che la Salani abbia ben operato, tant'è che di questo editore mi guarderò bene dal comprare nulla in futuro, nè per me nè per eventuali regali. Anche perchè sembra reiterare questo modo di agire, ultimamente ce ne siamo resi conto coi "rubacchiotti"...

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Ricorderò male, ma la sostanza non cambia molto, Gualtiero.

 

E in ogni caso l'immagine cinematografica che del personaggio è stata data (mai contestata dall'autrice, mi risulta) conferma, non senza autorevolezza dato non solo il successo ma anche la longevità della saga, che il mio gusto in questo caso è quantomeno condiviso, e a livelli di indiscusso professionismo.

 

Ma ti pare che con i libri già trodotti che venduti in MILLLLEMILA copie si siano minimamente posti il problema dell'adattamento senza copiarlo paro paro da quello Salani?

Che poi che cavolo di discorso è "hanno avuto successo quindi è giusto così"? Avrebbero avuto successo con qualsiasi nome scelto per il preside, non è certo quello ad aver influito

 

Vabbè se vai a pescare casi limite abbiamo il problema Laputa in Spagna... emmm... ma cambiare solo una consonante per evitare volgarità non è come scazzare completamente il significato di un nome

 

Se è per questo cambiarono pure il nome di Kiki in Nicky perchè " kiki" in spagnolo significa fare sesso.

E se ci fai caso nell' edizione ita di Laputa, viene sempre pronunciato "Lapiuta"

 

Non ho mai visto quel film in nessuna edizione

 

In Harry Potter (che non amo particolarmente come saga, al quarto libro a mio parere inizia a diventare una schifezza) l'autrice aveva in mente proprio un vecchio che borbotta e il Silente della versione italiana (tanto del libro che dei film cinematografici) è una invenzione della Salani, quindi fasulla e pertanto errata.

 

Tanto che Silente non è silente manco per il cavolo nè nei libri nè nei film, anzi, direi che di chiasso ne fa parecchio :giggle:

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Così come, passando di palo in frasca cioè di Potter in Altan, Timpa, in inglese, è molto meglio di Pimpa, visto che "pimp" in inglese vuol dire "magnaccia". Il caso è lievemente diverso, lo capisco anch'io, ma conferma che "localizzare" è un concetto che non può prescindere, come piacerebbe a molti, dalla lingua di arrivo.

 

Ah beh da noi negli OVA di Tenchi Muyo fu cambiato, non ricordo come, il nome ad personaggio il cui nome originale era Kagato, scelta compresibile.

 

Uno dei rari casi del genere a me ascrivibili.

 

L'altro era 'Rinko' in Street Fighter II V

 

Vabbè se vai a pescare casi limite abbiamo il problema Laputa in Spagna... emmm... ma cambiare solo una consonante per evitare volgarità non è come scazzare completamente il significato di un nome

 

Quello era proprio inteso da Swift, che era un burlone. ^^

 

Ma era anche inglese, quindi la *corretta* pronuncia di Laputa è Lapyuta, all'anglofona.

 

E infatti anche in giapponese è ラピュタ e non ラプタ.

 

Ciò detto, al ridoppiaggio di Laputa potrò (spero) far pronunciare 'Gulliver' come 'Galliver'. :-)

 

Inoltre:

 

Ivo, non pensare che le scelte di stravolgimento siano riuscite perché hanno incontrato il successo di pubblico.

 

La verità è che per 'il grande pubblico' il contenuto di un'opera fa poco e nulla, a tutto vale l'atmofera visiva e la creazione del fenomeno.

 

Non c'è alcun merito di vendita in alcuna scelta di adattamento.

 

E' solo una questione culturale. Buona cultura del rispetto dell'altrui opera, cattiva cultura della boria della riscrittura dell'opera altrui.

 

E poi il pubblico si abitua parimenti all'una o all'altra.

 

Sei Saint Seiya fosse stato tradotto e adattato fedelmente, non avrebbe fatto né un po' più né un po' meno di successo, ne sono certo.

 

E' triste, ma il valore di un buon adattamento o cattivo adattamento è *solo* culturale reale, e educativo/diseducativo.

 

Ogni altra visione è da commerciale sciocchino.

 

Se il fenomeno è *spider man*, una settimana di battage pubblicitario spazzano via decadi di *uomo ragno*, e nessuno se ne fa un patema.

 

Il pubblico di massa è psicologicamente informe.

 

Per questo proporre opere al pubblico comporta (dovrebbe comportare) un'assunzione di responsabilità reale.

 

Tra qualche anno, allo scadere dei diritti, ritradurrò Le Petit Prince a cominciare dal titolo errato. Il fennec (in francese: le renard (du desert) nella mia sign sa il perché. Tanto basta.

Modificato da Shito
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Bumblebee è il bombo, non il calabrone!

 

Comunque direi che fanno testo i libri, non i film od altri adattamenti. E guardatelo con Potter, se non ciacola. Peraltro rende la figura meno stereotipata, che nel caso di Dumbledore è una manna dal cielo.

Non che nei film la cosa cambi, abbiamo un adattamento fedele per le medie cinematografiche.

 

Ma Arriety non era stata tradotta eoni fa, comunque?

Modificato da Dairon
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, il nome ad personaggio il cui nome originale era Kagato, scelta compresibile.

 

 

Salutiamo Kaghao e Albafica da LostCanvas :badassplz: due nomi con una spiegazione a detta dell'autrice :banana:

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Kagaho è in portoghese,

 

Kaghao essendo la precedente vita di Ikki aveva un carattere in comune in giapponese, ma non cè problema tanto da noi si chiama phoenix il vecchio :°_°:

Modificato da Sua Santità
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Kagaho ha il nome in kanji: 輝火(di cui Kagaho, mi dicono dalla regia, è una lettura poco comune)

 

portoghese è, probabilmente, il nome originale di Aldebaran, cioè Hasgard\Rasgado

 

 

(ah, e Yato è probabilmente coreano, a giudicare dai nomi delle sorelle Made in Autrice Originale apparse nell'anime)

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il nome originale di Aldebaran, cioè Hasgard\Rasgado

 

Si, questa è una cosa che va appurata dai copioni. Francamente non vedo l'ora che si faccia luce, non essendoci translitterazioni ufficali note.

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il nome originale di Aldebaran, cioè Hasgard\Rasgado

 

Si, questa è una cosa che va appurata dai copioni. Francamente non vedo l'ora che si faccia luce, non essendoci translitterazioni ufficali note.

beh, fin'ora tutti i nomi usati hanno avuto un significato, tranne Hasgard... e Rasgado un significato lo ha- quindi è ragionevole ritenere che sia quello

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Si, questa è una cosa che va appurata dai copioni. Francamente non vedo l'ora che si faccia luce, non essendoci translitterazioni ufficali note.

 

Beh, Rasgado è un nome portoghese (brasiliano). Hasgard no. Nel Canvas i Gold hanno nomi presi dalle nazioni da cui provengono (le stesse dei Gold del 900).

Albafika deriva da Alba (tipo di rosa) e fika, parola svedese (qui).

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