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Le DIVICHE


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Suitengu Choji di Speedgrapher è uno dei personaggi più belli della mia carriera.

 

A voi pare zozzo?

 

Avercene.

Mi ha incuriosito: ma lei , con quale metro giudica un personaggio piacevole o meno ( come Schwarzenegger Taro di Kekko Kamen) di da doppiare ?

Forse l'affinità del carattere suo e del personaggio da interpretare?

La qualità del prodotto in generale, sia esso anime, film o telefilm?

Il livello delle battute da recitare?

 

 

E una cosa che mi sono sempre chiesto , in generale , con tutti i doppiatori che non sono appassionati di anime.

Se mi potesse togliere questa curiosità gliene sarei grato.

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E' un criterio dettato da esperienza, quella che voi molto frettolosamente liquidate come presunzione, nel migliore dei casi, o con il tranchant "balle", nel peggiore.

 

Ottimo modo per giustificare un "vado a naso e faccio come mi pare" potresti anche indovinare ma anche no, quindi come fai ad arrogarti il diritto di "correggere" qualcosa che non è tuo? poi ripenso al fatto che hai scritto che i dialoghisti registrano alla SIAE il "loro" lavoro... e mi vien da pensare che questo gli ispiri il senso di essere degli autori cosa che non sono

 

A proposito, Alex, ho deciso che ai tuoi rilievi (nonché alla risposta che darai a questo appunto) non rispondo più. Non perché non abbia argomenti, giacché se non li avessi, molto semplicemente non sarei qui visto che non ne ho alcun obbligo. Ma non mi piace il tono con cui mi ti rivolgi, ancorché esso sia del tutto indifferente a chi modera questo forum.

 

Se hai delle rimostranze segnalami ai moderatori io intanto vado avanti tranquillamente a replicare ai tuoi post se non vuoi rispondere sei ovviamente libero di fare come ti pare

 

Il tutto, naturalmente, va preso "mutatis mutandis", prima che qualcuno di voi strombazzi ai quattro venti che mo' De Palma, dopo essersi creduto per anni Dio e Divo, si crede pure un genio della matematica.

 

Credo che tu abbia sbagliato materia...

 

E' per spiegare che un professionista, specie se di lungo corso (e se 30 anni vi sembran pochi che dirvi... pazienza...), agisce secondo un mix di esperienza e di intuito, oltre che di gusto. Il tutto, basato sui materiali originali e sulle informazioni che gli vengono messi a disposizione, e che non è colpa sua se sono carenti o derivanti da ulteriori traduzioni. Al dialoghista, spetta comunque, per la versione italiana, la qualifica di autore, diritti economici inclusi, e non quella di mero traduttore.

 

Vedi sopra, ecco la radice del male... :sisi:

 

Forse ho scovato la "porcata" di Ivo:

 

SPEEDGRAPHER appuntamento sul canale Dahlia eros dal 21 dicembre 2009 ogni lunedì e mercoledì alle ore 22.30 e il sabato in replica a partire dalle ore 23.30.

 

E' molto zozzo? :°_°: Endorino a me! :superfap:

 

Non è che sia zozzo ma è una gonzata del cavolo... in effetti è vergognoso sì :giggle:

 

P.S.: Tanto per far sclerare Shito :°_°:

 

http://www.youtube.com/watch?v=td86B9Wqdlk

 

e non solo lui! :noh::aahh::editoria:

 

Uno dei doppiaggi più MERDOSI mai sentiti! :sick:

Non ho retto nemmeno mezzo episodio! al terzo "prugnetta" mi sono rifiutato di proseguire la visione

Modificato da Alex Halman
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Forse ho scovato la "porcata" di Ivo:

 

SPEEDGRAPHER appuntamento sul canale Dahlia eros dal 21 dicembre 2009 ogni lunedì e mercoledì alle ore 22.30 e il sabato in replica a partire dalle ore 23.30.

 

E' molto zozzo? :°_°: Endorino a me! :superfap:

 

Zozzo? No. Se non sbaglio ha elementi che richiamano a certi fetish giapponesi, ma non è ciò che noi conosciamo come "hentai".

Comunque:

 

http://en.wikipedia....i/Speed_Grapher

 

 

Ma non mi piace il tono con cui mi ti rivolgi, ancorché esso sia del tutto indifferente a chi modera questo forum.

 

Tollero tutti i tipi di tono. Si è tollerato persino il demone per due anni, figurati uno genuino come Alex.

Hai piena libertà di ignorarlo se vuoi, non ti perseguiterà altrove come erano soliti fare altri. Ma in genere se non vi sono forti atti di intolleranza reale o ideologica o intellettuale (in quel caso intervengo a prescindere dal tono) io non censuro mai. La libertà su questo forum è praticamente assoluta finchè non sfocia in qualcosa di poco allegro.

 

Per il resto, c'è anche da comprendere che il discorso è basato su quello che si definisce un argomento "caldo" (tanto che vorrei spostarlo in un topic più appropriato sul doppiaggio, ma non ho voglia di beccarmi di nuovo tre giorni di wall of text con qualche fenomeno che mi dice di averti censurato e spostato altrove).

Fondamentalmente a mio parere si stanno scontrando due posizioni che partono da basi ed esperienze completamente diverse e che non potranno mai coincidere o accordarsi.

Da una parte ci sei tu, che rappresenti la tradizione del doppiaggio italiano e i suoi stilemi (pur con i tuoi tocchi e la tua sensibilità personale per determinati aspetti), dall'altra la categoria di fruitori di anime più appassionata ed esperta che ci sia sulla rete (non nel senso che siamo più appassionati di altri forum, semplicemente siamo tra i più scafati e informati e tra quelli che più hanno vissuto questo fenomeno anime sulla propria pelle), con in mezzo Shito che probabilmente nell'ambiente o è poco considerato o è visto come un figlio dei fiori in preda a qualche sindrome del messia.

 

Quello che mi è parso di capire (libero di dirmi che non ci ho capito una mazza in caso sia così, comunque) è che per la tradizione italiana di doppiaggio prima c'è il cliente (normale) poi il doppiaggio eseguito a regola dettata dalla scuola italiana stessa e solo dopo viene l'opera.

Così è sempre stato, e così probabilmente sempre sarà.

Questo per quanto riguarda gli addetti ai lavori.

 

Ma per quanto riguarda un fruitore attento (o accanito), al primo posto c'è l'opera stessa. Il doppiaggio altro non è che il mero strumento necessario a fruirla in quanto non si conosce la lingua d'origine.

A lui (a me, se preferisci) hai voglia a dire che la tradizione italiana di doppiaggio ha delle tradizioni che sono state nel bene o nel male portate avanti per anni e che ad oggi sono molto radicate tanto che pur cambiando la sensibilità del doppiaggio verso una fedeltà all'originale, comunque restano ben piantate al loro posto. Non credo molto semplicemente che riuscirei ad accettarlo come scriminante semplicemente perchè così è se ci pare.

Non vedo un dialoghista o un adattatore come autori, per me l'unico autore è l'originale giapponese. Coprire un silenzio voluto perchè si ritiene che l'autore in realtà non avrebbe voluto quel silenzio (non parlo di errore di sincrono, parlo proprio di muto inequivocabile, ma anche per il sincrono dipende fin dove si arriva, se in nome del sincrono si cambia il significato delle frasi allora anche in quel caso si sbaglia) o cambiare quello che magari in originale è un semplice urlo trasformandolo in altro (ad esempio se io sento un tizio che nella lingua originale sta facendo "AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH" e mi leggo il sottotitolo "MATILDAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA", allora qualcosa non quadrerà) per me sarà un errore basato su un assunto falsato in origine da quella che è una pratica erronea tramandata dalla tradizione del doppiaggio italiano.

 

Alla stessa maniera io non riesco a capire come si possa comprendere se un silenzio o una determinata espressione o altro si consideri "artistico" e altri invece no. Voglio dire, sono tutte opere da doppiare di autori stranieri, come ritengo uno più artistico dell'altro? Perchè ad esempio io dovrei ritenere più artistico un Casshern Sins di uno Yattaman, o un Gurren Lagann più di un Daltanious, o un Signore degli Anelli più artistico di un La Terra dei Morti Viventi? Su come uno mi sembri più commerciale dell'altro?

Sull'intuito del direttore?

Però così si starà inevitabilmente facendo una scelta soggettiva che non ha al centro l'opera bensì il gusto di chi ci sta lavorando su in quel momento.

Per rifare di nuovo il solito esempio che mi è molto caro: io trovo che il doppiaggio di Gurren Lagann sia particolarmente ben fatto, ottimo nella recitazione della maggior parte dei personaggi, ben adattato eccetera. Ce ne sono pochi di quella qualità e ho comprato volentieri i dvd a prezzo pieno.

Ma per me sarebbe stato ancora meglio se chi era in sala doppiaggio non si fosse preso la briga di aggiungere frasi ed esclamazioni sulla base del suo giudizio artistico, giudizio che deriva da quello che è un errore tramandato negli anni dalla tradizione.

 

Chiaro, probabilmente a suo parere non ha sbagliato affatto perchè ha doppiato a regola d'arte come scuola di doppiaggio impone, così anche i colleghi non gli possono dire niente. Però così si resta sempre allo stesso problema: si pensa più a cosa il mondo del doppiaggio italiano possa pensare piuttosto che a cosa possa pensare il fruitore finale dell'opera (anche perchè immagino che la mole di lavoro derivi soprattutto da come si è considerati nel campo). Col tempo il doppiaggio si è evoluto in senso positivo, ma finchè manterrà questi problemi di fondo non si riuscirà mai a far contento l'appassionato rigoroso. I due punti di vista sono paralleli e non s'incontreranno mai.

Per questo dico che alla fine ci si può anche aspettare che la discussione si scaldi (per quanto siamo lontani da una discussione veramente calda).

 

Questo non vuol dire che la discussione in sè sia inutile, chiaramente. Io per primo la trovo interessante (anche perchè del mondo del doppiaggio italiano e della scuola di pensiero che lo anima io non so una beneamata mazza), e di questo non posso fare altro che ringraziare (Shito alla fine io l'ho sempre visto prima come appassionato e poi come operatore del settore, indi spesso siamo d'accordo e non si va a fondo sui meccanismi e sulle tecniche del doppiaggio italiano, io è la prima volta che sento parlare di assistenti al doppiaggio e di cosa fanno) ma sempre e comunque ad un certo punto si girerà a vuoto: sono diverse le condizioni di partenza. Tu non pensi di sbagliare seguendo la tradizione, l'esperienza e la tua sensibilità personale, io non penserò di sbagliare a chiedere di subordinare tutto ciò, sensibilità compresa, all'opera su cui si sta lavorando. E' tutto lì.

 

Si potrà anche dire "Oh, se è un problema così grosso, guardate che nei dvd c'è l' originale, vi mettete i sottotitoli e siamo tutti contenti", non fosse però che spesso quel doppiaggio mi tocca pagarlo e ancora più spesso capita(o capitava) che le case editrici, avendo notoriamente le pezze alle chiappe, mettanoo su i sottotitoli derivanti dal parlato italiano o addirittura non li mettano affatto (Yamato si fece il numero con God Bless Dancouga, almeno la mia versione non li ha).

Ashita no Joe (Rocky Joe) non è fruibile in italiano. E come lui anche altre serie.

Anche roba relativamente recente (come i dvd del primo Gundam) ha cazzate niente male.

Questo per responsabilità di chi è andato in sala doppiaggio e si è messo a fare modifiche per stare nel sincrono o per altre ragioni, rischiando di rovinare (o rovinando) definitivamente le possibilità di fruizione di una parte dell'opera stessa.

Non va sempre di fortuna beccando la casa che ti mette almeno i sottotitoli fedeli.

Modificato da Fencer
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Da una riga di Fencer ho capito perché empatizzo con Giobs. :D

 

Facezie a parte, le cose cambiano. Inesorabilmente. Stanno cambiado. E' pacifico che io sia radicale in un senso, ma è altresì pacifico che le cose -pur senza venirmi incontro nella mia radicalità- stanno cambiando in quel senso. Non per merito mio, certo, ma per natura delle cose. Il che è blandamente confortante, almeno per me.

 

"O un doppiaggio e un adattamento sono rigorosamente fedeli, o peggio che inutili sono dannosi".

 

La storia ce lo insegna. Non c'è nulla di più criminale (artisticamente parlando) che diffondere l'opera altrui snaturandola, e così sedimentandone una cattiva percezione in un pubblico pure innocente.

Modificato da Shito
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No, beh, certo non è hentai. Duh.

 

Ma vai te a guardare la parte del dentista. Se non mi facesse sghignazzare solo a ricordarla, sarebbe da chiedere come mai non c'è su Madoka (che se ho capito bene sarà nei dizionari alla voce "perversione", o qualcosa del tipo :°_°: ).

Modificato da Dairon
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Le posizioni mi sembrano chiarissime.

Per voi esiste un unico autore.

Per me esiste un autore originale e un autore della versione italiana. Se volutamente ignorate il dato amministrativo che lo conferma (SIAE) non è un problema mio.

 

Voi pagate il doppiaggio italiano?

Un committente paga, e con cifre con cui si acquistano appartamenti, i diritti di sfruttamento di un'opera sul territorio italiano, a seconda della tipologia di supporto e di mezzo di diffusione utilizzata/e. E poi paga il doppiaggio e la promozione del prodotto.

 

Ne fa, pertanto, quello che vuole. Se lo ha importato è per un motivo ben preciso, che si riflette in tutte le sue scelte. Inclusa quella, eventuale, di ridoppiarlo addirittura. Possono essere perfino compresenti due licenziatari dello stesso prodotto, uno per la tv e uno per l'home video, come avvenuto anni fa ad un cartone spagnolo di cui diressi il doppiaggio della versione televisiva, ma non quello (che avvenne con tutt'altro cast e direttore) della versione home video. Quale sarebbe, pertanto in quel caso, il doppiaggio ufficiale? La verità è che non esiste doppiaggio ufficiale di niente. Il primo che fa doppiare un prodotto propone la propria versione. Che è soltanto una delle tante possibili. Date in mano il vostro libro preferito di autore straniero a due diversi traduttori e avrete, pur nel rispetto complessivo dell'originale, due opere tutt'affatto diverse.

 

Non ci credete?

 

Finale del capitolo "La caccia. Terzo giorno" di "Il vecchio e il mare" (Melville).

 

- Traduzione di Cesare Pavese.

 

"Piccoli uccelli volarono ora, strillando, sull'abisso ancora aperto; un tetro frangente bianco si sbatté contro gli orli in pendio; poi tutto ricadde, e il gran sudario del mare tornò a stendersi come si stendeva 5 mila anni fa".

 

- Traduzione di Ruggero Bianchi (1993).

 

"Ma ormai minuscoli uccelli volavano stridenti su quell'abisso ancora spalancato, mentre una bianca risacca asiosa ne frustava i fianchi scoscesi. Poi tutto sprofondò, e il gran sudario del mare riprese a fluttuare, come 5 mila anni fa".

 

 

Come sia l'originale qui non importa, ché non mi interessa far le pulci ai due traduttori, ma solo evidenziare come siano stati, a loro volta, autori essi stessi (anche ai fini SIAE) di due versioni italiane - certo non vicine nel tempo, ma nemmeno abissalmente lontane - molto diverse.

 

Per Zio Sam.

 

Innanzitutto, non vedo perché il mio discorso dovrebbe valere solo per i doppiatori di anime (che poi sono gli stessi che senti anche altrove, comunque). Ma poi, non vedo perché dovrebbe valere per tutti gli appartenenti a una certa categoria (per quanto approssimativa) e soprattutto perché io dovrei rispondere per tutti. Io parlo solo per me stesso. Ciò premesso, è praticamente l'identico discorso già fatto sull'intuito. Un personaggio ti piace o non ti piace innanzitutto "a pelle". Se al primo sguardo, e alla prima battuta che senti, non lo percepisci come giusto per le tue corde, lo prendi subito in antipatia. Poi, per carità, ci lavori lo stesso, ma adorare il proprio personaggio è proprio tutta un'altra cosa. Non insisto sulla materia per evitare che le mie parole vengano percepite, o riportate, come insopportabili sbrodolamenti sulle mie eventuali qualità artistiche.

 

 

 

Per Fencer:

 

> Ma in genere se non vi sono forti atti di intolleranza reale o ideologica o intellettuale (in quel caso intervengo a prescindere dal tono) io non censuro mai. La libertà su questo forum è praticamente assoluta finchè non sfocia in qualcosa di poco allegro.

 

Capisco, quindi devo dedurne che il post di Tancredi per te fosse (contenuti anti-puristi a parte) accettabile in toto, che cioè in esso non fossero ravvisabili "forti atti di intolleranza reale o ideologica o intellettuale", sia in ordine al tono che agli epiteti a me rivolti. Just to know.

Modificato da Ivo De Palma
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E' molto zozzo? :°_°: Endorino a me! :superfap:

 

 

E' una porcata e basta.

 

 

Voi pagate il doppiaggio italiano?

 

Se poi finisce in home video, certo e mica solo il doppiggio, ma pure le altre spese.

Chi dà i soldi al committente che campa sull'home video? Noi.

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Per Fencer:

 

Ma in genere se non vi sono forti atti di intolleranza reale o ideologica o intellettuale (in quel caso intervengo a prescindere dal tono) io non censuro mai. La libertà su questo forum è praticamente assoluta finchè non sfocia in qualcosa di poco allegro.

 

Capisco, quindi devo dedurne che il post di Tancredi per te fosse (contenuti anti-puristi a parte) accettabile in toto, che cioè in esso non fossero ravvisabili "forti atti di intolleranza reale o ideologica o intellettuale", sia in ordine al tono che agli epiteti a me rivolti. Just to know.

 

Avremmo dovuto privarci di un simile fantastica comicità? ma sei pazzo?! Quei post sono un vero spasso! :lolla:

 

Le posizioni mi sembrano chiarissime.

Per voi esiste un unico autore.

Per me esiste un autore originale e un autore della versione italiana. Se volutamente ignorate il dato amministrativo che lo conferma (SIAE) non è un problema mio.

 

Guarda se tiri in ballo la SIAE come conferma stai proprio nel posto giusto, la adoriamo tutti qua :lolla:

Comunque è vero, le posizioni sono chiarissime tu sei per il traduttore che è anche autore quindi autorizzato a metterci del suo in quanto tale noi per vorremmo traduzioni che si limitino a trasporre l'opera originale nella nostra lingua senza aggiungere o levare nulla, almeno nei limiti del possibile, ad esempio davanti a giuchi di parole, rime, frasi idiomatiche, doppi sensi o traduci paro paro e ti perdi qualcosa o ti tocca adattare in qualche modo ma bisogna limitarsi proprio ai punti in cui non ti è possibile farne a meno mantenendo però sempre il significato originario, che è poi è la cosa che più importante

 

Voi pagate il doppiaggio italiano?

 

Un committente paga,

 

e se parliamo di HV poi questo non calcola tali costi al momento di stabilire il prezzo di vendita? :sweatingbullets:

 

Ne fa, pertanto, quello che vuole.

 

Visto che non siamo dei pazzi furiosi ti è già stato detto che se l'imposizione di un cambiamento viene dal committente ci incazziamo lo stesso ma in quel caso CON L'EDITORE, non col dialoghista che devo portare a casa la pagnotta... però qua parliamo del caso in cui sia appunto il dialoghita A SCEGLIERE di fare come gli pare (vedi l'intervista di qualche pagina fa)... e lì non può nascondersi dietro il committente che l'ha lasciato libero di fare come voleva... al massimo un concorso di colpe in effetti perché non ha vigilato adeguatamente su chi ha assunto

 

Se lo ha importato è per un motivo ben preciso, che si riflette in tutte le sue scelte. Inclusa quella, eventuale, di ridoppiarlo addirittura. Possono essere perfino compresenti due licenziatari dello stesso prodotto, uno per la tv e uno per l'home video, come avvenuto anni fa ad un cartone spagnolo di cui diressi il doppiaggio della versione televisiva, ma non quello (che avvenne con tutt'altro cast e direttore) della versione home video. Quale sarebbe, pertanto in quel caso, il doppiaggio ufficiale?

 

ce ne dovrebbe importare qualcosa di quale sia quello "ufficiale"? basta che sia fatto bene

 

La verità è che non esiste doppiaggio ufficiale di niente. Il primo che fa doppiare un prodotto propone la propria versione. Che è soltanto una delle tante possibili. Date in mano il vostro libro preferito di autore straniero a due diversi traduttori e avrete, pur nel rispetto complessivo dell'originale, due opere tutt'affatto diverse.

 

Non ci credete?

 

e perchè non dovremmo? mi viene in mente Harry Potter e Ravanclaw prima tradotto come Pecaranera :lolla: e poi Corvonero... e non è che il secondo sia giusto manco lui ma si son fissati con l'edizione italiana a sottolineare l'uso di un colore associato a ciascuna casa :doh:

 

Finale del capitolo "La caccia. Terzo giorno" di "Il vecchio e il mare" (Melville).

 

 

[...]

 

Come sia l'originale qui non importa, ché non mi interessa far le pulci ai due traduttori, ma solo evidenziare come siano stati, a loro volta, autori essi stessi (anche ai fini SIAE) di due versioni italiane - certo non vicine nel tempo, ma nemmeno abissalmente lontane - molto diverse.

 

Della SIAE fregherà a loro ma me niente, non lo considero certo un argomento a sostegno l'appoggio di un ente di merda che andrebbe cancellato al più presto visto che fa gli interessi SUOI molto più che di quelli che millanta di proteggere (gli autori)

Quale sia l'originale invece IMPORTA ECCOME! anzi, è la cosa PIU' IMPORTANTE

Modificato da Alex Halman
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Per me esiste un autore originale e un autore della versione italiana. Se volutamente ignorate il dato amministrativo che lo conferma (SIAE) non è un problema mio.

 

La Siae può dire quel che vuole, per me Il signore degli anelli ha un solo autore e si chiama Tolkien, così come Gundam 0079 ha come autore Tomino e pochi altri giapponesi. Poi la Siae può vergare il falso su fogli filigranati e bollati, qui si riderà dietro a tale arroganza.

 

Voi pagate il doppiaggio italiano?

Un committente paga, e con cifre con cui si acquistano appartamenti, i diritti di sfruttamento di un'opera sul territorio italiano, a seconda della tipologia di supporto e di mezzo di diffusione utilizzata/e. E poi paga il doppiaggio e la promozione del prodotto.

 

Nel momento in cui si acquista un'opera audiovisiva si, la cifra sborsata dall'editore per inserire una traccia audio è conteggiata negli euro che vengono richiesti a chi voglia comprare il dvd/BR. Qui siamo ben consci da anni del peso che ha un doppiaggio nel prezzo finale di opere che non vanno in tv e proprio per questo le richieste di qualità (aderenza all'originale) sono così elevate. Se devo pagare caro qualcosa, che questo valga la moneta sganciata, che qui mica si paga coi soldi del monopoli.

 

Inclusa quella, eventuale, di ridoppiarlo addirittura.

 

Sfondi una porta aperta. Qui nessuno è contrario al ridoppiaggio fintanto che quello nuovo abbia qualità eguali o superiori (dove per qualità si intende l'aderenza all'originale). Ho enormemente apprezzato il doppiaggio di Porco Rosso della Lucky Red ma ciò non significa che per me tale doppiaggio è intoccabile visto che è solo uno strumento necessario al pubblico italiano, pertanto se venisse sostituito da una versione anche migliore non avrei alcun problema, non verserei una lacrima.

 

Quale sarebbe, pertanto in quel caso, il doppiaggio ufficiale? La verità è che non esiste doppiaggio ufficiale di niente. Il primo che fa doppiare un prodotto propone la propria versione. Che è soltanto una delle tante possibili.

 

Il doppiaggio ufficiale è quello originale proposto dagli autori. Il doppiaggio ufficiale di Star Wars è quello col quale Lucas fece uscire tale film nelle sale statunitensi. Quello italiano invece è uno dei tanti possibili (essendo un mero strumento perfezionabile). Anzi magari ridoppiassero in italiano come si deve la vecchia trilogia.

 

 

Date in mano il vostro libro preferito di autore straniero a due diversi traduttori e avrete, pur nel rispetto complessivo dell'originale, due opere tutt'affatto diverse.

 

Se le due traduzioni si discostassero troppo l'una dall'altra generando emozioni/sensazioni estremamente diverse durante la lettura, nella migliore delle ipotesi una delle due sarebbe totalmente da cestinare.

 

Come sia l'originale qui non importa, ché non mi interessa far le pulci ai due traduttori, ma solo evidenziare come siano stati, a loro volta, autori essi stessi (anche ai fini SIAE) di due versioni italiane - certo non vicine nel tempo, ma nemmeno abissalmente lontane - molto diverse.

 

Autore della traduzione =/= autore dell'opera; dubito che Tullio Dobner prenda soldi come autore dei libri di King, semmai sarà pagato, qualora fosse previsto nel contrattato, per l'uso nel tempo della sua traduzione. Direi che la differenza è abissale. King continuerà a prendere euro ogni volta che S&K ristamperà un suo romanzo, Dobner soltanto finchè la S&K userà una sua traduzione e il contratto lo prevedesse. Poi nelle scartoffie la Siae potrà anche scrivere che Dobner prende soldi in qualità di "cocomero", ciò non significa che Dobner sia veramente un cocomero.

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nnanzitutto, non vedo perché il mio discorso dovrebbe valere solo per i doppiatori di anime (che poi sono gli stessi che senti anche altrove, comunque). Ma poi, non vedo perché dovrebbe valere per tutti gli appartenenti a una certa categoria (per quanto approssimativa) e soprattutto perché io dovrei rispondere per tutti. Io parlo solo per me stesso.

 

Ma infatti non penso che la sua risposta rappresenti l'intera categoria.

La sua opinione su personaggio che ha doppiato e le sono piaciuti o meno riguarda solo lei.

Ho detto solo che mi piacerebbe sentire anche l'opinione di altri doppiatori sull' argomento e visto che lei frequenta questo forum, lo chiedo intanto a lei.

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Sottoscrivo appieno il post di Taro.

 

Come mi capita spesso di dire, un doppiaggio, se e solo se ben fatto, al massimo *serve*. Nel senso che ha un'utilità.

 

Se è fatto male, è peggio che inutile, perché è dannoso.

 

Sì, Ivo, in Italia come scrivevo altrove c'è proprio una pessima 'cultura' della traduzione.

 

Non è solo nel doppiaggio. Vittorini faceva ben di peggio delle cose che hai citato, e in genere è sempre stata un'ignoranza boriosa delle opere originali a legittimare nell'ignoranza il cambiamento indiscriminato.

 

Non si può amare, e neppure apprezzare davvero, ciò che non si capisce.

 

Quindi non capendo un'opera straniera, professionisti e pubblico, non si trova niente di meglio da fare che stravolgerla a proprio uso è consumo.

 

E' una cosa che mi da una sofferenza esistenziale sottile. Tipo, la sconfitta del bello, la morte dell'anima.

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Premessa: mi reputo più che altro un lurker di questo forum, e da tale punto di vista in realtà mi sembra che il tono complessivo degli utenti di questo forum e di Ivo De Palma (posso usare il tuo nick come, appunto, nick? Mi genera strane turbe interiori alternare tra nick e nomi veri su di un forum) in questa discussione sia il più auspicabile possibile, in realtà. Troppo spesso si finisce a trollaggio, insulti e via dicendo, nel mezzo del quale cercare opinioni e informazioni, negli ultimi giorni invece questo thread si sta sviluppando in modo interessantissimo e sto seriamente imparando qualcosa, come Fencer. Quindi non ci si scandalizzi per qualche tono più acceso tipo quello di Alex, come segnalato da Fencer non è lo scopo di questo thread farvi concordare, alla fine un po' di acidità serve a dare pepe. Utenti come quel Tancredi sono trattati come macchiette, e mi sembra più opportuno del considerarli persone normali, anche se mi rendo conto che con Ivo De Palma sia stato eccessivamente incivile.

 

Comunque, già che ci sono. Io non ho uno spiccatissimo interesse nel doppiaggio perché il mio percorso di studi in realtà mi ha portato ad avere meno bisogno di una traduzione di passaggio, e se non devo guardare Tatami Galaxy o Bakemonogatari più o meno posso addirittura azzardarmi a guardare senza sub. Ma per provare a dare uno spunto a partire da roba più vicina ai miei campi: quando nel dopo l'apertura forzata del Giappone iniziò la traduzione di opere letterarie occidentali, il concetto di traduzione in Giappone era quantomai vago, e la conoscenza delle lingue occidentali veniva formata in tempo reali spedendo giovani in Europa. Grazie a questo, si è data origine a tutta una serie di traduzioni che spesso riscrivevano intere parti dell'opera, adattandole alla sensibilità giapponese, a volte con riferimenti, a volte con dettagli stilistici, a volte col modo di piangere di un personaggio. Come il "doppiaggio storico" di Saint Seiya? Sì, credo che le motivazioni di fondo fossero tutto sommato simili. Un esempio che può essere pertinente adesso è quello di Gankutsuou, che è il nome con cui è effettivamente arrivato in Giappone tra il 1901 e il 1902, nella traduzione di Kuroiwa Ruiko, quello che oggi è più noto come Montecristo Haku. La traduzione è stata piuttosto famosa, e le ritraduzioni sono arrivate a imporsi più di recente, un docente di linguistica italiana che conosco in Giappone lo ha letto in quella traduzione "antica", e ha meno di 50 anni. Quella traduzione apportava tutta una sua serie di variazioni all'opera, cambiando i nomi di luoghi e persone in equivalenti fruibili ai giapponesi, e dando più spazio a certi personaggi che ad altri.

 

Vi ricorda qualcosa? Credo di sì. Questo, a parte essere un affascinante trivia per chi si interessa di questioni di adattamento, può essere uno spunto per qualche riflessione. Perché è questo Gankutsuou che ha creato la percezione più radicata del romanzo di Dumas in Giappone, ed è da questa percezione dell'opera che ha avuto origine, tra le altre cose, l'anime di GONZO. Che non è un capolavoro, ma è un prodotto interessante, e se analizzato di fianco al romanzo le differenze più che stupidità trovo espongano elementi di una diversa sensibilità. La diversa sensibilità di due paesi e le possibilità di comunicabilità culturale sono un argomento che mi è piuttosto caro, ma è piuttosto estraneo al doppiaggio quindi lasciamolo da parte.

 

Il punto a cui voglio arrivare è che oggigiorno "Gankutsuou" è un'entità autonoma filologicamente interessante, importantissima se si vuole ricostruire la percezione dell'opera in Giappone. Ovviamente è infedele ma, anche da appassionato dell'opera di Dumas - e vi assicuro che lo sono - posso dirmi infastidito dalla cosa, nel momento in cui guardo la cosa da una prospettiva storiografica? No, sinceramente no. Perché la storia è fatta di momenti, di coincidenze. La scuola di traduzione Meiji non è una cosa troppo diversa dalla scuola di doppiaggio italiana. Tutto quello che genera un percorso interessante per me non è un danno, e soprattutto è parte della Storia, quella con la s maiuscola.

 

Ovviamente è molto più facile adottare una simile prospettiva quando hai oltre un secolo su cui ragionare, e se vuoi usufruire correttamente dell'opera in questione oggi ci sono tante strade, tra cui un'interessantissima nuova traduzione italiana del 2010, basata sulla più aggiornata traduzione francese del 1993. Se oggigiorno uno è un fan di una determinata opera in una lingua che non gli è accessibile, è un po' la cacca doversi adeguare ai corsi e ricorsi della storia del doppiaggio in italia. Trovo normale desiderare la versione più accurata possibile di un prodotto che si ambisce. Tuttavia, più questo desiderio è rivolto a un prodotto di nicchia, meno è attuabile. Gli adattamenti letterari seguono percorsi che si sviluppano nei secoli. Oggi io, italiano, nel 2011, posso leggere un Conte di Montecristo diverso da quello che ho letto quando andavo alle medie. Il fatto che quello di oggi sia più accurato dell'altro invalida la mia gioventù? Non mi sembra, anzi, ho fatto parte di un percorso, e attraverso le mie scelte di vita anche Gankutsuou è entrato a far parte della mia esperienza di vita. tutto questo, sinceramente, a me piace.

 

Aspettarsi oggigiorno dal doppiaggio italiano di anime una fruizione perfetta di un prodotto di animazione giapponese mi sembra eccessivo. Non credo sia qualcosa di possibile in generale. Ad esempio, quando io oggi guardo un anime in lingua senza sub, capisco che succede? Sì. Sto avendo la stessa fruizione del prodotto di un madrelingua? No, nenche lontanamente, e questo vale anche per gente che, a mia differenza, ha un giapponese che potremmo considerare "perfetto". La perfetta abilità comunicativa in una lingua non ti offre necessariamente la possibilità di un accesso perfetto alla loro "arte". non credo che uno straniero, leggendo Tanizaki, proverà mai quello che prova un giapponese. Ma questo va bene, perché gli approcci sono necessariamente graduali, filtrati, e questo secondo me non è un male. è come funziona il mondo oggi che culture completamente diverse possono incontrarsi.

 

Ovviamente, se il corno di Aldebaran diventa un punto debole allora l'adattamento è brutto. Su questo spero siano concordi tutte le persone rilevanti in questo topic. Ma dobbiamo anche ragionare su cosa si possa chiedere all'adattamento di un cartone animato per ragazzi. In particolare, non credo che i direttori del doppiaggio, per quello che ho letto in questo topic, possano essere ritenuti i responsabili di questa perfetta, ideale fruizione del prodotto. Insomma, già solo perché il giapponese non lo conoscono o credo lo conoscano meno di me, il loro ruolo è un altro. Devono offrire una percezione che 1) sia alla loro portata e 2) sia adatta alla lingua d'arrivo. Il gusto del singolo spettatore sarà sempre variegato: per dire, io apprezzo tutto il lavoro d'impronta recitativa e fonologica di Shito - come direttore del doppiaggio lo apprezzo - ma in linea di massima non mi sono trovato ad apprezzare il suo modo di approcciare la lingua d'arrivo, l'italiano. Mentre, per dire, a quel che leggo qui - non so molto di doppiaggio italiano e non saprei dire cosa abbia diretto - trovo lecite molte osservazioni sulla lingua d'arrivo di Ivo De Palma.

 

Alla fine, una persona che non conosca il giapponese ma che voglia usufruire di un prodotto dell'arcipelago troverà sempre qualcosa di cui lamentarsi. Trovo giusto non volere corna di Aldebaran e simili, ma bisogna anche ragionare su cosa si sta chiedendo. Io da un doppiaggio italiano mi trovo a volere una serie di cose che nascono dalla mia esperienza personale e dal mio rapporto con le lingue: troverei folle aspettarmi dai responsabili una perfetta aderenza alle mie visione. E se su questo forum si è tutti concordi finché c'è da dire che il doppiaggio storico è sballato - l'acqua calda, mi vien da dire - sono sicuro che si potrebbero trovare molte divergenze tra i desideri effettivi delle singole persone. Insomma, fare le pulci secondo me è male in tutti i campi, mentre una prospettiva più generale può, quantomento, aprire la strada a riflessioni interessanti. Come se ne stanno avendo tante in questo topic.

 

Anf. Wall of text, scusate. Non lo rileggerò, spero sia leggibile. Morale di fondo, fate l'amore, non fate la guerra.

Modificato da Zenone
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Riassunto di ottimo Wall of Text: "sono parzialmente rinunciatario a priori sull'efficienza della comunicazione interlinguistica".

 

Capisco.

 

Tuttavia, per quanto io concordi la 'perfezione' comunicativa sia impossibile da raggiungersi, sono certo che debba restare l'ideale concetto limite dell'interpretariato linguistico. E' un limite, non lo si raggiungerà mai, ma ci si avvicinerà indefinitamente.

 

Tipo la freccia scoccata contro l'albero che non raggiungerà mai l'albero, ecco. ;-)

 

C'è poi un'altra cosa. Per come la vedo io, la fruizione di un'opera straniera (fedelmente tradotta) è occasione di incontro col diverso. Non si deve indorare la pillola di questa diversità, domesticando l'opera, perché è proprio abbattere il valore di quell'incontro.

 

Non percepirò mai come null'altro che quello che sono (molti miei congiunti si interrogano su cosa sia, in effetti, ma è altra storia), ma è proprio irretendomi dinanzi alla stridente diversità culturale che posso interessarmi in qualcosa, e da quell'interesse nascere l'arricchimento personale.

Modificato da Shito
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Beh, lo sono anche più che parzialmente, ma quello credo si capisca leggendo. Ho scritto pensando al dare un paio di spunti possibilmente interessanti partendo dalla mia esperienza di vita. Al più si discuta di quelli, o si vada avanti, è tutto molto più interessante di me!

 

In ogni caso, concordo possa essere giusto avere questa tendenza. Credo anche però che la stessa tendenza possa assumere molte forme. Dopotutto, in questo topic ce ne sono due esempi, no? E probabilmente ce ne saranno altri, ma quelli aspetterò eventualmente di leggerli tramite altra gente del settore.

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Le posizioni mi sembrano chiarissime.

Per voi esiste un unico autore.

Per me esiste un autore originale e un autore della versione italiana. Se volutamente ignorate il dato amministrativo che lo conferma (SIAE) non è un problema mio.

 

Il fatto che la SIAE dica che un tizio è un autore non vuol dire che una posizione sia più valida dell'altra.

Semplicemente, la SIAE per qualche ragione ha chiamato autore chi dovrebbe essere un traduttore, ma è una questione sua, non mia.

 

Voi pagate il doppiaggio italiano?

Un committente paga, e con cifre con cui si acquistano appartamenti, i diritti di sfruttamento di un'opera sul territorio italiano, a seconda della tipologia di supporto e di mezzo di diffusione utilizzata/e. E poi paga il doppiaggio e la promozione del prodotto.

 

Il committente paga il doppiaggio e poi ne ricarica i costi sul prezzo del BR\dvd che io andrò ad acquistare.

E' una semplice regola che credo sia alla base di qualunque azienda (i ricavi devono essere quantomeno pari ai costi, almeno mi pareva), nonchè alla base di prezzi come i 25 euro per BR con un solo episodio stile Gundam Unicorn, una serie che non va in televisione.

Tant'è vero che quando pensano di non poter coprire i costi di doppiaggio con le vendite e non hanno una televisione anche scalcinata che ne copra una parte, la roba non esce.

 

Ne fa, pertanto, quello che vuole. Se lo ha importato è per un motivo ben preciso, che si riflette in tutte le sue scelte. Inclusa quella, eventuale, di ridoppiarlo addirittura. Possono essere perfino compresenti due licenziatari dello stesso prodotto, uno per la tv e uno per l'home video, come avvenuto anni fa ad un cartone spagnolo di cui diressi il doppiaggio della versione televisiva, ma non quello (che avvenne con tutt'altro cast e direttore) della versione home video. Quale sarebbe, pertanto in quel caso, il doppiaggio ufficiale? La verità è che non esiste doppiaggio ufficiale di niente. Il primo che fa doppiare un prodotto propone la propria versione. Che è soltanto una delle tante possibili.

 

Il fatto che ne possa fare quello che vuole, non vuol dire che quel che ne fa sia universalmente "giusto" ma solo che quello che fa secondo la legge è "legittimo". Ma è tutto fuorchè tale dal punto di vista di un appassionato.

Se un committente compra un'opera e sulla base del suo assunto personale ne fa coprire i silenzi (parte integrante della stessa) a mio parere farà comunque una stupidata nonostante i diritti siano suoi.

Se un direttore del doppiaggio a cui residua la possibilità di scelta decide di coprire i silenzi sulla base del fatto che secondo lui non sono una scelta artistica precisa, cambia il significato delle frasi per farle stare nel sincrono o si inventa pezzi di dialogo direttamente, allora per me starà comunque facendo stupidata nonostante il committente gli abbia affidato ufficialmente un'opera di cui ha i diritti.

Parlando di doppiaggio ufficiale originale, la mia posizione rispecchia quella di Taro. Se poi vi sono più versioni ufficiali (come i film di Saint Seiya), il migliore per me sarà semplicemente quello che mi permetterà di fruire meglio l'originale, cosa che again non vuol dire un becero 1:1 dell'originale, ma una traduzione valida che permetta di fruire l'opera così come l'autore voleva trasmetterla.

 

Date in mano il vostro libro preferito di autore straniero a due diversi traduttori e avrete, pur nel rispetto complessivo dell'originale, due opere tutt'affatto diverse.

 

Non ci credete?

 

Finale del capitolo "La caccia. Terzo giorno" di "Il vecchio e il mare" (Melville).

 

- Traduzione di Cesare Pavese.

 

"Piccoli uccelli volarono ora, strillando, sull'abisso ancora aperto; un tetro frangente bianco si sbatté contro gli orli in pendio; poi tutto ricadde, e il gran sudario del mare tornò a stendersi come si stendeva 5 mila anni fa".

 

- Traduzione di Ruggero Bianchi (1993).

 

"Ma ormai minuscoli uccelli volavano stridenti su quell'abisso ancora spalancato, mentre una bianca risacca asiosa ne frustava i fianchi scoscesi. Poi tutto sprofondò, e il gran sudario del mare riprese a fluttuare, come 5 mila anni fa".

 

 

Come sia l'originale qui non importa, ché non mi interessa far le pulci ai due traduttori, ma solo evidenziare come siano stati, a loro volta, autori essi stessi (anche ai fini SIAE) di due versioni italiane - certo non vicine nel tempo, ma nemmeno abissalmente lontane - molto diverse.

 

Per me invece quello che importa è proprio l'originale. Se entrambe le traduzioni sono tali da potermi permettere di fruire pienamente l'opera originale inglese o in quale che sia la lingua in cui è scritta, saranno entrambe traduzioni valide di cui la migliore (di nuovo, per me) sarà quella che meglio permette di fruire l'opera originale così come l'autore ha inteso trasmetterla.

Ovviamente, si perderà sempre qualcosa (lo stesso Zenny o altri via MSN mi hanno detto che spesso è inevitabile perdere qualcosa della lingua originale nel passaggio da giapponese a italiano) e sempre vi sarà un tocco "personale" del traduttore di turno.

Ma l'autore è sempre quello originale, di cui il traduttore ha il compito di rendere l'opera.

Un autore è qualcuno che crea ex-novo dal nulla, non uno che traduce qualcosa di già esistente.

 

Per Fencer:

 

> Ma in genere se non vi sono forti atti di intolleranza reale o ideologica o intellettuale (in quel caso intervengo a prescindere dal tono) io non censuro mai. La libertà su questo forum è praticamente assoluta finchè non sfocia in qualcosa di poco allegro.

 

Capisco, quindi devo dedurne che il post di Tancredi per te fosse (contenuti anti-puristi a parte) accettabile in toto, che cioè in esso non fossero ravvisabili "forti atti di intolleranza reale o ideologica o intellettuale", sia in ordine al tono che agli epiteti a me rivolti. Just to know.

 

Ha appunto insultato entrambi, eh.

 

Comunque fosse stato scritto da un utente normale, di sicuro l'avrei segato o mi sarei messo a fare casino. Semplicemente io non riconosco a Tancredi un quoziente intellettivo tale da prendere i suoi interventi sul serio. Sono solo piacevoli deliri da leggere mentre si sorseggia una tazza di tè facendosi due risate e pensando che da qualche parte c'è davvero un minus habens che sta scrivendo quelle parole. Ma non è niente da prendere sul serio e mi pare che anche tu ne abbia tratto la stessa reazione che ne ho tratto io, ovvero una sonora risata.

Anche mi dicesse che dovrei buttarmi sotto un treno (e l'ha fatto quando ha cannato e per sbaglio ha postato in pubblico la risposta a un pm mandando invece in pm la risposta a quello che era l'intervento pubblico) continuerei a ridergli semplicemente in faccia e lasciare le sue risposte in giro per continuare a far ridere me e gli altri.

Sul tuo forum c'era un topic simpatico in cui prendevi per il culo i pm di questi esemplari, mi pare. Non credo li prendessi sul serio nemmeno tu.

Se mi attacco col demone è perchè gli riconosco quantomeno il quoziente intellettivo di un normale essere umano con tutte le paranoie e le illusioni del caso.

A Tancredi al massimo si può riconoscere il quoziente intellettivo dell'orango e probabilmente sto sovrastimando.

Certo, un orango molto divertente.

 

EDIT: il nome originale della casata di CorvoNero è RAVENCLAW?

Ma?

Modificato da Fencer
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(Per la precisione; il diritto d'autore nasce "ab origine" con la realizzazione di un'opera, e, per quanto singolare possa essere da dire, le traduzioni e gli adattamenti sono coperte da diritto d'autore; la SIAE alla fine altro non e' se non un 'registro temporale', che 'indica' una data precisa che di fatto rende il diritto d'autore su quella certa cosa esigibile 'erga omnes', ovverosia contro pretese di altri, MA specialmente ed essenzialmente nei riguardi delle opere INEDITE. Ad esempio, nel momento stesso in cui un 'qualcosa' viene pubblicato, quell'opera da quel momento 'decorre' come sfruttamento dei diritti d'autore.)

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E' ovvio che sul prezzo finale incidono tutte le spese fino a quel momento sostenute, ma in realtà il mio discorso si ferma molto prima. I giapponesi quei soldi li hanno presi? Sì. Hanno concordato le linee generali di intervento col distributore italiano, con speciale riferimento ai nomi dei personaggi? Sì, poiché è quel che accade regolarmente oggigiorno. E allora da quel momento in avanti i diritti per quel dato sfruttamento in Italia sono di chi li ha acquistati e nel dire che ne fa quello che vuole non escludo assolutamente la scelta a voi più cara. Dico solo che non è scontata.

 

Per quanto mi riguarda, il mio lavoro, qualora coinvolto nell'edizione italiana di qualsiasi cosa con compiti di responsabilità, è condurla in porto con criteri professionali che voi contestate ma sui quali io materialmente vivo, e in accordo con i desiderata del mio cliente, che hanno la priorità su tutto. Se il cliente è particolarmente illuminato nella direzione da voi auspicata e mi chiede di perseguirla, darò sicuramente il massimo, come ho già fatto in passato, per accontentarlo. Aver deciso di ascoltare in un caso (il Meikai) anche il pubblico è stata una mia signorilità (non da tutti apprezzata, evidentemente, ma pazienza) assolutamente non dovuta, ma che è chiara dimostrazione di un'apertura non certo molto frequente in chi opera nel settore. Anche la mia presenza qui è chiara dimostrazione che il vostro parere (certamente avverso al mio e per di più espresso con toni discutibili, ancorché liquidati come farseschi o nel migliore dei casi "genuini"...) mi interessa, altrimenti impiegherei il tempo diversamente.

 

Se vogliamo arrivare fino al prezzo che voi pagate per prodotti che non vi soddisfano, non mi resta che consigliarvi, per l'ennesima volta, lo sciopero del portafoglio, che è l'unico che funziona e di fronte al quale, per dirla con l'espressione che vedreste benissimo anche detta da un giapponese e che io non mi sognerei MAI di attribuirgli, spero almeno in questo confortato da Shito, "tutte le chiacchiere stanno a zero". Lo fate già ma siete troppo pochi per incidere realmente nella vicenda? Prendetene atto. Io, ad ogni buon conto, la vostra testimonianza mi prendo la briga di ascoltarla e di dibatterla.

Modificato da Ivo De Palma
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Ivo, per quanto riguarda me in particolare, il portafoglio lo apro davanti all'opera in sè e se mi soddisfa abbastanza, so che devo pagare anche il doppiaggio italiano di cui spesso m'importa poco (ma dipende dai casi, se devo vedermi qualcosa con gli amici non posso ricorrere al sub only), ma lo faccio. Per supportare l'opera originale, non il mercato italiano.

Lo sciopero per un doppiaggio nuovo che non mi soddisfa a pieno non lo faccio, al massimo lo farei se oltre a un doppiaggio storico pieno di errori non si pone rimedio con una traduzione aggiornata almeno nei sottotitoli, ma dire "facile: non comprate" non è la soluzione ideale per un appassionato.

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Se vogliamo arrivare fino al prezzo che voi pagate per prodotti che non vi soddisfano, non mi resta che consigliarvi, per l'ennesima volta, lo sciopero del portafoglio, che è l'unico che funziona e di fronte al quale, per dirla con l'espressione che vedreste benissimo anche detta da un giapponese e che io non mi sognerei MAI di attribuirgli, spero almeno in questo confortato da Shito, "tutte le chiacchiere stanno a zero". Lo fate già ma siete troppo pochi per incidere realmente nella vicenda? Prendetene atto. Io, ad ogni buon conto, la vostra testimonianza mi prendo la briga di ascoltarla e di dibatterla.

 

Questo è oro.

 

Nel senso che, come ho sempre detto e sostenuto, ogni pubblico ha il mercato "che si merita", perché il libero mercato è in economia ciò che la democrazia è in politica.

 

Ho sempre sostenuto che la "dignità dell'acquirente" è saper premiare con l'acquisto e punire con l'astensione dall'acquisto i produttori che ritiene virtuosi o viziosi. Il voto dell'acquirente si esprime con le banconote. Così il pubblico può esprimere la sua 'preferenza' in un linguaggio sensibile al produttore, in nessun altro modo. Lo dissi in una vecchissima intervista che venne letta e intesa tutta al contrario, e io additato come strangolatore del povero pubblico vessato dagli editori cattivi.

 

La realtà è che in un sistema maggioritario, l'istanza minoritaria è insignificante. Ovviamente una nicchia di mercato è un sub-segmento che può avere una maggioranza interna che rappresenta una minoranza nella grande figura, questo è ovvio. Ma ancora, la minoranza deve sapersi esprimere in termini economici.

 

Non si può, insomma 'piangere' per le cose che si ritengono malfatte ma poi comprarle lo stesso perché "questo passa il convento".

 

Ancora, io Mononoke Hime al cinema non l'ho mai visto. Fu un sacrificio, per me. Sono sempre convinto di avere agito secondo la mia giusta coscienza, e per il meglio.

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Per supportare l'opera originale, non il mercato italiano.

 

Però facendo così supporti lo stesso il mercato italiano e non l'opera originale, perchè i diritti i jappi li hanno presi al momento in cui l'opera è in uscita in Italia e quindi che venda o meno a loro frega relativamente .

Certo, ci sono eccezioni in saghe tipo Gundam, dove uno compra la prima serie nella speranza che le vendite spingano a far uscire la seconda o i film ad essa correlati ecc...

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Un principio, è un principio.

 

Si difende indipendentemente dal resto.

 

Non comprare non si ripercuote sull'opera originale, perché come detto essa è già stata ampiamente remunerata.

 

Se poi mi dite che comprate e skippate proprio il doppiaggio passando all'originale con o senza sottotitoli, allora vi ringrazio per avermi dato ragione: il DVD accontenta tutti, quindi chi vuole l'originale se lo segua lasciando liberi gli altri di seguire la versione italiana. Chi vorrebbe una versione italiana a proprio gusto o se la fa, o è abbastanza forte da farla fare. Tertium non datur.

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