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Rebuild of Evangelion


El Barto

  

57 utenti hanno votato

  1. 1. Come dovrebbe essere il finale di Rebuild of Evangelion?

    • Pirandelliano! (come la serie tv)
      5
    • Pascoliano! (come The End of Evagelion)
      4
    • D'Annunziano! (va tutto a p*ttan*)
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    • Non so
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    • Kyoshinhei! (NSD Non Siamo Degni!)
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Infatti Mimi wo Sumaseba è un dolce shoujo trasposto in un film per famiglie.

 

Non ha l'intento di certi classici della letteratura trasposti in animazione.

 

Versailles no Bara è uno shoujo e infatti ne mantiene tutte le caratteristiche, da Margaret in su. Non è tratto da un'opera letteraria. Semmai influenzato da una certa biografia della Rosa di Versailles, aka la Delfina MA.

 

D'artagnan è 'tratto da', non si propone come una trasposizione animata del classico di Dumas per quello che fosse/era/e'.

 

Il ciclo dei "classici della letteratura/teatro mondiale", invece, sì. Avevano un intento divulgativo di un contenuto schiettamente culturale e educativo, cosa che per le altre opere citate NON e'. Non lo è neppure per Howl, o per Mirai Shounen Conan, per dire. Possibile che questa cosa tanto palese sfugga alle menti annebbiate dal giustificazionismo dissimulato?

Modificato da Shito
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Il ciclo dei "classici della letteratura/teatro mondiale", invece, sì. Avevano un intento divulgativo di un contenuto schiettamente culturale e educativo, cosa che per le altre opere citate NON e'. Non lo è neppure per Howl, o per Mirai Shounen Conan, per dire. Possibile che questa cosa tanto palese sfugga alle menti annebbiate dal giustificazionismo dissimulato?

Possibile che a te sfugga che l' " intento divulgativo di un contenuto schiettamente culturale e educativo ", l' non era presente tanto nel racconto originario quanto nella sua trasposizione animata, e quindi voluta dai produttori /registi del caso per arruffianrasi i mercati occidentali ( sopratuto le loro famiglie, che non mano i cartoni nippo violenti) ?

Perchè una storia può essere rinarrata in mille modi.

In poche parole, se Candy lo davano alla Nippon animation e ai registi animatori dei "classici della letteratura/teatro mondiale" ,magari te lo trasformavano in qualcosa di molto simile, sicuramente diverso da come lo ha fatto Toei.

Modificato da Zio Sam
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Se pensi che a quei tempi si producessero anime con in mente mercati diversi da quello giapponese interno, non sai davvero di cosa stai parlando.

 

Credo infatti a questo punto che tu non lo sappia e non ti renda conto di quello che dici.

Modificato da Shito
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l'intento produttivo, realizzativo, di un anime tratto da un classico della letteratura è una cosa.

 

l'intento produttivo, realizzativo, di un anime tratto da un shoujo manga è un'altra cosa.

 

D'artagnan (quello con Aramis che è una donna)

Lady Oscar

 

 

 

E che cambia?

Tutta sta polemica davvero non riesco a comprenderla.

E comunque si stava parlando di Rebuild of Evangelion e quanto spigne dippiù rispetto a NGE.

Embè?

Non sai come funziona?

Si parla di NGE in tutti i topic tranne in quelli che hanno in titolo NGE

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Se pensi che a quei tempi si producessero anime con in mente mercati diversi da quello giapponese interno, non sai davvero di cosa stai parlando.

 

Credo infatti a questo punto che tu non lo sappia e non ti renda conto di quello che dici.

Ovvio che dessero sempre precedenza ai mercati interni , ma non credo fosse un caso che in queste trasposizioni di classici, la Nippon animation evitasse accuratamente di far vedere qualsiasi scena di nudo o violenza ( vedi sangue) .

Così come non credo fosse un caso che accettassero coproduzioni (l'Ape Maya, 1975 ) o realizzassero anime addirittura su mascotte delle Olimpiadi ( Misha 1979)

E per quale altro motivo acquistavano simili licenze , se non , oltre a puntare sul mercato interno , anche di vendere la serie all' estero?

Avere dei titoli di richiamo che fruttassero sicura liquidità già solo con la vendita estera, oltre alle serie dedicate al mercato interno?

D'altro canto, già la Toei aveva capito negli anni 60 il valore commerciale dei classici della letteratura, tanto che l' allora presidente Okada, che dopo una prima serie di lungometraggi con ambientazione nipponica si è dato a storie dal gusto occidentale per cercare di convincere gli uomini dell' ovest a comprare i suoi film.

Persino Hols, che doveva essere all' inizio ispirato alla favola Ainu Taiyo no Oji, gli fu cambiata l'ambientazione nell' occidentalissimo nord vichingo per via dell' esportazione.

Che poi questo nuovo ciclo di film non sia riuscito a penetrare all' estero , convincendo Toei a rannicchiarsi nel solo mercato interno, questo è un altro discorso.

 

M poi perchè ogni volta che le tue teorie cadono ti focalizzi su un altra parte del discorso ?

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il fantasy come genere nasce ed insieme muore con Tolkien; poi a lungo si e' pasteggiato sul suo cadavere ponendo infiniti sotto generi, a partire dall'High al Low (Fafhrd & Graymouser and so on)

 

 

Il termine fantasy, come genere letterario a sé stante, risale al secolo precedente ad entrambi. Non ti preoccupare che Conan lo chiamavano fantasy a lettere cubitali, prima che apparisse in qualunque libreria il termine "Hobbit".

 

Comunque sfugge cosa sosterrebbe Zio Sam, se chiedete a me.

Modificato da Dairon
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[

Comunque sfugge cosa sosterrebbe Zio Sam, se chiedete a me.

 

Sfugge quasi a me pensa un pò!

Cioè sono partito parlando di come sia riduttivo definire sbagliato che un adulto guardi cosidetti " anime per bambini" e da lì io e Shito siamo passati a

 

Le trasposizioni animate dei classici delle letteratura

 

Le trasposizioni animate dei manga

 

I tizi di 40 anni ciccioni che lanciano onde kameameah

 

Aramis di Dartagnan che pare un uomo ma in realtà è una donna come Lady Oscar nonstante Dumas non sapesse manco cosa fosse Lady Oscar. O gli anime

 

Tu sei un bambino immaturo, o ragione invece io gnè gnè gnè ^_^

 

Perchè Miyazaki e il Ghibli si ostinano a fare anime tratti da manga o romanzi che tanto poi ignorano il soggetto originale e si mettono a fare il film come cazzo gli pare loro.

 

Se è vero che ai giapponesi piaccia qualsivoglia valuta diversa dallo yen

 

E dulcis in fundo , la supercazzola antani con scappellamento a destra in circolare tonda ( è stata ripetuta più volte , ma nessuno, se non dotato di un intelligenza superiore sarà riuscito a coglierla. Tuttavia nelle menti più primitive sarà rimasta la sensazione che tutti i post di Sam potessero sembrare un accozzaglia di parole a caso che messe insieme danno una straniante parvenza di senso logico)

Modificato da Zio Sam
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il fantasy come genere nasce ed insieme muore con Tolkien; poi a lungo si e' pasteggiato sul suo cadavere ponendo infiniti sotto generi, a partire dall'High al Low (Fafhrd & Graymouser and so on)

 

 

Il termine fantasy, come genere letterario a sé stante, risale al secolo precedente ad entrambi. Non ti preoccupare che Conan lo chiamavano fantasy a lettere cubitali, prima che apparisse in qualunque libreria il termine "Hobbit".

 

Comunque sfugge cosa sosterrebbe Zio Sam, se chiedete a me.

 

Lo sapevo che qualcuno avrebbe replicato cosi' :lol:

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Ai giapponesi negli anni '60-'70-'80 non fregava proprio nulla del mercato estero. Ma anche nei '90, và. Pure Anno dice che creando Eva non aveva per niente pensato al fatto che sarebbe stato trasmesso all'estero (e così torniamo IT).

I meisaku sono stati fatti per i bambini giapponesi. Che siano stati esportati è stata pura coincidenza.

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Ai giapponesi negli anni '60-'70-'80 non fregava proprio nulla del mercato estero. Ma anche nei '90, và. Pure Anno dice che creando Eva non aveva per niente pensato al fatto che sarebbe stato trasmesso all'estero (e così torniamo IT).

I meisaku sono stati fatti per i bambini giapponesi. Che siano stati esportati è stata pura coincidenza.

 

Mi pareva una operazione di eccessiva lungimiranza per dei nipponi

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Ai giapponesi negli anni '60-'70-'80 non fregava proprio nulla del mercato estero. Ma anche nei '90, và. Pure Anno dice che creando Eva non aveva per niente pensato al fatto che sarebbe stato trasmesso all'estero (e così torniamo IT).

I meisaku sono stati fatti per i bambini giapponesi. Che siano stati esportati è stata pura coincidenza.

Ma sei sicuro?

Anche io continuo adire che i nippo dessero la precedenza al mercato interno, ma che snobbassero i mercati esteri come comunemente si pensa credo sia un errore.

Basti pensare che ne Il Grande Mazinga, i protagonisti vanno in Chiesa , pregano Gesù e mangiano con le posate occidentali (non ricordo se solo in alcuni episodi o tutti).

Sarà mica una strizzata d' occhio all' Occidente e in particolare la Spagna ( primo paese occidentale che esportò le serie robotiche Toei) dove Mazinga Z fuorieggiava ?

Io l'ho sempre pensata così, altrimenti spiegatemi voi che cacchio ci vanno a fare dei giapponesi in Chiesa se stì anime sono pensati solo per il mercato interno.

Nishizaki ribattezzò Saraba Yamato in " Arrivederci Yamato" per l'esportazione invece del solito titolo inglese, alla faccia di come noi italiani eravamo poco considerati.

E non parliamo di tutte le coproduzioni realizzate negli anni.

 

Vabbuò, la smetto di delirare và :P

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No, Sam, è che proprio non sai di cosa stai parlando.

 

E' solo questo. Ancora ai tempi di Alessandra Valeri Manera, molti soggetti giapponesi "non ci credevano" che in europa comprassero le loro produzioni.

 

Le co-produzioni c'entrano poco e nulla, sono altro discorso come quando i giapponesi facevano il 'lavoro da muscoli da forza lavoro del secondo mondo" per le serie US.

 

E' tutta storia, sono cose note.

 

Non per te, come hai dimostrato, ma sono cose note.

 

Ma ancor più, continui a ignorare/negare/contraddire l'evidenza dei fatti.

 

Non "mie teorie", dico l'evidenza dei fatti. Semplice. Bruta.

 

Tipo che sale e pepe sono cose diverse. A questo livello.

 

Ti lamenti che si faccia un calderone, ma sei solo tu che lo fai, nell'intile ridicolo tentativo di giustificare tue visioni del tutto presuntive, e false, e distanti dalla realtà.

 

E infondate. E insensate.

 

Tu hai 'sempre pensato' che siccome in Great Mazinger c'era il cristianesimo allora wowowow era per noi cristiani?

 

E' solo una stupida presunzione provinciale, tranquillo. Tra l'altro, Nagai era lo stesso di DevilMan, di fascinazione da Dante Alighieri, Gustave Doré e cose. Dici un'idiozia del genere, e ti sorprendi di quelli che hanno pensato che Kaworu fosse Cristo e Yui la Madonna e questo fosse IL SENSO di Evangelion? Che misera provincialità!

 

La tua presunzione non vale nulla, non conta nulla. E' la tua presunzione fatta sul nulla, niente più. Nessuno deve spiegarti nulla per confutarla. Non si deve confutare una ipotesi costruita sul nulla della fantasia di un singolo, non ha senso.

 

Valuta le fonti, i fatti, non le tue beate visioni individuali.

 

Poi saprai di cosa parli. Al momento, non lo sai.

Modificato da Shito
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Si certo le mie sono teorie provinciali senza dubbio.

Quando riuscirai a darmi una spiegazione logia del perchè una religione per i giapponesi come il Cristianesimo veniva ficcata in Mazinga, Getta ( cazzo c'entra Nagai? Nei fumetti robotici omonimi non ho visto nessun accenno alla religione cristiana, ) e per confondere le acque mi citi Devilman e Eva dove la religione cristiana è usata come parte della trama, non come accessorio di essa (cioè se Koji e Shiro vanno a pregare in chiesa o in un tempio che cambia nella storia? Nulla, aggiungo io. E allora perchè farli andare in chiesa? Mah!Per altro Nagai alle trame delle serie TV collaborava poco o nulla quindi manca sai di cosa parli.)

E vero che i nipponici non credevano molto nell' l'occidente che comprava i loro film e serie ( ovviamente Nishizaki manco lo citi, lui che fece il primo film rimontagio di Yamato con l'intento di venderlo in America: è storia, mica sono frenacce che mi invento), nè hanno mai investito seriamente sul tentare di penetrare i mercati esteri ma da qui a dire che se ne fregassero ce ne vuole.

Perchè Toei fece cambiare l'ambientazione giapponese di Hols con una occidentale?

Guarda caso il film più costoso dell' epoca per Toei.

Come me lo spieghi?

Perchè Toei creò come simbolo della sua casa di produzione il personaggio di una favola occidentale invece di una giapponese ?

Puro caso o voglia di darsi un aria di internazionalità ?

Che puntasse all' inizio molto sulla vendita internazionale dei suoi film all' estero lo disse anche il presidente Okada, anche questi sono fatti.

Come è un fatto che tutti i film Toei degli anni 60 ispirati a romanzi o fiabe occidentali fossero di classe A ( leggi con un budget di un certo conto), mentre i film di serie B tratti da serie tv dedicate al mercato interno fossero invece realizzati con budget irrisori anche.

Che poi abbiano capito che l' Occidente non se li filava più di tanto e a un certo punto abbiano smesso di interessarsene quello è un altro discorso.

 

I Meikasu: sicuramente all' inizio li avranno fatti per il solo mercato interno, ma chi ti dice che dopo essersi accorti che li vendevano all' estero con relativa facilità non ci abbiano marciato?

Anche Honneamise fu realizzato con l'intento di essere venduto anche all' estero, visto che oltre a usare un musicista di fama internazionale, fecero pure una proiezione in anteprima a Los Angeles (cosa credo abbastanza insolita per un anime a quei tempi).

Che poi abbia floppato in Patria e sia rimasto invenduto all' estero per tanto tempo , bè quella era sfiga loro.

Penso che i nipponici dopo il boom di fine anni 70 degli anime in occidente ( specie in Italia) abbiano pensato di aver trovato la gallina dalle uova d'oro ( la Toei istituì il suo dipartimento internazionale proprio nell' 80) , ma poi, una volta davvero capito che aria tirava da noi si siano concentrati esclusivamente al mercato locale .

Ma da qui a dire che se ne sono SEMPRE fregati altamente dell' Occidente a prescindere ( persino l'editore Kodansha fece a inizio anni 80 un catalogo internazionale in inglese dei suoi manga curato dai nostri Bono e Castelli) ce ne vuole.

Non sono così presuntuoso da pensare di essere nel giusto assoluto ( come certa gente) ma almeno si trovassero argomenti valididi che spieghino perchè le mie idee sono sbagliate invece di dire solo " no , no, sei solo un provinciale, hai cannato tutto è inutile che ti spieghiamo il perchè ( troppo facile)"

Modificato da Zio Sam
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Si certo le mie sono teorie provinciali senza dubbio.

Quando riuscirai a darmi una spiegazione logia del perchè una religione per i giapponesi come il Cristianesimo veniva ficcata in Mazinga, Getta (

 

Perchè per loro il cristianesimo è cool.

Credi che quelli che si sposano con rito cristiano lo fanno perchè sono stati fulminati sulla via di Damasco?

Lo fanno perchè la cerimonia è più figa di quella tradizionale.

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Si certo le mie sono teorie provinciali senza dubbio.

Quando riuscirai a darmi una spiegazione logia del perchè una religione per i giapponesi come il Cristianesimo veniva ficcata in Mazinga, Getta (

 

Perchè per loro il cristianesimo è cool.

Credi che quelli che si sposano con rito cristiano lo fanno perchè sono stati fulminati sulla via di Damasco?

Lo fanno perchè la cerimonia è più figa di quella tradizionale.

Mhh .... negli anni 70 con un Giappone ancora ultraconservatore ?

E vero che festeggiano il Natale perchè cool e come pretesto consumistico dei regali , però usare il cristianesimo nella una trama di un anime senza alcuna pretesa di coolizzazione (tipo Eva) o inserito in un contesto preciso di cui è un elemento essenziale ( Devilman manga) mi è sempre sembrato strano..

 

Chissà... però io ho trovato sempre trovato strano che un anime strapieno di cultura e valori nipponici all' antica come Mazinger ( ci avete fatto caso quante vole inquadrano il Fuji in ogni episodio?) ci ficcassero tanta religiosità cristiana.

E quell' altra curiosità dell' uso delle posate occidentali.

L'unico motivo per cui credo lo mettessero Cristo e compagnia a quei tempi era forse per il messaggio universale ( ma la prendo con le pinze).

D'altronde pochi anni dopo i andarono forte le serie fantascienze ( Gundam, Yamato) per lo stesso motivo, perchè ritenute dispensatrici di messaggi universali , in quanto ambientati in un epoca fittizia, slegata da confini geografici e storici.

Poi finito il boom scoppio quello degli anime ambientati nella quotidianità contemporanea , ma quella è un altra storia.

Modificato da Zio Sam
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Come si fa a paragonare Alps no Shujo Heidi, o Akage no Anne, a Candy Candy?

 

Il primi sono classici per l'infanzia, il secondo è uno shoujo = romanticherie per ragazzine.

 

Sono cose diversissime, ed è ovvio che i primi -a parte il regista molto più intelletuale per sé- abbiano un contenuto, un fine educativo del tutto assente nel secondo. E' come paragonare una capra a un cavolo.

 

Heidi e Anne sono opere dal cipiglio europeista fatte per educare una nuova generazione di Giapponesi, come l'intera serie dei 'Capolavori della Letteratura Mondiale'. Erano prodotti per BAMBINI, con una forte impronta educativa schiettamente intesa.

 

Candy Candy è intrattenimento giapponese per ragazzine, una cosa senza alcuna reale pretesa (o intendo) educativo.

 

Sono proprio una capra e dei cavoli.

 

 

Se posso permettermi, secondo me tu sottovaluti l'aspetto commerciale che è a mio parere fondamentale in qualsiasi opera, di qualsiasi genere.

Detto altrimenti, i romanzi di Heidi di Johanna Spyri e Anne of Green Gables di Lucy Maud Montgomery sono stati realizzati per essere venduti ai genitori che li reputa(va)no educativi per i loro figli e fargliegli quindi leggere. Candy, o qualsiasi altro Shojo, è stato realizzato per essere venduto direttamente alle ragazzine per il loro diletto. In definitiva la differenza di intenti fra le due tipologie di opere a me pare più superficiale che sostanziale.

Come scrivevo diversi post fa, forse un giorno Candy o Georgie verranno considerati dei classici per l'infanzia (questo malgrado siano stati concepiti come opere di puro intrattenimento). In questo senso la differenza fra capra e cavoli non mi pare così marcata

così come tu sembri affermare.

 

 

Il fatto che un classico per la letteratura europeo sia una cosa e uno shojo manga sia un'altra cosa non è una mia opinione, è un fatto.

 

 

Senz'altro, così come è un fatto che gli indiani veneravano i pazzi.

Oggi invece è un fatto che i pazzi vengono considerati dei malati da curare.

Detto altrimenti, forse un giorno Candy verrà considerato un classico della letteratura (europea magari no, ma mondiale sì). Non che sia convinto che questo sia un bene, eh!

 

E poi non siate conformisti! Che vi frega se uno di 150 chili e quarant'anni si diverte a vestirsi come Goku e va alle fiere mimando l'onda Kameameha, o se qualcuno si diverte a fare dojinshi con Heidi ingroppata dalle caprette? Mica fa del male a qualcuno.

 

Prima che me lo chiedate: No, non faccio parte di nessuna delle due categorie :P

In alcuni casi, bisogna però preoccuparsi seriamente di cosa sia successo alle caprette.

 

Nel caso di una dojinshi non credo ci sia da preoccuparsi, pare però che un tempo (e forse ancora oggi) i pastori avessero l'abitudine

di amoreggiare con le loro pecore preferite (e pure gli psicanalisti stando a Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso(ma non avete mai osato chiedere) di Woody Allen) :ph34r:

 

 

 

Se la mettiamo sul punto del conformismo sicuramente siam tutti con lui. Io ero il primo a fare cazzate del genere, lo faccio ancora talvolta. Però il problema è che non lo si fa per anticonformismo - il che tra l'altro è alla fine una perdita di tempo - ma per altri motivi.

 

Sbagli a mettere la cosa dal punto di vista del conformismo, è la prospettiva sbagliata.

 

Ma guarda che non volevo assolutamente intendere che si veste da Goku a quarant'anni o disegna dojinshi di dubbio gusto sia anticonformista. La mia, bonaria, accusa di conformismo è stata "scatenata" da un certo atteggiamento di sdegno nei confronti di questi atteggiamenti che mi pare di avere ravvisato in diversi commenti che ho letto. Inoltre, stando al significato di conformista, e cioè di una persona che si adegua a idee, costumi e opinioni prevalenti in un dato momento storico o nell'ambito di un determinato gruppo, non mi pare di essere sulla strada sbagliata, tutt'altro.

Così come mi sembra criticabile (e per certi versi conformista) l'atteggiamento di disprezzo che molti quì su Pluschan hanno degli Otaku, malgrado guardino abbondantemente anime, leggano parecchi manga, collezionino modellini e gadget e giochino ai videogames.

Trovo anche ipocrita, se rappresenta la realtà, il disprezzo che i giapponesi provano per loro, malgrado non si facciano scrupoli a vendergli oggetti adatti alle loro manie (per esigenze consumistiche, ovviamente). D'altronde non penso che Myth, Chogokin e modellini di belle figliole discinte siano pensati per bambini e adolescenti.

Volendo, anche gli anime anti-otaku realizzati da registi che disprezzano gli otaku sono per certi versi condannabili (d'altronde è proprio grazie a loro che si fanno i soldi e continuano a lavorare e ad avere l'attenzione dei media specialistici).

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Zio Sam, perché non smetti di *pretendere* che una *una realtà* sia *spiegata a te* sino a *convincerti* per accettare la realtà?

 

Nel tuo mondo percettivo prendi per buona ogni cosa di cui ti autoconvinci speculativamente, e non credi ogni realtà che non ti convinca?

 

Quanti anni hai? No perché sai:

 

"quando riuscirai a darmi una spiegazione..." (su una semplice realtà), ovvero la *pretesa di confutazione di una speculazione personale* è un atteggiamento da egocentrismo infantile 101.

 

Come ti ho già detto: non è che il mondo debba venire a spiegarti la realtà tramite la confutazione delle TUE speculazioni.

 

Le tue speculazioni sono zero. Perché sono solo speculazioni fatte sul nulla. Nessuno ha il dovere di prendersi la briga di "confutarle per convincerti". Se tu vuoi accettare la realtà che ti viene indicata, fallo. Altrimenti non farlo, resta nelle tue convinzioni autoindotte (ovvero nella provinciale ignoranza) e sii felice. Eventualmente a volte qualcuno te lo dirà, che sono tutte cavolate inventate da te, ma che vuoi farci? Così è la realtà, ancora una volta.

 

Non Shito. La realtà.

 

-----

 

Kobayashi: è pacifico che dietro ogni produzione (= investimento) ci sia un intento commerciale, certo. Anche questa è una realtà. Tutti gli anime, che sono produzioni, hanno intenti commerciali. Ma gli intenti della produzione non sono sempre quelli degli autori su cui quella produzione investe/scommette. Suzuki pensa una cosa, e Miyazaki un'altra -per capirci-. Suzuki rende Miyazaki commerciale, anche se Miyazaki vuole solo fare la sua roba per i motivi suoi, come ogni autore.

 

E quindi ti dico che sì, tra uno shoujo manga e un romanzo per l'infanzia c'è un mondo di differenza. Questo è fortissimo ab inizio, poiché sia un manga che un libro sono opere individuali a investimento preventivo zero (o quasi). Questa impronta permane nella logica produttiva che fa di quelle opere primigenie delle opere derivate.

 

E così, magia magia, uno shoujo resta uno shoujo, un kodomo tratto da un classico della letteratura europea resta tutt'altro. Che sorpresa, eh?

Modificato da Shito
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@Zio Sam: Guarda che il cristianesimo in Eva c'entra davvero zero, hanno solo fatto un minestrone di elementi puramente ESTETICI appunto per "fare figo" per fare in modo che chi guarda faccia "ohhhh" e stia a farsi domande inutili come quelle che girano da oltre un decennio su Kaworu come Gesù e perché cacchio Misato portasse una croce al collo (che poi si vede che l'unico motivo è che gliel'ha lasciata suo padre quando l'ha ficcata nella capsula, poteva anche essere una paperetta di gomma che tanto era uguale)... che poi se c'è una cosa che i nippo dovrebbero sapere è che se vuoi vendere senza problemi un anime in occidente con la religione cristiana VACCI COI PIEDI DI PIOMBO che porta più che problemi che vantaggi

 

Quanto a Devilman ti è già stato detto che Nagai è rimasto affascianato dalla Divina Commedia illustrata (tanto che ne ha fatto una versione manga) e alla fine pure lì non è andato oltre il livello puramente estetico, di sostanziale c'è davvero poco, alla fine trattasi di una storia horror dove ci ha ficcato dentro anche Satana e Dio... ma forse da quel lato è peggio ancora Mao Dante (tho, si torna ancora a Dante) per di più come detto sopra citare il cristianesimo è più un ostacolo alla vendita in occidente che non un vantaggio

 

Nel caso di Mazinger sinceramente non ricordo tutta questa religiosità, ero più concentrato sulle mazzate robotiche, sorry, ma scommetterei anche in quel caso che si trattasse solo o di una moda del momento (magari l'occidente era più cool) o semplice gusto personale, a quei tempi gli anime costavano due soldi alle nostre TV (per questo ne abbiamo avuti a paccate mica per altro) se i nippo avessero avuto intenzione di fare i soldi con le vendite all'estero avrebbero alzato i prezzi prima... se no a questo punto citami pure il ranch all'americana del cornutone che è molto poco giapponese... però al centro di tutte quelle serie ci sta sempre e solo il Giappone, avrebbe avuto più senso che mi citassi piuttosto Baldios dove il nippocentrismo è praticamente assente avendo i Blue Fixer la base in Madagascar e un campo d'azione che copre il mondo intero (per tornare IT direi che in Baldios troviamo l'antenata di Ritsuko)

 

Per i classici della letteratura il discorso cambia ma ho l'impressione che la facilità di vendita all'estero sia stata semplicemente casuale, volevano far conoscere dei famosi libri per l'infanzia occidentali ai loro bambini ma dato che le storie erano appunto classici qua da noi in occidente va da se che era molto facile che se ne interessassero anche le nostre emittenti, ma per loro diciamo che è stato tutto grasso che cola, un bonus non espressamente cercato ma sicuramente gradito.

 

Lo stesso sarà accaduto con Lady Oscar, La stella della Senna, I Tre Moschettieri, ecc... semplicemente l'argomento trattato o anche solo l'ambientazione era ovviamente adatto ANCHE all'occidente

 

@Kobayashi: Tu usi il termine otaku con la "definizione allargata" che solitamente circola da noi cioè quella di semplice appassionato di anime e manga, gli altri usano quella "propria e ristretta", che non è nemmeno strettamente legata ad anime e manga visto che si può essere otaku di qualsiasi cosa, qui nesce il problema per cui non ci capiamo

Modificato da Alex Halman
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Gara: eri ironico, vero? :)

 

Halman: grazie per un buon contributo di rapporto fattuale. Aggiungo solo che l'ordine corretto è Re Demone Dante (ma perché ci si ostina a chiamarlo col nome giapponese non tradotto? E non parlo degli utenti di un forum...) -> DevilMan serie TV -> DevilMan manga come 'ripensamento' di Dante. E sì, Nagari era rimasto fascinato dalla componente macabra, grottesca persino, che dal cristianesimo trasuda nell'illustrazione classica della Commedia. Erano del resto quegli anni (i settanta), con una voglia di pornografia e horror (che è sempre pornografia) spacciata per nouvelle vague. :)

 

Il motivo per cui tanta animazione arrivò in Italia è in Europa, oltre alla buona dose di caso citata giustamente da più voci, fu anche la terribile economicità dei prodotti. Proprio perché nessuna produzione giapponese aveva mai pensato, o sperato, di fare soldini da vendite internazionali, anche gli spiccioli bastavano. E così, dalla RAI sino alle più misere emittenti locali, si potevano riempire palinsesti per i giovani del 'baby boom' (quello giovanile diveniva proprio allora un pubblico significativo per le TV).

 

Bisogna anche capire che il giappone postbellico è stato un coacervo di culture davvero incredibile. Takahata e Miyazaki leggevano Edith Piaf, conoscevano le avanguardie, amavano Visconti. Leggevano letteratura per l'infanzia europea per farne opere animate. Anche per questo considero Miyazaki un otaku zero-gen: faceva anzitempo quel che la generazione successiva avrebbe fatto con l'SF -letteraria in primis-. Ma anche così, una cosa è The Incredible Tide, una cosa è Pollyanna. E lo sapevano tutti, dagli autori ai produttori. Intenti e posizioni produttive cambiano a seconda della materia trattata, è inevitabile.

 

Anche Versailles no Bara e La Seine no Hoshi c'entrano poco e niente, in realtà. Versailles no Bara è uno shoujo, ma uno shoujo atipico e davvero d'avanguardia. Negli anni in cui su Margaret andavano di moda le versioni per bambini dell'epopea americana a là Via col Vento (cfr Igarashi Yumiko, e inflenza sulla narrativa popolare del Takarazuka Kagekidan di quegli anni, assai filo statunitense... sino al Grande Gatsby!), la Ikeda era una studentessa di FILOSOFIA che aveva un'interesse europeista storico. Ha PREGATO il suo editor di Shueisha per farle fare 'la versione shoujo manga' della biografia di Marie Antoinette, la Rosa di Versailles. E poi avrebbe fatto Orpheus no Mado, così intriso di narrativa russa, che per l'intensità dei contenuti passò da Margaret a Seventeen. Al contrario, la Seine no Hoshi era un anime d'avventura romanzata ad ampio pubblico, essenzialmente un anime super-eroistico storico con influenze shoujo. Tutt'altra cosa.

 

Again: è necessario sapere di cosa si parla per dire cose sensate. Come diceva Woody (non della Pixar): provaci ancora, Sam.

Modificato da Shito
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Bisogna anche capire che il giappone postbellico è stato un coacervo di culture davvero incredibile. Takahata e Miyazaki leggevano Edith Piaf, conoscevano le avanguardie, amavano Visconti. Leggevano letteratura per l'infanzia europea per farne opere animate. Anche per questo considero Miyazaki un otaku zero-gen: faceva anzitempo quel che la generazione successiva avrebbe fatto con l'SF -letteraria in primis-. Ma anche così, una cosa è The Incredible Tide, una cosa è Pollyanna. E lo sapevano tutti, dagli autori ai produttori. Intenti e posizioni produttive cambiano a seconda della materia trattata, è inevitabile.

 

Beh, insomma, sia THE INCREDIBLE TIDE che POLLYANNA erano romanzi americani per bambini, non esattamente classici della "letteratura per l'infanzia europea" (che poi POLLYANNA sia molto più conosciuto in Occidentelo lo si deve più che altro al successo del film della Disney..).

Modificato da EYMERICH
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non sapevo neppure che Pollyanna fosse stato tradotto in film dalla Disney, ma credo sia pacifico che titoli come Pollyanna appunto, o i maggiori di Mark Twain, siano dei classici come The Incredibile Tide non è, affiancati ad altri classici inglesi come Piccole Donne (e Crescono, e I Ragazzi di Jo), o ancora classicissimi com Il Giardino Segreto (molto noto in Giappone, dove si intitola Himitsu no Hanazono, ed è persino uno dei referenti dichiarati di Arrietty) o Piccola Principessa.

Modificato da Shito
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non sapevo neppure che Pollyanna fosse stato tradotto in film dalla Disney, ma credo sia pacifico che titoli come Pollyanna appunto, o i maggiori di Mark Twain, siano dei classici come The Incredibile Tide non è, affiancati ad altri classici inglesi come Piccole Donne (e Crescono, e I Ragazzi di Jo), o ancora classicissimi com Il Giardino Segreto (molto noto in Giappone, dove si intitola Himitsu no Hanazono, ed è persino uno dei referenti dichiarati di Arrietty) o Piccola Principessa.

 

Mah, in realtà anche le opere di Key sono considerate dei classici per l'infanzia negli Stati Uniti (la Disney ha tratto dei film da DUE di esse, e una vinse pure il "Lewis Carroll Shelf Award"..), però curiosamente scarseggiano le traduzioni in altre lingue (a parte THE INCREDIBLE TIDE, nessuna delle sue opere è mai stata tradotta in italiano..).

 

P.S.

 

Intendevi dire che PICCOLE DONNE e relativi seguiti sono classici americani, giusto?

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