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Rebuild of Evangelion


El Barto

  

57 utenti hanno votato

  1. 1. Come dovrebbe essere il finale di Rebuild of Evangelion?

    • Pirandelliano! (come la serie tv)
      5
    • Pascoliano! (come The End of Evagelion)
      4
    • D'Annunziano! (va tutto a p*ttan*)
      15
    • Non so
      3
    • MUUUUUUUUUUUU!!!
      24
    • Kyoshinhei! (NSD Non Siamo Degni!)
      6

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Messaggi raccomandati

Solo per dire a tutte le persone qui, che personalmente ritengo intelligenti (sono sincero), che pure ritengo la frivolezza sia l'anticamera della stupidità.

 

E' una regola di vita che cerco sempre di imporre a me stesso in primis (l'essere umano è proclive alla fuga, e io non faccio eccezione, e anche il di-vertimento specie frivolo è appunto una forma di fuga), ma mi piaceva condividerla in sincerità con voi. :-)

 

He disagrees:

 

feynman.jpg

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Neanch'io sapevo chi fosse il signore della foto, quindi ho indagato.^^

Più che altro, direi che la citazione è inappropriata, in relazione (con intento confutante) a quanto espresso nel post di Shito quotato.

Un conto è semplificare un concetto (quanto proposto dal tipo della foto), un altro è argomentarne in maniera frivola.

Cioè, non è che gli sdoppiaggi/parodie ecc. rendono Eva più fruibile/comprensibile a un vasto pubblico. Lo mettono solo (magari anche simpaticamente,

qui diventa questione di opinioni) alla berlina, direi.

Se poi la cosa (la citazione) era volutamente ironica, paradossale, mi sa sia sfuggito a me quanto a Shito.^^'

Modificato da Den-chan
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Se sapessi chi sia forse potrei capire un'altra cosa frivola, vero? ^^;

 

Meno male.

 

È soltanto Richard Feynman, premio Nobel per la fisica nel 1966, genio brillante, forse il più grande scienziato* del XX secolo... nonché fine giocherellone, amante dichiarato del frivolo, dell'umorismo e degli scherzi, appassionato

, frequentatore di strip club, annoiato dalle formalità e dal rigore, sempre aperto all'autoironia ma anche estremamente serio e sicuro di sé nel suo lavoro, nonché amante della conoscenza come forse nessuno mai è stato e fortemente desideroso di apprendere cose nuove: che si tratti di un nuovo principio fisico, che si tratti di una branca del sapere a lui nuova, o che si tratti di come approcciare le ragazze, di dipingere, di danze brasiliane o addirittura imparare a scassinare serrature per hobby come distrazione durante l'attività di ricerca al progetto Manhattan (non scherzo, e a volte perculava i colleghi che tardavano a portargli documenti in teoria segretissimi prendendoli direttamente dalle loro casseforti).

Aveva giusto un po' in uggia le materie in cui contano più l'erudizione mnemonica e il principio di autorità che l'applicazione dell'intelligenza, come la religione o gran parte della moderna filosofia. Ah, e considerava spazzatura la psicanalisi, e i suoi proponenti come stregoni che non capivano realmente cosa facevano.

 

Il senso della citazione era fare ironia perché lui, pur essendo 1000 volte più serio, cervellone e dotato di spessore intellettuale rispetto a uno qualunque di noi qui dentro, me in primis, era il primo a non prendersi sul serio. All'insostenibile leggerezza dell'essere e a supposte anticamere della stupidità, lui contrapponeva di fatto la massima di Chopin "chi non ride non è una persona seria". E le serate di samba.

 

Di questa minidiscussione avrebbe sorriso, glissandola come noiosa, e rimproverandomi che perdo tempo a citarlo come autorità sui forum anziché studiare nuovi teoremi prima di andare a suonare il bongo a un party pieno di ragazze, dopodiché mi inviterebbe a iscrivermi a un suo corso di elettrodinamica quantistica anziché preoccuparmi del presunto ridoppiaggio di Evangelion perché è molto più ganza.  :thumbsup:  Il suo "metodo" è fra l'altro empiricamente più efficace di qualunque opera di Anno nel ridestare l'otakuzoku. :D

 

Non capisco cosa c'entri il "semplificare", Den-chan. Non parlavo di divulgazione.

 

Se a qualcuno interessa, consiglio il libro biografico "Sta scherzando, mister Feynman! - Vita e avventure di uno scienziato curioso", raccolta di aneddoti sulla sua vita, alcuni molto seri e profondi, altri decisamente più "frivoli", sempre molto interessanti. La parte sugli scassinamenti potete leggerla online in inglese qui, ovviamente gliela insegnò un tizio dal nome italiano. asd.gif 

C'è poi il seguito "Che t'importa di cosa dice la gente?".

Se però volete addentrarvi su materiale più strettamente scientifico c'è la raccolta delle sue lezioni migliori nelle Feynman's Lectures on Physics, ma è un po' meno accessibile e lui stesso mette dei paletti nell'introduzione. Feynman poi ha scritto un leggero "Il senso delle cose" sul metodo e la filosofia della scienza, anche questo ovviamente consigliato anche perché sono poco più di 100 pagine.

 

*: io però sono biologo è mi è dura non pensare anche a un grandissimo Jacques Monod, e a quanto ha dato alla biologia, alla medicina e alla filosofia, però lui non suonava il bongo.

 

Modificato da Connacht
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"

", quanta profonda saggezza e quante informazioni condensate in così poche parole.
Se solo Shinji, Gendo e tutti gli altri lo avessero saputo prima di imbarcarsi nella loro avventura, sarebbero stati molto più felici e anziché far diventare l'umanità un mare d'aranciata avrebbero avviato un'azienda agricola.

 

Il che mi fa tornare in mente Carl Sagan e il suo "il cosmo è dentro di noi", ovvio preludio a Saint Seiya del quale, pochi lo sanno, era in realtà il ghost writer (analogamente a Pirandello con Eva).

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Ai fisici (specie sei coinvolti nel Progetto Manhattan...), preferisco di gran lunga Il mondo come voglia e rappresentazione.

 

Davvero credo profondamente che non ci sia nulla di vero nella scienza, sorry. :-(

 

Semmai niente di dimostrabile come vero c'è al di fuori di essa.

 

P.S.

 

@Connacht: Ma guarda, anche tu biologo?

Modificato da Eymerich
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la scienza è solo un nome fico che abbiamo trovato per le catene che ci ha imposto il demiurgo beandoci dell'ignoranza che se svelata ci costringerebbe a fare i conti con ciò che siamo davvero. Uccidiamo dunque le stolto che voleva portare la luce perchè nel buio della caverna i nostri difetti sono nascosti

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Se sapessi chi sia forse potrei capire un'altra cosa frivola, vero? ^^;

 

Meno male.

 

È soltanto Richard Feynman, premio Nobel per la fisica nel 1966, genio brillante, forse il più grande scienziato* del XX secolo... nonché fine giocherellone, amante dichiarato del frivolo, dell'umorismo e degli scherzi, appassionato

, frequentatore di strip club, annoiato dalle formalità e dal rigore, sempre aperto all'autoironia ma anche estremamente serio e sicuro di sé nel suo lavoro, nonché amante della conoscenza come forse nessuno mai è stato e fortemente desideroso di apprendere cose nuove: che si tratti di un nuovo principio fisico, che si tratti di una branca del sapere a lui nuova, o che si tratti di come approcciare le ragazze, di dipingere, di danze brasiliane o addirittura imparare a scassinare serrature per hobby come distrazione durante l'attività di ricerca al progetto Manhattan (non scherzo, e a volte perculava i colleghi che tardavano a portargli documenti in teoria segretissimi prendendoli direttamente dalle loro casseforti).

Aveva giusto un po' in uggia le materie in cui contano più l'erudizione mnemonica e il principio di autorità che l'applicazione dell'intelligenza, come la religione o gran parte della moderna filosofia. Ah, e considerava spazzatura la psicanalisi, e i suoi proponenti come stregoni che non capivano realmente cosa facevano.

 

Il senso della citazione era fare ironia perché lui, pur essendo 1000 volte più serio, cervellone e dotato di spessore intellettuale rispetto a uno qualunque di noi qui dentro, me in primis, era il primo a non prendersi sul serio. All'insostenibile leggerezza dell'essere e a supposte anticamere della stupidità, lui contrapponeva di fatto la massima di Chopin "chi non ride non è una persona seria". E le serate di samba.

 

Di questa minidiscussione avrebbe sorriso, glissandola come noiosa, e rimproverandomi che perdo tempo a citarlo come autorità sui forum anziché studiare nuovi teoremi prima di andare a suonare il bongo a un party pieno di ragazze, dopodiché mi inviterebbe a iscrivermi a un suo corso di elettrodinamica quantistica anziché preoccuparmi del presunto ridoppiaggio di Evangelion perché è molto più ganza.  :thumbsup:  Il suo "metodo" è fra l'altro empiricamente più efficace di qualunque opera di Anno nel ridestare l'otakuzoku. :D

 

Non capisco cosa c'entri il "semplificare", Den-chan. Non parlavo di divulgazione.

 

Se a qualcuno interessa, consiglio il libro biografico "Sta scherzando, mister Feynman! - Vita e avventure di uno scienziato curioso", raccolta di aneddoti sulla sua vita, alcuni molto seri e profondi, altri decisamente più "frivoli", sempre molto interessanti. La parte sugli scassinamenti potete leggerla online in inglese qui, ovviamente gliela insegnò un tizio dal nome italiano. asd.gif 

C'è poi il seguito "Che t'importa di cosa dice la gente?".

Se però volete addentrarvi su materiale più strettamente scientifico c'è la raccolta delle sue lezioni migliori nelle Feynman's Lectures on Physics, ma è un po' meno accessibile e lui stesso mette dei paletti nell'introduzione. Feynman poi ha scritto un leggero "Il senso delle cose" sul metodo e la filosofia della scienza, anche questo ovviamente consigliato anche perché sono poco più di 100 pagine.

 

*: io però sono biologo è mi è dura non pensare anche a un grandissimo Jacques Monod, e a quanto ha dato alla biologia, alla medicina e alla filosofia, però lui non suonava il bongo.

 

 

 

Bellissimo. Conoscevo Feynman solo come fisico. Mai interessato alla sua "filosofia". Rimedierò quanto prima

 

Davvero credo profondamente che non ci sia nulla di vero nella scienza, sorry. :-(

 

Questa è una posizione soggettiva nei confronti di risultiati oggettivi

 

 

Anche Gendo diceva "la scienza è la forza dell'uomo", ma poi i conti non gli sono tornati.^^

 

Solo che quella di Gendo ad un certo puntno non era più sicenza. Sfociava nell'esoterismo.

Senza contare che gli esperimenti dell'autista del Gendobus erano per lo più fallimentari. E non eran sempre replicabili. Limitierei l'uso della parola scienza da parte sua.

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la scienza è solo un nome fico che abbiamo trovato per le catene che ci ha imposto il demiurgo beandoci dell'ignoranza che se svelata ci costringerebbe a fare i conti con ciò che siamo davvero. Uccidiamo dunque le stolto che voleva portare la luce perchè nel buio della caverna i nostri difetti sono nascosti

 

Vero. Trovo che questa sia la più corretta lettura del Mito della Caverna.

 

Del resto, anche ammettendo una teorica "superiorità" dell'illuminato, egli si dimostra il più debole di tutti nel non riconoscere l'incolpevole minorità dei più. Così, per sua debolezza interiore, soffre della sua illuminata solitudine, e pretende di illuminare tutti, senza curarsi se questo sia il bene o il male dei più. Egoista e falso, giustamente viene ucciso. Non si può deporre un dio senza sostituirlo con qualcosa di equipollente, perché il popolo è minorenne, lo è sempre stato, e tale rimarrà. Pensare altro non è che narcisismo esteso alla propria specie. Un buon filosofo, o eudemone, avrebbe fatto un bel teatrino delle ombre per i suoi consimili più semplici, ingenui, limitati forse, ma non meno meritevoli di vita. Quello sarebbe stato amore. Agape.

 

Ciò detto, la scienza è un inganno perché non può che fondarsi sul postulato della veridicità dei nostri sensi. Che non è comprovabile, chiaramente. Perché l'ontologico non puà spiegare l'ontico, e René era un tipico buffoncello a là francese. Quindi va bene, la scienza è tecnica e serve - in tutti i sensi. Resta nei limiti del sensibile, indi dell'apparente, ché già Protagora e Sento Empirico già dissero tutto, e tenta di estendere quei limiti con strumenti anch'essi tenici, materiali o immateriali, per ampliare il suo spazio d'indagine e azione. L'inganno subentra quando, surrettiziamente, la scienza sembra voler porsi quale fondamento del Vero. Non ha senso. Invero, l'idea di Vero non ha senso.

Modificato da Shito
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"Il tentar l'essenza, l'ho per impresa non meno impossibile e per fatica non men vana nelle prossime sustanze elementari che nelle remotissime e celesti".

 

La scienza non si occupa quindi del "Vero", lasciando che siano la religione e la filosofia a procedere in tale vana ricera..

Modificato da Eymerich
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Lo so bene, tu hai ragione, ma a saperlo siamo in minoranza. Ovvero, nella mente (inconscia) dei più, la scienza si fa scientismo. Che è una brutta religione. Perché non si chiama tale.

 

Credo che il primo atto d'amore di ogni "sapiente" sia non presumere, non desiderare, non ambire che TUTTI siano "sapienti".

 

Quella è debolezza, narcisismo e cattiveria.

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In realtà, non so dove abbia tu letto ciò Shito, ma la scienza non si basa sui sensi. I sensi ingannano. Basti pensare alla teoria eliocentrica. O alla luce. O alla relatività.

 

 

Senza contare che vuoi necessariamente vederci una filosofia. L'unica cosa di "filosofica" nella scienza è "l'amore per la sapienza". La filosofia intesa come "Nella tradizione occidentale, termine che, a partire da un primo sign. di desiderio di cultura e di conoscenza in generale, si specifica, già all’epoca della filosofia classica greca, come quell’attività del pensiero (identificantesi con il filosofare) che tende a ricercare quanto rimane stabile in ogni esperienza e costantemente valido come criterio dell’operare, finendo quindi con l’indicare il risultato stesso della ricerca: di qui il significato di forma di sapere che tende a superare ogni conoscenza settoriale per attingere ciò che è costante e uniforme al di là del variare dei fenomeni, al fine di definire le strutture permanenti delle realtà di cui l’uomo ha esperienza e di indicare norme universali di comportamento" (Treccani online) è completamente estranea alla scienza.

 

Questa varia da persona a persona. Cosa che la scienza non fa.

 

 

 

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E quindi con la prossima casella si torna a Socrate.

 

Sappiate che state per far piangere Giambattista Vico.

 

Mah, credo che Socrate sia sopravvalutato, sai?

 

Vico invece lo apprezzo molto. Specie con Hegel.

Modificato da Shito
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Ai fisici (specie sei coinvolti nel Progetto Manhattan...), preferisco di gran lunga Il mondo come voglia e rappresentazione.

 

Davvero credo profondamente che non ci sia nulla di vero nella scienza, sorry. :-(

 

I fisici però non lo sanno, e continuano (assieme agli evoluzionisti, agli etologi e ai neuroscienziati) a toccare gli argomenti d'interesse shitesco lo stesso.

 

Al mondo come volontà e rappresentazione personalmente per deformazione professionale preferisco le vespe parassitoidi che ci portano tanti dubbi e interrogativi sul libero arbitrio.

Più generalmente però il mondo lo definirei come caso e necessità, sempre perché sono biologo e quindi ho un bias in tal senso. :D

 

 

Ai fisici (specie sei coinvolti nel Progetto Manhattan...), preferisco di gran lunga Il mondo come voglia e rappresentazione.

 

Davvero credo profondamente che non ci sia nulla di vero nella scienza, sorry. :-(

 

Semmai niente di dimostrabile come vero c'è al di fuori di essa.

 

P.S.

 

@Connacht: Ma guarda, anche tu biologo?

 

 

Qui potrebbero divertirsi Popper e Feyerabend a scornarsi a vicenda.  :cheers:

P.S.

 

Sì, con un pizzico di formazione biotech e un pizzico clinica.

 

Connacht: credo di amarti.

Parliamone.

:flowers2:

:clap: :clap: :clap: :clap:

 

Ciao bel maschione. Accetto con gioia la tua attenzione. Ti avviso però che se parlassimo di amore mentre siamo fuori a cena, potrei raccontarti aneddoti relativi al mondo dei viventi poco consoni a un convivio.

 

 

 

Ciò detto [...] inganno [...] la scienza è tecnica

 

Eh non proprio, caro. Hai ancora molto da scoprire nella tana del bianconiglio. :)

 

La cosa divertente è che Feynman per primo nelle sue Lectures esordisce dicendo che non sappiamo niente e che fino a quel momento non ci avevamo capito nulla. Ma cita Heisenberg, Schroedinger o l'esperimento della doppia fenditura.

 

L'unica cosa di "filosofica" nella scienza è "l'amore per la sapienza". La filosofia intesa come "Nella tradizione occidentale, termine che, a partire da un primo sign. di desiderio di cultura e di conoscenza in generale, si specifica, già all’epoca della filosofia classica greca, come quell’attività del pensiero (identificantesi con il filosofare) che tende a ricercare quanto rimane stabile in ogni esperienza e costantemente valido come criterio dell’operare, finendo quindi con l’indicare il risultato stesso della ricerca: di qui il significato di forma di sapere che tende a superare ogni conoscenza settoriale per attingere ciò che è costante e uniforme al di là del variare dei fenomeni, al fine di definire le strutture permanenti delle realtà di cui l’uomo ha esperienza e di indicare norme universali di comportamento" (Treccani online) è completamente estranea alla scienza.

 

Uhm, per me un Antonio Damasio che riflette sulla teoria della mente e su cosa voglia dire coscienza parlando esplicitamente di errore di Cartesio, un Konrad Lorenz che riflette sull'aggressività e gli innatismi (oppure il suo allievo Eibl-Eibesfeldt quando decide di rispondere alla diatriba tra Hobbes dell'homo homini lupus e Rousseau sul buon selvaggio e decide di fare i conti seriamente con ciò che siamo davvero rompendo varie catene), o anche Carl Sagan che volge la fotocamera della Voyager 2 verso l'interno del sistema solare e riflette su quel pallido puntino blu sospeso nel vuoto cosmico, fanno a tutti gli effetti filosofia. Solo in un senso differente, diretto, limpido e ben più significativo da quel che normalmente si intende chiedendo al primo tizio che passa per strada, nonché consequenziale alla raccolta di dati e alla misurazione piuttosto che a semplici osservazioni.

Ci sono poi Jacques Monod e François Jacob che scienziati e filosofi lo sono in tutti i sensi e pure di una elevata statura (checché ne dicano i pischelli che straparlano di tecnica e altre cose senza sapere di cosa parlano).

Modificato da Connacht
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