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Rebuild of Evangelion


El Barto

  

57 utenti hanno votato

  1. 1. Come dovrebbe essere il finale di Rebuild of Evangelion?

    • Pirandelliano! (come la serie tv)
      5
    • Pascoliano! (come The End of Evagelion)
      4
    • D'Annunziano! (va tutto a p*ttan*)
      15
    • Non so
      3
    • MUUUUUUUUUUUU!!!
      24
    • Kyoshinhei! (NSD Non Siamo Degni!)
      6

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le stesse dinamiche sociali giapponesi indicano che un lasso di tempo di piu' di 10 anni da, ad esempio, Evangelion, ha ormai fatto si' che molti di coloro che seguivano/hanno seguito quel determinato prodotto, si siano semplicemente allontanati dal tipo di prodotto. E' un tipo di 'pubblico' che assai difficilmente (Bonelli ne sa qualcosa) ha un ricambio.




Curioso che citi Bonelli: ultimamente avrà problemi di ricambio, come dici tu, ma è uno dei pochi che è riuscito a portarsi dietro buona parte del suo pubblico dai 15 anni fino ai 65 :)


Veramente non c'e' stato proprio ricambio, Bonelli vende sempre forte, ma i lettori sono in costante diminuzione; non so che dati hai tu per dire dai 15 anni in su, ma i lettori son piu' 'vecchi' di questa forchetta.

Dylan dog vendeva 'oni' di copie, ora ne vende molto meno.

Considera poi che c'e' anche una questione 'economica' di mezzo; gli albi bonelli costano poco e si leggono per un bel po' di tempo, sono quasi piu' romanzi illustrati che altro.

E in quella fascia di prezzo, mi pare sian sopravvissute le sottilette di angel heart e berserk; parlando di video poi il paragone non si fa neanche.
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Veramente non c'e' stato proprio ricambio, Bonelli vende sempre forte, ma i lettori sono in costante diminuzione; non so che dati hai tu per dire dai 15 anni in su, ma i lettori son piu' 'vecchi' di questa forchetta.



Dylan dog vendeva 'oni' di copie, ora ne vende molto meno.


Oh, assolutamente: io infatti intendevo che molti di quelli che hanno cominciato a 15 anni e adesso ne hanno 55 sono ancora lì ;D Come il portinaio del mio condominio, a cui ho passato l'indirizzo della mia fumetteria perchè voleva tappare i buchi della collezione di Zagor  :rotfl: (In effetti non stavo pensando molto a DyD con quella frase, più a Tex, Martin Mystere, Zagor eccetera.)

Dato che tu parlavi di lassi di tempo di 10 anni come troppo lunghi... per Gainax probabilmente, ma per Sergione no ;D
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Uhm, no, a mio avviso e' proprio suicidio.



Qualunque produttore/editore sa che il fandom non garantisce di per se' i numeri necessari alla sopravvivenza economica di un qualunque tipo di prodotto.

Questo in quanto esso rappresenta un circolo vizioso autoreferenziale che si estingue nel tempo, o si assottiglia fino a diventare economicamente risibile.

E' utile o importante in fase di lancio di un prodotto, in quanto agevola il passaparola e la pubblicita', ma basare una produzione SOLO su di esso e' una follia.



Il Vero mercato e' quello che sta al di fuori di quel circolo, il mercato che fa i numeri.



Cosa abbastanza importante poi, SE prima le fanzine e gli 'esperti' avevano un particolare 'appeal' presso il pubblico occasionale, da anni c'e' stato uno scollamento quasi totale tra 'la base' di otaku e nerd e 'gli altri.

Questo dovuto anche alla ormai progressiva perdita di punti di riferimento per un parere piu' o meno critico, dovuto alla ovvia moltiplicazione e stratificazione dell'informazione su internet.



Cio' considerando, ci sono ancora produttori (vedi gainax), che sfornano prodotti in piena crisi di autoreferenzialita', invocando un riscontro e un pubblico che non potra' mai essere quello che gli ha dato successo, lo 'zoccolo duro', in quanto questo non esiste piu', oppure si e' mostruosamente assottigliato; le stesse dinamiche sociali giapponesi indicano che un lasso di tempo di piu' di 10 anni da, ad esempio, Evangelion, ha ormai fatto si' che molti di coloro che seguivano/hanno seguito quel determinato prodotto, si siano semplicemente allontanati dal tipo di prodotto. E' un tipo di 'pubblico' che assai difficilmente (Bonelli ne sa qualcosa) ha un ricambio.



E' un tipo di pubblico con gusti ed esigenze che negli anni semplicemente CAMBIA; e se prima un dvd o una action figure era cio' che volevano, se si sono fatti una famiglia e devono fare i conti con nuove tali dinamiche, se l'interesse rimane uguale, cambia e muta la prospettiva di acquisto.



E' per questo che ritengo davvero 'singolare' il volersi riferire allo stesso identico pubblico, visto che anche e non solo loro hanno dati tali da mostrargli ed evidenziare che il tipo di riscontro non sara' 'maiuscolo' come quello che ha fornito visibilita' e successo, nello specifico, a un prodotto specialmente, quale Eva.


Quando scrivi ciò sei consapevole del fatto che tolto Miyazaki nessun DVD di anime arriva alle cifre fatte dalla rebuild di Evangelion?
Parliamo circa di mezzo milione di dischi contando tutti i formati/versioni.
Ma lo stesso discorso potremmo farlo anche per le serie tv, roba più generica che si rivolge a quello che tu chiami "il mercato che fa i numeri" ha numeri di vendita modesti, mentre serie otaku oriented vendono moooolto di più.
Uno Strike Witches probabilmente è nella top5/top10 di vendita, e non parliamo di serie come K-ON o Lucky Star, anche qui roba da otaku marci, eppure vendono tantissimo e generano un mucchio di soldi.
I singoli della canzonette presenti arrivano addirittura a piazzarsi alla grande su Oricon.

A cosa serve d'altronde l'allargamento al grande pubblico quando il grande pubblico non è comunque interessato a quello che vuoi vendere?
E non è neanche un problema che il pubblico si disaffezioni, tanto fra 10 anni ci sarà ancora una schiera di lobotomizzati pronti a comprarsi tutte le cazzate che gli vengono proposte (e magari a ricomprarsi tutte le cazzate uscite negli ultimi 10 anni). E l'autoreferenzialità la coglieranno leggendo o vedendo roba su internet, ma se anche non la cogliessero non sarebbe un problema, non è un pubblico interessato ai contenuti e fintanto che verrà proposta roba che va incontro ai loro gusti non vedo come potrebbe venire meno l'interesse.
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Se lo trovi :goccia: Ho cercato in ogni angolo di Share un fo****to cam-rip senza successo :crying:


Io per vederlo aspetterei l'uscita del DVD, vidi il primo film cam-rip senza sub(stranamente ho capito ogni singola parola :ph34r: ), però poi quando vidi il DVD capì di aver fatto una cavolata in quanto mi accorsi che mi erano sfuggiti dettagli importanti e averlo visto prima mi fece perdere la componente della "novità". :goccia:

Inoltre ho letto sommariamente gli spoiler, non mi pare che la trama si discosti troppo dall'originale, anche se prima di giudicare vorrei vedere con i miei occhi di cosa si tratta, affidarmi alle sensazioni o alle opinioni degli altri non mi è mai piaciuto. :thumbsup:
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Uhm, no, a mio avviso e' proprio suicidio.



Qualunque produttore/editore sa che il fandom non garantisce di per se' i numeri necessari alla sopravvivenza economica di un qualunque tipo di prodotto.

Questo in quanto esso rappresenta un circolo vizioso autoreferenziale che si estingue nel tempo, o si assottiglia fino a diventare economicamente risibile.

E' utile o importante in fase di lancio di un prodotto, in quanto agevola il passaparola e la pubblicita', ma basare una produzione SOLO su di esso e' una follia.



Il Vero mercato e' quello che sta al di fuori di quel circolo, il mercato che fa i numeri.



Cosa abbastanza importante poi, SE prima le fanzine e gli 'esperti' avevano un particolare 'appeal' presso il pubblico occasionale, da anni c'e' stato uno scollamento quasi totale tra 'la base' di otaku e nerd e 'gli altri.

Questo dovuto anche alla ormai progressiva perdita di punti di riferimento per un parere piu' o meno critico, dovuto alla ovvia moltiplicazione e stratificazione dell'informazione su internet.



Cio' considerando, ci sono ancora produttori (vedi gainax), che sfornano prodotti in piena crisi di autoreferenzialita', invocando un riscontro e un pubblico che non potra' mai essere quello che gli ha dato successo, lo 'zoccolo duro', in quanto questo non esiste piu', oppure si e' mostruosamente assottigliato; le stesse dinamiche sociali giapponesi indicano che un lasso di tempo di piu' di 10 anni da, ad esempio, Evangelion, ha ormai fatto si' che molti di coloro che seguivano/hanno seguito quel determinato prodotto, si siano semplicemente allontanati dal tipo di prodotto. E' un tipo di 'pubblico' che assai difficilmente (Bonelli ne sa qualcosa) ha un ricambio.



E' un tipo di pubblico con gusti ed esigenze che negli anni semplicemente CAMBIA; e se prima un dvd o una action figure era cio' che volevano, se si sono fatti una famiglia e devono fare i conti con nuove tali dinamiche, se l'interesse rimane uguale, cambia e muta la prospettiva di acquisto.



E' per questo che ritengo davvero 'singolare' il volersi riferire allo stesso identico pubblico, visto che anche e non solo loro hanno dati tali da mostrargli ed evidenziare che il tipo di riscontro non sara' 'maiuscolo' come quello che ha fornito visibilita' e successo, nello specifico, a un prodotto specialmente, quale Eva.




Quando scrivi ciò sei consapevole del fatto che tolto Miyazaki nessun DVD di anime arriva alle cifre fatte dalla rebuild di Evangelion?

Parliamo circa di mezzo milione di dischi contando tutti i formati/versioni.

Ma lo stesso discorso potremmo farlo anche per le serie tv, roba più generica che si rivolge a quello che tu chiami "il mercato che fa i numeri" ha numeri di vendita modesti, mentre serie otaku oriented vendono moooolto di più.

Uno Strike Witches probabilmente è nella top5/top10 di vendita, e non parliamo di serie come K-ON o Lucky Star, anche qui roba da otaku marci, eppure vendono tantissimo e generano un mucchio di soldi.

I singoli della canzonette presenti arrivano addirittura a piazzarsi alla grande su Oricon.



A cosa serve d'altronde l'allargamento al grande pubblico quando il grande pubblico non è comunque interessato a quello che vuoi vendere?

E non è neanche un problema che il pubblico si disaffezioni, tanto fra 10 anni ci sarà ancora una schiera di lobotomizzati pronti a comprarsi tutte le cazzate che gli vengono proposte (e magari a ricomprarsi tutte le cazzate uscite negli ultimi 10 anni). E l'autoreferenzialità la coglieranno leggendo o vedendo roba su internet, ma se anche non la cogliessero non sarebbe un problema, non è un pubblico interessato ai contenuti e fintanto che verrà proposta roba che va incontro ai loro gusti non vedo come potrebbe venire meno l'interesse.


Tu pero' parli del mercato giapponese, che sui dvd era su di un altro pianeta rispetto ad esempio al nostro di vari ordini di grandezza.

Essendoci comunque una crisi generalizzata, le vendite gia' in patria sono quelle attuali, all'estero le cose vanno molto peggio, e considerando che l'overseas e' un mercato a dir poco importante per tali realizzazioni... continueranno a vendere qualcosa in patria, ma di blockbuster che possano finanziare altre produzioni, roba alla naruto o alla onepiece, quanti ce ne sono?

Resta quindi un mercato sempre piu' interno, sempre piu' autoreferenziale, sempre piu' con roba scarsamente esportabile all'estero, in un pieno periodo di contrazione commerciale, anche nel mercato interno.

Bisogna controllare differenti periodi di tempo, e questo per il mercato interno.

Il che, considerando che quando non c'erano i fansub, la maggior parte del materiale, sia in sfigate vhs ntsc che su altri tipi di supporti poi, ci e' stata fatta conoscere dagli states o paesi limitrofi...

Che poi l'autoreferenzialita' stia oggettivamente facendo 'danni', e' sufficiente vedere sia la quantita' di animazione proposta dai vari studi, sia la loro collocazione oraria nelle tv, sia il tipo proposto.

Cioe', te parli per l'appunto si Strike Witches, o Lucky Star, etc.
Tutta roba da brividi, considerando le potenzialita' del medium.

Se il risultato e' una contrazione di offerta e di qualita', legata sempre piu' al mercato interno, a fascie orarie particolari, per roba sempre meno esportabile all'estero...
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Se il risultato e' una contrazione di offerta e di qualita', legata sempre piu' al mercato interno, a fascie orarie particolari, per roba sempre meno esportabile all'estero...

La GONZO ha provato per anni a creare anime che sfondassero all'estero...
Non ci è mai riuscita, e il mercato americano è imploso  :goccia:
(e comunque non sono sicuro che ci sia poi tutta questa contrazione di offerta, rispetto a 10 anni fa ci sono molte più serie, forse anche il doppio)

La si può girare come si vuole ma avremo senso le produzioni mainstream alla Naruto e One Piece, qualche altra produzione per tutti e la grande maggioranza degli anime in onda la sera e pensati per il pubblico di otaku giapponesi.
Non c'è abbastanza richiesta per avere più serie del primo tipo, non venderebbero, il mercato americano non le può supportare, in Italia non c'è più mercato, nel resto dell'occidente non mi pare nuotino nell'abbondanza.
E l'illusione del mercato americano è durata poco, dopo una scorpacciata iniziale ci si è comunque resi conto che i numeri sono quello che sono.
E comunque il mercato così funziona, e penso si stia anche andando a stabilizzare (vista anche la diminuzione di serie tv in questo 2009, dopo anni in cui aumentavano a ritmo quasi vertiginoso).

Poi che la cosa sia un danno è innegabile, sicuramente lo è da un punto di vista qualitativo, ma commercialmente è tutto da vedere che sia davvero un problema, in fondo il mercato non è messo peggio ora di quanto fosse un tempo, anche se forse lo sfruttamento della manodopera sta davvero cominciando ad essere eccessivo e non più sostenibile nel lungo termine.
Ma suppongo che alla fine nel breve termine basterà un'ulteriore contrazione dell'offerta (che è ancora eccessiva).
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Be', alla fine l'implosione del mercato americano è dovuta alla politica dissennata con cui sono stati prodotti anime negli ultimi 6-7 anni. A partire dal 2005, anno in cui in America sono stati registrati preoccupanti cali nelle vendite, il numero di serie prodotte per anno è andato prima stabilizzandosi, per poi ridursi.

Probabilmente la case produttrici, che hanno installato sul territorio U.S.A delle loro filiali, hanno vissuto a partire dalle fine degli anni '90 uno di quei periodi di "euforia irrazionale", credendo di avere un payoff sicuro per i loro investimenti. Non è un caso singolare, anche la bolla speculativa degli anni 2000 che ridusse di un terzo il valore dei mercati tecnologici scoppiò proprio per un errata aspettativa ed un eccessiva fiducia nel futuro.

Di conseguenza hanno prodotto tanto, troppo per penetrare il mercato più velocemente dei concorrenti. Diversi anime sono stati pure finanziati da parte americana come Samurai Champloo. Studi come Bones o Manglobe sono nati inizialmente come realtà produttive per il mercato statunitense.

 

La Gonzo in questi anni era sul tetto del mondo, forse fra tutti era lo studio più orientato all'export, ed è proprio la maggiore esposizione all'estero che ne ha compromesso la stabilità economica una volta che il mercato non ha risposto in maniera adeguata. La loro politica interna attuale è quindi di ritornare in maniera bruciante nel mercato domestico, e per farlo hanno investito negli ultimi due anni su serie da otaku, di quelle proprio brutali.

E' tutto da vedere se tuttavia questa è una strategia valida. Sicuramente lo è nel breve periodo, sempre se la situazione finanziaria non sia troppo compromessa, ma nel lungo periodo credo non sia troppo lungimirante, e questo per il discorso fatto da Sciuggi.

Il succo alla fine é: se anche l'autoreferenzialismo paga, siamo sicuri che lo faccia in eterno?

 

Pensate un attimo al nostro inesistente mercato dominato da girelle: ora le serie dell'invasione anni 80 vendono per l'attacamento al ricordo infantile di trentenni con possibilità di spesa, ma non sarà sempre così. Fra 10 anni, questi passerrano la quarantina, e non ci saranno innesti nel gruppo ma solo perdite dovute al calo fisiologico di interesse. Fra 30 anni, seriamente, quanti cinquantenni riguarderanno i robottoni sulle loro tv?

 

In giappone c'è comunque un rinnovamento formale dei titoli. Ovvero apparentemente sussiste ancora l'effetto novità dovuto al ricambio di titoli ed autori, ma è solo di facciata perché nei contenuti si tratta solo di autoreferenzialismo. Io non so quanto si andrà avanti di questo passo.

 

La verità è che ci sono ancora troppe troppe serie per anno. Dovrebbero essere meno della metà.

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Mi sembra di capire che non mi sono fatto capire per nulla quando nel post di due pagine fa ho usato quella parola, "autoreferenzialismo".

 

L'autoreferenzialismo che detesto non è quello del tipo "toh, la Ginga-Go è l'Exelion verniciata di arancione che vola in atmosfera". Anzi, quello mi piace (entro limiti sensati, gallo ha ragionissima nel dire che specie ultimamente se ne fa un abuso becero a parte rare eccezioni). E' quello che vuole sempre vedere nello sviluppo narrativo di un anime un "messaggio agli otaku", o peggio, una "velata critica" ai medesimi.

 

Non sono mai stato uno di quelli che si rallegrano perchè una serie si conclude in un modo interpretabile come una "trollata contro" qualcuno. Anzi, la cosa mi da estremamente fastidio. Io guardo gli anime per godermi una storia, non per vedere il regista che "dialoga" in modo più o meno stizzito con una parte del suo pubblico. Se la tua audience non ti gratifica, o te ne vai a cercare un'altra (ma veramente, non per finta) oppure prendi quello che viene e la smetti di rompere.

 

Quindi, tornando alla rebuild, spero proprio che Anno non stia facendo questi film per lamentarsi per l'ennesima volta di come il pubblico non abbia visto chiaramente in Eva-1995 (ormai bisogna usare l'anno, come per i Gundam) ciò che lui sperava ci vedessero. Anche perchè fu in non piccola parte colpa sua.

Confido invece che a 14 anni di distanza abbia qualcosa di diverso da raccontarci, figlio delle sue nuove esperienze e della rielaborazione di quelle di allora, e che si impegnerà per farlo.

 

(Il che non vuol dire che ci riuscirà senza dubbio. Ma questo lo scopriremo alla fine.)

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Be' cone autoreferenzialismo io mi riferisco anche a serie come Ikkitousen, Queen's Blade, Grenadier ecc ecc. Si c'hanno pure un "trama", ma sono ben classificabili secondo le stesse tassonomie. Io vedo più similitudini che differenze. Non pesno si possa andare avanti per tanto con 'ste serie.

 

Che poi, orcozio, in 'sti anime c'è una sovraesposizione di tette spaventosa, ma mai una scena di sesso. Lol, fanno vedere tanto, ma poi non arrivano mai al dunque. Seriamente, in quanti anime ci sono delle manze da latte e in quanti pochi si è mai vista una scopata fatta come si deve?!

 

Ma pure con Eva 2.0, non potevano mettere qualche posa sensuale, pure in topless di schiena, delle ragazze in spiaggia al centro marino, invece che quel ridicolo costume di Asuka sensa giustificazione logica? Nel primo caso ci sarebbe stato il giusto apprezzamento per la fica, il secondo serve solo ad alimentare il fetish legato a qualche fantasia più deviante :(

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Confido invece che a 14 anni di distanza abbia qualcosa di diverso da raccontarci, figlio delle sue nuove esperienze e della rielaborazione di quelle di allora, e che si impegnerà per farlo.

dici ha cambiato spacciatore?

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il secondo serve solo ad alimentare il fetish legato a qualche fantasia più deviante :(

che a differenza del primo VENDE, e di questo periodo fan di tutto per vendere...
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Al di la' di quanto intendessi tu  :snack: , io intendo l'autoreferenzialismo con un eterno ricorrere ad elementi gia' utilizzati in precedenza, specie da parte di autori/studi di produzione all'interno della loro produzione passata stessa, cosa che alla fine non fa altro che far sviluppare opere che di 'nuovo' in realta' hanno poco e nulla, e che per i contenuti usati hanno 'in mente' una determinata, e sempre quella, fascia di pubblico.

 

Questo per un motivo ulteriore molto semplice; nessuno in realta' sa quali sono gli elementi che funzionano realmente all'interno di un'opera pubblicata in un determinato momento e che a sua volta fanno funzionare l'opera in se'.

Per questo motivo gli editori 'buttano' sul mercato una notevole quantita' di opere, nella speranza che prima o poi una o piu' incontrino un tale successo di pubblico da poter essere continuata senza troppi problemi nel tempo.

 

Autoreferenziare la produzione, per un editore, e' arroccarsi in difesa, non spingersi ad evolvere la propria produzione in modo anche da seguire gli input del momento e della moda, e pian piano sparire dal mercato, perche' superati, e perche' per uno studio di produzione mantenere una struttura di una certa dimensione (lasciamo perdere che la totalita' degli studi giapponesi sono nani in confronto specialmente con quanto producevano e con la relativa, prima, penetrazione di mercato nel settore dell'animazione) per la realizzazione di praticamente 1-2 serie l'anno.

 

Questo implica una sempre maggiore esternalizzazione, delocalizzazione, aka 'outsourcing', aka sempre maggiore QUALITY, anche perche' per ottimizzare tempi e risorse pure con questi studi esterni, si tende ad avere pochissima programmazione preventiva ed a fare le cose quasi 'on demand', oltre ovviamente ad una qualita' a dir poco altalenante a seconda di chi ci lavora fisicamente.

 

Cioe', per dire, pensate veramente che, tanto per fare un nome, la Shueisha potrebbe tenere l'attuale struttura organizzativa per realizzare solo 1-2 serie l'anno? Ancora meglio per gli studi di animazione, che devono far 'circolare' una certa quantita' di denaro e lavoro per mantenere un certo tipo di organizzazione; difatti la gia' citata Gonzo si e' a dir poco ridimensionata, non a caso con il crollo della propria produzione.

Tale 'circolazione' di denaro si ha solo ed esclusivamente con contratti (leggasi voce: affidamenti bancari) con societa' conosciute da parte degli istituti di credito. Se la produzione rimane 'interna' e se ci sono contratti ci sono con solo emittenti locali e societa' di giocattoli, di musica e quant'altro relativo, il circuito si fa vizioso e di capitali ne circolano molto pochi.

 

Qualcuno ha citato una o piu' serie cofinanziate da parte di altri investitori esteri, io potrei aggiungere che e' noto che ci sono film e serie di telefilm, specie nel mercato americano, che sono realizzati a rischio zero da parte dei produttori, in quanto ancora prima di essere realizzati sono venduti in pacchetto come 'contenuti' ad emittenti satellitari o meno estere.

Gli stati uniti hanno una certa 'fortuna' relativa al fatto che la loro cultura ha fatto breccia in moltissimi altri paesi nel mondo, quindi i contenuti che realizzano difficilmente non sono piazzati (in Italia e' stata piazzata una serie imbarazzante di telefilm di poche puntate e segati subito in patria per scarsi ascolti).

 

Per il Giappone e specialmente per l'animazione, che e' un medium molto meno generalista di per se' di un live o di un telefilm con attori non orientali, il discorso e' un po' differente, le serie devono comunque avere in se' delle possibilita' a livello di progettazione e produzione, di essere esportate all'estero.

 

Fintanto che si accentuera' il riferimento autoreferenziale e al mercato specialmente interno, i capitali circolanti a disposizione saranno sempre meno, con anche il non insignificante rischio di un possibile 'crollo' di interesse per, alla fine *sempre la stessa cosa mostrata in piu' salse*, con le conseguenze del caso.

 

Per non parlare di animazione, ad esempio, come sono i dati di vendta dei vari Jump negli ultimi anni? Ad oggi vende ancora sui 5-6-quelcheera milioni di copie?

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dici ha cambiato spacciatore?

E basta con 'sta storia dello spacciatore, Sirtà :P Lui e Kawamori si saranno pure fumati gli acetati, ma allora di gente come Crepax che dovremmo dire? ;D
(Vorrei tanto che Anno avesse una relazione con l'Italia stretta come quella di Miyazaki, pagherei oro per vederlo alle prese con un cartone di Valentina :rotfl: )

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che a differenza del primo VENDE, e di questo periodo fan di tutto per vendere...

Non sono troppo convinto nemmeno di questo. Secondo me il vero problema è che non c'è quasi nessuno che sappia fare il primo bene. (Difetto comune a quasi tutta la narrativa, eh.)
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Be' cone autoreferenzialismo io mi riferisco anche a serie come Ikkitousen, Queen's Blade, Grenadier ecc ecc. Si c'hanno pure un "trama", ma sono ben classificabili secondo le stesse tassonomie. Io vedo più similitudini che differenze. Non pesno si possa andare avanti per tanto con 'ste serie.


Concordo.
:sisi:
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Solo fino a quando ti rimangono abbastanza clienti da continuare.

Guarda il caso dei fumetti americani, passati da fenomeno per tutta la nazione a ultranicchia sempre più chiusa verso l'esterno e sempre più declinante.


Ma in Giappone non ci sono di questi problemi. Cioe', la gente che compra continua ad esserci solo che si sposta da un mercato all'altro. E' vero, le vendite delle riviste mainstream sono in crisi.
Pero' in compenso, quando e' scoppiata la crisi economica (e per il Giappone e' stato un vero dramma e continua ad esserlo), l'unico settore che ha retto e anzi ha proseguito al rialzo e' stato quello delle dojinshi.
Ma ne vendono a pacchi, roba da non credersi.

Per l'animazione il discorso e' diverso. Un conto e' comprare i dvd dei film Ghibli o Disney per i figli, cose per tutta la famiglia, un altro e' comprarsi gli anime dopo i 14 anni. Si viene bollati come otaku. Otaku marci.
Vuoi allargare il mercato dell'animazione per adulti in Giappone? Ok, devi otakuizzare piu' gente.
Animazione per adulti slegata al fenomeno otaku? Non vende un cazzo. Qualcosa Oshii, mentre Kon ha sempre fatto pieta' in patria.

Cmq ricordo che le vendite in DVD e BRD di Code Geass, Macross Frontier e della Rebuild hanno fatto il botto. Altro che contrazione. Non ci sono mai state quelle cifre nell'home video.

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E' quello che vuole sempre vedere nello sviluppo narrativo di un anime un "messaggio agli otaku", o peggio, una "velata critica" ai medesimi.


Ma quello e' normale visto il mercato. Se gli otaku sono il tuo pubblico di riferimento, l'unico tuo pubblico, cerchi di dialogarci. Se vuoi farli riflettere devi parlare di qualcosa che conoscono. Non perche' si abbiano intenti moralizzatori o che (non credo che Anno volesse fare cambiare gli otaku, parlava solo della sua esperienza), ma perche' e' l'unica cosa di cui puoi parlare.

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Io guardo gli anime per godermi una storia, non per vedere il regista che "dialoga" in modo più o meno stizzito con una parte del suo pubblico.


Saro' brutale, ma gli anime non sono stati fatti per te. Li guardi anche tu, che e' ben diverso. Non che ci sia qualcosa di male. D'altronde tutti possiamo guardare e giudicare quello che vediamo. Al piu' ci mancano degli strumenti per capire e il giudizio ne viene viziato. Ma c'est la vie.


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Confido invece che a 14 anni di distanza abbia qualcosa di diverso da raccontarci, figlio delle sue nuove esperienze e della rielaborazione di quelle di allora, e che si impegnerà per farlo.


Puo' raccontarti che l'ammmore vince su tutto. E ale'.
Ma di una serie di film che hanno solo lo scopo di intrattenere, non saprei che farmene (Personalmente. Difatti i blockbuster hollywoodiani non li guardo per partito preso).
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Ma quello e' normale visto il mercato. Se gli otaku sono il tuo pubblico di riferimento, l'unico tuo pubblico, cerchi di dialogarci. Se vuoi farli riflettere devi parlare di qualcosa che conoscono. Non perche' si abbiano intenti moralizzatori o che (non credo che Anno volesse fare cambiare gli otaku, parlava solo della sua esperienza), ma perche' e' l'unica cosa di cui puoi parlare.


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Saro' brutale, ma gli anime non sono stati fatti per te. Li guardi anche tu, che è diverso


Che ti devo dire, può darsi che tu abbia ragione. Può darsi che davvero in animazione non si possa dire niente di interessante a parte le due cose già dette e stradette, se non ti chiami Miyazaki, e allora semplicemente smetterò davvero di guardare anime e mi ricorderò di Dennou Coil come dell'ultima cosa davvero degna che ho potuto vedere. Ma mi parrebbe strano che un mezzo con tutte queste potenzialità venga sprecato così.
Come ho ripetuto 100 volte, magari avrà davvero ragione Dai Sato, e lo stile "anime" per sopravvivere dovrà staccarsi dal Giappone e diventare panasiatico, chi lo sa...
(By the way: ma se davvero pensi questo perchè stai ancora qua? ;D )

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Puo' raccontarti che l'ammmore vince su tutto. E ale'.

Ma di una serie di film che hanno solo lo scopo di intrattenere, non saprei che farmene (Personalmente. Difatti i blockbuster hollywoodiani non li guardo per partito preso).

Beh, a parte che quel tuo partito non è il mio (e qui possiamo soltanto "agree to disagree" ;) ), non sono così sicuro che finirà in quel modo. Perchè non lo lasciamo finire prima di dire che ha fatto una cagata? ;)

(E poi, lasciamelo dire: ma cazzo, oggi un messaggio per essere credibile deve proprio essere per forza pessimistico?)
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Può darsi che davvero in animazione non si possa dire niente di interessante a parte le due cose già dette e stradette, se non ti chiami Miyazaki,


A te Miyazaki sembra davvero cosi' originale? Sul serio? Quello originale in seno allo studio Ghibli e' Takahata.

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e allora semplicemente smetterò davvero di guardare anime e mi ricorderò di Dennou Coil come dell'ultima cosa davvero degna che ho potuto vedere.


Questa tua nota mi stranisce, dato che Denno Coil parla delle stesse medesime identiche cose di cui si discute qui. Del "crescere".

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(By the way: ma se davvero pensi questo perchè stai ancora qua? ;D )


Perche' mi piace l'aspetto sociale, ancorche' antropologico. La descrizione di un popolo attraverso i suoi prodotti di cultura di massa. Quindi se tali prodotti non raccontano di qualcosa in seno alla societa', non m'interessano.


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Perchè non lo lasciamo finire prima di dire che ha fatto una cagata? ;)


Ah, ma a me sta bene. Quella della pernacchia finale agli otaku era solo una provocazione per dire di non dare nulla per scontato  ;)

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(E poi, lasciamelo dire: ma cazzo, oggi un messaggio per essere credibile deve proprio essere per forza pessimistico?)


In realta' dipende da come il messaggio e' raccontato. Il punto che facevo sull'ammmore e' il passo logico dall'immaginarsi Anno felicemente sposato, e che quindi fa diventare Shinji adulto attraverso l'amore.
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allora semplicemente smetterò davvero di guardare anime e mi ricorderò di Dennou Coil come dell'ultima cosa davvero degna che ho potuto vedere.


Devi anche vedere:


Vedrai che bello :sisi:

Comunque al di là del pessimismo, che non aiuta ma è naturale in una situazione non proprio rosea come questa, la situazione è perlomeno migliorabile. Magari non raggiungerà mai l'utopia che tutti sognamo, ma qualcosa per cambiare secondo me potrebbe essere fatto. Già da ora. Ma servono uno sforzo congiunto per non disperdere le energie e un po' di coraggio. E se non funziona, be' almeno ci si ha provato.

Comunque con l'economia giapponese messa così come adesso, l'animazione sembra una realtà proprio disperata. Cioè: indebitamento al 170% con prospettive di incremento fino al 200% nei prossimi anni, tassi interni che non valgono un cazzo, situazione di stasi concorrenziale interna per una distribuzione uniforme degli incentivi e salvaguardia delle imprese anche in situazioni non giustificate dal libero mercato.
Manco la Bones dell'ultimo periodo sta messa peggio di così :P

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Ringrazio dei consigli ma non preoccupatevi, non è che non sappia cosa guardare, ho una marea di arretrati che mi garantiscono ancora una buona autonomia ;D

 

E soprattutto non pensate che tutto quello che guardo debba essere per forza OMG impegnato e super-originale, ho appena finito Stratos 4 e non me ne vergogno  :rotfl::rotfl::rotfl:

 

(il resto delle risposte a domani)

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Pensi all'incauta che dovrà sopportarselo? ;D


E' proprio l'immagine che mi inquieta. Mah, forse lo identifico troppo con gente che conosco, e che come sua personale Mary Sue ha decisamente tizi alla DS.  :lolla:
(non che a me non dispiacerebbe del tutto, diciamocelo  8) )

Comunque. Siamo sicuri sicuri che siano poi così autorefenziali? Io per stagione un paio di cose che non sembrano così rivolte al mercato di "fan che vogliono certe cose ben sicure" le vedo.
Sarò anche fottutamente matto, ma lo stesso K-On! anche solo per appartenere allo slice of life mi pare un po' meno autoreferenziale degli hardcore otakus.
Divertente il discorso che il mercato anime sarebbe in crisi perché la gente si vergogna di comprare i dvd ma le doujinshi vendono a palate. Cioè, follia pura, o mi manca qualche dettaglio?  :prof:

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Come ho ripetuto 100 volte, magari avrà davvero ragione Dai Sato, e lo stile "anime" per sopravvivere dovrà staccarsi dal Giappone e diventare panasiatico, chi lo sa...


Eurasiatico, prego.



(interessante, se solo mi ricordassi meglio la lingua, almeno quella in cui ho trovato i sub  ;D )

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A te Miyazaki sembra davvero cosi' originale? Sul serio? Quello originale in seno allo studio Ghibli e' Takahata.


C'avrà avuto due idee tutte sue, ma le ha sapute implementare sul serio. L'intelligenza di Nausicaa manga di solito neanche provano a imitarla.

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Puo' raccontarti che l'ammmore vince su tutto. E ale'.

Ma di una serie di film che hanno solo lo scopo di intrattenere, non saprei che farmene (Personalmente. Difatti i blockbuster hollywoodiani non li guardo per partito preso).


Secondo me è più onesto (e quindi può più facilmente portare a qualcosa di apprezzabile) chi invece di metterci un messaggio chiaramente del cazzo non ce lo mette proprio.  :sisi:
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