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Porco Rosso e Ponpoko


El Barto

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Di questo poi se vuoi possiamo parlare, certo. Lì in effetti parlavo con Taro, ma ok.

 

Prima di parlare di ogni cosa opinabile con te, però

 

 

****

 

stai continuando a fare il buffone, come hai fatto nelle pagine precedenti.

 

Sappiamo che sai fare il proofreader e che il miei testi scritti su un forum sono un campo di battaglia di proofreading.

 

Lo sappiamo io, te, tutti, da anni. Perché tutti quelli che non me l'hanno mai detto, l'hanno sempre notato. Non sono mica scemi.

 

A fare lo scemo sei tu, che continui a usare simili argomenti collaterali, retorici e puerili per eludere una questione semplice, obiettiva, che non puoi eludere se non al prezzo di fare il buffone come stai facendo.

 

Con il solito attegiamento da superiore che hai assunto da un tot di pagine.

 

Sono certo che anche chi non scrive l'abbia notato.

 

Dopo ogni tua buffonata, continuerò a riportati al punto:

 

Hai definito la lingua italiana nei testi del film Ponpoko 'scorretta' e 'non italiano'.

 

Se sei in grado di dimostrarlo, fallo.

 

Oppure ammetti che hai detto una cosa falsa, che è ciò che io sostengo, e rimangiala.

Altrimenti SEI un buffone.

 

SEI un buffone perché HAI DETTO una cosa falsa e continui a fare finta di nulla dinazi al fatto: NON lo neghi (perché non hai prove) e NON lo ammetti.

 

Che è un comportamento da buffone. Buffone vero.

 

Non importa se ti diverti a fare il buffone o meno, o se pensi che in questo modo salvi la faccia o meno.

 

Sono pagine e pagine che non do seguito alla tua retorica puerile. Non lo farò.

 

Continerò sempre e solo a riportarti al punto, e a rimarcare che tu lo eludi, così che tutti notino cosa e fai e come lo fai.

 

E continuerò a farlo, ripeto, finché o proverai che l'italiano usato nel dialoghi in discussione è scorretto, come hai più volte detto, o finché non lo rimangerai.

 

Ti anticipo che tentare la strada della rimangiata fasulla come la ragione che si da per finta non servità. Ti riporterò anche in quel caso al punto, semplice, di QUELLO CHE HAI DETTO E NON SAI PROVARE, anche se è una questione obiettiva, e NON di gusto/stile. Le retorica non servità. L'insulto non servirà. Tornerai sempre al via. O dimostri, o rimangi, o continui a fare il buffone perché svicoli.

 

PS:

Comuque mi sa che non conosci il senso della parola 'buffone', perché hai scirtto 'Buffone? Sì mi diverto." Il buffone non è quello che si diverte, è quelo che facendo cose ridicole fa ridere il prossimo, dai tempi del 'buffone di corte'. Io che ti leggo, non mi diverto, anche se ti rendi ridicolo. Quindi non credere che stia portando avanti la discussione perché io voglia ridicolizzarti, ci mancherebbe. Sarei una persona meschina se traessi divertimento da una cosa simile, e così non è. Non capisco il tuo edit2, che è una contraddizione violenta con il tuo comportamento da pagine e pagine. Io non ho mai detto 'non faccio slati qui' e non ho mai detto che non si possa parlare delle scelte stilistiche dei miei adattamenti, che difendo sì, ma discuto come cose discutibili. E' davvero ridicolo che tu, che svicoli l'unica questione obiettiva, abbia scritto quello che hai scritto nell'edit2, anche questo è evidente.

 

 

****

 

Che era la parte a te destinata.

 

Posso solo aggiungere che anche tentare la strada del glissare non servità.

 

Tirnerai sempre al via.

O dimostri e confermi.

O neghi e rimangi.

O sei un buffone per come sinora ti sei dimostrato.

 

Non c'è via d'uscita ulteriore.

Ovviamente il semplice silenzio conta come negazione implicita, ovvero non meno vera di un'ammissione di torto esplicita, ma in più anche vile.

Questo per dire che dopo aver svicolato, dato che hai provato a glissare, forse puoi anche arrivare a pensare di iniziare a 'fare finta di nulla', ma sarebbe peggio.

 

E ovviamente più vai avanti e più sarà difficile per te derogare all'accumo di buffonata che hga creato, e che accresci di volta in volta.

Modificato da Shito
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Silenzio?

No, guarda: non ci sei proprio.

Lo ripeto: l'italiano che usi, in Pom Poko, è scorretto. ^_^

E chi si rimangia nulla?

 

L'unica cosa che ti chiedo è: visto che considero francamente disturbante la tua incapacità di scrivere in maniera decente (per motivi già detti), O ti decidi a scrivere all'altezza dei tuoi (presunti, ma diciamo che sia così) mezzi, O ti dovrai accontentare di questo eterno gioco di rimpalli.

Che a me non stanca, né provoca particolari problemi.

Come già detto, posso andare avanti a trollarti PER ANNI.

Sei tu che, probabilmente, ad un certo punto dirai di "aver di meglio da fare".

E lascerai il tavolo.

C'è gente che ci vince bei soldini, così, sai?

 

(E, per un attimo fuor da atteggiamento da homo superior -che pure ti meriti- ti ribadisco, se vuoi, che potrebbe -ma anche no, se sto trollando- anche essere una questione di principio.

Che, se tu non fossi così infervorato -sembri Sgarbi nei suoi momenti migliori, e non è un complimento-, probabilmente potresti anche capire, e condividere).

 

EDIT: a scanso di equivoci :rotfl:, sappiate che sarò fuori da oggi e per il week-end.

Giusto per evitare che la mia assenza per ragioni ben più piacevoli della lettura degli slati di Shito possa essere scambiata per altro. ;)

Modificato da Maximilian
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Lo ripeto: l'italiano che usi, in Pom Poko, è scorretto. ^_^

 

Bene, indi dimostralo, dato che la scorrettezza linguistica è una questione oggettiva.

 

Ci sono regole scritte su libri di testo e riferimento.

 

Se non lo dimostri, ti provi un falso e un buffone. Tutto qui.

 

Hai scritto un altro post da buffone, infatti, poiché continui ad avanzare un giudizio oggettivo (scorrettezza linguistica di un testo) che non ti dimostri in grado di provare.

 

Questo è un fatto, non un opinione.

 

Delle altre baggianate non so nulla, e non vi do seguito.

 

---

NOTA:

In questo post non dovrebbero esserci slati. Ma anche questa tua scusa per sottrarsi alla questione reale è risibile, perché nel tuo sciocco svicolare dimostri comunque di avere inteso il contenuto dei miei post, quindi nascondersi dietro alla presenza degli slati è comunque palesemente strumentale, puerile e fallace: mette ancora più in evidenza la tua manchevolezza sostanziale. Più eludi, più rendi evidente il vuoto di contenuto della tua critica che pure (suppongo) per orgoglio non hai cuore di ritirare. E ostentando un tono retorico di superiorità divertita e iperbolica non occulti la cosa, la rendi ancora più evidente. Anche per anni, sarà sempre così, sempre più evidente, sempre più ridicolo, perché la realtà è questa. Credo lo capiscano tutti, perché la realtà del caso è semplice e palese.

Modificato da Shito
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<per dovere di cronaca, uno slato è rimasto>

Vero. :°_°:

 

 

Siete cattivi e in malafede.

:sisi:

 

Semplicemente perché ha usato qualche apostrofo di troppo in precedenza, ora fa economia.

Non è uno slato, è equilibrio. :snob:

 

(Ora però basta sul serio, giuro).

 

Fatemi finire di lavorare che vado di fretta!

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Ho fatto ricerche per tradurre e adattare puntualmente la frase, e già non è stato facile. Per esempio, 'somatico' è 'kotai no', che letteralmente -e per come l'aveva tradotto la traduttrice *bimadrelingue- vuol dire

bla bla

no beh, questa è grossa. ma grossa davvero.

una TRADUTTRICE BIMADRELINGUE ha BISOGNO di un ADATTATORE che le TRADUCA qualcosa?

guarda, ora è tutto molto più chiaro...

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Apprezzo lo sforzo, Shito, davvero. ^_^

 

Mi fa piacere che tu apprezzi il mio sforzo, ma hai scritto un altro messaggio glissando sul fatto.

 

Hai definito scorretta la lingua usata in un testo, e non sei in grado di provare questa scorrettezza.

 

Quindi sei falso, e pervicamente.

 

Sarai tale sino a quando non farai -in merito a questa sola cosa- un atto di verità: dimostrare/argomentare o ritrattare/negare.

 

---

 

mp3dom:

 

Eh, mi ero impegnato.

Ma mica per niente avevo usato il condizionale. :(

 

no beh, questa è grossa. ma grossa davvero.

una TRADUTTRICE BIMADRELINGUE ha BISOGNO di un ADATTATORE che le TRADUCA qualcosa?

guarda, ora è tutto molto più chiaro...

 

No, intendo dire che il risultato di una traduzione-adattamento, che come ho più volte ribadito sono in un processo contiguo e intrecciato, è solo uno.

 

Quindi è ovvio che se ognuno fa la sua parte, si lavora insieme.

 

La traduttrice può chiedermi di fare ricerca su un termine tecnico, e poi si confrontano i risultati.

 

I testi vengono reciprocamente controrivisti anche alla fine.

 

Del resto, non credo che un traduttore -anche molto onesto- faccia tutto quel lavoro di documentazione che spetta a me.

Non potrei certo pretenderlo.

 

Molte volte ho sottoposto io stesso materiale di ricerca a tutti i traduttori con cui ho lavorato.

Modificato da Shito
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uhmmm... tutto ciò è un sacco strano. non mi riferisco alla mascherina di come lavora il duo traduttore-adattatore. ma quello che viene prodotto alla fine: sembra che il taduttore in oggetto (si dice bimadrelingue, quindi si suppone abbia una certa conoscenza...) sia anche l'adattatore oppure che l'adattatore prevalga in una misura impressionante sul lavoro di traduzione.

mah!

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Provo a spiegati come funziona.

 

L'adattatore è quello che ha la responsabilità finale del testo.

In questo mondo/ambiente, il traduttore è concepito come un mero tecnico.

 

E, come si sa, nel mondo del doppiaggio non importa a nessuno che l'adattamento sia anche lontanamente fedele all'originale.

 

Il povero Garion, che fa il traduttore e poi il 'revisore di adattamenti' (se ho ben capito) penso potrebbe facilmente testimoniarlo.

 

L'altra faccia di questa orrenda medaglia è che, ovviamente, il traduttore per il doppiaggio è anche molto deresponsabilizzato. E anche poco pagato.

 

Io lavoro in un modo diverso.

 

Siccome metto al primo posto la fedeltà all'originale, anzi la comprensione di quello, lavoro spalla a spalla con il traduttore.

 

Discuto tutta la traduzione con il traduttore. Riverifico spesso tutti i composti 'da libro' (indagine filologica), per poi portare i risultato al vaglio del traduttore.

 

Faccio un sacco di cose strane, incluso tentare (e spresso riuscire) di far pagare il traduttore di più della 'norma' e far inserire il suo nome nei credits (cosa che mi riesce sempre).

 

Mi è capitato anche di notare sviste di traduzione, sì. I traduttori sono esseri umani, a prescindere da quanto siano capaci e bimadrelingua.

 

Ai tempi della traduzione di Nausicaa, per esempio, 'maigo' era stato tradotto come 'spaventato' invece che 'smarrito'.

 

E' normale, d'altro canto, che chi è bimadrelingua e conosce molto 'sensibilmente' le lingue più che a filologia vada molto 'a sentimento'. Del resto è proprio questo il valore aggiunto che anche la più profonda ricerca filologica non potrebbe mai emulare.

 

Ricordo quando, parlando di una sgridata, Elisa per farmi capire mi diceva "mia madre me lo diceva da piccola in situazioni X e Y", o quando mi diceva "mah, guarda, bambine come Satsuki e Mei in Giappone non sono mai esistite, esistono solo nella fantasia di Miyazaki". Cose così. :)

 

Anche sulla mia comprensione del giapponese, quando lavoro su un testo scritto e professionalmente, credo che sempre Garion potrebbe testimoniare strane anomalie.

Ovvero che oltre un certo limite non si capisce se io 'capisca tutto da solo', o 'non capisca niente di mio'. E' una cosa davvero difficile da spiegare, ricordo che ne parlammo quando provammo a lavoare insieme in un progetto purtroppo naufragato.

 

D'altro canto, la ricerca è ricerca. Le traduzioni e gli adattamenti di Eva che mi furono consegnati all'inizio (al tempo li ri-scrivevo soltanto) parlavano di Super Computer Maggie, e questo era seriamente il meno. :thumbdown:

 

A proposito: Garion, ma dici che quindi il Meriken Burger non esiste proprio? Io non l'ho trovato, a Kobe. C'era solo un Lotteria. Dici che sarebbe quello? Era anche piccolo. Credo comunque che il Meriken Park sia quasi allo sbando...

 

(il bello di Garion è che fa anche lui parecchia ricerca, molta molta di più di un traduttore standard, anche se non credo sia pagato di più. Ma del resto io stesso ancora oggi faccio infinite cose gratuitamente, nelle lavorazioni che seguo. Suppongo che il coinvolgimento personale nell'etica professionale sia una cosa... senza prezzo.)

Modificato da Shito
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sì sì è tutta storia nota. un po' pompata come al solito, ma si sapeva.

però sarebbe bello confrontare quello che ti sottopone il traduttore con quello che è uscito dopo il passaggio per le tue mani. l'impressione è che ci sia una ricerca filologica di troppo.

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La ricerca filologica non è mai troppa.

Semmai, il tuo 'troppo' potrebbe stare nella scelta finale su come rendere i termini su cui si è ricercato.

 

Vediamo se tiro fuori quale esempio per come lo richiedi.

 

Se hai letto i post prima, avrai letto della famosa fase supercapperosa di Fujimoto.

Vado a riprendere la traduzione:

 

*rustle*rustle*

Fujimoto No! Il gene (fattore) inferiore innato (ereditato) dell'individuo si è risvegliato a causa dell'inquinamento del DNA!

Che traduce, in maniera corretta:

 

 

CUT366~368:

いかん!個体の先天的劣等因子がDNAの汚染で覚醒した!

Ikan! Kotai no sententeki rettou inshi ga DNA no osen de kakusei shimashita!

 

La ricerca filologica ha permesso di isolare i corretti ambiti semantici di ogni composto, scoprendo che

 

個体の = somatico

 

先天的 = innato/ereditario/congenito/ereditario

 

劣等 = inferiore (c'era poi il dubbio se non fosse 'recessivo', infine eliso come ho detto)

 

因子 = fattore, gene sarebbe piuttosto 遺伝子 (gene, geni, ereditarietà)

 

汚染 = inquinamento, contaminazione

 

覚醒 = risveglio

 

Quindi le scelte sul piano sintagmatico:

 

1) Dato che 'fattore' era prescrittivo, ho scelto 'congenito'. "Fattore congenito" implicita che sia un fattore genetico, e questo mi ha permesso di non dover aggiungere la specificazione di gamma semantica 'genetico' dopo 'fattore'.

 

2) Somatico è stato individuato come in uso nei composti di genetica del caso, quindi scalza "dell'individuo".

 

3) Inferiore, dopo mille metti-e-togli, è la cosa giusta per quello che si diceva della fonte della frase.

 

4) sicuramente 'contaminazione' meglio di 'inquinamento', la semantica del termine è più appropriata: non parliamo né di prove, né di ambiente, ma di geni 'contaminati' da quelli del sangue di Sosuke.

 

5) risveglio = termine preciso

 

Quindi venifa fuori, come traduzione filologicizzata:

 

No! Il fattore inferiore congenito somatico si è risvegliato a causa dell'inquinamento del DNA!

 

Quindi si passa all'adattamento sintattico.

 

In primo luogo, la sequela di aggettivi andava riodinata nel modo più sensato, che ho scelto essere:

 

"fattore somatico inferiore congenito"

 

ho fatto le varie combinazioni, e ho trovato che soprattutto 'somatico' non sembrava leggibile in alcun posto che come prima attirbuzione di 'fattore'.

 

Spuntano i piedi, è un fattore somatico.

 

Sono piedi, quindi umani, quindi per Fujimoto è una cosa 'inferiore'. Indi è un fattore somatico inferiore.

 

Ed è congenito, come ultima cosa.

 

Se provi a invertire nelle varie combinazioni noterai che parte del senso 'salta'.

 

Quindi veniva:

 

No! Il fattore somatico inferiore congenito si è risvegliato a causa dell'inquinamento del DNA!

 

Che era corretta e precisa, a questo punto.

 

Ma sbilanciava molto, perché a livello di metrica interna andava tutto a poggiare su 'inquinamento del DNA', che è la causa.

Quindi ho infine deciso di 'girare la frase', come si dice, rendendola quindi:

 

No! La contaminazione del DNA ha risvegliato il fattore somatico inferiore congenito!

 

Che mi parve (e mi pare) mettere 'i pesi al posto giusto' (anche nella lettura della recitazione).

 

In questo caso, la modificazione non avviene tramite dislocazioni, ma tramite cambiamento di causa/agente in soggetto.

 

Il risultato è una frase sintatticamente liscia (che 'va verso il fondo' senza cesure interne e segmentazioni), cosa necessaria al fatto che Fujimoto la dice tutta d'un fiato mentre fa un gesto improvviso e contenitivo.

 

Ovviamente, ci sono molte cose da tenere a mente quando si scrive una frasa di un copione.

 

Questa andrà recitata, e recitata in un modo giusto: deve essere scritta in modo che possa esserlo, e la questione 'labiale' è il meno.

 

Su questo, rimando alla precedente spiegazione sulla battuta di Misato che necessitò di dislocazione a destra per mettere in fondo ciò che doveva essere detto per ultima e più pesante cosa.

 

Un dialogo, oltre che di lingua corretta e specifica, è fatto anche di tempi recitativi.

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Con un solo slato in un post credo comunque di avere stabilito il mio record positivo, eh! :goccia:

 

Lungi da me romper le scatole, ma nel post di spiegazioni ti sei perso pure un "r".

 

In primo luogo, la sequela di aggettivi andava riodinata nel modo più sensato, che ho scelto essere:
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Shuji:

 

prego?

 

La mia era una semplice e ritengo chiara domanda, non ho proprio voglia di mettermi a parlare di 'sottotesti inerenti gli smilies'; ne ho semplicemente presa una che mi sembrava piu' adatta ad un semplice 'sono curioso'.

 

Siccome spero e mi auguro di non dover parlare di cose del genere nel prossimo futuro, e siccome tu ci hai visto solo dio sa quale misteriosa malizia, semplicemente, reprimo la piu' spontanea e giustificata risposta che potevo darte con 'lasciamo perdere'.

 

Per il resto, ho provato a non far deragliare la discussione, tenendo per me le mie opinioni e parlando sempre e solo del testo nello specifico. E degli spunti interessanti in qualche modo erano anche venuti fuori.

 

Quindi, ora me ne lavo le mani, ne ho abbastanza nel quotidiano di avere a che fare con gente che sclera perche' comprende fischi per fiaschi anche per una semplice domanda.

 

Per la cronaca, manco ho letto la risposta, mi sono fermato a quell'appunto, a me tanto basta per non seguire piu' la discussione, non seguire piu' quanto hai da dire, e, ovviamente dal replicare in qualche modo od a qualche titolo.

 

SI SA MAI COME PUOI PRENDERE ANCHE UN CAZZO DI SMILE.

 

Quindi stammi bene e arrivederci.

 

Ma che sto a perdere tempo con quello che ho da fare...

 

Volevo intanto chiedere scusa a Shuji perché nell'evoluzione del thread mi era sfuggita la sua risposta.

Mi scuso per questo.

 

Mi scuso anche se ho interpretato malevolemente lo smiley.

Siccome facevi una domanda che mi pareva sincera, mi era solo parso che lo smiley del mangiapopcorn fosse come una chiosa di contraddittorio menefreghismo.

Mi scuso anche se ho peccato di malafede, e assumo le tue intenzioni buone di una domanda chiara e semplice a cui ho comunque dato risposta altrettanto priva di provocazione alcuna.

 

Ho recuperato il tuo post cercando il mio per l'autocitazione qui sotto. Scusa ancora.

 

Ripeto che la risposta era del tutto priva di provocazioni o altro, quindi se ti va di recuperarla potrebbe forse interessarti/soddisfarti.

 

 

 

uhmmm... sì, infatti questo conferma i miei dubbi sul ruolo del traduttore.

 

Vorrei che li esponessi in maniera più elaborata, così che io potrei comprendere meglio.

 

Per dare un imput a quello che ho sinora capito del tuo dubbio, vorrei dirti che 'ricerca filologica', quando si ha già una traduzione precisa che rende il significato sintattico/morfologico delle frasi di un testo, è una cosa che non si potrebbe fare da zero. Ovvero, la filologica non può sostituirsi alla traduzione sin da principio. La filologia è un'indagine sulle parole, e sui costruitti idiomatici di parole. E' dunque un'indagine principalmente di esegesi semantica. Al contrario, o meglio "prima di ciò2, la traduzione semplice è la resa del significato linguistico globale di uno scritto, su cui va POI a innestarsi l'indagine filologica. Ecco perché la filologia afferisce all'adattamento, ovvero alla parte 'terminale' del processo traduttorio complesso nel suo intero.

 

Ma non so se si capisca qualcosa del pensiero, mi rendo conto che sembra una supercazzola pure questa. :-/

 

 

a proposito di ricerca filologica:

 

Il fattore somatico inferiore congenito

 

cos'è, in medicina, il fattore somatico inferiore congenito?

 

E' una supercazzola che è assonante col linguaggio medico, che esprime che Ponyo ha come 'fattore congeniito' [fattore genetico ereditario] quello del 'soma umano' (i piedi) e che Fujimoto lo ritiene 'inferiore' (in senso eugenetico) al corredo materno, ovvero 'da pesce'.

 

Mi autoquoto non per sfottere o provocare, ma per riproporti la spiegazione completa, se ti va. Magari, nella furia del thread, non l'hai beccata. O forse prima manco ti interessava, cosa legittima,

 

Comunque nel preciso dettaglio le cose stanno così:

 

Per esempio, e faccio un esempio di peculiarità di registro ancora più precisa, Fujimoto parla in giapponese come un allampanato, come uno chiuso nel suo mondo, uno che 'si capisce da solo'.

 

In particolare, c'è UNA frase che in giapponese suona veramente come una supercazzola. Quando Ponyo inizia a mutare manifestando i caratteri somatici umani, Fujimoto dice:

 

"Oh no! La contaminazione del dna ha risvegliato il fattore genetico somatico inferiore!"

 

Questa cosa mi ha fatto strabuzzare in più modi. Voglio dire, non è Anno Hideaki o un otaku first-gem è Miyazaki, un otaku zero-gen.

 

Ho fatto ricerche per tradurre e adattare puntualmente la frase, e già non è stato facile. Per esempio, 'somatico' è 'kotai no', che letteralmente -e per come l'aveva tradotto la traduttrice *bimadrelingue- vuol dire "dell'individuo", e quindi, anche rendendo la genitiva come una attribuzione, "individuali". Facendo un po' di ricerche sono giunto all'uso pecuiliare di 'kotai' nel registro specifico della genetica, in giapponese, e questo era infatti perfettamente pertinente alla scena: Poyno manifesta *i piedi*, che sono senz'altro un carattere genetico di soma / somatico.

 

A parete questo, mi colpiva molto quel 'inferiore'. In giapponese è -se mi ricordo bene- 'rettou'. La prima cosa che ho pensato, da figlio di biologo batteriologo che sono, è che fosse un modo giapponese per dire 'un fattore genetico *recessivo*', che come sappiamo è semantica corretta nel linguaggio della genetica italiana. Ma no, recessivo si dice -in giapponese- in un modo diverso: ressei -se mi ricordo bene-. Il primo kanji è uguale, il secondo è diverso. Ho allora indagato tutta l'aria semantica di 'rettou', il termine usato, ed è proprio 'inferiore'. In medicina si usa piuttosto per il 'complesso di inferiorità'.

 

A questo punto, un po' stranito, ho chiesto direttamente a Ghibli.

 

La risposta è stata: "Non preoccuparti, nessuno in un cinema Giapponese capirebbe il singificato di quella frase, quindi l'importante è che suoni come medical-babble".

 

Il che ovviamente non mi ha tranquillizzato neppure un po'. Perché l'autore ha scritto quelle e solo quelle cose, non altre.

 

Dovevo andare ancora più a fondo.

 

Ermeneuticamente, continuavo a non spiegarmi da quale contaminazione Miyazaki Hayao, che tra i suoi interessi non annovera la genetica, avesse pescato quella terminologia.

 

Allora, cercando cercando, ho scoperto che 'rettou inshi' (geni inferiori) era una terminologia un po' eugenetica usata in Giappone ai tempi della prima metà del novecento.

 

Come poi ho scoperto anche in europa, in particolare si ritenendo che misurando il volume della scatola cranica, valutato dall'arco tra osso nasale e sutura frontale-occipitale, si posse individuare un individuo con 'geni superiori' da uno con 'geni inferiori'.

 

Mh, era un indizio. Ma poteva essere un caso.

 

La cosa fittava: Fujimoto è razzista nei confronti degli umani, li considera esseri inferiori a paragone delle forme di vita acquatiche al punto di aver abbandonato la sua umanità, con non dette grandi fatiche. Inoltre, Ponyo è una mezzosangue, e ha preso da lui il corredo genetico umano, quindi quando lo manifestra è plausibile che Fujimoto li consideri "geni inferiori", in senso derogativo.

 

Ho spiegato di nuovo questo a Ghibli.

 

La risposta è stata la stessa, con aggiunta la sorpresa della mia scoperta.

 

Quindi a questo punto la patata era in mano mia. Il copione ha variato almeno dieci volte tra 'fattore genetico recessivo' e 'fattore genetico inferiore'. Tra una maggiore domesticazione ad sensum a dizionario specifico nostrano e una traduzione maggiormente filologica.

 

Non riuscivo a decidermi, era una caso davvero boderline.

 

Poi, fortunatamente, ho scoperto il quid. Ovvero, stavo leggendo i libri di Natsume Souseki -che Miyazaki aveva dichiarato avere letto tutti durante il planning di Ponyo e sono tra le fonti di ispirazione dell'opera-. Quella frase, col 95 delle stesse parole e terminologia, viene da 'Io sono un gatto'. Lo stavo leggendo in italiano, e a un certo punto diue personaggi parlando della futura sposa di un terzo, che è figlia di una donna con un grosso naso. E qui parlando di genetica, e dell'ereditarià dei caratteri. Sono andato a ricercare il testo originale di quel passo giapponese, ed è lo stesso lessico usato da Miyazaki.

 

Natsume Souseki visse e scrisse tra la fine dell'800 e l'inizio del '900.

 

Così la decisione era presa: "fattore genetico inferiore".

 

E' una storia divertente?

Modificato da Shito
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uhmmm... sì, infatti questo conferma i miei dubbi sul ruolo del traduttore.

 

Vorrei che li esponessi in maniera più elaborata, così che io potrei comprendere meglio.

possa. altrimenti non funziona.

 

per il resto è molto semplice: qui l'adattatore si sovrappone al traduttore nel compito della traduzione.

per quanto hai riportato, il traduttore (bimadrelingue) non è in grado di scegliere autonomamente i giusti vocaboli da utilizzare e tocca a te fare questo lavoro (la ricerca filologica! che non nego ci debba essere, ma chi la dovrebbe svolgere è prima di tutto il traduttore, per avere una base concreta sulla quale lavorare, altrimenti -> babelfish e ok, senza tanti giri).

 

Per dare un imput a quello che ho sinora capito del tuo dubbio, vorrei dirti che 'ricerca filologica', quando si ha già una traduzione precisa che rende il significato sintattico/morfologico delle frasi di un testo, è una cosa che non si potrebbe fare da zero. Ovvero, la filologica non può sostituirsi alla traduzione sin da principio. La filologia è un'indagine sulle parole, e sui costruitti idiomatici di parole. E' dunque un'indagine principalmente di esegesi semantica. Al contrario, o meglio "prima di ciò2, la traduzione semplice è la resa del significato linguistico globale di uno scritto, su cui va POI a innestarsi l'indagine filologica. Ecco perché la filologia afferisce all'adattamento, ovvero alla parte 'terminale' del processo traduttorio complesso nel suo intero.

 

Ma non so se si capisca qualcosa del pensiero, mi rendo conto che sembra una supercazzola pure questa. :-/

nessun problema di comprensione, il tuo registro linguistico è sempre quello ed è già stato elaborato e salvato nel database...

 

a proposito di ricerca filologica:

 

Il fattore somatico inferiore congenito

 

cos'è, in medicina, il fattore somatico inferiore congenito?

 

E' una supercazzolla che è assonante col linguaggio medico, che esprime che Ponyo ha come 'fattore congeniito' [fattore genetico ereditario] quello del 'soma umano' (i piedi) e che Fujimoto lo ritiene 'inferiore' (in senso eugenetico) al corredo materno, ovvero 'da pesce'.

 

Mi autoquoto non per sfottere o provocare, ma per riproporti la spiegazione completa, se ti va. Magari, nella furia del thread, non l'hai beccata. O forse prima manco ti interessava, cosa legittima,

 

Comunque nel preciso dettaglio le cose stanno così:

 

Per esempio, e faccio un esempio di peculiarità di registro ancora più precisa, Fujimoto parla in giapponese come un allampanato, come uno chiuso nel suo mondo, uno che 'si capisce da solo'.

 

In particolare, c'è UNA frase che in giapponese suona veramente come una supercazzola. Quando Ponyo inizia a mutare manifestando i caratteri somatici umani, Fujimoto dice:

 

"Oh no! La contaminazione del dna ha risvegliato il fattore genetico somatico inferiore!"

 

Questa cosa mi ha fatto strabuzzare in più modi. Voglio dire, non è Anno Hideaki o un otaku first-gem è Miyazaki, un otaku zero-gen.

 

Ho fatto ricerche per tradurre e adattare puntualmente la frase, e già non è stato facile. Per esempio, 'somatico' è 'kotai no', che letteralmente -e per come l'aveva tradotto la traduttrice *bimadrelingue- vuol dire "dell'individuo", e quindi, anche rendendo la genitiva come una attribuzione, "individuali". Facendo un po' di ricerche sono giunto all'uso pecuiliare di 'kotai' nel registro specifico della genetica, in giapponese, e questo era infatti perfettamente pertinente alla scena: Poyno manifesta *i piedi*, che sono senz'altro un carattere genetico di soma / somatico.

 

A parete questo, mi colpiva molto quel 'inferiore'. In giapponese è -se mi ricordo bene- 'rettou'. La prima cosa che ho pensato, da figlio di biologo batteriologo che sono, è che fosse un modo giapponese per dire 'un fattore genetico *recessivo*', che come sappiamo è semantica corretta nel linguaggio della genetica italiana. Ma no, recessivo si dice -in giapponese- in un modo diverso: ressei -se mi ricordo bene-. Il primo kanji è uguale, il secondo è diverso. Ho allora indagato tutta l'aria semantica di 'rettou', il termine usato, ed è proprio 'inferiore'. In medicina si usa piuttosto per il 'complesso di inferiorità'.

 

A questo punto, un po' stranito, ho chiesto direttamente a Ghibli.

 

La risposta è stata: "Non preoccuparti, nessuno in un cinema Giapponese capirebbe il singificato di quella frase, quindi l'importante è che suoni come medical-babble".

 

Il che ovviamente non mi ha tranquillizzato neppure un po'. Perché l'autore ha scritto quelle e solo quelle cose, non altre.

 

Dovevo andare ancora più a fondo.

 

Ermeneuticamente, continuavo a non spiegarmi da quale contaminazione Miyazaki Hayao, che tra i suoi interessi non annovera la genetica, avesse pescato quella terminologia.

 

Allora, cercando cercando, ho scoperto che 'rettou inshi' (geni inferiori) era una terminologia un po' eugenetica usata in Giappone ai tempi della prima metà del novecento.

 

Come poi ho scoperto anche in europa, in particolare si ritenendo che misurando il volume della scatola cranica, valutato dall'arco tra osso nasale e sutura frontale-occipitale, si posse individuare un individuo con 'geni superiori' da uno con 'geni inferiori'.

 

Mh, era un indizio. Ma poteva essere un caso.

 

La cosa fittava: Fujimoto è razzista nei confronti degli umani, li considera esseri inferiori a paragone delle forme di vita acquatiche al punto di aver abbandonato la sua umanità, con non dette grandi fatiche. Inoltre, Ponyo è una mezzosangue, e ha preso da lui il corredo genetico umano, quindi quando lo manifestra è plausibile che Fujimoto li consideri "geni inferiori", in senso derogativo.

 

Ho spiegato di nuovo questo a Ghibli.

 

La risposta è stata la stessa, con aggiunta la sorpresa della mia scoperta.

 

Quindi a questo punto la patata era in mano mia. Il copione ha variato almeno dieci volte tra 'fattore genetico recessivo' e 'fattore genetico inferiore'. Tra una maggiore domesticazione ad sensum a dizionario specifico nostrano e una traduzione maggiormente filologica.

 

Non riuscivo a decidermi, era una caso davvero boderline.

 

Poi, fortunatamente, ho scoperto il quid. Ovvero, stavo leggendo i libri di Natsume Souseki -che Miyazaki aveva dichiarato avere letto tutti durante il planning di Ponyo e sono tra le fonti di ispirazione dell'opera-. Quella frase, col 95 delle stesse parole e terminologia, viene da 'Io sono un gatto'. Lo stavo leggendo in italiano, e a un certo punto diue personaggi parlando della futura sposa di un terzo, che è figlia di una donna con un grosso naso. E qui parlando di genetica, e dell'ereditarià dei caratteri. Sono andato a ricercare il testo originale di quel passo giapponese, ed è lo stesso lessico usato da Miyazaki.

 

Natsume Souseki visse e scrisse tra la fine dell'800 e l'inizio del '900.

 

Così la decisione era presa: "fattore genetico inferiore".

 

E' una storia divertente?

non mi era sfuggito, ma 1 non volevo esprimermi sull'interesse che può avere ghibli riguardo al trattamento delle proprie opere e 2 presa così non era una prova abbastanza tecnica sulla quale discutere.

e quindi stiamo parlando di una frase che poteva essere tradotta in qualunque modo, purchè coerentemente con la scena e purchè stupisse, che già in origine non ha un granchè concretezza. ma la ricerca filologica un significato glielo avrebbe, secondo i tuoi parametri, dato.

quante contraddizioni...

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uhmmm... sì, infatti questo conferma i miei dubbi sul ruolo del traduttore.

 

Vorrei che li esponessi in maniera più elaborata, così che io potrei comprendere meglio.

possa. altrimenti non funziona.

 

Non lasciarti ingannare dalla presenza della congiunzione 'che'. La subordinata che introduce qui può essere una finale o una consecutiva.

 

Ti chiedo qualcosa, così che (affinché, allo scopo auspicato di) io POSSA

 

Ti chiedo qualcosa, così che (caso in cui, così conseguendo che) io POTREI

 

Se è finale, la possibilita conseguente è ipotetica -> congiuntivo

Se è consecutiva, la seconda parte è condizionale

 

Nella fattispecie, per me non era 'se mi spieghi spero di capire' (incertiezza/potenzialità -> congiuntivo), ma una consecutiva di certezza: "spiegami, che così capisco".

 

Vorrei chiederti di abbassare il livello del dileggio, (così) (che) (poi) potremmo anche evitare tanta tensione :)

L'ipotesi è nella prima parte, la richiesta, la seconda è la conseguenza condizionata.

Come dire: se tu facessi X, io così potrei fare Y.

 

Ma hai ragione che era molto fraintendibile e si legge più male che bene.

Non l'avrei messa in un dialogo.

Torto mio in ogni caso, quindi. In questo caso, davvero pessima leggibilità.

 

Intendo anche dire che, se perdi tempo e cerchi nei miei post, troverai senza dubbio qualche errore genuino di grammatica, sintassi e cose.

Questo perché, a parte l'utilizzo del proprio registro linguistico standard, uno su un forum scrive in scioltezza, scrive spesso cavolate ed è anche un po' svaccato. Del resto, è un passatempo.

Io per primo non sono mai stato a correggere errori di consecutio temporum o che neppure nelle litl/flames in cui ho partecipato.

Un po' come gli slati. Le briglie, su un forum, sono molto sciolte. E vorrei vedere, visto che nessuno è pagato per scriverci, no? :)

 

per il resto è molto semplice: qui l'adattatore si sovrappone al traduttore nel compito della traduzione.

per quanto hai riportato, il traduttore (bimadrelingue) non è in grado di scegliere autonomamente i giusti vocaboli da utilizzare e tocca a te fare questo lavoro (la ricerca filologica! che non nego ci debba essere, ma chi la dovrebbe svolgere è prima di tutto il traduttore, per avere una base concreta sulla quale lavorare, altrimenti -> babelfish e ok, senza tanti giri).

 

A rigor di logica, e in questo ti do platealmente ragione, è persino sbagliato che 'traduzione' e 'adattamento' siano stati scorporati.

 

E' una cosa che spiego in tutti i seminari:

questo è accaduto in primis perché l'adattamento (nel caso del doppiaggio) è comprensivo anche di una certa competenza tecnica dell'ambito recitativo e ancor più specifico del doppiaggio: il prodotto finale è un ntesto tecnico detto 'copione'.

 

Stante questo fatto, è pacifico che l'adattamento sia e ricomprenda anche quello che nella traduzione letteraria, ad esempio, si chiama 'editing'.

 

La mia idea per trarre il meglio da questo frazionamento di un processo che dovrebbe essere unitario, è che è sensato che si parta da una traduzione molto chiara e molto precisa/netta sui termini. Il primo passo per produrre un adattamento 'corretto' è partire da una comprensione schietta del testo di origine. Fatto questo, quando si tratta di finalizzare la traduzione, ovvero di adattare (scegliendo la RESA del senso, che è stato esplicitato nella frase precedente), allora l'indagine filolofiga va a approfondire, specificare la traduzione, guidando le scelte di adattamento.

 

Cosa pensi di questo processo, partendo dall'idea che -ripeto- avere una sola figura professionale sarebbe meglio (salvo per la non sussistenza di un sistema di contro vicendevole anti-svista, etc)?

 

 

non mi era sfuggito, ma 1 non volevo esprimermi sull'interesse che può avere ghibli riguardo al trattamento delle proprie opere e 2 presa così non era una prova abbastanza tecnica sulla quale discutere.

e quindi stiamo parlando di una frase che poteva essere tradotta in qualunque modo, purchè coerentemente con la scena e purchè stupisse, che già in origine non ha un granchè concretezza. ma la ricerca filologica un significato glielo avrebbe, secondo i tuoi parametri, dato.

quante contraddizioni...

 

1) parecchio. sul dialogo di Ponyo abbiamo discusso molto, e in due riprese: la prima per i sottotitoli di Venezia, e poi per i dialoghi del doppiaggio. Sulle canzoni ho avuto ancora maggiori imput. Anche io sono rimasto sorpreso di un certo pressappochismo nel caso specifico, ma la mia impressione è che il mio referente in primis (che chiaramente non è Miyazaki in persona) non avesse compreso in maniera precisa quella frase.

 

2) concordo che era un caso molto particolare e borderline, però non concordo sull'idea che "avrebbe potuto' (non 'poteva' :P) essere tradotta in qualsiasi modo, perché oltre che causare una reazione da WTF, come ho puntualmente illustrato, aveva un senso e dei riferimenti più che precisi. Il pubblico può anche non 'doverla' capire, ma chi si mette nei panni dell'autore, ovvero chi mette le mani dietro al sipario, ne ha il dovere.

 

Provo a pensare a degli esempi più opportuni. :)

Modificato da Shito
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