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Eva Manga - new chapter by Sadamoto


Shito

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E tu invece quando leggi il mio (secondo) post dove parlavo del manga prima che tu mi invitassi a farlo, e rispondi, invece di giocare con gli specchi? :)

 

Te l'ho anche quotato. Ti è proprio sfuggito (ci sei) o fai finta che ti sia sfuggito (ci fai)?

 

BTW, col dire che "non sai proprio di cosa stiamo parlando" mi riferivo a Evangelion in toto, manga in toto, non a una pagina da linkare.

 

Google lo sanno usare tutti, anche chi non sa proprio cosa sia qualcosa, dai.

Modificato da Shito
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Volevo chiederti se sono completamente fuori strada nella mia idea su Tomino, o se più o meno ci sono. :)

 

No, è tutto giusto. Solo che alla fine il lavoro di konteman gli piaceva davvero. D'altronde è una fase comune sia per i live che per gli anime. Ad ogni modo ci sono sue dichiarazioni d'epoca piuttosto gustose su questi argomenti. Se ho tempo magari traduco qualcosa.

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E' molto interessante, per me, vedere la differenza che c'è tra i registi di animazione che 'vengono dall'animazione' e i registi di animazione che 'vengono dalla regia'.

 

Il fuoco della camera, l'interesse dell'occhio, è tutto diverso.

 

C'è un passaggio davvero illuminante nel documentario su Otsuka Yasuo. Se non l'hai visto, ti suggerisco davvero di farlo.

 

Si parla di quanto si stava realizzando Hols no Daibouken.

 

Se non l'hai visto e intanto vuoi che ti spieghi in due (vabbé, qualcuna di più) la cosa, scrivilo pure qui. Che se l'hai visto, invece, non annoio tutti gli altri. :)

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E' molto interessante, per me, vedere la differenza che c'è tra i registi di animazione che 'vengono dall'animazione' e i registi di animazione che 'vengono dalla regia'.

 

Il fuoco della camera, l'interesse dell'occhio, è tutto diverso.

 

Sta cosa interessa pure a me :happy:

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Eccomi, scusa il ritarto S., ma il tuo interesse è più che sufficiente a giustificare un post 'pensato e sentito' (ovvero, scritto quando si sente che è il momento per farlo).

 

Dunque, nella mia esperienza d'analisi, ho notato che i i registi di animazione che vengono da un interesse/estrazione cinematografica, hanno una presenza intellettuale molto più spiccata rispetto a quelli che provengono dall'animazione.

 

La loro regia è narrativa in senso chiaro e forte. Voglio usare le immagini per narrare/esprimere qualcosa, le immagini sono un mezzo. In questo, l'uso della camera e dei tempi è cruciale quanto i dialoghi e tutto il resto.

 

Ne risulta un'animazione molto 'cinematografica', nel senso di 'creata con la logica di cinematografia in testa'.

 

Al contrario, il regista animatore ha un gusto personale per il disegno che si anima, per la scena e la scenica dell'animazione in quanto tale. L'animazione diventa un fine anche in sé stessa. Questo rende molto meno presente la componente intellettuale comunicativa in opere create da questi registi, il cui fuoco espressivo è spesso "visualizzare una data immagine", più che usare le immagini tutte per esprime qualcosa di a loro preesistente.

 

Anche l'uso della camerà è più convenzionale, se vogliamo, ovvero l'uso è connaturato ai limiti e ai confini peculiare del media, che l'animatore non può/riesce a ecludere dal suo processo creativo dinamico mentale. La scena nasce 'animata', ovvero 'come scena animata' già nella mente del regista-animatore, mentre nella mente del regista-cineasta nasce come 'scena' e basta.

 

Che ne pensi?

 

Ovviamente posso portare esempi concreti e verificabili, e la più nota delle eccezioni ibridizzate.

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Dunque, nella mia esperienza d'analisi, ho notato che i i registi di animazione che vengono da un interesse/estrazione cinematografica, hanno una presenza intellettuale molto più spiccata rispetto a quelli che provengono dall'animazione.

 

La loro regia è narrativa in senso chiaro e forte. Voglio usare le immagini per narrare/esprimere qualcosa, le immagini sono un mezzo. In questo, l'uso della camera e dei tempi è cruciale quanto i dialoghi e tutto il resto.

 

Ne risulta un'animazione molto 'cinematografica', nel senso di 'creata con la logica di cinematografia in testa'.

 

Al contrario, il regista animatore ha un gusto personale per il disegno che si anima, per la scena e la scenica dell'animazione in quanto tale. L'animazione diventa un fine anche in sé stessa. Questo rende molto meno presente la componente intellettuale comunicativa in opere create da questi registi, il cui fuoco espressivo è spesso "visualizzare una data immagine", più che usare le immagini tutte per esprime qualcosa di a loro preesistente.

 

Anche l'uso della camerà è più convenzionale, se vogliamo, ovvero l'uso è connaturato ai limiti e ai confini peculiare del media, che l'animatore non può/riesce a ecludere dal suo processo creativo dinamico mentale. La scena nasce 'animata', ovvero 'come scena animata' già nella mente del regista-animatore, mentre nella mente del regista-cineasta nasce come 'scena' e basta.

 

Che ne pensi?

 

Ovviamente posso portare esempi concreti e verificabili, e la più nota delle eccezioni ibridizzate.

 

Bella osservazione :)

 

Credo che la chiave di lettura stia nel fatto che alla fine gli strumenti basilari siano i medesimi, quanto l'approccio alla materia sia differente.

 

Alla fine tutto si basa essenzialmente sul fatto che "stringendo" su di un soggetto progressivamente si esclude l'ambiente e si pone l'attenzione sull'espressione, mentre rispetto a prima "allargando" si escluda progressivamente il soggetto e si mostri l'ambiente in cui il soggetto e' inserito. Con ovviamente tutto cio' che poi e' collegato.

 

Io credo che un elemento comune sia quello di avere la tendenza a soffermarsi su di un elemento, sia esso animato che video, 'dando' un tempo sproporzionato rispetto alla sua rilevanza in quanto per il regista e' molto significativo, mentre invece come scansione dei tempi magari occupa una manciata di secondi.

A livello narrativo, oltre alle solite menate sull'infodump, credo sia uno dei vizi piu' comuni anche di chi scrive, una sorta di 'esegesi del dettaglio', intestardirsi non con 'forza' ma a livello quasi di 'rapimento' personale su un elemento che si tende a non spiegare, ma a volerlo fatto in quel modo comunque.

 

E questo capita tranquillamente per entrambi gli approcci, specie nella considerazione di adoperare degli strumenti similari, ma non simili.

 

Cosa invece puo' differenziare l'approccio?

Tu affermi che chi proviene da un ambito 'video' (sintetizziamo) vede l'animazione come un mezzo, mentre chi viene sempre dall'animazione lo vede come il mezzo.

 

In questo modo l'animatore veicola con l'animazione stessa un messaggio, mentre chi proviene da un ambito differente 'smarrisce' un livello di comunicazione specifico, ma nel contempo crea e realizza un'istanza espressiva piu' omogenea e anche diretta.

 

Se ho capito bene il discorso.

 

Io ho una chiave di lettura particolare sull'argomento; dipende tutto dall'esperienza.

 

Paradossalmente, chi proviene 'dal video' puo' 'soffermarsi' maggiormente su un elemento animato, rispetto a chi ha maggiore esperienza e invece quell'elemento lo bypassa o non gli da cosi' importanza nel contesto.

E qua si torna al discorso dei dettagli di prima.

 

Io credo quindi che per chi ha esperienza, alla fine tutti i media e gli strumenti siano similari, ma non simili, e come adoperarne le caratteristiche per raccontare.

 

Credo anche che chi proviene dal 'video' e si trovi a dirigere un filmato d'animazione, tenda a voler realizzare qualcosa di troppo intimistico, perche' non ha chiari i tempi dell'animazione.

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  • 3 months later...

Devilman manga: "andate all'inferno maledetti umani!", forse. :)

 

(è verso la fine, quando lui incenerisce degli 'inquisitori' che torturavano ibridi innocenti).

 

Del resto Devilman (manga) è uno dei referenti basici di Eva, per ammissione dello stesso Sadamoto, insieme a Ideon. Sadamoto disse esplicitamente "Evangelion è IDeon + DevilMan".

 

Se ci pensi, la fine di Air, con Shinji che arriva in tempo per vedere Asuka (il Nigouki) fatta a pezzi, è come Akira che trova Miki fatta a pezzi dai caccia demoni al ritorno a casa. Ma proprio identico, eh. E anche il finale di Magokoro, lui e lei, sembrano Ryo/Satana e Akira/Devilman alla fine del Manga. Anche l'atmosfera postapocalittica è alquanto analoga.

Modificato da Shito
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Perché/da cosa avrei dovuto capire il tuo 'tono' retorico?

 

Senza uno smiley, senza neppure dei puntini di sospensione, da cosa?

 

Proprio perché non ho sovranalizzato nulla, ho risposto a ciò che è stato scritto come osservazione onesta.

 

Non sopravvalutare ciò che lasci nella tua mente, ma non scrivi. :)

 

La realtà è quella che appare (che è scritta, in questo caso), non che si presume.

Modificato da Shito
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Perché/da cosa avrei dovuto capire il tuo 'tono' retorico?

 

Senza uno smiley, senza neppure dei puntini di sospensione, da cosa?

 

Dato che non sono Sherlock Holmes e manco gurzo e ci sono arrivato forse tanto difficile non era...

 

Dai, era ovvio da come aveva scritto la frase... non è che le faccine siano indispensabili... e poi di Devilman ed Eva Sirtao aveva già scritto più volte in altre discussioni anche altrove

 

Proprio perché non ho sovranalizzato nulla, ho risposto a ciò che è stato scritto come osservazione onesta.

 

Non sopravvalutare ciò che lasci nella tua mente, ma non scrivi. :)

 

La realtà è quella che appare (che è scritta, in questo caso), non che si presume.

 

Vero fino a un certo punto, non siamo delle macchine noi, un birciolo di elasticità ci vuole

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Ahò, io pensavo che Sirtà se riferisse a Van Fanel quando mostra le ali incazzato tutto sporco de sangue in Escaflowne :°_°: .

E poi basta , lo sanno tutti che Eva ha come fonte d'ispirazione principale " Mila e Shiro due cuori nella pallavolo".

Non ci credete?

A chi assomiglia il papà di Mila ?

 

papa_toshiko.jpg

Modificato da Zio Sam
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Ahò, io pensavo che Sirtà se riferisse a Van Fanel quando mostra le ali incazzato tutto sporco de sangue in Escaflowne :°_°: .

E poi basta , lo sanno tutti che Eva ha come fonte d'ispirazione principale " Mila e Shiro due cuori nella pallavolo".

Non ci credete?

A chi assomiglia il papà di Mila ?

 

papa_toshiko.jpg

 

:nono:

 

Ti contesto, intuizione buona ma target mancato di un soffio, se dobbiamo considerare personaggio+design...

 

Inokuma.jpg

 

Inokuma Daigo (Attack No.1) e' il prototipo del bastardo occhialuto per eccellenza (gli allenamenti delle giocatrici di pallavolo con le catene ai polsi non e' venuto fuori neanche su Criminal Minds, ed e' tutto un dire :sisi: )

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