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Anime, per bambini, adulti (o Otaku?)


Shito

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Vedo che ho colpito nel segno, ottimo. :°_°:

 

Ah, ecco. Sei un bambino delle elementari. Tutto chiaro...

Cmq, mettila così. Proprio perchè non sei un borghese russo ottocentesco, non capirai mai davvero Guerra e Pace. Ne avrai l'impressione, ma in realtà è per te impossibile.

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Zio, provo a dirtelo in un modo abbastanza diretto.

Queste non sono mie considerazioni, sono dati di fatto.

Comunicati da chi le storie le realizza.

Per Disney.

Per Marvel.

(se parliamo di entertainment di questo tipo).

And so on.

Tu puoi essere d'accordo o meno, ma questa e' la realta'.

Si, ma chi è stò tizio che le dice ?

E, senza incazzature, magari sto tizio sbaglia.

I nomi Shuji, vogliamo i nomi.

Modificato da Zio Sam
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Non pensiate che "le storie per bambini" siano idiote perche' il 'target' e di minori.

 

Quindi ammetti che Mazinga Z 1972 e Scooby Doo sono dei capolavori di sceneggiatura , vero ? :°_°:

 

Le storie per 'bambini' sono assai piu' difficili da realizzare rispetto a quelle per adulti, perche' gli adulti 'lasciano correre' se un personaggio dice una cosa 'strana', o c'e' una situazione che 'non torna', perche' noi miriamo al 'contesto', a volte anche una 'situazione' che funziona particolarmente bene ci fa 'sorvolare' su altro. Qualcosa nei paraggi anche del pensiero laterale-

 

Credo sia piuttosto l'inverso: sono più spesso i bambini a tollerare personaggi che dicono "cose strane" o vedono "situazioni che non tornano" , perchè per loro conta il coinvolgimento emotivo, insomma, se un film o cartone li spaventa, fa ridere o piangere.

 

L'adulto invece no, perchè in quanto tale è più esigente.

Quanti di voi è capitato di vedere cartoni e telefilm che da bimbi trovavate dei capolavori e da adulti si siete resi conti che erano solo un mucchio di bellissime minchiate ?

Credo a tutti.

Se sei fortunato, crescendo, ti accorgi di questo.

Ovviamente ci sono sempre le solite eccezioni , però penso che in generale sono i bimbi che hanno il senso della fantasia che prevale su quello della realtà a ragionare come ho detto.

 

Tra apprezzamento estetico e suspension of disbelief c'è un abisso. I bambini riescono a ignorare falle nella seconda cosa poco spesso credo, e in questo probabilmente è vero quando dice Shuji.

Nondimeno, io penso che sia per la differenza nel gusto estetico che ti capita nove volte su dieci di domandarti se da piccolo ti lobotomizzavano per farti piacere certe robe, non perché volendo potresti trovarle con molti più buchi di sceneggiatura, adesso.

 

In altre parole non è perché ritieni poco realistiche le trovate di McGyver che non lo consideri più il più grande pezzo di cinematografia della terra. Secondo me se uno fa la classifica delle storie che gli piacciono di più, raramente sarà il realismo a farla da padrone.

 

Garion: in caso ti interessi spiegare perché evidentemente ritieni i due esempi diversi, siamo qui.

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all'impoverimento creativo dovuto all'abbondanza di produzioni originali mediocri se ne sta aggiungendo anche uno di tipo intellettuale ben più pesante e sembra non ci sia uscita.

 

Sì, perchè solo un idiota o un otaku potrebbe sprecare il suo intelletto in un settore dove viene sfruttato fino all'osso non guadagnandoci un bel niente.

 

come spettatore, non resta che provare a divertirsi per quel che passa il convento. se non ci si diverte più, amen se ne prende atto e si passa ad altro intrattenimento. certo può non essere indolore... ma forse l'industria degli anime può cambiare solo dopo un'implosione (che è quello che sta succedendo, quindi salvo miracoli un tracollo evidente e molto importante ci sarà).

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Provo a fare un discorso serio.

 

Quando si è giovani, si è nell'età della fascinazione. Le storie di fantasia hanno un impatto forte sulle menti giovani perché in quell'età il livello empatico che il soggetto stavbilisce per attività fantasmica empatica con la finzione è massimo. Per contro, difficilmente si coglie il sento allegorico, metaforico, *mediato* dalla narrazione.

 

Quindi, in soldoni, alla mente infantile/giovanile importa che la storia sia figa perché tutto è spiegato, tutto torna, tutto è coerente, tutto è preciso. E non gli importa cosa significhi, alla fin fine, la storia.

 

Alla mente adulta, con la crescita, dobrebbe anche fregare poco della quadratura meccanicistica narrativa (tanto è finzione cmq, eh!), mentre invece dovrebbe fregare del significato che la storia veicola.

 

Esempio pratico.

 

Shito (non ancora Shito) a 15 anni:

NADIA E' DIO! E' troppo fico che gli esseri umani si scoprono essere frutto di evoluzione forzata geneticamente da una razza aliena, e il tutto torna col mito di Atlantide, e con la narrativa di Verne. Cazzo, è dio! E la Blue Water è un raccogli-anime simil naturale, tutto torna! La Blue Water contiene la 'digitalizzazione' delle anime degli altlantidi, madre di Nadia inclusa... ecco perché con la Blue Water si può comandare il Red Noah! Tutto torna! WoW!

 

Shito a 30+ anni:

Nadia è la storia meravigliosa di come l'amore puro di un ragazzino otaku riesce a 'salvare' il cuore di una ragazzina già imbruttita dalla vita di orfana che aveva fatto sino a tredici anni. Si vede come l'autore spinge soprattutto sull'idea dell'emancipazione dal complesso paterno (sia su Nadia, sia su Jean), e su come metta in scena la scienza quale ascia bipenne in mano all'uomo, a là Chricton.

 

---

 

Ogni età dovrebbe avere il suo modo di vedere le cose. Vale anche per la letteratura. The Picture of Dorian Gray al liceo è ancora così fico perché WOW, lui non invecchia ma invecchia il quadro! Poi si capisce che è la riconsiderazione di un edonista trista, che narra del fail totale dell'essere quel che Wilde era, e se ne coglie la trsitezza.

 

E' così per ogni opera che abbia senso (ci sono anche quelle senza senso).

 

Ora, in un'epoca in cui i trentenni e più si esaltano con le bambinate, senza senso, vanno al cinema a vedere i fumetti filmati e non hanno alcuna spinta intellettuale a andare oltre, viene da pensare di vivere in un mondo di invertiti e ritardati, letteralmente.

 

Garion: hai ragione a dire che non si dovrebbe usare un vecchio franchise per fare qualcosa di nuovo, non so se un giorno arriverà un nuovo anime che rivoluzionerà tutto - in effetti non dico che così sarà. Ma di certo, trovo ancora più pernicioso di SS Omega la produzione di cose 'finte vecchie' come i capitoli di Hades, che sono fatti fuori tempo massimo per adulti con un pezzo di testa rimasto freezato alla loro infanzia. Mi pare ancora più mostruoso.

 

Davvero, preferisco guardare My Melody, pensare ai figli che non ho e forse mai avrò, e pensare che sarebbe carino per loro.

Modificato da Shito
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ricordo a tutti che Pretty Cure è ufficialmente mirato a bambine delle elementari e maschi ultra-ventenni.

E che se Digimon è soprannominato "Orribili Traumi Infantili, La serie"(tanto che 02 e Young Hunters, che hanno i protagonisti senza traumi, sono ampiamente considerate le peggiori) c'è una ragione

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Se siamo ridotti a 40enni che guardano le Pretty Cure, qualcosa non torna.

Potevi citarmi un'infinità di porcate, tipo i derivati dei giochi ren'ai eccetera eccetra, e mi fai un esempio così innocuo?

Cioè, non mi sembra granchè peggio che dire "ci sono 40enni che leggono Topolino", o che guardano i cartoni slapstick della Warner... due cose ben accettate in tempi teoricamente più rigidi.

 

Sì, perchè solo un idiota o un otaku potrebbe sprecare il suo intelletto in un settore dove viene sfruttato fino all'osso non guadagnandoci un bel niente.

Beh, su questo difficile non darti ragione, si torna come sempre alla monumentale intervista di Dai Sato che periodicamente ri-linko.

Ma non era così anche prima, se non ricordo male?

 

Zio, provo a dirtelo in un modo abbastanza diretto.

Queste non sono mie considerazioni, sono dati di fatto.

Comunicati da chi le storie le realizza.

Per Disney.

Per Marvel.

(se parliamo di entertainment di questo tipo).

 

Potremmo dire che la sospensione d'incredulità di un bambino è in prima approssimazione più tenace, ma se ciononostante riesci a violarla poi non ti perdona.

Mentre a un adulto puoi rifilare Lost e aspettarti che una sostanziosa quota NON ti mandi affanculo. (Dimostrando che i bambini in realtà sono persone più serie.)

 

In altre parole non è perché ritieni poco realistiche le trovate di McGyver che non lo consideri più il più grande pezzo di cinematografia della terra. Secondo me se uno fa la classifica delle storie che gli piacciono di più, raramente sarà il realismo a farla da padrone.

Ehi, amico, non toccarmi Mac :bruce:

;D

Modificato da werner
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Ma di certo, trovo ancora più pernicioso di SS Omega la produzione di cose 'finte vecchie' come i capitoli di Hades, che sono fatti fuori tempo massimo per adulti con un pezzo di testa rimasto freezato alla loro infanzia. Mi pare ancora più mostruoso.

 

Beh, forse è la dimostrazione di quanto male facciano davvero gli anime. O da un altro punto di vista, puoi chiederti che cosa spinge un adulto a ricercare ancora i propri miti dell'infanzia/adolescenza.

 

Davvero, preferisco guardare My Melody, pensare ai figli che non ho e forse mai avrò, e pensare che sarebbe carino per loro.

 

Io preferisco non guardare niente, a questo punto.

 

ricordo a tutti che Pretty Cure è ufficialmente mirato a bambine delle elementari e maschi ultra-ventenni.

 

Rimane cmq una cosa innaturale.

 

Cioè, non mi sembra granchè peggio che dire "ci sono 40enni che leggono Topolino", o che guardano i cartoni slapstick della Warner... due cose ben accettate in tempi teoricamente più rigidi.

 

Che siano accettate non vedo che c'entri. Per esempio io quando vedo un film della Pixar mi sento un idiota.

 

Ma non era così anche prima, se non ricordo male?

 

La situazione economica è cambiata. Gli stipendi per animatori e registi, no. Ci vuole proprio una passione sfrenata e incontenibile per dedicarsi a questo settore lavorativo. Poi non ci si può lamentare se le idee migliori si trovano da altre parti (per esempio nei videogiochi).

 

Garion: in caso ti interessi spiegare perché evidentemente ritieni i due esempi diversi, siamo qui.

 

Non crediamo che voi siate interessati davvero al dialogo, quindi non sprecheremo il nostro tempo.

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Ma di certo, trovo ancora più pernicioso di SS Omega la produzione di cose 'finte vecchie' come i capitoli di Hades, che sono fatti fuori tempo massimo per adulti con un pezzo di testa rimasto freezato alla loro infanzia. Mi pare ancora più mostruoso.

 

Beh, forse è la dimostrazione di quanto male facciano davvero gli anime. O da un altro punto di vista, puoi chiederti che cosa spinge un adulto a ricercare ancora i propri miti dell'infanzia/adolescenza.

 

Gli anime in quanto tale non è che facciano male. Tanto, come dicevo, se non sono gli anime è l'intrattenimento televisivo di altra marca.

 

A 'fare male' è senza dubbio una infanzia vissuta con benessere e superficialità, ovvero in cui si sviluppa un attaccamento sinanco morboso per idoli infantili, che poi si ricercano ad libitum nell'adultità.

 

Ciò che spinge l'adulto a ricercare la dolce leggerezza dell'infanzia è la sua debolezza. Alla base della nostalgia per l'infanzia che la tendenza a 'tollerare', ma non 'apprezzare', la vita aduylta, che sarà sempre più dura e anche più meschina dell'idealistica ma semplice infanzia vissuta in una società di benessere.

 

Miyazaki l'ha capito e dichiarato a 70+ anni. Ma non era così difficile.

 

Davvero, preferisco guardare My Melody, pensare ai figli che non ho e forse mai avrò, e pensare che sarebbe carino per loro.

 

Io preferisco non guardare niente, a questo punto.

 

Infatti il mio discorso era un 'per assurdo'.

 

Di mio non guardo, ovvero non seguo, alcun anime. Se non quando capita per caso o per eccezione.

 

E in genere lo guardo con occhi tali che poi altre persone che l'hanno seguito ed apprezzato, e dico della mia età, sono completamente su un altro mondo.

 

Per dire: un mesetto fa sono stato intervistato da una sociologa docente della Todai che si interessa di questo settore, che sta fancendo un giro di interviste in Europa con professionisti e insider del settore (manga/anime) per una sua ricerca internazionale. Parlavamo di Doraemon e degli akichi, di Ashita no Joe e Saint Seiya (abbiamo parlato anche dello scontro tra Seiya e Misty, sì), di Versailles no Bara e delle ragazzine di Osaka che si svagavano in adolescenza pensando alle nobiltà delle corti europee per poi sposare l'amico d'infanzia. Dopo tre ore che mi intervistava, mi diceva che, secondo lei, dovrei scrivere un libro su questi argomenti, ma chiaramente le ho detto che per me non ha senso un'idea del genere (non sono un giapponese). Ma se penso ancora a manga e anime non posso che farlo con questo tipo di mente analitica, con questo tipo di interesse umano verso il senso dell'opera umana. Poi siamo andati a vedere il Mosé di Michelangelo, a San Pietro in Vincoli, e li mi chiedeva come fosse possibile che una popolazione che ha cose simili sul suo territorio possa interessarsi a cose triviali come manga e anime. Le ho risposto credo onestamente, ma la risposta conteneva un "quando si è bambini".

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Poi siamo andati a vedere il Mosé di Michelangelo, a San Pietro in Vincoli, e li mi chiedeva come fosse possibile che una popolazione che ha cose simili sul suo territorio possa interessarsi a cose triviali come manga e anime. Le ho risposto credo onestamente, ma la risposta conteneva un "quando si è bambini".

 

Sinceramente

 

1) non vedo contraddizioni, perché abbiamo il Mosè dovremmo schifare gli anime? dov'è la logica? potevi farle notare che forse essendo noi appunto abituati all'arte perché ci viviamo in mezzo da quando nasciamo a quando moriamo neanche la notiamo più

2) poteva chiedersi piuttosto come fosse possibile che una popolazione che ha cose simili sul suo territorio possa interessarsi a cose indecenti come il Grande Bordello o a chi la dà la soubrettina di turno

Modificato da Alex Halman
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Poi siamo andati a vedere il Mosé di Michelangelo, a San Pietro in Vincoli, e li mi chiedeva come fosse possibile che una popolazione che ha cose simili sul suo territorio possa interessarsi a cose triviali come manga e anime. Le ho risposto credo onestamente, ma la risposta conteneva un "quando si è bambini".

 

Sinceramente

 

1) non vedo contraddizioni, perché abbiamo il Mosè dovremmo schifare gli anime? dov'è la logica? potevi farle notare che forse essendo noi appunto abituati all'arte perché ci viviamo in mezzo da quando nasciamo a quando moriamo neanche la notiamo più

2) poteva chiedersi piuttosto come fosse possibile che una popolazione che ha cose simili sul suo territorio possa interessarsi a cose indecenti come il Grande Bordello o a chi la dà la soubrettina di turno

 

EPIC WIN per Alex.

 

Anche se la questione arte è una questione piuttosto complessa da affrontare perchè spesso non è un valore oggettivo, ma dato dalla cultura del momento la cui sensibilità cambia da epoca ad epoca .

 

 

Ma sti cazzi

A me sto discorso generale ( già sviscerato altre volte) e tutte queste questioni legate a come ci si rapporta ad intrattenimento ( che sia tribale, infantile, stupido o quello che è) francamente stanno iniziando a stancare.

 

 

Cosa ci metteranno nel myth al posto di martello e scalpello?

 

non ci sarà proprio un generazione omega in myth sta tranquillo :muu:

 

Dipende dal successo. Guardando meglio i disegni, non credo che i Myth siano impossibili.

Probabilmente saranno anche diversi come concenzione ( se mai verranno presi in considerazione, ma io credo di si).

Modificato da Syrus
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Poi siamo andati a vedere il Mosé di Michelangelo, a San Pietro in Vincoli, e li mi chiedeva come fosse possibile che una popolazione che ha cose simili sul suo territorio possa interessarsi a cose triviali come manga e anime. Le ho risposto credo onestamente, ma la risposta conteneva un "quando si è bambini".

 

Sinceramente

 

1) non vedo contraddizioni, perché abbiamo il Mosè dovremmo schifare gli anime? dov'è la logica? potevi farle notare che forse essendo noi appunto abituati all'arte perché ci viviamo in mezzo da quando nasciamo a quando moriamo neanche la notiamo più

2) poteva chiedersi piuttosto come fosse possibile che una popolazione che ha cose simili sul suo territorio possa interessarsi a cose indecenti come il Grande Bordello o a chi la dà la soubrettina di turno

You win this thread.

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Però l'esempio del Mosé è posto male.Semmai dovresti dire perché ti vai a cercare una cosa piuttosto che l'altra, non è che sei circondato di una cosa o dell'altra (no, neanche dall'arte siamo circondati, se non in alcuni casi. Il paesaggio italiano collegato alle arti visivi per seicento anni è oramai effettivamente sotto gli occhi di pochi italiani, quotidianamente)

Cambia un po', se posto nell'ottica che devi comunque scegliere e cercare.

 

Detto questo, secondo me uno che si sente sciocco a vedere anche la peggiore minchiata ha qualche problema di insicurezza. Questo va oltre il discorso del "target per cui è stato creato".

Puoi certamente pensare di stare perdendo tempo a vedere un film trash (e probabilmente dopo un po' dovresti!), per carità, ma è diverso.

 

Comunque trovo rivelatore salti sempre fuori il discorso della naturalità per qualcosa di creato a tavolino che più a tavolino non si può, come l'intrattenimento massificato.

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Detto questo, secondo me uno che si sente sciocco a vedere anche la peggiore minchiata ha qualche problema di insicurezza.

 

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Beh, forse è la dimostrazione di quanto male facciano davvero gli anime. O da un altro punto di vista, puoi chiederti che cosa spinge un adulto a ricercare ancora i propri miti dell'infanzia/adolescenza.

Scusami, Garion, ma te ai cinquantenni che ascoltano il rock vai a dire che sono degli otaku e dei deboli perchè non sono passati in buon ordine a Lady Gaga?

No, perchè pure loro lo fanno in buona parte perchè era la musica di quand'erano ragazzi, eh.

 

Anche se la questione arte è una questione piuttosto complessa da affrontare perchè spesso non è un valore oggettivo, ma dato dalla cultura del momento la cui sensibilità cambia da epoca ad epoca.

Ah, guarda, io ogni tanto mi diverto a pensare alle facce che farebbero tanti artisti del Rinascimento se vedessero il tributo sacrale che noi concediamo a mille cose che per loro saranno state equivalenti ad una campagna pubblicitaria o a del graphic design.

Ma per noi sono tutto ciò che resta di un passato irripetibile, e dunque...

(Ho un'amica laureata in musica che una sera mi ha raccontato quanto questo nel suo settore sia ancor più vero che nelle arti figurative ^^)

Modificato da werner
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Sinceramente

 

1) non vedo contraddizioni, perché abbiamo il Mosè dovremmo schifare gli anime? dov'è la logica? potevi farle notare che forse essendo noi appunto abituati all'arte perché ci viviamo in mezzo da quando nasciamo a quando moriamo neanche la notiamo più

2) poteva chiedersi piuttosto come fosse possibile che una popolazione che ha cose simili sul suo territorio possa interessarsi a cose indecenti come il Grande Bordello o a chi la dà la soubrettina di turno

 

3) Rispondere alla Tizia: "Dovrebbe provare a vedere i fumetti ed i cartoni animati che si fanno oggi in Italia..".

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Se rinnovamento vuol dire rinnegare quanto c'era prima, che si fotta.

Faccio altro piuttosto che seguire queste cose.

 

Rinnovare non vuol dire rinnegare.

Qualcuno ti sta portando via i tuoi ricordi di Saint Seiya per caso ? Non credo.

Vengono a casa a fotterti i dvd/blu-ray della serie classica ? Non credo.

Ergo di cosa ti lamenti ?

 

Che le nuove sensibilita' artistico-narrative non siano in armonia con le tue aspettative ? Beh questo e' scontato, gli anime si evolvono constantemente, e noi spettatori invecchiamo. Quindi ad un certo punto e' ovvio che il nuovo ci irrita. Come dire siamo tutti chi piu' chi meno girellari. Girellaro e' colui che cerca nel presente il suo passato. E da come parli mi sembri girellaro doc.

 

 

Se siamo ridotti a 40enni che guardano le Pretty Cure, qualcosa non torna.

 

Appunto. Noi non siamo piu' ragazzini, ergo diventa difficile appassionarsi ad un anime che ha per target un pubblico infantile.

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Non vi ho mica detto quello che le ho risposto. :-)

 

Ovviamente il suo punto di vista era quello di una donna giapponese: "i manga e gli anime sono un subprodotto subculturale del Giappone post-bellico, che anelava a educare le proprie generazioni future all'accettazione della comunità internazionale, a prepararle per essere al pari o quasi con gli europei e gli americani".

 

Quindi, dal suo punto di vista, se il popolo italiano ha tante ricchezze culturali (o Mosè è un esempio, abbiamo parlato di Michelangelo, ci siamo messi a fissare lo sguardo della statua, poca accademia e molta percezione), che "bisogno" ha di andare a rimestare nella sottocultura nipponica?

 

Ovviamente avevamo prima parlato di ukiyoe e anche di japonisme, di Tezuka, di Takahata e Tomino. Tutta l'intervista che mi aveva fatto si era incentrata sul concetto di 'colonizzazione e retrocolonizzazione dell'immaginario dell'intrattenimento infatile', secondo quella che è la mia teoria su cosa sia successo con manga e anime nel momento 1 (Tezuka) e nel momento 2 (anni '70-mid'80) e nel momento 3 (mid'80-'90). Abbiamo anche parlato confrontadoci con le teorie di Okada Toshio, di Azuma Hiroki, e cose. Voglio dire, chi meglio di una docente di sociologia alla Todai interessata di questo settore per parlare di 'otakuzoku'?

 

Tuttavia, tutto in lei si è franto di fronte alla cultura artistica preraffaelità. Dirò che il manierismo non le aveva fatto lo stesso effetto, e lo capisco bene. :-)

 

--

 

PS:

 

Il mod che ha operato split&move dei post ha fatto un ottimo lavoro e lo ringrazio per questo, :inchino:

Modificato da Shito
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imo ora come ora il problema più che di scrittura di un singolo anime è relativo al suo soggetto. la televisione giapponese e l'home video, per quel che riguarda gli anime, negli ultimi 15 anni si sono sovraffollati di remake, retelling, universi alternativi e riscritture.

all'impoverimento creativo dovuto all'abbondanza di produzioni originali mediocri se ne sta aggiungendo anche uno di tipo intellettuale ben più pesante e sembra non ci sia uscita.

 

Eh eh l'impoverimento culturale negli anime non e' cosa recente. L'animazione negli anni 60-70 era eclettica, figlia di persone che erano cresciuto con una cultura "aperta". Influenzata dalla fantascienza occidentale, dal american way of life, dalla letteratura occidentale (cosa sono Tekkaman, Hurricane Polimar se non superheroes americani in salsa nipponica ? Idem per anime come Mach Go Go Go, Daitarn 3 il James Bond in salsa nipponica etc...) Quindi l'autoreferenzialismo negli anime era molto limitato per non dire assente. Il problema e' nato con la prima generazione di Otaku che non hanno saputo cogliere "la dimensione culturale" della vecchia guardia. E si sono limitati a prendere come modelli quello che cera gia' in animazione. La situazione di oggi e' semplicemente l'evoluzione naturale di quella scelta disfunzionale aggravata poi da problemi economico-strutturali che nessuno vuole tentare di correggere perche' si preferisce lo status quo che e' visto come "salvezza". Ma salvezza non e' e ce ne accorgeremo molto presto.

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Altro oro colato.

 

Sì, non si può fare nulla di culturalmente buono in campo se ci si è formati in quello stesso.

 

Così facendo, è solo ridondanza ciclica.

 

Ecco perché l'ulitma generazione buona di otakuzoku è stata la prima, che poi ha prodotto lavori da otaku sì, ma otaku che avevano sorbito prodotti assai diversificati, ed erano cresciuti un una cultura mediatica vasta. Da lì, si è innescato il meccanismo dell'autoreferenzialità, ovvero una spirale verso il basso.

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imo ora come ora il problema più che di scrittura di un singolo anime è relativo al suo soggetto. la televisione giapponese e l'home video, per quel che riguarda gli anime, negli ultimi 15 anni si sono sovraffollati di remake, retelling, universi alternativi e riscritture.

all'impoverimento creativo dovuto all'abbondanza di produzioni originali mediocri se ne sta aggiungendo anche uno di tipo intellettuale ben più pesante e sembra non ci sia uscita.

 

Eh eh l'impoverimento culturale negli anime non e' cosa recente. L'animazione negli anni 60-70 era eclettica, figlia di persone che erano cresciuto con una cultura "aperta". Influenzata dalla fantascienza occidentale, dal american way of life, dalla letteratura occidentale (cosa sono Tekkaman, Hurricane Polimar se non superheroes americani in salsa nipponica ? Idem per anime come Mach Go Go Go, Daitarn 3 il James Bond in salsa nipponica etc...) Quindi l'autoreferenzialismo negli anime era molto limitato per non dire assente. Il problema e' nato con la prima generazione di Otaku che non hanno saputo cogliere "la dimensione culturale" della vecchia guardia. E si sono limitati a prendere come modelli quello che cera gia' in animazione. La situazione di oggi e' semplicemente l'evoluzione naturale di quella scelta disfunzionale aggravata poi da problemi economico-strutturali che nessuno vuole tentare di correggere perche' si preferisce lo status quo che e' visto come "salvezza". Ma salvezza non e' e ce ne accorgeremo molto presto.

 

in riferimento alla frase in grassetto: imo si parte dalla seconda generazione. tra gli anni '70 e '80 è cresciuta gente che si divertiva a disegnare nei modi più stravaganti, magari con il sostegno del regista. ok sempre degli sfruttati erano, però avevano un talento e lo dimostravano. oggi gli anime hanno un'altra bellezza estetica, e nella maggior parte dei casi le figure sullo schermo sono volutamente ingessate: belle da contemplare nella loro staticità, in una posa figa, per minutaggi sempre più lunghi; anche perchè spesso quando sono un po' in movimento sono così veloci che non ne vedi i dettagli e capisci chi fa cosa solo attraverso associazioni mentali varie.

mi sono rassegnato al fatto che l'animazione giapponese, sebbene si stia indubbiamente evolvendo nella sua fase produttiva, in realtà è al termine di un binario morto e al massimo mi può stupire per ragioni estetiche, meramente di ordine tecnologico... il futuro è la CG e se ne prende atto.

però fin qui si parla di fascino, di estetica, di apparenza; i contenuti testuali sono altro e nella fogna è comunque possibile trovare qualcosa di buono, anche se talvolta ha un sapore di vecchio (nel senso di 'già visto').

se ne trova sempre meno. perchè? perchè ci sono troppi anime, perchè un progetto nasce e muore sul tavolo del merchandising, perchè di gente che si diverte a disegnare ed entusiasma a vedere dei disegni non ce n'è quasi più, perchè qualcuno guarda la tv qualunque cosa essa trasmetta, perchè è troppo rischioso creare qualcosa da zero e quindi quasi nessuno si sbatte a lavurà, perchè le televisioni giapponesi hanno stabilito di non farsi concorrenza altrimenti schiattano tutte.

ora non è che io pretenda che ogni anime, a qualsiasi epoca appartenga, mi spieghi il senso della vita... mi basta solo che cadano un po' di quelle teste che hanno portato a questa situazione :hitler:

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