Vai al contenuto

Dagli albori dell'editoria degli anime ad oggi: una strada sempre in salita!


Zio Sam

  

50 utenti hanno votato

  1. 1. si stava meglio quando si stava peggio?

    • 9
    • no
      16
    • non so
      6
    • Hibiki deve schiatta'.
      1
    • Perusha ed Evelyn sono due nomi da zoccola.
      20011


Messaggi raccomandati

mah... a me pare un miraggio che si possa educare il popolo alle edizioni ufficiali solo sottotitolate, e lo è ancora più adesso di una volta per un buon numero di ragioni.

innanzitutto circolano diverse risoluzioni di rip degli streaming anglofoni, i cui sottotitoli spesso vengono tradotti in altre lingue. in questo caso un editore non può competere con un prodotto gratuito che rasenta l'ufficialità, visto anche il presupposto di una traduzione di riferimento (i sub dello streaming) non di tipo amatoriale. se in italia gli anime sono un prodotto di nicchia, buona parte di questa è probabile che sia accontentata.

inoltre le edizioni ufficiali giapponesi, sempre più spesso, contengono più tracce audio e sottotitoli vari. probabilmente ciò è dovuto al ridimensionamento di bandai sul suolo americano, che era il suo mercato di riferimento; però in ciò si intravede una certa strategia, per l'appunto l'esistenza di un prodotto giapponese fruibile in più mercati mondiali, sostenuto dalla vendita online. certo (per ora) manca la localizzazione della confezione, ossia confezione e booklet, ma il contenuto principale è accessibile alla maggioranza del mercato globale. tornando in italia, gli anime sono un prodotto di nicchia, e anche in questo caso gran parte di essa ha accesso gratuitamente a questi prodotti.

se si vuole parlare di collezionismo, beh... è la nicchia della nicchia. non sono completamente convinto che a ciò ci si sia arrivati a causa di una mancata culturizzazione da parte dei vari editori italiani. sicuramente esistono esempi che portano a concludere che ai vari editori nostrani si può attribuire una certa mancanza di affezione ai propri prodotti (ma non sarà che è relativamente vero?) e al non aver coccolato opportunamente e onestamente i clienti in rispetto dei propri interessi (di editore, inteso come attività commerciale. ma anche questo è relativo, perchè il mercato non risponde in modo univoco ed uniforme).

però, per fare l'avvocato del diavolo, non è che gli anime non sono riconosciuti come forma di intrattenimento per le masse. non è a questo che siamo arrivati. siamo giunti al punto che al prodotto popolare, e forse solo quello appartenente ad un paio di generazioni, ATTUALMENTE manca fedeltà all'originale. certi anime hanno attecchito le masse, da goldrake passando lupin e lady oscar, continuando con ken, i caballeros, dragon ball e molti altri fino a one piece e i suoi fratelli.

non sto dicento che questi prodotti siano meno dignitosi di un oshii, di un kon, di otomo, miyazaki o quel che si vuole, ma è storia passata e poichè hanno funzionato solo in quel modo purtroppo gli resta rimanere tali anche se qualcuno avrebbe voluto ripristinarne almeno una parte (es: goldrake e suoi fratelli, e se andava in porto un certo progetto ci scappava pure *almeno* ken).

attualmente il prodotto televisivo non segue le stesse direzioni del prodotto per l'home video (i due tavolta si incrociano, vedasi cosa voleva mtv e cosa vendeva dynamic italia, schema più o meno uguale a quello di rai2 poco dopo, mentre attualmente parliamo di rai4).

in sostanza non si può pretendere un modus operandi uniforme per ogni settore del mercato, e ad una certa fetta di clienti paganti, per quanto gli si ripeta allo sfinimento che tal anime ha traduzioni e adattamenti inventati di sana pianta, non interessa una localizzazione fedele. perchè un editore dovrebbe investire, cioè PAGARE, per combattere una battaglia persa contro i famosi mulini a vento? certo se poi l'editore in questione si trincera dietro a tale domanda retorica per non svolgere bene il proprio anche quando ve ne sono le condizioni, lo si critica.

cmq la maggioranza degli anime recenti è in zona salvezza, quindi la culturizzazione è implicita nel processo in sè. gli svarioni ci sono, ma non è più come ai vecchi tempi.

se poi, in realtà, si parla solo di megapubblicità galattiche che diffondano alle masse il nome di un prodotto così da massificarne le vendite, uscendo dalla nicchia, beh, anche qui andrebbero fatti dei bei distinguo.

Link al commento
Condividi su altri siti

mah... a me pare un miraggio che si possa educare il popolo alle edizioni ufficiali solo sottotitolate, e lo è ancora più adesso di una volta per un buon numero di ragioni.

Non so tu a chi ti stia riferendo, comunque, se rispondevi a me, io non ho parlato di educare nessun popolo.

Ho solo detto di produrre edizioni specifiche per una specifica nicchia di persone.

Provo a semplificarla ancora di più, se non si riesce ad avere significativi margini di guadagno sulla vendita di un prodotto acquistato dal Giappone e venduto col doppiaggio senza passaggio in TV, allora bisognerebbe provare a non buttare soldi nel doppiaggio e farlo uscire ad un prezzo più basso solo coi sub.

Se non si riescono ad avere significativi margini nemmeno così, allora che chiudessero baracche e burattini e si dedicassero ad altro. È inutile provare ad insistere in un mercato che non da segni di vita.

I pochi appassionati andranno avanti a fansub, come si è sempre fatto.

 

innanzitutto circolano diverse risoluzioni di rip degli streaming anglofoni, i cui sottotitoli spesso vengono tradotti in altre lingue. in questo caso un editore non può competere con un prodotto gratuito che rasenta l'ufficialità, visto anche il presupposto di una traduzione di riferimento (i sub dello streaming) non di tipo amatoriale. se in italia gli anime sono un prodotto di nicchia, buona parte di questa è probabile che sia accontentata.

Questo ragionamento non regge, perché se è per questo, per tutti i tipi di DVD/BD esistono i veri e propri rip (non quelli che prendi il RAW giappo e ci schiaffi sopra i sottotitoli tradotti in un MKV/MP4). Però nonostante questo, il loro mercato funziona tant'è che la roba esce. Penso alle serie TV USA, come anche ai film di vario genere.

 

Allora, per me vale sempre il punto sopra. Se c'è gente che vuole comprare e non ce la si fa col doppiaggio, allora si provi coi soli sub. Altrimenti, amen.

Se non c'è gente che copra, in ogni caso si fallisce l'obiettivo, con o senza sub.

Link al commento
Condividi su altri siti

Concordo con Roger, qui. E' impensabile -oggi come oggi- pensare di far pagare per una tipologia di "prodotto" che viene prodotto non con minore qualità anche a livello fan-made. :-(

OK, ma solo una precisazione. Non a caso mi riferivo ad acquistare licenze di serie in corso. Perché veramente non ha senso farlo per anime di anni fa per cui gli interessati ormai il fansub se lo sono già visto.

Per limitare il fenomeno, si dovrebbe acquistare a serie in corso, vedersi bloccate tutte le lavorazioni fansub (e magari minacciare diffide a chi continua ad andare avanti) ed uscire poco dopo la terminazione in Giappone (se non in contemporanea).

 

Poi, OK, ci sono sempre quelli che se lo vedono in inglese, ma almeno una certa parte di persone che non è in grado di seguirselo in inglese è costretta ad acquistarlo. E comunque, se non ce la si fa, c'è sempre il punto sopra.

Link al commento
Condividi su altri siti

La semplice realtà è che, credo, un simile mercato (ovvero: di opere audiovisive straniere) oggi come oggi non può più reggersi su una 'nicchia', almeno qui da noi.

 

Questo perché la 'nicchia' non è una nicchia dal livello etico (nella sua maggioranza, dico, maggioranza interna di una minoranza) da scegliere coscientemente di supportare il mercato. E' una nicchia di persone informate, sì, ma anche impazienti, frettolose, prone al consumo estemporaneo di ciò che dicono di 'amare'. Del resto, l'intrattenimento audiovisivo è, oggi come oggi, diventato mero passatempo. E continuerà ad esserlo, sempre più: sento *una* canzone qui, guardo un *video* lì, faccio una partitella a un videogioco là. tutto senza soluzione di continuità. E' una sorta di sedazione diffusa, da ubriacatura leggera. Non è più tempo del dedicarsi alle cose, del volerle capire e ripensare e ricordate e maturare passione dentro di sè. Questa è la strada che si è imboccata.

 

Quindi il mercato di nicchia non si regge. L'unica opzione è quella di avere una uscita commerciale più 'mainstream' di clienti non informati e più o meno casuali che pagano, mentre all'ombra della quale la 'nicchia' di *presunti* appassionati vegeta di chiacchiere e pirateria.

 

E infatti, è già così. E' così da anni, perché si produce animazione doppiata solo a fronte di messe in onda televisive, che rapprensantano appunto una vendita mainstream abbastanza da reggere la baracca. Ma la baracca, solo con gli "appassionati", non si reggerebbe più. Salvo eccezioni, si intende. Ma le eccezioni non fanno un *mercato*, no?

 

Ora torno a ripensare, a ri-riflettere su Nadia, e su quel che Anno stava dicendo al suo pubblico facendo Nadia. :-)

 

Ma non perché sia *solo* Nadia su cui si puà pensare. E' che ciascun umano avrà qualcosa su cui pensare, se vuole pensare. Siamo essere limitiati. Pensare di avere tutto equivale ad avere niente. Dov'è che l'avevano scritto per bene? Diario di un seduttore, credo. Sì, doveva essere lì. Ah, certo, e poi anche il Fennec faceva capire lo stesso al Principino. :-)

Modificato da Shito
Link al commento
Condividi su altri siti

@ Shito : molto interessante il tuo discorso e sai perche' e' ironico ? Perche' corrisponde perfettamente alla situazione degli anime in giappone.

Ormai sono anni che l'animazione eccetto qualche sparuta eccezione e' diventato un prodotto venduto al chilo. Le stesse tv non vogliono questo prodotto, non lo pagano. Anzi sono i produttori di anime a dover pagare le tv affinche' mandino in onda l'anime. In questo modo l'anime e' diventato tutto tranne che entertainment. E un infomertial, una pubblicita' pagata da chi l'anime l'ha prodotto nella speranza di potersi rifare dei soldi spesi attraverso il merchandising fisico sulla nicchia degli otaku. Se questa e' la situazione in giappone e' del tutto evidente che l'animazione giapponese non puo' sopravvivere in mercati come il nostro dove il merchandising e' del tutto assente. E l'opera deve vendersi sui propri meriti da noi.

 

E qui mi ricollego al discorso di Roger che condivido ma con qualche distinguo. Sopratutto quando parla della volonta' dei giapponesi di aprisi al mondo. Beh un attimo. Come dicevo in un altro post le varie Bandai, Beez etc.. sono fallite per volonta' dei giapponesi. Perche' quest'ultimi obbligavano queste aziende a seguire un business model che la stragrande maggioranza del pubblico aveva abbandonato. Aveva abbandonato non a favore della pirateria ma a favore di complete collection da 40-50$ quando la Bandai e la Beez stavano ancora spingendo per vendere le serie disco per disco, ogni disco contenente 3-4 episodi a 40-50$. Mismatch di impedenza tra quello che il mercato vuole e quello che si aspettano i giapponesi dal mercato estero. Con la conseguenza che piuttosto che adattarsi hanno fatto fallire baracca e burattini.

 

Ora veniamo alla situazione odierna. Si, in giappone stando comparendo blu-ray con i sottotitoli in varie lingue, e in qualche caso ce anche il doppiaggio inglese. Perche' ? Perche' in questo modo possono tagliare fuori gli intermediare R1 che non solo si occupavano della localizzazione del prodotto, ma lo vendevano ad un prezzo congruo al mercato in cui operavano (quindi non al prezzo giapponese). Ma siccome i giapponese per via del loro mercato di nicchia dove spremono come limoni quei 4 gatti otaku hanno una paura del diavolo del reverse importing ecco che hanno trovato la soluzione ai loro problemi. Via gli intermediari, vendiamo il nostro prodotto al nostro prezzo da ladrocinio e quei 4 stolti che vogliono pagare 100 € per un film o 400 € per 13 di Fate/Zero. Tutti gli altri sono irrilevanti. Basta vedere il prezzo dei blu-ray di Gundam Unicorn.

 

Noi siamo relativamente salvi proprio perche' il nostro e' un mercato che richiede una localizzazione con doppiaggio. Se questa venisse meno a favore di titoli soltanto sottotitolati, i giapponesi farebbero fallire Dynit e Yamato e venderebbero direttamente ai quei 4 gatti che potrebbero supportare i prezzi giapponesi. E li' si che il mercato degli anime in Italia gia' moribondo sarebbe ucciso definitivamente. Perche' una cosa la dovete capire, i giapponesi sono disposti a uccidere il mercato degli anime fuori dal giappone piuttosto che sistemare il loro sistema.

Link al commento
Condividi su altri siti

Ovviamente parlando del mercato interno del Giappone si campa con la mentalità del pubblico giapponese che è rispettoso (ancora abbastanza) E fetiscista (sempre molto, sempre più?) e quindi riesce a mantenere una nicchia senza deprezzare il prodotto. E' così da molto, forse da sempre, almeno dall'otakuzoku 2nd gen - ovvero dalla nascita del mercaro OVA.

 

Si, in giappone stando comparendo blu-ray con i sottotitoli in varie lingue, e in qualche caso ce anche il doppiaggio inglese. Perche' ? Perche' in questo modo possono tagliare fuori gli intermediare R1 che non solo si occupavano della localizzazione del prodotto, ma lo vendevano ad un prezzo congruo al mercato in cui operavano (quindi non al prezzo giapponese). Ma siccome i giapponese per via del loro mercato di nicchia dove spremono come limoni quei 4 gatti otaku hanno una paura del diavolo del reverse importing ecco che hanno trovato la soluzione ai loro problemi. Via gli intermediari, vendiamo il nostro prodotto al nostro prezzo da ladrocinio e quei 4 stolti che vogliono pagare 100 € per un film o 400 € per 13 di Fate/Zero. Tutti gli altri sono irrilevanti. Basta vedere il prezzo dei blu-ray di Gundam Unicorn.

 

Sembra un buon modello di businness. E la pietra tombale, in tempi più o meno brevi, sulle 'nicchie' straniere. Come tutto sommato è giusto che sia. Siamo nel 2012, e le spedizioni costano poco. Si può delocalizzare la produzione di massa, figurarsi l'acquisto di nicchia. Così sia. Del resto, non è la stessa logica del mercato del merchandise, che non necessita di traduzione/adattamento?

 

Perche' una cosa la dovete capire, i giapponesi sono disposti a uccidere il mercato degli anime fuori dal giappone piuttosto che sistemare il loro sistema.

 

Così come è giusto che sia.

Modificato da Shito
Link al commento
Condividi su altri siti

Provo a semplificarla ancora di più, se non si riesce ad avere significativi margini di guadagno sulla vendita di un prodotto acquistato dal Giappone e venduto col doppiaggio senza passaggio in TV, allora bisognerebbe provare a non buttare soldi nel doppiaggio e farlo uscire ad un prezzo più basso solo coi sub.

Se non si riescono ad avere significativi margini nemmeno così, allora che chiudessero baracche e burattini e si dedicassero ad altro. È inutile provare ad insistere in un mercato che non da segni di vita.

I pochi appassionati andranno avanti a fansub, come si è sempre fatto.

 

ma non è che gli anime non vendono, semmai vendono poco o molto poco, pochissimo se proprio si vuole comparare il nostro mercato con i soliti noti più rigogliosi (che comunque, a quanto si dice, hanno perso colpi). in altri termini in italia una domanda c'è ma si tratta di capirla e soddisfarla. per adesso si sa che l'animazione per uso home video, indipendente dalle emittenti tv, tranne qualche rara eccezione è ai minimi termini. per il resto è un terno al lotto: i canali che trasmettono gratuitamente e legalmente anime in streaming qui sono una sperimentazione dove altrove sono invece una realtà, vuoi per motivi tecnici vuoi per scarsa informazione vuoi per altri motivi; il contributo maggiore lo offrono le tv e con queste si va avanti come e finchè si può.

in conclusione, per motivi culturali italiani gli anime devono essere associati ad un doppiaggio e le edizioni esclusivamente sottotitolate, a pagamento, non funzionano.

non perchè questa è la necessità dei potenziali clienti, che sono in numero maggiore di quelli che acquisterebbero edizioni only sub, bisogna polverizzare quel poco mercato esistente e chi* prova a servirlo. una volta che l'hai distrutto non ti resta più niente, mentre se hai pazienza e provi a costruirci sopra qualcosa almeno se arrivi al punto che devi mollare l'osso non puoi rimpiangere nulla.

 

*ovviamente di gente che lavora male se ne fa a meno.

 

innanzitutto circolano diverse risoluzioni di rip degli streaming anglofoni, i cui sottotitoli spesso vengono tradotti in altre lingue. in questo caso un editore non può competere con un prodotto gratuito che rasenta l'ufficialità, visto anche il presupposto di una traduzione di riferimento (i sub dello streaming) non di tipo amatoriale. se in italia gli anime sono un prodotto di nicchia, buona parte di questa è probabile che sia accontentata.

Questo ragionamento non regge, perché se è per questo, per tutti i tipi di DVD/BD esistono i veri e propri rip (non quelli che prendi il RAW giappo e ci schiaffi sopra i sottotitoli tradotti in un MKV/MP4). Però nonostante questo, il loro mercato funziona tant'è che la roba esce. Penso alle serie TV USA, come anche ai film di vario genere.

 

non sono convinto che esista tanta gente che si scarica miliardi di GB tenendo occupata la linea così a lungo per una manciata di episodi della stessa serie, soprattutto se lunghe. magari per i film o comunque in genere per titoli, anche serie, ai quali una persona è particolarmente affezionata è un altro discorso. ma dubito sia quello il problema...

le tv usa e film ammerigani sono su un livello più alto di diffusione rispetto agli anime, anche perchè dietro ci stanno investimenti impressionanti che gli anime non raggiungeranno mai... bisogna prenderne atto poichè in quel caso la pirateria incide diversamente.

 

E qui mi ricollego al discorso di Roger che condivido ma con qualche distinguo. Sopratutto quando parla della volonta' dei giapponesi di aprisi al mondo. Beh un attimo. Come dicevo in un altro post le varie Bandai, Beez etc.. sono fallite per volonta' dei giapponesi. Perche' quest'ultimi obbligavano queste aziende a seguire un business model che la stragrande maggioranza del pubblico aveva abbandonato. Aveva abbandonato non a favore della pirateria ma a favore di complete collection da 40-50$ quando la Bandai e la Beez stavano ancora spingendo per vendere le serie disco per disco, ogni disco contenente 3-4 episodi a 40-50$. Mismatch di impedenza tra quello che il mercato vuole e quello che si aspettano i giapponesi dal mercato estero. Con la conseguenza che piuttosto che adattarsi hanno fatto fallire baracca e burattini.

 

Ora veniamo alla situazione odierna. Si, in giappone stando comparendo blu-ray con i sottotitoli in varie lingue, e in qualche caso ce anche il doppiaggio inglese. Perche' ? Perche' in questo modo possono tagliare fuori gli intermediare R1 che non solo si occupavano della localizzazione del prodotto, ma lo vendevano ad un prezzo congruo al mercato in cui operavano (quindi non al prezzo giapponese). Ma siccome i giapponese per via del loro mercato di nicchia dove spremono come limoni quei 4 gatti otaku hanno una paura del diavolo del reverse importing ecco che hanno trovato la soluzione ai loro problemi. Via gli intermediari, vendiamo il nostro prodotto al nostro prezzo da ladrocinio e quei 4 stolti che vogliono pagare 100 € per un film o 400 € per 13 di Fate/Zero. Tutti gli altri sono irrilevanti. Basta vedere il prezzo dei blu-ray di Gundam Unicorn.

 

Noi siamo relativamente salvi proprio perche' il nostro e' un mercato che richiede una localizzazione con doppiaggio. Se questa venisse meno a favore di titoli soltanto sottotitolati, i giapponesi farebbero fallire Dynit e Yamato e venderebbero direttamente ai quei 4 gatti che potrebbero supportare i prezzi giapponesi. E li' si che il mercato degli anime in Italia gia' moribondo sarebbe ucciso definitivamente. Perche' una cosa la dovete capire, i giapponesi sono disposti a uccidere il mercato degli anime fuori dal giappone piuttosto che sistemare il loro sistema.

 

eh... è quello che intendevo...

non mi riferivo alle aziende giapponesi come ad aziende di buon cuore che si aprono al mondo intero per diffondere gli anime, quanto piuttosto ad una necessità (derivante anche dalle conseguenze che hai fatto presente. però c'è da dire che bandai ha fatto quello che molti americani le chiedevano: edizioni al pari, o quasi, di quelle giapponesi. peccato che quando si è trattato di pagarle...).

 

Sapete che risate se Toei fa uscire Goldrake in BR con il DN ( cosa secondo me non impossibile ) ?

 

dici che ci sono abbastanza giapponesi interessati a pagare di più quei BD per un doppiaggio del quale non gliene frega nulla?

Link al commento
Condividi su altri siti

 

Purtroppo è impossibile causa ottusità/lentezza dei giapponesi.

Non passeranno mai i materiali per organizzare un'uscita in contemporanea.

 

Per la mia esperienza direi che avresti avuto assoluta ragione, e che ne hai ora ancora molta, ma non tutta (Berserk movie, per dire).

Link al commento
Condividi su altri siti

Comunque, i giapponesi possono anche far fallire la Yamato e la Dynit, che poi se pensano che qui in Italia ci sono gli stessi otaku che da loro gli comprano tutto a prezzi esorbitanti, hanno capito male.

Vorrei vedere a che prezzi venderebbero. Se già agli stessi degli anime doppiati, sono i primi a favorire i fansub, non se ne lamentino poi...

Link al commento
Condividi su altri siti

Per la mia esperienza direi che avresti avuto assoluta ragione, e che ne hai ora ancora molta, ma non tutta (Berserk movie, per dire).

Perché Berserk esce in HV in contemporanea col Giappone? Lo dico non sapendolo eh. I dvd/bd escono in madrepatria verso fine maggio.

Spesso la 'vendita' dei diritti si conclude anche in fretta e/o in contemporanea, però poi hai dei paletti sull'effettiva uscita HV che magari avviene solo dopo tot tempo che è stato distribuito in Giappone (per contratto).

Link al commento
Condividi su altri siti

Il problema dell'uscita in contemporanea (cosa che con le serie tv americane stanno effettivamente facendo da mesi e mesi se non gia' anni) e' che ci vogliono strutture molto solide da una parte e dall'altra; dal licensor al licensee.

 

Le societa' d'animazione giapponese invece continuano (ora pure peggio) a soffrire di nanismo, e i licensee mediamente se possibile sono pure piu' piccoli.

 

Fosse sopravvissuta la struttura dell'allora Dynamic...

Link al commento
Condividi su altri siti

In tutto questo mi sembra di vedere che col tempo aumentano gli appassionati che sanno anche riconoscere un buon lavoro da uno fatto male, però. Un tempo non si era manco capaci di sapere quando qualcosa fosse inventato (ai girellari non frega che Grendizer fosse stato rinominato Goldrake, anzi, probabilmente s'arrabbierebbero se il nome dovesse essere ripristinato), adesso invece si fanno le pulci pure per le sottigliezza (mi par di ricordare una discussione infinita su Malinconia vs Melanconia nel topic di Haruhi qui sul Pluschan). E quindi la nicchia che compra non è più tanto disposta a farsi prendere per il culo. Un tempo le 40k lire a VHS li si spendevano perché non c'era altro e doveva andar bene per forza, adesso... perché mai dovrei dare 25 euro alla Kaze per lavori fatti peggio di un fansub quando ci si può rivolgere all'import us/uk? E ok che l'import è la nicchia della nicchia, ma gli altri piuttosto che dar soldi per lavori fatti alla cazzo di cane (e il francesismo è d'obbligo considerando di chi si parla) se lo scaricano, e non mi sento neanche tanto di condannarli ad un certo punto.

Quindi, ok, la gente che non compra è sicuramente un problema grosso e se non si vende l'industria non può vivere, ma quando pure un lavoro amatoriale arriva a superare un lavoro ufficiale che dovrebbe essere fatto con competenza e professionalità, mi vien da dire che il problema non sono tanto i fansub che fanno concorrenza, ma il menefreghismo di chi fa il lavoro.

 

E infatti quando i lavori sono fatti con qualità e al posto di portare la prima cagata a caso si porta un titolo di interesse, mi pare che la risposta del pubblico sia incoraggiante, vedi Madoka LE, che pure s'è visto che qualche errore di doppiaggio l'ha avuto, ma fortunatamente si riesce a sistemare quasi tutto grazie a gente che il proprio lavoro lo fa con serietà e passione e non tentando di rifilare qualche boiata a prezzi mica tanto convenienti per quel che si offre qualitativamente.

Quindi insomma, non è solo un discorso di quando si porta un anime, ma anche di quale, come e a quanto. Se mi offri un anime di un certo livello e con un lavoro dietro fatto come si deve, e me lo porti con costanza e serietà, io acquirente sono ben felice di sborsare soldi. Se mi prendi in giro no. Tutta roba già detta e ridetta lo so, quindi il WoT che segue sarà praticamente sempre la solita solfa, però direi che non avendo mai condiviso il mio personale punto di vista su come ho vissuto la faccenda da esterno (e soprattutto da pressoché bm all'epoca), vedrò di condividere.

 

Iniziamo col dire che un po' come oggi, mi sentivo preso in giro anche all'epoca (primi '00 fino al 2005 circa).

E ok che la gente non comprava, e ok la pirateria, ma io manco sapevo cosa fossero i fansub ed emule l'avevo sentito solo di nome. Quello che seguivo era in TV o acquistato in VHS nel negozio vicino casa (non era molto fornito però, mettiamola così). Su MTV ho seguito varie serie che mi piacquero (Cowboy Bebop, Abenobashi, Last Exile, Fumoffu, Trigun, ...), ma che in giro non trovavo mai. Tenete presente, ero un ragazzino che non conosceva negozi particolari specializzati e che non poteva sicuramente usare i siti internet per acquistare, gli anime "come si deve" stavo iniziando a seguirli ad allora grazie ad MTV. Per cui nel mio caso non era tanto la pirateria o il guardare solo in TV il problema. Era che proprio la roba non la trovavo. Il primo negozio specializzato che conobbi fu il Console Land, ma relativamente avanti nel tempo (o meglio, lo conoscevo da prima, ma ho scoperto solo molto più avanti che si occupava anche di DVD anime e non solo di videogiochi... fatemene una colpa, che vi devo dire, ero giovane :rolleyes:). All'epoca del nel biennio delle superiori, a scuola in realtà eravamo in abbastanza a guardare gli anime su MTV (pressoché tutti, era strano che qualcuno non conoscesse GTO o Trigun, per dire), quindi neanche potevo immaginarmi che fosse una nicchia quella che seguiva gli anime (all'epoca manco sapevo cosa fosse una nicchia, direi). Semplicemente non sapevo neanche dove trovare da comprare. Nel negozio vicino casa di fumetti ne trovavo parecchi, e quindi quelli li compravo, di anime trovavo VHS che non mi interessavano/di cose che non conoscevo; poi appunto nel tardo 2004-2005 scoprii da un amico che il Console Land vendeva anche anime, solo che i prezzi sulla roba originale erano folli (e se volevi i prezzi abbordabili c'erano i bootleg cinesi, rotfl). E quindi, la situazione all'epoca, al di là di quello che si sa e si dice sempre, per me, per come l'ho vissuta io, era questa. Chi era già fan degli anime da tempo ed era ben informato sicuramente sapeva dove trovare ciò che voleva, ma chi come me era un giovincello che muoveva i primi passi nel mercato, portato da MTV non necessariamente non volevano comprare, ma era in una situazione in cui acquistare era abbastanza difficile. Insomma, da un lato c'era sicuramente la volontà di aprire il mercato visto che si mandavano in onda serie su MTV, dall'altro però non solo i prezzi (e fin qui lo si dice sempre) ma anche la distribuzione non era all'altezza (quantomeno fino a metà anni 2000), per cui una buona parte della gente che con MTV potevi raggiungere e che altrimenti i prodotti non li conosceva (quindi i più giovani) neanche poteva acquistare ciò che voleva. Io diciamo che ho avuto la fortuna di avere il console land vicino una volta che l'ho scoperto, quindi qualcosa ogni tanto riuscivo a prendere. Ma gli altri? L'italiano medio ti cerca tutto al supermercato. Volendo al mediaworld, ma mi pare di ricordare che gli anime al mediaworld siano arrivati solo più tardi...

Poi passiamo al 2006 e quello che beccavo su MTV neanche mi piaceva più: Aquarion (che avendo visto Eva mi sapeva di boiata scopiazzata male), Wolf's Rain, FMA, Beck, Nana, Garo, Gintama... non ce n'era uno che mi piacesse. Poi ricordo l'anime week e lì ho visto molti primi episodi che mi interessavano, tra cui Planetes. Ora però cominciavo già a trovare qualcosa in giro, pure al supermercato, ma purtroppo ma quello che volevo io (una volta beccai Najica, molto prima che fosse trasmesso su MTV, e lo presi pure... :doh:). Quando riuscii a trovare le serie che mi interessavano, era già troppo tardi. Ovvero, le famose ceste da 2 euro dove si svendevano le rimanenze (e com'è che prima non trovavo mai e all'improvviso ho trovato tutto scontato non l'ho MAI capito). C'ho preso Last Exile così, c'ho pure preso i primi 8 dvd di HxH anche se non era propriamente completa, visto che per il resto trovavo solo Abenobashi col buco (la cosa mi rodeva molto, visto che Abeno m'era piaciuto, ma prenderlo col buco mi pareva inutile). E con gli anni un po' di roba l'ho recuperata e sto cercando di recuperarla ancora (grazie a internet e alle fiere più che altro, ormai ─ il Lucca Comics non lo conobbi fino al 2006 in qualsiasi caso).

Ma sicuramente per chi iniziava ad affacciarsi agli anime agli inizi degli anni 2000 e che non aveva accesso a store online, trovare roba in vendita era pressoché impossibile senza conoscere i negozi specializzati (e anche a conoscerli i prezzi erano alti; sospetto inflazionati pure, il console land ha sempre aggiunto i suoi 10 euro su quello che mendeva in vendita) e quando si cominciò a trovare in vendita qualcosa, Shin Vision era già in pessime acque.

E quindi, dopo un periodo iniziale in cui non trovavo quello che volevo, c'è stato un periodo in cui trovavo solo roba che non mi interessava proprio. Nei rari casi in cui trovavo qualcosa, la prendevo (oh, voglio dire, Saikano l'ho preso in doppia copia, l'altra poi regalata), ma appunto, rari...

Comunque con questo siiamo arrivati al 2007-2008, e ormai avevo iniziato a seguire fansub visto che in tv passavano principalmente boiate (Nabari... :editoria:).

Di quel periodo di buono su MTV ricordo solo Michiko, che pure non mi diceva tantissimo (che avevo iniziato ad acquistare pian piano... molto, ancora non ho finito di prenderlo :ph34r: ). Death Note non mi piaceva, avevo seguito un po' in fansub già, ma non era di mio gusto. Che comunque in realtà fortunatamente avevo già iniziato a seguire i fansub (e chi vuole può non credere, ma i fansub sono un'arma a doppio taglio, quindi esistono anche nel bene, non solo nel male), per cui appena Dynit annunciò Haruhi godetti e finii col prenotarlo tutto da Multiplayer.com (non conoscevo altri siti, quindi mi partitono 30 euro a DVD visto che oltre alla spedizione c'era pure il contrassegno), e sicuramente non mi pentii dell'acquisto. Anzi, rimasi stupefatto dalla qualità del prodotto: a parte i vari extra, avendo già iniziato a seguire fansub e AMV, avevo cominciato a capire qualcosa di qualità video, quindi era tipo un'altro mondo rispetto alla roba a cui mi ero abituato negli anni passati (stesso discorso di Michiko, che è pure migliore ad encode imho, ma a quanto so Haruhi era VFR e per questo non si poteva fare di meglio). E quindi cominciai pure a chiedermi: ma se possono fare lavori di questa qualità, perché mai allora mi ritrovo per le mani lavori fatti male?

E quindi insomma, pian piano si arriva ad oggi; ora so distinguere un lavoro fatto bene da uno fatto male, degli amici che iniziarono a seguire gli anime con MTV assieme a me, molti hanno abbandonato completamente, mentre quelli che sono rimasti hanno avuto modo di imparare anche loro cosa distingue un lavoro fatto male da uno fatto bene, e ora che siamo nell'era dell'HD tirar dietro un lavoro fatto coi piedi non è più ammissibile visto che pure gli ignoranti in materia se ne accorgono. Però c'è chi si accontenta... ma non si può lavorare per questi.

 

E quindi si ritorna al discorso dell'inizio del post. Se per un buon anime fai un lavoro come si deve, me lo vendi ad un prezzo onesto e rilasci con regolarità, non vedo perché dovresti avere grossi problemi. La gente te lo compra, anche se purtroppo il mercato è più ristretto ormai, visto che gran parte della gente che seguiva con MTV non segue più e rai 4 non è seguito quanto lo era MTV all'epoca.

I ragazzini all'epoca guardavano MTV il pomeriggio, e vedevano la pubblicità degli anime che sarebbero andati la sera, e se li vedevano. Ora i ragazzini stanno su facebook e gli anime li vedono mentre vanno in onda. Le new entry del mercato sono diverse, quindi ci vuole un approccio diverso.

Sì, sì, ok, gli anime non sono per bambini bla bla, però è dura far cominciare a guardare anime ad una persona che ha 25 anni, è innegabile che gli anime tendenzialmente si iniziano a seguire quando si hanno sui 13 anni circa in genere. E quindi se vuoi allargare il mercato a cui ti rivolgi tentando di vendere devi andare a proporre titoli in prezzi e modi che possono far gola ai ragazzini di oggi (per questo mi sa che le fapediscion con i nendo sono abbastanza il futuro, perché ti tirano tranquillamente tra le file dei giappominkia), ma senza prendere per il culo chi ormai nel mercato c'è da tempo e quindi ha fatto in tempo a maturare gusti e criticità.

Perché onestamente, se porti titoli che potrebbero interessare agli appassionati, ma fai lavoro scadente, vendi poco, e mica puoi lamentarti. E direi che la Kazé mostra.

Se porti titoli buoni ma non rilasci nulla, come pensi di vendere? E tra l'altro dem encodes... Yamato, plz...

Poi, se proponi titoli che possono interessare solo ai ragazzini, ma lo fai nelle modalità e nei prezzi a cui solo gli appassionati già da anni possono permettersi, vendi poco (il ragazzino certi prezzi non se li può permettere, l'appassionato non si caga certe titoli). BRS potrebbe ricadere qui se provano a venderlo in due box lisci senza extra né niente, imho. I bm se lo scaricano, gli appassionati lo rifuggono.

Infine invece se aspetti di capire quali sono i titoli di maggior impatto e punti su quelli, offrendo a tutti quello che vogliono, i risultati si vedono, e quindi Dynit con Madoka è ancora una volta l'esempio. S'era visto che c'era una buona presa anche in Italia, dai, e poi prima hanno fatto lo stream su popcorn, così i giappominkia se lo sono visto col doppiaggio originale, subbato e in streaming aggratis come piace a loro (e ok che c'erano già i fansub, ma sono abbastanza sicuro che qualcuno se lo sia comunque rivisto così, e altri in realtà l'han visto per la prima volta). Poi l'hanno mandato in TV su RAI4, e così anche chi non segue assiduamente gli anime ha avuto modo di conoscerlo, e poi ha fatto il colpaccio rilasciando la versione pornolusso con tutto quello che si poteva avere e anche di più, visto che ogni aspetto dell'edizione era curato. E allora vedi che te lo importano pure dall'estero talmente è ben fatto 'sto prodotto. I dati parlano chiaro, 1000 copie di LE (che per lo stato attuale del mercato in Italia sono grasso che cola) se ne sono andate in un mese scarso dall'uscita (anche se il prezzo di Amazon ha fatto molto, ma io l'avrei preso anche a 50 euro a botta).

 

In conclusione quindi vedo di rispondere al sondaggio. No, non si stava meglio quando si stava peggio. Si sta meglio ora. Ora le traduzioni sono tendenzialmente ottime, al contrario degli interi episodi improvvisati in sala doppiaggio degli anni '80 (ok, ancora accade che ci sia qualcosa di inventato in doppiaggio, ma la situazione non è assolutamente grave come allora, direi), non abbiamo le VHS che escono quando escono e a prezzi assurdi degli anni '90, e dai fail di shin vision degli anni '00 s'è capito cosa si era fatto di sbagliato (non che non si sapesse già allora, ma alcuni elementi pare non lo capissero). Ora resterebbe da pubblicizzare un po' meglio la cosa se si vuole davvero tentare di vendere meglio. Negli anni '00 MTV era ottima per pubblicizzare, oggi come oggi non sono sicuro che Rai 4 sia la cosa migliore. Per carità, ringrazio Rai 4, senza la quale la situazione sarebbe ben peggiore, ma di loro penso che i ragazzi oggi non si guardino molto la tv. Qui ormai ragazzini e ragazzi dai 12-13 anni fino anche ai 20 e passa stanno su Facebook.

Ci vuole un po' di viral marketing serio com'era stato per Haruhi in America (anche se lì non era organizzato, ma è stato un caso fortuito). Alla fine il mercato Americozzo non era poi così migliore del nostro negli anni '90 e primi '00, aveva le sue beghe e mi sa prendeva pure meno roba, ma il viral marketing di Haruhi negli US fu assurdo, la serie riscosse successo, e se notate, post 2006/2007 pian piano il mercato Americano si è espanso e la Funi ha saputo cogliere l'occasione. Alla fine il mercato per gli anime era sufficientemente grande (anche perché l'America è abbastanza più grande dell'Italia, grazie al cazzo) che sono riusciti a far nascere servizi come Crunchyroll.

Ora come ora una cosa del genere è infattibile in Italia, ne sono conscio, e il periodo economico che passa ora non è sicuramente il migliore per star tanto a provare ad ampliare il mercato. Ma appena le cose si riprendono (non resteremo conciati così per sempre no?), saper sfruttare i mezzi a disposizione come si deve probabilmente porterà a un miglioramento quantitativo (e soprattutto, quel cazzo di servizio Samsung che hai annunciato, Dynit, quando lo fai?), ma a livello qualitativo ora come ora abbiamo sicuramente il meglio che abbiamo avuto.

 

E scusate per il megawot che magari non ha nemmeno senso. :ph34r:

Modificato da mirkosp
Link al commento
Condividi su altri siti

dici che ci sono abbastanza giapponesi interessati a pagare di più quei BD per un doppiaggio del quale non gliene frega nulla?

A Toei il doppiaggio non costa nulla metterlo in quanto è di loro proprietà.

Ai pubblico jap di esso non fregherà nulla di sicuro, ma di certo interesserà a molti italiani ( e non solo) che vogliono vedersi Goldrakkio in BR e in una lingua più accessibile del giapponese.

 

Se lo fa il Ghibli , d mettere la lingua ita nelle edizioni jap dei suoi DVD/BR, perchè non può farlo anche Toei ?

Link al commento
Condividi su altri siti

Mirkosp: il tuo un bel post, e direi che tu hai buoni gusti e sei una persona sensata - il che ti statuisce immediatamente parte di una minoranza umana non particolarmente rilevante dal pdv commerciale. ^^;

 

Però gli anime *sono* per bambini, in un senso o nell'altro. :-)

Modificato da Shito
Link al commento
Condividi su altri siti

Come in ogni tipo di produzione ci sono prodotti per ogni fascia d'eta', so che e' del tutto inutile cercare di far capire l'ovvio e lo scontato, o far passare il concetto che una cosa e' l'appeal socio-culturale, altro la produzione commerciale, ma ribadisco che ci sono prodotti per ogni fascia d'eta' (e specialmente per quanto riguarda i manga anche per una marea di interessi differenti).

Le varie fascie essenzialmente passano dai bambini agli adoloscenti (e quelli con alla fin fine in mente gli otaku sono poi di fascia quasi a se).

 

Continuare con sta menata che per via della percezione socio-culturale giapponese gli anime non sono piu' apertamente visti da una certa eta' e che quindi sono esclusivamente per bambini, al di la' del concetto un pelo erroneo nell'identificare e caricare di un significato incongruo il termine 'bambini' qui da noi specialmente, e' una semplificazione che porta ad un risultato totalmente erroneo.

Link al commento
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente registrato per poter lasciare un commento

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra comunità. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già un account? Accedi da qui.

Accedi Ora
  • Navigazione Recente   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

×
×
  • Crea Nuovo...

Informazione Importante

Procedendo oltre nell'uso di questo sito, accetti i nostri Termini Di Utilizzo