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"Top wo Nerae!" Gunbuster è un capolavoro?


  

28 utenti hanno votato

  1. 1. Toppu wo nerae! Gunbuster è un capolavoro?

    • Si
    • No.
    • Macchemmenefrega?
    • Gunbuster e' bello, ma Diebuster è pure meglio!
    • Io sono la gomma, tu la colla
    • Questo poll è andato a puttane, che cazzo rispondo a fare?


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sì ok shito, magari tu gli parli dei film ghibli perchè attualmente oltre a lavorarci hai quasi solo quelli a fornirti un contatto con il mondo dell'animazione giapponese. quindi bò, la cosa mi pare fondamentalmente viziata. ma poi cosa vuoi che ti dicano? che lavori su idiozie? :lolla:

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Credo che i Ghibli abbiano un diverso trattamento in quanto "sdoganati" anche presso il grande pubblico, al Miya hanno dato premi in tutto il mondo Oscar compreso quindi puoi anche andare a vedere un suo film senza vergognarti... o meglio fare finta di trovarla una cosa vergognosa perché io resto dell'idea che la facciata sia una cosa il pensiero reale un altro, magari tanti si mostrano sdegnati perché "devono" e poi si sa mai che a casa loro qualche anime invece lo guardino, chi può saperlo? e la stessa cosa che succede coi porno "oddio no che schifo!" e poi in fondo all'armadio hanno la filmografia completa di Rocco Siffredi...

Modificato da Alex Halman
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E invece Zenone ti ha appena detto che parla quotidianamente con persone a cui se dici "sai Code Geass mi è piaciuto" loro ti rispondono "Ma dai? Anche a me" e il discorso muore lì e non fai la figura del freak.

Discorso cambia se invece dici "Sai? Code Geass mi è piaciuto così tanto che ho comprato il dakimakura di CC è troppo moeee/sugoi/cazzoneso" allora l'interlocutore ti risponde "s-si, certo" e mentalmente ti banna.

Lo sdoganamento a livello di mercato sta avvenendo indubbiamente soprattutto anche nell'ottica dell'export di gadgettame: quanto era più difficile una volta procurarsi un'AF che non fosse un bootleg o un gunpla? Ora è tutto un fiorire di e-shop nipponici chiaramente indirizzati a un consumo estero, se n'è accorta persino Amiami che era uno dei maggiori e-shop che ancora non aveva una sezione inglese; però non puoi dire che non sta avvenendo a livello sociale quando ti sono stati portati davanti degli esempi freschi di dimostrazione che, nostri coetanei (segmento 25-30, magari un po' più su) inseriti nel tessuto sociale (quindi non gente che si fappa pubblicamente su personaggi 2d) ammettono candidamente di seguire anche prodotti recenti e non solo le girelle, è tutta questione di come viene posto il discorso.

Modificato da Lord Gara
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Non trovo che Zenone abbia spiegato perché sia 'assurdo', non trovo che sia assurdo.

 

Semplicemente, nell'idea giapponese maggioritaria, l'animazione è un mezzo espressivo dedicato all'infanzia. Come del resto è sempre stato anche da noi: i "cartoni animati" sono per bambini.

 

Che una nicchia si sia prima ritagliata, e poi sinanco fatta esplodere, tutta una produzione di anime palesemente 'non diretti ai bambini' non ha cambiato la percezione comune: gli anime sono per bambini, gli adulti che li guardano sono ritardati/malati, quelli che fanno anime per adulti sono maniaci/ritardati/malati e gli anime destinati agli adulti sono roba per maniaci/riardati/malati.

 

Credo che tutto nasca dal fatto che l'animazione abbia una forte connotazione stilistica e storica che è quella che è: un prodotto non di uno, non di un artista (come anche un manga, questo è stato accettato), ma di una produzione. Come i giocattoli, come qualsiasi cosa che si voglia vendere. Mentre un mangaka lo si chiama comunque 'sensei', è uno che ha fatto la sua opera, da cui si può trarre un anime un drama o quel che vuoi, e che può avere un suo valore culturale e sociale, l'animazione è prodotto-spazzatura, salvo accezioni (nella percezione popolare: Studio Ghibli e altre cose sporadiche).

 

Veramente Zenone parlava pure di videogiochi, che direi rientrano perfettamente in questa presunta categoria dei "prodotti-spazzatura"..

E comunque, che un adulto che guarda anime venga considerato ritardato/malato, mentre un salaryman può leggersi tranquillamente Shonen Jump in treno..

Considerando poi come i manga di una rivista del genere siano in pratica proprio "prodotti di una produzione"..

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Ma poi in Italia come in jap l'animazione è considerata solo per bimbi, ma con le dovute eccezioni: in Patria con Giburi, in Italia con i film Disney.

Anzi, da noi l' animazione americana , anche quando violenta, non suscitava scalporein nessun modo.

Nessuno ha mai rotto le balle alla RAI quando trasmetteva film come Fire and Ice o Heavy Metal sulle sue reti, mentre per il film di DB si arrivava a far dimettere il direttore di rete.

E' anche vero che certi tabù con gli anni vengono sdoganati e accetati ( o per lo meno tollerati) dalla società, come i videogiochi, la musica rock , ecc... ma è anche vero che il modo di valutare le cose cambia continuamente.

Da noi i fumetti erano considerati arte negli anni 70-primi 80, poi roba per bambini ( che li rincoglioniva) negli anni 90, adesso.... boh ?

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sì ok shito, magari tu gli parli dei film ghibli perchè attualmente oltre a lavorarci hai quasi solo quelli a fornirti un contatto con il mondo dell'animazione giapponese. quindi bò, la cosa mi pare fondamentalmente viziata. ma poi cosa vuoi che ti dicano? che lavori su idiozie? :lolla:

 

Non parlavo neppure del lavoro, parlavo di dialoghi del tutto casuali con conoscenti casuali, amici di amici, etc. Ho ovviamente escluso i dialoghi con colleghi e persone del settore, non avrebbe senso.

 

Come anche la Benedict sa, i giapponesi hanno da sempre un anelito al riconoscimento (mitomeru) internazionale, comunitario. Per esempio, le Olimpiadi di Tokyo64 (post Benedict, quindi) sono un momento apicale della storia contemporanea giapponese perché rappresantano per loro un essere accolti al tavolo del mondo civile internazionale industrializzato. Anche se internamente il Giappone aveva già ottenuto grandi cose (i.e.: Shinkansen), le Olimpiadi furono come un coronamento della ripresa.

 

Allo stesso modo, come ricordava anche Ikeda Riyoko poco tempo fa, i giapponesi non sentono che qualcosa della loro cultura/produzione è davvero 'consacrato' finché non ottiene un riconoscimento internazionel, finché non viene riconosciuto anche all'estero. Una delle tipiche 'contraddizioni apparenti' è che proprio un popolo per tradizione focalizzato sul mercato interno, con scarse velleità internazionli, abbia poi questa percezione. Sembra un'antinomia da sciovinismo da un lato e esterofilia dall'altro, ma non è così. E' che i Giapponesi hanno la mentalità dei 'piccolo isolani', ovvero per quanto siano orgogliosi di loro stessi, si sentono sempre un'isoletta del mondo, e indi assurgere a un riconoscimento mondiale è per loro motivo di grande orgoglio, anche nell'ottica di "avere reso in servizio" al Giappone come stato, nazione, tradizione. Per cultura (again: Benedict) i giapponesi sono molto attenti agli 'sguardi esteriori', ovvero alla considerazione altrui, e sul piano nazionale l'atrio sguardo è proprio quello della comunità internazionale.

 

Per esempio, Ikeda Riyoko sottolineava che Versailles no Bara divenne un piccolo caso in Giappone quando prosuddero il live-action francese. Allo stesso modo, Suzuki dichiara di aver concepito tutto il patto Ghibli-Diseny, ovvero tutta la distribuzione Ghili in US, SOLO PER FARE PROMOZIONE INTERNA a Mononoke Hime. E ha avuto ragione.

 

Ghibli è più che 'sdoganato', quindi: è 'consacrato', come una firma che ha fatto l'onore e il lustro al Giappone. Ma in genere, io ho persino visto molti giapponesi imbarazzarsi nel capire che io conoscevo molte cose del Giappone per un interesse anche solo nato con gli anime. Si vergognavano come se mi avessero mostrato un lato misero di loro. E' un'esperienza che ho vissuto molte volte.

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Nessuno ha mai rotto le balle alla RAI quando trasmetteva film come Fire and Ice o Heavy Metal sulle sue reti, mentre per il film di DB si arrivava a far dimettere il direttore di rete.

 

 

You fuckin' serious?

Cioè, sul serio non censuravano? Però. A che ora passava?

 

@ Zenone: molto interessante, però un punto non mi quaglia. Perché pensi adesso i gggggiovani (ahem!) snobbino l'intrattenimento non-interattivo in generale? Certamente c'è più interattività come "attività da schermo", ma da qui a questo...

A me sembra che i telefilm li vedano tuttora parecchio. E per ora il telefilm interattivo sostanzialmente non c'è.

Modificato da Dairon
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You fuckin' serious?

Cioè, sul serio non censuravano? Però. A che ora passava?

 

Heavy Metal in tv me lo sono perso, ( ma mi vidi una registrazione da vhs. Andò pure in onda con il doppiaggio italiano originale) , mentre fire and ice lo vidi da piccolo ( avrò avuto 5 anni) la mattina , su Rai 1 credo.

Però F&I andò in onda a inizio anni 80 ( Heavy metal invece nel 91-92 ) periodo in cui su la Rai si vedeva di tutto, tipo Bandar di Tezuka con i nudi integrali e i cavernicoli che violentano le donne e queste gli tagliano la testa e poi se lo mangiano per vendetta.

Modificato da Zio Sam
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Ma, io non credo che la censura dell' epoca fosse più intelligente, anzi, vedi Mazinga Z che tagliavano 2 minuti e passa in ogni episodio perchè nel palinsesto non c'era abbastanza spazio.

Ovviamente alla Rai non pensavano neppure minimamente di doppiarlo integralmente e dopo effettuare i tagli per non sforare il minuteraggio, in modo che con le repliche lo si potesse mostrare nella sua interezza.

E anche con alcuni film di Tezuka, ci sono stati tagli per lo stesso motivo, vedi Fumoon dove ti lasciano le stragi e gli omicidi ma ti tagliano scene di dialogo per accorciare la pellicola e stare nel palinsesto.

E cmq vero che la Rai adattava meglio gli anime di come faceva MS, mantenendo i nomi originali e stando più attenta a quello che comprava , censurandolo conseguentemente di meno.

 

Però negli anni 80 , e parlo in particolare per le emittenti private, non c'erano soldi per controllare e tagliare gli anime: anche per contrastare la Rai, si faceva vedere quello che gli altri non osavano, salvo poi, una volta diventati ricchi e importanti, diventare censori come i rivali ( vedi Mediaset).

Discorso che vale ancora oggi: su piccole emittenti vanno in onda anime come Maison Ikkoku integralmente alla faccia del Moige e simili.

Il problema è che di piccole emittenti che trasmettono anime non ce ne sono quasi più.

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Comunque mi stupivo specificatamente per Heavy Metal, che era piuttosto spinto. Direi parecchio più di un Maison Ikkoku.

Ma è anche vero che in MI e il topples di Akemi vanno in onda tranquillamente alle 2 del pomeriggio.

Non so quanti Paesi occidentali facciano lo stesso, al giorno d' oggi.

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Beh, io ricordo quando nei novanta la si menava tantissimo con "eeeeh, in Giappone l'animazione è un mezzo espressivo come tutti gli altri, con piena dignità verso il pubblico di ogni età!"

 

Era vero?

 

Zac.

 

(btw ti ricordo che "hentai" non è un genere di prodotti, ma semmai una persona. Quello che tu chiami 'hentai' sono i 'bishoujo anime' - eufemismo epico, assai simile al vecchio italiano "le cose con le donnine". ^^ )

Modificato da Shito
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Beh, io ricordo quando nei novanta la si menava tantissimo con "eeeeh, in Giappone l'animazione è un mezzo espressivo come tutti gli altri, con piena dignità verso il pubblico di ogni età!"

 

Era vero?

 

Zac.

 

Il fatto è che in Italia nei novanta non si faceva (e non si fa tuttora..) molta distinzione tra fumetto ed animazione giapponese.

 

(btw ti ricordo che "hentai" non è un genere di prodotti, ma semmai una persona. Quello che tu chiami 'hentai' sono i 'bishoujo anime' - eufemismo epico, assai simile al vecchio italiano "le cose con le donnine". ^^ )

 

Ormai il termine "hentai" ha assunto in Occidente un significato preciso e distinto da quello originale (tanto che in USA vengono spesso definite "hentai" pure le parodie erotiche di fumetti e cartoni animati locali..).

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So che la denominazione occidentale è sbagliata, ma se questo scrivono, questo riporto.

 

Hai ragione, capisco. Dato che non avevi virgolettato, non pensavo fosse una cituazione puntuale, ma un tuo ri-esprimere delle critiche generiche. :-)

 

Ormai il termine "hentai" ha assunto in Occidente un significato preciso e distinto da quello originale (tanto che in USA vengono spesso definite "hentai" pure le parodie erotiche di fumetti e cartoni animati locali..).

 

Sì, è vero. Tuttavia, io cerco sempre di portare all'emancipazione dagli influssi di 'soggetti terzi'. Come per il titolo di Top wo Nerae! / Punta al Top!, la traduzione inglese è "soggetto terzo", indi indebito. Come per la scrittura OAV invece di OVA. Cerco sempre e promuovo sempre l'emancipazione dall'oriente che arriva dall'Atlantico, perché ritengo che sia una cosa indebita.

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Sì, è vero. Tuttavia, io cerco sempre di portare all'emancipazione dagli influssi di 'soggetti terzi'. Come per il titolo di Top wo Nerae! / Punta al Top!, la traduzione inglese è "soggetto terzo", indi indebito. Come per la scrittura OAV invece di OVA. Cerco sempre e promuovo sempre l'emancipazione dall'oriente che arriva dall'Atlantico, perché ritengo che sia una cosa indebita.

 

Beh, però nel caso di "hentai" non si parla di un termine giapponese tradotto in modo erroneo/arbitrario, ma proprio di un termine giapponese che, negli USA prima e nel resto dell'Occidente poi, è stato adottato con tutto un altro significato rispetto a quello originale..

 

P.S.

 

Una notizia interessante, soprattutto per quanto riguarda le sue implicazioni riguardo proprio all'otakuzoku..

 

http://www.rockncomi...?id=1318&read=1

Modificato da EYMERICH
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