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"Top wo Nerae!" Gunbuster è un capolavoro?


  

28 utenti hanno votato

  1. 1. Toppu wo nerae! Gunbuster è un capolavoro?

    • Si
    • No.
    • Macchemmenefrega?
    • Gunbuster e' bello, ma Diebuster è pure meglio!
    • Io sono la gomma, tu la colla
    • Questo poll è andato a puttane, che cazzo rispondo a fare?


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L'Halman e' cooptato per aumentare la percentuale di spettatori di Diebuster :°_°:

 

Credo che basti scegliere un giorno di inizio, poi il resto dovrebbe venire da se'; magari verso il fine settimana, che almeno io la vedo come meta molto ambita, nel senso se ci arrivo vivo.

 

Fate sape'.

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sì diebuster tecnicamente è un sequel, però narrativamente...

 

Narrativamente di cosa dovevano parlare : degli anni nello spazio che hanno trascorso Noriko e la sua amica ?

Insomma, e' scontato che la storia di Die Buster NON POSSA avere come punto focale Noriko & co.

E anche cosi' il finale si allaccia perfettamente a quello visto in GB. Quindi un sequel in senso stretto lo e'.

Modificato da Cobra
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Narrativamente parlando, si allaccia più a FLCL che al primo Punta al Top!, in effetti.

 

Credo che abbiano voluto fare Punta al Top! 2 , dico intenderlo come sequel di Punta al Top!, proprio per demarcare la differenza generazionale tra Anno e Tsurumaki.

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Fencer, cos'è che avrei sostenuto? ???

 

"Quel che sembra difficile per alcuni è non parlare di "otaku" quando palesemente non c'entrano un cazzo. Alcuni magari a monte di questo forum, eh. "

 

Sostenere che palesemente non c'entrano un cazzo quando gli stessi autori hanno sostenuto che il loro lavoro intendeva riferirsi agli stessi mi sembra francamente una boiata.

 

No, vuol dire che la metafora degli autori è palesemente scazzata. Cosa c'entra Noriko sola nello spazio col comprare qualche cassetta e qualche modellino, a livello di situazione umana? ???

 

Nessuno, neanche Zio Sam mi pare abbia negato la cosa. Werner diceva che secondo lui era più probabile la citazione da non-ricordo-quale romanzo scifi, ma lo faceva prima che saltasse fuori l'intervista (che poi tra l'altro non è stata linkata, vabbè).

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No, vuol dire che la metafora degli autori è palesemente scazzata. Cosa c'entra Noriko sola nello spazio col comprare qualche cassetta e qualche modellino, a livello di situazione umana? ???

 

Nessuno, neanche Zio Sam mi pare abbia negato la cosa. Werner diceva che secondo lui era più probabile la citazione da non-ricordo-quale romanzo scifi, ma lo faceva prima che saltasse fuori l'intervista (che poi tra l'altro non è stata linkata, vabbè).

 

Nope. Tu hai detto che in GB non si parla di otakuzoku. Ho preso un esempio a caso, ma c'è anche questo:

 

"La cosa interessante è che in realtà, qui non si sta parlando di otakuzoku.

 

Probabilmente, proprio come in GB. "

 

Vedi? Questa non è una dichiarazione sull'efficacia del messaggio, inequivocabilmente presente, quanto sul fatto che in un anime si parli o meno di un determinato argomento.

Se poi non sei capace di scrivere o di esprimerti, è anche un problema tuo. Non di chi legge.

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Infatti non se ne parla. Non ci sono otaku in GB, nessuno che si guarda anime: c'è solo una brutta allegoria buttata là (e oggettivamente non automaticamente comprensibile, tra l'altro).

Modificato da Dairon
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Non è una cosa che decidi tu.

Una volta che un autore dichiara che ha voluto parlare di otaku, allora ha cercato di parlare di otaku.

L'efficacia del messaggio dipende a seconda dell'intelligenza della persona e dalla presenza di un determinato background culturale che chiaramente nessuno di noi può avere. Siamo occidentali.

Ma negare che se ne sia parlato quando è lo stesso autore a dire di averne parlato, è e resta una boiata epica.

Altrettanta boiata è giudicare come e se funziona un'allegoria quando non si è il pubblico di riferimento. Al massimo si può parlare di parere personale, di certo non si può sentenziare.

Modificato da Fencer
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Ma che sia brutta e buttata là lo decido io, per carità. Ci mancherebbe anche altro. (l'unica cosa da dire è che nessuno qua è venuto a dire "eh ma no, l'allegoria è ben trovata perché in effetti l'otaku è davvero come Noriko perché bla bla". Il che mi fa restare decisamente convinto).

 

Non nego né adesso che prima che abbia voluto parlare di otaku (l'aveva tentativamente fatto Werner, che però ovviamente avrà cambiato idea). Oggettivamente, posso comunque notare che in effetti nell'opera non ci sono otaku, quindi è solo una metafora. O un'allegoria, adesso non saprei.

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Ma che sia brutta e buttata là lo decido io, per carità. Ci mancherebbe anche altro. (l'unica cosa da dire è che nessuno qua è venuto a dire "eh ma no, l'allegoria è ben trovata perché in effetti l'otaku è davvero come Noriko perché bla bla". Il che mi fa restare decisamente convinto).

 

Shito e Garion mi pare. Taro. Altri. Vedi tu. Non era letteralmente espresso, ma era palese.

Io non l'avevo colto, ma una volta che mi sono state forniti gli elementi, mi è comunque apparso evidente mischiando l'effetto Urashima con la concezione che mi è stata espressa degli otaku.

Non è certamente immediata, soprattutto per noi. Ma non vuol dire che sia fatta male o altro, semplicemente non siamo stati in grado di coglierla al momento della visione. Mi pare anche normale.

 

Non nego né adesso che prima che abbia voluto parlare di otaku (l'aveva tentativamente fatto Werner, che però ovviamente avrà cambiato idea). Oggettivamente, posso comunque notare che in effetti nell'opera non ci sono otaku, quindi è solo una metafora. O un'allegoria, adesso non saprei.

 

Pretesto. Alla superficie originaria del fantascientifico si unisce una seconda chiave di lettura più "intima" per gli autori. Oppure boh.

Del resto, perchè sarebbe necessario inserire otaku stile NHK quando vuoi parlare di otaku? Di fatto non ci sono otaku in Eva a parte Kensuke (e non di anime e manga comunque), però ormai si sa a chi era rivolto. Tra l'altro, mi chiedo, conosciamo davvero in pieno il significato del termine otaku? Puoi\possiamo davvero affermare che oggettivamente non ci siano otaku in gunbuster? O possiamo semplicemente dire che non c'è gente che se ne va in giro con le buste di anime, manga e modellini in piena Akibahara ( o come si scrive ) come siamo abituati a vederli?

Sull'efficacia posso anche essere d'accordo con te, ma comunque anche il mio giudizio è fallato in materia (e mi piace così, aggiungerei).

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Non è una cosa che decidi tu.

Una volta che un autore dichiara che ha voluto parlare di otaku, allora ha cercato di parlare di otaku.

L'efficacia del messaggio dipende a seconda dell'intelligenza della persona e dalla presenza di un determinato background culturale che chiaramente nessuno di noi può avere. Siamo occidentali.

Ma negare che se ne sia parlato quando è lo stesso autore a dire di averne parlato, è e resta una boiata epica.

Altrettanta boiata è giudicare come e se funziona un'allegoria quando non si è il pubblico di riferimento. Al massimo si può parlare di parere personale, di certo non si può sentenziare.

 

Sono quasi commosso.

 

Ah, Darion, comunque si può parlare di qualcosa anche senza mostrarlo nella sua materia.

 

Tipo: spiegare il sesso delle persone con api e fiori piuttosto che mostrando un film porno, hai presente?

 

Simbolismo, piano allegorico, hai presente?

 

Io credo di sì. Credo che tutto sommato tu ci faccia, e non ci sia. Altrimenti sarebbe da esplosione mentale.

 

E comunque, quando un autore fa un'opera narrativa con un significato, in genere questo esiste appunto sul piano meta-narrativo, ovvero simbolico/allegorico. Credo che, infatti, o una narrazione ha un piano simbolico/allegorico INTESO dall'autore/comunicatore, o è un'opera vuota, inutile.

 

Per esempio: Nadia è la storia del 'recupero' di una ragazza imbruttita dalla solitudine e dalla violenza della sua orfanità tramite l'amore di un ragazzo entusiasta. Questo è il contenuto comunicarivo (simbolico) dell'opera. Qui non è allegoria, ma simbolo.

 

In Punta al Top!, invece, ci sono significati simbolici e un significato allegorico.

 

O che so, l'Odissea (che abbiamo capito appieno giusto Omero, Joyce, Schnitzel e io), è la storia della psiche maschile che non può evitare di 'fare ancora un ultimo giro in giostra' e sperimentare le femmine prima di tornare dalla sua femmina. Anche Le Petit Prince, in soldoni, è lo stesso: ma ha un finale più punitivo e drammatico.

 

Si possono fare trasposizioni di opere cambiando il materiale narrativo e restando fedeli all'originale proprio perché il materiale narrativo di un'opera di valore non è che mezzo, e si può cambiare, se non cambia ciò che il messo esprime. Esempio: Traumnovelle -> Eyes Wide Shut.

 

Quindi, in che modo per "parlare di qualcosa" un'opera narrativa dovrebbe mostrarla pedissequamente, matericamente? Non è così, e non lo è mai stato.

Modificato da Shito
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sì diebuster tecnicamente è un sequel, però narrativamente...

 

Narrativamente di cosa dovevano parlare : degli anni nello spazio che hanno trascorso Noriko e la sua amica ?

Insomma, e' scontato che la storia di Die Buster NON POSSA avere come punto focale Noriko & co.

E anche cosi' il finale si allaccia perfettamente a quello visto in GB. Quindi un sequel in senso stretto lo e'.

 

guarda che non mi riferivo a noriko o a cosa si doveva vedere in diebuster. narrativamente parlando il finale di diebuster si riallaccia a quello di gunbuster. non va oltre. quindi ha senso parlare di sequel?

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