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Gunbuster - Diebuster


Shuji

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La Sig,vostra è invitata a seguire la discussione che si svolgerà da venerdì 29 giugno 2012 (NB: data apertura automatica del topic, I WANT TO BELIEVE © ) a partire ed inerente il primo episodio della serie

Gunbuster -

トップをねらえ!

- Top Wo Nerae - Aim for the Top!

 

1 Episodio.

Shock! Big-Sister and I are Going to be Pilots Together?!

(data prima messa in onda: 7 Ottobre 1988)

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Episodio 1.

 

 

Poche cose sono più sottovalutate delle prime battute di un'opera, quanto invece rappresentano una delle chiavi del successo di un'opera.

 

Non si tratta di realizzare scene o sequenze di alto impatto visivo, quanto riuscire in poche battute a dire a lettore o come in questo caso spettatore, di cosa parla un'opera. Ciò inteso non come tematiche o esternazioni dichiarative, quanto di suggerire il 'clima', il 'mood' di base, sussurrare sensazioni senza esprimerle, e lasciar capire allo spettatore se vi riconosce, e quindi a seguire l'opera in sè.

 

Alla fine una valida parte introduttiva rappresenta i due terzi del valore di un'opera, quella che non ha a che fare con la vicenda o la storia che giocoforza si capira' e vedra' solo nel prosieguo, ma quella che se riesce ad aprire un canale comunicativo, riesce anche a suscitare interesse.

 

Il resto poi sostanzialmente in qualsiasi storia e' tecnica.

 

Gunbuster apre con un'introduzione quasi perfetta.

 

Il tono della musica di sottofondo indica e suggerisce il mood dell'opera; sia la componente musicale che soprattutto quella piu' strettamente comunicativa data dalla voce fuoricampo di noriko, a corredo e commento di una lenta panoramica sul dettaglio di vari oggetti ed articoli di giornale, fanno in modo di sostituire abilmente l'utilizzo di primissimi piani e dettagli sul viso dei personaggi per mostrare più compiutamente sensazioni; trovo molto particolare quindi e molto azzeccato che il dettaglio sugli oggetti sostituisca anche con maggiore intensità la medesima sottolineatura delle parole che generalmente è lasciato all'espressione del viso.

 

La musica continua, poche battute e un'armonia semplice e banale insieme, come del resto lo è la vita di un bambino, un carillon non triste, non drammatico, ma che fa riferimento a tempi ed equilibri certamente non adulti. Con un tono di promessa sullo sfondo, quali sono le promesse e le aspettative che gli adulti fanno ai bambini, i quali a loro volta le fanno proprie.

 

Sempre parlando dell'introduzione poi, vediamo ad esempio un sottotesto molto bello quanto poco evidente, della foto di un giornale con dei festoni in alto a destra e a sinistra, che divengono in montaggio le bande nere oblique che si pongono in una foto che ritragga una persona defunta.

 

Per il resto, viene dichiarato a livello verbale quasi tutto quanto succederà nella serie, e con il giusto 'mood' in cui leggerla.

Siamo a 1:26 minuti, e francamente per ora, per me, in questo spazio di tempo si è già detto e vissuto quanto poi accadrà nella serie.

E potrei veramente fermarmi qui.

 

A voi la palla.

:thumbsup:

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L'ho rivisto ieri.

 

Lo ricordavo molto bene, dato che ci avevo lavorato su (che nel mio caso vuol dire impararlo a memoria, o quasi), ma mi ha fatto comunque molto effetto, dato che sono passati parecchi anni. Soprattutto, mi ha fatto effetto perché quando lo lavorai non ero mai stato in Giappone, ora invece ci sono andato sei volte, tra lavoro e diletto.

 

La intro, dico proprio l'avant-title, l'ho sempre adorata. Adoro la messa a paragone di tema delle elementari e pagina di diario adolescenziale, che in pochi minuti coprono un arco di anni di antefatto, e senza neppure farti vedere la protagonista già ne danno un grandioso spaccato psicologico. Era una bambina così, è una ragazza cosà. E' un personaggio che ha questo tipo di vissuto, questo tipo di motivazione. Grandioso.

 

Riflettevo oggi che probabilmente il campus a cui si iscrive ed è iscritta Noriko si trova ad Okinawa perché è da dopo la WWII che Okinawa significa 'militarismo' per i giapponesi? Probabile. Trovo molti riferimenti al 'giappone militare imperiale' in tutto il mood della intro, c'è molto tradizionalismo nella figura del padre di Noriko, e del resto prima di Top wo Nerae! i GAiNAX avevano fatto "Armate Spaziali Reali", che è tutto un dire.

 

In ogni caso, in tutto l'episodio ciò che per me è molto forte sono solo essenzialmente due componenti:

 

1) Il tema di tensai/douryoku, a là manga sportivo, come scrivevo altrove. Il talento da solo non basta, è l'impegno, il duro lavoro, che portano ad emergere il talento. E,

 

2) Il tema da sorority a là shoujo manga. Le rose che compaiono dietro alla signorina, i cliché della senpai adorata e di quella arcigna, il bullismo femminile, il chiacchiericcio: è tutto su questo andazzo.

 

Alla fine è davvero una parodia di Ace wo Nerae!, manco a dirlo, che per primo aveva fuso proprio queste due componenti già classiche. Top wo Nerae!, però, se possibile spinge ancor più i cliché del genere verso il grottesco, l'esagerato, usanto il tutto come premise per una space opera. Anche la sceneggiatura, la regia, è tutto da manuale del genere. Quello che succede, come viene inquadrato, tutto. Il tops della traditio omomari (la fascia che Amano-senpai dona a Noriko nel suo essere così upperclass ma così buona) è il cliché del cliché. Di mezzo ci vedo un po' di Rocky (la cui logica di 'allenamento che vince lo statu quo' è anche alla base del manga sportivo giapponese, se vogliamo) e quindi si nota una certa passione 'cosmopolita' per cinema e finzione della prima generazione di otakuzoku a cui i GAiNAX appartengono, e appartenevano. Nel coach ovviamente vedo non solo Minakata Jin, ma anche e soprattutto Kashiwaba Eijirou. Del resto, sappiamo tutti perché la voce di Noriko è Noriko, vero?

 

Ovviamente ci sono cose molto giapponesi, come il fatto che il caduto non sia un eroe, ma una disgrazia. Un'onta. E Noriko è quindi la 'figlia della disfatta', non la figlia dell'eroe. Chi ha letto la Bededict, avrà letto del diverso modo di considerare i feriti per logica giapponese e occidentale. Di mio, non riuscivo a capire come mai Bellini e Cocciolone fossero insigniti anziché infamati.

---

 

Cose sparse:

 

Anno inizia a disseminare l'anime delle cose che ama, dal caffé in lattina UCC a tutte le marche che ama.

 

L'aereo che alla fine porta il terzetto in orbita è ovviamente un SSTO (ma rigorosamente marchiato JAL, è di linea!). Si vede proprio la passione per il futurismo reale. Pare che ai tempi qualucuno della GAiNAX fosse andato alla NASA come ospite.

 

Ovviamente, il Coach ama la Vespa. Molti anni prima di FLCL.

Edited by Shito
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Visto il primo episodio.

Dopo il bello ( ma non per Takahata ) e ambizioso Honneamise no Tsubasa, la Gainax ci propone questa serie OAV che a giudicare da questo primo episodio uscito sembra una scialba parodia di Ace wo Nerae della Yamamoto, ma molto più stupido e infantile.

Sconcerta l'assoluta leggerezza della trama, le situazioni ridicole ( i robot che fanno le flessioni su tutte), le estenuanti citazioni verso altri anime , telefilm e film ( quando Noriko si allena alla corda , si sente una riarrangiatura del brano di Rocky) segno di scarsa fantasia da parte degli autori.

Buone le animazioni, specie nell' innovativa trovata di mostrare i seni ballonzolanti ( invece che inchiodati al petto come si usa da sempre. Non mi stupirei se diventasse uno standar per le produzioni future), ma c'è poco altro.

Caratterizzazioni stereotipate e luoghi comuni da shojo manga dozzinale completano il tutto.

E sì che questo misconosciuto Hideaki Anno , qui alla sua prima regia ( ha lavorato come animatore in Macross e Nausicaa) dimostra talento, grazie a un buon ritmo e a inquadrature evocative.

Peccato che tutto sia affossato da una sceneggiatura banale e commerciale che cerca di soddisfarei gusti di un pubblico di nicchia.

Se il buon giorno si vede dal mattino , di stò Anno e di Gun Buster non sentiremo più parlare , e finiranno, giustamente , del cratere degli OAV inutili e dimenticati da tutti. :har:

Edited by Zio Sam
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Buone le animazioni, specie nell' innovativa trovata di mostrare i seni ballonzolanti ( invece che inchiodati al petto come si usa da sempre. Non mi stupirei se diventasse uno standar per le produzioni future), ma c'è poco altro.

 

Cinque anni prima. DaiconIV Opening Anime. Stesse persone.

Edited by Shito
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Una cosa che trovo molto interessante, è che tutto sommato in Top wo Nerae! non viene ancora fuori quello che è uno dei tormentoni (sono ingiusto: uno dei punti cardine) della narrativa SF di Anno, ovvero l'essere 'ascia bipenne' della scienza. Questa cosa è proprio chiara, anche dichiarata in Nadia e Eva, senza dubbio alcuno. C'è una forte assonanza con un certo tipo di SF letteraria stile Crichton (spelling?), per esempio The Andromeda's Strain, non a caso citato in maniera diretta anche in Eva. In Top wo Nerae!, invece, non si vede tutto sommato il "lato oscuro" della scienza. A parte l'inevitabile effetto Urashima, che poi di vedrà (negli episodi avanzati), a me pare che l'approccio verso la sceinza, in Top wo Nerae!, sia genuinamente entusiasta. In questo senso, la cosa è davvero concorde a tutta l'opera: un'opera entusiastica di un giovane regista entusiasta di poter finalmente usare i mezzi di una 'vera produzione' per realizzare quello che gli piace tanto. Credo che anche per questo Top wo Nerae! sia subito spiccato come un compendio, un'esplosione dell'otakuzoku sino ad allora (1st gen), e sia poi rimasto nella storia del genere.

 

A proposito di questo entusiasmo per la scienza e il futuro che si specchia nella SF, vorrei citare Takeda Yasuhiro:

 

Osaka - The whole future was sci-fi

 

Around the time I was in sixth grade, Apollo 11 landed on the moon. What’s more, it was broadcast live. I was blown away. All I could think was, Right now, right this second, humans are standing on the moon! I was glued to the television, and praises for science flooded my mind. But what really sealed my faith in that most essential field of study was the Osaka World Exposition in 1970.

 

I think people of my generation will understand when I say that the Osaka World Expo was a symbol of our future, a glimpse of what science would bring about. As anticipated, the U.S. building had moon rocks on display, and of course I went to see them. I stood in line for two hours to look at some rocks. But they weren’t just any old rocks - they had been brought back from the moon. They carried the promise of a bright and powerful future; they seemed to glow with the confidence of that tomorrow.

 

Prorpio lo scorso febbraio sono infine stato la parco dell'esposizione universale di Osaka '70 - e ho studiato un po' la storia di quest'evento. Il tema dell'esposizione era proprio "Il progresso e l'armonia dell'umanità". Ci si arriva sulla Osaka Monorail, che credo sia ancora la più lunga del mondo. Quando si vede quel posto, credo si senta mento il senso di "un passato in cui si sentiva di avere un futuro". Molte aspirazione entusiastiche dei bambini di allora sarebbero poi state disattese, ma l'impronta nella narrativa di quei giovani è chiara. Credo che Top wo Nerae! ne sia un chiarissimo esempio.

 

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(no, non è il rendering di un'apostolo di Eva scartato, e non è un design di Nagai. E' la "Torre del Sole", vero pivot di Osaka '70. Ed è enorme. E sì, credo che ad Anno gli sia proprio entranta in testa.)

Edited by Shito
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Beh, lo sto seguendo. °_°

 

Il modo in cui si chiude l'episodio, con il terzetto che si alza in volo su un SSTO, credo sia davvero rappresentativo di questo approccio entusiasta di quella SF.

 

Un'altra cosa che adoro è la sigla di chiusura. Sia nelle immagini, sia nel testo della canzone, enfatizza al massimo il senso "da shoujo manga", anche qui è la fiera dei cliché. "Mi ricordi mia sorella minore" pare fosse il più classico modo di rifiutare la dichiarazione d'amore di una kohai (ah, tempi ingenui! in seguito lo si sarebbe piuttosto detto una ragone per *accettare con entusiasmo* la dichiarazione d'amore di una kohai, no?).

 

http://www.dailymoti...yyyyyy_creation

 

Anche lo stile dei credits, scritti a mano con grafia da diario femminile, e in rosa!, lo trovo adorabile.

 

I disegni originali sono di Higuchi Kimiko (vedi sotto).

 

La canzone, ovviamente, è di NoriP, nomignolo di Sakai Noriko. Una delle prime 'idol moderne' che si ricordino. Tutte Noriko! (Takaya, Hidaka, Sakai), come il buon Onizuka Kentarou ebbe a sottolineare nella sua storica 'traduzione letterale' dell'opera. :-)

 

A tal proposito, dato che lo considero fonte autorevolissima, ecco anche le sue parole a introduzione del primo episodio di Punta al Top!, nella sua traduzione scritta circa a metà dei novanta:

 

Top wo Nerae! GunBuster is a masterpiece OVA. This primed the

OVA(OAV) market and led to it as it is today. So I have tried to

translate all of GunBuster for people outside Japan. It is,

however, quite difficult to understand GunBuster without knowing

Japanese culture and the way of life in Japan. I added, therefore, as

many comments as possible, to help non-Japanese people understand

GunBuster, and have fun.

 

Sull'uso della lingua in Punta al Top!, Onizuka-san scriveva:

 

Big sister.... Japanese "Oneesama" (literally a polite form of "Ane (elder sister)." This word is only used in high society families, or those schools for high society girls only. Used as a form of address for an elder sister in the family and elder/senior girl student in schools. You can see how ridiculous for Noriko to use the term. In Japanese anime, there is a tendency to use overly polite words. So be very careful if you are going to learn Japanese from anime.

 

At all times, Big sister -- Kazumi -- uses very polite way of speaking. So, I add extra "Please" and "Would you?" or something to her speech. Noriko is also very polite in many cases when she thinks about big sister or Coach, while she is not so polite when she is talking with Kimiko and other classmates. This kind of switching plays an important role to inform audiences the relationships among people. I am still looking for an appropriate word for "Oneesama" that is used in a high class rich ecclesiastic girls' mission high school in traditional places in England or Scotland. "Big sister" is too cheap. I considered to use "Your/her highness" instead of "Big sister."

 

---

 

Altre curiosità sono ovviamente che 'Amano Kazumi' è il nome da nubile della moglie di Okada Toshio (poi divenuta Okada Kazumi), che 'Higuchi Kimiko' è il nome da nubile della moglie di Takami Akai, qui animatrice, e che Outa Koichirou è il nome di un animatore coinvolto nella produzione di Punta al Top! Tra i credits c'è anche una Takaya Noriko, responsabile della cosideetaa 'armonizzazione' della produzione. Ah, dimenticavo, nella lista dei sopravvissuti della disfatta della Luxion che compare all'inizio dell'episodio figura il nome di Anno Hideaki. ^^

 

Questa invece è la nostra Higuchi Kimiko:

 

cos1995.jpg

 

Il suo sito ufficiale è ancora parte dell'albero GAiNAX:

 

http://www.gainax.co.jp/hills/kimiko/

 

Per la cronaca, ci sono buone possibilità che la 'otaku' di Otaku no Video sia una sua rappresentazione. Inoltre, la stessa avrebbe poi disegnato le sequenze 'manga' di FLCL. ^^

 

Ovviamente è una rullona assoluta, perché è una fan di Misdo (Mister Donuts), la cui tradizione scorre potente a Osaka!

 

pondelion.jpg

 

---

 

Uno dei motivi per cui io mi innamorai di Punta al Top! è che, pur essendo una space opera, trasudava palesemente ai miei occhi una totale aderenza alla cultura giapponese reale. Era come vedere un realismo scolastico a là Touch poi parodizzato ma ancora grondante di riferimenti culturali, di afflato nazionale. Ricordo che mi innamorai completamente di questa componente dell'opera, così vivida nel primo episodio della serie.

Edited by Shito
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Spunti vari;

 

1) Inevitabile nell'episodio il riferimento visuale/musicale ad un tipo di rappresentazione riferita come nel caso della scena di 'training' a situazioni 'alla rocky balboa'. Il commento musicale legato ad un particolare momento storico, ha un qualche tipo di valore che si perde se viene cambiato?

Non e' la prima volta che col passare degli anni, specialmente molti commenti sonori vengono modificati nelle varie edizioni per problemi di diritti.

 

2) La sottolineatura antropomorfa spinta all'eccesso dei vari 'robot', fino al farli saltare con la corda, come la considerate; in modo piu' o meno ironico, grottesco, talmente fuori dalle righe da dover avere giocoforza una funzione, o come?

 

3) C'e' piu' senso del dovere, o spinta alla competizione in questa puntata?

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1) credo sia in effetti proprio un parto di passione per la cinematrografia dell'epoca, di cui quella generazione di otakuzoku era avida consumatrice. Mi pare sia opinione comune nel fandom giapponese che quel 'TOP' del titolo sia proprio un riferimento a TOP GUN.

 

2) Senza dubbio. Addiritturà la scena cliché dell'arrivo della Signorina vede una antropologia del tutto umana della sua machine, quando punta il dito in posa dominante contro le altre senpai che stanno bullando Noriko. E' senz'altro voluto. Ed è ancora più parodico perché il modo di pilotaggio della machine è ben convenzionale (leve e cose), quindi non si spiegherebbe mai una simile riproduzione dettagliata dei movimenti umani del pilota, sino appunto all'antropologia espressiva. Credo che qui ci sia una vera e propria 'metonimia grafica' del 'pilotato per il pilotante', dato che alla fine l'episodio è una parodia di uno spokon (Sport + Konjou, dove konjou è la forza di volontà). Del resto, i tetsugeta sono proprio una citazione di Kyoujin no Hoshi. Quindi qui le machine sono rappresentazioni delle persone.

 

3) Non credo in effetti né l'una né l'atra, in particolare. Come appunto negli spokon, credo ci sia la celebrazione del potere della forza di volonta quale 'trigger' di quel douryoku (l'impegno, la forza dello sforzarsi) che tutto rende possibile. Il dialogho topic del Coach "Non chiedere aiuto! Percepisci con il tuo corpo! Pensa con la tua testa! Decidi con il tuo animo!" è l'esaltazione della potenzialità indiduale, che si libera per forza di volontà, che si esprime nello sforzarsi/impegnarsi, che trionfa nella realizzazione del talento e nel raggiungimento di grandi obiettivi. Ma tutto questo non è né spinta alla competizione con il prossimo, né senso del dovere in quanto tale: è semmai spinta alla piena realizzazione del sé, per il sé, con il sé. Si nota peraltro l'unisono perfetto tra le lezioni di Amano-senpai e quelle del Coach: sono davvero una coppia perfetta.

 

Infine, sempre stando a Onizuka-san, la scena che dicevo è una parodia di "Ultraman Leo", quando Moroboshi e Ootori prendono una certa decisione, ma personalmente non conosco il soggetto.

Edited by Shito
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Non nego che il discorso sia interessante, pero'...

 

La proposta di una 'riscoperta' in qualche modo, di vedere la serie 'come nuova', era anche un modo di suggerire una visione senza elaborazioni gia' fate nel passato, in modo da riscoprire anche il semplice lato 'divertente' della saga.

 

Niente in contrario quindi agli approfondimenti, pero' non sarebbe male vedere o parlare della serie come si fa per le 'presenti'; c'e' un qualcosa di "serious business" che si e' incollato in questo caso a Gunbuster, ma anche in altre serie piu' o meno datate, che in qualche modo 'falsa' una parte importante delle intenzioni degli autori; divertire.

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Beh, è che per me quando si fruisce un'opera straniera questa fruzione -in ogni caso, la prima come la centesima- non può prescindere dalla documentazione, che è per me del tutto funzionale e necessaria alla compensione, e indi all'apprezzamento, dell'opera.

 

Ogni opera, anche al suo Day1, ha un suo background. Come minimo, se è straniera, ha il background della cultura straniera di cui è figlia: prescinderne è impossibile, prenderne atto è doverso.

 

Altrimenti, come ho scritto sempre, sarebbe come pensare di 'godere' di un opera scitta in tedesco, senza conosce il tedesco. Per me non ha senso neppure pensare che possa essere 'divertente' quello che in effetti (senza *doverosa* documentazione, per me *indispensabile* alla comprensione anche minima di un'opera straniera) sarebbe piuttosto una sorta di autolegittimata devianza di boriosa (autocompiacuta nella legittimazione del sé) ignoranza.

 

Le cose che ho riportato, infatti, non sono di critica prospettica a posteriori (a parte quando parlavo delle tematiche dell'autore, è vero, lì ho sgarrato), ma sono cose che un appassionato giapponese avrebbe notato al Day1, appunto. :-)

Edited by Shito
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Ma molto e' appunto approfondimento; approfondimento e' anche qualcosa che gia' si conosce e che si 'applica' alla visione di un'opera, non soltanto qualcosa di scoperto a posteriori.

 

Ripeto, discorso interessante, ma certe scelte per gli stessi autori hanno portato qualcosa e a un prodotto che sia comunque intrattenimento, un qualcosa di divertente; non c'e' certo niente di male in questo.

 

E mi incuriosisce non poco, se al di la' della nomea, quest'opera possa continuare ad essere divertente, anche e non solo per chi non ha in qualche modo 'vissuto' direttamente e in quel tempo, l'opera stessa.

 

Ad esempio, lo 'spunto' per la colonna sonora rappresenta una cosa 'curiosa'; per l'autore che ha realizzato l'opera allora aveva un contesto particolare cui collegarsi, ma per un nuovo spettatore? Come vede quella scena?

 

E' anche una curiosita' delle opere multimediali, troppe cose man mano perdono il proprio contatto con la realta' presente, ma per gli spettatori, restando l'opera sempre la stessa. Cambiare nella percezione degli altri, restando sempre le stesse, e' una sorte particolare, e' alla fine la stessa delle persone in quanto individui.

 

In quella scena d'allenamento, ci sono degli evidenti riferimenti musicali a brani e musicalita' di allora; un nuovo spettatore percepisce la cosa, non la percepisce, o se la percepisce gliela fa solo sembrare 'datata'?

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Visto il primo episodio.

Dopo il bello ( ma non per Takahata ) e ambizioso Honneamise no Tsubasa, la Gainax ci propone questa serie OAV che a giudicare da questo primo episodio uscito sembra una scialba parodia di Ace wo Nerae della Yamamoto, ma molto più stupido e infantile.

 

forse potresti provare a considerare il fatto che l'intero primo episodio è principalmente una parodia nella quale confluiscono diversi prodotti televisivi (e un caso letterario: quel fanteria dello spazio che sta un po' ovunque), mentre ace wo nerae ne è "solo" il filo conduttore principale.

non capisco perchè sarebbe una parodia scialba, stupida e infantile.

in buona sostanza il primo episodio è un capitolo introduttivo dove sbrigativamente, ma con efficacia, vengono elencati dei processi che permettono alla protagonista (noriko) di muovere un importante passo in avanti maturando psicologicamente e fisicamente; in pratica i richiami a situazioni note sono funzionali. d'altra parte questa successione è ragionata, è un crescendo di emozioni che raggiunge l'apice con ciò che c'è di più necessario in questa fase della storia: sicurezza (soprattutto di sè) e capacità.

 

Sconcerta l'assoluta leggerezza della trama, le situazioni ridicole ( i robot che fanno le flessioni su tutte), le estenuanti citazioni verso altri anime , telefilm e film ( quando Noriko si allena alla corda , si sente una riarrangiatura del brano di Rocky) segno di scarsa fantasia da parte degli autori.

 

LOL scusa eh... ma per creare una parodia devi per forza di cose avere come riferimento un'altra opera (con tutto ciò che 'opera' significa).

 

 

sceneggiatura commerciale

 

che cerca di soddisfarei gusti di un pubblico di nicchia.

 

in che senso? :°_°:

 

 

ah sì, oggi ho ri-visto anch'io il primo episodio.

ci voleva proprio... la stagione dei ragni avanza, escono dalle fottute pareti, la racchetta elettrica non si può sporcare di sangue aracnido (?) pertanto serve qualcosa che infonda coraggio per prenderli a calci :fash2:

noriko è una studentella che svolge i suoi compitini di soldatessa, senza dare però troppo peso a come li fa, pertanto il suo talento non può che rimanere inespresso ed invisibile. la poveretta è anche abbastanza sfortunata: il padre, per lei un esempio di vita del quale fin da bambina sognava di ripercorrerne le eroiche orme, era un ammiraglio e un brutto giorno morì durante una missione. poichè chi muore in battaglia è un perdente, e noriko è la figlia di un perdente, in quanto tale deve subire gli sfottò delle altre burbette. ma non della più gnocca migliore del distaccamento, La senpai che tutti ammirano! kazumi amano! in realtà la piccola, decisamente un'imbranata e un'incapace, deve quotidianamente fare fronte anche all'insinuazione, ovviamente malevola, che sia riuscita ad arruolarsi grazie ad una qualche raccomandazione andata a buon fine; del resto "è la figlia di un soldato".

tuttavia la vita di noriko è destinata a cambiare prima quando la suddetta senpai rivolge la propria attenzione verso di lei per allontanare delle "colleghe" che la ridicolizzavano. il fatto in sè, data la differenza di status tra le due, è particolare ma non eccessivo e non rappresenta nemmeno la nascita di un'amicizia vera e propria. non subito, almeno, e in questa fase non fa altro che incrementare l'ammirazione di noriko nei confronti di amano.

ma è con l'arrivo del nuovo coach (il trainer delle reclute) che avviene la svolta, e non solo perchè lei e amano sono le uniche due ad essere scelte per partecipare ad un misterioso progetto nello spazio. senza il coach, noriko non avrebbe imparato a comportarsi seguendo il proprio cuore, ma continuato a lasciare che le parole altrui condizionassero le sue azioni; e soprattutto non avrebbe capito che solo lavorando duramente si possono raggiungere degli obiettivi :fash2:

a infondere un po' di coraggio alla nostra vi è forse anche la rivelazione che il tanto stimato (e temuto) coach è un reduce della missione alla quale partecipò, e durante la quale morì, il padre di noriko.

 

fin qui, anche se a causa delle varie distrazioni parodie può non sembrare, vi è un lavoro di presentazione e di prima costruzione dei personaggi IMO impeccabile. tutta l'attenzione è concentrata su noriko, ma la sua figura non viene certo appensantita nè dalla sua presenza su schermo nè dalla mole di situazioni descrittive che la coinvolgono. a seguire gli altri personaggi, con cui noriko interagisce, dei quali si dice poco ma essendo secondari per il momento non serve aggiungere altro.

anche regia e disegni sono funzionali: ciò che viene rappresentato, e come lo è, ha una sua espressività e viene valorizzato in un certo modo. qualitativamente parlando, i disegni di gunbuster sono lo stato dell'arte (d'epoca)... gli stessi autori che vi hanno lavorato, di questi tempi, non potrebbero replicarne le fattezze (a cominciare da mikomoto, che cmq qualche anno prima aveva dato il meglio di sè altrove).

anche per questo gunbuster è unico.

sulla colonna musicale non c'è molto da dire... semplicemente epica.

 

Spunti vari;

 

1) Inevitabile nell'episodio il riferimento visuale/musicale ad un tipo di rappresentazione riferita come nel caso della scena di 'training' a situazioni 'alla rocky balboa'. Il commento musicale legato ad un particolare momento storico, ha un qualche tipo di valore che si perde se viene cambiato?

Non e' la prima volta che col passare degli anni, specialmente molti commenti sonori vengono modificati nelle varie edizioni per problemi di diritti.

 

forse sì, qualcosa si perde... erano momenti di gloria.

 

2) La sottolineatura antropomorfa spinta all'eccesso dei vari 'robot', fino al farli saltare con la corda, come la considerate; in modo piu' o meno ironico, grottesco, talmente fuori dalle righe da dover avere giocoforza una funzione, o come?

 

era troppo presto per capolavori come queen's blade, quindi se le tope dovevano menare... beh bisognava dargli un'armatura. però qui c'è stata una genialata mica da poco. si parte con dei robot che possono tranquillamente definirsi dei real; siamo nell' '88, non molto lontani da gundam, macross e votoms. il trend è principalmente questo. però il gunbuster...

quindi che un robot salti la corda nel primo ep è perfettamente normale, solo magari non ci si può rendere conto del perchè.

(anche se in patlabor ci stanno i robot poliziotti con pistolone e manganello! ma questa è un'altra storia :lolla: )

 

3) C'e' piu' senso del dovere, o spinta alla competizione in questa puntata?

 

la seconda (noriko vs tutti :lolla: ). però imo alla fine prevale la ricerca di sè.

 

Outa Koichirou è il nome di un animatore coinvolto nella produzione di Punta al Top!

 

forse intendi koichi ohata. in passato ha partecipato a moltissimi ova prodotti da aic ma soprattutto "è quello di genocyber e m.d. geist" :fash2::lolla:

è un obari depotenziato...

altre facce conosciute coinvolte sono hiroyuki kitakubo, kazutaka miyatake, lo stesso obari, il solito sadamoto...

c'è un bel po' di gente che ha lavorato a macross.

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forse potresti provare a considerare il fatto che l'intero primo episodio è principalmente una parodia nella quale confluiscono diversi prodotti televisivi (e un caso letterario: quel fanteria dello spazio che sta un po' ovunque), mentre ace wo nerae ne è "solo" il filo conduttore principale.

non capisco perchè sarebbe una parodia scialba, stupida e infantile.

Bè, se si ignora tutto quello che succede negli episodi dopo il primo episodio di GB fa una brutta impressione, è inutile negarlo: se i disegni e le animazioni sono belli ( specie per i tempi) ci troviamo di fronte a una marea di situazioni e dialoghi visti e stravisti già all' epoca.

L'originalità non è certo il suo forte.

L'aggiunta di scene idiote come i robot che fanno le flessioni, che trascinano i pesi, che imitano le movenze femminili delle pilotesse, manco fossimo in un anime dei primi anni 70 fanno sganasciare dal ridere e tolgono qualsiasi pretesa di serietà all' opera.

Se fosse uscito oggi, diremmo che è un anime per bimbiminkia o una jumpata basata sulla triade amicizia-impegno-vittoria.

 

Poi c'è Onizuka Kentaro che afferma che se non si conosce la cultura e i rapporti interpersonali che ci sono in Giappone , GB può far ridere.

Io credo di conoscere bene il modo di pensare dei nipponici, la loro società ogentocratica , basata sul bene del gruppo rispetto a quello dell' individuo, la loro scuola che porta ancora strascichi regolamentari dovuti al secondo conflitto mondiale ecc.... ma tutto ciò non mi impedisce, al di là di tutto di vedere personaggi e situazioni banali e stereotipati, e situazioni da anime demenziale.

Si, sarà divertente notare le mille mila citazioni sparse qui e là, ma alla fine sono solo spezie per coprire il sapore insipido di un piatto cucinato senza troppa fantasia.

Non mi stupirei se Anno avesse deciso di fare un primo episodio volutamente leggero e pieno di fan service per accalappiare più pubblico possibile facendo sì che si affezionasse ai personaggi e continuasse poi a comprare gli altri episodi ( moolto diversi dal primo episodio) per vedere come finisce la serie.

 

 

forse sì, qualcosa si perde... erano momenti di gloria.

 

Cacchio è vero, era quella, non Rocky !

Errore mio.

Edited by Zio Sam
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Rivisto il primo episodio.

L'ho ritrovato divertente come me lo ricordavo, con l'elogio dello sforzo individuale per raggiungere il proprio obiettivo per sè stessi e non per altri a far da perno all'intera vicenda qui narrata. Buona morale in appena 30 minuti.

Geniale l'idea della "parodia" di Ace o nerae in chiave fantascientifica.

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Praticamente riabbiamo questi 3 personaggi in Noriko, Kazumi e Kimiko.

 

E ovviamente anche il coach

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Per le movenze dei robot, contemporaneamente veniva creato Patlabor (il manga credo sia iniziato nell'88) e anche li ritroviamo Noa che si esrcita a fare i nodi, mentre le movenze e gli atteggiamenti del labor di Ota esprimono tutto il carattere del pilota. Se il robot deve essere una estensione del corpo umano e deve effettivamente ricrearne i movimenti per meglio effettuare il proprio lavoro, credo che gli animatori di fine anni 80 siano arrivati alla conclusione che anche un real robot deve avere certe movenze umane.

 

A dispetto del tono tutto sommato divertito dell'episodio, certo l'incipit è proprio bastardo.

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Ma il tizio con le orecchie a sventola e gli occhiali dovrebbe essere Anno da giovane ?

E che gli dicono le ragazze ?

 

 

Praticamente riabbiamo questi 3 personaggi in Noriko, Kazumi e Kimiko.

 

Hai dimenticato

 

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Edited by Zio Sam
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Per le movenze dei robot, contemporaneamente veniva creato Patlabor (il manga credo sia iniziato nell'88) e anche li ritroviamo Noa che si esrcita a fare i nodi, mentre le movenze e gli atteggiamenti del labor di Ota esprimono tutto il carattere del pilota.

 

Però, almeno nel caso di Noa che si esercitava a fare i nodi, lei indossava degli speciali guanti che facevano riprodurre i movimenti delle sue mani a quelle del robot, non si serviva di semplici leve o cose simili..

Edited by EYMERICH
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Ma molto e' appunto approfondimento; approfondimento e' anche qualcosa che gia' si conosce e che si 'applica' alla visione di un'opera, non soltanto qualcosa di scoperto a posteriori.

 

Ripeto, discorso interessante, ma certe scelte per gli stessi autori hanno portato qualcosa e a un prodotto che sia comunque intrattenimento, un qualcosa di divertente; non c'e' certo niente di male in questo.

 

E mi incuriosisce non poco, se al di la' della nomea, quest'opera possa continuare ad essere divertente, anche e non solo per chi non ha in qualche modo 'vissuto' direttamente e in quel tempo, l'opera stessa.

 

Capisco -forse- cosa intendi, ma almeno per me il 'divertimento' è quel senso di appagamento di avere (almeno un po', o quanto più possibile) 'compreso' qualcosa. Non conosco un altro tipo di piacevolezza nella fruizione di opera alcuna, ma anche di luogo (tipo: in una vacanza). Quindi per me le due cose non sono opporte, diciamo, ma sono in effetti la stessa. Per esempio, se un'opera è un'opera datata, non solo trovo necessario calarmi nel suo 'spazio' (la nazionalità degli autori), ma anche nel suo tempo (il momento, il contesto tutto in cui è stata concepita e creata). Questo per me fa proprio necessaria parte del processo di 'divertimento' che tu citi.

 

Ad esempio, lo 'spunto' per la colonna sonora rappresenta una cosa 'curiosa'; per l'autore che ha realizzato l'opera allora aveva un contesto particolare cui collegarsi, ma per un nuovo spettatore? Come vede quella scena?

 

In quella scena d'allenamento, ci sono degli evidenti riferimenti musicali a brani e musicalita' di allora; un nuovo spettatore percepisce la cosa, non la percepisce, o se la percepisce gliela fa solo sembrare 'datata'?

 

Dipende: se il nuovo spettatore ha fatto quello che io per uno cerco di fare, allora probabilmente si avvicinerà alla recezione corretta del valore/peso/mood di quella colonna sonora. Altrimenti no. Nel caso 'altrimenti', ovvero in quella che definirei una 'fruizione insensatamente cieca', credo che il riferimento a un certo tipo di cinematografia sia ancora sensibile/percepibile anche per noi occidentali europei, ma sicuramente più 'datato', e indi complice di dare anche all'opera che lo cita un'aura datata (cosa che, in effetti, è anche giusta).

 

E' anche una curiosita' delle opere multimediali, troppe cose man mano perdono il proprio contatto con la realta' presente, ma per gli spettatori, restando l'opera sempre la stessa. Cambiare nella percezione degli altri, restando sempre le stesse, e' una sorte particolare, e' alla fine la stessa delle persone in quanto individui.

 

Credo che un opera sia sempre a contatto con il 'suo' presente, quello di quando è stata creata. Non penso che abbia senso relazionare un'opera al suo 'futuro', a quello che ancora sarebbe stato, se non a titolo di curiosità comparatistica. Tipo "come si immaginava il futuro nel passato", cose del genere. Ma credo davvero che il valore di ogni opera sia proprio quello di rappresentare sempre e comunque un'istantanea del momento in cui è stata concepita, ovvero proprio il suo 'essere fermo' nel tempo.

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