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Qual è la serie sci-fi più realistica?


Roger

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come da titolo.

naturalmente la scelta va contestualizzata prendendo in considerazione prima di tutto quelle serie dove ci sono dei robottoni (sennò che ci fa qui il topic?), secondariamente il mondo nel quale sono inseriti.

esempio: l'anime gundam, in principio, viene definito realistico non soltanto perchè i robottoni sono delle macchine aventi caratteristiche molto plausibili, ma anche perchè c'è una società definita ed organizzata in un certo modo, la diffusione di una tecnologia che entro certi limiti è verosimile e perfino problematiche varie, anche di ordine naturale come l'evoluzione umana o i pro/contro della guerra, che influenzano la storia stessa e fanno riflettere lo spettatore.

altro esempio: i robottoni di patlabor nascono con un intento nobile, che per definizione richiama la radice del termine 'robot', ovvero agevolare gli esseri umani permettendogli di affrontare lavori (e fatiche) che per ragioni naturali il corpo umano non può sostenere. l'esistenza dei labor cambia la società e la gente si adatta alla nuova realtà, criminalità compresa, eccetera.

macross: gli aerei trasformabili non esistono e non esisteranno mai ( :lolla: ) però in questa serie va presa in considerazione l'immissione, nel processo produttivo delle armi, di una tecnologia aliena che va ad influenzare lo sviluppo tecnologico, rendendo possibile realizzare anche quello che potrebbe sembrare assurdo.

votoms: eeeh :°_°: i robottoni sono delle carrette più o meno potenti; il discorso è lungo e basterebbe dire che in realtà la vera macchina da guerra è sotto gli occhi di tutti fin dal primo episodio e non è tanto la macchina (gli armored trooper), quanto il super soldato (chirico!) che dovrebbe pilotarla. vale comunque all'incirca il discorso di patlabor.

 

a seconda della piega che prenderà il topic si potrà aggiungere un sondaggio.

 

io per ora dico FLAG.

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Considerato che non ho (ancora) visto VOTOMS direi che Patlabor merita la palma di più "realistico" anche perchè è praticamente uno slice of life sulla vita di un gruppo di poliziotti (che per guidare quei cosi si devono prima lungamente addestrare non è che danno una lettura veloce al manuale o sanno già magicamente che farci) con i loro problemi sul lavoro e personali dove c'è anche molto spazio dedicato alla parte investigativa dove i labor manco si vedono e quindi sono solo appunto degli strumeti da usare quando servono e con grosse limitazioni... forse giusto il Grifon è un poco esagerato ma nemmeno tanto. Alla fine la parte più irrealistica è quella dedicata all'umorismo slapstick come certi episodi totalmente fuori di testa che sembrano usciti da Lamù tipo quello esilarante del "regime" messo su dal vice del "vecchio coatch" con lo spaccio clandestino di pornazzi :lolla:

Modificato da Alex Halman
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E bello vedere citare Patlabor, ma e' veramente una serie di fanta-scienza ? Io penso piuttosto che sia una serie dove si analizza attraverso lo slice of life, l'impatto che avra' una tecnologia avanzata ma non tanto futuristica sulla societa'.

In questo senso Patlabor e' molto realistico ma poco sci-fi.

Ci sono molte chicche in Patlabor che mostrano l'impatto dei labor sulla societa'. Mi vengono in mente un episodio in cui un Patlabor che sta inseguendo un criminale deve stoppare. E perche' ? Perche' si trova difronte ad un ponte che non puo' saltare ne' passare sotto sono pena di distruggerlo. I movimenti in citta' sono altamente limitati. Il Patlabor non puo' andare dove vuole, perche' la citta' non e' fatta su misura per i labor (civili, di polizia o militari). In un altro episodio vediamo come i successori di Alphonse abbiano un sistema di controllo che ne limita il movimento per impedire al labor di andare a schiantasi o colpire edifici. Un controllo di autolimitazione dei danni in ambito urbano. Niente male, questo significa che i labor non hanno una manovrabilita' totalmente libera. L'uso poi delle munizioni oltreche' essere molto costosa e' anche pericolosa e va limitata al massimo. E questo gia' con la "pistola" di ordinanza del labor, il fucile e' adirittura talmente piu' potente che non viene usato per gran parte della serie perche' costituisce un pericolo non indifferente agli edifici/civili in zona. Che dire poi del fatto che un Labor senza i dati del pilota e' un oggetto inerme ? I movimenti che migliorano poco a poco sono specifici del pilota e vengono memorizzati su un disco. E questo il vero valore aggiunto del Patlabor. Senza questi dati hai solo un mucchio di ferraglia di alta tecnologia.

 

Si invece ci interessiamo alla sci-fi classica, quella dei robottoni, navi spaziali e cosi' via ovviamente non si puo' non citare Gundam.

Si badi bene, la serie tv MSG e' veramente poco realistica, essendo in gran parte ancorata alla struttura tipica dei robottoni anni 70.

La trilogia di MSG in gran parte corregge questo difetto eliminando quei legami super robotici. Ma per motivi che esulano dalla mia comprensione nel sequel Z Gundam che mostra tante chicche realistiche (l'uso dei baliut per dirne una) si perde del tutto quel realismo tanto agognato quando introduce di punto in bianco (e questo e' un momento in cui il realismo inteso come coerenza interna alla narrativa va a farsi benedire) la nozione di MS trasformabile solo per scopiazzare Macross. Che Gundam non potesse riflettere di luce propria ? Che i modellini di Gundam non vendessero abbastanza senza doverli inquinarli con i trasformabili ?

E l'errore ovviamente viene mantenuto nel sequel di Z ovvero ZZ.

 

L'altro elemento che e' sfuggito di mano e' quello del New Type. Come concetto filosofico e elemento portante della narrativa si e' passati a qualcosa di totalmente ridicolo e che va in contraddizione con quello che e', o che e' rimasto del realismo di Gundam.

I poteri New Type non sono poteri da superuomini, ma questo diventano quando un New Type richiama chesso' la forza spiriturale di tutte le anime dei defunti nello spazio per sferrare un attacco. Qui non solo si contraddice il realismo di Gundam ma si trasforma Gundam in un Fantasy. I poteri New Type non sono mai stati la carte blanche, il deus ex machina della situazione. Ma questo sono diventati nella timeline UC. E le cose non vanno mica tanto bene neanche nelle timeline alternative che se non possono usare il trucco New Type ne ideano uno simile con tutti i difetti del caso.

 

Ecco perche' penso che la serie Gundam sebbene fosse partita con l'ideale di fare del robot qualcosa di "realistico" superando i limiti del genere super robot si perda completamente strada facendo. Io di realistico in Gundam, vedo solo la trilogia di MSG, lo 0083, il war in the pocket e l'ottavo plotone. Guarda caso la maggior parte di questi sono archi narrativi dove non ce' un c@zzo di New Type. Fa pensare no ?

 

 

Realismo come coerenza interna : non si puo' non citare Gunbuster. Non e' la mia serie preferita, e il 50% degli episodi si puo' scartare perche' fa solo pandering agli otaku. Ma sul versante fantascienza, quello che riesce a compiere nell'arco di 3 episodi e' fantastico. E una narrativa sci-fi che non si autocontraddice, che non tira fuori dal cappello deus ex machina vari.  

 

Ma se debbo citare quella che per me e' la serie di fantascienza realistica per antonomasia beh quella sarebbe The Legend of the Galatic Heroes. 110 episodi di vera fantascienza, con navi spaziali, fortezze nello spazio, sistemi difensivi innovativi che mai nell'arco di tutti questi episodi tirano fuori dal cappello deus ex machina. E tutto logico, sorprendente ma logico. Non si prende mai lo spettatore per un cretino. Niente colpi Fantasy, niente superpoteri. Solo hard science fiction come dio commanda.

Il merito ovviamente va ai romanzi originali, ma anche allo staff che ha fatto la trasposizione anime senza prendersi "liberta'" artistiche che avrebbero potuto mandare in vacca il progetto.

Modificato da Cobra
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E bello vedere citare Patlabor, ma e' veramente una serie di fanta-scienza ? Io penso piuttosto che sia una serie dove si analizza attraverso lo slice of life, l'impatto che avra' una tecnologia avanzata ma non tanto futuristica sulla societa'.

In questo senso Patlabor e' molto realistico ma poco sci-fi.

 

beh, sci-fi = science fiction, quindi fondamentalmente si parla sempre di finzione; nello specifico si considerano temi inquadrabili nell'ambito delle varie scienze (per cui, ad esempio, star wars è tanto sci-fi quanto jurassic park). visto come è partito tutto il discorso, per comodità ci si riferiva al "campo" degli anime con i vari robottoni.

per quello che riguarda patlabor, anche se è una storia che ruota prevalentemente attorno ai personaggi, il setting futuristico è molto importante e il fatto che si senta meno con il procedere dell'opera non implica che non ci sia, ma solo che narrativamente viene dato "per scontato" (aka esaurito e metabolizzato dallo spettatore entro un certo tempo). quanto alla tecnologia, pur essendo in alcuni casi obsoleta rispetto alla nostra comprende elementi plausibili che si vorrebbe realizzare ma che ancora non è stato possibile.

in parole povere i personaggi, qualunque cosa facciano, esistono in un mondo di finzione dove la tecnologia ha un ruolo molto importante :°_°:

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Con il robottone+realistico mi sa che le avete dette tutte...

 

spariglio un po' le carte con...

 

 

Vifam mi ha sempre suggerito come un concetto di pseudo-realismo 

 

Alla peggio la butto con

 

http://www.youtube.com/watch?v=u79TyE9XYUA

 

Dougram  :°_°:

 

(Certo piu' si prosegue, piu' mi rendo conto che si parla di certe serie al passato...  >_< )

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E' molto interessante l'introduzione di Roger che puntualizza cosa si intenda per 'realistico' in un prodotto SF.

Per esempio, in Giappone Eva venne dichiaratamente proposto come 'real-na SF'  (SF realistica), e questo rimandava ai personaggi come psicologie e contesto sociale. Ovvero, si intendeva che era tutto 'realistico' *tolto* l'elemento SF 'bruto', ovvero erano sentimenti e situazioni umane 'realistiche' calate in un teatro SF.

 

Per esempio in questo senso il film di Miyasan più realistico -l'unico realistico, anzi- è Majo no Takkyuubin. Senza dubbio.

Chiaramente, tornando alla SF animata, anche Gundam era così e viene da dire che -nonostante tutto- resta un caposaldo.

Credo che Macross fosse uno spaccato della società giapponese primottantina davvero niente male, allegorizzata il giusto. E Megazone23 aveva il suo perché, pure in un setting distopico.

Piace vedere citata la Polizia Celere Patlabor, sì. Vi ricordo che  機動 (kidou) di KidouKeisatsu Patlabor è lo stesso di Koukaku KidouTai. ^^

Modificato da Shito
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I personaggi di Mirai Shounen Conan sono molto ideali, archetipali, com'è tipico di lui. E' difatti proprio la negazione di cò (il realismo delle caratterizzazioni di personaggi e società) che fa di Majo no Takkyuubin la sua unica opera con una volontà di realismo narrativo. :-)

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Considerato che non ho (ancora) visto VOTOMS direi che Patlabor merita la palma di più "realistico"

 

"Questa è una storia di fantasia. Ma fra 10 anni, chissà." :)

 

 

Non ne fossero già passati venti.....  :crying:

 

E' molto interessante l'introduzione di Roger che puntualizza cosa si intenda per 'realistico' in un prodotto SF.

 

Per esempio, in Giappone Eva venne dichiaratamente proposto come 'real-na SF'  (SF realistica), e questo rimandava ai personaggi come psicologie e contesto sociale. Ovvero, si intendeva che era tutto 'realistico' *tolto* l'elemento SF 'bruto', ovvero erano sentimenti e situazioni umane 'realistiche' calate in un teatro SF.

 

Che poi, io ho sempre trovato anche i robbò con la prolunga più aderenti alla realtà di un Gundam. Per il modo in cui vengono presentati: ovvero come marchingegni mal compresi, costruiti in fretta e furia, usati male, con un sacco di accessori inutili perchè mai testati, trascinati in servizio fondamentalmente perchè non c'è alternativa. Tutto ciò è molto rappresentativo dei primi prototipi di tecnologie nuove nella realtà, specie in guerra.

E anche gli sviluppi/derive metafisici hanno sempre avuto piena cittadinanza nella science fiction "vecchio stile".

 

 

io per ora dico FLAG.

 

Qualcuno entro pochi post tirerà fuori Starship Operators, a buon diritto.

Peccato che in fondo nessuno dei due mi sia piaciuto, per mancanze narrative.

 

Piace vedere citata la Polizia Celere Patlabor, sì. 

 

Non piace invece vederla tradotta in un modo che mi costringerà ad immaginare Pierfrancesco Favino e Filippo Nigro che guidano un AV-98S   >_<   :har:

 

(Io alla SV2 ho sempre piuttosto associato un gruppo di carabinieri da fiction :)

 

Vi ricordo che  機動 (kidou) di KidouKeisatsu Patlabor non è lo stesso kidou di KidouSenshi Gundam, che è 起動, quanto piuttosto lo stesso di Koukaku KidouTai. ^^

 

Ecco, pure Shirow quando non ci andava troppo giù con i viaggi mentali meriterebbe una menzione...

Modificato da werner
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Tanto 'pe capisse.

 

L'argomento di discussione e' un 'realismo' come puo' essere percepito "dall'esterno" della serie, oppure di un 'realismo' come coerenza interna alla narrazione?

(che poi qua mi infilo dritto in un cul de sac mica male tra coerenza interna ed esterna, quindi prendete i termini 'as is' nella 'domanda')

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Mah, secondo me il discorso è diventato ozioso da quando Roger ha citato FLAG.

Che è l'equivalente del "gioco, partita, incontro".

 

Gioco, partita, incontro...ma niente gol.  :giggle:

Quindi no, il discorso non e' diventato ozioso solo perche' e' stato citato FLAG. 

FLAG e' realistico nello stesso modo in cui e' realistico un episodio di Back Jack quando quest'ultimo va in un campo profughi.

L'ambientazione che si rifa' a situazioni piu' o meno realistiche nella vita vera, ma se prendiamo questo metro di paragone anche Area 88 e' un anime realistico.

Il tagio documentaristico, e la ripresa dal basso non si vede spesso negli anime, ma se non sbaglio alcuni degli episodi in CG di Gundam hanno proprio questo taglio. Quindi anche loro sono realistici in questo senso.

 

A mio avviso in questa discussione il termine realistico deve rimandare al concetto di coerenza narrativa. Un anime di sci-fi mette in mostra un mondo, con delle regole. Se gli elementi di questo universo seguono queste regole allora l'anime e' realistico. Se invece si fa alla cazzo di cane, inventando strada facendo, ed eliminando arbitrariamente regole allora siamo difronte ad un anime per niente realistico.

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Tanto 'pe capisse.

 

L'argomento di discussione e' un 'realismo' come puo' essere percepito "dall'esterno" della serie, oppure di un 'realismo' come coerenza interna alla narrazione?

 

(che poi qua mi infilo dritto in un cul de sac mica male tra coerenza interna ed esterna, quindi prendete i termini 'as is' nella 'domanda')

 

Beh, direi che il "realismo inteso come coerenza interna alla narrazione" sia la "condizione necessaria ma non sufficiente" per poter parlare anche di "realismo come può essere percepito dall'esterno"..

Modificato da EYMERICH
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Diciamolo in un altro modo, che presagivo...

 

Si parla di 'realismo' in quanto tale, oppure di 'realismo' nel senso che segue le "regole" dell'ambientazione in cui si svolge?

 

Gundam ha un certo grado di realismo, le particelle minovski e quant'altro fanno parte dell'ambientazione e forniscono comunque un grado di 'tecono-bubbole' sufficiente a sostenerne l'impianto; succede questo perche' c'e' quest'altro.

Votoms lo e' senz'ombra di dubbio, Patlabor, etc.

 

Eva non e' realistico dall'esterno (angeli che vengono dal nulla, robot che in realta' non sono robot), ma all'interno della sua ambientazione lo e', in quanto fornisce piu' che sufficienti motivazioni per quanto accade.

 

Il piccolo problema insignificante e' che tendenzialmente ogni racconto fantastico (se scritto con criterio) ha una sua componente 'realistica' all'interno della propria narrazione, in quanto piu' o meno segue le regole date dall'autore.

 

Quindi, Gundam (0079), Votoms, Patlabor anche al di la' della propria ambientazione e regole sono comunque realistici (non 'reali', ovviamente), ma non ci sono tantissimi altri robottoni che possono poi essere considerati tali.
Per dire, Big O, ha una sua 'ambizione' in qualche modo realistica, per i movimenti che vengono effettuati, le armi usate, il tipo di comandi, etc, ma (almeno secondo me) non lo e' perche' esternamente a me sembra una 'favola' un po' nera con il robottone di contorno.

(e il finale era quello che era).

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Quindi, Gundam (0079), Votoms, Patlabor anche al di la' della propria ambientazione e regole sono comunque realistici (non 'reali', ovviamente), ma non ci sono tantissimi altri robottoni che possono poi essere considerati tali.

Per dire, Big O, ha una sua 'ambizione' in qualche modo realistica, per i movimenti che vengono effettuati, le armi usate, il tipo di comandi, etc, ma (almeno secondo me) non lo e' perche' esternamente a me sembra una 'favola' un po' nera con il robottone di contorno.

(e il finale era quello che era).

 

esatto, altrimenti alla fine anche un getter, un dancouga e perfino i transformers potrebbero essere definiti realistici.

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Be', se si vuole parlare di realismo coerente con con il setting della storia la maggior parte delle migliori serie scifi sono così, vedi GitS, Gundam (Origini) e anche Evangelion. Avrei voluto nominare anche Full Metal Panic, ma il plot twist verso il finale è qualcosa dei peggio Steins;Gate/Robotic;Notes.

 

Comunque le serie scifi più realistiche che mi vengono in mente sono senz'altro Uchuu Kyoudai e Planetes, che potrebbero benissimo essere una storia unica. La storia del primo potrebbe essere anche ambientata ai giorni nostri, tralasciando qualche elemento un filo più futuristico.

 

Un altro anime che presenta un sistema praticamente realizzabile nel mondo reale e per un certo senso già presente è Dennou Coil, magari gli encode tramite gessetti, Sacchi e "i mostri neri di dati" sono un'esagerazione storica, ma una rete globale/nazionale basata sulla realtà aumentata mi sembra una cosa fattibilissima anche da ora. con le giuste ricerche e i giusti investimeti monetari.

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