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Mamoru Oshii e i suoi mondi immaginari


Lord Gara

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Più che altro sono lieto di leggerti quantopiù cresciuto dai tempi di motoseghe e apologie di furti con destrezza.

 

E' perché non si dimentica, che si può apprezzare il miglioramento dell'individuo. :-)

 

Anche l'avatar ha tutt'altra fierezza rispetto a quel che fu.

 

Bene così. :-)

 

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Sull'arte per l'arte, credo di aver reso tutto sommato chiaro il mio pensiero di 'responsabilizzazione a monte' di ogni tipo di comunicazione. Non credo che nella comunicazione si possa scaricare il barile a valle, perché a valle gli arriva addosso in modo quantopiù indiscriminato, alla faccia della selezione degli individui recettori. La responsabilità di ogni azione è in chi quella intenta, deliberatamente. Anzi, di ogni atto. Ogni atto deliberato è responsabilità di chi deliberatamente lo attua (sul filo della tautologia chiasmica). Questa responsabilità va assunta con coscienza. Ma questo è solo il mio cosciente pensiero nella sua responsabilizzata espressione deliberata.

Modificato da Shito
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Tra l'altro, segnalo che c'è un episodio della serie che è praticamente Beautiful Dreamer in nuce, ma ancora più potente. Perché prigioniera del suo sogno infantile non è um, ma la madre di Ataru, prototipo della casalinga gipponese ottantina annoiata, che insegue la visione di una bimba che poi si rivela essere ovviaamente sé stessa. Come dire Beautiful Dreamer più Paprika in un solo episodio di venti minuti, e all'ennesima potenza. La citazione è cortesia del nostro Yupa nazionale, in realtà, perché io sono ingnorante in quanto ad Uruseiyatsura. In caso, Zio Sam saprà elaborare - ne sono certo.

Modificato da Shito
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Ricordo in SAC l'episodio dell'illuso che non pensando di essere tale risultava l'ultimo degli stronzi. Trovo difficile pensare che tra il pubblico che lo ha seguito ci fosse qualcuno all'oscuro di una simile ovvietà, ma forse anche gli intenti educativi del GitS di Kamiyama non erano da sottovalutare :giggle: 


Altra cosa

 

Se non fosse che la maggior parte di registi fa così : mi vengono in mente gente com Spielberg e tutti i registi al soldo della Major, queste ultime i veri autori del film e il regista è solo l'impiegato più pagato del set che fa tutto quello che loro gli ordinano di fare.
E anche Miyazaki è uno che ha ribadito, ( vedi intervista su Mangazine 20 ) che un regista deve fare film per il suo pubblico, far coincidere i suoi gusti con quello di chi paga il biglietto ( e con i gusti delproduttore che sgancia i soldi).
E disse pure che abbandonò la tv perché non si guadagnava nè in fama nè in soldi.
Miyazaki rientra quindi nella categoria 2.
All' epoca diceva che l'unico film che aveva realizzato per passione ( inteso come suo scazzo personale) era Porco Rosso ( appena uscito all' epoca ) .

 

 

Fintanto che il prodotto finale non è essenzialmente diverso da ciò che intendevi fare (sia per quanto riguarda la forma che il contenuto) imo va bene. Tuttavia non conosco (o comunque conosco poco) Miyazaki al di fuori dei suoi movie, prendo questa affermazione con le pinze e chiedo: Miyazaki è uno che fosse stato per lui avrebbe fatto "tutt'altro" o la sua convinzione di dover "accontentare tutti" parte realmente da se stesso?

Modificato da Chroniko
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che insegue la visione di una bimba che poi si rivela essere ovviaamente sé stessa.

Ma siamo sicuri che sia davvero la bimba sia la madre di Ataru bambina ?

L' ho pensato per anni  anche io, ma a guardare bene non ci somiglia granché ( meno  di quanto Kakugari assomigli ad Onsen, e non sono manco  parenti) , pure il colore dei capelli è diverso , e la vedo come una specie di spirito che fa avverare i sogni più reconditi della sig. Moroboshi.

Tutto ciò  è rafforzato dal fatto che lei vede prima la bambina in sogno ( per i giappi è credenza che  i fantasmi si vedono spesso in sogno) e dal fatto che quando la incontra per la prima volta ,   la bimba gioca a kagome kagome

 

http://en.wikipedia.org/wiki/Kagome_Kagome

 

sapendo cosa rappresenta metaforicamente il gioco, l'origine della piccola mi pare abbastanza chiara.

 

Ma d'altronde l'episodio è volutamente criptico , specie nel finale, completamente slegato dalla serie originale.

Molto bello però, con vari livelli di lettura ( io adoro quando Oshii critica gli psicologi che credono di capire cosa giri veramente nella testa di una persona), peccato che nell' edizione italiana hanno fatto un errore madornale nel doppiaggio: non si sono accorti che i medici che assistono la signora  ogni volta che si risveglia, sono Sakura,  Kakugari ( o Onsen) , Megane, Mendo, mettendo così voci a casaccio e cannandole quasi tutte.

Modificato da Zio Sam
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  • 3 months later...
  • 2 weeks later...

non sei l'unico... oshii è un tipo precisino e metodico, forse alle volte anche troppo, ma questo dovrebbe implicare una certa qualità del risultato finale. d'altra parte molto dipende dal livello del suo coinvolgimento per questo live action, quanta grana verrà impiegata e chi ce la mette per fare cosa.

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Ovviamente è un mio pensiero, ma ho sempre creduto, pensato e 'sentito' che i mecha dell'animazione, a renderli in live-action o li fai 'fedeli', e diventano giocattoli oversized, o li fai 'realisticizzati', e sono altra cosa che l'originale. Per esempio, il Gundam 1:1 è chiaramente un giocattolone enorme, per intenderci. Ma Patlabor ha una vague realistica, secondo me, che trascende la questione 'real robot' o che. Anche le abientazioni, i setting, sono 'reali' piuttosto che realistiche. Anche le situazioni, i gruppi di persone. Patlabor mi è sempre sembrato un po' un 'live drama' da principio. :-)

Modificato da Shito
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mah... anche patlabor nasce in un momento storico nel quale si suole inserire degli elementi molto particolari sul soggetto-immagine, così da far pensare che esso sia effettivamente realistico (insomma abbia corrispondenza fisica nel mondo reale). però, a differenza di altre opere dove per ottenere il medesimo risultato si disegnavano oggetti realistici abbastanza a caso su un corpo, in patlabor il design generale è più ragionato ed armonizzato. 

il primo gundam, porello, nasce senza queste stesse coscienza e cultura raggiunte con patlabor, inoltre manca di determinati mezzi di produzione (che però, sempre in gundam, puoi iniziare a trovare negli ova; guardacaso proprio da quando inizia a lavorarci yutaka izubuchi, un anno dopo patlabor).

ma in realtà questa è solo apparenza, estetica, cosmesi, perchè nella serie tv i labor sono comunque un'estensione del corpo del pilota, ne potenziano le capacità e sostanzialmente ne riproducono movimenti e pose. tutto troppo futuristico per essere, uhm, credibile.

in pratica i labor sono degli umani giganti e di tanto in tanto qualcuno ci mette delle limitazioni tecniche (meccaniche, software, di munizioni), quanto basta per ricordare allo spettatore che sta guardando un real robbò. ma concettualmente siamo ancora a mazinger z; cambiano però la forma e quel pizzico di realismo appena detto...

da allora (patlabor) ad oggi ci si è involuti, infatti IMO questo è il più grande rischio al quale il live action di patlabor va incontro.

non ho praticamente nulla da dire sui personaggi, infatti il piatto forte dell'opera erano loro (certo non mancavano episodi e situazioni che di credibile non avevano quasi nulla) e le commedie che inscenavano.

sul setting se ne può discutere, o forse no... personalmente penso sia stata una scelta intelligente ed abbastanza felice costruirne uno non troppo futuristico, non troppo vecchia scuola.

 

cmq esistono anche altri soggetti che si prestano ad una trasposizione live interessante, però per restare fedeli all'originale richiedono una ricostruzione delle ambientazioni impensabile per aziende giapponesi (sarà per questo che spesso fanno dei film completamente in CG?).

bubblegum crisis è uno, ma mò che muv luv spopola e pacific rim sta aprendo la strada al genere robottazzi vs mostrazzi...

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  • 4 weeks later...

Non so, pare che il mecha sia stato complicato a sproposito.

 

Io spero in un taglio alla Patlabor 2.

 

Certo, ancor di più spero, prego e mi preoccupo sulla serietà di Oshii in questo progetto.

 

Assault girls m'ha davvero messo in forte discussione l'autore.

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Non vedo nulla di complicato, semplicemente avendo un modello a dimensione reale quindi così grande hanno aggiunto dei dettagli perfettamente in linea col mecha di base senza snaturarlo minimamamente, mi pare normale e più che giusto altrimenti sarebbe sembrato un giocattolone. Noto più che altro che hanno levato le protezioni per le ginocchia, forse non sono state ancora montate.

Modificato da Alex Halman
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