Erik Inviato 26 Settembre, 2015 Autore Share Inviato 26 Settembre, 2015 Shito, scusa eh, ma tu questo film non l'hai capito ora, figuriamoci a 8 anni... Le tue obiezioni mi rendono solo più lampante il fatto che guardi i film (occidentali) in un modo talmente superficiale da non renderti conto nemmeno di cosa guardi.Hai notato che Joy tratta Riley come una figlia?Hai pensato che forse è Joy il meta-riferimento narrativo per un genitore e non sua madre?Hai notato che Joy dice testualmente "Tristezza... non so cosa fa di preciso", salvo poi scoprirlo dopo, con la presa di coscienza del mondo fatto di scale di grigi?Tu non hai notato un bel nulla, a parte i colori flashati e le gag, quelle sì, per compiacere i bambini, che sennò col cazzo che stanno zitti al cinema mentre i genitori imparano qualcosa! Shito dai, lasciamo stare qui. E' chiaro che siamo su due piani troppo distanti e ogni cosa che dirò la bollerai come fesseria perché te non riesci nemmeno lontanamente a concepirla.Dal canto mio mi impegno per smettere di stupirmi e di chiederti delucidazioni ogni volta che ti vedo fare un commento ingenuo come quelli qui sopra.Promesso. 1 Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 26 Settembre, 2015 Share Inviato 26 Settembre, 2015 (modificato) Ho notato tutto quello che scrivi, Erik. Rileggi l'analisi che ho fatto dove analizzo la "sovraprotettivà" di Joy per Riley nell'ideale di "non voglio che dia mai triste". L'ho scritto molte volte. Fin da principio Joy vorrebbe Riley tutta per sé, dato che Joy è il primo sentimento che emerge nell'infante ("eta così bello quando eravano solo noi due"). E poi c'è la risoluzione di Joy, sì, ho scritto anche dove comincia (la consolazione di Bing Bong) e dove finisce (la core memory da 'scorrere'). Mi sa che il film l'ho visto con attenzione, lo ricordo in ogni sua scena e nei nessi. Forse sei tu che hai saltato qualche mio post. :-( Come fai a dire che ho notato solo i colori flashati? Ho scritto il contrario OVUNQUE. Vuoi un bell'auto multi-quote? °_° --- Toma: io non mi sono mai sentito spiccatamente intelligente, ma presto iniziai a notare che intorno a me c'era chi lo era ancor meno. Mi sono sempre sentito il classico orbo nella valle dei ciechi, hai presente? Ma sempre alla ricerca dei vedenti. Se ci fai caso, è la stessa modalità con cui scrivo anche qui. Cerco di istigare il lato migliore, più critico e intellettuale, dei miei interlocutori. Perché penso sinceramente che in questa società quasi tutti facciano gli scemi molto più di quanto non sarebbero. Perché credo che questa sia una fase della società che rimbambisce, che vuole consumatori idioti. Hai RAGIONISSIMA quando dici: Tu ritieni che, ritornando ad uno Shito di 8 anni, questo messaggio sia così semplice, così scontato che possa essere compreso allo stesso modo di come tu lo avresti assimilato? Perché NO, non l'avrei capito come l'ho capito ora. L'avrei capito, sì, ma l'avrei capito 'in modo diverso'. Che non significa 'meno', significa 'in un'altra modalità'. Forse avrei pianto con Riley, a 9-10 anni (io dico che questo film è per quell'età, eh! Non per i 5-6!). Però credo che l'avrei capito perché ho memoria sensibile (cossidetta "di primo tipo") di quello che capivo a quell'età. Per questo dico che si tratta di un film per quell'età. Poi, come sempre accade, se una cosa è intelligente la puoi capire a tutte le età, in modo diverso. Il caso estremo di ciò è "Il principino" di Saint-Exupery, o altra letteratura di rilevantissima letteratura. Credo, come Miyazaki, che l'animazione sia un mezzo espressivo principalmente infantile - sì. Il che non vuol dire che "in animazione puoi fare solo cazzate". Perché, anzi, credo che proprio per i bambini si debbano fare cose intelligenti. Quindi poi apprezzabili a tutte le età, certo. Ma tra "apprezzabile anche da" e "primariamente rivolto a" ci passa un mare. Ci sono state e ci sono delle eccezioni, certo. Takahata è il primo, lo adoro, e ha pure argomentato. Ma questo non fa che Laputa -per esempio- sia altro che un film per bimbi di quarta elementare, tipo. E che poi possa piacere anche a me, certo. Fintanto che riesco ad apprezzarlo onestamente senza ingannarmi che sia altro di quel che è. Modificato 26 Settembre, 2015 da Shito Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Il Toma Inviato 26 Settembre, 2015 Share Inviato 26 Settembre, 2015 Quindi perché non dare ad un film di animazione lo stesso valore che può avere un'opera come quella di Saint-Exupery? Che cosa la rende diversa, se fornisce più spunti di lettura, per gli ottenni, per i teenager, per gli adulti. Spunti non banali, sia chiaro. Non come quelli per esempio di Nemo, lì si banalotti, ma era chiaramente un film che io ritengo "diverso" da questo. E quindi perché anche questo non può essere un'eccezione e rientrare nella categoria "primariamente rivolto a"? Saluti Toma Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 26 Settembre, 2015 Share Inviato 26 Settembre, 2015 Toma: Adoro che mi fai una domanda perfettamente sequenziale, che dimostra come tu mi abbia letto *e* compreso credo totalmente. In primis ti ringrazio per questo, quella di "parlare davvero" è una sensazione meravigliosa quanto rara. Grazie. Grazie davvero. Dunque, rispondo al tuo 'perché', ovvero ci provo, esprimendo un mio punto di vista. Per come sento le cose essere, più un linguaggio, un mezzo espressivo, è strutturato - più esso diventa 'mirato' a una fascia di riceventi. La forma meno strutturata è la musica. Ovvero, è molto strutturata, ma non nel senso dell'articolazione codificata espressiva. A livello comunicativo, è pressoché direttamente emotiva. Il linguaggio umano, che si dice "a doppia articolazione", è molto strutturato. Quindi, può essere usato in molti modi, ma già di per sé ti limita a chi capisca quel linguaggio - c'è la lingua, le lingue nazionali, e tutto in doppia articolazione . più tutte le variazioni diamesiche e diafasiche del caso. Quindi, in 'letteratura' (in senso lato) tu puoi fare testi per bambini, testi per adulti, testi per adolescenti, e se sei bravo ciascuno di essi può "dire qualcosa" a una frangia di pubblico più vasta di quella primaria. Ma di base, ogni comunicazione presuppone un ricevente. Per comunicare hai bisogno di qualcosa da dire e di qualcuno a cui dirla. Quindi una precognizione del ricevente c'è, c'è sempre, anche se in modo inconscio - come certi artisti che in effetti "parlano a loro stessi", o a una parte li loro (<- questa è quasi sempre una componente inconscia almeno minoritaria della comunicazione umana). Ora, se saliamo alle arti figurative, e poi a quelle audio-visive, e poi ci specifichiamo in quelle audio-visive animate, il tipo di mezzo comunicativo si struttura così tanto che è veramente raro non vedere che il mezzo stesso finisce a individuare un target. Il contenuto fantasioso-evasivo è, tipicamente, un elemento infantile. E' finzione fasulla fasulla. Per esempio, la letteratura fantasy, essendo tipicamente molto descrittiva, molto sensoriale, molto traboccante di sensorialità proiettata nel fantastico, è tipicamente adolescenziale. Ciò che 'annoia' il fanciullo, la cui mente brama un certo tipo di esperienza fantasmica, al contrario può interessare l'adulto, la cui mente ricerca concettualizzazione oltre la pseudosostanzialità della finzione. Per contro, l'adulto può essere annoiato dalla finzione per l'adolescente, perché spesso già 'passata' nei suoi contenuti e nei suoi temi, agli occhi di un adulto maturo. Non è questione di fare i fighi. E' questione di crescita come accumo di vissuto, vissuto esperienziale e di pensiero. Quindi, dico che l'animazione è un mezzo espressivo infantile perché dato a pseudo-sostanzializzare immagini fantasiose, animare i disegni, e così la si usa. Sì, ci si è sempre anche provato a fare del simbolismo o del surrealismo 'adulto', e a parte un autore sono sempre stati divertissement o fallimenti totali. E perché lo sono stati? Perché probabilmente erano ab-usi di un mezzo che calza male con altro tipo di contenuto e destinazione. Ovviamente, lo RIBADISCO, usare un mezzo espressivo per fanciulli e fare opere per fanciulli NON significa necessariamente fare cretinate, anzi. Se rileggi l'illuminante brano di Ejisonta Uno studio sui "davoi" -- lineamenti generalidi Ejisonta[rubrica "Il club adulto di Tokyo Jr.", su Manga Burikko, uscita del dicembre 1983] "Noi non vogliamo diventare adulti".Era lo slogan sopra al titolo di un certo rinomato circolo digitale di manga, ma questa frase esprime l'essenza dei maniaci di manga in modo veramente preciso. Maniaci di manga, anime fan (anche se dicendo maniaci si da una sensazione parecchio pesante, mentre dicendo fan un senso di andante con brio) sono delle persone parimenti predisposte per il lolicon, che non vogliono maturare per nessun motivo e vogliono preservare chissà fino a quando nient'altro che la loro condizione di moratoria. Volendo, questo è un sentimento che chiunque ha in sé, sarebbe lo stesso tanto per me, che per voi, che per il presidente di una grossa ditta, ma se si tratta del caso dei "davoi" la cosa è forte, che se per un momento si rimarca quel fine moratorio hanno una reazione d'ipersensibilità come se gli si toccasse una vecchia ferita decennale, mentre quelle volte che si ritrovano ideologicamente preparati, allora si mettono a spiegare la questione di quanto possa essere importante il non voler diventare adulti.Per tale ragione questi signori, tutti quanti, continuando a fissarsi sulla sfera culturale di manga e anime, dicendo a questo o quell'adulto che venissero a intromettersi tipo "lasciatemi stare", continuano a mantenersi fissi su livello di pensiero e sensibilità da mid-teen. Magari, voi avrete sentito dire quella cosa che "conservare i sentimenti da bambino è mantenere uno sguardo puro", ma mi spiace dirvi che chiaramente su questo si sbagliano. Quanto al punto di vista dei bambini, o al il punto di vista degli esseri umani in pubertà, sono del tutto differenti. Hanno un bel dire gli anziani su quanto la pubertà sia stata un bel periodo, e si mettono a ricordare cose del genere, ma per i suddetti quei discorsi non sono che un desiderio di rinvigorimento, quando in realtà quel che si chiama la pubertà degli esseri umani è francamente qualcosa di estremamente brutto. Anche se si è nell'età in cui si vorrebbe averne uno spasmodico pensiero, nel risveglio alla sessualità si fallisce miseramente con immaturi preliminari. Nei casi di normalità, da lì, provandosi a strafare e tentando di comportarsi da adulti, ci si avvicinerebbe ad un'adultità a tutti gli effetti, ma nel caso dei "davoi", l'abito mentale è di astenersi totalmente dal vettorializzarsi in direzione di una sintesi di maturità. Come risultato, quel che resta è un'autoasserzione immatura, un pensiero immaturo, eccetera, diventando una parata di attaccamenti all'immaturità.A dir la verità, nella pubertà non c'è alcun nonsoché da attaccarcisi a un tal livello. In quel periodo, accadono senz'altro fenomeni come trovarsi a scorgere d'improvviso, in un manga o un anime che sino ad allora non si aveva avuto alcuna particolare intenzione di leggere o vedere, dei concetti o quel che sia dalla componente profonda del gruppo dei creatori. E' difatti se ne trae senz'altro saggezza, però non ci si dovrebbe fermare a quell'istante, volendolo protrarre in chissà quale sviluppo. E difatti, alla fine non ci si può che rivolgere verso l'adultità.Quale realtà del problema, provate a guardare l'immagine allo specchio di voi stessi col sorrisone mentre leggete una rivista lolicon: e difatti sarà un qualcosa di inquietante. Per non dire che nel finire a masturbarcisi tutti incantati non penso ci sia troppo da rallegrarsi.E così, questo sta a significare che simili bimbi solitari non possono veramente resistere dal far gruppo tra "bambini solo un pochino diversi", tramutandosi in un branco di davoi. Come aveva detto un certo autore di manga lolicon: "anche ai ragazzi davoi, nella realtà, possono capitare innumerevoli occasioni di fare amicizia con una ragazza, quindi voi tutti non segregatevi al buio, quando invece basterebbe rendersi positivi!", ed è esattamente così che è.Ad ogni buon grado, per qualsiasi essere umano, una cosa come passare una vita intera in un periodo di moratoria non è possibile. Significa che presto o tardi non si potrà fare a meno di diventare adulti, e inoltre, a seconda del modo in cui si imbracciano le proprie intenzioni, sgattaiolare tra frizioni sociali d'ogni genere, bambini perlomeno nei sentimenti, il che è si può anche fare, e questo potrebbe praticarsi come un qualcosa di più puro di svariati livelli di chiarezza piuttosto che una testarda ma anche confusa prospettiva davoiesca.Detto il che, sarebbe l'opinione del Club Adulto di noi solo un pochino adulti. ti rendi conto che l'essere otaku è proprio il 'restare mentalmente fermi' a quell'età in cui la morte di Gwen Stacey può essere un'epifania, una rivelazione. E' l'adolescenza, ed è giusto che ci sia. Ma a me sembra piuttosto che si voglia a tutti i costi dire "vedi quant'è intelligente questo fumetto/cartineanimato/videogioco? è per adulti, mica per ragazzini!" perché gran parte della società dei 'nuovi adulti' è ancora parecchio incagliata in quel passaggio da tarda adolescenza adultità reale, e vuole crearsi inconsciamente un alibi di 'normalità'. Il Fanciullino Pascoliano, per capirci, non è qualcosa da plaudire. E' un ritardato. E sì, se trovi [tu generico] una 'rivelazione' in Inside Out a quarant'anni, sei [tu generico] probabilmente in ritardo nel tuo [tu generico] sviluppo mentale.Quello che Inside Out ti mostra, a quarant'anni dovresti già averlo visto, imparato e digerito dalla vita. Così da FARE un prodotto di finzione come Inside Out per i più giovani.---Potrei andare avanti sulle differenze tra finzione di intrattenimento giapponese e americana, sui quasi dieci anni di ritardo del Giappone nell'ingresso alla mentalità postmoderna, sul diverso canone di puericultura, e poi della deformazione del mezzo 'animazione' che in Giappone con l'anime boom inizia a crescere deformandosi verso un pubblico di riferimento deforme, ma allora davvero dovrei spostarmi di là. ^^; Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Zio Sam Inviato 26 Settembre, 2015 Share Inviato 26 Settembre, 2015 Moore si riferiva all'autorefenzialità dei comics odierni contrapposta al periodo Kirby con cui era cresciuto. ma vale anche per i cartoni . Guardi Adventure Time o My little Pony , o regular show , e sono cartoni fatti da adulti per altri adulti nerdacci, non per i bambini. Perché tutti i riferimenti alla cultura anni 80, ai film vecchi di 20 e più anni, chi li capisce se non il bimbo di ieri e non quello di oggi ? Che nel caso dei film Pixar non è un approccio del tutto sbagliato, visto che sanno che degli adulti dovranno vedere i loro film per forza , in quanto dovranno accompagnare i figli al cinema. Insomma, si lavorano anche mamma e papà ai fianchi, così se il film piace pure a loro, poi sganciano i soldi del pupazzame per i pargoli più facilmente. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Chocozell Inviato 26 Settembre, 2015 Share Inviato 26 Settembre, 2015 (modificato) Moore si riferiva all'autorefenzialità dei comics odierni contrapposta al periodo Kirby con cui era cresciuto.ma vale anche per i cartoni . Guardi Adventure Time o My little Pony , o regular show , e sono cartoni fatti da adulti per altri adulti nerdacci, non per i bambini. Non so. (Comunque sei sul filo dell'OT mi sa) Modificato 26 Settembre, 2015 da Chocozell Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 26 Settembre, 2015 Share Inviato 26 Settembre, 2015 Appena, eh. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Zio Sam Inviato 26 Settembre, 2015 Share Inviato 26 Settembre, 2015 ma L'OT è da prima che arrivassi io. c'è altro topic ma nessuno ci va Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 26 Settembre, 2015 Share Inviato 26 Settembre, 2015 lasciamo perdere. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 26 Settembre, 2015 Share Inviato 26 Settembre, 2015 Allora corri! Cosa ci fai lì davanti?!? VAI! Vai che ti garba! Dai retta! Il mio problema e' che ho il gene dell'anti-hype; piu' di una cosa si parla, meno voglia ho di vederlo/prenderlo etc. Motivo per cui per me il Male per eccellenza e' ad esempio Apple, che tutto basa su quell'aspetto. p.s. strano che a nessuno sia venuto in mente Eriadan. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Erik Inviato 26 Settembre, 2015 Autore Share Inviato 26 Settembre, 2015 Guarda che ti capisco bene.Pensa che non ho ancora visto Interstellar perché sono ancora irritato dall'hype e finirei, lo so già, per godermi il film a metà.Però ti consiglio di andarlo a vedere, questo Inside-Out, magari in un orario un po' scomodo per le famigliole, tanto per riuscire a goderti un po' meglio il film. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Joker Inviato 27 Settembre, 2015 Share Inviato 27 Settembre, 2015 L'ho visto mercoledí sera Interstellar, nonostante la lunghezza é filato via liscio, spiegoni non ne ho trovati, spiegazioni tecniche semmai! Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Boyd Inviato 27 Settembre, 2015 Share Inviato 27 Settembre, 2015 Il mio problema e' che ho il gene dell'anti-hype; piu' di una cosa si parla, meno voglia ho di vederlo/prenderlo etc. 'mazza!, abbiamo la stessa forma mentis! Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Chocozell Inviato 27 Settembre, 2015 Share Inviato 27 Settembre, 2015 Siamo in parecchi Solo che a me più di andare sull'anti-hype mi va sui mahones Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Maximilian Inviato 27 Settembre, 2015 Share Inviato 27 Settembre, 2015 Visto. Non m'è piaciuto. Ci son rimasto abbastanza male. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Eymerich Inviato 27 Settembre, 2015 Share Inviato 27 Settembre, 2015 http://www.huffingtonpost.it/2015/09/27/maria-rita-parsi-inside-out-matteo-renzi_n_8203252.html?utm_hp_ref=italy Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Maximilian Inviato 27 Settembre, 2015 Share Inviato 27 Settembre, 2015 E con questa direi che abbiamo fatto il poker di cazzate... Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 27 Settembre, 2015 Share Inviato 27 Settembre, 2015 Ma Vera Slepoj non si sente più? Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 27 Settembre, 2015 Share Inviato 27 Settembre, 2015 Ho letto il titolo dell'articolo e mi sono imbarazzato, davvero. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
onirepap Inviato 27 Settembre, 2015 Share Inviato 27 Settembre, 2015 Almeno l'articolo viene pesantemente preso nel culo n i commenti sottostanti Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
in esilio volontario Inviato 27 Settembre, 2015 Share Inviato 27 Settembre, 2015 Signori, nel mio modesto modo di vedere le cose, questo è il primo film Pixar per adulti (mascherato in modo tale da non far annoiare i bambini). Dimentichi WALL•E. Dubito che un bambino possa capire un film come quello. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Erik Inviato 27 Settembre, 2015 Autore Share Inviato 27 Settembre, 2015 Concordo in parte, nel senso che trovo Wall-E più accessibile a tutti, visto che il soggetto è molto più concreto: un robottino che fa cose. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 27 Settembre, 2015 Share Inviato 27 Settembre, 2015 A me invece quell'articolo ha contribuito a mettermi curiosita' boh, se non lo levano prima... Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 27 Settembre, 2015 Share Inviato 27 Settembre, 2015 (modificato) Credo che Wall-E non fosse neppure 'mascherato' da bambini, in effetti. Infatti. ribadisco, veniva definito "un film rischioso" e "un film imperfetto". Wall-E era a tutti gli effetti un film di fantascienza con un significato emotivo (il rapportto Wall-E con Eve) e messianico (il futuro dell'umanità e il suo riscatto) che proiettava in un futuro apparentemente distante delle pieghe sociologiche drammaticamente vicine. A pensare che Wall-E era subito prima del boom di Facebook e dei social, nonché prima delle videochiamate sui telefonini... beh, viene quasi un brivido. Freddo. (specie per chi ha atteso sino al termine dei magnifici, magnifici, MAGNIFICI titoli di coda solo per sentirsi schiacciato sulla poltroncina dal jingle finale: BUY'N'LAAAAAARGE!) Modificato 27 Settembre, 2015 da Shito Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Erik Inviato 27 Settembre, 2015 Autore Share Inviato 27 Settembre, 2015 (Per inciso, Wall-E è il MIO film preferito della Pixar) Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
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