Boyd Inviato 28 Settembre, 2015 Share Inviato 28 Settembre, 2015 E con questa direi che abbiamo fatto il poker di cazzate... Da un momento all'altro mi aspetto anche un'articolessa/disamina di Paolo Crepet. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
onirepap Inviato 28 Settembre, 2015 Share Inviato 28 Settembre, 2015 (modificato) E con questa direi che abbiamo fatto il poker di cazzate... Da un momento all'altro mi aspetto anche un'articolessa/disamina di Paolo Crepet.Un sacco di gente rubata al molto più utile lavoro nei campi o in miniera, ancora mi lacrimano di sangue gli occhi se penso alle bestialità che questi psicologi da talkshow sono stati capaci di scrivere dall'alto della loro spocchiosa ignoranza.Ps Max, potresti dico cosa non ti è piaciuto del film? Sono davvero curioso Modificato 28 Settembre, 2015 da onirepap Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Lord Gara Inviato 28 Settembre, 2015 Share Inviato 28 Settembre, 2015 Ma Maria Rita Parsi ancora respira? Ricordo ancora da piccolo quando leggevo i suoi articoli su TV Sorrisi e Canzoni dove scriveva che Sailor Moon (al tempo alla stagione delle Sailor Wars) contribuiva a confondere l'identità sessuale dei poveri ignari fanciulli. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
onirepap Inviato 28 Settembre, 2015 Share Inviato 28 Settembre, 2015 Ma Maria Rita Parsi ancora respira? Ricordo ancora da piccolo quando leggevo i suoi articoli su TV Sorrisi e Canzoni dove scriveva che Sailor Moon (al tempo alla stagione delle Sailor Wars) contribuiva a confondere l'identità sessuale dei poveri ignari fanciulli. Della Parsi mi ricordo un'articolo allucinante su Ranma 1/2 dove si era letteralmente inventata la trama riferendosi alla Takahashi sempre al maschile. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Chocozell Inviato 28 Settembre, 2015 Share Inviato 28 Settembre, 2015 o Direi che ci stanno Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Maximilian Inviato 28 Settembre, 2015 Share Inviato 28 Settembre, 2015 Ps Max, potresti dico cosa non ti è piaciuto del film? Sono davvero curioso Ci sto ancora riflettendo, perché credo sia un insieme di fattori piuttosto complesso. Il cortometraggio iniziale ti stronca la voglia di vivere. Gioia è una protagonista assolutamente insopportabile. La sceneggiatura è pretestuosa, banale e, spesso, lacunosa. Il gioco metaforico della "personificazione" delle emozioni e dei vari aspetti della personalità/funzioni e processi mentali è poco incisivo e oscilla tra l'astruso e il facilone. L'esito finale è che il film non m'ha coinvolto mai, né nei momenti divertenti, né in quelli drammatici, nè in nessun'altra circostanza (salvo giusto quei pochi secondi dei titoli di coda). Tecnicamente è un capolavoro, ma dalla Pixar non è che mi aspettassi altro. Solo che fino a questo momento non c'è stato un solo film Pixar (con l'unica eccezione del primo Toy Story e-almeno parzialmente- Brave) in cui non abbia avvertito "la magia". Questo è il primo, e non l'ho presa bene. Continuo a rimuginarci su, cercando di farmi un'idea più precisa. PS: credo comunque che il problema sia essenzialmente "mio", nel senso che a me non è piaciuto, ma in qualche modo avverto la "validità" del film. Come una poesia meravigliosa in un'altra lingua, se capite che intendo. PS 2: tanto per ribadire l'ovvio: non è un film per bambini. Sarei piuttosto propenso a ritenerlo il film meno "per bambini" della Pixar fino a questo momento, ammesso naturalmente che l'etichetta "per bambini" abbia un qualche senso (no, non ce l'ha). Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 28 Settembre, 2015 Share Inviato 28 Settembre, 2015 Ok, mi avete (boh?) convinto; di seguito io-me che mi dirigo verso la sala della proiezione: se poi non mi sara' piaciuto, shitstorm come se non ci fosse un domani. p.s. si, ok, ho adorato Sanctuary, sparatemi. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Taro Inviato 28 Settembre, 2015 Share Inviato 28 Settembre, 2015 Lo sai si che ci sta la scena col ragno? Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 28 Settembre, 2015 Share Inviato 28 Settembre, 2015 visto, visto, so' stato giorni smadonnando ^^; Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Alex Halman Inviato 28 Settembre, 2015 Share Inviato 28 Settembre, 2015 Ho letto il titolo dell'articolo e mi sono imbarazzato, davvero. Io non riesco ad andare oltre Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Garion-Oh Inviato 28 Settembre, 2015 Share Inviato 28 Settembre, 2015 Ma Maria Rita Parsi ancora respira? Ricordo ancora da piccolo quando leggevo i suoi articoli su TV Sorrisi e Canzoni dove scriveva che Sailor Moon (al tempo alla stagione delle Sailor Wars) contribuiva a confondere l'identità sessuale dei poveri ignari fanciulli. No, quella era la Slepoj. La Parsi ce l'aveva con Rayearth per via dei "fallici spadoni". Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
onirepap Inviato 28 Settembre, 2015 Share Inviato 28 Settembre, 2015 Oggi questi individui quasi non si scagliano piu verso gli anime o videogiochi, anche perche' verrebbero spernacchiati senza pieta' nei social networks . Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Chocozell Inviato 28 Settembre, 2015 Share Inviato 28 Settembre, 2015 Ma Maria Rita Parsi ancora respira? Ricordo ancora da piccolo quando leggevo i suoi articoli su TV Sorrisi e Canzoni dove scriveva che Sailor Moon (al tempo alla stagione delle Sailor Wars) contribuiva a confondere l'identità sessuale dei poveri ignari fanciulli. No, quella era la Slepoj. La Parsi ce l'aveva con Rayearth per via dei "fallici spadoni". lol. Ti stai trasformando in Zio Sam. O Zio Sam si sta trasformando in te Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 28 Settembre, 2015 Share Inviato 28 Settembre, 2015 E vai di Live. Scena: esterno, poco distante ingresso sala. Capannello di regazzine sulla sinistra. Io unico adulto a destra. Qui si mette male; in vari sensi. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Chocozell Inviato 28 Settembre, 2015 Share Inviato 28 Settembre, 2015 Indossi un impermeabile beige? Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 28 Settembre, 2015 Share Inviato 28 Settembre, 2015 No ma ho occhiali e ombrello per varie evenienze. Comunque update: sono arrivati e sciamano tutto intorno altri esseri umani di varia taglia. Tutte femmine. Ma che ca...o sto andando a vedere? Last update: intravisto un adulto di altro sesso. Per la sorpresa provo una strana attrazione verso di lui. Qui va a finire che faccio nuove scoperte e outing prima di fine giornata. E ora iniziate sto film. PD. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
kevin8 Inviato 28 Settembre, 2015 Share Inviato 28 Settembre, 2015 Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Il Toma Inviato 28 Settembre, 2015 Share Inviato 28 Settembre, 2015 Saluti Toma Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 28 Settembre, 2015 Share Inviato 28 Settembre, 2015 Ok visto.Il corto mi ha ucciso.La pixar non è più quella di knick knack, eh? Ahaha.Segue più tardi che a scrivere per strada mi sento più pirla del solito. Fottuto t9 PIRLA esiste. -- Ordunque. Questo e' un film palesemente scritto da degli adulti per ironizzare su determinati (e solo alcuni) 'meccanismi' della psiche umana; in questo e' anche parecchio adulto nel suo essere altamente 'auto assolutorio' nell'associare i propri comportamenti a questo o a quello e mai in concreto a se stessi. Il target di tale intento auto-ironico e' ovviamente se stessi, quindi gli adulti, MA rappresentato con elementi sia molto 'basilari' ed insieme 'archetipi' tali da poter essere compresi in linea di massima dai bambini. In pratica e' un'opera di cazzeggio che puo' essere tranquillamente fruita dai minori. In tutto questo pero' c'e' anche un problema, io lo chiamo un 'deficit strutturale' di base. Mi spiego. Gli autori hanno piu' che palesemente indicato che questo film non e' un trattato di natura psico-pedagogica, sia appunto per aver usato elementi molto immediati e comprensibili (gioia, tristezza, rabbia, etc) per il loro essere tali SIA appunto per la loro caratterizzazione, SIA dicendolo apertamente perculando libri e trattati in materia direttamente nel film stesso in una certa scena, che vede Gioia in un certo qual senso 'affibbiare' a Tristezza tutta una serie di trattati; il che a pensarci continua con la verve autoironica alla base del film. MA si tratta appunto di questo, di elementi basilari ed essenziali, a loro volta fortemente (ovviamente) romanzati. A sua volta la vicenda in se' alla base della storia della ragazzina, e' altrettanto basilarmente essenziale. Certo, ovvio e scontato sottolineare che la storia si dipana 'al di qua' dello schermo, con voli pindarici e anche ghignanti di riferimenti, allusioni incrociate, in sostanza allegorie; il tutto in quei casi ad uso e consumo degli adulti, con i bambini che vedono muoversi i pupazzi sullo schermo: drammone in sala quando un certo personaggio 'scompare', con bimbi che chiedono che fine abbia fatto, circa. In sostanza, quello che io chiamo deficit strutturale... e' che il film si svolge essenzialmente e quasi totalmente dal lato 'causa', genera una vicenda in se' piccola e molto in se' banale. In sintesi, abbiamo la perfetta rappresentazione di una montagna che partorisce un topolino; ove anche la montagna per la linearita' della rappresentazione, affonda per bene con piedi di argilla. Infine. E' un film assolutamente delizioso, basato appunto su un cazzeggio auto-ironico di adulti che vogliono si' cazzeggiare tra di loro, ma anche giocare in qualche modo con i bambini. Strutturalmente invece le istanze molto lineari adoperate basilarmente, lo rendono paradossalmente, in questo equilibrio molto ben realizzato comunque tra autoironia e intento allegorico si' ma essenziale e lineare, il sotto vuoto spinto patinato e sbriluccicante, con una vicenda di base inesistente per via della propria inutilita' stessa che e' alla base dell'opera, in quanto il raccontato inverte si' causa ed effetto, ma l'effetto ritorna comunque alla fine della rappresentazione per chiudere in qualche ovvio e logico modo la vicenda stessa. E quest'ultimo aspetto puo' essere indigesto per piu' di un adulto. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 28 Settembre, 2015 Share Inviato 28 Settembre, 2015 edit: p.s. forse risultava troppo negativa; la sintesi e' che e' *davvero* un bel film, direi consigliato, ma che se si vede 'al di la' dei meccanismi di base che sono comunque abbozzati, mostra in modo evidente la propria struttura di base, facendo perdere molta della 'magia' di cui invece il film in se' e' portatore. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Chocozell Inviato 28 Settembre, 2015 Share Inviato 28 Settembre, 2015 Ma con il tizio poi come è finita? Fatto outing? (Il film non l'ho ancora visto, quindi mi devo attaccare agli eventi che lo circondano) Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 28 Settembre, 2015 Share Inviato 28 Settembre, 2015 Scomparve nel nulla ^^ Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Weltschmerz Inviato 29 Settembre, 2015 Share Inviato 29 Settembre, 2015 Premetto che questo intervento non ha alcuna intenzione provocatoria e mi auguro non infastidisca nessuno. Vi prego di essere indulgenti nel caso in cui qualche mia parola offenda chicchessia: non è voluto!Ho pensato di scrivere questa risposta perché mi ha davvero sorpreso notare con quanta insistenza si sia sostenuto che questo film non sia rivolto prioritariamente a un pubblico infantile. È una cosa che mi ha molto incuriosito e allora volevo condividere le mie personali impressioni.Perché la sensazione che ho avuto nel guardare il film è stata sì quella di assistere a un'opera che si prefiggesse di trattare un argomento serioso (d'altronde un prodotto per l'infanzia non deve certo riguardare fesserie), ma con l'intento di educare, di accompagnare lo spettatore nella scoperta di questa questione. Di guidarlo amorevolmente, insomma, indicandogli una soluzione edificante. Il film non propone degli interrogativi che vengano lasciati irrisolti (espediente di disturbo perché insinua l'angoscia del dubbio), non mostra ambiguità; è al contrario molto compiuto nel sollevare un problema per poi trovargli un opportuno esito apologico nell'epilogo.E questo mi pare un procedimento tipico della narrativa per l'infanzia, o almeno, di quelli che ne sono i migliori esempi (quelli cioè pedagogici). Infatti la sceneggiatura è di uno schematismo che direi estremo, tanto che avevo anticipato lo scioglimento approssimativamente da metà pellicola (e non perché sia un genio, beninteso, ma proprio per via di questa rigidità narrativa, che lasciava supporre un numero piuttosto ristretto di possibili conclusioni).Mi è parso evidente che la struttura narrativa fosse fortemente, diciamo, apollinea (in senso nietzschiano): alla fine tutti gli elementi del racconto collimano perfettamente per risolversi in positività. Senza aloni di irrequietezza. Ogni componente perturbante è sistematicamente fugata. È tutto ordinato secondo logica, estremamente chiaro, intelligibile e, soprattutto, univoco.Perché il film si propone di istruire su come accettare lo sconforto sia utile per la crescita emotiva. E questo è un messaggio esclusivamente propositivo, che non contempla le eventualità in cui invece si possa fallire, ci si possa deprimere o ci si possa sottrarre alla crescita, che sono tutte circostanze verosimili. Ma ovviamente tale casistica stride con il fine a cui il film deve assolvere, che è affermativo.Ecco, lo direi un prodotto rivolto all'infanzia perché propone una visione oltremodo parziale della realtà, convenientemente scelta per infondere ottimismo nello spettatore e motivarlo per le sue circostanze e il suo avvenire. E mi sembra perfettamente funzionale.Ma è, come dire, un prodotto preconfezionato secondo dei canoni di amabile innocuità. Un'opera destinata a un pubblico adulto credo non si contenga entro simili limiti intellettuali, rivolgendosi piuttosto alla natura assurda del vivere umano - e quindi alle sue ambivalenze, alle incertezze, alle malinconie - senza offrire il conforto un po' affettato di una risoluzione lineare dei conflitti.Mi è venuto da pensare che forse nel ritiene che dei bambini non possano capire il film si fa confusione tra il lucido riconoscimento degli elementi di un impianto narrativo e la loro comprensione sensoriale, diciamo intuitiva. Mi spiego: ovviamente è impensabile che un bambino si avveda dei meccanismi formali attraverso cui viene espresso il contenuto della trama (ad esempio: non credo che possa rendersi conto di come l'assunto di base si fondi sul concetto accademico che nella psiche umana siano identificabili delle emozioni primarie, cioè elementari e universalmente condivise, ed emozioni secondarie, cioè complesse e diverse a seconda della cultura d'appartenenza e del vissuto personale). Ma questo genere di comprensione analitica non eslcude l'efficacia del racconto: non è necessario conoscere il trucco di un prestigiatore perché il suo numero desti un'impressione.Insomma, è naturale che un bambino non sappia spiegare razionalmente i motivi per cui questo film gli sia piaciuto. La sua è un'esperienza introiettiva, in cui assimila ciò di cui esperisce in maniera inconsapevole, quasi subliminale (ma sarà comunque arricchito nella conoscenza sensibile e, nei momenti opportuni, potrà tornare inconsciamente ad attingervi per trarne beneficio).Dopotutto, in effetti, allo sguardo di un adulto gli artifici della forma appaiono fin troppo scoperti.Personalmente ho ammirato la compiutezza narrativa del film, ma ho costantemente percepito un fondamentale distacco perché non mi sembrava certo di essere io il fruitore ideale dell'opera. Voglio dire: quel processo di identificazione per cui si proietta sé stessi nei personaggi di una vicenda, intendendo i suoi sentimenti come propri, non ha ovviamente avuto luogo. Al termine della visione mi sono sentito anche alquanto in imbarazzo, perché che questo film lo vedessi io era davvero inutile. Nel senso che su di me non ha ovviamente sortito alcun effetto, avendo io avuto già quel percorso formativo che viene descritto. Un bambino, invece, può apprendere molto. Forse l'equivoco deriva dal fatto che si suole dare una connotazione deteriore o spregiativa a ciò che è inteso per l'infanzia, non so. Immagino che si potrebbe dire allora che il film si rivolge a un pubblico che non abbia ancora intrapreso un determinato sviluppo della dimensione emotiva, ed è più comune che tra queste persone ci siano dei bambini. Ma è una scappatoia, perché raggiunta l'età adulta si presuppone questo sviluppo abbia già avuto luogo. E, se così non è, mala tempora currunt.Comunque, al netto di queste mie considerazioni, per dedurre quale sia il bacino di pubblico a cui il film si rivolge immagino sia sufficientemente eloquente pensare che, per il soggetto, pare che Docter si sia in parte ispirato a un episodio autobiografico: da ragazzino si è dovuto trasferire coi genitori in Danimarca e sembra che non riuscisse a integrarsi granché col nuovo ambiente, ritraendosi in sé stesso. Poi, avendo recentemente osservato un comportamento simile nella figlia preadolescente ha avuto l'idea per il film. Concludendo, mi scuso anticipatamente se il mio modo i esprimermi può sembrare artificioso, sussiegoso, antipatico o altro, la mia intenzione era solo condividere questi pensieri. Mi scuso inoltre se alcuni passaggi risulteranno nebulosi o apparenti nonsensi. Nel caso se ne può discutere. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Il Toma Inviato 29 Settembre, 2015 Share Inviato 29 Settembre, 2015 Beh. Qualche tecnicismo l'hai inserito, insomma la materia non si può dire che ti è estranea. Due, tre pagine di ottimi spunti, da rileggere con calma. Saluti Toma Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 29 Settembre, 2015 Share Inviato 29 Settembre, 2015 Contributo ben apprezzato, anche perche' si pone comunque in modo alternativo rispetto alla rappresentazione del medium in se'. Ovvero, non parla molto del film in quanto tale ma spinge su un concetto maiuetico piu' affine alla filosofia. Ci tornero' sul tardi, ma ad esempio il: Personalmente ho ammirato la compiutezza narrativa del film in realta' non rappresenta un 'merito' in senso lato del film, ma uno degli elementi basilari della struttura narrativa piu' mainstrem, nella fattispecie americana. ossia:Architrama Classica: Casualità Finale chiuso Tempo lineare Conflitto esteriore Protagonista unico Realtà coerente Protagonista attivo che è chiamato 'design classico': una storia imperniata su un protagonista attivo che, allo scopo di soddisfare il proprio desiderio, lotta contro forze antagoniste, principalmente esterne, in un continuum temporale e all'interno di una realtà immaginaria coerente e casualmente connessa, fino ad un finale chiuso costituito da un cambiamento assoluto ed irreversibile. Benvenuti a Inside Out Ed a millemila altri film mainstream americani. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
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